Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 2 giugno 2020

“Questa è l’America” del giornalista Francesco Costa

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Costa ha presentato il suo libro sugli Usa in streaming per Forum Eventi.Ci sono pochi posti nel mondo dove il divario tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo è tanto ampio quanto nel caso degli Stati Uniti: la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete. In “Questa è l’America” Francesco Costa – vicedirettore de ilpost.it – aiuta i lettori a capire meglio un paese che, volenti o nolenti, influenza anche le nostre vite: l’autore lo ha presentato domenica scorsa sulla pagina facebook “BPER Forum Monzani” e sul sito del Forum.
Spiegare l’America agli europei è difficile: c’è sempre questa mezza familiarità di mezzo – venuta dai libri, dai film, dai viaggi – che ci illude di conoscerla già, anche quando non è vero. Poi ci sono le molte differenze interne, e anche se lo sappiamo tendiamo a dimenticarne la reale portata e le ragioni più profonde. Spesso i giornalisti che provano a spiegarle ricadono nei cliché: un’eccezione è Francesco Costa, vicedirettore de ilpost.it, che l’America l’ha girata quasi tutta, e ora propone il suo saggio “Questa è l’America” (Mondadori), frutto di anni di attività giornalistica e viaggi sul campo che Costa ha raccontato anche attraverso la newsletter e il podcast “Da Costa a Costa”. “Ci sono molti posti del mondo di cui sappiamo meno che degli Stati Uniti d’America”, scrive Costa all’inizio del libro, “ma non ci sono posti con un divario più ampio degli Stati Uniti tra quello che crediamo di sapere e quello che sappiamo effettivamente”. A causa della gigantesca influenza statunitense nei nostri consumi e nella nostra cultura, infatti, “pensiamo di conoscere bene l’America quando in realtà, nella gran parte dei casi, la nostra idea è un impasto di luoghi comuni e poche informazioni concrete”, mescolate al nostro “tifo politico locale”. Il libro prova a colmare questo divario attraverso alcune storie che permettono di conoscere un po’ meglio le persone che abitano il più potente paese del mondo, rispondendo ad alcune frequenti domande sull’America e sugli americani: perché questo assurdo sistema sanitario? Perché non vogliono liberarsi delle armi? Qual è il segreto e il costo del predominio economico degli Stati Uniti? Come si arriva ad avere alla presidenza Barack Obama e Donald Trump nel giro di pochi anni? Nel libro emerge il quadro di una nazione ancora potentissima ma in preda a enormi trasformazioni e problemi, una nazione che vive un’epoca di profondo e doloroso smarrimento. Insomma, un’America che fatica a riconoscersi: “Gli Stati Uniti stanno attraversando un momento delicato. Sono intervenuti negli ultimi anni una serie di cambiamenti, di trasformazioni sociali, demografiche ed economiche che hanno cambiato l’identità del Paese. Da qui l’inevitabile smarrimento”.E’ possibile seguire gli incontri con l’autore di Forum Eventi in diretta sulla pagina facebook “BPER Forum Monzani” oppure dal sito http://www.forumguidomonzani.it.

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Il Decreto Rilancio? Non basterà a risollevare le imprese italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

A cura di Federico Pozzi Chiesa, AD Italmondo e Founder Supernova Hub. L’Italia, lo sappiamo bene, è un Paese fondato sulle piccole e medie imprese. Imprese che in moltissimi casi fanno parte di filiere, spesso internazionali. Queste PMI italiane sono alle prese con una carenza di liquidità che rischia di soffocarle, strette in una morsa trilaterale: da un lato il livello di insoluti in forte crescita, dall’altro la compressione di volumi di fatturato dovuta al lockdown e infine l’incertezza di quelle imprese che lavorano con l’estero causata dall’alert sul Paese da parte di alcune assicurazioni sul credito. Una situazione sicuramente complessa che come operatori della logistica italiana e internazionale stiamo osservando con grande preoccupazione non solo per il nostro settore.Il primo elemento di pressione sui bilanci è l’aumento degli insoluti: secondo Cna oscillerà attorno al 60% la percentuale di fatture non pagate alle piccole imprese; e in generale per il mese di marzo gli insoluti variano dal 20% al 70%, mentre aprile ha visto un peggioramento con una forbice media che si innalza tra il 30% e il 50%, con picchi fino al 100%.In questa situazione, il Decreto Rilancio con il suo carico di promesse rischia di essere ancora insufficiente per far fronte alle enormi esigenze di cassa delle imprese italiane. Esigenze che l’Osservatorio sul Working Capital di Cribis e Workinvoice stima essere intorno ai 15 miliardi nell’arco di 3 mesi e 45 miliardi nell’arco di un anno. Si tratta di un passo in avanti rispetto ai Decreti precedenti perché vengono introdotte norme innovative – come la garanzia sull’assicurazione del credito – ma che dovrà misurarsi con la prova dei regolamenti attuativi e con il reale trasferimento degli stanziamenti, passaggio che finora è stato molto farraginoso.Mentre ci addentriamo nella fase due, inoltre, è chiaro che le riaperture non consentiranno ai diversi settori coinvolti di tornare ai livelli di fatturato precedenti, perché saranno obbligati per almeno quattro mesi ancora a lavorare parzialmente e questo si tradurrà in un ulteriore deterioramento della liquidità, con effetti sia nell’immediato che nel medio periodo – almeno fino a fine 2020 – la cui reale portata si potrà valutare solo in base a come evolverà la situazione. Un esempio concreto riguarda il settore della ristorazione, uno tra i più colpiti: in un locale di circa 70 mq in cui prima era possibile accogliere 20/25 persone a regime, oggi il limite scende a circa 1/5 dei clienti, con evidenti conseguenze sui fatturati e sulla sostenibilità stessa del business.Attraverso le nostre controllate sul territorio asiatico, abbiamo già potuto assistere alla parziale ripartenza del mercato cinese dove ci si aspettava già nel mese di marzo una piena ripresa, che poi si è tradotta invece, almeno inizialmente, in una ripresa tra il 70% e l’80% dei volumi, influenzata dal fatto che nel corso del lockdown alcune aziende che si approvvigionavano da fornitori locali hanno dovuto sostituirli con produttori di altri territori per garantire la prosecuzione del loro core business. Perché non dovremmo aspettarci lo stesso effetto in Italia ed in Europa? Oggi abbiamo un quadro abbastanza chiaro di quelli che sono gli interventi pubblici con cui si cerca di far fronte a questo che potrebbe essere un vero disastro per l’economia reale italiana. Con il Decreto Liquidità, lo Stato ha esteso la copertura del Fondo di garanzia a un pacchetto di 400 miliardi di euro di prestiti, lasciando però tutte le responsabilità operative sull’erogazione del credito in capo alle banche. Le banche si sono trovate a dover gestire una mole di richieste enorme – con non poche polemiche sui tempi di richiesta ed erogazione. Per sopperire a questa situazione è sceso il campo il settore del Fintech che ha notoriamente la capacità di andare incontro alle esigenze delle imprese in maniera più rapida e snella. Nel nostro caso assistiamo all’effort messo in campo da una delle nostre partecipate BorsadelCredito.it che, tramite il recente accordo stretto con Azimut, ha ampliato ulteriormente la sua capacità di finanziare le PMI Italiane.Per quanto riguarda l’outbreak, nelle ultime settimane in Italia si iniziano a scorgere timidi segnali di miglioramento. Questo è un trend che si intravede anche in altri Paesi europei, in opposizione però alla situazione che invece affligge gli USA e ai nuovi picchi di contagi che stanno investendo UK, Russia, Brasile e India. Le ripercussioni sul PIL globale e sulla bilancia commerciale del rallentamento di questi Paesi, che in molti casi sono ancora in fase pre-picco, impongono che le misure di sostegno messe in atto non solo debbano concretizzarsi e consolidarsi per dare un aiuto immediato, ma debbano anche prevedere un termine di medio periodo, tenendo conto di questo rallentamento generale dei mercati. (in abstract http://www.supernova-hub.it)

