Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 27 maggio 2020

Lo stato di attività del distretto vulcanico dei Monti Sabatini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Figur Monti sabatiniE’ ubicato nella parte a NW della città di Roma ed è l’oggetto dello studio “Monti Sabatini and Colli Albani: the dormant twin volcanoes at the gates of Rome” appena pubblicato sulla rivista Scientific Reports di Nature e frutto della collaborazione tra scienziati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), dell’Università Sapienza di Roma e del Laboratorio di Geocronologia della Wisconsin University.Gli scienziati hanno messo in campo un approccio multidisciplinare attraverso l’uso di tre diverse metodologie di indagine: il telerilevamento per le deformazioni del suolo, la datazione 40Ar/39Ar per la storia eruttiva, e l’analisi della sismicità storica della regione vulcanica. In tal modo è stato possibile paragonare i caratteri vulcano-tettonici del distretto sabatino con quelli recentemente studiati nell’area dei Colli Albani. I risultati di questo studio mostrano che i Monti Sabatini hanno avuto una storia eruttiva molto simile e contemporanea a quella dei Colli Albani, anche se con tempistiche di ricorrenza media diversa, tanto da poterli considerare due “gemelli addormentati alle porte di Roma”.Una differenza attuale fondamentale, però, è risultata dall’analisi della deformazione del suolo e della sismicità locale. Infatti, mentre i Monti Sabatini mostrano uno stato di quiete quasi assoluta, ai Colli Albani si registra un sollevamento locale ed una diffusa sismicità e degassazione. Inoltre, dall’analisi delle tempistiche storiche risulta che il tempo attualmente trascorso dall’ultima eruzione dei Monti Sabatini è di circa 70.000 anni, rientrando pienamente nelle valutazioni dei periodi medi di quiescenza tra le tre grandi fasi eruttive avvenute negli ultimi 600.000 anni.
“I Monti Sabatini, così come i Colli Albani, non possono essere considerati vulcani estinti”, sottolinea Fabrizio Marra, ricercatore INGV e autore della ricerca. “Tuttavia, entrambi i distretti vulcanici si trovano in uno stato che possiamo definire ‘dormiente’, in un sonno che per i Monti Sabatini è profondo e tranquillo e per i Colli Albani è inquieto”, prosegue il ricercatore. “In ogni caso, entrambi i distretti vulcanici laziali offriranno congrui periodi di tempo di segnali precursori prima di una loro eventuale ripresa dell’attività vulcanica”, conclude Fabrizio Marra. (fonte: Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), Università Sapienza di Roma e Wisconsin University e Pubblicato sulla rivista internazionale Scientific Reports di Nature https://www.nature.com/articles/s41598-020-65394-2. (foto: I Monti Sabatini e i Colli Albani copyright Università Sapienza di Roma)

Posted in Roma/about Rome, Università/University | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Dal Governo solo slogan, nessuna tutela per i consumatori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Il nulla oltre gli annunci. Delle tante conferenze stampa tenute in queste settimane dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte resta ben poco per i consumatori. Come dimostrano le segnalazioni e le richieste di aiuto che arrivano sempre più numerose all’associazione Codici, gli impegni del Governo finora non hanno trovato un’applicazione reale ed efficace, ed i cittadini iniziano a pagarne le conseguenze.“La politica dell’emergenza – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – non sta dando i risultati promessi ed auspicati. Gli annunci, purtroppo, sono rimasti tali, delle iniziative per tutelare i consumatori non si è vista nemmeno l’ombra. Registriamo soltanto ritardi nell’attivazione di strumenti di sostegno. Al momento non c’è nessuna reale protezione per i cittadini, che anzi sono stati lasciati in balia delle società private per quanto riguarda, ad esempio, le richieste di sospensione delle rate dei mutui o dei prestiti. Il tessuto economico del nostro Paese non è rappresentato dall’impresa, ma dal consumatore che spende. Se non viene messo nelle condizioni di poterlo fare, c’è il rischio di andare verso una crisi drammatica da cui sarà difficilissimo riprendersi”.L’associazione Codici ha attivato su tutto il territoriale nazionale un servizio di assistenza speciale ai consumatori per le problematiche legate all’emergenza Coronavirus.

Posted in Diritti/Human rights | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Aiutare le imprese a ripartire, grazie alla partnership tra consulenti e commercialisti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Per uscire dalla crisi scatenata dal COVID-19 le aziende non possono fare a meno di un piano di sviluppo aziendale o piano industriale o business plan, un documento con il quale l’azienda mette nero su bianco quali sono gli obiettivi a medio – lungo termine da raggiungere e quali sono le tappe intermedie che porteranno all’obiettivo finale. Senza un piano di sviluppo aziendale, si corre il rischio di non focalizzarsi su ciò che è davvero importante per la crescita societaria. Sia i manager che i dipendenti devono avere ben chiari quali sono gli obiettivi dell’azienda e comprendere che ogni singola azione quotidiana contribuisce al loro raggiungimento. Solitamente questo compito viene espletato dai commercialisti per conto delle aziende loro clienti.Oltre a questo occorre che l’azienda si avvalga di comprovate professionalità esterne per far si che poi quegli obiettivi vengano raggiunti.Avere a disposizione “i numeri” da raggiungere non è condizione sufficiente in quanto le “azioni” vengono poi messe in atto dalle persone, dal team aziendale.Proprio per venire incontro a questa particolar esigenza My Way Consulting ha avviato un Programma di Partnership con gli Studi di Commercialisti per dare supporto concreto alle PMI italiane. Consapevole dell’importanza che in questo momento riveste avere a disposizione per gli imprenditori di tutte le competenze e conoscenze utili per uscire dalla crisi My Way Consulting mette e disposizione dei clienti PMI degli Studi di Commercialisti il suo team di professionisti, che si occuperà di aiutare la messa in esecuzione delle azioni utili al raggiungimento dei risultati indicati nei piani di sviluppo.
Il team di professionisti messo in piedi utilizza una metodologia testata e perfezionata nel corso degli anni. Il primo passo è l’analisi del “Potenziale Produttivo” di ogni persona che compone il team aziendale. Solo in questo modo si riesce ad avere con una certezza scientifica dove intervenire e come per migliorare efficienza ed efficacia produttiva.Ogni persona agisce e si comporta in modo differente e non conoscere queste dinamiche: è questo il fattore n. 1 delle scarse performance e quindi di errori, sprechi e bassa produttività.Il 90% dell’efficienza viene recuperata nell’80% dei casi con una migliore gestione delle persone.Tipicamente le “performance” delle persone in ambito aziendale può portare ad incrementi di produttività dal 20% al 60% (fonte My Way Consulting).Conclusa questa analisi, i consulenti di My Way Consulting si impegnano a creare un piano di gestione aziendale personalizzato e flessibile. Coinvolgendo, affiancando “on the job” e formando l’imprenditore, i manager e i responsabili vengono avviate tutte le azioni correttive per portare il team ai risultati indicati.La Partnership con gli Studi di Commercialisti (già avviata con alcuni progetti) prevede il coinvolgimento dei consulenti My Way Consulting nel definire le azioni che fanno seguito alla stesura del Piano di sviluppo o Piano Industriale che deve certificare la sostenibilità della continuità aziendale.Per maggiori informazioni visitare il sito web http://www.mywayconsulting.it

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

I produttori europei sono abbastanza solidi per affrontare una recessione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

