Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 18 maggio 2020

Proposta nuova legge contro droga e telefonini nelle carceri

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Presenterò un’interrogazione parlamentare al ministro della giustizia Alfonso Bonafede affinchè intervenga d’urgenza per potenziare i livelli di sicurezza all’interno delle carceri italiane”. Lo annuncia il Questore della Camera Edmondo Cirielli (FdI), che si schiera al fianco del Sappe dopo l’ennesimo rinvenimento di sostanze stupefacenti, telefonini e denaro nelle carceri di Avellino, Secondigliano e Santa Maria Capua Vetere. “Nonostante le restrizioni legate al Covid-19, i detenuti continuano a farsi arrivare agevolmente la merce attraverso l’invio di pacchi alimentari mantenendo, di fatto, i contatti con l’esterno. Il ministro Bonafede – dichiara Cirielli – dovrebbe svegliarsi ed adottare provvedimenti straordinari per dotare il Corpo della Polizia Penitenziaria – che andrebbe rafforzato subito con lo scorrimento delle graduatorie – dei body scanner per impedire l’introduzione di materiale illecito all’interno delle case circondariali. Inoltre, le stesse andrebbero schermate all’uso dei telefonini per contrastare sul nascere possibili comunicazioni tra i detenuti e l’esterno. In questi anni, invece, i governi tecnici e di larghe intese non hanno fatto nulla. Per questo – aggiunge il deputato di FdI – mi farò promotore di una proposta di legge per punire penalmente coloro che vengono trovati in possesso di cellulari e droga nelle celle. Bisogna dare un segnale forte contro la criminalità, soprattutto dopo la sconcertante scarcerazione dei mafiosi: la ricreazione nelle carceri deve finire”.

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La Regione Lombardia non riesce a gestire l’emergenza

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Nessun protocollo, solamente l’iniziativa lasciata in mano ai privati, con colpevole ritardo. Di fatto la Giunta ha abbandonato le imprese e i lavoratori già in crisi, scaricando direttamente su di loro il compito di organizzarsi al fine di tutelare la salute dei propri lavoratori e riprendere quindi la produzione in sicurezza” dichiara il consigliere regionale del M5S Lombardia Massimo De Rosa.
“Con le sue dichiarazioni l’assessore al Welfare Giulio Gallera continua a smentirsi. Uno spettacolo angosciante per i cittadini lombardi costretti ad assistere all’imbarazzante balletto di contraddizioni messo in piedi da chi invece avrebbe il compito di tutelarne la salute. Se, come sostiene l’assessore oggi, i test sierologici non potranno mai sostituire i test molecolari, i tamponi per intenderci, perché in Lombardia, a differenza di altre regioni d’Italia meno colpite dalla pandemia, i cittadini hanno dovuto attendere quasi due mesi una delibera che consentisse loro di effettuare il test per la rilevazione degli anticorpi la cui presenza è indice di avvenuto contatto con il virus Sars-Cov-2?” conclude De Rosa, che la scorsa settimana aveva interrogato Gallera durante il Consiglio Regionale.

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Farmacisti al banco sempre più a rischio e in crisi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

La farmacia, in riferimento al rischio di contagio, è classificata ufficialmente da Inail nella fascia più alta e, nonostante questo, nell’emergenza che si sta vivendo, i farmacisti continuano ad assicurare alla popolazione accesso al farmaco, nonché supporto sul territorio per la salute dei cittadini. Ma proprio questo contesto ha messo ancora di più in luce «l’urgenza di procedere a un celere rinnovo del contratto per i dipendenti delle farmacie private», scaduto da oltre sette anni. A lanciare l’appello, questa volta, è la Fofi che, in una nota di oggi, ribadisce il «ruolo fondamentale che i farmacisti collaboratori rivestono per l’efficienza dell’assistenza farmaceutica».In questi drammatici giorni, si legge, «più che mai, tutti i farmacisti stanno dando una grande prova del proprio spirito di servizio e del particolare supporto al sostegno della salute dei pazienti: in tale contesto emergenziale, infatti, continuano ad assicurare alla popolazione l’accesso al farmaco, nonché tutte le altre attività che fanno degli stessi un punto di riferimento sul territorio per la salute dei cittadini».Per questo la Fofi ribadisce «il proprio impegno nell’attività di sollecito del rinnovo del Ccnl», scaduto da oltre sette anni. Pur non avendo «alcuna competenza né la possibilità di intervenire direttamente nelle trattative sindacali», abbiamo «ripetutamente sollecitato, anche di recente, il raggiungimento di tale obiettivo, tentando tutte le vie per favorire una ripresa del dialogo tra i rappresentanti dei titolari e quelli dei collaboratori di farmacia, nonché per ristabilire il necessario clima di confronto costruttivo tra le due parti».Ma, per la Fofi, c’è, «per i dipendenti delle farmacie private, la necessitaÌ di un passaggio di comparto dall’area del commercio a quella sanitaria». Una «soluzione che potrà essere adottata solo qualora le parti sindacali, nell’ambito della loro autonomia riconosciuta costituzionalmente, decidano di giungere a questo risultato, che non può essere imposto per legge».A ogni modo, conclude la nota, «continueremo a porre in essere ogni iniziativa utile al rinnovo, nella speranza che le parti sindacali possano individuare in tempi brevi una soluzione condivisa». Di recente, un appello per arrivare a breve al rinnovo del contratto era arrivato anche da Danilo Lelli, Filcams Cgil nazionale, che aveva sottolineato come «le difficoltà eccezionali di questo periodo si sono abbattute su un settore complicato. Prima della pandemia avevamo inviato al ministro Speranza, su sua richiesta, una scheda sullo stato dei rinnovi del Ccnl di settore. Oltre all’adeguamento economico, è ancora più importante riconoscere la professionalità degli addetti, anche per tutelare i cittadini, e avere un sistema di bilateralità strutturato come in altri settori. Siamo in emergenza, ma le farmacie stanno lavorando anche più di prima e, visto che l’emergenza non finirà presto, dobbiamo occuparci del rinnovo di questo contratto». (by Francesca Giani fonte Farmacista33)