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Scuola: Precari, salta il bonus da 300 euro per aggiornamento e acquisto pc

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Disco rosso del Senato all’estensione del bonus dell’aggiornamento annuale da assegnare anche ai docenti precari, oltre che al personale insegnante di ruolo: nelle ultime battute dell’esame dell’emendamento al Decreto Legge n. 22, promosso anche del sindacato Anief, la commissione Bilancio di Palazzo Madama ha deciso di bocciare il provvedimento, dopo i rilievi della Ragioneria dello Stato, con il suo parere al maxiemendamento al decreto, chiedendo quindi lo stralcio della norma. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “si è persa l’ennesima occasione per sanare un errore palese del comma 124 della Buona Scuola, che ha negato la ‘formazione in servizio’ ad un docente italiano su quattro. Anche l’anno prossimo, i collegi dei docenti approveranno un piano dell’offerta formativa che assegnerà delle attività di formazione solo ad una parte degli insegnanti, che dopo essere discriminati in fase di reclutamento continueranno ingiustamente ad essere esclusi da una funzione che fa parte della loro professione. Il Mef non può continuare a decidere al posto del Parlamento. Sarebbe bene che le indicazioni che giungono dai dirigenti del ministero dell’Economia vengono poi valutate e filtrate da deputati e senatori, a cui spetta la responsabilità finale della disposizione, soprattutto quando si tratta di un provvedimento di giustizia e di equità. In questo caso, stiamo parlando di una esigenza particolarmente sentita, considerando che la didattica a distanza potrebbe purtroppo continuare ad essere esercitata anche nel prossimo anno scolastico”.

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Scuola: Anief proclama lo stato di agitazione di tutto il personale della scuola

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Dal concorso straordinario, le cui domande di partecipazione sono state rinviate per via dell’emendamento approvato in Senato al Decreto scuola contro cui il sindacato annuncia l’ennesimo ricorso per far inserire tutti i precari nella graduatoria di merito al Decreto rilancio dove il miliardo e mezzo stanziato non consente la riapertura in sicurezza. Il sindacato autonomo si fa portavoce dell’enorme malcontento del personale scolastico a tempo indeterminato e determinato e procede con il primo passo verso la mobilitazione generale: la comunicazione è stata inviata oggi alle istituzioni ministeriali di competenza. Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “i motivi della protesta riguardano la mancata attuazione di un piano di investimenti urgente, anche in relazione all’emergenza sanitaria in atto, che avrebbe consentito al settore Scuola del comparto Istruzione e ricerca di rispondere in modo appropriato a una situazione particolarmente difficile, che a settembre, quando rientreranno in classe più di otto milioni di alunni e un milione e 300 mila tra docenti, Ata e dirigenti, diventeranno impossibili da fronteggiare. Sul precariato non ci sono state le risposte adeguate anche rispetto alle istituzioni europee e alle corti dei tribunali nazionali”. Alla richiesta di reclutare dalle graduatorie di istituto si accompagnano altre questioni, tutte motivate: ridurre a 15 unità il numero massimo di alunni per classe; trasformare tutti i posti oggi in organico di fatto in quello di diritto; reintrodurre il “doppio canale” di reclutamento; confermare in ruolo tutto il personale docente assunto con riserva; dare seguito agli attuali contratti a tempo determinato e quelli a tempo indeterminato con clausola risolutiva del personale scolastico attualmente impegnato nella didattica a distanza e nel lavoro agile; procedere alle modalità per il conseguimento dell’abilitazione all’insegnamento curriculare e ai corsi di specializzazione di sostegno; rivedere l’attuale suddivisione per ateneo dei posti nei corsi di specializzazione su sostegno; svolgere i corsi in modalità telematica; avviare la procedura concorsale straordinaria per l’assunzione a tempo indeterminato come Dsga; assistenti tecnici nelle scuole del primo ciclo di istruzione attraverso la loro assunzione a tempo indeterminato; introdurre un piano di sicurezza adeguato a preservare dal rischio contagio da Covid-19; assumere a tempo indeterminato un numero congruo di collaboratori scolastici e di assistenti amministrativi; approvare un piano straordinario di edilizia scolastica per la messa in sicurezza e l’adeguamento alle odierne esigenze didattiche degli edifici scolastici; avviare il rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro e un piano straordinario di mobilità.

