Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

I giornali lombardi scoprono il Molise: grazie alla storia

Posted by fidest press agency su venerdì, 29 maggio 2020

“I molisani ai lombardi: venite da noi, lo chiede la storia longobarda”. Ed ancora: “I molisani ai lombardi: ‘Le ferie fatele da noi, da riscoprire le radici longobarde”. Sono i titoli di importanti giornali locali della Lombardia (“Qui Brescia”, “Varesepress”), corredati da foto della montagna di Frosolone, stimolati da un articolo di “Forche Caudine” sui collegamenti tra le due regioni in ambito storico. Un accostamento che sta generando grande pubblicità per il Molise in terra lombarda.Tutto è nato a seguito dell’inclusione di Molise e Lombardia nella medesima categoria di rischio Covid-19, con l’ipotesi di trasferimenti soltanto tra queste regioni per le vacanze. “Forche Caudine” ha colto l’occasione al volo per far conoscere il Molise ai lombardi, mettendo in evidenza, tramite il prestigioso apporto del professor Mancini, i collegamenti sul fronte principalmente della storia longobarda.I giornali lombardi riprendono alcune segnalazioni di siti longobardi selezionati dall’associazione dei molisani (il complesso monastico di San Salvatore–Santa Giulia a Brescia e il castrum di Castelseprio-Torba, in provincia di Varese), ma anche le più significative testimonianze della presenza longobarda in Molise: i toponimi di alcuni borghi (compresa Campobasso), castelli e ruderi (Bagnoli del Trigno, Cerro al Volturno, Civita di Bojano, Tufara), edifici religiosi (Santa Maria di Casalpiano a Morrone del Sannio), necropoli (località Morrione e Vicenne nella piana di Bojano), ecc. Presenza che potrebbe essere valorizzata, come offerta turistica unica, con tutto il Sannio, a cominciare dalla chiesa di Santa Sofia a Benevento, inserita dall’Unesco nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità.“Ancora una volta sono la storia e la cultura ad offrire possibilità di valorizzazione – dicono dall’associazione. “Sarebbe ora che le politiche regionali puntassero principalmente su questo, anziché perpetuare sagre o produzioni che, per quanto importanti, non possono certo rappresentare un’unicità e un elemento di richiamo per target così lontani”.
pasqualedilena@gmail.com, a.bucci@rai.it, redazione.campobasso@agi.it,

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