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Disfunzione erettile grave e rimedi

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Sono oltre 3 milioni gli italiani affetti da deficit erettile grave. In genere si tratta di uomini che hanno superato i 50 o i 60 anni, ma alcuni sono giovani. La maggior parte di loro sono reduci da un tumore della prostata ma altri soffrono di malattie cardiovascolari, diabete o disfunzioni che occludono le vene. Patologie che spesso comportano una disfunzione erettile grave, tale da compromettere la vita di coppia. Per tornare ad amare quando le “pillole dell’amore” non sono sufficienti, la soluzione risolutiva e garantita a vita è l’impianto di una protesi con un’innovativa metodica chirurgica mininvasiva messa a punto dal dottor Marco Cosentino, uroandrologo presso la Fundacio Puigvert di Barcellona (tra i centri di eccellenza europei) e l’unico a praticare questo tipo di intervento in Italia.Quaranta minuti e una sola mossa “L’operazione”, spiega il dottore, “consiste nell’inserimento nei corpi cavernosi del pene di una protesi malleabile. E’ costituita da due cilindri semirigidi di silicone che sono inseriti attraverso una piccola incisione di 1,5 centimetri, senza modificare la sensibilità e la normalità dell’orgasmo. L’intervento si svolge in anestesia locale e dura circa 40 minuti”. Aggiunge Cosentino: “I vantaggi sono evidenti. Tra questi spicca la brevità del tempo per l’impianto, l’esiguità del taglio, il ricorso a un’anestesia leggera (simile a quella per le cure dentistiche), e ciò comporta meno rischi di tipo trombotico o altre spiacevoli conseguenze. Le protesi malleabili mantengono costantemente la loro rigidità e quindi si ha uno stato di erezione che consente di avere il rapporto sessuale quando lo si desidera. Sono semplici da usare, sia per il paziente sia per il partner, perché manualmente orientabili: basta una mossa per flettere il pene verso l’alto e avere l’erezione, e verso il basso quando non è necessario”.Anche per le malformazioni “La protesi malleabile, che rappresenta la prima scelta perché di facile inserimento e di costi contenuti, è indicata per i pazienti affetti da malattie cardiovascolari, diabete, obesità, problemi allo scroto. Risolve anche un altro grave e invalidante problema: l’induratio penis plastica, una grave malformazione del pene, che si incurva e impedisce i rapporti sessuali”. Dottor Marco Cosentino specialista in urologia e in andrologia, membro del FEBU (Fellow of the European Board of Urology), che ne attesta la qualifica di superspecialista in urologia e garantisce che le sue prestazioni si attengono strettamente ai dettami della Società Europea di Urologia.Presta la propria attività in numerose strutture italiane, e tra queste Villa Letizia di Milano, Villa Maria di Padova, il Centro di Medicina di Mestre, Il Centro medico di Aversa, il Centro Promedic di Caltagirone e il Centro Medico Sacro Cuore di Modica.

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Ospedale Fiera: “La solita logica della pubblicità, serviva strategia ponderata per l’utilizzo delle risorse”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Milano. L’unità di crisi di Regione Lombardia tramite il professor Antonio Pesenti dichiara che a breve si chiuderà l’ospedale in Fiera. Gregorio Mammì, consigliere regionale del M5S Lombardia, dichiara: “Una struttura costata 21 milioni di euro che ha visto transitare solo 25 pazienti nei padiglioni della fiera, costruita contro ogni logica clinica lontana da altri reparti specialistici, senza personale e senza una progettualità a lungo termine. Abbiamo provato in tutti modi a consigliare al Presidente e all’assessore Gallera di procedere con il recupero di strutture abbandonate, che alla fine dell’emergenza sarebbero potute entrare a regime del Servizio Sanitario Regionale, ma ha prevalso la logica pubblicitaria, che puntualmente ha fallito. L’idea di Sanità modulabile per le emergenze, sul modello israeliano, non è basata su strutture distaccate dagli ospedali ma su Ospedali capaci di ‘sfruttare’ tutti gli spazi in caso di emergenze, sarebbe una follia pensare di lasciare una struttura vuota e non funzionale fino alla prossima, indesiderata, emergenza.In questo momento che le terapie intensive si stanno svuotando si potrebbe utilizzare l’ospedale in Fiera per ‘sanificare’ gli altri ospedali ed aiutarli a riprendere le attività ambulatoriali senza avere reparti Covid sparsi in tutte le strutture, dopo questa enorme spesa almeno troveremmo il modo di utilizzare in qualche modo questa struttura. Non avremmo certo voluto vedere l’ospedale pieno, ma avremmo voluto assistere a una strategia ponderata per l’utilizzo delle risorse”.

