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Scuola: Personale ATA, il grande inganno dei contratti con scadenza 31 agosto

Posted by fidest press agency su domenica, 24 maggio 2020

Il ministero dell’Istruzione ha inviato agli Uffici Scolastici Regionali la Nota 12278 sulle supplenze in scadenza dei lavoratori ATA: l’obiettivo è ricordare ai dirigenti scolastici che possono chiedere la proroga dei contratti al 30 giugno per far funzionare le scuole d’estate, per gli esami di Stato e per predisporre il nuovo anno scolastico. Ma il sindacato Anief ribatte: quei posti dovrebbero andare assegnati a priori, anche senza l’emergenza epidemiologica. “Non è un concessione ma un diritto del lavoratore precario”, dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief. Per questo ricorriamo in tribunale.Il Ministero dell’Istruzione ha emesso in data 19 maggio una nota sulla proroga dei contratti di supplenza per il personale ATA. La nota, riferisce la stampa specializzata, prevede che la proroga venga richiesta dai dirigenti scolastici, con motivazioni precise: nella fattispecie, l’amministrazione centrale ha fatto sapere che la richiesta deve essere legata allo svolgimento degli esami di Stato, di idoneità, preliminari, integrativi, ma anche in situazioni che possano pregiudicare l’effettivo svolgimento dei servizi di istituto con riflessi sull’ordinato avvio dell’anno scolastico.Alla luce di queste specifiche emesse dal dicastero di Viale Trastevere, la proroga del contratto di supplenza annuale per il personale ATA risulta quindi possibile per le prestazioni professionali che necessitano la loro presenza in istituto. Possono essere prorogati i contratti di qualsiasi profilo, quindi per assistenti amministrativi e tecnici, oltre che per i collaboratori scolastici.
Il sindacato Anief ricorda che in percentuali altissima, vicina alla totalità, i posti di supplenza annuale riguardano disponibilità di posti a tutti gli effetti vacanti e disponibili. “Non si comprende perché – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – si debbano trasformare quei posti in supplenze fino al 30 giugno anziché al 31 agosto. La motivazione è puramene di carattere economico, quindi legata al risparmio delle mensilità di luglio e agosto. Ma è un trattamento inspiegabile dal punto di vista del diritto del lavoro: le esigenze di carattere economico non possono sopprimere il diritto al lavoro. Ecco perché ricorriamo in tribunale”.

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