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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

Ampliare i criteri di screening per migliorare la capacità diagnostica

Posted by fidest press agency su sabato, 16 maggio 2020

Ampliare i criteri di screening dei sintomi COVID-19 includendo mialgie e brividi potrebbe identificare un maggior numero di personale sanitario (HCP) con la malattia, secondo una lettera di ricerca comparsa su JAMA e firmata da Eric Chow dei CDC di Atlanta e colleghi. Gli autori hanno valutato lo spettro dei sintomi all’esordio di COVID-19 tra 48 HCP con sindrome respiratoria acuta grave da COVID confermata in laboratorio. «Mentre la pandemia continua, l’esposizione virale tra il personale sanitario (HCP) è destinata ad aumentare» afferma il ricercatore, aggiungendo che i risultati della metodica molecolare di PCR suggeriscono che alte cariche virali possano essere rilevate subito dopo l’insorgenza della malattia, anche nelle persone minimamente sintomatiche. Partendo da questi presupposti Chow e colleghi hanno valutato i sintomi all’esordio della malattia da COVID-19 tra gli HCP, scoprendo che i sintomi iniziali più comuni erano tosse, febbre e mialgie: 50%, 42% e 35% rispettivamente. Otto degli operatori sanitari non hanno riportato febbre, tosse, respiro corto o mal di gola all’insorgenza dei sintomi, ma piuttosto brividi, mialgia, corizza e malessere. Un operatore sanitario ha riportato solo corizza e cefalea senza febbre, tosse, respiro corto o mal di gola. «Includendo mialgia e brividi nei criteri di screening all’inizio della malattia l’individuazione dei casi tra gli HCP è aumentata dall’83,3% al 90%» precisa l’autore, sottolineando che il 65% degli operatori sanitari intervistati ha riferito aver lavorato in media due giorni quando era sintomatico. «I criteri di screening per gli HCP hanno un’importanza fondamentale per sia limitare i casi infetti sia per prevenire la diffusione nosocomiale a pazienti non infetti» scrivono gli autori. E Chow conclude: «Nonostante la casistica limitata i nostri dati suggeriscono che uno screening basato solo su febbre e sintomi respiratori può essere inadeguatamente sensibile, specie tra gli operatori sanitari. Dato che gli HCP sono un sottogruppo con elevate probabilità di contagio a causa della natura del loro lavoro e la loro assenza rischia di interrompere in modo significativo l’erogazione delle cure, i criteri di screening dovrebbero essere ampi e i test diagnostici dovrebbero essere immediatamente disponibili». (fonte: Doctor33)

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