A cura di Andrea Carzana, Gestore di portafoglio, Azioni europee di Columbia Threadneedle Investments. In Europa abbondano le società manifatturiere. Il settore industriale conta 1.400 gruppi quotati e il sottogruppo più grande è quello dei produttori di beni strumentali. Oltre a questi vi sono le società aerospaziali e della difesa, le aziende di trasporti e un ampio ventaglio di fornitori di servizi per l’industria e le attività produttive.All’interno di questo panorama variegato abbiamo un sovrappeso sul settore dei beni strumentali. Deteniamo società sparse su tutto il continente, con una maggiore concentrazione di grandi gruppi dell’Europa settentrionale e dei paesi nordici, oltre a un sofisticato ecosistema di aziende manifatturiere di piccole e medie dimensioni in Italia.
Pur trovandosi ad affrontare gravi turbolenze nella lotta contro gli effetti del Covid-19, molti produttori europei possono contare su solidi elementi di attrattiva sul lungo periodo e hanno i mezzi per sopravvivere all’attuale rallentamento.Nell’ultimo decennio molte aziende hanno fatto i conti con enormi pressioni per ridurre i costi delle catene produttive e hanno reagito trasformando le loro modalità operative. Numerose attività sono state esternalizzate e molti produttori sono arrivati a realizzare internamente solo i componenti cruciali con il massimo contenuto di proprietà intellettuale.La transizione verso un modello di business basato sull’assemblaggio ha modificato le caratteristiche finanziarie di queste società, che appaiono più “asset-light”, il che incrementa la redditività del capitale investito. Questo sistema contribuisce a ridurre i costi fissi, consentendo ai produttori europei di adattare più facilmente la propria base di costi in una fase di recessione e lasciando i rendimenti meno esposti alle oscillazioni del ciclo economico.Tuttavia, lo svantaggio di questa trasformazione consiste nel fatto che i produttori europei hanno sviluppato catene produttive più complesse e internazionali. Ciò li espone a un rischio di turbolenze più alto, ad esempio in ragione del maggiore approvvigionamento di fattori di produzione dalla Cina.Il segmento degli ascensori è rappresentativo della trasformazione del comparto industriale europeo. Si tratta di un mercato fortemente consolidato con una crescita strutturale a lungo termine grazie ai trend di urbanizzazione nei mercati emergenti e ai requisiti elevati di sicurezza e affidabilità. L’Europa può vantare tre dei quattro maggiori produttori di ascensori al mondo: Kone in Finlandia e Schindler in Svizzera (entrambe quotate), cui si unisce quella che fino a poco tempo fa era la divisione ascensori di Thyssen-Krupp, venduta di recente a società di private equity. Il quarto attore globale è la statunitense Otis.Delle quattro società, che controllano il 60% del mercato globale, Kone è quella di cui deteniamo posizioni a lungo termine nei nostri fondi europei. Oggi il gruppo finlandese vanta un modello di business “asset-light” e basato sull’assemblaggio, con caratteristiche finanziarie eccellenti. Il segreto dei margini elevati però risiede nella manutenzione. A nessuno piace rimanere intrappolato dentro un ascensore. Per questo costruttori e amministratori di immobili sono disposti a pagare una quota annuale fissa per garantire la piena operatività degli impianti di elevazione. I margini dell’assistenza sono 2-3 volte più alti rispetto a quelli per l’acquisto di nuovi impianti, senza contare che i ricavi dalle attività di manutenzione sono di gran lunga più stabili rispetto a quelli delle installazioni, i cui volumi sono esposti al ciclo economico.Nell’ultimo decennio la Cina è diventata un’importante fonte di espansione per Kone, grazie all’ingente impulso all’urbanizzazione. Alimentando una crescita annua dei ricavi del 6%, il paese asiatico rappresenta oggi il 30% dell’attività della società. Ogni anno in Cina vengono installati più di 500.000 impianti di elevazione, ovvero due terzi del totale a livello globale, contro una base installata di appena 900.000 unità negli Stati Uniti. In Europa e negli Stati Uniti, Kone realizza margini modesti sulla vendita di nuovi ascensori ma stipula contratti di manutenzione pluriennali, capaci di generare margini 2-3 volte più alti rispetto a quelli derivanti dall’installazione. Di conseguenza, l’assistenza fornita da Kone produce il 50% dei profitti del gruppo a livello globale. In Cina, per contro, la vendita di nuovi impianti si traduce in margini superiori rispetto a qualsiasi altra regione, mentre la densità dei contratti di assistenza è molto più contenuta, senza contare che la redditività dei servizi è più bassa. Molti ascensori sono infatti venduti attraverso distributori locali che erogano l’assistenza autonomamente; pur accaparrandosi il 90% delle vendite di nuovi impianti, le grandi quattro detengono solo il 30% dei contratti di manutenzione. La loro espansione in Cina è quindi strettamente legata alle nuove vendite, più che in qualsiasi altra regione. Il grande mercato dell’assistenza cinese è destinato a rimanere frammentato sul breve periodo, ma costituisce un’opportunità di consolidamento a lungo termine per gli attori globali.È ancora presto per dire se l’evoluzione della Cina la renderà più simile agli altri grandi mercati degli ascensori. Ciò detto, Kone continua a esibire un posizionamento favorevole tra le grandi quattro e gode di una buona preminenza in un mercato globale consolidato con elevate barriere all’entrata, in cui qualità e sicurezza costituiscono aspetti cruciali.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’Europa batte un colpo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management. Non è più questione di quanto in basso sprofonderemo, ma di quanto a lungo stazioneremo sul fondo prima di ricominciare a salire. Detto in altri termini, il mercato ha metabolizzato l’eventualità di avere una recessione violenta e rapida come non ne abbiamo mai sperimentate in passato, purché poi il rimbalzo economico sia altrettanto perentorio.A spaventare, più dell’entità della discesa, è infatti il rischio che la recessione si protragga eccessivamente nel tempo, oltre il secondo trimestre di quest’anno, e che un eventuale fallimento dell’esperimento della Fase2 (non sono incoraggianti da questo punto di vista i dati epidemiologici degli ultimi giorni in Cina, Germania e Svezia, i Paesi che per primi hanno allentato le misure di ‘lockdown’) e una seconda ondata di pandemia facciano assumere all’andamento dell’economia, invece della famosa forma a “V”, una dinamica più smussata, a “U”, in grado di produrre danni permanenti all’economia e agli utili aziendali.Con quest’ottica si spiega il comportamento dei mercati delle ultime settimane, poco, se non per nulla, reattivi ai dati economici estremamente negativi che hanno fotografato una situazione di massima urgenza. Basti pensare alla compostezza, o perfino indifferenza, con cui hanno assimilato i 20 milioni di posti di lavoro andati perduti ad aprile negli Stati Uniti; di fatto, in un solo mese sono stati distrutti i posti di lavoro creati nel corso del decennio precedente, con la disoccupazione risalita vertiginosamente da un livello prossimo al 4% fino a quasi il 15%. Eppure, come detto, in questa, come in altre circostanze, i mercati hanno reagito in molto ordinato, dimostrando di aver sviluppato, loro sì, una certa immunità al Covid-19.Nella loro resilienza, i mercati traggono coraggio in modo fondamentale dalle massicce misure di politica economica, sia monetaria sia fiscale, adottate da banche centrali e governi di tutto il mondo che non solo limitano l’impatto economico della pandemia, ma che rappresenteranno anche il propulsore della ripresa, man mano che l’attenuazione del distanziamento sociale la rende plausibile.Da questo punto di vista, in settimana è arrivata un’importante novità, in grado di imprimere una svolta decisiva nell’assetto politico ed economico europeo: Merkel e Macron hanno infatti raggiunto uno storico accordo su una formula di Recovery Fund (RF), che riteniamo più significativo rispetto alla bozza di RF inizialmente prevista da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea. Si tratta di una manovra di trasferimenti a fondo perduto pari fino a €500 miliardi a sostegno delle regioni e dei settori più duramente colpiti dalla pandemia e dalla conseguente crisi, di cui, secondo le nostre prime valutazioni, all’Italia dovrebbe spettare fino al 20%, il che equivale a circa €100 miliardi di debito pubblico risparmiato nel 2020-21 (in base ai tempi di attivazione). Nella versione delineata nell’intesa franco-tedesca, il RF si appoggerebbe al bilancio settennale dell’Unione Europea (Multiannual Financial Framework, MFF) e assumerebbe, di conseguenza, lo schema di bassa condizionalità delle risorse tipico del bilancio comunitario.Finanziate tramite l’emissione di debito da parte della Commissione, le risorse dovranno essere restituite dai singoli Stati con una modalità che presenta un duplice vantaggio per l’Italia. In primis, una tempistica molto lunga (immaginiamo almeno 15 anni). In secondo luogo, gioca a favore del nostro Paese anche l’applicazione della proporzionalità di partecipazione al bilancio comunitario, per cui ogni Stato dovrà restituire i fondi in base alla propria quota di partecipazione al bilancio (circa il 12% per l’Italia). In sostanza, per l’Italia vorrebbe dire avere accesso a €100 miliardi subito, per restituirne €60 miliardi (il 12% dei € 500 miliardi complessivi) in 15 anni.A questo punto, perde parzialmente di rilevanza il MES, nonostante la possibilità di combinazione con l’OMT della BCE lo renda sicuramente un ottimo calmante per il mercato, un difensore di ultima istanza del BTP contro i dubbi riguardo alla sostenibilità del debito. Secondo gli ultimi dettagli forniti dalla Commissione Europea, le linee di credito del MES vengono rese disponibili per un anno e sono rinnovabili due volte per ulteriori sei mesi, al termine dei quali verrà predisposto il piano di rimborso, che potrà avere una durata massima di 10 anni; ogni Paese può ricorrere a tali fondi, il cui costo è prossimo allo 0%, fino ad un massimo del 2% del proprio PIL, quindi fino a € 36 miliardi per l’Italia.Tuttavia, come detto, questo nuovo strumento del RF, se in fase di negoziazione con i Paesi propensi all’austerità (Austria, Olanda, Danimarca, Svezia) non perderà le caratteristiche delineate nell’accordo tra Francia e Germania, assumerebbe chiaramente un ruolo prioritario all’interno del pacchetto di stimoli della regione. Si tratta di un passo deciso in avanti verso una maggiore integrazione sotto il segno della solidarietà. L’Europa ha finalmente battuto un colpo deciso, ora bisognerà solo aspettare per vedere come e quando questa importante dichiarazione di intenti si tramuterà in sostanza.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Coronavirus, al via i test sierologici

