Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Archive for 9 giugno 2020

Tempio di San Biagio: Riapertura al pubblico

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Il prossimo 13 giugno il Tempio di San Biagio a Montepulciano riapre le sue porte ai pellegrini e ai visitatori, in conformità ai protocolli di sicurezza. Il magnifico Tempio situato appena fuori la città è posto al centro di un prato pianeggiante là dove la Val d’Orcia s’innesta nella Val di Chiana e la sua posizione solitaria, fuori del contesto urbano, in mezzo a un paesaggio straordinario, ne evidenzia la grandiosità. Il fondale paesistico è dunque assai suggestivo, muta e varia di colori a seconda dell’ora del giorno e del susseguirsi delle stagioni. I volumi architettonici si legano e si confondono con l’ambiente circostante in una maniera armonica.
Capolavoro dell’artista che lo concepì, Antonio da Sangallo detto il Vecchio, San Biagio è considerato uno dei massimi esempi dell’architettura italiana del Cinquecento. La costruzione del Tempio, a pianta centrale, fu avviata nel 1518 per venerare una più antica immagine miracolosa mariana, La Madonna col Bambino e San Francesco, attribuita al Maestro di Badia Isola, un artista di scuola senese vicino ai modi di Duccio di Buoninsegna.Nel complesso la chiesa costituisce una sintesi perfetta tra arte e fede, ambiente naturale e opera dell’uomo – misura e centro dell’Universo – devozione popolare e ingegno. Un monumento mirabile che contribuisce significativamente alla definizione di Montepulciano, “perla del Cinquecento”, in quanto palazzi, chiese, decori riflettono il Rinascimento maturo e si susseguono in una sorta di museo a cielo aperto.L’invito ai visitatori è quello di calpestare quel prato, sagrato naturale, dove si erge il Tempio e varcare la soglia in travertino della Chiesa: come ha rilevato don Domenico Zafarana turisti o pellegrini, credenti o non credenti, entrando “gustino la soavità e la linearità di un edificio sacro, molto caro alla tradizione cristiana, che nei cinque secoli della sua storia non è stato soggetto se non a poche e rare modifiche che ne hanno conservate la bellezza estetica e l’efficacia stilistica. Non a caso – nel grande e centrale altare marmoreo, attorno al quale si sviluppa il complesso sacro – è iscritta quella frase cara ai Padri della Chiesa dei primissimi secoli dell’era cristiana: ‘Hinc Deus homo et homo Deus’. Qui, in questo luogo, grazie alla bellezza, Dio può diventare uomo”.
L’orario di ingresso è tutti i giorni dalle 11.00 alle 13.30 e dalle 14.00 alle 18.00. La domenica dalle 12.00 alle 19.00, dopo la Santa Messa, che si celebra alle ore 11.00.

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Scuola: per la ripresa rischio caos di fronte ai primi sintomi Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

