Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 4 giugno 2020

Dichiarazione del Presidente del Parlamento europeo David Sassoli

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Il Presidente del Parlamento europeo David Sassoli oggi ha avuto uno scambio di vedute con il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, in vista del prossimo Consiglio europeo del 19 Giugno.Al centro dei colloqui il pacchetto costituito da NextGenerationEU e dal QFP. Sassoli ha ribadito che: “La posizione del Parlamento è che il pacchetto si può migliorare ma attenzione a non tornare indietro. Il dialogo tra le istituzioni europee in questo momento è particolarmente importante per dare una risposta rapida ai cittadini”.Sassoli, infine, ha invitato i due Presidenti ad un confronto costante e ad incontrare le diverse istanze dell’Europarlamento nelle prossime settimane.

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Appello di Sassoli al Parlamento italiano per una riforma dei contratti di lavoro

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Intervenendo alla presentazione del SOER 2020 – Lo stato dell’ambiente in Europa e in Italia, il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, ha ribadito quanto le disuguaglianze sociali e le sfide ambientali siano interconnesse tra loro.“L’Europa sta affrontando l’emergenza climatica e la trasformazione verso un futuro più sostenibile, deve tenere conto della dimensione sociale e della lotta contro le disuguaglianze.Le sfide ambientali possono essere risolte solo se poniamo la riduzione delle disuguaglianze al centro dell’azione politica. Le sfide climatiche e le disuguaglianze vanno di pari passo con una giusta transizione che proteggerà i nostri cittadini. Le società più eque hanno migliori condizioni ambientali e mostrano una maggiore capacità di diventare più sostenibili. Al contrario, una società diseguale in cui ampie fasce di popolazione vivono in condizioni di povertà alimenta la crisi ecologica. Queste sfide riguardano i Governi ma anche le aziende e implicano nuove forme di contratti a tutela dei lavoratori. Sarebbe bene che Parlamento italiano si concentrasse su queste riforme.”

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Il Regolamento Ue sulle malattie infettive

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Oggi ASSALZOO, Associazione nazionale tra i Produttori di alimenti zootecnici, è stata ricevuta in audizione alla Commissione Politiche dell’Unione europea del Senato per l’esame del disegno di legge di delegazione europea del 2019. Il ddl, tra l’altro, riguarda anche l’applicazione del Regolamento UE 2016/429 in materia di sanità animale. In un confronto aperto e quanto mai costruttivo, l’Associazione ha sottolineato l’opportunità che la sua introduzione rappresenta per la disciplina del settore. Con questo regolamento si potrà finalmente semplificare una legislazione poco omogenea, alimentata negli anni anche da provvedimenti d’urgenza.Il regolamento prevede l’armonizzazione delle misure di sorveglianza e controllo delle malattie infettive ed entrerà in vigore il 21 aprile 2021. Il regolamento dell’Unione europea rappresenta un’opportunità importante di semplificazione e riordino della materia; il provvedimento è infatti una sorta di Testo unico che modifica e abroga ben trentotto provvedimenti legislativi. Lo stesso spirito che l’Associazione auspica possa ispirare anche l’azione del legislatore italiano.La normativa di recepimento dovrà infatti avere l’obiettivo di riordinare ed aggiornare la disciplina della sanità animale, come, ad esempio, riguardo alle malattie infettive emergenti, con l’auspicio di includere nella stessa disposizione anche le malattie non elencate nel regolamento comunitario.In qualità di autorità competente, il Ministero della Salute, attraverso l’autorità veterinaria centrale, dovrà poter contare su un’organizzazione adeguata ed efficiente, sia a livello centrale che periferico. Nelle Regioni sarà necessario introdurre un responsabile del servizio veterinario referente per il coordinamento con il centro.L’attività di semplificazione dovrà poi riguardare anche la raccolta delle informazioni attraverso una piattaforma unica che agevoli la condivisione dei dati, che elimini sovrapposizioni e che non preveda oneri agli operatori. E, infine, l’introduzione di una norma specifica che dia la possibilità di delegare alcuni controlli a veterinari non ufficiali.In questo modo il comparto della sanità animale potrà dotarsi di un rinnovato quadro legislativo coerente con il nuovo volto assunto negli ultimi anni ispirato all’approccio One Health, grazie ai ripetuti interventi del Ministero della Salute.Nel corso dell’audizione ASSALZOO ha anche illustrato la sua posizione in merito alla direttiva sulle pratiche commerciali sleali nella filiera agroalimentare. Il suo recepimento dovrà accompagnarsi a un coordinamento della disciplina vigente. Sarebbe inoltre importante evitare di fissare un limite di fatturato alle aziende che dovranno rispettare le norme della direttiva, individuare l’autorità competente in materia in un’ottica di ulteriore semplificazione e integrare l’elenco delle pratiche vietate dal dettato europeo.

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Rilancio dell’ospitalità nelle città turistiche italiane

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

L’emergenza COVID-19 ha colpito il settore turistico globale e diversi addetti ai lavori concordano che il rilancio dell’ospitalità nelle città italiane passerà attraverso fasi graduali e intermedie, all’inizio caratterizzate dall’afflusso di visitatori domestici, per poi assistere a un progressivo ritorno di quelli internazionali. Con la riapertura delle frontiere e la ripresa dei voli aerei dal 3 giugno, gli operatori del settore potranno come sempre fare leva sulla bellezza, l’attrattività e l’accoglienza tipiche delle città italiane. Per farsi notare in un contesto simile sarà necessario andare oltre: si distinguerà chi offrirà ospitalità in appartamenti e case vacanze, che consentono un servizio professionale e di qualità, distanziamenti e spazi per coppie, gruppi e famiglie, e protocolli igienico-sanitari all’avanguardia.