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“Sport deve ripartire ma occorre tutelare operatori”

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Lo sport rappresenta un punto cardinale per le politiche della salute e dell’intrattenimento, un valore chiave nella vita delle persone e della comunità nazionale – dichiara il deputato di Fratelli d’Italia Federico Mollicone, capogruppo in commissione Sport, nel corso dell’informativa del ministro dello Sport Spadafora – Il calcio deve ripartire con regole certe. L’eventuale blocco deve essere deciso dal parlamento. Chiediamo al ministro di agevolare la ripartenza per il 13 giugno, come richiesto dalla Lega Calcio. Se fermiamo il calcio, fermiamo tutti gli sport di squadra. C’è un mondo a cui il governo sta dando le briciole: c’è l’impiantistica; ci sono le associazioni sportive dilettantistiche, le società sportive dilettantistiche, ci sono gli enti di promozione sportiva, principali punti di riferimento del settore, dalla grande presenza nel tessuto sociale; ci sono le piscine, le palestre. Meno della metà delle domande per l’indennità dei collaboratori sportivi sono state processate. Se il DPCM sarà emanato nei prossimi giorni, come faranno i proprietari ad adeguarsi entro il 25? E con quali soldi? Tutti i costi di sanificazione ed adeguamento devono essere a carico dello Stato e, per gli eventi, va introdotta una “Gabrielli sanitaria”, dove tutti i costi siano a carico degli enti locali. Lo sport italiano chiede a gran voce il blocco dei pagamenti delle utenze almeno fino al Giugno 2021, misure per gli insegnanti che ora non accedono alla CIG, la proroga decennale delle concessioni degli impianti sportivi pubblici, finanziamenti a fondo perduto per le imprese in difficoltà, il blocco dei pagamenti delle locazioni e un credito d’imposta per tutto il loro ammontare, la messa in sicurezza anche delle palestre scolastiche, finanziamenti per le migliorie degli impianti, indennità per i lavoratori, meccanismi fiscali per le società dilettantistiche, un Fondo per le associazioni e le società sportive dilettantistiche. Lo abbiamo chiesto in un ordine del giorno approvato questa mattina, a prima firma del vicepresidente Rampelli, e alcuni punti sembra che siano, a quanto detto da Spadafora, nel decreto rilancio.”

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La questione delle mascherine è risolta?

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Per il Commissario per l’emergenza Domenico Arcuri, l’accordo raggiunto con le associazioni dei distributori e farmacie (Federfarma e Assofarm) permette di concorrere alla soluzione della questione mascherine.”Purtroppo la questione delle mascherine è del tutto irrisolta. Quand’anche fossero mantenute le promesse, cosa finora mai avvenuta, l’approvvigionamento previsto è del tutto inadeguato” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Considerato che in Italia risiedono più di 60 milioni di persone, e che quando il consumatore le trova in farmacia ne acquista più di una, è evidente che 19 milioni di mascherine per tutto il mese di maggio, 9 dai distributori e 10 promesse da Arcuri, sono del tutto insufficienti. Anche i 20 milioni previsti a settimana, a partire dal mese di giugno, per quanto siano un passo avanti, non possono bastare. Gli italiani avrebbero dovuto averle con la partenza della fase 2 e l’introduzione dell’obbligo di indossarle, non a partire da fine giugno” conclude Dona.

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Contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Le Sezioni unite civili della Corte di Cassazione, al di là degli aspetti meramente tecnici, con una sentenza storica (la n. 8770/20) sono intervenuti mettendo una parola definitiva all’originario ricorso presentato dal Comune di Cattolica con cui chiedeva l’annullamento di alcuni contratti di “interest rate swap” stipulati con un istituto bancario. Accogliendo in via definitiva l’istanza del Comune di Cattolica, le Sezioni unite ribadiscono il concetto che le decisioni fondamentali relative agli enti locali, come quelle che portano l’Ente ad indebitarsi, non possono non passare dal Consiglio Comunale.
Pone, infatti, l’accento sulle finalità ultime di questi contratti, ed in modo opportuno e saggio, fa emergere che la finanza degli enti locali non può essere considerata neanche lontanamente alla stregua di una finanza con finalità speculative. Da un lato richiama gli Amministratori alla massima cautela e prudenza, ma dall’altro impone al sistema bancario un approccio non speculativo.
Va in questa direzione, con le dovute differenze, il grande lavoro che stiamo facendo anche per la ristrutturazione dei debiti degli Enti Locali, intervenendo con norme semplici, trasparenti e chiare nel loro intento”. Lo scrive, su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Mercato degli affitti: si inverte il trend di crescita

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

HousingAnywhere, la piattaforma internazionale di alloggi per studenti e giovani professionisti più grande al mondo, ha rilasciato l’International Rent Index per l’ultimo trimestre del 2020. Lo studio ha analizzato i dati di oltre 100.000 annunci di stanze private in alloggi condivisi, monolocali e bilocali pubblicati nelle principali città europee e disponibili sulla piattaforma tra gennaio 2019 e marzo 2020, riuscendo così a fotografare gli andamenti dei canoni d’affitto su tutto l’anno passato. I dati analizzati dimostrano come la pandemia di Covid-19 abbia avuto un impatto anche sul mercato immobiliare. L’aumento dei prezzi, finora in costante crescita, ha subito infatti una brusca battuta di arresto in tutta Europa. Se i mesi di gennaio e febbraio 2020 confermano i trend di aumento degli affitti dell’anno precedente, marzo ha invece assistito ai primi cali dei canoni d’affitto, interrompendo di conseguenza questo andamento.Cosa succede in Italia? Se nell’ultima parte dell’anno era Firenze ad aver registrato gli incrementi più importanti, adesso è proprio il capoluogo fiorentino che sembra risentire maggiormente della situazione, con una variazione percentuale praticamente nulla per i monolocali (0%) e le stanze singole (0,1%), e dello 0,4% per i bilocali. Anche Milano e Torino, che fino ad ora avevano sempre giocato alla corsa al rialzo dei prezzi, riscontrano un arresto di rilievo nonostante il trend sia ancora in crescita rispetto all’anno.
E all’estero? A Londra e Amsterdam, note per i loro affitti alle stelle, si è registrato l’incremento di prezzi minore dal 2015, rispettivamente +0,5% e +0,1%, mentre a Barcellona gli affitti sono scesi per la prima volta dal 2013, con una diminuzione rispetto al trimestre precedente dello 0,1% per i bilocali e dello 0,8% per le stanze private.