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Scuola: In Italia 835 mila docenti, 150 mila di sostegno

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico sulle misure di sicurezza per il rientro nelle classi a settembre viene riportate che la scuola, il comparto più grande della PA, conta 835.489 insegnanti, compresi i docenti di “potenziamento” voluti dall’ultima riforma del luglio 2005: di questi, 684.880 sono cattedre su discipline comuni e 150.609 di sostegno. Un numero, quest’ultimo, che risulta in fortissima crescita. Sia per la mancata trasformazione dei posti in deroga in organico di diritto, ma anche per i ricorsi prodotti dalle famiglie contro la mancata assegnazione del docente di sostegno e il basso numero di ore settimanali: ricorsi che nel 99% dei casi sono vincenti.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “I dati ufficiali dell’Istat ci dicono che ormai il 10% delle famiglie con disabili decide di rivolgersi in tribunale, per rendere attuabile l’assegnazione del docente di sostegno o di una parte delle ore settimanali indicate dall’équipe psico-pedagogica a seguito dell’esame approfondito e obiettivo delle necessità pedagico-formative dell’alunno. Molti genitori lo hanno fatto nel 2019/20, con il patrocinio dell’Anief, aderendo all’iniziativa gratuita “Sostegno, non un’ora di meno!”, la quale contribuisce di anno in anno ad elevare il numero di alunni disabili che ottengono giustizia assieme alle loro famiglie”.Nella scuola la farsa dei posti liberi, ma inquadrati come se fossero occupati e quindi assegnati necessariamente a supplenza, sta assumendo dimensioni sempre maggiori. Il ministero dell’Istruzione stesso fa sapere che nei dati sui posti da docente esistenti nella scuola pubblica – aggiornati all’anno scolastico in corso e pubblicati nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico sulle misure di sicurezza per il rientro nelle classi a settembre – è compreso sia l’organico dell’autonomia sia l’adeguamento di detto organico alle situazioni di fatto.

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Scuola: Assistenti tecnici assunti per l’emergenza Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Anief chiede di confermarli e di assumerne almeno uno ad istituto. Confermare, oltre il 30 giugno prossimo, tutti i mille assistenti tecnici informatici assunti nel mese di aprile per decisione del Governo, per meglio affrontare il piano di risposta, nelle scuole, al contagio di massa del Covid-19. E garantire che con il nuovo anno scolastico, con la fase emergenziale ancora in atto, vi sia un assistente tecnico in tutti gli 8.200 istituti scolastici, nessuno escluso. A chiederlo è il sindacato Anief, promotore al Senato di un emendamento al Decreto Legge n. 22 sulla Scuola, su cui sta terminando di votare la VII commissione e che nel pomeriggio arriverà in Aula per la discussione generale. Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, ritiene che “con il coronavirus le condizioni e le necessità scolastiche sono cambiate, arrivando ad imporre la didattica a distanza, la quale potrebbe riproporsi anche in futuro. Per non parlare dell’esigenza per tante scuole di assicurare un livello tecnologico minimo, con risorse umane in grado di gestirlo al meglio e non in modo approssimativo”.Anief torna a chiedere l’assistenza tecnica in ogni scuola italiana: la richiesta del giovane sindacato deriva dalla sempre più massiccia presenza della componente digitale telematica nell’offerta formativa. La presenza stabile del personale tecnico in tutte le istituzioni le istituzioni scolastiche, anche quelle dell’infanzia, del primo ciclo e della secondaria di primo grado, dove sino ad oggi non era previsto.Al sindacato, si sono rivolti anche diversi assistenti tecnici assunti per pochi mesi per fare fronte all’emergenza Covid-19. Dai loro racconti si evince che è ampio e valido il supporto assicurato in queste settimane, assieme agli animatori digitali, a famiglie e ragazzi che hanno riscontrato difficoltà di collegamento alle piattaforme utilizzate per la didattica a distanza, oltre che per la gestione di software da parte sia dei docenti, sia del personale scolastico, sia degli studenti e delle loro famiglie. È bene che questo supporto tecnico non si disperda.

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Sostegno alle camere di commercio italiane

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

“Accolto un Odg bipartisan al cosiddetto Decreto Liquidità firmato, assieme a me, anche dai colleghi La Marca, Schirò e Ungaro in cui si impegna il Governo a “intervenire in sede attuativa, anche mediante risorse finanziarie aggiuntive, nell’ambito delle misure a supporto dell’internazionalizzazione delle imprese italiane (…), al fine di rafforzare il raccordo con le altre strutture di promozione del Made in Italy presenti sul territorio nazionale e con le Camere di Commercio Italiane all’Estero che svolgono un ruolo decisivo nel favorire il sostegno all’esportazione, all’internazionalizzazione e agli investimenti nei Paesi strategici per l’Italia.”
Un passo importante per il rafforzamento del Sistema Italia nel mondo all’insegna della necessaria sinergia parlamentare per meglio raccordare gli italiani all’estero con la Madrepatria contribuendo al suo sviluppo!”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Nissoli Fitzgerald, deputata di Forza Italia eletta nella Circoscrizione Estera – Ripartizione Nord e Centro America.