La Federazione Italiana Medici Pediatri, sindacato maggioritario dei pediatri di famiglia, ha presentato ai Ministri di Istruzione e Salute un documento in otto punti per la ripresa delle lezioni scolastiche a settembre. E ha posto un problema preciso: intercettare i bambini con coronavirus per impedire un boom di contagi e un nuovo lock-down non è semplice se non dà al pediatra del territorio un ruolo nel prescrivere tamponi e nell’ottenere gli esiti in tempi rapidi. Nelle classi che tornano a ripopolarsi, studenti asintomatici o quasi potrebbero essere in realtà vettori di coronavirus, esiziale per docenti, personale ATA, altri genitori. Sul certificato medico per la riammissione a scuola dopo assenze per malattia dell’alunno di oltre 5 giorni esiste un problema. Il Covid-19 ha impattato su un panorama in cui avevano abolito l’incombenza sette regioni e due province autonome e altre 12 regioni lo avevano tenuto; il 1° marzo un decreto legge ha imposto il certificato a tutte le regioni per le sole assenze dovute a malattia infettiva soggetta a notifica obbligatoria: morbillo, pertosse, rosolia, orecchioni ma anche Covid. Questo per tutta la durata dell’emergenza, fino al 31 luglio. E dopo? «Dopo, bisognerà avere le idee chiare se mantenere l’obbligo o no, e legiferare a livello nazionale perché la malattia non ha frontiere e colpisce tutti allo stesso modo», spiega Paolo Biasci, Presidente Fimp. «Innanzi tutto va fatta assoluta chiarezza sulla necessità del certificato».
L’obbligo di certificare la malattia era stato imposto nel 1967 dal decreto del presidente della Repubblica numero 1518. Nel 1994 il Testo Unico della Pubblica Istruzione n.297 lo tolse: stare a casa un giorno in più non sempre contribuisce a far tornare il bambino a scuola meno contagioso. «Di fatto può accadere che pur di evitare il viaggio dal pediatra la famiglia faccia tornare il minore a scuola un giorno prima, dopo 4 di assenza, ancora non guarito», avverte Biasci. «C’è però da tener presente che in caso di Covid anche da guariti per giorni si resta potenzialmente contagiosi. Allora è il governo che deve fare una riflessione: il certificato di riammissione è necessario o no? Se è necessario, anche solo per il coronavirus, si deve imporre a livello nazionale, non è ammissibile che in una regione si chieda e in un’altra no». Ma la questione non si chiude con il confronto stato-regioni. «Una volta si decidesse che il certificato serve – sottolinea Biasci – il pediatra di libera scelta deve avere la diagnosi. In particolare, fermo restando che tutte le infreddature andrebbero trattate come sospetti Covid, perché la malattia nel bambino può manifestarsi con lievi sintomi di raffreddore, per fare la certificazione servono sia la constatata guarigione clinica, sia l’accertamento di non contagiosità attraverso tampone con esito negativo. Non solo noi pediatri di libera scelta dobbiamo poter prescrivere i tamponi, e al momento non possiamo, ma dobbiamo avere l’esito in tempi utili, 24-48 ore. Oggi si attende sul territorio in media una settimana, molto minore è l’attesa in ambiente ospedaliero. Questi tempi devono diminuire».
Biasci sottolinea come le politiche del territorio più recenti non siano andate in direzione del potenziamento. «Fimp non è stata invitata all’Osservatorio sulla scuola, un tavolo dove dovrebbe esserci: tutta la patologia da Covid-19 nei minori è stata gestita sul territorio con ottimi esiti, e rappresentiamo oltre il 50% dei pediatri italiani. Ciò detto, abbiamo visto in questi mesi come, per evitare i contagi, le Asl abbiano chiuso i servizi vaccinali e nessuno ci abbia ascoltati quando ci siamo fatti avanti noi per sostituirle, vaccinando i bambini nei nostri studi. Le famiglie ci chiedono perché le vaccinazioni sono rinviate, perché l’immunizzazione non si può fare da noi e da nessun’altra parte, perché bisogna aspettare».
Nella proposta di strategie assistenziali ed organizzative per l’anno scolastico 2020-21 consegnata al governo, Fimp prevede altre sette misure per ridurre il rischio contagi: orari scaglionati di ingresso ed uscita, misurazione della temperatura con termo-scanner, attenzione all’igiene delle mani, no a giochi da casa o scambio di materiali tra alunni, buona aerazione degli ambienti, mascherina solo se non è possibile rispettare la distanza di almeno un metro. Inoltre, «tutti gli alunni devono essere in regola con il calendario vaccinale ed è raccomandato che, dai 6 mesi di vita, siano sottoposti a vaccinazione contro l’influenza stagionale. Opportuni anche requisiti strutturali: ampiezza dei locali rispetto al numero di bambini e adeguata aerazione, arredi e giochi idonei dal punto di vista igienico, sanificazione con procedure codificate e verificate con regolarità. Prima di inizio anno ogni scuola dovrebbe disporre momenti formativi per il personale». (fonte Doctor33)

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Scuola: La lezione sbagliata di Galli della Loggia

