Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 24 maggio 2020

Al lavoro in sicurezza

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Post-lockdown: la convivenza con il Covid-19. La riapertura estesa, seppure a scaglioni, delle attività produttive è oramai in corso e necessita di processi di gestione per limitare i possibili rischi e garantire la continuità delle attività, anche in previsione dei possibili scenari evolutivi nei prossimi mesi. Il mondo del lavoro e le aziende saranno normati da nuove regole, che potranno essere a sua volta soggette a cambiamenti repentini, e che impongono già da adesso misure di distanziamento fisico, la possibilità di verificare la temperatura di chi entra in un luogo di lavoro o in un esercizio commerciale, la sanificazione costante degli ambienti e molto altro. La ripresa post Covid-19, vedrà tra l’altro un nuovo modo di vivere i contatti in generale ed una diffusa diffidenza e, pertanto, non può che prevedere, già da queste prime fasi, modelli di gestione delle modalità di riapertura e previsione delle evoluzioni future. Serve dunque un format di risposta, nei diversi settori, capace di unire tecnologia e procedure di comportamento. È questo, in sintesi, il modello di Secursat, la società italiana che utilizza dati e tecnologia come driver per individuare nuovi modelli di business e prevenire e risolvere situazioni di crisi.Secursat nata nel 2013 con l’idea di aiutare le aziende a trasferire sulla rete i sistemi di security tradizionali è riuscita in pochi anni a trasformare il concetto stesso di sicurezza passiva in un modello predittivo in grado di prevenire le crisi e le minacce e contenere i rischi. Il modello di prevenzione dei rischi proposto da Secursat è facilmente replicabile in diversi contesti lavorativi ed è di utilità immediata; nel caso Covid-19 si muove lungo tre binari, come spiega Maura Mormile, responsabile dell’Area Business Development di Secursat: “la mappatura delle informazioni, tramite questionari per dipendenti e fornitori per monitorare e limitare l’eventuale diffusione del virus; la predisposizione di linee guida e protocolli sulle modalità di accesso e di comportamento in azienda; l’analisi dei rischi in relazione alle diverse aree o reparti produttivi per definire soluzioni e tecnologie di mitigazione”. “Le tecnologie possibili sono diverse, da Sensori in grado di restituire informazioni puntuali ed in tempo reale per gestire i flussi di accesso e di mobilità nelle aree, a soluzioni per il monitoraggio della temperatura o del rispetto della distanza gli uni dagli altri, fino alla gestione remota delle tecnologie per limitare al minimo la mobilità, il tutto, chiaramente, sempre nel rispetto della privacy. L’importante è però pensare alle diverse soluzioni all’interno di un quadro complessivo, all’interno di una strategia di sicurezza e gestione delle tecnologie, solo così, infatti, potranno essere a valore aggiunto per le aziende”.La mappatura dei reparti e delle aree consentirà di identificare, e quindi correggere, i comportamenti che possano esporre ad una maggiore rischio di contagio. Le procedure comportamentali e di gestione degli accessi saranno conseguenti, invece, alla individuazione delle funzioni aziendali strategiche per il riavvio e la continuità della produzione e in base a tale premessa si adotteranno le linee guida per gli accessi che possano garantire la governance della sicurezza.Le tecnologie sono fondamentali, tuttavia è necessario un approccio univoco che ne definisca e governi le modalità di gestione. Nel caso della sicurezza come immaginata da Secursat, al fine di creare, ben oltre le telecamere, una rete di sensori di nuova, nuovissima, generazione, capaci di disegnare spazi lavorativi realmente interconnessi, smart, sicuri, e rispettosi della privacy, e processi aziendali capaci di garantire la Business Continuity ed il rapido adattamento a situazioni di crisi.

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Dove va l’editoria italiana?

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

L’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con IE-Informazioni Editoriali e Nielsen, presenta i dati sul mercato del libro da gennaio ad aprile 2020 e sull’impatto che ha avuto l’emergenza Covid-19 sulla produzione, sulle vendite e sui comportamenti dei clienti. Si tiene martedì 26 maggio, dalle 11.00 alle 12.30, l’incontro online “Il mercato del libro: dall’emergenza sanitaria a quella di sistema”. Saranno presentati i dati che propongono in forma estesa e sistematica l’impatto del sisma che ha attraversato l’editoria italiana, tracciando e interrogandosi sui segnali di cambiamenti in corso e che, verosimilmente, influenzeranno a lungo l’industria del libro e i consumi culturali degli italiani. Quanto vale il mercato nei primi quattro mesi del 2020 rispetto al corrispondente periodo del 2019? I generi hanno perso tutti in misura uguale? La produzione come e di quanto è cambiata? Le librerie come hanno cercato di contenere le perdite provocate dal lockdown e lo spostamento verso gli store on line? È cambiato il modo di informarsi su cosa comprare?Sono queste alcune delle domande a cui si proverà a dare risposta durante l’incontro, moderato da Sabina Minardi, giornalista dell’Espresso, e introdotto e commentato dal presidente di AIE Ricardo Franco Levi. Giovanni Peresson (responsabile dell’ufficio studi AIE) racconterà, attraverso i dati, “I tre mesi che sconvolsero il mondo” mentre “Dal cambiamento dell’offerta alla resilienza delle librerie” è il tema dell’intervento di Simonetta Pillon (IE-Informazioni Editoriali).L’incontro può essere seguito sul sito di AIE alla pagina https://www.aie.it/Mercatodellibro.aspx o sulla pagina Facebook di Più libri più liberi, la Fiera nazionale della piccola e media editoria.

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Expo Casa: Le nuove date

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

La XXXVIII edizione di Expo Casa, il Salone nazionale Edilizia e Arredamento, è rimandata al prossimo anno. L’esposizione si terrà presso il centro Umbriafiere di Bastia Umbra dal 27 febbraio al 7 marzo 2021.Epta Confcommercio Umbria, società organizzatrice della manifestazione, è giunta a questa decisione prendendosi tutto il tempo utile per valutare con attenzione e prudenza la difficile situazione degli ultimi mesi, e ha scelto di rimandare l’evento al 2021 per garantire il mantenimento degli standard qualitativi e quantitativi e le presenze di aziende e pubblico anche da fuori regione. Abbiamo preso questa decisione – dichiara Aldo Amoni, presidente di Epta – perché questa manifestazione è un indiscusso punto di riferimento, per visitatori, aziende ed operatori di settore da ben quattro decenni. Expo Casa rappresenta e continuerà a rappresentare qualità e innovazione e resterà strumento utile alle imprese di settore per promuoversi e dimostrare tutta la loro professionalità e capacità di rispondere alle esigenze dei clienti.Per restare aggiornati sulle novità in programmazione per il 2021, visitare il sito: http://www.expo-casa.com e la pagina facebook: @expocasaitalia