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Renzo Arbore e la rivoluzione gentile

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Renzo Arbore, ovvero “l’uomo che ha cambiato il modo di approcciarsi alla radio, fare la televisione e ascoltare la musica in Italia”. Questo il messaggio principale che accompagna “Renzo Arbore e la rivoluzione gentile”, il libro scritto dal giornalista Vassily Sortino che affronta in modo scientifico, sulla base di testimonianze dirette, la vita del più grande showman italiano.Con uno stile diretto e non cattedratico, Vassily Sortino ci regala un ritratto a tutto tondo di Renzo Arbore: dalle sue passioni da ragazzo fuori dall’ordinario ai suoi attuali progetti. Nelle pagine di “Renzo Arbore e la rivoluzione gentile” trapelano passione e competenza, si mischiano la venerazione del fan e la critica del giornalista: un connubio che rende questo volume unico nel suo genere e altamente fruibile sia da chi Arbore non lo ha mai conosciuto che per quelli che con la sua arte sono cresciuti, si sono formati e si sono, soprattutto, divertiti.Pagine che raccontano, con dovizia di particolari, la storia di Renzo Arbore, attraversando una vita affrontata senza mai smettere di sorridere e usando parole giuste e mai urlate, cambiando l’assetto mediatico interno ai più grandi mezzi di intrattenimento del Paese.Arricchiscono il testo le interviste inedite a personaggi del mondo dell’intrattenimento come Nino Frassica, Fiorello, Pippo Baudo, Gianni Boncompagni, Linus, Luciano De Crescenzo, Walter Veltroni, Stefano Bartezzaghi, Mario Luzzato Fegiz, e tanti altri. Tutte persone che sono state direttamente, o senza rendersene conto, trama e protagonisti della storia arboriana, diventando “complici” della sua rivoluzione.Ma perché “rivoluzione gentile”? «Perché quella di Arbore – spiega Sortino – è stata una rivoluzione, per avere scardinato e ricostruito le strutture e il senso dello spettacolo italiano. Gentile, per il suo essere educata, non gridata, mai volgare, compiuta con gli anni, dando il tempo al pubblico di capire e di crescere».«Sono contento – dice Renzo Arbore, che interviene nel testo più volte con sue dichiarazioni, e in una intervista-summa sulla sua carriera – di essere protagonista, da vivo, di un libro che racconta storie della mia esistenza che io neanche ricordavo di avere vissuto. Da oggi elevo Vassily Sortino a mio agiografo. Perché ha dimostrato che io da grande volevo fare l’artista e che da grandissimo voglio fare l’artista. Possibilmente, senza fare il pirla».
Vassiy Sortino (Palermo 1980). È giornalista professionista. In questi ultimi anni ha scritto per il quotidiano La Repubblica e altri periodici. È addetto stampa per numerosi artisti e organizzatore di eventi culturali e di intrattenimento. In passato ha insegnato storia della tv e dei tg italiani. Renzo Arbore e la rivoluzione gentile è la sua opera di esordio nata dal rapporto di amicizia che lo lega all’artista.

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Istat: a maggio fiducia consumatori a 94,3

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Secondo i dati Istat resi noti oggi, a maggio la fiducia dei consumatori si attesta a 94,3, da 100,1 di marzo.”Giudizio sospeso sul clima di fiducia dei consumatori. Purtroppo, non avendo il dato di raffronto di aprile, quello di oggi non è per niente indicativo e significativo. Non è possibile sapere, infatti, se a maggio, con la Fase 2, iniziata il 4 del mese, il clima è risalito rispetto ad aprile, segnando un’inversione di tendenza oppure ha continuato a scendere, seppur di poco” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Un conto è se a maggio ha cominciato a rimontare l’ottimismo degli italiani, se hanno intravisto una luce in fondo al tunnel, un altro è se la Fase 2 non è bastata a ridare speranza nel futuro, perché allora la fiducia potrebbe tradursi in un ulteriore peggioramento delle già gravissime condizioni reali del Paese” conclude Dona.

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200 Rose bianche di Santa Rita all’Ospedale Bellaria di Bologna

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

200 Rose bianche di Santa Rita sono state consegnate al personale sanitario femminile dell’Ospedale Bellaria di Bologna, che le ha accolte con gioia. Un dono straordinario, che le monache del Monastero Santa Rita di Cascia hanno voluto come simbolo di vicinanza e gratitudine, per l’impagabile opera svolta nella lotta al Coronavirus e come augurio di rinascita. Le candide rose, infatti, sono speciali anche per il loro colore, che non è il rosso della tradizione. Queste rose bianche, che esprimono speranza nel futuro e fiducia nelle persone, sono state scelte appositamente per l’occasione e per la prima volta, proprio per omaggiare il valore della missione umana e medica che ogni giorno, soprattutto durante l’emergenza, ha visto queste donne e i loro colleghi prendersi cura dei malati, con amore, dedizione e forza. Ogni rosa è il grazie delle monache e l’auspicio che essa possa diffondere, come Santa Rita, la speranza di superare le spine, per sbocciare a nuova vita.
La catena del bene che ha unito il Monastero Santa Rita con l’Ospedale Bellaria di Bologna, passando per la Fondazione Il Bene, è nata ad aprile. In quel momento, grazie alla generosità dei devoti ritiani, il monastero ha destinato parte dei fondi raccolti con la campagna solidale #isolatimanonsoli, per rispondere al grido d’aiuto del personale sanitario. Questo dono ha permesso alla Fondazione Il Bene di acquistare ben 2.000 camici in polipropilene, dispositivi di protezione difficili da reperire quanto necessari, di cui erano rimasti totalmente sprovvisti. Le emozioni e il legame, nati in quell’occasione di solidarietà concreta, hanno fatto sorgere nelle claustrali di Cascia il desiderio di raggiungere con un nuovo dono il personale sanitario del Bellaria, attraverso le speciali 200 Rose bianche di Santa Rita, fiore che è simbolo universale della santa dei casi impossibili, esempio sempre attuale di amore per il prossimo e di speranza nella vita. (by Alessia Nicoletti)

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Politiche attive e formazione

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Mettere le imprese, soprattutto quelle piccole e piccolissime, nella condizione di poter ripartire, dopo la sospensione delle attività produttive per il diffondersi del Covid-19, attraverso strumenti di politica passiva, come gli ammortizzatori sociali, ma anche di politica attiva del lavoro, che favoriscano nuova produttività aziendale e garantiscano i livelli occupazionali. Fondamentale in questo contesto è l’apporto dei Consulenti del Lavoro, che insieme alle parti sociali e datoriali, possono aiutare lo Stato a migliorare il mercato del lavoro, favorendone la crescita. É il messaggio emerso nel corso della videoconferenza organizzata dalla Fondazione Consulenti per il Lavoro lo scorso 26 maggio per discutere degli strumenti messi in campo dalla Commissione Europea per fronteggiare l’occupazione durante l’emergenza sanitaria ed economica.