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

E’ partita la vasta indagine epidemiologica su scala nazionale attraverso test sierologici su un campione di 150mila persone distribuite in duemila comuni italiani. L’indagine è firmata ministero della Salute e Istat, in collaborazione con la Croce Rossa Italiana che con i suoi volontari arriverà alle persone scelte per la campionatura. L’obiettivo è capire quante persone in Italia hanno sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, anche in assenza di sintomi, stimare dimensioni e estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Questo al fine di indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio.
L’adesione è volontaria e i test sono gratuiti, come chiarito a più riprese dal Governo, anche attraverso il premier Giuseppe Conte, durante l’informativa alla Camera lo scorso 21 maggio, e dalla stessa Istat. Nessun obbligo da parte dei cittadini di rispondere alla chiamata. Ma per sensibilizzare la partecipazione su tutte le reti Rai andrà in onda uno spot dedicato all’indagine e locandine saranno affisse nelle farmacie e nelle parafarmacie, grazie alla collaborazione offerta da Federfarma e dalla Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (Fofi).
Sarà la Lombardia la regione con il campione maggiore pari a 20mila individui. La scelta tiene conto, infatti, oltre che della demografia, anche delle stime sulla pervasività del virus a livello territoriale. Altre grandi Regioni si collocheranno poco sotto i 10mila selezionati, meno di 4mila in quelle più piccole o meno toccate dall’epidemia. I test verranno effettuati “con esclusiva finalità di ricerca scientifica”, aveva chiarito il premier Conte nell’informativa alla in Aula alla Camera. “Occorrerà – aveva aggiunto – uno sforzo che si basa sul lavoro di volontari sul territorio” e ci sarà “una struttura nazionale di coordinamento”. In una nota diffusa alla vigilia del via ai test da ministero della Salute, Istat e Cri, si sottolinea che “la riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’indagine”. A tutti i soggetti che partecipano sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’ indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati, viene spiegato. “Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata – spiega ancora la nota – potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei”. Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico. La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. (fonte doctor33)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Nasce nel padovano il bonus pro made in Italy

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Impegnata a rispondere alle richieste di un mercato internazionale in grande crescita nel campo della sanificazione di interni ed esterni, Idrobase Group, con sede a Borgoricco in provincia di Padova, da 3 mesi sta operando su doppi turni di lavoro (dalle ore 6.00 alle ore 14.00 e poi fino alle ore 22.00) grazie anche all’incremento di circa il 20% nella propria forza lavoro, raggiungendo quota 55 dipendenti con l’assunzione di 10 giovani, tra cui un progettista; in particolare, è stata rinforzata la linea produttiva “Lince”, macchina di grande successo in Francia per la sanificazione degli ambienti scolastici.“Il successo della nostra azienda, soprattutto in questo periodo caratterizzato dalle difficoltà della pandemia, è frutto di un grande impegno collettivo e del lavoro di squadra – precisa Bruno Ferrarese, Co-presidente di Idrobase Group – Per questo, assieme al mio socio, Bruno Gazzignato, abbiamo deciso di gratificare i dipendenti con un bonus, finalizzato però al sostegno dell’economia locale e nazionale: servirà ad acquistare solo prodotti made in Italy, privilegiando i negozi al dettaglio e del territorio. Nel nostro piccolo, l’impegno è di contribuire al rilancio dell’economia locale. Invitiamo altre aziende che, come noi non hanno risentito della pandemia, a fare altrettanto, perché la ripresa, dell’Italia passa attraverso lo sforzo responsabile di tutti.” E’ di questi giorni, in Idrobase Group, il lancio di un nuovo prodotto della linea BKM destinato ad autobus e treni, grazie all’alimentazione a corrente continua 12 volt; nuovo anche il design per distinguersi dalle molte imitazioni presenti sul mercato. Tali macchinari, adattando una tecnologia NASA utilizzata nelle stazioni spaziali, emettono una coltre di ossidanti, che attacca e distrugge i virus presenti, tra cui il Covid-19. In queste settimane, la sede aziendale di Borgoricco è diventata un quartier generale della lotta industriale al Coronavirus: dall’Europa alla Cina, dal Marocco agli Emirati Arabi Uniti, dall’Algeria alla Korea.Non a caso è annunciata, nei prossimi giorni, la presentazione di uno specifico catalogo anti-Covid 19, in cui sarà presente anche la più recente idea targata Idrobase Group: archi gonfiabili sanificatori da posizionare all’ingresso degli stabilimenti balneari.“E’ di questi giorni, da parte del Ministero della Sanità, la classificazione, come presidio medico chirurgico, di un nostro prodotto disinfettante, che potrà essere utilizzato, attraverso nebulizzazione, per sanificare persone ed i loro indumenti. Così, l’Italia si adegua alle nuove, indispensabili frontiere igienico-sanitarie anche per i luoghi all’aperto. Il rischio era che, soprattutto nel settore turistico, si venisse superati dall’immagine di sicurezza dai contagi, offerta da altri Paesi.”

