Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Archive for 20 maggio 2020

Piano Pandemico nazionale aggiornato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

La Camera dei deputati, in sede di esame del disegno di legge di “Conversione in legge del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, ha approvato l’ordine del giorno dell’Onorevole pentastellato Stefania Mammì, che chiede di valutare l’opportunità, nei tempi più stretti possibile, della revisione del precedente Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia influenzale, sostituendolo con un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta a una pandemia da Sars Cov-2 (Covid-19) e nuove Linee Guida per la stesura dei Piani Pandemici regionali, al fine di consentire una risposta adeguata e più efficace rispetto all’attuale situazione pandemica e agli eventuali futuri picchi di epidemia.On Stefania Mammì (M5S): “In ragione della nuova pandemia da SARS-CoV-2 e dell’alta probabilità del verificarsi di un secondo picco di pandemia nei mesi autunnali, diventa necessaria l’elaborazione di un nuovo Piano nazionale di preparazione e risposta ad una pandemia sulla base delle caratteristiche del Covid-19, in particolare al fine di individuare le azioni e gli interventi da intraprendere per una più efficace risposta in termini di prevenzione e controllo dell’infezione; elaborare dei nuovi piani di emergenza per mantenere i servizi sanitari e garantire altri servizi essenziali; definire la gestione dei casi sospetti e positivi nelle strutture sanitarie, inclusi i servizi di pronto soccorso; prevenire il contagio degli operatori sanitari, garantendo in primo luogo la dotazione di idonei DPI, assicurare un’ adeguata formazione del personale (sanitario e non) coinvolto nella risposta alla nuova pandemia; disporre un coordinamento con le amministrazioni regionali per effettuare tamponi ed esami ematici (se necessari) agli operatori sanitari coinvolti nella gestione diretta di casi sospetti o confermati di Covid-19”. (by Moira Perruso)

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Svelati i nomi del “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

30 operatori del panorama nazionale dell’informazione e della società, si alterneranno sul palco virtuale della 7° edizione del “Meeting nazionale giornalisti cattolici e non” in programma il prossimo 23 maggio. L’evento che avrà come fil rouge “In dialogo tra paura e speranza. La vita si fa storia” prende spunto dalla situazione attuale che sta vivendo il mondo e cerca di leggerla alla luce del Messaggio di Papa Francesco per la 54ma “Giornata mondiale delle comunicazioni sociali”. L’appuntamento si terrà proprio nel giorno della vigilia della giornata indetta 54 anni fa da Paolo VI. Negli ultimi anni il Meeting, organizzato in collaborazione con il quotidiano “Avvenire”, l’emittente televisiva “TV2000”, InBlu Radio, la Federazione Italiana Settimanali Cattolici” (FISC), l’Unione Cattolica Stampa Italiana (UCSI), l’Ordine dei giornalisti, l’Agenzia SIR, l’Ufficio Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana, ha dedicato spazio e sessioni a tematiche che interpellano i giornalisti nella veste di professionisti e cittadini.
Denso il programma che si svilupperà durante il pomeriggio di sabato 23 maggio, con ospiti di rilievo nazionale che hanno risposto all’appello del Meeting in un momento così delicato per l’Italia.Per l’edizione 2020 il Meeting “toccherà” virtualmente i luoghi del terremoto, affronterà il tema del Coronavirus e delle fragilità umane per mantenere forte il legame con le persone e promuovere una presenza che sappia ascoltare, osservare, formare, unire, aggregare, incoraggiare, rialzare, accompagnare, servire, amare.
Tutte e tre le tavole che si susseguiranno durante l’intenso pomeriggio sono molto attese. La moderazione generale è affidata al giornalista Giovanni Tridente. Nella prima tavola, dal titolo “CambiaMenti” si alterneranno: Mariella Enoc, Presidente Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Bruno Piraccini, Amministratore delegato Orogel, Maria Laura Conte, direttrice della comunicazione di Fondazione AVSI, Vincenzo Corrado, Direttore UCS della Conferenza Episcopale Italiana e Suor Alessandra Smerilli, Consigliere di Stato vaticano e membro della task force “Donne per un nuovo Rinascimento”
Modererà la tavola: Bruno Mastroianni, Filosofo, giornalista, social media manager di trasmissioni televisive.Nella seconda tavola dal titolo: “L’impegno del pastore in mezzo alle crisi” si confronteranno con il Presidente Copercom, Massimiliano Padula: Paolo Ruffini, prefetto del Dicastero per la comunicazione del Vaticano, il Cardinale Giuseppe Petrocchi della Diocesi di L’Aquila, il Vescovo Francesco Beschi della Diocesi di Bergamo, il l’Arcivescovo Francesco Massara della Diocesi di Camerino – Fabriano e il Vescovo Domenico Pompili della Diocesi di Rieti e presidente della Commissione Episcopale per la cultura e le comunicazioni sociali.A chiudere il pomeriggio sarà la tavola “Responsabilità dei direttori nella crisi del Coronavirus”, moderata dalla Capo Redattrice Rai, Alessandra Ferraro che dialogherà con Alessandro Cesarin, Direttore Tgr RAI Vincenzo Morgante, Direttore di TV2000, Alberto Ceresoli, Direttore dell’Eco di Bergamo, Lorenzo Rinaldi, Direttore Il Cittadino di Lodi, Agnese Pini, Direttrice La Nazione, Marco Tarquinio, Direttore Avvenire.Un grande grazie a “Padre Pio TV” che trasmetterà sui propri canali social, che sono seguiti da oltre 500.000 persone, l’evento. Ringrazio infine lo sponsor ufficiale: ‘Editrice Shalom’ e l’associazione ‘Lido degli aranci’.”
sito: http://www.giornalistioggi.it. La partecipazione al meeting è gratuita e aperta a tutti, non c’è bisogno di alcun tipo di iscrizione.