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Scoperta di nuovi medicinali: un’epoca d’oro per le società farmaceutiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

A cura di Isabel Buccellati, Analista azionario senior di Columbia Threadneedle Investments. In un contesto in cui le nuove tecnologie, come la genomica, favoriscono lo sviluppo di medicinali innovativi, le società farmaceutiche europee si affermano quali titoli growth difensivi e di alta qualità.Nelle fasi di incertezza, investire in società growth difensive e di alta qualità, con solidi bilanci e una storia di innovazione paga. Da questo punto di vista, nessuno regge il confronto con le aziende farmaceutiche europee. In un periodo di fermento per lo sviluppo di medicinali innovativi, queste società sono destinate a espandersi, se si considera che i lanci nella pipeline superano il numero di brevetti in scadenza.Mentre molte aziende arrancano sulla scia delle turbolenze connesse al coronavirus, le società farmaceutiche europee sembrano alquanto al sicuro, specialmente gli attori di grandi dimensioni come AstraZeneca, GlaxoSmithKline, Novartis, Novo Nordisk, Sanofi e Roche. In media questi titoli offrono un rendimento del 3,5%, coperto due volte dagli utili. Le solide pipeline di farmaci dovrebbero rafforzare gli utili. Mentre queste società farmaceutiche tendono sempre a esibire caratteristiche finanziarie robuste e difensive, la loro crescita ora risulta accelerata dalle tecnologie innovative, quali la genomica. Ciò si è tradotto nell’avvento di un’epoca d’oro per la scoperta di nuovi medicinali, che procede a un ritmo sempre più incalzante grazie a farmaci rivoluzionari per patologie come tumori polmonari e del sangue, psoriasi, dermatiti, diabete, sclerosi multipla ed emofilia. Vi sono programmi interessanti anche per l’anemia, l’obesità e le malattie rare.Cerchiamo di individuare le società qualitativamente più valide, che presentano maggiori probabilità di sovraperformare nel lungo periodo. Si tratta idealmente di aziende incomprese e sottovalutate dagli investitori, che non ne colgono il potenziale di innovazione. Un catalizzatore, ad esempio lo sviluppo o il lancio di un nuovo farmaco, può determinare ottime performance in termini di quotazioni azionarie; a tal fine siamo interessati ad aziende con solide posizioni competitive e con un portafoglio di prodotti ben differenziato in grado di costituire un vantaggio. Le società devono disporre di team manageriali validi e offrire una redditività interessante del capitale investito. Infine, un punteggio elevato sotto il profilo dei criteri ambientali, sociali e di governance è indice di un’azienda di prim’ordine, gestita efficacemente.Il contesto per il settore farmaceutico non potrebbe essere più propizio, tenuto conto dell’aumento della domanda ovunque nel mondo, trainato dal progressivo invecchiamento della popolazione e dal crescente fabbisogno di medicinali. Al contempo, vi sono numerose patologie per le quali non esistono trattamenti adeguati. Con l’incremento del benessere nei mercati emergenti come la Cina, sono destinate ad aumentare anche le esigenze sanitarie della classe media.
La Food and Drug Administration, che disciplina lo sviluppo farmaceutico negli Stati Uniti, sta facendo la sua parte, adottando un approccio più positivo verso i nuovi medicinali e un iter di approvazione più rapido. Il risultato è un comparto caratterizzato da margini di profitto eccezionalmente elevati – i margini EBIT (utili al lordo di interessi e imposte) medi del settore sono pari al 33% – con un fabbisogno di capitale ridotto e una crescita organica capace di generare livelli cospicui di liquidità, grazie anche all’attività “in licensing”, ovvero l’acquisizione di ulteriori innovazioni dalle società biotecnologiche più piccole. Persino il Covid-19 non riesce a minacciare questi modelli di business. La domanda di medicinali è destinata a dimostrare buona tenuta, anche se la diminuzione delle visite mediche potrebbe tradursi in un calo temporaneo delle nuove terapie. Le catene di produzione dovrebbero reggere bene, in quanto molte società farmaceutiche dispongono dei mezzi per proteggersi da eventuali shock sul questo fronte, come ad esempio scorte per sei mesi e un elenco di fornitori di riserva.Anche alla luce di quanto sopra, le società farmaceutiche europee non sono esenti da rischi. Innanzitutto, vi è sempre il pericolo che i farmaci in fase di sviluppo non soddisfino le aspettative o che insorgano problematiche legate alla sicurezza dei medicinali recentemente lanciati. In questi due casi è possibile che le quotazioni azionarie crollino repentinamente. In secondo luogo, la questione dei prezzi è un tema controverso nel proficuo mercato statunitense, dove un eventuale presidente democratico potrebbe estendere il programma Medicare e obbligare ad abbassare i prezzi dei medicinali. Terzo, il rischio di vertenze legali è sempre in agguato. In passato è capitato che società farmaceutiche venissero denunciate per le loro prassi in tema di marketing o per gli effetti collaterali dei loro prodotti.