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COVID-19: risultati promettenti per il progetto di ricerca su anticorpi monoclonali umani di Fondazione TLS e INMI Spallanzani

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

A circa due mesi dall’avvio del progetto MAbCo19 arrivano i primi risultati della ricerca di Fondazione Toscana Life Sciences (TLS), in collaborazione con l’Ospedale INMI Spallanzani , per lo sviluppo di anticorpi monoclonali umani in risposta all’infezione da SARS-CoV-2, con l’intento di utilizzarli a scopo profilattico/terapeutico e come esca molecolare per la ricerca di antigeni per lo sviluppo di vaccini. I dati sono stati recentemente pubblicati nel preprint “Identification of neutralizing human monoclonal
antibodies from Italian Covid-19 convalescent patients” su BioRxiv1 . Il lavoro, firmato da oltre venti ricercatori, tra i principali a livello nazionale e internazionale delle realtà Spallanzani, Toscana Life Sciences e VisMederi, mostra gli avanzamenti dell’attività di laboratorio che ha selezionato oltre 1.000 cellule B producendo un numero significativo di anticorpi da testare, tra i quali 17 anticorpi sono risultati estremamente promettenti poiché mostrano effetto neutralizzante sul virus vivo. “In questo momento – precisa Claudia Sala, Senior Scientist del MAD (Monoclonal Antibody Discovery) Lab presso Fondazione TLS – i 17 anticorpi stanno per essere clonati ed espressi in laboratorio in modo da poterne disporre di una quantità maggiore per saggi che confermino la loro attività biologica contro il coronavirus SARS- CoV-2. Questa ulteriore fase di controlli e selezione potrebbe durare circa 3 settimane”. A breve, si concluderà dunque la selezione degli anticorpi che permetterà di avere uno o più candidati da proporre per i test clinici sull’uomo in modo da testarne sicurezza ed efficacia. “Prevediamo che questo flusso, antecedente alla fase di testing – precisa Claudia Sala – possa durare nella migliore delle ipotesi circa 6 mesi e comporterà la produzione dei monoclonali candidati su larga scala, grazie alla collaborazione con un partner dotato della necessaria expertise”. Per MabCo19, la collaborazione iniziale con lo Spallanzani è stata già estesa al Policlinico Universitario di Siena e coinvolgerà anche altre realtà ospedaliero-universitarie del territorio toscano, mentre il progetto è finanziato in parte con risorse proprie derivanti dal finanziamento della Regione Toscana per il Centro Regionale di Medicina di Precisione e riceverà a breve anche un rilevante finanziamento europeo. Grazie anche al
contributo della Fondazione MPS, il progetto è stato approvato e riceverà fondi dall’EU Malaria Fund, con specifiche condizioni in fase di definizione. “I risultati ottenuti in questa prima fase della ricerca ci pongono in una posizione di primo piano nel panorama
internazionale – afferma il direttore scientifico INMI Spallanzani, Giuseppe Ippolito – e confermano la bontà della nostra scelta di puntare su una tecnologia con ampio potenziale come quella degli anticorpi monoclonali.” La Fondazione Toscana Life Sciences si prepara dunque ad altre importanti collaborazioni e sinergie per percorrere la strada di una soluzione “made in Italy” al coronavirus SARS-CoV-2 e lo fa partendo dal territorio e dall’ecosistema innovativo che ha creato negli anni, con realtà come VisMederi e Achilles Vaccines al suo fianco nel progetto MabCo19. Un Hub integrato delle scienze della vita, quello di TLS, che ruota attorno a
partnership pubblico-private e costituitosi anche grazie al supporto strategico di attori istituzionali del territorio come Regione Toscana, Fondazione MPS e Comune di Siena.

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Le mascherine ai cuochi fanno più danno che bene

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Il presidente Ristoworld Italy Marcello Proietto di Silvestro ha inviato una nota all’Inail che assieme all’Istituto Superiore di Sanità ha licenziato un contestato piano per la riapertura della ristorazione post Covid 19. Desidero richiamare l’attenzione – scrive Proietto di Silvestro – su un passaggio del piano redatto da Inail e Iss a proposito della riapertura della Ristorazione. Cito: “In particolare per il personale di cucina, in condivisione di spazi confinati, va indossata la mascherina chirurgica; dovranno essere utilizzati altresì guanti in nitrile in tutte le attività in cui ciò sia possibile…». «Come da protocollo in materia sanitaria covid 19 indice sicurezza – scrive ancora Proietto assieme allo chef patron Pasquale Vinci delegato Ristoworld Italy per la città di Agrigento – si evidenzia una sostanziale e insormontabile difficoltà logistica nella pratica dello stesso. Nello specifico, l’uso delle mascherine in cucina. Come ben si sa uno chef vive di emozioni olfattive. Usando la mascherina, che copre bocca e naso, tutto viene meno e, inoltre, sussiste un altro problema sanitario. In cucina sono presenti tre fattori: alte temperature, massicce quantità vapore, areazione forzata. Queste tre condizioni fanno si che la mascherina vada in saturazione forzata in brevissimo tempo nuocendo all’attività polmonare e respiratoria di chi opera». Opportuno dunque l’utilizzo della visiera di protezione certificata all’interno della cucina ma non la mascherina.

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Regione Sicilia: Rilanciare i consorzi di bonifica

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Comprendiamo la preoccupazione degli agricoltori isolani e delle organizzazioni professionali, che li rappresentano, ma la risposta ai tagli delle disponibilità irrigue, operati dalla Regione Sicilia nelle province di Palermo e Trapani colpite dalla siccità, non può essere la riattivazione dei pozzi abbandonati con il rischio di conseguenze per l’equilibrio ambientale, bensì il rilancio dei Consorzi di bonifica ed irrigazione che, come nel resto d’Italia, possono gestire, anche in Sicilia, l’irrigazione collettiva in termini di efficienza operativa ed economica.”Ad affermarlo è Francesco Vincenzi, Presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI).“Ne è condizione indispensabile, però – aggiunge il Direttore Generale di ANBI, Massimo Gargano – il ritorno degli enti consorziali all’ordinaria gestione democratica secondo i principi di autogoverno e sussidiarietà, uscendo da gestioni commissariali che, negli anni, sono state espressione di un mal interpretato ruolo della politica.” “Rivolgiamo pertanto – conclude Vincenzi – un appello al Presidente dell’Assemblea Regionale, Gianfranco Miccichè ed al Governatore della Sicilia, Nello Musumeci, affinché i Consorzi di bonifica siano celermente messi nelle condizioni di operare proficuamente, assolvendo ad un ruolo quantomai indispensabile di fronte alle sempre più evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici.”