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Commercio ambulante: Il governo l’ha abbandonato?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Un altro comparto economico abbandonato dal governo e che è stato fortemente penalizzato dall’emergenza Covid è il commercio ambulante. Parliamo di un settore rappresentato in gran parte da lavoratori autonomi e da piccole e medie imprese, complessivamente circa 200mila in Italia, che oggi rischiano il fallimento. Chiusi da due mesi e mezzo lontani da piazze e mercati,
nonostante svolgano un lavoro esposto all’aria aperta e quindi sottoposto a minori rischi rispetto ad altri settori, ancora non hanno nessuna certezza su tempi e regole per una possibile riapertura.Partecipando alla videoconferenza organizzata dall’Ana, Associazione Nazionale Ambulanti, abbiamo raccolto le criticità emerse e non faremo mancare il sostegno di Fdi anche per questa battaglia, come accaduto in passato quando abbiamo difeso i loro diritti dalla sciagurata Bolkestein.Il commercio ambulante è scomparso dai radar del governo, una categoria che va rimessa in pista nell’immediato con interventi mirati per evitare perdite sull’economia locale e nazionale e forti ricadute occupazionali.C’è stata comunicata la volontà di svolgere una manifestazione il 3 giugno per sensibilizzare il Presidente della Repubblica, in assenza di risposte convincenti da parte del governo se sarà confermata non faremo mancare il nostro sostegno”. E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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L’arte di fallire e rialzarsi: in libreria dal 21 maggio

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Padova. Il libro sarà presentato online il 21 maggio alle 18.30, su piattaforma zoom, in una conferenza moderata da Alessandro Milan, giornalista del Sole 24 Ore. Chi volesse partecipare può scrivere alla mail studio@greggio.eu, riceverà il link per connettersi in diretta.Si tratta di un libro dedicato alla forza ricostruttiva della crisi, che esce in un momento storico assolutamente unico e complesso e che, mai come ora, richiede la capacità di riflettere e ripensare se stessi. Con l’esperienza di chi ha guardato negli occhi chi stava perdendo tutto, non solo i propri beni, ma anche i propri affetti, Marco Greggio è riuscito a identificare un percorso che accomuna le persone che sono riuscite a riemerge da una o più crisi, personale ed economiche e ne ha costruito attorno un metodo, interpretabile anche come un percorso, attraverso il quale ogni individuo può riuscire, in modo catartico a superare i peggiori momenti della vita e a trasformarli in esperienza.Tutti i proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti alla Fondazione Città della Speranza di Padova a favore della ricerca.

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Burkina Faso: nuovi progetti di ACS per rispondere al terrorismo islamico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

In Burkina Faso da diversi anni la regione del Sahel è colpita da attacchi terroristici che hanno come obiettivo la totale e coattiva islamizzazione dell’area. Particolarmente minacciata è Dori, capitale dipartimentale e sede di diocesi, presente in un’area a schiacciante maggioranza islamica. I cristiani, cattolici e protestanti, rappresentano infatti solo l’1,8%. La parte orientale della diocesi ha recentemente sperimentato due drammatiche incursioni, la prima il 10 febbraio, la seconda sei giorni dopo. Il bilancio complessivo è stato di 30 persone massacrate, fra le quali il laico catechista Philippe Yarga e 4 dei suoi 7 bambini.La figura dei laici catechisti è particolarmente rilevante, perché in questo contesto socialmente lacerato sono loro a tenere viva la fede della piccola comunità cristiana. Oltre alla formazione religiosa assicurano cibo e medicine, insegnamento scolastico di base e sostegno psicologico ai nuclei familiari più vulnerabili. Ordinariamente impegnati in aree difficilmente raggiungibili dai sacerdoti, sono divenuti proprio per questo obiettivi dei terroristi islamici.Diciotto di questi coordinatori pastorali oggetto di aggressioni, insieme alle famiglie, sono stati costretti alla fuga dalla loro parrocchia di Sebba e sono stati accolti a Dori. «E’ una autentica sfida per la diocesi di Dori, finanziariamente devastata e pesantemente colpita dagli attacchi terroristici a partire dal 2015», riferisce ad ACS il vescovo locale Laurent Dabiré. Dopo aver accolto i catechisti e le loro famiglie ora è necessario «garantire che abbiamo un minimo per vivere dignitosamente per il tempo della loro permanenza a Dori», aggiunge il prelato.A fronte di questa diffusa crisi la fondazione pontificia Aiuto alla Chiesa che Soffre ha appena approvato un progetto per sostenere questi diciotto laici catechisti di Sebba insieme alle rispettive famiglie. Un finanziamento del valore di 30.000 euro permetterà loro di ricevere assistenza sanitaria, sostegno psicologico, cibo e istruzione scolastica per i minori. Consentirà inoltre di istituire un fondo per le famiglie, affinché possano in prospettiva autosostenersi con iniziative produttive di reddito, come ad esempio l’allevamento e l’orticoltura.In considerazione della crescente minaccia terroristica islamista manifestatasi negli ultimi cinque anni in Burkina Faso, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha deciso inoltre di finanziare altri sette progetti per un totale di 100.000 euro. Essi riguardano la formazione di 83 futuri sacerdoti delle diocesi di Dori, Kaya, Fada N’Gourma e Tenkodogo, sostegni per 10 religiose della già citata diocesi di Dori, e un’iniziativa pastorale a livello nazionale attraverso lo strumento radiofonico a beneficio dei numerosi sfollati interni delle regioni minacciate.

