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Europa/Usa. La lezione dello sbarco in Normandia, oggi 2020, dobbiamo ricordarla agli americani

Posted by fidest press agency su sabato, 6 giugno 2020

Il 6 giugno di 76 anni fa gli Alleati sbarcarono in Normandia, dando inizio alla lunga e sanguinosa battaglia che porterà il 25 agosto alla conquista di Parigi e, molti mesi dopo, al tracollo definitivo dei regimi nazista e fascista.
“Il giorno più lungo”, lo definì il generale tedesco Erwin Rommel. E “Il giorno più lungo” è anche il titolo di un saggio pubblicato nel 1959, e soprattutto di un mitico film del 1962 grazie al quale la nostra memoria storica è più viva. Il contingente militare coinvolto nello sbarco fu massiccio, in larga maggioranza britannici e americani.Per chi non lo avesse già fatto, oltre a ricercare le mitiche immagini fotografiche di Robert Capa, è bene che faccia un salto in uno dei tanti cimiteri americani disseminati anche in Italia: far vedere quelle distese di croci di chi donò la propria vita per la nostra libertà è una lezione e una riflessione necessaria e sempre valida, soprattutto per i nostri giovani figli che, al massimo, hanno letto qualcosa sui libri di scuola.I britannici che ci liberarono, oggi ci hanno lasciati soli nell’Unione europea. E altrettanto potrebbe accadere per gli americani, le istituzioni e la cultura del presidente Donald Trump.C’è tempo perché i britannici capiscano che il loro antico impero oggi non c’è più e non ha senso. Quello culturale e linguistico lo hanno già e non sembra, al momento, in discussione. Quello economico e politico, dopo l’uscita dall’Unione, lo dovranno sperimentare. Vedremo se hanno ragione loro o tutti quelli che in questi ultimi anni li hanno scongiurati a non procedere con la Brexit.
Non c’è tempo, invece, per gli americani. Per l’America di Donald Trump. Quella che in questi giorni è attraversata da milioni di persone che non ne possono più del razzismo e del suprematismo bianco.Settantasei anni fa gli americani attraversarono l’Atlantico per liberarci. Oggi, noi europei (britannici inclusi), per aiutarli non è necessario che attraversiamo l’oceano. Possiamo farlo anche da casa nostra, dalle nostre città e dalle nostre strade. L’importante è che comprendiamo che dobbiamo farlo. Gli eventi e la storia non passano sulle nostre teste lasciandoci indenni. Ci possono anche massacrare. Per impedirlo e prevenirlo, così come abbiamo fatto per la pandemia del Covid-19 mostrando loro (molto riottosi all’inzio) il metodo migliore per farci meno male, dobbiamo lanciare un messaggio: la libertà che loro ci hanno offerto il 6 giugno del 1944 e che noi abbiamo ben raccolto, oggi dobbiamo offrirla loro. Abbiamo imparato la lezione e dobbiamo ricordarla ai nostri maestri. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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