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Marcello Pacifico, presidente Anief, replica alle accuse mosse dall’accademico nei confronti dei sindacati del comparto scolastico: “Ha ragione l’universitario quando si inalbera perché gli insegnanti non hanno ‘voce’. Il problema è che il sindacato esiste proprio perché quel diritto non venga calpestato. Se un precario deve rimanere tale per decenni, c’è qualcosa che non va nel sistema. Soprattutto, non può essere accettato che quello stesso precario si ritrovi assunto a tempo indeterminato, con tanto di anno di prova superato con lode, e poi di nuovo licenziato, addirittura pure scalzato dalle graduatorie. Il tutto, dopo avere messo a disposizione delle nuove generazioni la sua preparazione, la sua disponibilità a trasmettere conoscenze e competenze, acquisite a seguito di esami, abilitazioni, specializzazioni e concorsi. In cambio di 1.200 euro al mese, mentre in Germania per lo stesso lavoro lo stipendio è raddoppiato. Quando si illustra un sistema da risanare è bene raccontare tutto, non solo quello che porta ragione alle proprie convinzioni, tra l’altro molto discutibili”.Il riferimento alla scuola dell’Italia che usciva dalla seconda guerra mondiale la dice lunga sulla attualità dei rilievi mossi dall’accademico. Anche il riferimento alle soluzioni “ope legis” e al “todos caballeros”, da intendere come una sanatoria a favore del precario di turno, va ricondotto a una logica qualunquista e priva di un elemento che un accademico non dovrebbe mai perdere: la conoscenza oggettiva dei fatti.
Sul perché esistono 200 mila precari “fissi” nelle nostre scuole non c’è traccia nel pessimo articolo di Galli della Loggia. Perché non si dice a chiare lettere che la scuola italiana oggi funziona e non si ferma, anche a distanza, proprio grazie a questi docenti assunti e licenziati, questo sì a tempo indeterminato? Perché non si dice che una fetta consistente di questi supplenti ha svolto molto più dei 36 mesi che in tutta Europa, non in Papuasia, valgono per essere immessi in ruolo, senza che nessun accademico ricordi loro che si tratta di una concessione visto che non lo è? Perché non si ricorda all’opinione pubblica che stiamo parlando di docenti già ampiamente qualificati, formati, specializzati e selezionati? Perché non ci dice, soprattutto, come si deve comportare uno Stato moderno nei confronti di un docente che svolge questo lavoro da precario da tre, sei, dieci e anche vent’anni?
L’apice della generalità dell’intervento dell’illustre professore, che pone dei problemi senza entrare mai nel merito, è il riferimento alle retribuzioni dei nostri docenti: si parla di “richieste retributive legate in sostanza all’anzianità”, di ferma resistenza del sindacato per rendere tutto “automatico, omogeneizzato e appiattito”. Premesso che parliamo della categoria di lavoratori meno pagati del Vecchio Continente, viene da chiedersi come si fa a parlare di merito quando lo stipendio iniziale di un insegnante è al di sotto di quello di un impiegato non specializzato. Certo, anche il sindacato è favorevole per premiare chi merita, ma la priorità rimane quella di assegnare compensi almeno dignitosi, che non possono di certo fermarsi al 3,48% di aumento concesso negli ultimi 12 anni.Viene da chiedersi, infine, perché in questi interventi sulla Conoscenza italiana e sui presunti motivi dei suoi “mali”, non si parli mai del sistema stipendiale dei docenti universitari, né si discute sui sistemi di reclutamento adottato negli atenei che portano in cattedra a tempo indeterminato dei candidati tramite concorsi per titoli ed esami costruiti non di rado ad personam. Mentre altre figure, come i ricercatori, vengono messe all’angolo, se non destituite.

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Scuola: Carta docente da 500 euro per l’aggiornamento anche ai precari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Dopo la bocciatura in Senato, ad un passo dalla votazione finale nel Decreto Scuola, la maggioranza riprova ad assegnare la carta docente da 500 euro per l’aggiornamento professionale anche al personale precario: stavolta l’emendamento, a firma dell’on. Matteo Orfini, del Partito Democratico, riguarda il Decreto Rilancio, che inizierà il suo iter parlamentare.
“Perché l’emendamento vada in porto – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – è bene però che le indicazioni della Commissione Bilancio non siano prevaricanti sulla politica e sulle priorità poste dalla maggioranza. Guidare il Paese con l’incubo dei conti del Mef non è possibile, almeno sulle questioni di equità e giustizia come questa dell’aggiornamento professionale di 200 mila docenti, che anche tenendo conto delle direttive UE hanno i medesimi diritti dei colleghi di ruolo. Ancora di più perché impegnati, in questo periodo, in una complicata didattica a distanza che necessita di continui accorgimenti, miglioramenti, di competenze e tecnologiche. Una condizione, tra l’altro, che, alla luce del finanziamento inadeguato da parte del Governo per la ripresa dell’attività didattica a settembre in presenza, ha alte possibilità di riproporsi nel prossimo anno scolastico”.Anief, nel frattempo, conferma il ricorso al Giudice del Lavoro per fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, l’accesso al bonus di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti in servizio a tempo indeterminato.