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Lazio: Le mascherine “fantasma” e problemi epidemiologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Noi non muoviamo accuse tanto per criticare, capiamo le difficoltà che ci sono state, ma non crediamo che il contenimento dell’epidemia nel Lazio sia merito della maggioranza, piuttosto è dovuto al provvedimento nazionale di fermo delle attività e divieto degli spostamenti.Il problema del Lazio è il doppio ruolo di Zingaretti: non può lamentarsi dei ritardi del governo sull’erogazione della CIG, essendo segretario del principale partito della coalizione.Illogico anche il comportamento dei consiglieri della sua maggioranza che muovono critiche ai provvedimenti dell’esecutivo quando avrebbero dovuto dedicarsi a sciogliere quei nodi burocratici che rallentano i tempi di accesso agli strumenti di sostegno economico per chi è in difficoltà.Sul caso mascherine nulla ha funzionato, come implicitamente ammesso anche da Zingaretti. Molti esponenti di maggioranza si sono lamentati dei ritardi e delle insufficienti distribuzioni di mascherine ai sanitari. Pur comprendendo le difficoltà del momento, non possiamo giustificare l’affidamento di una commessa da 35milioni di euro ad una società che ha 10.000 euro di capitale .Solo Fdi ha chiesto di affrontare il caso, la maggioranza non ha voluto parlarne né in Commissione Protezione Civile, né davanti al Comitato di Controllo Contabile, ma abbiamo continuato la battaglia per la trasparenza ed i fatti ci hanno dato ragione. I responsabili sono facilmente individuabili e se hanno infranto la legge dovranno essere rimossi dall’incarico. Sul fronte economico la Regione Lazio non può essere penalizzata dal doppio incarico di Zingaretti. Mancano poche ore al 18 Maggio, se il governo non si muove la Regione deve fare pressione su Conte affinché si decida ad emanare le indicazioni sulla riapertura alle aziende, altrimenti rischiamo che i cittadini si sentano presi in giro .Basta proclami con cifre sballate,come il provvedimento di 23ml di euro per il contributo affitti di negozi e laboratori che non è stato più varato. Noi abbiamo presentato proposte concrete, non ci è stato neanche risposto. In questa fase di sospensione della democrazia era indispensabile maggiore disponibilità al confronto. Troppi provvedimenti sono stati calati dall’alto senza discussione. In questa complessa e drammatica congiuntura è stato un errore sottrarsi dai consigli e dalle commissioni. Ci interessano battaglie nel merito delle questioni e per l’interesse dei cittadini, non per interesse di parte.” Così nel suo secondo intervento Fabrizio Ghera, capogruppo di Fdi alla Regione Lazio.

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Medici di famiglia verso la dipendenza?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