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LATAM riprende ad operare con prezzi più accessibili, maggiore flessibilità e misure sanitarie

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

A seguito della drastica riduzione delle attività di LATAM Airlines Group e delle sue controllate a seguito del COVID-19, il gruppo annuncia un graduale aumento della sua operatività nei prossimi due mesi. A giugno prevede di passare dal 5% al 9% della sua capacità totale pre-crisi, raggiungendo il 18% a luglio. LATAM è conscia che prendere decisioni in questo momento di incertezza è complesso, quindi prevederà una maggiore flessibilità per l’acquisto e la programmazione di viaggi, tariffe che in media potranno essere fino al 20% più economiche, misure sanitarie aggiuntive e consulenza ai propri passeggeri che viaggeranno durante la crisi.
A giugno, LATAM Airlines Brasil effettuerà quattro rotte internazionali: da San Paolo a Francoforte, Londra, Madrid e Miami. Da Santiago LATAM Airlines Group volerà a Miami e San Paolo, un hub di collegamento attraverso il quale i clienti potranno accedere a queste tre destinazioni in Europa. Entro luglio, il gruppo spera di aumentare le destinazioni internazionali a 13.A livello nazionale, LATAM Airlines Brasil effettuerà 74 rotte, LATAM Airlines Chile raggiungerà 12 destinazioni, volando nuovamente verso La Serena, Copiapó, Temuco e l’Isola di Pasqua. Anche la filiale dell’Ecuador sta lavorando per far ripartire i voli nazionali a giugno, e le filiali colombiana e peruviana a luglio, il tutto rispettando le indicazioni delle autorità.Data l’incertezza causata dalla crisi sanitaria, i passeggeri avranno maggiore flessibilità per acquistare i biglietti e programmare i loro viaggi, sempre soggetti alle normative locali applicabili.
• Fino al 31 luglio 2020, i passeggeri potranno riprogrammare liberamente il loro viaggio su Latam.com prima della partenza del volo. La prima modifica sarà senza penalità o differenza di tariffa (stessa destinazione, in base alla disponibilità della cabina e alla validità del biglietto) e potranno cambiare la destinazione pagando la differenza di tariffa, qualora ci fosse.
Qualora il passeggero non avesse chiara la data in cui desidera viaggiare, potrà lasciare il suo biglietto aperto per 12 mesi, purché informi la compagnia aerea attraverso il suo sito web, con almeno 7 giorni di anticipo. (Sezione: “I miei viaggi” su LATAM.com)
• Nel caso in cui un volo venga cancellato o riprogrammato, i passeggeri potranno riprogrammare il loro viaggio senza penalità o differenza di tariffa (in base alla disponibilità della cabina, stessa destinazione e validità del biglietto). Se si desiderasse modificare la destinazione, verrà applicata una differenza di tariffa se esiste, qualora ci fosse.
Esiste una nuova piattaforma sul sito web di LATAM con informazioni dettagliate sulla destinazione scelta e soluzioni di viaggio per i passeggeri, che saranno anche in grado di contattare fornitori terzi per avere informazioni sui criteri di ingresso, uscita e rientro della destinazione che stanno visitando, che di norma sono responsabilità del passeggero.

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Il GAMING – Prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

E’ il titolo della guida scritta a quattro mani da Antonio Arrotino, Avvocato e giurista d’impresa, AML Manager e MLRO di SKS365 – operante nel mercato italiano del betting – insieme al Professor Ranieri Razzante, Presidente dell’Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, professore di Legislazione antiriciclaggio all’Università di Bologna e vicepresidente dell’organismo di vigilanza della stessa SKS365. Con un ulteriore contributo che arriva sempre dal Gruppo, ovvero quello di Luca Grisci, Director of Retail.Una guida per gli operatori e tutti gli addetti ai lavori che compongono la filiera del gioco in Italia, per raccogliere in un solo volume ciò che riguarda i soggetti coinvolti, la normativa vigente, le tipologie di rischio e le misure da adottare per prevenire potenziali inferenze da parte della criminalità all’interno di un sistema così delicato e mutevole e, per questo, particolarmente esposto ad interessi illeciti.
L’obiettivo che Arrotino e Razzante si sono posti nel realizzare la guida nasce, infatti, da due considerazioni: le dimensioni del danno che il reato di riciclaggio comporta per il sistema economico italiano – quasi 120mld l’anno – e il fatto che le infiltrazioni criminali nella filiera del gioco avvengono a danno degli stessi concessionari e quasi mai, invece, con la loro complicità. Ciononostante si è creato il falso mito che associa a più livelli (politico, giornalistico e sociale) il gioco con il malaffare. Sovrapposizione che, negli anni, ha portato a vedere il comparto del gioco come un nemico invece che come un alleato di Autorità e Istituzioni.
Il GAMING – Prevenzione e contrasto alle infiltrazioni mafiose ricostruisce l’intero ecosistema intorno al gioco in Italia, attori istituzionali, soggetti imprenditoriali, tipologia di prodotti e servizi esistenti, approfondendo i circuiti di business per individuare le potenziali vulnerabilità dell’industry, ovvero le zone d’ombra dove si annida il rischio concreto di infiltrazioni criminali. Per concludere con una dettagliata panoramica normativa su obblighi di concessionari ed esercenti, unita a modalità di segnalazione e Autorità deputate a sorveglianza e intervento.Il volume è edito da Pacini Giuridica, specializzata nella pubblicazione di manualistica in ambito artistico-culturale e di approfondimento scientifico, accademico e normativo.