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Mobilitazione nazionale USB Sanità

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Il Ministero della Salute si impegnerà affinché in sede di conversione del Decreto Rilancio sia reintrodotta con un emendamento la proroga a dicembre 2020 della legge Madia per la stabilizzazione dei precari, la cui cancellazione aveva colpito le migliaia di operatori che durante l’emergenza hanno garantito l’assistenza.Sono i primi risultati della mobilitazione nazionale odierna dell’Unione Sindacale di Base del settore Sanità, con manifestazioni e presidi affollati e colorati, oltre che davanti al Ministero della Salute, anche agli assessorati regionali alla Sanità di Torino, Milano, Genova, Padova, Bologna, Firenze, Ancona, Campobasso, Napoli, Bari, Potenza, Catanzaro, Palermo e Cagliari.A Roma una delegazione USB ha incontrato nella sede del ministero Rossana Ugenti, direttore generale delle Professioni sanitarie e delle risorse umane SSN, e Giuseppe Celotto, direttore generale Personale, organizzazione e bilancio. Sul tavolo le assunzioni e le stabilizzazioni (in piazza con USB c’era il Movimento permanente degli infermieri delle graduatorie del Sant’Andrea, e ha partecipato con un intervento un rappresentante dei Medici specializzandi del Lazio), e il ristoro economico dopo che un colpo di mano ha eliminato dal Decreto Rilancio il bonus di 1000 euro per chi è stato impegnato nella lotta al coronavirus. Su questi punti il Ministero della Salute ha assicurato attenzione e disponibilità.
Al di là degli impegni ministeriali, lo scoglio è rappresentato dalla regionalizzazione selvaggia del sistema sanitario italiano, che ha prodotto negli anni una galassia di compartimenti stagni nei quali la sanità pubblica è deperita mentre quella privata ingrassava con i finanziamenti regionali, salvo poi chiamarsi fuori sotto l’impatto del Covid-19. Una pandemia affrontata in solitudine dal settore pubblico.Su questo, come sui rubinetti chiusi dal MEF, USB continuerà la lotta a tutti i livelli, per le assunzioni, le stabilizzazioni, il ritorno al Sistema Sanitario Nazionale, unico, universale e pubblico, una volta constatato il fallimento dei 20 sistemi sanitari regionali. A giugno sarà proclamato uno sciopero dell’intero settore della Sanità, sia pubblica che privata.

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Agricoltura: la percentuale di sostanza organica, contenuta nel terreno, è scesa al 2%

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

In Italia ci sono aree in cui, a causa dei cambiamenti climatici e di pratiche agronomiche forzate, la percentuale di sostanza organica, contenuta nel terreno, è scesa al 2%, soglia per la quale si può iniziare a parlare di deserto; secondo il C.N.R. (Consiglio Nazionale delle Ricerche), le aree a rischio sono il 70% in Sicilia, il 58% in Molise, il 57% in Puglia, il 55% in Basilicata, mentre in Sardegna, Marche, Emilia Romagna, Umbria, Abruzzo e Campania sono comprese tra il 30 e il 50%: ad evidenziare il preoccupante dato, che indica il 20% del territorio italiano in pericolo di desertificazione, è l’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), annunciando la sperimentazione avviata in località Fiorentina a San Donà di Piave, nel veneziano, dove in un podere monitorato sono state distribuite le matrici organiche, preliminari alla preparazione del letto di semina della soia; l’appezzamento è stato suddiviso in varie parcelle, su cui sono stati distribuiti quantitativi differenti di compost e digestato secco, allo scopo di verificare la risposta del terreno, una volta avviata la coltivazione.
Si tratta di un programma sperimentale, che vede la collaborazione fra Consorzio di bonifica Veneto Orientale ed Università di Padova (Dipartimento di Agronomia, Animali, Alimenti, Risorse Naturali e Ambiente) per verificare come l’impiego di pratiche agronomiche meno impattanti sui suoli possa rinvigorirne il contenuto di sostanza organica, che anche in vaste aree del Veneto Orientale è sceso a livelli preoccupanti.”La qualità ambientale è uno dei temi dell’azione dei Consorzi di bonifica – commenta Francesco Vincenzi, Presidente di ANBI – Per questo, abbiamo il dovere di impegnarci per invertire una tendenza preoccupante ed evitarne le conseguenze. Va sottolineato che un terreno ricco di sostanza organica è un suolo naturalmente fertile, che trattiene meglio l’umidità e ha minor necessità di irrigazione.”La desertificazione, causata da condizioni climatiche ma anche antropiche, rappresenta l’ultimo stadio di degrado del suolo con conseguente perdita di produttività biologica e geologica, nonché annullamento dei servizi ecosistemici forniti dal terreno, causandone alterazioni difficilmente reversibili, che comportano l’impossibilità di gestire economicamente attività di agricoltura, silvicoltura e zootecnia.“Un terreno vivo drena meglio l’acqua, aumentando la sicurezza idrogeologica – aggiunge Massimo Gargano, Direttore Generale di ANBI – Per questo, l’utilizzo di ammendanti naturali è una scelta virtuosa non solo in termini di qualità e biodiversità, ma come importante tassello per incrementare, assieme alle nuove infrastrutture idriche di cui si stanno aprendo i cantieri, la resilienza del territorio alle conseguenze dei cambiamenti climatici. In Italia va superata la cultura dell’emergenza, che costa mediamente 7 miliardi all’anno in ristoro dei danni.”

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Dl rilancio. Ruspandini (FdI): bonus monopattino?