I sostenitori dell’ipotesi sono molto accesi ma in passato non sono sembrati una marea. Dopo il Covid-19 qualche muro potrebbe essere stato abbattuto. La richiesta è stata fatta in passato dal Veneto (tesi: costerebbero meno) e ora dalla Lombardia. La giunta di quest’ultima regione dopo il Covid ha redatto un documento in cui chiede al governo l’autonomia per un contratto sulla falsariga di quello dei medici ospedalieri a medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, che supererebbe l’accordo nazionale. Il segretario Fimmg lombardo Paola Pedrini replica: il passaggio alla dipendenza fa venir meno il rapporto di fiducia tra medico e paziente. E poi, la dipendenza «comporterebbe almeno un raddoppio dei costi attuali per gli oneri riflessi, l’obbligo per la Regione di fornire idonei locali e strutture, di fornire infermieri e amministrativi a sue spese e non solo un modesto e parziale rimborso come ora». La Regione dovrebbe inoltre garantire i turni, «non potrebbero essere di certo di 12 ore al giorno».È invece pro-dipendenza Cgil Medici (che con Cisl e Uil ha firmato il protocollo post-Covid sulla sicurezza degli ospedali); il segretario Andrea Filippi riflette: se ospedale e territorio non si parlano è anche per colpa di una mancata omogeneità dei contratti, ne servirebbe uno unico. Rincara la dose un documento del Tribunale dei Diritti e Doveri del medico abruzzese, firmato da Florindo Lalla e Lucio Zinni secondo cui lo stato di dipendente del mmg sarebbe già sancito dal decreto legge Cura Italia appena convertito, quando recluta i mmg per l’emergenza (articolo 2 quinquies), o recepisce l’istituzione delle Unità speciali di continuità assistenziale «che tolgono al medico di medicina generale una parte di assistenza domiciliare». Gli stessi decreti regionali istituiscono consulto telefonico, teleconsulto, prescrizione farmaci senza visita stravolgendo le modalità di lavoro del medico senza accordo preliminare tra parti. Per Lalla e Zinni, il passaggio a dipendenza – pur non essendo la panacea di tutti i mali – potrebbe migliorare l’erogazione delle cure territoriali, oggi mal utilizzate perché avulse da una struttura di sanità pubblica aziendalizzata come l’attuale. «Gli studi del mmg, definiti “presidi del Ssn”, in realtà sono “studi privati aperti al pubblico” sotto esclusiva responsabilità del professionista che non godono di tutele lavorative aziendali (ad esempio, quelle Inail su cui peraltro ci sono aperture dall’Istituto). E ancora, il rapporto di para-subordinazione del mmg, «retaggio delle mutue ante 1978, diviene anacronistico di fronte ad organizzazioni complesse delle Cure Primarie (Aft, Uccp, Ospedali di comunità, Team)». Nell’accordo nazionale alcune sigle chiedono ferie e malattia per il mmg e di riflesso per il personale di studio. «Lo stesso finanziamento delle Cure primarie, che ricade tutto su una quota derivante dalla remunerazione del mmg, è fuori d’ogni logica, come se un chirurgo dovesse far fronte alle esigenze della sala operatoria con proventi del proprio stipendio». Sul passaggio a dipendenza Fimmg nazionale torna ora con il segretario Silvestro Scotti che a margine della presentazione del Protocollo per gli ambulatori medici nella gestione Covid fase 2 ha sottolineato come «non si diventa parte del sistema attraverso la contrattualità ma attraverso la responsabilità professionale, il ruolo e i compiti che dalla convenzione derivano. (Basta) saper usare lo strumento convenzionale a livello nazionale, regionale e aziendale, come si sta rendendo evidente su molte iniziative di eccellenza anche su emergenza Covid-19 partite proprio dalla medicina generale e presenti nei territori più colpiti». Tra gli altri sindacati, Snami da sempre difende l’autonomia della professione. Di recente il presidente Angelo Testa ha detto il suo «No ad un accordo in cui il rapporto di lavoro comprenda obblighi simili a quelli della dipendenza senza i benefici della stessa». Invece il Sindacato Medici Italiani -oltre a chiedere con forza il passaggio a dipendenza dei medici del 118 – da tempo si batte per l’adozione in convenzione di istituti più tipici del contratto “ibrido” dei medici specialisti ambulatoriali Asl come ferie, maternità, malattia. Per il presidente Fnomceo Filippo Anelli la chiave per avvicinare la sanità al cittadino e garantire efficienza non è il tipo di strumento contrattuale, ma sono le risorse messe a disposizione dei medici. «Nel gestire la pandemia l’errore è stato lasciare i generalisti senza indicazioni univoche, privi di protezioni e strumenti adeguati e, soprattutto, della facoltà di prescrivere tamponi e farmaci. Se oggi le risorse per rilanciare la medicina del territorio ci sono, si utilizzino subito per mettere i medici nelle condizioni di lavorare in equipe con infermieri e collaboratori di studio». Anelli lancia una proposta: si potrebbe affidare ai professionisti la governance delle strutture sanitarie una volta definiti obiettivi di salute, da programmare magari con i comuni, in linea con la legge 833/78 istitutiva del Ssn. (by Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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“Medici di famiglia, pediatri di libera scelta e farmacia: per una medicina territoriale efficace”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Siamo entrati nella fase 2 della pandemia COVID19 e dal punto vista della medicina territoriale dobbiamo fare tesoro dell’esperienza appena fatta nella fase acuta dove, la Campania ha dato risposte positive. Da questa esperienza, nella regione Campania sta crescendo una medicina territoriale ancora più forte, dove vi è tutto il comparto sanitario coinvolto, dal medico di medicina generale al pediatra di libera scelta e al medico di continuità assistenziale, al fine di consentire ad ogni singolo cittadino campano di essere al centro del sistema cura. E’ stato approvato dalla Regione Campania un piano di presa in carico assistenziale, elaborato dall’Unità di crisi, per i pazienti COVID trattati a domicilio, che vede anche qui coinvolte tutte le figure professionali: dal medico di medicina generale, agli specialisti ambulatoriali, l’USCA e i farmacisti, attraverso una piattaforma informatizzata regionale che permetterà le migliori azioni da porre in essere per la Fase 2”, dice Enrico Coscioni, Consigliere del Presidente della Regione Campania per la Sanità. “La terribile esperienza del Covid-19 conferma l’importanza di un servizio sanitario territoriale capillare, basato sulla rete dei medici di medicina generale e su quella delle farmacie, che consenta di spostare l’assistenza sul territorio ogniqualvolta sia possibile, lasciando gli ospedali ai malati con acuzie e mantenendo anziani e fragili a casa, lontano da fonti di contagio”. Spiega Roberto Tobia, Segretario Nazionale Federfarma “Questo è reso possibile anche grazie all’innovazione tecnologica e alla telemedicina. Si conferma quindi la necessità di un crescente coinvolgimento nell’organizzazione del servizio sanitario della farmacia, istituzione che in queste lunghe settimane di epidemia sta dando un contributo notevole alla tutela della salute della popolazione: informa, rassicura, fa argine a un accesso improprio ai pronto soccorso, permette ai cittadini di avere sotto casa (o anche a domicilio se necessario), senza spostamenti, farmaci solitamente da ritirare nelle strutture pubbliche. Permette anche di accedere comodamente a servizi aggiuntivi di alta valenza sociosanitaria quali telemedicina, appunto, test diagnostici di prima istanza, screening di prevenzione, ecc.”, conclude Tobia. “L’emergenza Covid ha accelerato il cambiamento in alcuni ambiti nei quali c’era un’evoluzione già in atto, ma ancora molto lenta. Negli ospedali abbiamo realizzato in pochi giorni interventi che in tempi normali avrebbero richiesto mesi e analogamente abbiamo dovuto e dovremo aggiornare anche le modalità di erogazione di alcuni servizi. Penso ad esempio alla gestione dei pazienti cronici: in ULSS 8 Berica, come in tutto il Veneto, avevamo già intrapreso un percorso per favorire una presa in carico senza ricorrere all’ospedale, attraverso l’ADI e le Medicine di Gruppo Integrate. Oggi, di fronte alla necessità di un controllo più rigoroso degli accessi negli ospedali, puntiamo a proseguire su questa strada anche ricorrendo alle nuove tecnologie. Già durante il lockdown alcuni nostri reparti hanno svolto a distanza, mediante telefono e videochat, le visite di controllo e la verifica dei piani terapeutici. Un cambiamento epocale che è stato subito accolto con ottimi riscontri sia dal personale sanitario sia dai pazienti”, racconta Giovanni Pavesi, Direttore Generale ULSS 8 Berica.

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Base Aviano: Rojc (Pd): interrogazione su sicurezza sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“Le dimissioni dei rappresentanti sindacali italiani della Base Usaf di Aviano perché ampiamente motivate. Il loro è un grido di allarme più che condiviso e dobbiamo avere al più presto un quadro preciso della situazione sanitaria all’interno della base”. Cosi la senatrice del Partito democratico Tatjana Rojc, componente la commissione Difesa, che ha presentato una interrogazione urgente ai ministri della Salute Roberto Speranza e della Difesa Lorenzo Guerini al fine di “verificare se nell’area del territorio italiano della base militare Usaf di Aviano le regole sanitarie italiane a tutela dei lavoratori e dei territorio vengano correttamente rispettate.”
Rojc, cui il caso è stato segnalato dal componente della segreteria regionale del Pd Renzo Liva, ha ricordato ai ministri Speranza e Guerini che le dimissioni sono state motivate dal “mancato rispetto delle norme di sicurezza previste dai Dpcm, dai decreti regionali e protocollo del controllo del Coronavirus” e che le Organizzazioni sindacali “non vedendo applicate le norme che dovrebbero valere per tutto il territorio italiano, hanno dapprima proclamato lo stato di agitazione e successivamente coinvolto anche il Prefetto di Pordenone Maria Rosaria Maiorino”. “E’ quanto mai urgente – ha concluso Rojc – verificare la situazione sanitaria della Base, tenendo conto che oltre ai dipendenti americani vi lavorano anche 700 cittadini italiani. La Base è una grande comunità che non si ferma al perimetro della stessa ma coinvolge un territorio vasto che ospita le famiglie dei lavoratori italiani e americani ed è quanto mai opportuno che tutto sia in sicurezza”.