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

L’anafilassi è una grave reazione allergica che può avere un esito fatale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Generalmente si verifica come risposta all’esposizione a farmaci, alimenti o punture di imenotteri (api, vespe, calabroni). I dati fino ad ora disponibili sulla mortalità per anafilassi a livello mondiale sono piuttosto scarsi e, per la prima volta in Italia, un recente studio condotto da specialisti AAIITO (Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri) ha chiarito come il problema dell’anafilassi sia molto sottostimato a causa di una difficoltà di registrazione dei decessi per mancanza di codici specifici.
Gli allergologi di AAIITO hanno recentemente pubblicato lo studio “Fatal anaphylaxis in Italy: Analysis of cause-of-death national data, 2004-2016” sui dati epidemiologici relativi all’anafilassi fatale in Italia, fino ad oggi mancanti. Lo studio ha analizzato i dati del Registro Nazionale delle Cause di Morte forniti dall’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT, Indagine sui decessi e le cause di morte[2]), relativi al periodo compreso tra il 2004 e il 2016, allo scopo di valutare l’incidenza dei casi di morte per anafilassi, l’associazione con le caratteristiche demografiche e le cause identificate. Nel Registro le cause di morte sono riportate secondo la decima revisione della classificazione Internazionale delle Malattie (ICD-10) approvata nel 1990 dall’OMS. Per ridurre il rischio di sottostima determinato dai limiti dei codici specifici disponibili, sono stati analizzati sia i codici che si riferiscono direttamente all’anafilassi, indicati come “anafilassi fatale certa”, sia i codici relativi a condizioni che generalmente la implicano, indicati come “anafilassi fatale possibile”.Nel periodo preso in esame sono stati riscontrati 392 casi certi corrispondenti ad un tasso di mortalità di 0,51 per milione di persone per anno. Sono stati inoltre registrati 220 casi la cui imputabilità ad anafilassi è risultata possibile con un tasso complessivo di mortalità per anafilassi di 0,79 casi per milione di persone per anno. I dati demografici indicano che il rischio aumenta con l’età ed è maggiore per il sesso maschile. La mortalità per anafilassi, inoltre, è risultata influenzata dall’area geografica con un tasso maggiore nelle regioni del sud e nelle isole.Anafilassi fatale causata da farmaci, prima causa di morte. Lo studio ha evidenziato che in Italia la causa principale di morte per anafilassi è rappresentata dai farmaci, responsabili del 74% dei casi certi, con un tasso complessivo di 0,43 casi per milione di persone ogni anno. In Europa le categorie di farmaci implicate sono diverse: nel Regno Unito prevalgono i casi da anestetici generali e in Francia da antibiotici. Il Registro delle cause di morte in Italia non fornisce invece indicazioni sul tipo di farmaco responsabile.Anafilassi fatale causata da punture di imenotteri, seconda causa di morte. Le punture di imenotteri sono risultate responsabili del 5,6% dei casi certi e del 51,4% dei casi possibili, dato sicuramente sottostimato a causa soprattutto della mancanza di un codice ICD-10 specifico. Considerando i casi nel complesso, il tasso di mortalità è risultato 0,17 per milione di persone per anno. I dati confermano anche in Italia una significativa prevalenza del sesso maschile, come riportato in letteratura e dell’età adulta, a cui può contribuire una più elevata esposizione professionale.
Anafilassi fatale causata da alimenti, mancano i dati. Per quanto riguarda l’anafilassi fatale da alimenti, non sono stati riportati casi nel periodo analizzato. “Il dato è sorprendente” dichiara la dott.ssa Donatella Bignardi, allergologa AAIITO co-autrice della ricerca “in quanto contrasta sia con la letteratura, che evidenzia una incidenza compresa tra il 2 e il 5 %, in incremento nei paesi occidentali, sia con i dati riportati dai mass-media italiani. E’ verosimile che i casi di anafilassi da alimenti non siano stati correttamente identificati e che siano stati registrati tra i casi da causa non specificata”. Nel 27,7% dei casi totali, infatti, la causa dell’anafilassi non è stata indicata nel Registro. “I motivi possono essere molteplici” puntualizza l’esperta “comprendendo difficoltà nel riconoscimento della diagnosi, nell’assegnazione del codice corrispondente e, in alcuni casi, mancata accuratezza della compilazione”.
La mancanza di codici specifici per classificare le cause delle morti per anafilassi porta ad una forte sottostima del problema nel nostro Paese. Questo studio di popolazione ha portato l’attenzione sull’anafilassi fatale in Italia e ha evidenziato che l’utilizzo dei codici ICD-10 sottostima il problema e non permette un adeguato riconoscimento delle cause, indicando la necessità di adottare codici più specifici, già utilizzati da altri paesi, come previsto dalla revisione della classificazione ICD-11.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Hong Kong, Radicali: “Non conta se una battaglia sia facile. Conta che sia giusta

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

“L’Italia e l’Unione europea devono fare una scelta rispetto a quanto sta accadendo a Hong Kong: restare a guardare mentre il regime cinese soffoca nel sangue la lotta per la libertà oppure stare dalla parte di chi si batte per lo Stato di diritto, per la democrazia, per la libertà di stampa, di pensiero e di parola per tutti. A Hong Kong si è tenuta la più grande manifestazione dall’inizio della pandemia da Covid-19, in strada erano in migliaia, perché ciò che sta accadendo in Cina spaventa i cittadini molto più del virus: se la legge sulla sicurezza nazionale scritta dalla Cina su misura per Hong Kong sarà approvata scavalcando il suo Consiglio legislativo, verranno vietate tutte le attività considerate secessioniste o volte a rovesciare il potere costituito. Le persone sono scese in piazza pacificamente in violazione della normativa che vieta gli assembramenti e la repressione è stata spietata: almeno 180 arresti, tra cui parlamentari e consiglieri distrettuali, un uso smodato di cannoni d’acqua, pallottole urticanti sparate a distanza ravvicinata e gas lacrimogeno. Una manifestazione pacifica è stata repressa con tutte le armi e la violenza a disposizione” dichiarano Massimiliano Iervolino, Segretario di Radicali Italiani e Patrizia De Grazia, coordinatrice dell’Associazione radicale Adelaide Aglietta.“Una pallottola ha colpito alla schiena un bambino, un’altra ha spezzato l’osso del dito di una ragazza, i giornalisti sono stati identificati e schedati, minacciati dai cannoni d’acqua e con lo spray al peperoncino. L’Italia, l’Unione europea, non possono restare indifferenti: avremo la forza di difendere i diritti dei cittadini di Hong Kong?”.

Posted in Diritti/Human rights, Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Spasticità e distonia cervicale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