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

“Il governo rossogiallo conferma di non conoscere l’Italia e le sue periferie. Nella nostra Nazione esistono intere zone dove il trasporto pubblico è inadeguato e pressoché inaccessibile ad anziani e disabili. E invece di puntare a rafforzarlo, investendo risorse, si inventano provvedimenti assurdi, come quelli per favorire l’acquisto dei monopattini. Un vero spreco di cui ne beneficeranno le fasce di reddito medio-alte e quelle che certamente non hanno problemi di spostamento. Non i pendolari e i tanti lavoratori che sulla loro pelle misurano i disservizi quotidiani della rete dei trasporti pubblici. Senza dimenticare che i maggiori produttori del settore sono i cinesi. Ecco, non sarebbe stato meglio destinare ad altro queste risorse?”. Lo dichiara il senatore di Fratelli d’Italia, Massimo Ruspandini.

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«Il partito delle sanatorie e dell’abusivismo sta tornando alla carica»

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

A dirlo è Pippo Zappulla, segretario regionale di Articolo uno in Sicilia, commentando le proposte di legge all’esame dell’Ars che prevedono di togliere competenze alle Sovrintendenze in materia di tutela del paesaggio.«Togliere competenze alle sovrintendenze – continua Zappulla – non è una semplificazione burocratica, ma il ritorno ad un passato che in Sicilia speravamo archiviato una volta per tutte. Siamo favorevoli a snellire le procedure affinché le opere siano realizzate presto e bene senza abbassare il livello della trasparenza e della legalità. Ci opporremo con forza a chi, sfruttando l’emergenza, strizza l’occhio agli speculatori.«La Regione Siciliana – conclude Pippo Zappulla – faccia il suo: si preoccupi una buona volta di rendere efficienti i suoi uffici e di fornire ai comuni le strutture tecniche per la definizione dei progetti, così da non continuare a perdere i finanziamenti europei. Lasci al governo centrale decidere in che modo snellire le procedure burocratiche senza il rischio di aprire le porte alla speculazione e alla corruzione».

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Rilanciare l’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

“Nel post Covid c’è un principio inderogabile: rilanciare l’economia. Dobbiamo concentrarci su alcune cose: abbassare le tasse, sostenere le imprese, il turismo ed il Made in Italy, riformare il fisco, semplificare e sbloccare gli investimenti. Tutto va visto come fosse un quadro unitario, un progetto unico. Il Recovery Fund, per come si sta delineando, permetterà di sostenere fiscalità di vantaggio nei settori innovativi, del digitale, dell’ambiente, di sostegno alla riconversione industriale, per il sostegno delle filiere europee, dell’agricoltura, del sociale e della formazione. Temi in linea con i sette punti che il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ricordato nei giorni scorsi. Ci sarà una parte importante di spesa corrente, con cui è necessario fare queste cose. A queste saranno affiancate le spese d’investimento per sostenere sia il settore pubblico che quello privato. Il Recovery Fund è uno strumento temporaneo che va utilizzato per avviare riforme strutturali importanti. Riforme che il Paese attende da troppi anni”.
Così il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli, in un post su Facebook.

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Percorso di formazione cristiana dell’associazione cattolica romana MEIC

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Giovedì 04 Giugno 2020 dalle ore 21.00, in modalità on-line sulla piattaforma zoom, proseguirà il percorso di formazione cristiana dell’associazione cattolica romana MEIC Sant’Ivo alla Sapienza, in collaborazione con la sezione di Roma dell’Associazione “Città dell’Uomo” sul tema “CHANGE – Prepararsi al cambiamento nel mondo del lavoro”. Interverranno Pietro Ichino e Vito Gioia.
L’iniziativa si inquadra all’interno dell’offerta formativa del MEIC dell’anno 2019-2020 fatta di: Cineforum sulle relazioni affettive, percorso culturale “Storie: incontri di Letteratura” e scuola socio politica “Don Lorenzo Milani”. Maggiori informazioni alla pagina http://www.facebook.com/meicroma
Pietro Ichino e Vito Gioia, sono stati coinvolti per intervenire giovedì 04 Giugno, sul tema del cambiamento nel mondo del lavoro. Si partirà da un’analisi della situazione attuale del mondo del lavoro, per leggere tra le righe delle statistiche e dei media, se c’è lavoro, che lavoro c’è e come va procacciato. E questo per almeno due ideali fasce di lavoratori: neolaureati e dipendenti in cerca di atri spazi. Quindi si affronterà il tema del cambiamento nel mondo del lavoro, cercando di meglio identificare i fattori che lo hanno determinato in particolare negli ultimi 20 anni tra riforme legislative, cambiamenti culturali e innovazioni tecnologiche. In questo contesto, non si può non toccare lo sconvolgimento alla vita di tutti i lavoratori causato dalla pandemia, per cercare di capire come questo fenomeno cambia gli orizzonti del sistema della ricerca e della domanda del lavoro. Per arrivare al tema principale, di come prepararsi al cambiamento, affinchè non sia causa di arretramento ma sia generatore di successo, e questo sia per i dipendenti, che per le aziende.
Pietro Ichino, avvocato, Prof. Ordinario di Diritto del Lavoro all’Università Statale di Milano, giornalista, sindacalista, parlamentare per 3 legislature. E’ attivo nei temi della legislazione e delle politiche del lavoro da 50 anni, e per le sue posizioni simili a quelle di Marco Biagi e Massimo D’Antona, vive sotto scorta per le minacce delle Brigate Rosse. E’ autore di numerose pubblicazioni, di cui nell’ultima “L’intelligenza del Lavoro” (Rizzoli, 2020) paventa un mercato del lavoro dove sia il lavoratore a selezionare l’azienda che meglio valorizza le sue competenze.
Vito Gioia, con studi in Economia e Commercio e Master Ashridge Management College (UK) e Loyola University of Chicago, ha operato nelle Relazioni Pubbliche, nell’Auditing e nel Management Consulting. Da oltre 20 anni esercita con successo la professione di cacciatore di teste ed oggi è a capo di Ward Howell International, , una delle maggiori organizzazioni italiane e mondiali di Executive Search. Ha pubblicato “Italian Manager”, “Come farsi cacciare dai cacciatori di teste”, “Il colloquio di lavoro”, “È facile trovare un lavoro se hai voglia di lavorare”, “Smile manager”, “La ricerca di Top manager”.