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Il prestito a FCA

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Se FCA vuole accedere al prestito di 6,3 miliardi di euro a tasso agevolato e garantito dallo Stato, deve impegnarsi a creare in Italia una catena di valore della mobilità elettrica, per assicurare la competitività dell’industria automobilistica italiana e della sua forza lavoro negli anni a venire.È quanto sostengono alcune associazioni ambientaliste – Transport & Environment (T&E), Legambiente, Kyoto Club, Greenpeace Italia, WWF Italia e Cittadini per l’Aria, Campagna Sbilanciamoci! – in una lettera inviata al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e ad altri membri dell’esecutivo.Secondo le organizzazioni firmatarie del documento, oggi FCA è l’unica casa automobilistica europea a non aver ancora messo sul mercato europeo alcun veicolo elettrico. La società presieduta da John Elkann, continua la lettera, ha dovuto ricorrere al pool con un costruttore esterno al suo gruppo, Tesla, costato €1,8 miliardi per evitare multe ancora più corpose dovute al mancato rispetto del target dei 95grCO2/km entrato in vigore quest’anno, ma approvato oltre 10 anni fa.Questo, insieme alla delocalizzazione della produzione europea fuori dall’Italia, ha significativamente indebolito la competitività italiana dell’industria dell’auto. Allo stato attuale, l’Italia rischia seriamente di non avere alcun ruolo da giocare in quella che rappresenta una delle principali rivoluzioni industriali del secolo: la mobilità elettrica, con serissime ricadute sul nostro sistema economico, sociale ed ambientale.Certo, per le associazioni green i recenti investimenti (1,7 miliardi di euro) di FCA nelle fabbriche italiane per la produzione di veicoli ibridi plug-in e veicoli elettrici, come la nuova versione della Fiat 500e, vanno “nella giusta direzione”; tuttavia, non sono sufficienti “per assicurare la creazione di un polo italiano della mobilità elettrica”.Si richiede poi ai contribuenti italiani di sostenere FCA nell’emergenza. Ma va evidenziato che FCA è una società che attualmente non ha la sede principale in Italia, e di conseguenza paga solo una piccola parte delle sue tasse societarie totali in questo paese. La concessione di un prestito a tasso agevolato e garantito dallo stato comporta un rischio significativo per i contribuenti, nessuna garanzia in caso di insolvenza a fronte di alcun vantaggio nell’eventualità (certamente desiderabile) che FCA ne tragga alti profitti.
In conclusione, le organizzazioni firmatarie avanzano alcune condizioni minime che la società automobilistica dovrebbe rispettare per ottenere il prestito richiesto. In primo luogo, FCA deve impegnarsi a garantire che la produzione europea di auto elettriche sia raddoppiata per il 2023, 2024, 2025 e che questa avvenga interamente in Italia; deve mettere fine alla produzione di auto fossili “non più tardi del 2025”; deve garantire che il 100% della produzione europea dei propri veicoli elettrici avvenga interamente in Italia almeno fino al 2025; deve mantenere i livelli occupazionali attuali e indirizzarli verso l’elettromobilità; deve destinare almeno l’80% del budget ricerca e sviluppo alla catena di valore dei veicoli elettrici o a joint ventures per la produzione di celle agli ioni di litio; deve facilitare la creazione di una gigafactory italiana per la produzione di celle di batterie sostenibili, unendosi a consorzi con i produttori di batterie seguendo l’esempio dei principali produttori europei e acquistando le batterie prodotte in Italia per i propri veicoli elettrici.“Se il gruppo FCA chiede aiuto allo Stato italiano” conclude il documento, “allora deve garantire che in Italia avvenga la trasformazione industriale di cui il Paese ha bisogno per essere al passo con i tempi, compatibilmente agli impegni climatici e alle sfide industriali, economiche e sociali in atto”.

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Intesa Sanpaolo ha siglato un nuovo accordo di collaborazione con Sanlorenzo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

E’ leader mondiale per numero di yacht di lunghezza superiore ai 30 metri, realizza yacht e superyacht di alta gamma realizzati “su misura”, personalizzati per ogni armatore e caratterizzati da un design distintivo e senza tempo. L’obiettivo è sostenere le piccole e medie imprese che compongono la rete di fornitura, che, grazie all’accordo, potranno accedere a una linea di credito di 50 milioni di euro messa a disposizione dalla Banca per anticipare i crediti commerciali vantati nei confronti di Sanlorenzo.
L’operazione si sostanzia in un programma di Supply Chain Finance, strutturato per rendere efficiente ed economicamente conveniente il finanziamento del capitale circolante, e si avvale dello strumento del reverse factoring, nella versione più innovativa e digitalizzata del confirming, con l’utilizzo di una piattaforma digitale che permette di ottimizzare la gestione del fabbisogno finanziario aziendale. Con questa soluzione il committente fidelizza e sostiene la propria filiera di fornitori, assicurando loro un migliore accesso al credito, e ha l’opportunità di razionalizzare e semplificare le procedure di pagamento nei confronti delle imprese fornitrici, conferendo alla Banca un mandato al regolamento alla scadenza delle fatture dei fornitori caricate sulla piattaforma.L’iniziativa si inserisce nel contesto più generale del Programma Filiere sviluppato da Intesa Sanpaolo per far crescere le filiere produttive di eccellenza del sistema imprenditoriale italiano. Un progetto con ricadute significative anche per il sistema industriale della Liguria, dove ad oggi sono stati sottoscritti 13 contratti di filiera, per un volume di affari di oltre 1 miliardo di euro.
Sanlorenzo, società quotata da dicembre 2019 sul segmento STAR di Borsa Italiana, con oltre 500 dipendenti, è leader a livello mondiale per numero di yacht di lunghezza superiore ai 30 metri. La produzione è dislocata nei quattro siti produttivi situati a La Spezia, Ameglia, Viareggio e Massa, all’interno del principale distretto della nautica in Europa, circoscritto tra le Alpi Apuane e il Mar Tirreno, riconosciuto in tutto il mondo per la profonda cultura nella nautica da diporto e per la presenza di manodopera locale altamente specializzata. In un raggio di 50 km tra il nord della costa toscana e la riviera ligure di Levante sono infatti storicamente presenti le oltre 1.500 imprese artigiane di eccellenza (specializzate nelle diverse fasi dalla laminazione, alla carpenteria, alla falegnameria) con cui Sanlorenzo collabora e che intervengono in ogni fase della produzione di uno yacht realizzato a mano e su misura secondo le specifiche richieste degli armatori.

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“Ugo Forno. Il partigiano bambino”