PARIGI, FRANCIA. Più dell’80% dei pazienti con spasticità o distonia cervicale trattati con iniezioni di tossina botulinica di tipo A (BoNT-A) presenta una recidiva debilitante dei sintomi e una mancanza di controllo duraturo dei sintomi tra una iniezione e l’altra, che provoca profonde ripercussioni sulla vita personale e professionale. È quanto emerge dai risultati di due sondaggi a cui hanno risposto 400 pazienti da cinque Paesi, con sintomi di spasticità o distonia cervicale trattati con iniezioni di tossina botulinica di tipo A (BoNT-A).
Il primo sondaggioha analizzato l’impatto della spasticità sulla vita dei pazienti. Dei 210 pazienti che hanno risposto da Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti, l’83% ha riportato che i sintomi della spasticità sono ricomparsi tra le due sessioni di trattamento con BoNT-A e, di questi, il 59% ha riferito di aver avuto recidiva entro tre mesi dall’ultimo trattamento. La ricomparsa della sintomatologia ha avuto una ripercussione significativa sulla qualità di vita dei pazienti, sul sonno, sulle relazioni, sulla vita di tutti i giorni e sull’esperienza lavorativa. Inoltre, il 47% degli intervistati ha riportato di non riuscire a lavorare, al riacutizzarsi dei sintomi, mentre il 45% ha dichiarato di sentirsi meno efficiente al lavoro rispetto al periodo precedente.
Il secondo sondaggio, con un approccio simile, ha analizzato i dati di 209 intervistati con distonia cervicale che hanno risposto da Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Di questi l’88% ha riportato la ricomparsa della sintomatologia preesistente tra le due iniezioni di BoNT-A. La maggior parte degli intervistati impegnati in attività lavorative ha riferito un importante impatto sulla vita professionale, il 66% di questi ha dichiarato di non sentirsi a proprio agio al lavoro e il 66% di non sentirsi efficiente al lavoro come al solito. La vita personale dei pazienti è risultata compromessa in modo significativo dal ritorno dei sintomi, con ripercussioni sulla possibilità di socializzare, sul sonno, sulla guida o sugli impegni quotidiani.In entrambi i sondaggi oltre il 70% dei pazienti ha dichiarato di sentire l’esigenza di un trattamento che offra benefici più duraturi.I risultati completi dei sondaggi Carenity 2 relativi alla spasticità sono stati pubblicati il 7 maggio 2020 in Frontiers in Neurology.
La spasticità e la distonia cervicale sono patologie neurologiche distinte, anche se caratterizzate entrambe da un ridotto controllo muscolare e da spasmi, normalmente trattate con iniezioni di tossina botulinica A (BoNT-A).La spasticità colpisce oltre 12 milioni di persone in tutto il mondo7 ed è generalmente causata da un danno alle aree del cervello e del midollo spinale responsabili del controllo dei muscoli e dei riflessi da stiramento, dovuto a infarto, traumi cranici e a lesioni midollari , sclerosi multipla e paralisi cerebrale.5 La distonia cervicale è una malattia dalle origini sconosciute nella maggior parte dei casi primaria, caratterizzata da contrazioni involontarie dei muscoli del collo.
Si stima che la spasticità colpisca oltre 12 milioni di persone in tutto il mondo. E’ una patologia che comporta la costante contrazione di alcuni muscoli, causando rigidità muscolare che interferisce con i normali movimenti, l’andatura e la pronuncia delle parole. La spasticità normalmente è causata da un danno alle aree del cervello o del midollo spinale che controllano i movimenti volontari, che comporta modificazioni nel bilanciamento dei segnali tra il sistema nervoso e i muscoli, aumentando l’attività muscolare. Traumi al midollo spinale, sclerosi multipla, paralisi cerebrale, infarto, trauma al cervello o alla testa e disturbi metabolici possono causare la spasticità. Questa patologia viene riscontrata nel 34% dei sopravvissuti all’infarto entro 18 mesi dall’episodio infartuale.La distonia cervicale (DC), conosciuta anche come torcicollo spasmodico, è un disturbo del movimento che causa contrazioni muscolari involontarie in modo particolare dei muscoli del collo. Questo può comportare l’inclinazione della testa lateralmente o l’oscillazione avanti e indietro.La DC è relativamente poco diffusa, colpisce da 57 a 280 persone su un milione. Può insorgere a qualsiasi età, anche se generalmente i sintomi si sviluppano nell’età media, all’inizio lentamente, e solitamente raggiunge la stabilizzazione in pochi mesi o in anni. La degenerazione della colonna vertebrale, l’infiammazione delle radici nervose, oppure cefalee frequenti possono rendere la malattia particolarmente dolorosa. Nella maggior parte dei casi la causa è sconosciuta e non esistono cure. (by Giovanni Asta in sintesi)

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

USB Commercio lancia la campagna di rivendicazione dei diritti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Usb Commercio lancia la campagna nazionale di lotta per riprenderci i nostri diritti, a partire da un’organizzazione del lavoro completamente diversa da quella attuale, perché da questa dipendono il riconoscimento del giusto salario, la possibilità di nuove assunzioni e il rispetto delle norme su salute e sicurezza.Rifiutiamo turni spezzati e flessibilità che destrutturano la vita quotidiana dei lavoratori, andando ben oltre le otto, sei o quattro ore ufficialmente registrate.L’orario è talmente frammentato che in molti casi i part time vengono spalmati su tutta la giornata, obbligando i dipendenti a vivere sul posto di lavoro. I luoghi di lavoro si allontanano sempre più sia per le cessioni continue da parte delle aziende, che vendono lavoratori come scatolette di tonno. Sia per l’inadeguatezza dei salari che non permettono più di scegliere liberamente la propria abitazione, costringendo i lavoratori a lunghi viaggi da pendolari.Non possiamo più accettare un continuo ricorso a varie forme di straordinario, per lo più non riconosciute e non pagate come tali per coprire la cronica mancanza di personale. I lavoratori devono essere tutti internalizzati e stabilizzati e dove necessario, procedere con nuove assunzioni.In questo mese di zone rosse e contingentamenti, le sporadiche e, ancora insufficienti, chiusure giornaliere anticipate, così come il fermo delle attività durante la domenica o i festivi, mostrano come la vendita non sia un’attività essenziale. I consumatori, informati delle chiusure, riescono ad organizzarsi senza resse o allarmismi, come Usb sostiene da anni, nessun vertiginoso calo degli acquisti si è verificato.Ad oggi, i lavoratori, oltre ai rischi specifici alle proprie mansioni, mai monitorati in modo sufficiente dalle aziende e dagli enti preposti, devono fare i conti anche con il rischio di contagio da Coronavirus e lo stress da lavoro correlato che ne consegue. Sono già centinaia i dipendenti ammalatisi nello svolgimento delle loro mansioni e non potranno che aumentare se non vengono attuate tutte le misure di prevenzione e protezione.Proprio l’attuale organizzazione del lavoro, che Usb si propone di smantellare, con turnazioni sempre più pressanti, carichi di lavoro estenuanti e mancanza di adeguati DPI e formazione porta il settore al 5 posto fra i lavori più a rischio con più di cento lavoratori uccisi ogni anno. Non chiediamo favori, vogliamo i nostri diritti.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Ospedali Dipinti dona tre separé ai reparti pediatrici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Bergamo. La Lombardia è considerata il vero e proprio ‘epicentro’ dell’epidemia di nuovo coronavirus che ha colpito il nostro Paese: tra le aree più colpite, la provincia di Bergamo, con oltre 12.600 casi. Negli ultimi tre mesi l’Ospedale Papa Giovanni XXIII, fiore all’occhiello della sanità bergamasca, ha affrontato l’emergenza gestendo un numero elevatissimo e concentrato nel tempo di persone positive alla Covid-19, grazie al grande lavoro di medici e operatori sanitari.Per questo motivo Ospedali Dipinti ha voluto donare ai reparti pediatrici dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII, attraverso l’associazione Il sogno di Iaia, i primi tre separé decorati con le coloratissime immagini acquatiche nate dalla fantasia dell’artista Silvio Irilli: un nuovo prodotto che va ad arricchire l’offerta del progetto Ospedali Dipinti, che porta il colore e l’allegria negli ospedali italiani.I separé sono stati recapitati all’Ospedale Papa Giovanni XXIII con l’intermediazione dell’associazione Il sogno di Iaia onlus, organizzazione no profit molto legata al territorio bergamasco e all’ospedale che si è preso cura di Iaia quando si è ammalata di un brutto male, anni fa.«Da quando è scoppiata questa emergenza – dichiara la famiglia di Iaia – ci siamo chiesti come potessero sentirsi i bambini ricoverati e le loro famiglie. Abbiamo accolto con grande gioia e gratitudine la notizia della donazione dei bellissimi separé all’ospedale: ci riempie il cuore pensare alla meraviglia che proveranno i piccoli pazienti quando vedranno queste opere. Il nostro più sentito grazie a Ospedali Dipinti, a Intergraphica e all’ospedale Papa Giovanni XXIII per aver reso possibile questo sogno».«Grazie a Ospedali Dipinti e a Intergraphica che con la loro donazione permettono al Papa Giovanni di essere ancora più a misura di bambino – commentano Lorenzo D’Antiga e Rossana Algeri, direttore e coordinatrice infermieristica della Pediatria dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII – Colori e immagini aiutano tantissimo a creare un contesto di cura meno traumatico per i bambini che si trovano a dover trascorrere del tempo in ospedale».Dopo la pausa forzata dovuta all’emergenza coronavirus, appena sarà possibile il progetto Ospedali Dipinti proseguirà il suo ‘viaggio’ nelle strutture ospedaliere italiane, portando i suoi coloratissimi acquari, regni sottomarini, boschi e giardini incantati popolati da allegre creature nei reparti dedicati alla cura e all’accoglienza dei pazienti pediatrici: tra le prossime tappe, proprio l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. «Speriamo di poter tornare presto a portare il colore negli ospedali italiani: per l’Ospedale di Bergamo abbiamo in serbo, insieme all’associazione Il sogno di Iaia, un bellissimo progetto che non vediamo l’ora di poter realizzare», conclude Irilli.