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Nuovo Direttore della Divisione Small, Medium and Corporate di Microsoft Italia

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Nel nuovo ruolo, Giacomo Frizzarin avrà il compito di coniugare le esigenze delle imprese italiane con le opportunità offerte dalle nuove tecnologie a supporto del proprio business. L’obiettivo della divisione sarà quindi di continuare ad abilitare le aziende a raggiungere i propri obiettivi di crescita e di supportare il “made in Italy“ per raggiungere nuovi livelli di competitività. Questo favorendo l’adozione delle piattaforme Cloud di Microsoft, aiutando le aziende a beneficiare della flessibilità del Cloud di Azure secondo un modello ibrido che garantisca massime performance e sicurezza; a digitalizzare il proprio ambiente di lavoro in ottica di Modern Workplace, potenziando le possibilità di comunicazione e collaborazione da remoto grazie ai tool intelligenti di Microsoft 365; e a ottimizzare la gestione delle attività, dei clienti e delle risorse facendo leva sulle applicazioni di business e sulle funzionalità di analisi dati offerte da Dynamics 365. Focus prioritario del team guidato da Giacomo Frizzarin sarà promuovere la trasformazione digitale del segmento delle PMI, che costituisce la struttura portante del Sistema Paese, rappresentando il 99% delle imprese del territorio. Un impegno che ha sempre contraddistinto Microsoft e che nel corso dell’ultimo anno si è concretizzato anche attraverso il progetto Ambizione Italia per le PMI e alla realizzazione dell’eBook “Ambizione Italia per le PMI: storie di innovazione digitale e Made-in-Italy”, sviluppato in collaborazione con alcuni Partner Microsoft con l’obiettivo di supportare l’innovazione delle piccole e medie realtà del Paese, grazie alla condivisione di buone pratiche per il diffondersi di una cultura digitale funzionale alla crescita.
Entrato in Microsoft nel 2015, Giacomo Frizzarin ha guidato il team di vendita nei mercati Retail e Telecomunicazioni nella Divisione Enterprise Partner Group dove ha realizzato progetti importanti progetti d’innovazione in ambito Cloud, AI e Mixed Reality. Prima di entrare in Microsoft, ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità, sia in Italia sia a livello internazionale, in aziende leader del settore ICT, come HP, Cisco, Autodesk e Nokia.“Sono entusiasta di entrare a far parte di questo team con l’obiettivo di facilitare alle PMI l’accesso alle tecnologie e supportare la trasformazione digitale del sistema economico italiano. In questo momento di emergenza il Cloud Computing sta confermando il proprio ruolo cruciale nell’aiutare le imprese a rimanere operative e a garantire la continuità dei propri servizi, ripensando le modalità di lavoro e i modelli di business. L’innovazione costituirà un volano anche per la ripresa, per aiutare le aziende locali a rilanciarsi e a competere in un mercato sempre più globale. Grazie anche al supporto del nostro ecosistema di partner, ben radicato su tutto il territorio nazionale e con expertise diversificate nei vari settori industriali, sono sicuro che riusciremo a trasformare le sfide in opportunità e a contribuire alla crescita del Made in Italy”, ha dichiarato Giacomo Frizzarin.
Classe 1974, Giacomo ha conseguito una laurea in Ingegneria presso l’Università di Padova e un Executive MBA presso l’Università Bocconi.

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Prima e dopo il noir di Stefano Sciacca

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Prima e dopo il noir di Stefano Sciacca è uno studio incentrato sul cinema nero hollywoodiano, sui suoi capolavori a basso budget, i personaggi iconici, l’atmosfera satura di vizio e l’ambientazione notturno-metropolitana, entrati prepotentemente nell’immaginario collettivo. Con un originale approccio multidisciplinare che coinvolge letteratura, arti figurative, storiografia e sociologia, l’autore ricostruisce le tappe fondamentali della poetica del dissenso e della disillusione tipica del noir, consegnando al lettore un’opera divulgativa scorrevole e diretta, che racconta ciò che ha influenzato questo genere cinematografico e ciò che ne è derivato. E approfondendo ciò che più ha condizionato il noir americano, non si può non menzionare il cinema espressionista tedesco degli anni venti: un cinema polemico, angosciato e profetico, dalle scenografie incombenti e inquietanti e dalla predilezione per i forti contrasti, a sua volta ispirato dagli incubi di E.T.A Hoffmann, riletti alla luce della nascente scienza psicanalitica, e dalle deformazioni prospettiche e le visioni allucinate dei romanzi di Fëdor Dostoevskij e di Heinrich Mann. Ciò che emerge da questo interessante saggio è lo stretto legame del cinema noir con la società, della quale documenta con approccio realista le contraddizioni, e verso cui indirizza un’aspra polemica per il modello borghese di riferimento dal quale “il criminale noir si distingue per onestà intellettuale, senza avere l’ipocrita pretesa di essere qualcosa di diverso da ciò che in effetti è”. Un criminale che nelle storie è rappresentato dall’antieroe tragico dalla spiccata connotazione romantica, predestinato alla sofferenza e alla sconfitta, che soccombe inevitabilmente al disordine interiore ed esteriore. Disordine esteriore di una città che diventa protagonista assoluta del cinema noir, che già Baudelaire considerava “teatro della modernità e delle sue contraddizioni”; quella del noir è, allo stesso tempo, una città metafisica, luogo di solitudine, desolazione, disillusione, ma anche un dedalo caotico, pieno di vita al punto da scoppiare. Ricorda la città-circo già messa in scena dal cinema di Weimar, chiaramente ispirata a propria volta dai quadri infernali e corrosivi di George Grosz e di Otto Dix, sulle orme dei pandemoni urbani di James Ensor. La città centro di delitti, delinquente essa stessa: la città, insomma, di Berlin Alexanderplatz e, prima ancora, di Delitto e castigo.
Prima e dopo il noir documenta e analizza la vasta produzione cinematografica di genere noir, dalle origini fino agli sviluppi più recenti, dai grandi capolavori del film muto al cinema d’autore. Il saggio affronta vari percorsi di cinema, i quali, partendo dalla nozione di film noir, si snodano attraverso le esperienze cinematografiche che hanno preceduto e seguito il genere nordamericano, presentando non solo le altre manifestazioni del cinema della disperazione, a cui appartiene anche il noir, ma, altresì, generi riconducibili ad un cinema dell’ottimismo, insospettabilmente legati gli uni agli altri. Genere: Critica cinematografica Casa Editrice: Falsopiano Collana: Falsopiano/Cinema Pagine: 284 Prezzo: 22,00 €