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Non ha pensato alla sua vita: quando ha capito che bisognava intervenire per il bene di tutti, non ha esitato, arrivando al sacrificio estremo. La storia di un giovanissimo eroe è raccontata in “Ugo Forno. Il partigiano bambino”, scritto dal biografo ufficiale Felice Cipriani, edito da Diarkos. “Dotato di intelligenza vivace e pronta, piena di amor proprio, ha saputo conseguire un brillante risultato. Profilo vivace, intelligente, viene a scuola con entusiasmo. È felice se può dimostrare che sa. Pieno di buona volontà, un po’ troppo irrequieto, ma buono e generoso”. Queste sono le parole dell’insegnante di Ugo Forno per la promozione alla III classe. Classe che, nonostante il suo amore per la scuola, non frequenterà perché Ugo Forno morirà da eroe a soli 12 anni, il 5 giugno 1944, in una delle ultime azioni della Resistenza romana. Una storia che può far riflettere tanti ragazzi di oggi, che hanno come solo riferimenti personaggi di reality show o delle piattaforme social.
Nel libro Ugo Forno. Il partigiano bambino (edito da Diarkos), Felice Cipriani, giornalista, biografo ufficiale di Forno e coordinatore dell’associazione a lui dedicata, racconta la storia del piccolo grande eroe, tracciando un vivido spaccato di quegli anni di guerra e privazioni.L’autore racconta una Roma che ora può sembrare inverosimile, in cui i ragazzini giocavano nei campi vicino alle case, in cui all’esultanza per l’armistizio dell’8 settembre del 1943, subentrano la paura e le privazioni di una dura battaglia per scacciare le truppe tedesche dalla Capitale.Ugo Forno è solo una ragazzino, ma si rende conto del momento storico che sta vivendo e sente forte l’impegno dei genitori per nascondere i soldati italiani dalle ritorsioni delle truppe nemiche, anche a rischio della loro vita.
Così quel 5 giugno del 1944, quando capisce che è arrivato il momento di entrare in azione, Ugo Forno non ha esitazioni. Le truppe Alleate stanno entrando a Roma. Il dodicenne vede i tedeschi che stanno posizionando l’esplosivo sul ponte dell’Aniene per farlo saltare. Si tratta di una via di comunicazione essenziale per l’avanzata degli Alleati: bisogna impedire quel sabotaggio. Ugo Forno lancia l’allarme, imbraccia le armi nascoste in una grotta e, insieme a un piccolo gruppo di contadini, comincia a sparare, costringendo i tedeschi a rinunciare all’impresa. Ma nel combattimento una scheggia sollevata da un colpo di mortaio lo colpirà al cuore, uccidendolo. Il corpo del dodicenne è stato avvolto nel Tricolore italiano, perché tutti i presenti hanno fin da subito testimoniato l’eroico coraggio di Ugo Forno. Un piccolo eroe che per lungo tempo è stato dimenticato, se consideriamo che la Medaglia d’Oro alla Memoria gli è stata conferita solo nel 2013. L’obiettivo del libro di Cipriani è proprio quello di far conoscere la storia di Ugo Forno, soprattutto alle nuove generazioni, che tanto hanno bisogno di esempi positivi.

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Venti raccomandazioni per siglare l’alleanza strategica fra oncologi e media

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Sono state presentate al più importante congresso mondiale sui tumori, il Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO), che si è svolto recentemente in forma virtuale. Le raccomandazioni sono raccolte nella prima Dichiarazione mai realizzata in Europa e dedicata alla corretta comunicazione in campo oncologico. Il lavoro è frutto di una consensus conference tra professionisti dell’informazione e operatori sanitari, che vede la Regione Marche come prima promotrice.
“Per sconfiggere il cancro abbiamo bisogno di tante armi, non solo quelle fondamentali e insostituibili della medicina e della ricerca scientifica – spiega la prof.ssa Rossana Berardi, Ordinario di Oncologia Medica presso l’Università Politecnica delle Marche, Direttore della Clinica Oncologica Ospedali Riuniti di Ancona e coordinatore AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) Marche -. Avvertiamo la forte necessità di una vera alleanza tra medico e paziente, in cui vi sia un dialogo costante ed aperto nel comune intento di superare la malattia. L’alleanza, in realtà, dovrebbe essere triplice, perché abbiamo anche bisogno dell’aiuto dei media, e più in generale di chi fa informazione, affinché non si cada nelle trappole della disinformazione. In ambito oncologico, la cattiva informazione è forse più deleteria che in altri campi, perché impatta sulla salute pubblica e potenzialmente sui pazienti, che potrebbero assumere decisioni sbagliate per il loro percorso di cura”. “La Dichiarazione è il risultato di un lungo periodo di studio e di un tavolo tecnico composto da un panel di autorevoli esperti del mondo della comunicazione e della salute – continua la prof.ssa Berardi -. Quando il clinico comunica i risultati di studi scientifici e i passi in avanti della ricerca, è elevato il rischio che, soprattutto nel web, si diffondano informazioni inesatte o distorte, talvolta addirittura false e gravemente dannose per il cittadino, che recepisce messaggi illusori e fuorvianti. Un fenomeno evidente durante l’emergenza causata dal COVID, anche per l’incremento iperbolico di strumenti quali il web e i social, che in troppi casi diffondono e potenziano notizie che non hanno ragione di circolare. Talvolta anche i media tradizionali seguono questa pericolosa tendenza”. “L’obiettivo della nostra Dichiarazione è individuare un percorso più equilibrato attraverso una serie di ‘raccomandazioni’ relative alla comunicazione in ambito oncologico e, più in generale, medico – afferma la prof.ssa Berardi -. Opporsi al dilagante fenomeno delle fake news, ad esempio, è solo uno degli scopi della Dichiarazione: è inaccettabile che circolino ancora false credenze per cui il cancro si può curare con estratti naturali. Dall’altro lato, vanno fissati parametri con cui evitare il sensazionalismo legato a notizie prive di attente verifiche della fonte. E, per costruire una comunicazione che sia davvero efficace verso il cittadino, è altrettanto fondamentale limitare, da parte dei medici, il ricorso a un gergo tecnico non comprensibile”.
Nel dettaglio, nella Dichiarazione sono state individuate cinque aree specifiche con le relative raccomandazioni: esaminare la terminologia utilizzata per non danneggiare o ingannare gli utenti, evitando facili sensazionalismi e dare più spazio a tematiche del fine vita, cure palliative e assistenza domiciliare (area assistenza e comunicazione); fornire indicazioni complete sui farmaci, mantenere cautela nelle indicazioni off-label dei farmaci o in merito a farmaci ancora in fase sperimentale (farmaci e comunicazione); valutare la rilevanza clinica e l’uso dei risultati degli studi e l’accuratezza dei protocolli di ricerca (ricerca e comunicazione); rafforzare il concetto per cui le informazioni sulla salute non possono sostituire la figura del medico e riportare sempre, nei rapporti sulla salute, il contesto di riferimento (esiti delle cure e comunicazione); limitare da parte della comunità scientifica l’adozione di terminologie complesse e ridurre il ricorso al gergo medico per una migliore comprensione della notizia da parte del cittadino (tecnologia e comunicazione). Altre 10 raccomandazioni riguardano tematiche trasversali, cioè comuni alle 5 aree specifiche, e spaziano dell’uso della terminologia al ricorso a fonti affidabili fino alla trasparenza nella comunicazione.
La consensus conference che ha dato vita alla Dichiarazione è stata promossa dalla Clinica Oncologica degli Ospedali Riuniti di Ancona ed ha visto, tra i protagonisti e sottoscrittori dell’intesa, Rossana Berardi (Direttore Clinica Oncologica Università Politecnica delle Marche – Ospedali Riuniti di Ancona), Maurizio Blasi (giornalista, ex caporedattore RAI TGR Marche), Andrea Brusa (caporedattore Il Resto del Carlino Ancona), Michele Caporossi (Direttore Generale Ospedali Riuniti Ancona), Franco Elisei (Presidente Ordine Giornalisti Marche), Gian Luca Gregori (Prorettore Università Politecnica delle Marche), Giancarlo Laurenzi (Direttore Corriere Adriatico), Massimiliano Marinelli (bioeticista e docente di Medicina Narrativa Facoltà di Medicina Università Politecnica delle Marche), Graziella Mazzoli (Direttore Istituto per la Formazione al Giornalismo Urbino) e Fabrizio Volpini (Presidente IV Commissione Salute Regione Marche).
“È doveroso da parte mia, in tempo della prima pandemia in era social, definita infodemia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) – conclude Michele Caporossi, Direttore Generale Ospedali Riuniti di Ancona -, sottolineare con un pizzico di orgoglio la lungimiranza che due anni or sono spinse operatori sanitari della nostra azienda, universitari e direttori di testate giornalistiche a mettersi seduti intorno ad un tavolo, percependo la necessità di esplorare un metodo di lettura comune della nuova era del mondo. ‘Superare il dialogo tra sordi’, dicemmo allora. Penso che la consensus conference ci sia riuscita. Abbiamo fugato il rischio di esprimere semplicemente opinioni, adottando un metodo condiviso su basi scientifiche. La strada è quella giusta per continuare a consolidare un metodo di lotta alle post verità e alle fake news efficace e duraturo”.