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Corsi di laurea in infermieristica: solo Prof infermieri

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

A stabilirlo è il decreto del ministro dell’Università 29 maggio 2020 n. 137 che interviene su sollecitazione della Federazione nazionale degli Ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), a risolvere il problema di docenti non infermieri nei corsi di laurea per gli infermieri.Le premesse del decreto sottolineano e confermano la necessità per i prossimi due anni accademici di facilitare l’accreditamento e aumentare quindi il numero dei corsi universitari snellendone le previsioni quantitative di docenti per ogni corso per poter formare un maggior numero di infermieri da dedicare all’emergenza COVID, ma indicano anche la decisione di “soprassedere” all’inserimento di “due medici ospedalieri da indicare come personale medico di riferimento coinvolto per ogni corso di laurea in infermieristica”.Ma non solo. Il decreto, ancora una volta grazie alla nota FNOPI del 25 maggio scorso indirizzata al ministro dell’Università, esplicitamente citata nelle premesse, stabilisce anche “l’attivazione di un tavolo congiunto Ministero dell’università e della ricerca – Ministero della salute – FNOPI” per un “confronto istituzionale sulla riprogettazione dei percorsi formativi infermieristici, alla luce delle mutate esigenze del Servizio sanitario nazionale”.“Ringraziamo il ministro dell’Università Gaetano Manfredi e il suo staff – sottolinea Barbara Mangiacavalli, presidente FNOPI – per aver valutato con attenzione, dopo le numerose interlocuzioni politiche con la Federazione, il problema dell’introduzione di ’non infermieri’ nei corsi di laurea in infermieristica. E soprattutto di aver accolto la nostra richiesta sulla necessità dell’attivazione di un tavolo di confronto con la sola professione infermieristica per stabilire non solo i presupposti dell’intervento formativo urgente legato alla pandemia, ma la revisione di tutta la formazione universitaria degli infermieri. È questo – conclude Mangiacavalli – uno degli obiettivi principali della politica della Federazione, che ora apre la strada a un’ulteriore crescita oltre che formativa anche professionale e di carriera per la professione infermieristica”.

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I Musei del Bargello ripartono in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica, riapriranno le porte del Museo di Palazzo Davanzati e del Museo delle Cappelle Medicee. Il Museo di Palazzo Davanzati, aprirà le sue sale per permettere di visitare in sicurezza un luogo dove ancora si respira l’atmosfera di una casa signorile del Medioevo e del Rinascimento fiorentino. Cardine di questa apertura sarà sicuramente la mostra dedicata alla Bellezza e ai nobili ornamenti nella moda e nell’arredo del Seicento: l’esposizione temporanea, che si sarebbe dovuta chiudere nel mese di aprile, è stata eccezionalmente prorogata fino al 28 giugno proprio per consentirne la visione anche a quanti sono stati bloccati dall’emergenza sanitaria.Aprirà, col le dovute attenzioni al contingentamento degli ingressi, anche il Museo delle Cappelle Medicee, così da condividere nuovamente un luogo simbolo della città: il mausoleo della famiglia Medici, collegato alla Basilica di San Lorenzo, in cui ripercorrere, immersi in ambienti suggestivi, marmi policromi e capolavori scultorei di Michelangelo, la storia della più importante dinastia di Firenze. Sarà un’occasione unica per vedere, dopo oltre vent’anni, la vastità della Cappella dei Principi senza ponteggi e godersi, al pari di una visita esclusiva, i capolavori michelangioleschi.
Per rispettare le Linee guida sulla riapertura dei musei, elaborate dal Comitato tecnico scientifico della Protezione Civile, la visita nei musei avverrà seguendo alcune regole pensate per garantire la visita in sicurezza. Sono perciò previste forme di contingentamento degli ingressi (numero massimo per ora), prescrizioni sanitarie rivolte ai visitatori (uso obbligatorio di mascherine), percorsi unidirezionali e regolamentazioni specifiche relative agli accessi nelle sale o alle tempistiche della visita, opportunamente dettagliate all’interno dei musei.
Per il mese di giugno gli orari di apertura dei due musei seguiranno due piani orari distinti che favoriscano le visite pomeridiane (nelle giornate infrasettimanali) aperture alternative tra mattina e pomeriggio nel fine settimana e nella giornata del lunedì mentre le chiusure per turno cadranno solo nelle giornate del martedì e del mercoledì in modo da non sovrapporsi a quelle programmate da altri istituti museali della città. Infine sono state predisposte aperture estese, dalle 9:00 alle 18:00, durante le festività del 2 e del 24 giugno (Festa del santo patrono di Firenze).Diverso ancora sarà il discorso che riguarda due luoghi affascinanti ma complessi da fruire in tempi di distanziamento interpersonale, quali il Museo di Casa Martelli e la Chiesa e il Museo di Orsanmichele. Nel loro caso, essendo precluso qualsiasi intervento strutturale, l’accesso agli ambienti necessiterà di un ripensamento complessivo dei modi e dei tempi della visita realizzata, probabilmente, attraverso prenotazioni e gruppi. La nuova procedura allo studio sarà definita e resa operativa nel mese di luglio iniziando dalle visite al Museo di Orsanmichele.