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Scuola: Personale ATA, il grande inganno dei contratti con scadenza 31 agosto

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Il ministero dell’Istruzione ha inviato agli Uffici Scolastici Regionali la Nota 12278 sulle supplenze in scadenza dei lavoratori ATA: l’obiettivo è ricordare ai dirigenti scolastici che possono chiedere la proroga dei contratti al 30 giugno per far funzionare le scuole d’estate, per gli esami di Stato e per predisporre il nuovo anno scolastico. Ma il sindacato Anief ribatte: quei posti dovrebbero andare assegnati a priori, anche senza l’emergenza epidemiologica. “Non è un concessione ma un diritto del lavoratore precario”, dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Per questo ricorriamo in tribunale.Il Ministero dell’Istruzione ha emesso in data 19 maggio una nota sulla proroga dei contratti di supplenza per il personale ATA. La nota, riferisce la stampa specializzata, prevede che la proroga venga richiesta dai dirigenti scolastici, con motivazioni precise: nella fattispecie, l’amministrazione centrale ha fatto sapere che la richiesta deve essere legata allo svolgimento degli esami di Stato, di idoneità, preliminari, integrativi, ma anche in situazioni che possano pregiudicare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto con riflessi sull’ordinato avvio dell’anno scolastico.Alla luce di queste specifiche emesse dal dicastero di Viale Trastevere, la proroga del contratto di supplenza annuale per il personale ATA risulta quindi possibile per le prestazioni professionali che necessitano la loro presenza in istituto. Possono essere prorogati i contratti di qualsiasi profilo, quindi per assistenti amministrativi e tecnici, oltre che per i collaboratori scolastici.
Il sindacato Anief ricorda che in percentuali altissima, vicina alla totalità, i posti di supplenza annuale riguardano disponibilità di posti a tutti gli effetti vacanti e disponibili. “Non si comprende perché – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si debbano trasformare quei posti in supplenze fino al 30 giugno anziché al 31 agosto. La motivazione è puramene di carattere economico, quindi legata al risparmio delle mensilità di luglio e agosto. Ma è un trattamento inspiegabile dal punto di vista del diritto del lavoro: le esigenze di carattere economico non possono sopprimere il diritto al lavoro. Ecco perché ricorriamo in tribunale”.

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Scuola: Conte, rientro a settembre avrà ingenti costi

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Per il presidente Giuseppe Conte la gestione del rientro a scuola a settembre comporterà ingenti costi di organizzazione e a tal fine sono stati stanziati 1 miliardo e 450 milioni di euro in due anni a beneficio della scuola.”Il problema è che ci saranno ingenti costi anche per le famiglie degli studenti. Chiediamo, quindi, quanti milioni sono stati stanziati perché l’emergenza Covid non gravi ulteriormente sulle loro tasche, considerata la stangata che già grava su di loro tra corredo, libri, trasporto e mensa” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Le mascherine saranno distribuite gratuitamente agli studenti dallo Stato, tramite le scuole, oppure si aggiungerà una batosta da oltre 100 euro a studente?” si domanda Dona.”Nel caso si opti per la didattica a distanza, il Premier sa che il 33,8% delle famiglie non ha computer o tablet in casa, percentuale che al Sud sale al 41,6%? Inoltre bisogna che lo Stato si faccia carico non solo di fornire in comodato un tablet ad ogni studente che ne fa richiesta, ma che fornisca anche le Sim per la connessione internet. Sono tante le famiglie, infatti, che, pur avendo il pc, non hanno una connessione adeguata per far seguire ai figli le lezioni. Non tutti possono permettersi un abbonamento flat per una connessione internet veloce. Per non parlare dell’arretratezza della nostra rete” conclude Dona.
press.economia@consumatori.it,

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Emergenza anziani

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

«C’è un’emergenza ignorata in questo momento in Italia, ed è quella che riguarda migliaia di persone non autosufficienti, la maggior parte dei quali “grandi anziani”, che attendono di poter accedere a una RSA e ai relativi servizi di cura e assistenza e sono impossibilitati a farlo. In questa fase infatti, sia i non autosufficienti che le loro famiglie si ritrovano in una specie di limbo, data l’assenza, nella maggior parte delle Regioni, di line guida sulle riaperture delle strutture residenziali che consentano a chi ne abbia bisogno di accedervi, sia dall’ospedale che dal proprio domicilio» lo dichiara Roberto Messina, Presidente Nazionale di Senior Italia FederAnziani.
Eppure a oggi solo il Lazio, il Piemonte e la Toscana hanno emanato dei protocolli per la riapertura delle strutture – prosegue Messina – in Veneto e in Sardegna la situazione è a macchia di leopardo, mentre nel resto d’Italia ancora si resta fermi. Lanciamo un appello agli assessori competenti di tutte le Regioni affinché accelerino la riapertura delle strutture garantendo al tempo stesso la massima sicurezza e mettendo le RSA in condizioni tali da poter tutelare appieno la salute degli ospiti affinché non si debba mai più assistere a quanto accaduto negli ultimi mesi. Potrebbe essere opportuno creare delle strutture dedicate ai pazienti Covid e altre libere dal Covid superando le molte criticità legate alla gestione attuale. Non dimentichiamo che le già infinite liste d’attesa continuano ad allungarsi di giorno in giorno con il rischio di mandare in tilt il Sistema del welfare familiare. Occorre infatti ricordare che nel nostro Paese si stima che oltre un quinto delle persone con 65 anni e più abbia limitazioni funzionali gravi da necessitare assistenza personale a casa (20,1%) o in strutture residenziali quali residenze sanitarie assistenziali (RSA), residenze protette e altre analoghe (1,7%). E coloro che si trovano a casa vengono il più delle volte assistiti da familiari, spesso coetanei o comunque a loro volta anziani. Ci sono quasi 4 milioni di caregivers informali, ovvero figli e coniugi che si prendono cura di un anziano non autosufficiente, oggi più che mai bisognosi di andare avanti e di avere un adeguato supporto per ricominciare a vivere. Fondamentale, infine, ripristinare dei percorsi sicuri e protetti per consentire agli ospiti di incontrare nuovamente i propri cari, cosa indispensabile per la solo salute psichica.»

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Tumore del polmone metastatico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

(PRINCETON, NJ. Bristol Myers Squibb ha annunciato la prima presentazione dei risultati dello studio di fase 3 CheckMate -9LA, che ha mostrato un beneficio di sopravvivenza statisticamente significativo e clinicamente rilevante con nivolumab più ipilimumab somministrati in associazione con due cicli di chemioterapia, nel trattamento di prima linea del tumore del polmone metastatico non a piccole cellule (NSCLC). Lo studio ha raggiunto sia gli endpoint primari sia gli endpoint secondari chiave, dimostrando superiore sopravvivenza globale (OS), sopravvivenza libera da progressione (PFS) e tasso di risposta globale (ORR) con la associazione dei due immunoterapici con la chemioterapia rispetto alla sola chemioterapia.
In una analisi ad interim predefinita dell’endpoint primario di sopravvivenza globale (OS), nivolumab più ipilimumab in associazione con due cicli di chemioterapia hanno ridotto il rischio di morte del 31% rispetto alla sola chemioterapia ad un follow-up minimo di 8,1 mesi [Hazard Ratio (HR) 0,69, Confidence Interval (IC) 96,71%: 0,55 – 0,87; p=0,0006]. Inoltre, ad un follow-up prolungato (minimo 12,7 mesi), l’associazione ha continuato a mostrare un miglioramento duraturo della sopravvivenza globale rispetto alla sola chemioterapia (OS mediana di 15,6 mesi rispetto a 10,9 mesi, rispettivamente [HR 0,66, IC 95%: 0,55–0,80]). Il beneficio clinico è stato osservato in tutte le valutazioni di efficacia dei sottogruppi chiave di popolazione, che comprendevano l’espressione di PD-L1 e l’istologia del tumore (squamoso o non-squamoso).
“Poichè ogni paziente con una diagnosi di tumore del polmone non a piccole cellule metastatico è unico, abbiamo impostato il nostro programma di sviluppo con lo scopo di offrire soluzioni potenzialmente durature al significativo numero di pazienti in prima linea che necessitano di nuove opzioni” afferma Nick Botwood, M.D., vice presidente, Oncology Clinical Development, Bristol Myers Squibb. “I dati di sopravvivenza globale dello studio CheckMate -9LA aggiornati a un anno, insieme ai risultati a tre anni dello studio CheckMate -227, rafforzano ulteriormente la rilevanza clinica delle associazioni basate su nivolumab più ipilimumab, le prime opzioni in assoluto di duplice immunoterapia per il trattamento di prima linea del tumore del polmone non a piccole cellule.”
L’associazione di nivolumab e ipilimumab è un’esclusiva combinazione di due inibitori del checkpoint immunitario con un meccanismo di azione potenzialmente sinergico, diretto verso due diversi checkpoint (PD-1 e CTLA-4) per aiutare a distruggere le cellule tumorali: ipilimumab contribuisce all’attivazione e proliferazione delle cellule T, mentre nivolumab aiuta le cellule T esistenti a individuare il tumore. Alcune cellule T stimolate da ipilimumab possono diventare cellule T della memoria, favorendo una risposta immunitaria a lungo termine. L’aggiunta di cicli limitati di chemioterapia alla associazione di nivolumab e ipilimimab può aiutare i pazienti a ottenere un controllo precoce della malattia.
Il tumore del polmone è la causa principale di morte per tumore a livello globale. Le due tipologie principali di tumore del polmone sono non a piccole cellule e a piccole cellule. Il tumore non a piccole cellule (NSCLC) è uno dei più comuni e costituisce l’84% delle diagnosi di tumore del polmone. I tassi di sopravvivenza variano a seconda dello stadio e della tipologia di tumore al momento della diagnosi. Per i pazienti con una diagnosi di tumore del polmone metastatico la sopravvivenza a cinque anni è circa del 5%.

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Problema gestione dolore acuto e cronico

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

La pandemia da SARS-CoV2-2 ha sicuramente complicato la gestione delle patologie acute e croniche, che affliggono la popolazione italiana. In questo contesto non deve essere dimenticato il dolore muscolo scheletrico cronico, che non può più essere considerato come semplice sintomo di una malattia, ma dovrebbe essere classificato come una patologia vera e propria da diagnosticare con scale di valutazione validate e condivise, da trattare con appropriatezza, secondo percorsi diagnostico terapeutici definiti con team multidisciplinari.
Le localizzazioni del dolore cronico muscolo scheletrico sono la parte superiore e inferiore della schiena, il capo, il collo e le articolazioni, principalmente il ginocchio. Il dolore cronico è più frequente nell’anziano, nella popolazione a basso reddito e tra le donne. Le cause che possono determinare il dolore cronico sono molteplici, tra le più comuni: l’artrosi e le artriti (nel 42% dei casi), le lombalgie, i dolori delle spalle e del collo, i disturbi del disco intervertebrale, le fratture, le cefalee, le sindromi da dolore delle fasce muscolari. Secondo i dati dell’osservatorio sul dolore cronico in Italia è un problema che riguarda il 26% della popolazione italiana, mentre la percentuale sale al 74% se si considera la fascia di popolazione compresa tra i 60 e gli 80 anni.Farmaci per il dolore&Covid-19. Dal punto di vista clinico è nota la riposta del sistema immunitario rispetto all’interazione tra farmaci antidolorifici e il COVID-19, con particolare riferimento a farmaci oppioidi, antiinfiammatori steroidei e non steroidei. In generale gli esperti sottolineano come vada tenuto sempre in considerazione l’effetto soppressivo che queste classi di farmaci hanno sul sistema immunitario, che però non devono indurre i pazienti ad interruzioni improvvise delle terapie, né tantomeno evitare nuove prescrizioni. Analizzando le diverse categorie di farmaci, e partendo dagli oppioidi, previo un consulto con il proprio medico di riferimento, un atteggiamento ragionevole potrebbe essere quello di prevedere la riduzione dei dosaggi nei soggetti già in terapia o utilizzare oppioidi a breve durata d’azione. Per quanto riguarda gli antidolorifici steroidei, in questo caso l’effetto depressivo della risposta immunitaria (tuttavia ridotto nella somministrazione intra-articolare) potrebbe essere addirittura considerato favorevole per ridurre il rischio di sviluppare la cosiddetta “tempesta immunitaria” elemento cruciale della polmonite interstiziale da COVID-19 ed altre manifestazioni cliniche. Tuttavia l’effetto dei corticosteroidi nei soggetti con COVID-19 è ancora dibattuto. Ulteriore oggetto di discussione è stato l’utilizzo di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) sul quale si è da tempo espressa l’agenzia europea del farmaco che ha pubblicato una comunicazione che evidenzia come non vi siano prove scientifiche che stabiliscano una correlazione tra i farmaci a base di Ibuprofene o Ketoprofene e il peggioramento del decorso della malattia da COVID-19.

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Rafforzate le misure sanitarie nei campi rifugiati del Kenya

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, le agenzie umanitarie e il Governo del Kenya stanno rafforzando le misure contro il COVID-19, dopo che il Governo stesso ha confermato che due persone sono risultate positive ai test nei campi rifugiati di Dadaab.In linea con le direttive governative, i due hanno dovuto osservare un periodo di quarantena per poi essere trasferiti in centri di isolamento, una volta reso noto l’esito dei risultati. L’unità di sorveglianza e risposta alle malattie del Ministero della salute ha avviato le attività di tracciamento dei contatti.Le condizioni di affollamento dei campi rifugiati di Dadaab, nei quali i servizi medici sono già sotto pressione, sollevano seri motivi di preoccupazione per la vulnerabilità di oltre 217.000 rifugiati e 320.000 membri delle comunità di accoglienza che vivono negli insediamenti e nelle aree circostanti.L’UNHCR, i partner e altre agenzie ONU da tempo supportano il piano di risposta nazionale diretto dal Governo volto ad attenuare i rischi e a prevenire l’ulteriore diffusione del virus nei campi rifugiati.A Dadaab, le strutture sanitarie sono state potenziate con l’allestimento di centri di isolamento e quarantena che dispongono di 955 ulteriori posti letto. Altre 125 postazioni per lavarsi le mani sono state installate presso i punti di distribuzione alimenti, le scuole e i mercati. Agli ambulatori sono stati forniti 68 dispositivi di protezione individuale (DPI) per il personale impegnato in prima linea, 450 paia di guanti, 45.000 mascherine chirurgiche e quattro bombole di ossigeno. Gruppi di lavoro di rifugiati hanno prodotto oltre 150.000 mascherine in tessuto che saranno pronte per la distribuzione nei prossimi giorni. Tutto il personale sanitario è stato formato in materia di prevenzione e risposta al COVID-19. Attualmente, nei campi rifugiati di Dadaab sono impegnati 18 medici generici, 150 infermieri, 52 medici ospedalieri, 11 tecnici di laboratorio e 336 volontari comunitari.Più di 200.000 rifugiati sono già stati raggiunti dalle campagne di sensibilizzazione all’igiene nel contesto della prevenzione del COVID-19 diffuse mediante radio locali, poster, volantini, messaggi WhatsApp, social media e siti web dedicati in somalo, oromo, dinka, swahili, nuer, francese e inglese. L’UNHCR, il Programma alimentare mondiale (WFP) e i partner hanno fornito doppie razioni di alimenti e prodotti per l’igiene come sapone e taniche, per ridurre il rischio che si formino code e assembramenti di grandi dimensioni.I rappresentanti delle comunità di rifugiati e gli operatori impegnati sul territorio sono stati adeguatamente formati e condividono regolarmente messaggi chiave con la popolazione rifugiata del campo. L’UNHCR e i partner hanno inoltre promosso strutture di sostegno psicosociale e rafforzato i servizi di assistenza telefonica esistenti per assicurare che rifugiati e richiedenti asilo possano accedere alle informazioni e alle indicazioni relative alle forme di aiuto disponibili.L’appello per finanziare il piano di risposta globale al COVID-19 dell’UNHCR finora ha raccolto il 31 per cento dei 745 milioni di dollari necessari per assistere i rifugiati colpiti dalle conseguenze della pandemia. L’UNHCR rivolge un appello alla comunità internazionale affinché intensifichi il proprio contributo, assicurando, in tal modo, che rifugiati, richiedenti asilo e comunità di accoglienza vulnerabili presenti in Kenya abbiano accesso a cure e servizi sanitari adeguati.

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Libera professione intramoenia bloccata in molte Regioni

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Prenotato a maggio con il servizio sanitario per un controllo importante programmato, che però è “saltato per Covid”. Cosa deve fare il paziente? Le aziende sanitarie stanno riprendendo l’attività no covid e negli ospedali arriva il carico dei cronici “dimenticati” durante la pandemia. In tutta Italia si acuiscono le tensioni tra medici dipendenti ed assessori. A partire dalla Toscana dove l’ordinanza 49 del 3 maggio ha chiesto ai medici di recuperare l’attività istituzionale trascurata a “tappe forzate” con orari da 12 ore ogni giorno. I sindacati hanno manifestato alla regione il rischio di sforare i limiti della direttiva europea 88/2003, e la volontà di reagire al blocco di un’attività libero professionale già sospesa negli ultimi 2-3 mesi. Si è arrivati a un accordo che dovrebbe portare all’apertura formale della libera professione intramoenia dal 15 giugno. Da lunedì ogni Asl garantisce almeno il 60% delle prestazioni svolte nel pre-Covid, allungando gli orari al pomeriggio o di sabato. Si ricontattano tutti i pazienti che hanno prenotato con Ssn, per verificare se hanno fruito della prestazione o se serva nuovo appuntamento. Cimo Fesmed non è contenta del principio utilizzato e ora diffida Regioni e aziende dal bloccare una libera professione il cui esercizio individuale «rimane un diritto stabilito da specifiche norme: non esiste, nell’ordinamento, che il suo blocco sia la prima e unica soluzione per fronteggiare la ripresa dell’attività istituzionale».Stefano Bracelli della segreteria del Sindacato nazionale Radiologi-Fassid, ha operato una ricognizione tra le regioni sulla ripresa dell’intramoenia, scoprendo che se in Abruzzo è ripartita l’11 maggio, in Basilicata e Veneto lunedì 18, e pure in Lombardia ma a volumi ridotti (fino al 70% delle prestazioni), nel Lazio, in Emilia Romagna e nelle Marche si parte con giugno. Nelle altre realtà, Toscana a parte, non si sa ancora niente. In genere è bloccata pure l’extramoenia. «La ricognizione evidenzia le incongruenze e incoerenze comportamentali di coloro che dovrebbero far funzionare gli eserciti cui hanno affidato le nostre vite», commenta Corrado Bibbolino, segretario Snr Fassid. «È evidente: l’intramoenia è peccato e si sa il medico dev’essere il peccatore. Bloccare l’intramoenia e parlarne male è bello, popolare, facile». Per l’avvocato Giovanni Pasceri, esperto in diritto sanitario e docente in corsi di master ed accademici, nelle ordinanze che vincolano o bloccano l’intramoenia per tenere elevati i volumi di attività istituzionale oltre all’abuso si prefigura un illegittimo esercizio del potere amministrativo con danno erariale. La libera professione è un diritto soggettivo del dirigente medico e non solo è illegittimo continuare a bloccarla ma non avrebbe mai dovuto essere sospesa. L’istituto della attività libero professionale intramoenia non è assimilabile alla pura libera professione: va fatta nell’ospedale da cui si dipende a meno che vi manchino i locali idonei; la prestazione deve essere in linea con quella istituzionale, le tariffe non sono determinate dal professionista, ma dall’azienda sanitaria; non si applica l’Irap; il medico risponde alla Corte dei Conti. Tra le finalità dichiarate per legge non esiste solo quella di accelerare le liste di attesa ma anche quella di garantire efficienza e risorse al Ssn. Se un’azienda sanitaria sospende l’attività istituzionale per fronteggiare l’emergenza Covid, non può sospendere l’attività intra-moenia in quanto non direttamente correlata. L’attività, inoltre, è svolta per garantire il diritto alla salute di tutta la collettività ai sensi delle Circolari Agenzia delle Entrate 362/E del Dicembre 1997; 69/E del 25 Marzo 1999 e 83/E del 28 settembre 2001. «L’eventuale sospensione non giustificata dalla mancanza dei presupposti e delle condizioni previste dalla legge determina un chiaro abuso oltre a determinare un illegittimo esercizio del potere amministrativo e danno erariale», scrive Pasceri. «E determinerà un danno patrimoniale e non ai dirigenti medici con rivalsa nei confronti delle strutture che impediscono il legittimo svolgimento dei loro diritti soggettivi». A poco vale l’obiezione che, se non si può contrarre l’attività libero professionale pagata con risorse del cittadino, possono risentirne gli orari dell’attività istituzionale coperta economicamente dal Servizio sanitario a tutela per lo più delle fasce deboli, in quanto quest’ultima viene erogata fuori dall’orario di lavoro istituzionale. «Se è vero che in emergenza si possono superare i vincoli sugli orari di lavoro della legge 66 che applica la direttiva Ue, è altresì vero che quell’emergenza non può durare per sempre, ma va prevista, in quanto connaturata al rischio organizzativo. La pandemia, come il terremoto, è un evento prevedibile – spiega Pasceri a DoctorNews- e, allo stesso tempo, è un fenomeno inevitabile. Analogamente al terremoto non si può avere certezza del “quando” avverrà e della “gravità” dei suoi effetti ma questo non giustifica una impreparazione organizzativa aziendale o il costruire case senza rispettare le norme antisismiche. Così le strutture, proprio in ragione dell’a regionalizzazione del sistema sanitario e della sua aziendalizzazione non possono più trincerarsi dietro al fatto della carenza di personale o di mezzi né tantomeno la carenza di mezzi di protezione individuale». In altri termini, afferma Pasceri «la libera professione oltre a costituire un diritto soggettivo, non è correlata alla prestazione professionale ed è sempre eseguita sempre fuori dall’attività istituzionale». (by Mauro Miserendino – fonte Doctor33)

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Cgil Cisl Uil Fp chiedono tutele e garanzie per i lavoratori precari del SSN

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

“Nonostante i proclami verso gli straordinari sforzi compiuti in questi mesi dalle donne e dagli uomini che ogni giorno lavorano nel Ssn, dal testo del c.d. ‘Decreto Rilancio’ pubblicato in Gazzetta Ufficiale è stata eliminata proprio quella norma (art. 255 del testo entrato in Consiglio dei Ministri) che rappresenta la migliore e più opportuna forma di riconoscimento verso il servizio prestato dal personale precario che da anni, non solo in occasione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, contribuisce a garantire il diritto alla salute dei cittadini”. Così Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, Maurizio Petriccioli, segretario generale della Cisl Fp e Michelangelo Librandi, Segretario Generale della Uil Fpl. “Crediamo infatti – continuano i segretari – sia necessario che nell’iter di conversione in legge del decreto 34/2020 venga riproposta la misura dell’estensione temporale del periodo utile alla maturazione dei requisiti richiesti per accedere alle procedure di stabilizzazione di cui all’art. 20 d.lgs. 75/2017 che consentirebbe ai lavoratori precari del Ssn di vedere soddisfatte le loro legittime aspettative. Al contempo, si getterebbero basi più solide per garantire la funzionalità dei servizi nella fase post emergenziale in particolar modo in quelle regioni, soggette a piano di rientro, nelle quali il blocco del turn-over ha impedito un fisiologico ricambio e che, per evitare l’interruzione dei servizi, hanno fatto ricorso in modo massiccio al lavoro precario”.“La drammatica emergenza epidemiologica che ha colpito il Paese – affermano – ha palesato tutti i limiti di un approccio ragionieristico alla sanità reiterato nell’ultimo decennio attraverso politiche di tagli lineari, costringendo organici depauperati e strutture carenti a sopportare il peso di una tenuta straordinaria a fronte di una emergenza sanitaria di cosi ampia portata. Le misure di potenziamento dell’offerta sanitaria e sociosanitaria territoriale predisposto dal decreto legge 19 maggio 2020 n. 34 va nella giusta direzione ma non è sufficiente per sanare le criticità strutturali del nostro Ssn. Per questo- concludono i segretari – non possiamo permetterci ulteriori mancati investimenti nel comparto della sanità, soprattutto ai danni di coloro che offrono, con grande senso di responsabilità, prestazioni di elevata qualità e che hanno, ancora, in cambio, solo l’incertezza e la precarietà del proprio lavoro”.

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Al Policlinico Tor Vergata parte AMOS COVID-19

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Roma. E’ il sistema intelligente che scopre gli infetti da Coronavirus. È partita la sperimentazione presso il Dipartimento di Scienze Mediche del Policlinico Tor Vergata dell’AMOS COVID-19, un sistema ad alta tecnologia in grado di rilevare in tempo reale, anche a distanza, grazie a una termocamera per il rilevamento della febbre, una videocamera e un sensore acustico composto da un array di 16 microfoni, i parametri significativi dei sintomi da infezione COVID 19 quali la temperatura corporea, i colpi di tosse e gli starnuti.Attraverso l’utilizzo di sensori ad alta tecnologia, di acustica, ottica e termica, combinati con l’Intelligenza Artificiale, di cui è dotato, il sistema Amos Covid-19 riconosce i sintomi anche su assembramenti di persone ed è in grado di segnalare in tempo reale eventuali casi di possibili infetti COVID-19.In questo modo il sistema può essere utilizzato in spazi pubblici come ospedali, stazioni ferroviarie, aeroporti e aziende private per monitorare tutti i flussi di persone in movimento.Una innovativa tecnologia di Intelligenza Artificiale messo a punto dalla Intecs Solutions S.p.A., azienda italiana operante nel settore Aerospazio e Difesa, capace di dare l’allarme e prevenire la diffusione senza controllo del virus.

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“Covid-19: una pandemia senza precedenti in un’economia moderna”

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

A cura di Paul Doyle, Responsabile azionario per l’Europa (Regno Unito escluso) di Columbia Threadneedle Investments. L’epidemia di Covid-19 ha destabilizzato i mercati azionari di tutto il mondo. Da quando la Cina ha allertato l’Organizzazione mondiale della sanità segnalando casi di una “polmonite insolita” a Wuhan lo scorso dicembre, siamo entrati in quello che l’OMS definisce “territorio inesplorato”. L’Italia è stata il primo paese europeo ad attivare le misure di contenimento su tutto il territorio, seguita poi da altri. Il virus ha agito in modo rapido e indiscriminato, contagiando membri di famiglie reali e politici, ma anche lavoratori essenziali a basso salario.Lo scorso anno si è concluso su una nota favorevole, con i mercati azionari globali ed europei in rialzo rispettivamente del 27% e del 29%, nonostante la scarsa crescita degli utili. A tale risultato ha contribuito una serie di eventi: i Conservatori di Boris Johnson hanno vinto le elezioni nel Regno Unito, placando i timori sulla Brexit; le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina si sono affievolite; negli Stati Uniti è invece svanita l’ipotesi di una vittoria di Elizabeth Warren e poi di Bernie Sanders alle primarie del Partito Democratico.Notizie incoraggianti sono giunte anche sul fronte della Fase 1 dei negoziati commerciali tra Washington e Pechino, oltre che dalla decisione del governo statunitense di lasciare passare la scadenza relativa all’imposizione di dazi sulle importazioni di auto dall’Europa, permettendo ai produttori di automobili che si erano ritrovati nell’occhio della contrazione dell’industria europea di tirare un respiro di sollievo. Inoltre, a novembre le banche centrali di Cina, Stati Uniti e Unione europea hanno riavviato i rispettivi QE.Inizialmente il virus è rimasto circoscritto alla provincia cinese di Hubei in cui si trova Wuhan, una città industriale di medie dimensioni. Gli investitori hanno assimilato la notizia, ipotizzando generalmente che si trattasse di una nuova SARS ma niente di più, e che quindi sarebbero state colpite solo le aziende con operazioni o catene di produzione nelle aree interessate. Invece il virus ha iniziato a diffondersi, in modo rapido e disomogeneo. L’Italia è stata la più colpita e ha mostrato un tasso di mortalità elevata, per via dell’età più avanzata della popolazione, ma è stata ben presto raggiunta dalla Francia e addirittura superata dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. Ovunque nel mondo sono state adottate misure drastiche, tra cui chiusura delle frontiere, sospensione del traffico aereo, restrizioni agli spostamenti, telelavoro e distanziamento sociale, con le più svariate conseguenze. Universale è stato invece l’impatto sui mercati azionari, che hanno incassato bruschi ribassi.
Le ripercussioni sulle economie appaiono profonde, come confermato dall’OCSE, che stima un -25% per il dato mediano. Per gli Stati Uniti si prospetta una flessione annualizzata del 50% nel secondo trimestre. A titolo di riferimento, il declino dal punto massimo a quello minimo durante la crisi finanziaria globale è stato del 4% nell’arco di sei trimestri e all’epoca è stato percepito come una catastrofe. Benché formulare previsioni in un contesto talmente volatile e incerto sembri una battaglia persa, ipotizziamo una contrazione del PIL dell’eurozona del 9% quest’anno, cui seguirà un rimbalzo del 7% nel 2021. La triste verità è che tutti abbiamo perso denaro.
Ci troviamo di fronte a una recessione non sistemica, bensì innescata da un evento specifico. Pertanto allo shock iniziale, che potrebbe rientrare rapidamente, seguirà il rischio di precipitare in un circolo vizioso dagli effetti deleteri. La fase rialzista durata 11 anni è stata trainata dalla creazione e dalla disponibilità di posti di lavoro, che hanno alimentato la spesa per consumi. Negli Stati Uniti, l’impennata delle richieste iniziali di sussidi di disoccupazione per effetto del Covid-19, a quota 6,6 milioni, garantisce che il tasso di disoccupazione salirà ben oltre il dato del 4,4% registrato a marzo. Tuttavia, l’impatto sui consumi potrebbe non essere così drammatico, alla luce delle misure di sostegno alle famiglie implementate del governo.
La ripresa sarà trainata dagli sviluppi sul fronte medico: quando la diffusione del virus rallenterà o verrà arrestata, sarà possibile allentare le misure di restrizione, consentendo un certo ritorno alla normalità economica. Ma tutto questo dovrà accadere con una certa rapidità, se si vuole evitare che la contrazione si trasformi in una recessione che si autoalimenta. D’altro canto, una revoca precoce dei lockdown rischia di tradursi in un nuovo aumento dei contagi.Le conseguenze più a lungo termine della crisi del Covid-19 sono numerose. Le interruzioni delle catene di produzione imputabili al blocco dell’attività in Cina andranno a rafforzare l’idea secondo cui il trasferimento della produzione nei paesi a basso costo è stato eccessivo. Ad esempio, l’80% degli antibiotici statunitensi proviene dalla Cina. Indipendentemente da chi vincerà le presidenziali statunitensi, vi sarà una forte pressione politica e sociale a favore dell’inversione della delocalizzazione. In Europa, il sistema Schengen è stato smantellato e non si sa quando i controlli alle frontiere tra paesi membri verranno rimossi; la libera circolazione delle persone dovrebbe essere un caposaldo dello spirito europeo. Le regole del Trattato di Maastricht sul rigore fiscale sono state completamente ignorate. Finora la globalizzazione ha tenuto l’inflazione sotto controllo, ma ora le cose sono destinate a cambiare? Le tradizionali analisi dei cicli economici non sono di grande aiuto durante una pandemia, il che complica la formulazione di ipotesi sulla ripresa. Tuttavia, siamo avvantaggiati dal fatto di poter contare su un approccio incentrato su modelli operativi di alta qualità con rendimenti elevati e sostenibili anche nei contesti difficili. Alla luce di ciò, i nostri portafogli si sono finora dimostrati in grado di reggere alla situazione, ma è impossibile negare che i prossimi mesi saranno alquanto interessanti.

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Porte aperte virtuali in Unicam

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Camerino Grande successo per l’edizione on line di “Porte Aperte in UNICAM”, il consueto appuntamento con l’iniziativa di orientamento alla scelta universitaria. Sono stati più di 500 gli studenti degli istituti superiori collegati da tutta Italia, con iscritti dal Friuli alla Sicilia, che sono stati accolti virtualmente in Ateneo per conoscere l’offerta formativa ed i servizi dell’Università di Camerino.Docenti, ricercatori, professionisti, studenti universitari e personale Unicam, sono stati a disposizione dei partecipanti per illustrare l’offerta formativa dell’Ateneo e per ogni approfondimento ed informazione. La mattinata si è aperta con una sessione plenaria in diretta streaming nel corso della quale sono intervenuti il Rettore Unicam Claudio Pettinari, la Delegata all’Orientamento Valeria Polzonetti, il Presidente del Consiglio degli Studenti Riccardo Cellocco, il Prorettore alla Didattica Luciano Barboni, il Prorettore ai rapporti con gli enti Andrea Spaterna, il Presidente del Cus Camerino Stefano Belardinelli.
Guest star il divulgatore scientifico Luca Perri, che ha esortato i ragazzi a seguire le proprie passioni ed a ricercare l’eccellenza. A moderare il dibattito è stato il giornalista Maurizio Socci.I partecipanti si sono poi collegati nelle stanze virtuali dei corsi di laurea, dove i docenti hanno illustrato il corso e proposto seminari ed attività, e gli studenti hanno potuto interagire in diretta facendo domande per chiedere informazioni o chiarire dubbi o semplici curiosità.E’ anche attivo il sito http://www.unicam.it/porteaperteonline, nel quale sono illustrati dettagliatamente tutti i corsi di laurea, sia triennali che magistrali e magistrali a ciclo unico, anche attraverso video di docenti e di studenti e laureati dell’Ateneo.“Siamo fermamente convinti – ha sottolineato la prof.ssa Valeria Polzonetti, Delegata del Rettore all’Orientamento – che questa giornata dedicata alla scelta del proprio percorso universitario rappresenti un appuntamento importante per conoscere Unicam, i corsi di laurea ed i loro sbocchi professionali, attraverso un confronto diretto con i docenti dell’Ateneo. In attesa di poterci vedere in presenza ed aprire davvero le porte dell’Università di Camerino, questa iniziativa rappresenta comunque un importante momento di contatto in cui le ragazze ed i ragazzi che sono intervenuti hanno avuto l’opportunità di avere tutte le informazioni per iniziare a ‘costruire il proprio futuro’”. “E’ stato un importante momento – ha sottolineato il Rettore Unicam Claudio Pettinari – per illustrare l’offerta formativa del nostro Ateneo, che dal prossimo anno presenterà anche importanti novità con due corsi di laurea orientati alla sostenibilità ambientale. Abbiamo posto l’attenzione poi su tutti i punti di forza e le eccellenze di Unicam, attraverso i quali formeremo donne e uomini capaci di essere attori consapevoli dello sviluppo del nostro Paese”.

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Debito dei comuni

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

“Il Sindaco Sala ha colto nel segno, mi auguro che da parte di tutto il Governo si voglia supportare la fase attuativa della norma per l’accollo del debito degli enti locali, che ho fortemente sostenuto in occasione del Decreto “Milleproroghe”, punto finale di un’azione politica iniziata già in occasione dell’accollo del debito di Roma Capitale.Consentendo la ristrutturazione dei debiti già esistenti, con l’intervento da parte dello Stato, si potranno liberare risorse e capacità finanziare necessarie per superare ancora di più la crisi”.Lo dice il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, commentando le dichiarazioni del Sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

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Nomina a Presidente di Confindustria di Carlo Bonomi

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Marco Gay, presidente di Anitec-Assinform – l’associazione delle imprese ICT di Confindustria, ha commentato la nomina odierna a Presidente di Confindustria di Carlo Bonomi e della sua squadra di Presidenza: “Facciamo le congratulazioni al Presidente Bonomi ed alla nuova Squadra. Siamo certi che porterà avanti il suo mandato con estrema competenza e determinazione in un momento molto complesso e delicato per il nostro Paese, dove sarà necessario un impegno straordinario a fianco delle migliori forze produttive e competenze italiane per risollevare l’economia nazionale, nella comune consapevolezza che senza Impresa non possono esserci né Sviluppo, né Crescita. Siamo a disposizione per condividere con Confindustria le iniziative su tutti i temi legati al digitale ed all’innovazione – partendo dalla creazione di nuove competenze – e sulle riforme necessarie per sostenere la digitalizzazione del tessuto produttivo per lo sviluppo del Paese”. http://www.anitec-assinform.it

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Meno docenti per i corsi di laurea in Scienze Infermieristiche

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Fa discutere la decisione del ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi, attraverso il D.M. 82/2020, di ridurre il corpo insegnante deputato alla formazione della professione infermieristica: il decreto riduce il numero minimo di docenti dei corsi di laurea in Scienze Infermieristiche da 5 a 3, mentre per i docenti a tempo indeterminato si passerebbe da 3 a 1. La doppia disposizione, che pone una deroga al D.M. 7 gennaio 2019 in materia di docenti di riferimento dei corsi di studio universitari, produrrebbe l’effetto di eliminare dei docenti infermieri per fare subentrare dei medici ospedalieri. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende come si possa chiedere a dei professionisti non specializzati di potersi sostituire chi, come gli infermieri, detiene le massime conoscenze e competenze in materia, peraltro in alta percentuale dopo avere conseguito una laurea magistrale e non di rado il dottorato di ricerca”. Fioccano le polemiche per la parte del D.M. 82/2020 che dà “la possibilità, per gli Atenei, di compensare la riduzione di docenti universitari di riferimento di cui al comma 1, con l’individuazione di almeno due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica”. Se passasse questa operazione, in un colpo solo si andrebbe a ledere l’autonomia delle scienze infermieristiche e di chi è titolato a trasmettere la professione a chi si avvicina a essa. Invece di valorizzare i docenti universitari infermieri, in possesso di laurea magistrale, spesso anche di dottorato di ricerca e abilitazione scientifica nazionale, dando loro l’opportunità di insegnare in corsi di studio accreditati per l’accesso ala professione Infermieristica, si intende in questo modo approvare una norma sbagliata in partenza: si promuove la conoscenza globale a discapito di quella specifica.

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Parassitoide Drosophila suzukii

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

La Fondazione Edmund Mach ha ricevuto l’autorizzazione dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali all’introduzione di esemplari di Ganaspis brasiliensis ceppo G1 origine Tokio (Giappone) dal laboratorio dell’Università di California Berkeley – Insectary & Quarantine Facility, da destinare ad attività di sperimentazione in ambiente confinato e isolato soggetto a condizioni di “quarantena”. Dopo essersi quindi dotata delle necessarie strutture di quarantena ed aver ottenuto l’idoneità all’allevamento di specie aliene a fini sperimentali, la FEM è ora nelle condizioni di poter ospitare quello che è ritenuto il più efficace parassitoide di Drosophila suzukii e finalmente dare avvio agli studi comportamentali che completeranno la valutazione del rischio così come previsto dal progetto “Lotta Biologica alle Specie Aliene” finanziato dalla Provincia autonoma di Trento. Si tratterrà, quindi, di alcuni studi specifici su specie di drosofilidi autoctoni che andranno ad integrare le informazioni già prodotte da altri istituti di ricerca. Grazie infatti alla rete di collaborazioni internazionali intessuta dai suoi ricercatori, FEM ha già ora accesso agli studi per la valutazione del rischio predisposti per l’ottenimento dell’autorizzazione al rilascio di Ganaspis brasiliensis depositata negli USA. La valutazione del rischio è il documento che deve accompagnare la domanda di autorizzazione al rilascio della specie aliena in natura.

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