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2,4 milioni di italiani vogliono sottoscrivere una polizza contro la perdita del lavoro

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Se da un lato la pandemia ha spinto molte compagnie a sviluppare nuovi prodotti assicurativi, dall’altro ha determinato un aumento dell’attenzione degli italiani verso questi strumenti tanto che, come emerge dall’indagine* realizzata per Facile.it da mUp Research e Norstat, sono circa 6,5 milioni gli italiani che hanno dichiarato di aver intenzione di sottoscrivere una polizza assicurativa che prima non avevano.Secondo l’indagine i prodotti su cui si concentra maggior attenzione incidono sui due ambiti più colpiti dal Covid: la salute e il lavoro. Analizzando più nel dettaglio le risposte, raccolte su un campione rappresentativo della popolazione nazionale adulta di età compresa fra i 18 ed i 74 anni ad aprile 2020, emerge che sono circa 2,4 milioni gli italiani che vorrebbero tutelarsi dal rischio della perdita di lavoro con una polizza ad hoc.
In Italia questo genere di copertura era solitamente legato al mutuo casa, ma oggi, a seguito della situazione di difficoltà economica generata dal lockdown, la platea di interessati si è allargata perché, ad esempio, sono molti gli italiani che devono fare i conti con un affitto da pagare e l’assenza improvvisa di fondi per farlo. La perdita del lavoro sembra essere un tema che spaventa maggiormente le fasce di età 25-34 e 45-54 anni, dove la percentuale di chi intende sottoscrivere una polizza che tuteli da questa evenienza arriva, rispettivamente, all’8,9% e al 7,6% (a fronte di una media nazionale pari al 5,5%).
Il secondo ambito per il quale molti italiani hanno manifestato la volontà di sottoscrivere in futuro una assicurazione specifica è quello della salute. Se a livello complessivo sono addirittura più di 3,8 milioni gli italiani che vogliono tutelarsi con una polizza salute o vita, oltre 1,6 milioni di individui vorrebbero sottoscrivere una copertura apposita per il Covid-19. Una necessità colta dalle compagnie assicurative, che hanno sviluppato nuovi prodotti legati a questa pandemia e che coprono un ventaglio di casistiche molto ampio; dalla quarantena domestica a seguito del contagio sino ai costi della riabilitazione post terapia intensiva.Curioso notare come maggiormente sensibili al tema della salute siano i più giovani; a fronte di una media nazionale pari all’8,8%, la percentuale di chi vorrebbe sottoscrivere una polizza salute o vita sale al 10,9% tra i rispondenti con età 18-24 anni e addirittura al 12,3% tra i 25-34enni. Anche il Governo, nei Decreti che si sono succeduti, ha in questo periodo messo mano ad alcuni temi assicurativi, con particolare attenzione al mondo RC auto, per il quale è stato prima allungato da 15 a 30 giorni il periodo di carenza assicurativa e poi introdotta la possibilità di sospendere la polizza per i veicoli non utilizzati.
Affidandosi ancora una volta all’indagine condotta da mUp Research e Norstat per Facile.it, più di un intervistato su sei (17,1% del campione) indica come provvedimento più utile fra quelli presi ad aprile dal Governo proprio il prolungamento della validità della polizza RC in scadenza.Infine, una curiosità; i più fatalisti riguardo alla possibilità di tutelarsi in futuro con una assicurazione sembrano essere gli over 65; tra loro la percentuale di chi ha dichiarato di voler sottoscrivere una polizza che oggi non ha è inferiore al 7%.