Posted in Cronaca/News, Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Si alla vaccinazione antinfluenzale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Simpef – Sindacato medici pediatri di famiglia accoglie con estremo favore la notizia che il Ministero della salute stia pensando di proporre per la prossima stagione, rendendola gratuita, la vaccinazione antinfluenzale anche per i bambini tra i 6 mesi ed i 6 anni di vita. “È una nostra posizione storica – spiega il Segretario nazionale, Rinaldo Missaglia – e siamo particolarmente lieti che in molti ora convergano su questa ipotesi. Esortiamo il ministro, Roberto Speranza, e il neo Capo dipartimento della prevenzione, Giovanni Rezza, a perseverare in questa impresa che sarà di grande beneficio per la salute dei piccoli assistiti nonché, per le note modalità di trasmissione della malattia influenzale, di giovamento per l’intera platea dei cittadini che non vogliano o non possano accedere alla vaccinazione.”
Simpef considera ben poste le recenti proposizioni a favore della vaccinazione antinfluenzale in pediatria espresse, a nome della Società italiana di pediatria, dal presidente Alberto Villani e ne sposa in toto le considerazioni scientificamente ineccepibili a sostegno. Siamo pronti a collaborare in fase operativa nell’applicazione dei futuri protocolli attuativi e invitiamo pertanto le Istituzioni sanitarie regionali ad attivarsi per tempo nella predisposizione di percorsi vaccinali ai quali, nei modi e nelle specificità proprie della pediatria di libera scelta, Simpef è disponibile per una fattiva collaborazione fin dalla fase ideativa che sostanzierà la campagna antinfluenzale del prossimo autunno/inverno. “Confidiamo che la volontà del Ministero possa trovare adeguata accoglienza tra gli Assessori alla sanità delle varie regioni – dichiara Missaglia – e che questi possano cogliere lo spirito della raccomandazione, traducendolo fattivamente attraverso la predisposizione di un piano attuativo che consideri operativamente la raccomandazione a proporre gratuitamente ai bambini in età prescolare il vaccino antinfluenzale in occasione della campagna vaccinale 2020/21.”
Importante in questa fase di predisposizione del piano vaccinale, secondo il sindacato Simpef, è l’assoluta trasparenza per quanto riguarda gli aspetti di approvvigionamento e distribuzione delle dosi di vaccino oltre che delle modalità di individuazione di chi sarà deputato a somministrale. “Tutto ciò sarà fondamentale per annullare sul nascere le obiezioni extra-scientifiche che il mondo no-vax già sta mobilitandosi a diffondere. Questa è un’operazione di immunizzazione estesa indispensabile per affrontare la prossima stagione autunnale con un’arma in più, in uno scenario in cui la pandemia Covid-19 potrebbe ancora assumere caratteristiche emergenziali”, conclude Missaglia.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

L’Autorità Nazionale Palestinese non ha accettato gli aiuti per fronteggiare la pandemia da Covid-19 inviati dall’Onu

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

A darne notizia è stata la giornalista freelance di Ramallah Fadwa Hodali che, su Bloomberg News, ha spiegato che la leadership palestinese “non vuole servire da ponte per la normalizzazione dei legami tra Emirati Arabi Uniti e Israele”.Sulla stessa lunghezza d’onda i media palestinesi che, così come la Russia Today araba, hanno citato una fonte del governo sostenendo, che alla base del rifiuto di Ramallah c’è la volontà di non essere “strumento per la normalizzazione” delle relazioni diplomatiche tra Israele e gli Emirati Arabi.Secondo la fonte, il trasferimento degli aiuti era stato coordinato esclusivamente con Israele e l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e non con l’Autorità Nazionale palestinese.A scagliarsi contro gli aiuti medici per far fronte alla grave emergenza sanitaria c’è anche l’ayatollah Ali Khamenei che in un tweet ha accusato di tradimento gli Emirati Arabi:“Oggi, alcuni stati del Golfo Persico hanno commesso il più grande tradimento contro la propria storia e la storia del mondo arabo. Hanno tradito la Palestina sostenendo Israele. Le nazioni di questi Stati tollereranno il tradimento dei loro leader?” Questo episodio evidenzia una cosa che dovrebbe riempire le pagine dei giornali e le aperture dei notiziari televisivi: la leadership palestinese odia più Israele di quanto ami il suo stesso popolo.Un popolo che, invece di essere aiutato, viene abbondato a sé stesso in questo momento drammatico.Gli aiuti medici transitati in Israele avrebbero potuto sostenere il popolo palestinese nella lotta contro il Coronavirus e invece l’Autorità Nazionale Palestinese ha preferito rimandarli al mittente, con l’assurda motivazione di non voler essere un mezzo di normalizzazione dei rapporti fra lo Stato ebraico e gli Emirati Arabi. Perché per l’ANP conta più l’odio per Israele che l’amore per il popolo palestinese.

Posted in Estero/world news | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Il ruolo dei bambini nella diffusione dell’epidemia da coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

In questo momento di ripresa delle attività spesso ci si chiede quando potranno riaprire le scuole, dati i disagi che la chiusura provoca nei bambini e anche nell’organizzazione quotidiana degli adulti. I bambini sembrano meno colpiti dal virus, ma gli esperti si stanno concentrando su quale ruolo essi possano avere nell’andamento della pandemia.
Due recenti studi offrono prove convincenti sul fatto che i bambini possano trasmettere il virus, anche se nessuno dei due ha dato una dimostrazione definitiva.Nel primo studio, pubblicato su Science, i ricercatori guidati da Marco Ajelli, della Fondazione Bruno Kessler a Trento, hanno analizzato i dati provenienti dalle due città cinesi di Wuhan e Shanghai. Gli esperti hanno creato una matrice di contatto di 636 persone a Wuhan e 557 persone a Shanghai, chiedendo loro di ricordare tutti quelli con cui avessero avuto contatti il giorno prima della chiamata e l’età di ciascun contatto, ripetendo la chiamata durante il lockdown e dopo la riapertura. Ebbene, gli autori hanno scoperto che i bambini erano sensibili all’infezione da coronavirus circa un terzo di quanto lo fossero gli adulti. Tuttavia, dopo l’apertura delle scuole, si sono resi conto che i bambini avevano circa tre volte più contatti degli adulti e quindi tre volte più opportunità di infettarsi, portando il rischio alla pari degli adulti stessi. Sulla base dei loro dati, i ricercatori hanno stimato che la chiusura delle scuole non è sufficiente di per sé a fermare un focolaio, ma può ridurre l’aumento di circa il 40-60% e rallentare il decorso dell’epidemia. «La nostra simulazione mostra che se si riaprono le scuole si avrà un grande aumento del numero di riproduzione, che è esattamente quello che non vogliamo» conclude Ajelli.Il secondo studio, condotto da un gruppo di ricercatori tedeschi capeggiato da Terry C. Jones, coordinato da Christian Drosten e pubblicato sul web prima della peer review, ha testato bambini e adulti e ha scoperto che i bambini positivi hanno almeno lo stesso livello di virus degli adulti, e quindi, presumibilmente, sono altrettanto contagiosi. Gli esperti hanno analizzato un gruppo di 47 bambini infetti di età compresa tra uno e 11 anni, dei quali solo 15 erano sintomatici, e hanno osservato che i bambini asintomatici presentavano cariche virali altrettanto alte o più alte rispetto ai pari o agli adulti sintomatici. «Sono un po’ riluttante a dire ai politici che ora possiamo riaprire le scuole e gli asili» conclude Drosten.Ci sono però anche pareri differenti, come quello a cui sono giunti i ricercatori del governo olandese, in uno studio pubblicato sul sito del National Institute for Public Health and the Environment, Ministry of Health, Welfare and Sport, dei Paesi Bassi. In questo caso la conclusione è stata che i pazienti sotto i 20 anni svolgono un ruolo molto più piccolo nella diffusione rispetto agli adulti e agli anziani, ma dubbi sulla validità dello studio sono stati sollevati da diverse parti del mondo scientifico. Un chiarimento potrebbe arrivare da un nuovo studio del National Institutes of Health, il progetto Heros, che seguirà 6.000 persone di 2.000 famiglie e raccoglierà informazioni su quali bambini vengono infettati dal virus e sull’eventuale trasmissione ad altri membri della famiglia.Tutti gli esperti, comunque, concordano sulla necessità di decidere al più presto nuovi modi di frequentare la scuola per prepararsi alla riapertura, basandosi sui principi del distanziamento sociale. (fonte Doctor33)

