Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 348

Osservare, ascoltare, paragonare, pensare, prima di parlare

Posted by fidest press agency su venerdì, 15 Maggio 2020

L’essere umano sta vivendo la sua contemporaneità in modo confuso e anche contraddittorio. Questo perché vi è stata nell’arco degli ultimi 70 anni una improvvisa accelerazione “temporale” nei modi di vivere e di relazionarsi con il prossimo, dai propri simili alla natura. Se ci limitassimo a considerare solo il mondo della comunicazione ci accorgiamo d’essere impreparati al discernimento delle informazioni che ci vengono segnalate in quanto non tutte sono veritiere ma facciamo fatica ad analizzarle logicamente. Partivamo da certezze consolidate come la patria, la famiglia, le istituzioni come valori fondanti per poi vederli dissacrati, resi privi di senso e in questo rimescolamento abbiamo smarrito i classici punti di riferimento intellettuali, culturali, sociali e civili.
Così messi al cospetto, quasi brutalmente, ad eventi improvvisi, di una certa gravità, come il covid-19 ci siamo accorti della nostra fragilità cognitiva a fronte di notizie che non potevano essere accettate sic et simpliciter ma attentamente analizzate per evitare il rischio che fossero, di là dalla fonte di provenienza, delle fake news. E ancora di chi potevamo fidarci? In specie dopo anni di martellante dissacrazione dei nostri “totem” istituzionali: parlamento, politici, amministratori e scientifici e che dovremmo esorcizzare sul modo come recepiamo i messaggi e li rilanciamo alle persone che ci ascoltano. Di certo non facciamo un buon uso della nostra intelligenza se lasciamo che la nostra mente si impigrisca sul pour parler degli usuali imbonitori di turno, ora per stanchezza, ora per pigrizia ora per accettazione supina alle ideologie aberranti o dei consueti pifferai. Dovremmo, invece, recuperare quel salto di qualità intellettuale che forse abbiamo disatteso per via del nostro lavoro stressante, degli incombenti impegni familiari e dalla voglia di vivere delegando agli altri la gestione del nostro vivere in comunità. Oggi è un lusso che non possiamo permetterci senza doverlo pagare ad un prezzo proibitivo. (Riccardo Alfonso)

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