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Dolore cronico non oncologico

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Tra le categorie degli specialisti più occupati in reparto (o in reparti allestiti per l’emergenza Covid), continua a essere quella degli anestesisti, gli stessi da sempre impegnati nella terapia del dolore cronico. “Dal nostro monitoraggio emerge che in questo periodo 9 centri su 10 hanno ridotto di oltre il 50% le attività ordinarie ambulatoriali e chirurgiche di terapia del dolore nel caso di pazienti affetti da dolore cronico non oncologico – spiega Giuliano DE CAROLIS, Presidente di Federdolore-SICD- Abbiamo invece constatato una situazione migliore per quanto riguarda la gestione del paziente affetto da dolore cronico oncologico dove i centri che hanno avuto una riduzione di oltre il 50% dell’attività ordinaria sono scesi a 5 su 10. Riguardo il personale sanitario operante nei centri di terapia del dolore abbiamo registrato che in 8 centri su 10 c’è stata una riduzione di oltre il 50% del personale medico e infermieristico”.
Federdolore-SICD ha monitorato a campione, in ben 18 regioni italiane, quanto l’attuale emergenza nel cosiddetto periodo della ‘fase 1’ ha inciso sulla riduzione delle attività ordinarie dei centri/ambulatori di terapia del dolore e le riduzioni del personale sanitario degli stessi centri a causa di trasferimenti presso i reparti Covid costituiti nei vari ospedali.
Molti studi dimostrano come a livello cerebrale c’è una forte interazione tra le aree che processano gli stimoli dolorosi e quelle che elaborano le emozioni.
“La telemedicina ha contribuito notevolmente alla gestione dei pazienti, che si sono dimostrati molto collaborativi. Ma non possiamo pensare a una realtà ancora troppo lontana senza ambulatori. I pazienti sono spaventati e noi clinici siamo preoccupati: abbiamo tante visite in attesa che non possono ancora essere prenotare presso i nostri ambulatori. Oltre al sostegno morale e psicologico che un clinico può offrire, ci sono trattamenti specifici che devono essere fatti in ambulatorio. Per alcuni si tratta di rimodulare la terapia farmacologica (e possiamo solo immaginare la situazione dopo questo periodo), per altri quella non farmacologica (come la neurostimolazione). Senza dimenticare che per i dolori più complessi, è possibile intervenire anche a livello midollare grazie alla chirurgia, ma senza l’attuale accesso alle sale operatorie è tutto in stand-by”.

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Soddisfazione per il fondo per l’editoria

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“Siamo soddisfatti che il governo, sostenuto dal concorde appoggio di tutte le forze politiche in Parlamento, abbia raccolto l’appello di editori (AIE), librai (ALI) e bibliotecari (AIB) e abbia istituito un fondo per la cultura da 210 milioni di euro che guarda specificamente al mondo del libro” ha dichiarato il presidente dell’Associazione Italiana Editori Ricardo Franco Levi. Rapidità nell’utilizzo dei fondi e sguardo in avanti: sono i principi che, secondo l’associazione, dovrebbero ora guidare il governo nell’utilizzo delle risorse stanziate all’interno del decreto Rilancio.“Adesso – continua Levi – si apre la fase delicata della definizione dei meccanismi attraverso i quali distribuire le risorse stanziate. In questo senso, i principi che ci dovrebbero guidare sono due. Da un lato la rapidità con la quale erogare queste risorse a sostegno del mondo del libro, perché siamo in una situazione di assoluta emergenza. Dall’altro, la necessità di guardare in avanti: approfittiamo di questa terribile crisi non solo per sanare le ferite di questi giorni, ma anche per costruire il futuro del libro e della lettura in Italia. In questa prospettiva, AIE presenterà in tempi strettissimi al ministro dei Beni e delle attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini, una propria proposta”.

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Roma: Roberta Della Casa Presidente del IV municipio è stata sfiduciata

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

“La notizia della sfiducia alla Presidente del IV municipio Roberta Della Casa pone fine ad una farsa che è durata fin troppo. Da tempo si sarebbe dovuta dimettere per manifesta incapacità, complice anche il suo partito che prima l’ha portata in auge e poi l’ha scaricata. È raro vedere un voto di sfiducia clamorosamente netto” – così Mauro Antonini commenta i 24 voti su 25 del consiglio che hanno portato alla fine del mandato della Presidente 5 stelle Roberta Della Casa. “Non c’è mai limite al peggio -continua Antonini- ma con i 5 stelle ormai siamo abituati a vederne di tutte. Tireranno un sospiro di sollievo i cittadini del IV municipio che la ricorderanno come la ‘mini-sindaca’ che ha favorito le aperture dei centri per immigrati illegali, per le squallide passerelle a Casal Bruciato dove si è schierata con le famiglie rom ignorando le istanze di disagio sociale delle periferie e come colei che, ciliegina sulla torta, impedì l’apertura al pubblico di un consiglio straordinario sulle tensioni nel quartiere Tiburtino III causate da un gruppo di immigrati irregolari. All’epoca fui costretto ad entrare dalla finestra per partecipare – e conclude-, suppongo che adesso non ce ne sarà più bisogno”. (n.r. Non sfugge ai romani, e non solo, che il Movimento 5 Stelle ha un punto dolente nella scelta dei suoi rappresentanti nelle istituzioni. Non sempre, infatti, il nuovo significa cambiamento, ma a volte si trasforma in un arretramento clamoroso con conseguenze traumatiche da parte dell’elettorato. Noi restiamo convinti che oggi, più che in passato, il consenso va ricercato, senza soluzione di continuità, lasciando aperta la porta al dialogo con tutte le forze politiche e la stessa società civile in quanto viviamo in una comunità complessa e dove dobbiamo imparare a gestirla senza chiusure ideologiche o mal indirizzati convincimenti personali.)