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Settore carta, risultati finanziari

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Fedrigoni, gruppo italiano leader in Europa nella produzione di carte speciali per packaging, etichette autoadesive, stampa e sicurezza, ha chiuso il primo trimestre 2020 con un margine operativo di 45,7 milioni di euro (+1,1% rispetto a marzo 2019, a perimetro costante), cifra che include la neo-acquisita Ritrama, nonostante i ricavi si siano fermati a 374,2 milioni di euro (-7,9%) a causa del generale calo di domanda, che ha riguardato anche la carta, determinato dal lockdown e dalla chiusura di molte attività in seguito all’emergenza Covid19.“Nonostante il momento non favorevole, dunque, stiamo beneficiando delle azioni di trasformazione messe in campo nell’ultimo anno – continua Nespolo – che vanno dal potenziamento del management team allo sviluppo di prodotti sempre più performanti ed ecologici, dalle acquisizioni agli investimenti in tecnologia, dalla revisione dei prezzi e dei costi allo scouting di nuovi mercati. Tutte azioni che ci hanno consentito di aumentare i margini operativi pur in presenza di un calo nel fatturato. L’emergenza Covid ci ha imposto delle manovre correttive, ma non ci farà deviare dal piano di sviluppo e dalle iniziative strategiche che abbiamo definito per proseguire nella crescita del Gruppo”.Il 2019, infatti, si è chiuso con ottimi risultati: 1.171,4 milioni di euro di fatturato (senza Ritrama, ancora non formalmente acquisita), in linea con l’anno precedente ma con un Adjusted Ebitda di 162,7 milioni di euro (+18,7% a perimetro costante) determinato dalle buone performance delle etichette autoadesive, cresciute in ricavi (391 milioni di euro, +4,2%) e volumi, e dai margini operativi in aumento della carta nonostante il fatturato stabile, che ha compensato il calo, peraltro previsto, del settore banconote, la cui complessa natura lo rende l’anello meno dinamico della catena. Dal 2018 Fedrigoni è di proprietà del fondo di investimento statunitense Bain Capital, che ha impresso una notevole accelerazione allo sviluppo del Gruppo. Dopo l’acquisizione di Cordenons, produttore di carte fini e tecniche con sede a Milano e due stabilimenti a Trento e Pordenone, nel 2019 è stata la volta di Ritrama, multinazionale italiana di prodotti autoadesivi con siti produttivi in Italia, Spagna, Regno Unito, Cile e Cina.Due tasselli importanti per i piani di sviluppo di Fedrigoni, che vuole crescere acquisendo realtà interessanti a completamento dell’offerta, conquistando nuovi mercati e aree geografiche e sviluppando nuove proposte in segmenti ad alto valore aggiunto dove già è leader, come il packaging per i brand di lusso di moda e cosmesi e le etichette per l’industria enologica, sempre mantenendo una forte impronta ecologica, culturale e di attenzione alla sostenibilità.