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Over 60 e malattie respiratorie

Posted by fidest press agency su martedì, 2 giugno 2020

Il 14,9% degli over 60 privi di una diagnosi di malattia respiratoria presenta un’ostruzione respiratoria senza saperlo. È quanto emerge dall’indagine “IO RESPIRO”, condotta dal Centro Studi di Economia Sanitaria in collaborazione con Senior Italia FederAnziani e il Centro Studi SIP sottoponendo a spirometria 10.128 ultrasessantenni dei quali 6.166 privi di precedente diagnosi di malattia respiratoria. Si tratta della più numerosa analisi spirometrica condotta su un campione di anziani (oltre i 60 anni), comprensivo della realtà nazionale italiana.913 persone (14,9%) e 775 (12,7%) hanno mostrato un quadro ostruttivo, rispettivamente applicando il criterio del rapporto fisso FEV1/FVC e il Limite Inferiore di Normalità (LLN). Con il primo dei due criteri le forme moderate e gravi di ostruzione hanno rappresentato il 40,2%, mentre con il secondo il 47,4%. Dalle persone con ostruzione (criterio LLN) è stata riferita una ridotta attività fisica (14,5%) e una qualità di vita molto (16,2%) o del tutto limitata (26,3%).Le spirometrie sono state effettuate nell’ambito della grande campagna informativa “IO RESPIRO”, condotta nei Centri Sociali per Anziani di tutta Italia con 223 conferenze divulgative sulle problematiche respiratorie dell’anziano, alle quali hanno partecipato oltre 15mila senior, e nelle quali venivano anche proposti esami spirometrici gratuiti. Le spirometrie, condotte da gennaio a ottobre 2019 in tutta l’Italia, hanno consentito di individuare in un’ampia casistica di soggetti anziani la prevalenza di patologie respiratorie misconosciute attraverso l’esecuzione di una spirometria semplice e la somministrazione di questionari specificamente disegnati.I dati di “IO RESPIRO”, pubblicati nella rivista “Multidisciplinary Respiratory Medicine”[1], «confermano la possibilità di praticare informazione sanitaria e semplici esami funzionali diagnostici in accordo con la strategia definita dal Piano Nazionale della Prevenzione. Questi dati – si legge nell’articolo – che si riferiscono a una casistica molto ampia e diffusa su tutto il territorio nazionale confermano anche in Italia la preoccupante sottodiagnosi di BPCO e la necessità e l’opportunità di una sua diagnosi precoce volta a impedire che la patologia – non trattata adeguatamente – evolva verso forme moderate o gravi che impattano sulla qualità di vita e l’autonomia della persona.»Le 223 conferenze, incentrate sulla sintomatologia clinica della BPCO e sui fattori di rischio di questa patologia, sono state tenute da un gruppo selezionato di 170 specialisti pneumologi esperti presso i Centri Anziani distribuiti omogeneamente su tutto il territorio nazionale e aderenti a Senior Italia FederAnziani. Ai partecipanti è stato sottoposto un questionario contenente informazioni su stili di vita, anamnesi fisiologica e patologica, in relazione a sintomatologia e malattie respiratorie pregresse e/o in atto. L’obiettivo era valutare, oltre ai fattori di rischio (fumo, esposizione a contaminanti ambientali e occupazionali), all’attività fisica svolta e alla qualità della vita, i sintomi respiratori, le comorbilità, la possibilità di accesso alla medicina generale, a quella specialistica e al pronto soccorso, nonché a segnalare la presenza di una malattia respiratoria nota. Un campione complessivo di 10.128 soggetti ha spontaneamente aderito allo screening spirometrico e ha sottoscritto il consenso informato (campione valido della revisione: 7.501 soggetti). Il campione (6.116 persone prive di precedente diagnosi di malattia respiratoria) ha visto una prevalenza di popolazione del Sud-Italia (45,2%), seguita dal Centro (33,9%) e dal Nord-Italia (20,8%) e una maggiore presenza del sesso femminile (59,8%). Come previsto, le co-patologie più prevalenti sono state l’ipertensione arteriosa (in più della metà del campione), poi, in percentuali decrescenti, le cardiovasculopatie, il diabete e le neoplasie. Una percentuale del 14,9% e del 12,7% della popolazione inclusa nella ricerca è affetta da ostruzione delle vie aeree (valutata rispettivamente con il criterio del rapporto fisso e del limite inferiore di normalità) ma non è a conoscenza di questa condizione patologica. Abbiamo verificato che la prevalenza di ostruzione –come in tutti gli analoghi studi eseguiti finora – è praticamente doppia nel sesso maschile (19,7% rispetto al 11,7% e 18,3% rispetto a 8,9% utilizzando rapporto fisso e LLN rispettivamente). Ancora in analogia con altri studi abbiamo verificato che la prevalenza aumenta sensibilmente con l’età (dal 7,9% nel gruppo 64-69 anni al 27,1% nel gruppo sopra gli 85). L’indice di massa corporea [che vede sovrappeso quasi metà del campione (45,7%)] non sembra influenzare la presenza di ostruzione. La “restrizione” (come sopra definita) è più frequente ai due estremi della scala cioè sia nei sottopeso (21,6%) che nei sovrappeso (34,1%). Ancora abbiamo verificato che la presenza di ostruzione si associa a riduzione dell’attività fisica e della qualità di vita delle persone anziane. In conclusione, riteniamo che il dato più importante che emerge dalla nostra ricerca sia che una persona su sette – il 14,9% (12,7% se si valuta la ostruzione con il LLN) tra coloro che hanno aderito alla ricerca e che non riferiscono una precedente diagnosi di malattia respiratoria – presenta un quadro funzionale ostruttivo. All’interno di questa popolazione quasi un paziente su due presenta un’ostruzione moderata o grave (47,4% se si adotta il criterio più conservativo di ostruzione e 40,2% con il rapporto fisso FEV1/FVC < 70%). Se si tiene conto del fatto che il 20% di coloro che riferivano sintomi respiratori sono affetti da ostruzione, l’insieme dei dati, decisamente importante, conferma non solo la necessità e l’opportunità ma anche la possibilità di una diagnosi precoce della BPCO con la metodologia suggerita dal PNC. Considerato che oltre il 70% dei partecipanti riferisce di eseguire periodici controlli presso il proprio MMG, i punti di partenza dovrebbero essere l’aumentata sensibilità sia della persona alla sintomatologia sia dei MMG alla possibile esistenza di una BPCO nei propri assistiti. Le statistiche nazionali collocano la BPCO a una prevalenza del 2,83% sulla popolazione generale. Peraltro si ritiene, in coerenza con studi eseguiti in altri Paesi, che la percentuale sia più elevata, in particolare negli anziani sopra i 65 anni».

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