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Malattia di Kawasaki e Covid nei bambini

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

Bergamo. E’ stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica The Lancet (Journal Impact Factor di 59·102® e al secondo posto su 160 riviste nella categoria Medicina, generale e interna) lo studio condotto dalla Pediatria dell’Ospedale di Bergamo sul legame tra COVID-19 e la malattia di Kawasaki, rara malattia infiammatoria.Lo studio analizza 10 casi di bambini con sintomi simili alla malattia di Kawasaki arrivati al Papa Giovanni XXIII tra il 1° marzo e il 20 aprile 2020. Nei 5 anni precedenti questa malattia era stata diagnosticata a soli 19 bambini. Un aumento dei casi pari a 30 volte, anche se i ricercatori avvertano che è difficile trarre conclusioni definitive con numeri così piccoli.Otto dei 10 bambini sono risultati positivi al virus SARS-coronavirus-2 (SARS-CoV-2). Tutti i bambini dello studio sono sopravvissuti, ma quelli che si sono ammalati durante la pandemia hanno mostrato sintomi più gravi di quelli diagnosticati nei cinque anni precedenti. La malattia di Kawasaki è una condizione rara che colpisce in genere i bambini di età inferiore ai cinque anni e che causa l’infiammazione dei vasi sanguigni di medio calibro. I sintomi tipici includono febbre ed eruzione cutanea, occhi rossi, labbra o bocca secche, arrossamenti sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi e rigonfiamento di linfonodi. In genere, circa un quarto dei bambini affetti presenta complicazioni a livello delle arterie coronarie, ma la condizione si risolve rapidamente e praticamente in tutti i bambini, se trattata in modo appropriato in ospedale. Non è noto cosa scateni la malattia, ma si ritiene che si tratti di una reazione immunologica anormale successiva ad un’infezione. Lucio Verdoni, primo autore dello studio, ha dichiarato: “Abbiamo notato un aumento del numero di bambini arrivati al nostro ospedale con una condizione infiammatoria simile alla malattia di Kawasaki nel periodo in cui l’epidemia di SARS-CoV-2 stava prendendo piede nella nostra regione. Sebbene questa complicazione rimanga molto rara, il nostro studio fornisce ulteriori prove su come il virus possa causare nei bambini diversi tipi di patologie. Nonostante la condizione rimanga rara, questo riscontro dovrebbe essere preso in considerazione quando si considera l’allentamento delle misure di allontanamento sociale, come la riapertura delle scuole” I pediatri del Papa Giovanni hanno effettuato uno studio retrospettivo su tutti i 29 bambini ricoverati con sintomi della malattia di Kawasaki dal 1 ° gennaio 2015 al 20 aprile 2020.Prima del marzo 2020 l’ospedale curava un caso di malattia di Kawasaki ogni tre mesi. Durante i mesi di marzo e aprile 2020, dopo l’insorgenza dell’epidemia di COVID-19, i bambini trattati sono stati 10, e ad oggi sono aumentati a 20. L’aumento non è spiegato da una crescita dei ricoveri ospedalieri, poiché il numero di pazienti ricoverati nei mesi di marzo e aprile 2020 è stato sei volte inferiore rispetto a prima che il virus fosse stato segnalato per la prima volta nell’area.I bambini che presentavano sintomi dopo il marzo 2020 avevano in media qualche anno di più (età media 7,5 anni) rispetto al gruppo diagnosticato nei precedenti cinque anni (età media 3 anni). Inoltre manifestavano sintomi più gravi rispetto ai casi passati, con oltre la metà (60%, 6/10 casi) con complicanze cardiache, rispetto al solo 10% di quelli trattati prima della pandemia (2/19 casi). La metà dei bambini (5/10) presentava segni di sindrome da shock tossico, mentre nessuno dei bambini trattati prima del marzo 2020 aveva questa complicanza. L’80% dei bambini (8/10) ha richiesto un trattamento aggiuntivo con steroidi, rispetto al 16% di quelli del gruppo storico (4/19).I medici bergamaschi sostengono che, nel loro insieme, i loro risultati rappresentano un reale incremento dell’incidenza della malattia di Kawasaki associata all’epidemia da SARS-CoV-2. Tuttavia riportano che tale associazione va confermata in studi più ampi.

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Commissione europea: Turismo e trasporti

Posted by fidest press agency su lunedì, 18 maggio 2020

La Commissione presenta oggi un pacchetto di orientamenti e raccomandazioni per aiutare gli Stati membri a eliminare gradualmente le restrizioni di viaggio e consentire, dopo mesi di lockdown, la riapertura delle imprese turistiche nel rispetto delle necessarie precauzioni sanitarie. Gli orientamenti della Commissione mirano a offrire ai cittadini la possibilità di concedersi il necessario riposo, rilassarsi e stare all’aria aperta per qualche tempo. Non appena la situazione sanitaria lo consentirà, i cittadini dovrebbero avere la possibilità di incontrare parenti e amici, nel proprio paese o in un altro paese dell’UE, con tutte le necessarie misure di precauzione e di sicurezza in essere.Il pacchetto mira inoltre ad aiutare la ripresa del settore turistico dell’UE dalla pandemia sostenendo le imprese e garantendo che l’Europa continui a essere la prima destinazione dei visitatori.
L’Europa vanta un ecosistema turistico dinamico. Attività quali viaggi, trasporti, strutture ricettive, ristorazione, attività ricreative e cultura contribuiscono a quasi il 10% del PIL dell’UE e rappresentano una fonte di occupazione e reddito fondamentale in molte regioni europee. 267 milioni di europei (il 62% della popolazione) effettuano almeno un viaggio privato di piacere ogni anno e il 78% dei cittadini europei trascorre le vacanze nel paese di origine o in un altro paese dell’UE.L’ecosistema turistico è stato anche uno dei più duramente colpiti dalle rigorose misure di confinamento e di restrizione dei viaggi imposte a seguito della pandemia da coronavirus. L’Organizzazione mondiale del turismo (UNWTO) prevede una riduzione degli arrivi internazionali compresa tra il 20% e il 30%, con perdite che oscilleranno tra i 280 e i 420 miliardi di € per l’industria dei viaggi a livello mondiale. L’estate è una stagione fondamentale per il settore turistico europeo, che con 360 milioni di arrivi registra in media ricavi per 150 miliardi di €.
Il pacchetto odierno segue il percorso tracciato dalla tabella di marcia comune europea pubblicata dalla Commissione in cooperazione con il Consiglio europeo il 14 aprile. La tabella di marcia ha definito un approccio graduale alla revoca delle misure di contenimento introdotte a seguito della pandemia da coronavirus.

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