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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Individuare i meccanismi molecolari dell’interazione tra il virus SARS-CoV-2 e l’organismo umano

Posted by fidest press agency su lunedì, 25 maggio 2020

La patogenesi dell’infezione da SARS-CoV-2 costituisce una delle aree di ricerca cruciali sulla malattia COVID-19. Capire perché il virus provoca in alcuni pazienti sintomi gravi, mentre altri non avvertono nemmeno i sintomi, costituisce uno dei misteri ancora da scoprire su questo virus. In quest’ambito, uno degli approcci più promettenti è quello della network medicine, che utilizza la possibilità che oggi noi abbiamo di analizzare, in tempi ed a costi accessibili, enormi quantità di dati a livello molecolare per individuare cambiamenti genetici, interazioni proteiche, modifiche genomiche, al fine di individualizzare il profilo di ogni singolo paziente, e nello stesso tempo per costruire “mappe di malattie”, dove le interazioni e gli scambi a livello molecolare tra manifestazioni patologiche all’interno dell’organismo sono considerati come nodi di una rete, con connessioni più o meno intense con altre manifestazioni patologiche e fattori ambientali.In questo nuovo e promettente campo di ricerca, l’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive “Lazzaro Spallanzani” ha costituito un gruppo specifico, il COVID-19 INMI Network Medicine for Infectious Diseases Study Group, coordinato da Francesco Lauria e Francesco Messina, che ha recentemente contribuito alla pubblicazione, sul server di preprint bioRxiv, di una importante analisi computazionale dell’interattoma ospite-patogeno nello studio dell’infezione da SARS-CoV-2.
Il gruppo di lavoro dell’INMI sulla network medicine è divenuto inoltre partner del network internazionale COVID-19 Disease Map, recentemente costituito e del quale fanno parte 162 componenti di 25 nazioni. Obiettivo del progetto, come riporta la rivista Nature Scientific Data, è la costruzione di una banca dati contenente tutte le conoscenze disponibili sull’interazione tra il SARS-CoV-2 e l’ospite umano, che permetta, in un formato leggibile sia dall’uomo che dal computer, di integrare e rendere disponibile in forma efficiente, sistematica e costantemente aggiornata tutta la letteratura disponibile ed in continua crescita sull’argomento. La COVID-19 Disease Map sarà quindi una piattaforma aperta per l’esplorazione visuale e l’analisi computazionale dei processi molecolari che regolano l’ingresso del virus nelle cellule, la replicazione, le interazioni ospite-patogeno, le risposte immunitarie, i meccanismi di riparazione e di recupero. La mappa di malattia, che sarà messa a disposizione della comunità scientifica internazionale, fornirà una piattaforma attraverso la quale clinici, virologi e immunologi potranno collaborare con data scientist e biologi computazionali per una rigorosa costruzione di modelli ed una accurata interpretazione dei dati, permettendo una più calibrata verifica dell’efficacia dei farmaci disponibili. Essa potrà inoltre mettere in collegamento sesso, età e altre caratteristiche di suscettibilità dell’ospite, progressione della malattia, meccanismi di difesa e risposta al trattamento. Infine, potrà essere utilizzata insieme alle mappe di altre malattie umane, in modo da poter studiare i meccanismi di comorbilità.

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