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Servono 2,7 miliardi di mascherine per il prossimo anno. Chi paga?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Quante mascherine servirebbero per tutto l’anno scolastico 2020-21 a protezione dell’intera popolazione scolastica e del personale, docenti e Ata, nelle scuole statali? Per tutti gli alunni sono previsti almeno 200 giorni di lezione. Per gli alunni impegnati nell’esame di Stato del primo e del secondo ciclo sono da aggiungere ai giorni di lezione altri quattro per le prove scritte e il colloquio finale.
Consideriamo, altresì, un consumo giornaliero di due mascherine al giorno per ognuno dei 6.693.000 alunni (infanzia esclusa). Il fabbisogno complessivo di mascherine sarà di 2 miliardi, 685 milioni e 264 mila mascherine per proteggere per l’intero anno l’intera popolazione scolastica delle scuole statali.Se il costo calmierato per mascherina sarà confermato a 0,50 centesimi, si spenderà oltre un miliardo e 342 milioni di euro per far fronte all’intero fabbisogno.Chi sosterrà la spesa? Se saranno le famiglie ad acquistare per l’intero anno scolastico almeno 400 mascherine (due al giorno), spenderanno 200 euro per figlio. Se saranno le scuole a dovere fornire gratuitamente agli alunni la dotazione giornaliera, ognuna delle 8.094 istituzioni scolastiche avrà bisogno mediamente di un finanziamento aggiuntivo rispetto all’ordinario di quasi 166 mila euro. Senza calcolare i costi di mascherine per il personale. Una cifra impensabile per i bilanci scolastici. Ad esempio un istituto comprensivo (cioè il 60% delle scuole italiane) di medie dimensioni riceve dal Ministero dell’istruzione fondi per il funzionamento didattico e amministrativo inferiori a 30 mila euro l’anno.I 331 milioni stanziati dal DL 34 “Rilancio” a favore delle istituzioni scolastiche per fronteggiare l’emergenza sanitaria non bastano, occorrerebbe un altro miliardo solo per pagare le mascherine. Chi ha fatto i conti ha sottostimato la spesa, oppure c’è dietro una decisione ben precisa, ossia che siano le famiglie a doversi far carico di questa spesa? Per gli imminenti esami di maturità il documento è chiaro a riguardo: “Il candidato e l’eventuale accompagnatore dovranno indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici una mascherina chirurgica o di comunità di propria dotazione”…Dopo la carta igienica, le salviette per le mani, le risme per le fotocopie, che tante scuole sono ancora purtroppo costrette a chiedere ai genitori degli studenti (è brutto ricordarlo, ma è la triste verità, ed è anche rappresentativa del rilievo che si dà alla scuola nel bilancio generale), le famiglie italiane – povere o ricche – dovranno farsi carico anche di questa spesa?Se a settembre a scuola invece delle mascherine si usassero le visiere?
Negli USA alcuni studiosi sostengono che gli schermi facciali (le visiere trasparenti in plexiglas o altro) possano rappresentare una scelta migliore delle mascherine. Se ne parla in un articolo pubblicato sulla rivista scientifica Jama da parte di studiosi statunitensi. Gli schermi facciali possono essere prodotti e distribuiti in modo rapido e conveniente: non richiedono materiali speciali per la fabbricazione e le linee di produzione possono essere riconvertite abbastanza rapidamente. Numerose aziende lo hanno già fatto (anche in Italia), pertanto la loro disponibilità è attualmente buona.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Orlando: “Conte non reggerà alla bancarotta degli enti locali”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

“Non c’è Governo che possa reggere alla bancarotta dei Comuni e all’interruzione dei servizi ai cittadini, alle famiglie e alle imprese che ne deriverebbero.Se il Governo nazionale proseguirà nella strada intrapresa, si assumerà le conseguenze politiche e sociali delle proprie scelte e sancirà il proprio suicidio, con una “auto-spallata”.Da settimane i sindaci, tutti i sindaci di tutte le parti politiche continuano a ripetere che il rischio di bancarotta collettiva è sempre più alto ed imminente, ma la risposta è stata una lunga lista di provvedimenti parziali, dilatori ed insufficienti.C’è di fondo il problema di quello che appare un tentativo di delegittimazione istituzionale della figura dei sindaci che si vorrebbe ridotti al ruolo di passacarte di provvedimenti adottati altrove, non concordati, spesso contraddittori.Occorre un urgentissimo cambio di rotta, con provvedimenti immediati del Governo nazionale di cui solo il Presidente del Consiglio può e deve farsi garante e al quale, proprio per questo, abbiamo chiesto un incontro urgente con i Sindaci delle città metropolitane.Chiediamo innanzitutto una serie di provvedimenti a costo zero per lo Stato, ma che da subito darebbero possibilità di manovra alle amministrazioni comunali: sia ripristinato il potere di ordinanza, che corrisponde alla possibilità che i sindaci esercitino le proprie prerogative; siano aboliti i vincoli del patto di stabilità che rallentano o bloccano del tutto la spesa delle somme già disponibili; siano modificati i parametri dei fondi di accantonamento e per l’utilizzo degli avanzi di amministrazione.
A questi provvedimenti, che, lo ripeto, sono del tutto a costo zero, andranno necessariamente aggiunti quelli per il sostegno economico, soprattutto per compensare le fortissime perdite erariali che tutti i Comuni stanno subendo per il taglio di Tosap, Tari, Imposta di soggiorno e certamente anche per le addizionali IRAP e Irpef.Torno infine a chiedere un rifinanziamento pur modesto degli interventi per l’assistenza alimentare e di prima necessità. Le somme stanziate si sono esaurite in poche settimane, segno della violenta crisi sociale in atto, e non c’è più tempo da perdere, in attesa che si superino lungaggini e perplessità sull’effettivo avvio del Reddito di emergenza.La situazione è drammatica ma ancora non irreversibile. Spetta al Governo nazionale e al Presidente del Consiglio fare le scelte necessarie per garantire la tenuta istituzionale e quella democratica del paese, di cui i Comuni sono il terminale nelle comunità locali.”Lo ha dichiarato il Sindaco di Palermo Leoluca Orlando.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le società estero-vestite e gli “investimenti fantasma”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