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Le imprese italiane hanno bisogno di crediti

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Dallo studio emergono chiari segnali della voglia di ripartire da parte delle imprese italiane. Nello specifico il numero delle richieste di credito presentate nelle ultime settimane rispetto a quella compresa tra il 9 e il 15 marzo, quando sono entrate in vigore le misure di lockdown per contenere la diffisione della pandemia, hanno fatto registrare una violenta impennata, con un +290% in quella compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio e rispettivamente un +247% e un +249% nelle due successive.Entrando maggiormente nel dettaglio, per quanto riguarda i Mutui immobiliari, dopo aver visto le richieste delle imprese quasi dimezzarsi nella 13^ settimana dell’anno, a partire dalla settimana iniziata il 20 aprile le richieste sono balzate al 285% rispetto alla settimana di riferimento, per arrivare poi ad un picco pari a 826% in quella compresa tra il 27 aprile e il 3 maggio e ripiegare parzialmente nelle due successive (rispettivamente al 608% e al 505%). Per quanto riguarda invece i prestiti personali, l’andamento mostra un recupero più veloce e organico, con volumi di richieste che già nella settimana del 30 marzo erano tornati sui valori precedenti il lockdown, salvo poi andare ben oltre il 150% nelle ultime 3 settimane di osservazione. Dinamica molto diversa dalle precedenti, invece, è quella fatta registrare dai prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi. Nello specifico, questa forma tecnica è quella che più di tutte ha risentito della chiusura delle attività disposta dal Governo per fronteggiare la diffusione dell’epidemia, con una evidente debolezza perdurata per oltre un mese e facendo segnare un picco negativo del 19%. La dinamica in atta fa però emergere un chiaro recupero, con i volumi che nelle ultime settimane di osservazione si sono attestati rispettivamente al 150% e al 213% rispetto a quelli della settimana indice.

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Istat: crollo occupati aprile

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, ad aprile si contano 274 mila occupati in meno rispetto a marzo.”Dato drammatico, per di più falsato dal blocco dei licenziamenti. E’ evidente che, avendo l’art. 46 del decreto legge n. 18 del 17/3/2020, noto come Cura Italia, bloccato le procedure di licenziamento, l’occupazione dei dipendenti a tempo indeterminato è formalmente preservata ed il crollo è legato al calo di quelli a termine” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma si tratta di un dato fittizio, artificioso ed irreale. Il punto è cosa succederà una volta che il mercato del lavoro sarà sbloccato da questo vincolo legislativo e tutti gli occupati riprenderanno ad essere collegati alla domanda effettiva di lavoro, agli ordini delle industrie e alle vendite degli esercizi. O il Governo, prima di allora, sarà in grado di far ripartire a pieno regime l’economia, con aiuti a fondo perduto, o sarà una strage di lavoratori” conclude Dona.

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Nuovo Gruppo AQR conferma le previsioni di budget e guarda al rafforzamento finanziario e organizzativo

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Il consiglio di amministrazione del Nuovo Gruppo AQR comunica i risultati aggregati del primo trimestre 2020. I risultati delle società confluite nel nuovo Gruppo lo scorso 7 maggio sono in linea con le previsioni di budget pur nel contesto di mercato condizionato dalla crisi sanitaria mondiale. Il fatturato aggregato si attesta a 14,5 mln di euro con Ebitda di 1,12 mln di euro pari al 7,7%. L’emergenza Covid-19 ha accelerato il passaggio al telelavoro, con il coinvolgimento del 70% degli addetti. Questa scelta ha determinato un cambiamento positivo ai fini del benessere dei lavoratori e delle performance. Il miglioramento ha consentito di mantenere i ricavi pur essendo inferiore il numero complessivo di ore lavorate. Questo importante e veloce passaggio massivo al telelavoro è stato accompagnato da attività formative e di supporto organizzativo da remoto, sostenute da soluzioni digitali. Questa nuova organizzazione del lavoro avrà continuità anche in futuro.A seguito dell’integrazione societaria tra Planet Group e AQR, il Nuovo Gruppo AQR, con sede direzionale a Milano, è cresciuto rafforzando il tratto caratterizzante della multicanalità.
Il Nuovo Gruppo AQR è impegnato nell’integrazione dei propri asset e nel contempo si sta focalizzando anche nello sviluppo del comparto retail, della vendita e della consulenza per i servizi finanziari e assicurativi con importanti progetti di investimento sia in Italia sia all’estero. Questi progetti si caratterizzeranno, in particolare, con l’apertura di nuovi punti vendita.

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Rinoplastica senza bisturi

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Un trattamento soft per correggere i difetti estetici del naso senza ricorrere alla chirurgia, quindi senza bisturi, senza complicazioni post operatorie e senza pesare sul portafoglio. Stiamo parlando del rinofiller, una delle tante applicazioni dei filler riassorbibili, sempre più richiesti in medicina estetica per intervenire sulle imperfezioni in modo rapido e indolore, con risultati naturali.«Il successo del rinofiller e dei filler in generale, si inquadra nell’ascesa dei trattamenti che puntano a donare un aspetto fresco e armonioso senza stravolgere le linee del volto» afferma Giulia Lo Russo, chirurgo estetico di Firenze. «Con micro iniezioni di materiali volumizzanti in punti strategici, possiamo intervenire su piccole imperfezioni, come la “gobbetta”, i vuoti da riempire o la punta all’ingiù. Il risultato è subito visibile ed estremamente naturale. I segni post intervento sono minimi: come dico spesso ai miei pazienti, nessuno noterà che ci si è sottoposti al trattamento» spiega ancora Lo Russo.Durante la seduta il medico, con dei micro aghi, inietta appunto i filler, materiali biocompatibili e riassorbibili, come l’acido ialuronico, che hanno la funzione di riempire i vuoti e correggere le irregolarità del naso. «Il tutto – spiega la dottoressa Lo Russo – richiede circa 10 minuti in ambulatorio e non comporta dolore, perché i filler sono arricchiti di anestetico locale». Il risultato non è permanente: dura da circa un anno, e può essere ripetuto. I segni dell’intervento (gonfiore, piccoli lividi) sono minimi e scompaiono in poco tempo. Non c’è convalescenza e si può tornare subito a tutte le normali attività quotidiane. Però, precisa sempre Giulia Lo Russo, «Pur essendo un trattamento rapido e con bassissimo rischio di complicazioni, il rinofiller dev’essere eseguito da un medico qualificato. Solo con una profonda conoscenza dell’anatomia è possibile individuare i punti giusti dove intervenire con delicatezza e sensibilità, per ottenere un aspetto più bello e non artificiale».Senza dimenticare che il rinofiller, proprio perché si basa sull’azione di sostanze volumizzanti, non serve a ridurre un naso troppo grande, a intervenire su deviazioni del setto nasale e tantomeno a risolvere problemi funzionali. «Anche per questo è importante affidarsi a un professionista esperto – conclude Giulia Lo Russo – in grado di valutare le caratteristiche e le aspettative del paziente, in modo da proporre la soluzione giusta per ciascuno».

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Covid-19, virus killer o meno aggressivo?

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

“Questo è ancora un virus killer. Ci sono migliaia di persone che ogni giorno muoiono. Non credo sia il caso di dire che è diventato meno patogeno, siamo noi che ora lo combattiamo meglio”. Così Mike Ryan, il capo del programma di emergenze sanitarie dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), risponde indirettamente alle osservazioni di alcuni medici italiani, in primis Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano, secondo i quali il virus è clinicamente cambiato.
“Non è interesse di un virus – ha ricordato il rappresentante dell’Oms – uccidere tutti coloro che infetta, lo abbiamo visto con i bambini, ma la contagiosità e la severità non sono cambiate. Abbiamo imparato però a ridurre la trasmissione e stiamo anche studiando se l’intensità dell’esposizione al virus, come nel caso degli operatori sanitari, possa avere un ruolo nella severità della malattia”.Nessuno ha mai detto che il virus è sicuramente mutato, né che non esiste più, ma il fatto che i pazienti che vengono ricoverati oggi siano “diversi” e meno gravi rispetto a quelli di un mese fa è una “evidenza clinica”. E’ la linea dei medici italiani rispetto alla posizione dell’Oms. “La mia è una osservazione puramente clinica, assistita dallo studio virologico del professor Massimo Clementi, e la derivo dall’osservazione nel mio ospedale che ha avuto sino a 1.200 ricoverati all’apice della crisi, 150 dei quali in terapia intensiva”, dice il professor Alberto Zangrillo. “Dal 21 aprile non abbiamo più ricoverato pazienti in condizioni gravi -scandisce – Ora noi abbiamo a che fare con una malattia completamente diversa. E questo dato arriva dal confronto con i responsabili di tutti gli ospedali dell’area metropolitana milanese e anche dagli ospedali delle aree più colpite, come il Papa Giovanni XXIII di Bergamo e quelli di Crema, Cremona e Lodi”. “Non abbiamo mai detto che il virus è mutato – ribadisce Zangrillo – Abbiamo detto che è cambiata l’interazione fra il soggetto ospite e il virus. E questo può derivare o da una caratteristica differente del virus, che non abbiamo dimostrato, o da caratteristiche diverse a livello recettoriale dell’ospite”. Zangrillo tiene a sottolineare che le sue considerazioni non equivalgono a un ‘liberi tutti’. “Al contrario, significa che se continueremo a tenere i comportamenti virtuosi che abbiamo tenuto finora, probabilmente fra un mese avremo risultati anche migliori”.
Massimo Clementi è direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele, ed è curatore di uno studio che, spiega, verrà pubblicato dalla rivista scientifica “Clinical Chemistry and Laboratory Medicine” entro la prossima settimana. Lo studio del San Raffaele, condotto su un campione omogeneo di cento pazienti dei primi quindici giorni di marzo confrontato con un analogo campione di altri cento pazienti negli ultimi quindici giorni di maggio, evidenzia che la carica virale negli ammalati di fine maggio è notevolmente ridotta.”Test genetici li facciamo di routine. Cerchiamo verifiche su sequenze virali – dice il professor Clementi – E non abbiamo notato mutazioni rilevanti: il virus non sembra sia mutato da un punto di vista genetico”.
“Il nostro studio è partito quindi dall’evidenza clinica che la malattia ha cambiato profilo – continua – E’ una cosa abbastanza abituale in un nuovo virus. Capita spesso che, dopo una fase di grande aggressività, ci sia una forma di coadattamento, fra virus e ospite”. Il professor Clementi per il suo studio ha quindi applicato una tecnica quantitativa che aveva utilizzato nei primi anni 90 per l’Hiv “un virus diverso che più replica e più fa danno”, che consente di misurare l’Rna del virus. “Con una metodologia un po’ forzata, perché in questo caso abbiamo usato campioni ottenuti da tamponi rispetto al prelievo di sangue utilizzato per l’Hiv – precisa Clementi – Abbiamo diviso i pazienti per fasce omogenee, e quel che è emerso è che i pazienti di maggio avevano una carica virale straordinariamente più bassa di quelli di marzo, anche considerando soggetti con età superiore ai 65 anni”.”Capire da cosa questo sia determinato – sottolinea – non lo so. Ma mi pare un dato significativo”. “Ora vorremmo fare uno studio più ampio in più centri – conclude – Siamo in contatto con il professor Guido Silvestri, virologo ad Atlanta (Usa), per fare uno studio comparativo fra 1.000 suoi soggetti e 1.000 soggetti nostri”. Sulla stessa lunghezza d’onda dei due colleghi è Matteo Bassetti, docente di Malattie Infettive all’Università di Genova e direttore della Clinica Malattie Infettive e Tropicali dell’Ospedale genovese San Martino. “Fondamentalmente nelle ultime tre-quattro settimane i nostri pazienti sono molto cambiati – dice – In parole povere se prima il virus si presentava come una tigre assassina ora si presenta come un gatto selvatico addomesticabile. (fonte doctor33)