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Deutsche Bank sets itself ambitious sustainability targets

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Deutsche Bank (XETRA: DBKGn.DB / NYSE: DB) has for the first time published quantifiable targets for expanding its sustainable business activities covering the ESG (environmental, social, governance) space and aims to support the transformation towards a sustainable economy. By the end of 2025, the bank will increase its volume of ESG financing plus its portfolio of sustainable investments under management to over 200 billion euros in total. “We are driven by a very strong conviction to help shape the global change to a sustainable, climate-neutral and social economy,” says Deutsche Bank CEO Christian Sewing. “The target of 200 billion euros in sustainable financing and ESG investments is ambitious compared to our peers. However, we are starting from a good base because, as a globally active financing house, we can serve the growing demand of our clients for sustainable investment products by ourselves.” The minimum volume of 200 billion euros within six years includes loans granted by 2025 and bonds placed by Deutsche Bank during this period. It also includes sustainable assets managed by the Private Bank as of the end of 2025. Deutsche Bank is thereby following the standards used in the industry. The ESG assets of around 70 billion euros managed by asset manager DWS as of the end of 2019 are not included in these calculations. When defining which activities it will classify as sustainable, the bank will be guided by the EU Taxonomy – the European Union’s ESG standard. In areas where the EU has yet to develop its own standards, Deutsche Bank will rely on its own transparent criteria. The bank will report annually on the progress towards achieving this target in its Non-Financial Report. It will also disclose more details on its definition of sustainable finance by the end of the second quarter 2020.

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A Green Recovery Stimulus for a post-COVID-19 Europe

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

While assessing the full impact of the COVID-19 pandemic would be premature, it is already clear that this is the worst economic shock European economies have faced since World War II. The road to recovery will likely be long and bumpy. The European Commission’s Spring 2020 Economic Forecast projects the EU economy to contract by 7.4% in 2020, while the EU-wide
unemployment rate is expected to increase from 6.7% in 2019 to 9% in 2020, particularly affecting southern EU
Member States.The roadmap to recovery adopted by the European Council on 21 April calls for an “unprecedented investment effort” for a “more resilient, sustainable and fair Europe”2. In order to deliver on this mandate, the EU’s Recovery Fund, which the European Commission is about to unveil, should thus be both massive in size and scope as well as boldly transformative in its content. This is also in line with the resolution adopted by the European Parliament. Before the crisis, and following the European Parliament elections last year, the European Union embarked on a new five-year strategic roadmap in which the decarbonisation and digitalisation of our economies have been prioritised. Pre-crisis tense debates about the economic and social costs of ecological benefits will no doubt be re-ignited as the recovery package will be debated among European institutions and the public at large. After the adoption of adequate, immediate rescue measures, we now turn to the recovery phase. Echoing calls for a green recovery5, this paper6 argues that a European Parliament. 2020. “EU: Parliament adopts resolution on coordinated action to combat Coronavirus”, OneTrust, April.
The Jacques Delors Centre in Berlin and the Jacques Delors Institute in Paris have been publishing on immediate rescue
measures in response to the COVID-19 crisis, cf. Eisl A. 2020. Including the Launch of the European alliance for a Green
Recovery led by MEP Pascal Canfin, and the University of Oxford’s analysis of how green fiscal recovery packages can act
to decouple economic growth from GHG emissions, co-authored i.a. by Nicholas Stern and Joseph Stiglitz; recent blog post by
Geneviève Pons.The production of this paper was led by Europe Jacques Delors(Brussels), with the contribution of the Jacques Delors Institute (Paris) on sections 2.1, 2.2. and 2.3 dealing with the energy, mobility and innovation dimensions of this paper.
very large green investment plan delivers the necessary economic stimulus and builds resilience to future shocks.
Delivering on such an ambitious and transformative mandate can only happen under some specific conditions which need to be explicitly acknowledged.

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Scuola: Salgono a 80 mila le assunzioni in ruolo autorizzate. Anief: bene, ma non bastano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Nel decreto rilancio sono previste risorse per 1,5 miliardi e 16.000 posti in più per il ruolo di docente: 8.000 attraverso il concorso ordinario e altrettanti attraverso quello straordinario. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Ci fa piacere questo incremento, ma avevamo chiesto come Anief un aumento. Ma comunque siamo sempre a meno della metà dei posti che a settembre verranno affidati in supplenza, senza parlare degli organici aggiuntivi da attuare per cancellare le classi pollaio e mantenere il distanziamento sociale”. Intanto, il sottosegretario Pippo De Cristofaro, di LeU, dichiara che bisogna “fare tutti gli sforzi necessari per riuscire a riservare i 16.000 posti in più ai docenti con più di 3 anni di servizio, garantire la partecipazione alla procedura straordinaria a tutti i precari con i 3 anni e trovare le soluzioni adeguate e alternative per garantire alla scuola le nuove immissioni in ruolo entro l’avvio del prossimo anno”.Nel Governo c’è soddisfazione per l’incremento di cattedre da assegnare ai docenti precari da stabilizzare, soprattutto alla luce dei problemi che creerà quest’anno il rientro a scuola a settembre.
“Sono buone notizie per la scuola”, ha commentato il sottosegretario all’istruzione Peppe De Cristofaro chiedendo di assegnare i posti aggiuntivi ai precari con almeno tre anni di servizio. “Questi investimenti – ha detto – sono un primo passo verso l’apertura di quel dibattito pubblico che sostengono da mesi per rimettere l’istruzione al centro del futuro del Paese, ma non bastano. I 40.000 posti per il concorso straordinario sono una delle proposte prioritarie che ho sostenuto in questi giorni con forza, oggetto di emendamento di parte della maggioranza al Decreto Scuola insieme alla riapertura delle graduatorie di terza fascia, alla copertura di tutte le supplenze brevi e all’individuazione di una procedura alternativa al concorso con test a crocette”.

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Esami di stato ed emergenza sanitaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Reso pubblico il Documento inviato dal Comitato Tecnico Scientifico al Ministero dell’Istruzione sulla rimodulazione delle misure contenitive nel settore scolastico per lo svolgimento dell’esame di stato nella scuola secondaria di secondo grado. Marcello Pacifico (Anief): “Nel documento del CTS ci sono delle criticità che ci preme evidenziare in modo che le misure che andrà ad adottare il Ministero tutelino effettivamente i diritti di tutti i soggetti interessati. Gli esami di stato in presenza devono essere svolti all’insegna della salvaguardia effettiva della salute di lavoratori e alunni”.L’Anief, sindacato da sempre attento alla tutela dei diritti dei lavoratori della scuola e degli alunni, analizza il documento prodotto dal Comitato Tecnico Scientifico e inviato al Ministero dell’Istruzione, reso pubblico ieri, evidenziando criticità, alcune di non poco rilievo, e avanzando proprie proposte di modifica e integrazione dello stesso che porterà all’attenzione del Ministero dell’Istruzione affinché gli esami di stato conclusivi della scuola secondaria, in questa particolare situazione di emergenza, si svolgano effettivamente in sicurezza e nel rispetto dei diritti di tutti.Il Comitato Tecnico Scientifico approfondisce, come primo punto della sua analisi, l’impatto degli spostamenti correlati all’effettuazione dell’esame di stato sulla motilità e invita, pertanto, il Ministero dell’Istruzione a predisporre un calendario di convocazione dei candidati scaglionato suggerendo, inoltre, “l’utilizzo del mezzo proprio”.Pur comprendendo le motivazioni alla base dell’indicazione di suggerire l’utilizzo di mezzo proprio per raggiungere la sede di svolgimento degli esami, secondo il sindacato Anief appare utile pensare anche a predisporre l’attivazione di protocolli specifici in grado di fornire alternative alla mobilità individuale. In tal senso, è necessario – soprattutto nelle grandi città – adottare tutte le misure che incentivino l’utilizzo dei mezzi pubblici, anche eventualmente organizzati ad hoc, garantendo, ovviamente, livelli adeguati di sicurezza per i fruitori. “Non dobbiamo dimenticare – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che la mobilità non riguarda esclusivamente i candidati ma anche i docenti, i Dirigenti Scolastici e tutto il personale ATA che saranno interessati dall’espletamento del complesso delle operazioni di svolgimento degli esami di stato in presenza e la cui mobilità non può essere “scaglionata”. Appare utile e non secondario, quindi, valutare in base all’effettiva realtà territoriale e al numero dei soggetti interessati la possibilità di organizzare anche mezzi di trasporto pubblico che, in sicurezza, garantiscano l’afflusso verso le scuole sede d’esame, non affidandosi esclusivamente all’utilizzo del mezzo di trasporto individuale”.

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Campidoglio, al lavoro con Task Force per la Scuola

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Roma Capitale ha messo in campo una Task Force per la Scuola, che coinvolge personale interno ai servizi ma anche professionisti esterni, per contribuire a ridisegnare insieme all’Amministrazione i servizi educativi e scolastici capitolini nella fase 2.
L’obiettivo è definire nel dettaglio i tempi, modi e temi della riapertura, in osservanza delle disposizioni e delle linee guida del Governo. La chiusura del documento scientifico è prevista entro gli inizi di giugno.“Siamo pronti ad attivare ogni percorso possibile, anche con soluzioni innovative, per riattivare in sicurezza i percorsi educativi e scolastici capitolini. I nidi e le scuole dell’infanzia del Comune rappresentano un importante ambiente pedagogico e di socializzazione, che vogliamo sia pronto a ripartire in sicurezza, in accordo con le linee guida nazionali e le singole famiglie”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.“Ringrazio quindi – prosegue la Sindaca – per essere entrati nella squadra Nice Terzi, Emma Baumgartner, Fabio Bocci, Anna Lia Galardini, Diana Penso, Franco De Luca, Luigi Ferrucci, Alda Bonetti, Elena Giacopini, Isabella Di Giandomenico, Valeria Sentili, Daniela Monaco, Barbara Riccardi, Cinzia Coratti, Paolo Mai, Federica Cozzi e Vincenzo Puro. Il loro contributo si unisce ai membri della task force interni all’Amministrazione, Mauro Ferroni, Sabrina Lombardozzi, Bruno Palma, Luisa Marcucci, Emanuela Martellucci, Stefania Bossini, Maria Pia Rosso, Anna Paola Bologna e Carla Piazza, che ringrazio per l’impegno messo in questo delicato e fondamentale lavoro di programmazione”.I membri della task force mettono a disposizione la propria professionalità in modo gratuito, in videoconferenza. La squadra è in costante coordinamento con l’Assessorato alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale, che coadiuverà la valutazione dei documenti prodotti insieme alla presidente della commissione capitolina Scuola Teresa Maria Zotta.“Già nella fase 1 abbiamo voluto attivare la didattica a distanza anche nei nidi e nelle scuole dell’infanzia capitoline, per offrire ai più piccoli la massima continuità nel percorso educativo e scolastico. Con l’istituzione della Task Force capitolina per la Scuola, vogliamo accompagnare la fase 2 e la progressiva riapertura di nidi e scuole dell’infanzia, che dovrà avvenire puntando sempre alla massima qualità dell’offerta educativa e in totale sicurezza”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.Il documento scientifico prodotto dalla task force sarà condiviso con le parti sociali e i rappresentanti della comunità scolastica.

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Scuola: Il Cspi boccia il voto in decimi alla primaria

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Secondo il sindacalista autonomo, la richiesta del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione di valutare gli alunni della primaria con un giudizio riportato nel documento di valutazione e non con la votazione espressa in decimi “va presa in seria considerazione:il voto in decimi, in questo momento sociale e individuale davvero particolare, va evitato: rappresenta una classificazione troppo rigida e razionale rispetto al contesto. Ancora di più perché a determinare la valutazione dell’alunno saranno una lunga serie di fattori, formativi e non sommativi, molto più riconducibili ad un giudizio che un freddo voto numerico”. Ha una fondatezza il parere negativo del Consiglio superiore della Pubblica Istruzione sulla votazione in decimi dei bambini delle classi primarie prevista dal ministero dell’Istruzione anche al termine dell’attuale lungo periodo di didattica a distanza: lo sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, commentando il giudizio critico del CSPI, secondo cui la situazione emergenziale ha particolarmente penalizzato l’apprendimento degli alunni più piccoli, per i quali l’interazione in presenza con i docenti costituisce un elemento determinante nei processi di apprendimento, in misura maggiore rispetto agli altri gradi di scuola. “I bambini – taglia corto il leader del giovane sindacato nazionale – sono i più penalizzati in questa situazione, perché nell’adozione delle misure restrittive non sono stati inclusi i loro bisogni. Il fatto che non ci sia per loro un’emergenza clinica, perché in alta percentuale il virus li risparmia, non significa che non ci sia nei loro confronti un’emergenza educativa”.

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Brescia e Bergamo si candidano a Capitali italiane della cultura 2023

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Brescia e Bergamo lanciano un’alleanza strategica, che parte dalla cultura. In uno dei momenti più cupi della loro storia, le due città, che hanno pagato un tremendo tributo all’epidemia Covid-19, hanno deciso simbolicamente di candidarsi insieme a Capitale italiana della Cultura nel 2023.Due territori affini, una sofferenza comune, una volontà unica di risollevarsi dal dolore e progettare un domani sereno, in un percorso che veda cittadini, istituzioni e imprese accomunati dalla consapevolezza che la cultura sintetizza e simboleggia valori fondamentali per qualunque società.I tragici fatti degli ultimi mesi hanno comportato la sospensione di quasi tutte le attività culturali, imponendo una riflessione epocale e sistemica su perché, per chi, come e che cosa significherà “fare cultura” nei prossimi anni, posto che non è pronosticabile il momento del ritorno a una situazione di normalità per come la si intendeva solo pochi mesi fa.La sfida, oggi, è creare qualcosa di nuovo, andare avanti con una consapevolezza differente e stimoli inediti.Le due città e i loro territori intendono cogliere l’occasione per ripensare il proprio sistema di produzione e offerta culturale, a tutti i livelli, cooperando con il tessuto associativo e imprenditoriale, conservando e incrementare il patrimonio, attirando turisti, creando nuove opportunità di sviluppo e formazione.Questi obiettivi implicano un cambiamento di ciò che tradizionalmente è stata la politica culturale e suggeriscono un ripensamento dei compiti e delle strutture delle istituzioni culturali, senza determinare una distrazione rispetto alle missioni originarie. Si tratta di un lavoro che non può essere svolto individualmente ma deve essere, necessariamente, il risultato di un’attivazione complessiva delle energie del territorio. Servono quindi adeguati livelli di integrazione gestionale e politica e la piena collaborazione del tessuto imprenditoriale, non inteso come mero erogatore di risorse economiche, ma come detentore di una cultura del lavoro che unisce competenza, innovazione, creatività e cosmopolitismo.Dal 2016 ad oggi il progetto “Capitale Italiana della Cultura”, nato dalla riproduzione dell’omologo formato europeo nato nel 1985, ha conosciuto una forte evoluzione, trasformandosi da generico incentivo all’incremento della notorietà mediatica e dell’attrattività turistica a strumento strategico per condividere la riprogettazione di svariati asset territoriali per lo sviluppo socio-economico locale.Un’occasione rara per ascoltare le voci delle comunità residenti e degli operatori culturali e raccogliere le idee, le energie e gli stimoli che il processo di candidatura innesca, a prescindere dagli esiti della virtuosa competizione con le altre città tricolori.Brescia e Bergamo si candidano quindi a Capitale Italiana della cultura nel 2023, decise a creare una nuova strada per la fruizione della cultura nel nostro Paese. Il progetto ha già incassato il primo sì: è quello di UBI Banca, istituto bancario che a Bergamo e Brescia affonda le proprie radici storiche e che sarà partner dell’iniziativa sostenendo concretamente le istituzioni culturali delle due città.

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Il Premio Zavattini continua la sua attività

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Nonostante le difficoltà legate al periodo di quarantena, gli attuali finalisti del Premio Zavattini, continuano a lavorare alla realizzazione completa delle opere vincitrici del 2019-2020 (Il mare che non muore di Caterina Biasiucci, Lo chiamavano Cargo di Marco Signoretti e L’angelo della storia di Lorenzo Conte) e nelle prossime settimane sarà comunicato il regolamento del nuovo bando.Il Premio Zavattini conferma inoltre la sua partnership con il Premio Bookciak, Azione!, evento di pre-apertura delle Giornate degli Autori veneziane (in programma dal 2 al 12 settembre) e informa che, a causa dell’emergenza Covid-19, è slittato al primo luglio il termine per le iscrizioni al concorso e al 20 luglio la consegna dei bookciak. La sezione che coinvolge il Premio Zavattini, all’interno della manifestazione ideata da Gabriella Gallozzi (www.premio-bookciak-azione.it), è Memory Ciak, dedicata alla memoria e realizzata in collaborazione con LiberEtà, testata e casa editrice dello Spi-CGIL. Il libro prescelto su cui costruire un corto di massimo tre minuti è il romanzo Le vite di Emma di Ave Govi. Per la realizzazione dell’opera si potrà utilizzare gratuitamente il materiale di repertorio dell’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico (AAMOD).

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DL rilancio: Fondi cultura insufficienti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

“L’intervento previsto nel dl Rilancio per la cultura e lo spettacolo è insufficiente, avrà un impatto limitatissimo mentre i teatri, i cinema, i concerti, le scuole di danza, i set cinematografici chiudono e cancellano gli spettacoli. Chiediamo al ministro Franceschini di garantire immediatamente un miliardo all’anno nel Fondo Emergenze per i prossimi 3 anni e il mantenimento e il rafforzamento delle leve fiscali, come la detrazione del consumo culturale individuale – afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Cultura e responsabile Cultura del partito, deputato Federico Mollicone, nel corso di “Tg2Italia” – notiamo, comunque, che nel decreto sono inserite numerose delle nostre proposte, come la costituzione di un fondo per la filiera del libro, gli spettacoli e i musei non statali, l’istituzione di un fondo per la promozione della Cultura con Cassa Depositi e Prestiti e l’Istituto per il Credito Sportivo, l’erogazione immediata dei fondi del FUS, un credito d’imposta per le locazioni dei teatri e dei luoghi dello spettacolo, la proroga della sospensione dei versamenti, anche se richiesta fino a dicembre 2020, l’aumento dei termini dei voucher cultura da 12 a 18 mesi. Proposte da noi avanzate sia nella risoluzione presentata e approvata in commissione che nei nostri emendamenti.”

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Archivio Concetto Pozzati online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Ora è online sul sito http://www.concettopozzati.com: un’ampia ed esaustiva raccolta di materiali sull’artista, dalla biografia alle opere agli scritti alle moltissime fotografie. Una documentazione ricca e avvolgente che, come una wunderkammer, raccoglie i frammenti e i ricordi di una vita straordinaria – quella di Concetto Pozzati, che fu artista e pensatore, educatore e politico, professore e Maestro – per restituirla al meglio nelle sue sfaccettature e nell’evocazione della potente empatia che Pozzati sapeva attivare attorno a sé.Proprio per mantenere viva quell’energia vitale che lo circondava è nato, all’inizio di quest’anno, l’Archivio Concetto Pozzati che, per volontà dei figli Maura e Jacopo, si propone di raccogliere tutta la documentazione sull’attività dell’artista, di tutelarne l’opera, promuoverne la ricerca e la conoscenza, diffonderne gli scritti e il pensiero critico e realizzare mostre collettive e personali in Italia e all’estero, sia in istituzioni pubbliche che private. Un percorso in divenire, quello intrapreso dall’Archivio Concetto Pozzati, che si concretizza oggi nella pubblicazione del sito internet http://www.concettopozzati.com, nato per raccogliere, catalogare e promuovere ma anche, e soprattutto, per conservare una memoria preziosa, fatta di incontri, di legami, di cambiamenti profondi che Pozzati ha saputo portare nell’Arte, nella sua città, nella didattica e nella vita di chi ha avuto la fortuna di conoscerlo.“L’arte non è né lieve, né ottimista, né pacifista e nemmeno un iceberg di seduzione o una semplice variante sempre prestabilita”. Era una visione complessa e sfaccettata dell’Arte e della vita, quella di Pozzati, che rimane nell’eredità del suo lavoro e del suo pensiero e che si ripropone nell’Archivio e nel sito internet appena pubblicato, dove gli apparati scientifici sul lavoro e sulla biografia dell’artista si intersecano a documenti e immagini che ne ripropongono quella sua complessità e la sua statura umana, artistica e civile. E se “l’arte è sempre invasa dal dissenso e non desidera consenso”, allora neanche il lavoro di archiviazione e divulgazione dell’Archivio e del sito hanno come obiettivo un’agiografia o un approccio conformista – che sarebbero certo dispiaciuti al Maestro – bensì una visione di insieme, rigorosa ed emozionata, che tenga aperti i dubbi e i discorsi, le certezze e le riflessioni, la contemporaneità e la profondità poetica che Concetto Pozzati sapeva attivare dentro e attorno a sé.

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Coronavirus: I notai ostacolano il ricorso a pratiche online

Posted by fidest press agency su mercoledì, 20 maggio 2020

Mentre in tutto il Paese si cercano sinergie e si collabora per tentare di superare le difficoltà nel pieno rispetto delle esigenze dei cittadini, vi sono alcune lobbies che pur di tutelare i propri interessi non sono disposte ad ammettere alcuna procedura agevolata.
È quello che purtroppo molti cittadini stanno riscontrando, a proprie spese, nel rapporto con i notai, che in molti casi ostacolano ogni procedura di autentica o altra pratica online.Un atteggiamento di vero e proprio ostruzionismo, per di più privo di motivazioni forti: sono stati svolti esami e processi online, se vengono adottate tutte le accortezze e le procedure del caso che ne garantiscano la legalità, non vediamo perché l’autentica di una firma non possa essere svolta attraverso tali modalità. Questo comporta molti rallentamenti e ritardi per molte altre pratiche improrogabili che i cittadini devono svolgere, ma magari sono impossibilitati ad uscire, oppure lo studio notarile non ha ancora riaperto. Ci rivolgiamo all’Associazione Nazionale del Notariato, con cui da tempo collaboriamo in campagne di informazione ai cittadini, nonché a tutti i notai, affinché nell’interesse comune adottino prassi e nuove modalità che permettano ai cittadini di portare avanti i propri adempimenti, senza ulteriori complicazioni e ostacoli.

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