By Mario Lettieri già sottosegretario all’Economia e Paolo Raimondi economista. Gli investimenti diretti esteri (FDI l’acronimo in inglese) possono avere un ruolo molto importante per lo sviluppo economico, per l’aumento della produttività e dell’occupazione e per l’integrazione internazionale. Perciò, tutti i Paesi sono interessati ad attrarli. Vari centri studi, tra cui quelli dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico e del Fondo monetario internazionale, ritengono che ammontino a oltre 40.000 miliardi di dollari. Però, di questi, almeno 15.000 miliardi, pari a quasi il 40% del totale, sarebbero “investimenti fantasma”, registrati in alcuni Paesi noti come dei paradisi fiscali, allo scopo, soprattutto, di evitare di pagare le tasse o per pagarne il meno possibile.
La situazione, anche in questo campo, invece di essere stata sottoposta a controlli e a restrizioni, è peggiorata dopo la Grande Crisi del 2008, quando la percentuale era del 30%.Altri studi, tra cui uno dell’università olandese di Amsterdam, confermano che, oltre ai citati investimenti diretti esteri, anche il 40% dei profitti delle stesse multinazionali finisce nei paradisi fiscali. Ciò avviene nonostante che dal 1985 al 2018 il “global corporate tax rate”, la media mondiale della tassazione sui profitti delle imprese, sia scesa dal 49 al 24%. Nel 2015 il profitto globale delle multinazionali, cioè quel profitto realizzato nei Paesi dove hanno le loro attività produttive tranne quello dove la “compagnia madre” è registrata, è stato di 1.700 miliardi di dollari. Si calcola che di questi il 36%, circa 600 miliardi, sia stato “dirottato” nei paradisi fiscali.Si possono definire “investimenti fantasma” perché sono trasferimenti, oltre i vari confini, fatti da imprese che fanno parte dello stesso gruppo internazionale, passando attraverso dei “contenitori” vuoti localizzati nei paradisi fiscali. Questi contenitori sono dei “veicoli” che non sono coinvolti in alcuna attività reale. Servono soltanto per i giochi fiscali.E’ sorprendente che la metà degli “investimenti fantasma” transiti in due Paesi dell’Unione europea, Olanda e Lussemburgo, ben noti paradisi fiscali! Cosa sicuramente scandalosa e inaccettabile, ancora di più adesso che l’Europa si trova in grave emergenza economica per gli effetti della pandemia Covid-19. Se a loro si aggiungessero Hong Kong, le Virgin Islands britanniche, Bermuda, Singapore, le isole Cayman, la Svizzera, l’Irlanda e Mauritius, questo gruppo di dieci Paesi sarebbe responsabile per l’85% degli “investimenti fantasma”.Nel piccolo Lussemburgo, per esempio, arrivano investimenti esteri pari a 4.000 miliardi di dollari, tanto quanti gli Stati Uniti e più di quelli della Cina. Naturalmente per attrarre così tanti investimenti “virtuali” i paradisi fiscali e i centri off-shore offrono un livello di tassazione molto basso, molto più basso dei Paesi dove sono realizzate le attività reali. Offrono, inoltre, una serie di altri “servizi”, quali l’anonimato, la scarsa trasparenza e un sistema giuridico a dir poco compiacente. Offerte molto apprezzate da chi vuole evadere o eludere la tassazione ed evitare controlli più stringenti sulle proprie attività.Negli anni ottanta l’Irlanda aveva una tassa sui redditi d’impresa del 50%. Oggi è del 12,5%. La legge irlandese si presta anche a “soluzioni fiscali creative”. Si pensi all’operazione chiamata “doppia birra irlandese con un panino olandese”, che prevede il trasferimento dei profitti di multinazionali registrate in Irlanda e in Olanda verso le isole Cayman. In questo modo sembra che le corporation in questione arrivino addirittura a pagare zero tasse, o quasi. Inoltre, in Irlanda il rapporto profitto/salari è pari all’800%, poiché le imprese straniere registrate nel Paese possono dire di avere dei profitti altissimi in rapporto ai pochi lavoratori dipendenti in loco. Si noti che in Gran Bretagna, per esempio, tale rapporto è del 26%, che di per sé è già alto. Spesso economisti e analisti male informati o “interessati” portano l’Irlanda, per la sua bassa tassazione e la sua crescita del Pil, come esempio di gestione virtuosa. Ma dimenticano di dire che gli alti ricavi derivano soprattutto dagli investimenti esteri che arrivano nel Paese proprio per la bassa tassazione. E’ stato calcolato che, se tutti i Paesi del mondo applicassero la stessa tassa sui redditi delle imprese, le “fughe” verso i paradisi fiscali quasi scomparirebbero. Ciò produrrebbe un aumento delle entrate fiscali del 15% nei Paesi dell’Unione europea e del 10% negli Usa e una loro diminuzione del 60% nei paradisi fiscali. Queste problematiche sono emerse prepotentemente anche in Italia in seguito alla richiesta di credito avanzata al governo dalla Fiat per ben 6,3 miliardi di euro. FCA, com’è noto, opera in Italia ma ha la sede legale in Olanda e quella fiscale in Gran Bretagna. In Europa la concorrenza relativa alla tassazione dei profitti delle multinazionali ha assunto aspetti intollerabili. Si pensi soltanto che ben 6 Paesi, Irlanda, Lussemburgo, Belgio, Olanda, Malta e Cipro, che hanno fatto parte del gruppo originario dell’Unione prima della sua estensione all’Est Europa, sono considerati paradisi fiscali! Una seria riforma fiscale a livello europeo, che valga per tutti i 27 Paesi dell’Unione, non è più rinviabile. E’ necessaria, urgente e decisiva per l’effettiva realizzazione dell’Europa unita e federale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

“I tempi sono maturi per una seria riforma fiscale”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

“Porterà con sé un ulteriore abbassamento delle tasse. Ha ragione il Direttore dell’Agenzia delle Entrate quando dice che serve riordinare tutte le norme esistenti in materia tributaria, semplificandole il più possibile. Proseguiremo anche nel lavoro di “ripulitura” del bilancio dello Stato, che ho avviato nel 2018 con lo stralcio delle cartelle, sotto 1.000 €, che mai sarebbero state riscosse.
Il lavoro che stiamo facendo per semplificare la vita al contribuente, anche attraverso la dichiarazione dei redditi pre-compilata, vedrà un ulteriore sprint nel prossimo Decreto “Semplificazioni”, cui stiamo lavorando in queste settimane. Con procedure e regole semplici, il cittadino può facilmente adempiere, e le Amministrazioni dello Stato effettuare i controlli e recuperare le somme evase. Fatturazione elettronica e scontrino elettronico, appena entrerà completamente a regime, ci aiutano moltissimo in questo. Come far dialogare tra loro tutte le banche dati della PA, serve maggiore digitalizzazione e quindi un’accelerazione sui processi di identificazione digitale dei contribuenti, oltre alle notifiche digitali che abbattono i costi di gestione e semplificano la vita a ciascuno di noi. Questa rivoluzione è già partita con l’app IO, ora si tratta di portarla a termine.E poi, destinando all’abbassamento della pressione fiscale il gettito recuperato dalla lotta all’evasione, ci diamo un obiettivo per la prossima Legge di Bilancio, che si può riassumere in “pagare meno, pagare tutti”.” Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Politica/Politics | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Il tema ambientale è strategico, ma vanno messe da parte le ideologie

Posted by fidest press agency su mercoledì, 27 maggio 2020

Milano è la città che ha costruito la sua fortuna e quella dei suoi cittadini anche sull’operosità, sulla dinamicità e sulla velocità e sarebbe sbagliato cercare di inibire queste sue prerogative vincenti, immaginando di trasformarla forzatamente in una slow city.
Il tema delle piste ciclabili è molto importante, ma le piste ciclabili non si realizzano semplicemente dipingendo delle linee bianche sull’asfalto. Vanno pensate bene, nell’abito di una mobilità sostenibile e integrata, che tenga conto delle esigenze di tutti: dei lavoratori e degli imprenditori, degli anziani, dei disabili, delle famiglie numerose, di chi vive in aree della città metropolitana ancora poco servite dai mezzi pubblici. L’epidemia di covid-19 ci ha inoltre insegnato che non possiamo non tener conto dello spazio minimo necessario a ogni cittadino per vivere, lavorare e anche per trasferirsi in sicurezza. Infatti la mobilità basata sull’utilizzo dei mezzi pubblici, per trasportare grandi numeri di persone negli stessi orari ora è impraticabile. Cosa succederà quando arriverà il caldo che a Milano, d’estate, scioglie l’asfalto oppure l’inverno con le sue frequenti precipitazioni piovose, oltre alle possibili nevicate? Abbiamo convissuto con piogge acide, piogge rosse per la sabbia del deserto, con il rischio che il vento possa portare sulle nostre teste e poi la pioggia li faccia precipitare, elementi dannosi o pericolosi per la salute. Tutto ciò ci deve far pensare a una mobilità a basso impatto ambientale, ma contemporaneamente in grado di garantire la sicurezza dei cittadini, di tutti i cittadini a partire da quelli più fragili: dai bambini agli anziani.Siamo pronti a confrontarci su queste tematiche nell’interesse del futuro di tutti i nostri cittadini

Posted in Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »