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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 250

Scoperta di nuovi medicinali: un’epoca d’oro per le società farmaceutiche

Posted by fidest press agency su giovedì, 4 giugno 2020

A cura di Isabel Buccellati, Analista azionario senior di Columbia Threadneedle Investments. In un contesto in cui le nuove tecnologie, come la genomica, favoriscono lo sviluppo di medicinali innovativi, le società farmaceutiche europee si affermano quali titoli growth difensivi e di alta qualità.Nelle fasi di incertezza, investire in società growth difensive e di alta qualità, con solidi bilanci e una storia di innovazione paga. Da questo punto di vista, nessuno regge il confronto con le aziende farmaceutiche europee. In un periodo di fermento per lo sviluppo di medicinali innovativi, queste società sono destinate a espandersi, se si considera che i lanci nella pipeline superano il numero di brevetti in scadenza.Mentre molte aziende arrancano sulla scia delle turbolenze connesse al coronavirus, le società farmaceutiche europee sembrano alquanto al sicuro, specialmente gli attori di grandi dimensioni come AstraZeneca, GlaxoSmithKline, Novartis, Novo Nordisk, Sanofi e Roche. In media questi titoli offrono un rendimento del 3,5%, coperto due volte dagli utili. Le solide pipeline di farmaci dovrebbero rafforzare gli utili. Mentre queste società farmaceutiche tendono sempre a esibire caratteristiche finanziarie robuste e difensive, la loro crescita ora risulta accelerata dalle tecnologie innovative, quali la genomica. Ciò si è tradotto nell’avvento di un’epoca d’oro per la scoperta di nuovi medicinali, che procede a un ritmo sempre più incalzante grazie a farmaci rivoluzionari per patologie come tumori polmonari e del sangue, psoriasi, dermatiti, diabete, sclerosi multipla ed emofilia. Vi sono programmi interessanti anche per l’anemia, l’obesità e le malattie rare.Cerchiamo di individuare le società qualitativamente più valide, che presentano maggiori probabilità di sovraperformare nel lungo periodo. Si tratta idealmente di aziende incomprese e sottovalutate dagli investitori, che non ne colgono il potenziale di innovazione. Un catalizzatore, ad esempio lo sviluppo o il lancio di un nuovo farmaco, può determinare ottime performance in termini di quotazioni azionarie; a tal fine siamo interessati ad aziende con solide posizioni competitive e con un portafoglio di prodotti ben differenziato in grado di costituire un vantaggio. Le società devono disporre di team manageriali validi e offrire una redditività interessante del capitale investito. Infine, un punteggio elevato sotto il profilo dei criteri ambientali, sociali e di governance è indice di un’azienda di prim’ordine, gestita efficacemente.Il contesto per il settore farmaceutico non potrebbe essere più propizio, tenuto conto dell’aumento della domanda ovunque nel mondo, trainato dal progressivo invecchiamento della popolazione e dal crescente fabbisogno di medicinali. Al contempo, vi sono numerose patologie per le quali non esistono trattamenti adeguati. Con l’incremento del benessere nei mercati emergenti come la Cina, sono destinate ad aumentare anche le esigenze sanitarie della classe media.
La Food and Drug Administration, che disciplina lo sviluppo farmaceutico negli Stati Uniti, sta facendo la sua parte, adottando un approccio più positivo verso i nuovi medicinali e un iter di approvazione più rapido. Il risultato è un comparto caratterizzato da margini di profitto eccezionalmente elevati – i margini EBIT (utili al lordo di interessi e imposte) medi del settore sono pari al 33% – con un fabbisogno di capitale ridotto e una crescita organica capace di generare livelli cospicui di liquidità, grazie anche all’attività “in licensing”, ovvero l’acquisizione di ulteriori innovazioni dalle società biotecnologiche più piccole. Persino il Covid-19 non riesce a minacciare questi modelli di business. La domanda di medicinali è destinata a dimostrare buona tenuta, anche se la diminuzione delle visite mediche potrebbe tradursi in un calo temporaneo delle nuove terapie. Le catene di produzione dovrebbero reggere bene, in quanto molte società farmaceutiche dispongono dei mezzi per proteggersi da eventuali shock sul questo fronte, come ad esempio scorte per sei mesi e un elenco di fornitori di riserva.Anche alla luce di quanto sopra, le società farmaceutiche europee non sono esenti da rischi. Innanzitutto, vi è sempre il pericolo che i farmaci in fase di sviluppo non soddisfino le aspettative o che insorgano problematiche legate alla sicurezza dei medicinali recentemente lanciati. In questi due casi è possibile che le quotazioni azionarie crollino repentinamente. In secondo luogo, la questione dei prezzi è un tema controverso nel proficuo mercato statunitense, dove un eventuale presidente democratico potrebbe estendere il programma Medicare e obbligare ad abbassare i prezzi dei medicinali. Terzo, il rischio di vertenze legali è sempre in agguato. In passato è capitato che società farmaceutiche venissero denunciate per le loro prassi in tema di marketing o per gli effetti collaterali dei loro prodotti.

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