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Deutsche Bank issues first own green bond

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Deutsche Bank has, for the first time, successfully placed its own green bond in the market. The bond has a tenor of six years and a volume of 500 million euros with a coupon of 1.375 percent. The proceeds of the issue will be used exclusively to refinance the bank’s own sustainable projects, such as the expansion of renewable energies. In mid-May, Deutsche Bank established the necessary framework for a green bond and also set itself concrete sustainability targets. “Issuing our own green bonds is a further building block of our sustainability strategy,” said CEO Christian Sewing. “As one of the few global financing houses, we can and want to help shape the transformation to a low-carbon economy. Green bonds for our own account and for our customers are an important instrument in this respect”. Deutsche Bank’s Green Bond Framework defines the assets with which the bond is backed and what the proceeds may be used for. “Green” assets include loans and investments in companies, assets or projects in the fields of renewable energy, energy efficiency and so-called green buildings, which are constructed according to ecological and sustainable standards. The bank’s framework follows the principles for green bonds of the International Capital Market Association (ICMA) – an industry association of capital market participants that has been the standard-bearer in the sustainable bond market since 2014. In addition, the framework also follows the latest guidelines of the Technical Expert Group on EU Taxonomy, the future classification system for sustainable investments within the European Union.

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Scuola apertura anno scolastico e proteste sindacali

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

In teleconferenza si tiene l’incontro, richiesto anche dall’Anief, con il presidente del Consiglio al tavolo coordinato con la protezione civile, Upi e Anci per la ripresa delle attività scolastiche a settembre. Il giovane sindacato chiede un impegno di 10 miliardi, tanti quanti sottratti alla scuola negli ultimi dieci anni in tema di organici (- 150 mila posti Ata e docenti), classi pollaio (in media con più di 20 alunni contro le norme sul distanziamento sociale), precariato (+100 mila contratti termine negli ultimi cinque anni). Marcello Pacifico presenterà delle proposte da tradurre in emendamenti al decreto Rilancio (D.L. 34/2020) all’esame della V commissione bilancio della camera. Il ministero dell’Istruzione ha comunicato che per il giorno 4 giugno 2020, alle ore 17.30, è stata fissata una riunione di coordinamento, presieduta dal Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, per l’esame delle problematiche organizzative e gestionali concernenti l’avvio dell’anno scolastico 2020- 2021. All’incontro, che si svolgerà in videoconferenza, parteciperanno, si legge nella convocazione, “i rappresentanti delle Regioni e degli Enti locali, il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, il Coordinatore del CTS, i Coordinatori dei Forum nazionali delle associazioni studentesche, dei genitori, degli istituti dipendenti dall’autorità ecclesiastica e della Federazione italiana per il superamento dell’handicap”. Anief, che ha proclamato lo stato di agitazione del personale, ricorda che – come indicato nel documento prodotto dal Comitato tecnico-scientifico consegnato allo stesso ministero dell’Istruzione – il ritorno in classe in presenza, senza più didattica a distanza, riguarda 42.258 classi nell’infanzia statale, a cui vanno aggiunte circa 28 mila paritarie o comunali, altre 128.143 classi di primaria, più circa 9 mila non statali, 77.976 collocate nelle superiori, a cui aggiungere oltre 3 mila classi afferenti alle paritarie. Sulla base di questi numeri, al ministero dell’Istruzione spetta ora trovare il modo per dare anche seguito a quanto comunicato pochi giorni fa dalla task force, presieduta dal professore Patrizio Bianchi, che ha indicato l’esigenza di svolgere didattica in presenza fino alla secondaria di primo grado compresa, perché “i bambini della scuola dell’infanzia, elementare e media devono poter essere in un contesto di socialità”.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, guarda alle misure introdotte negli altri Paesi UE sono state introdotte per il ritorno a scuola in presenza, si dice preoccupato per un eventuale proseguimento della didattica a distanza per via del digital divide, e dichiara: “Bisogna finanziare subito un organico maggiorato di almeno 160 mila docenti e 40 mila Ata, che corrispondono a 15 mila docenti aggiuntivi e 5 mila Ata, indispensabili per rafforzare pulizia, controlli e segreterie, da assegnare agli istituti per ogni anno scolastico partendo dal primo dell’infanzia al terzo delle medie. In assenza di questo supporto umano, qualsiasi protocollo di prevenzione del contagio sarebbe impraticabile”.

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Europa Sassoli: Indietro non si torna

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Dichiarazione del Presidente Sassoli sul piano di rilancio UE a seguito dell’incontro con il gruppo di contatto del QFP “Ho avuto un colloquio proficuo con il gruppo di contatto del PE per il QFP. Abbiamo iniziato a valutare la proposta presentata dalla Commissione per il prossimo bilancio dell’UE e per un piano di rilancio europeo.Il Parlamento europeo accoglie con favore le proposte della Commissione ed è pronto a lavorare per migliorarle ulteriormente nelle prossime settimane.È chiaro che non possiamo tornare indietro rispetto al livello di ambizione espresso nel pacchetto della Commissione. Ciò che sarà deciso nelle prossime settimane avrà un impatto sulla vita dei nostri cittadini negli anni a venire. Come rappresentante dell’unico organo eletto direttamente dai cittadini europei, il Parlamento europeo deve essere pienamente coinvolto nell’attuazione del piano di rilancio. Stabiliremo le priorità in modo che il sostegno sia diretto dove è maggiormente necessario e dove potrà avere un impatto maggiore per i cittadini europei.Dobbiamo fare in modo di non lasciare un peso sulle spalle delle prossime generazioni. Ora abbiamo la possibilità di progettare un’Europa nuova: più equa, più verde, più digitale e che sia proiettata verso il futuro. Per realizzare queste ambizioni, abbiamo bisogno dei mezzi adeguati.Abbiamo l’opportunità di riformare le entrate del bilancio dell’UE. Per questo motivo, per noi, l’introduzione della voce sulle risorse proprie rimane un prerequisito essenziale per un accordo sul QFP. Abbiamo ancora bisogno di maggiore chiarezza da parte della Commissione su questo punto. L’Europa intera è stata investita dall’attuale crisi. Questo è il momento di impegnarsi per costruire un futuro sostenibile”.

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Meeting of the Committee on Industry, Research and Energy (ITRE)

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

Brussels Thursday 4 June 2020, 13.45 – 15.45 Room: József Antall (2Q2), Brussels and via videoconference Most MEPs will attend the committee meeting via remote participation (Members will be able to view and listen to the proceedings, ask for the floor and intervene in the meeting).Votes to the decision to enter into interinstitutional negotiations :
– Proposal for a regulation of the European Parliament and of the Council establishing Horizon Europe – the Framework Programme for Research and Innovation, laying down its rules for participation and dissemination
– Proposal for a decision of the European Parliament and of the Council on establishing the specific programme implementing Horizon Europe – the Framework Programme for Research and Innovation
– Establishing the Digital Europe programme for the period 2021-2027
– Establishing the space programme of the Union and the European Union Agency for the Space Programme
– Establishing the European Defence Fund
– Exchange of views with Mr Thierry Breton, Commissioner for Internal Market, on European recovery after COVID-19
Next meeting: 8 June 9.00 in Brussels.

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Top 10 countries conducting over 1,100 COVID-19 clinical studies

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

The Finbold.com in-house aggregated data shows that ten countries are currently conducting 1,141 Covid-19 related clinical studies. The studies are part of a global initiative to test and understand the Coronavirus pandemic.The index has identified the United States as the leading country with Covid-19 clinical studies at 335. France comes second with 274 studies followed by Italy at 87 studies. Spain is fourth with 86 studies while China closes the top five categories with 78 clinical studies.The United Kingdom occupies the sixth spot with 73 clinical studies followed by Germany at 55. Other countries with leading studies include Canada (54), Egypt (44), and Turkey (35).Currently, the Coronavirus cases are at least 6.3 million globally with the United States leading with about 1.85 million infections. The Finbold.com Coronavirus calculator also ranks the United States’ most infected regions by a percentage of the population.New York which was the epicenter of the pandemic in the States has a rate of 1.91%. New Jersey is second with 1.76%of the population being infected. Massachusetts has a rate of 1.34% while Rhode Island stands in the fourth spot with 1.32%. District of Columbia closes the fifth slot at 1.16%.Other states with leading infection rate by population include Connecticut (1.14%), Delaware (0.92%), Illinois (0.88%) , Louisiana (0.81%) and Maryland (0.77%).Oliver Scott, Editor in Chief at Finbold.com notes that the risk of infection continues to be high based on current happenings. According to him:“Different states in the US had imposed lockdowns to contain the virus and the measures had begun to pay off for regions like New York. However, ongoing protests calling for justice in the murder of George Floyd might spur a second wave of the virus. Protestors in the countrywide mass action are not observing social distancing guidelines hence increasing chances of infection.”About five months into the crisis, well-run trials have started to generate more reliable outcomes. However, the delay in coming up with a possible cure and vaccines is because there is a need to first understand the virus. Find the full story and charts here: https://finbold.com/top-10-countries-conducting-over-1100-covid-19-clinical-studies/

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Civil rights is the unfinished business of America

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

The events of the last couple weeks have been horrific, and there are no words to sufficiently capture the pain so many people are feeling right now. But here’s what I do know: Civil rights is the unfinished business of America, and it’s all our responsibility to see that work to completion.We’ve no doubt made progress, but if there’s anything the events of the past couple weeks have laid bare, it’s that we have so much more work to do. From George Floyd’s death in Minneapolis, to Breonna Taylor’s death in Louisville, to Ahmaud Arbery’s death near Brunswick, Georgia, everything we’ve seen serves as a sobering reminder of the violence Black men and women face every day in America — and just how far we have to go to root out the poison of racism that pervades every facet of our society. Your commitment to electing leaders who believe this country can live up to the basic ideals of its founding is what continues to move us forward. Achieving progress is rarely easy, painless, or swift, but you’ve never wavered in your commitment. I couldn’t be prouder to stand shoulder to shoulder with you in this work. We have the tools to do this. We’ve done it before. I believe that, together, we can enact real change that matters in our lives, and especially in the lives of Black Americans, in every corner of this country. (By Tom Perez)

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