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Il grande convegno di cardiologia si farà

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

L’anno scorso ha raccolto a Milano ben 1300 specialisti e anche quest’anno il convegno nazionale di Cardiologia si farà. La data è stata confermata per il 14-17 settembre. «Ovviamente in remoto – precisa Fabrizio Oliva, direttore scientifico insieme a Claudio Russo, entrambi primari al Cardiocenter del Niguarda – con una formula “distanziata” ma egualmente efficace». Il Covid 19 impone la teleconferenza sia al seminario iniziale che ai mini-corsi, che godranno di crediti Ecm e potrebbero addirittura ampliare la platea dei partecipanti. «Il simposio sarà in diretta e i corsi in streaming» conferma Oliva, anticipando che si parlerà di sindromi coronariche, embolia polmonare, cardiopatia aritmogena, fibrillazione atriale, stenosi aortica e, naturalmente, di cuore e coronavirus. «Abbiamo lavorato per non sospendere e non posticipare questo evento – spiega il presidente della fondazione Angelo De Gasperis, Benito Benedini, che promuove l’appuntamento – per la sua centralità nel panorama scientifico nazionale e internazionale ed anche un po’ perchè, per quanto il Covid 19 abbia segnato profondamente noi tutti, la vita va avanti e la scienza anche. Devono andare avanti». Info: https://www.degasperis.it

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Sostegno all’editoria digitale

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

«Servono più fondi per l’editoria digitale. La crisi attuale richiede uno sforzo maggiore per sostenere le piccole testate locali che in questi mesi di emergenza hanno garantito un’informazione puntuale e direttamente dal territorio. Il dialogo avviato con le amministrazioni regionali di Emilia Romagna e Lazio ha portato ad uno stanziamento straordinario di 2 milioni di euro: che questo sia da esempio anche per altre Regioni». Il presidente dell’Associazione Nazionale della Stampa Online – ANSO, Marco Giovannelli, torna ad insistere sulla necessità di un «intervento più significativo per il settore dell’editoria digitale; un settore definito strategico, ma già in crisi prima dell’avvento del Coronavirus». Eppure è stata l’emergenza sanitaria ha mettere in evidenza il ruolo dell’informazione locale, e a quella digitale in particolare. Dai diversi territori sono arrivati i racconti, quasi sempre in presa diretta, di quegli avvenimenti che spesso, troppo spesso, si sono trasformati in tragedie. Le testimonianze provenienti da Bergamo, Savona, ma anche da Piacenza e Taranto hanno riferito alle loro comunità locali e a tutto lo scenario nazionale quanto stava avvenendo, senza sosta. Ma la crisi economica, derivata dall’emergenza Covid, ha colpito anche il settore dell’informazione. «Le prime regioni a muoversi sono state Emilia Romagna e Lazio: hanno voluto sostenere la filiera dell’informazione, dalla carta alle radio tv, dal digital alle edicole, con provvedimenti ad hoc e uno stanziamento straordinario di 2 milioni di euro», prosegue Giovannelli. «ANSO ha lavorato fianco a fianco agli organismi di Emilia Romagna e Lazio per arrivare al risultato sperato, ovvero destinare aiuti certi al mondo degli editori del web, un risultato importante per un mondo spesso “dimenticato” dai contributi».
Ma non basta. Come ricorda il presidente di ANSO: «Anche grazie all’interlocuzione avuta con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’editoria, Andrea Martella, il Governo ha inserito alcuni provvedimenti per l’editoria, prestando attenzione specifica al mondo digitale. All’interno del Decreto Rilancio, per la prima volta sono stati previsti aiuti concreti e definiti per il settore del web. Ora però occorre avere ancora più coraggio aumentando le risorse e soprattutto garantendo alle realtà più piccole di accedere ai contributi». ANSO lancia un appello alle forze politiche di tutti gli schieramenti per compiere un ulteriore passo nella direzione di ottenere un contributo sicuro per le testate iperlocali del web. «Nel pacchetto del sostengo all’editoria del Decreto Rilancio due articoli interessano direttamente le nostre realtà: il primo riguarda il credito di imposta a fronte degli investimenti pubblicitari. A fronte di uno stanziamento di 60 milioni la nostra associazione rimarca come il fondo sia decisamente sottodimensionato a fronte della platea che potrà accedervi. Chiediamo quindi che venga aumentato o in seconda istanza che come fatto per il contingente dedicato alle tv, anche una parte di questo sia dedicato esclusivamente agli investimenti sulle testate online. Il secondo prevede un credito imposta per i le testate digital su server, connessioni, e attività relative. Facciamo un appello a tutto l’arco parlamentare perché venga alzato il plafond ad oggi fermo a soli 8 milioni di euro».

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Risparmio tradito: molti cittadini impossibilitati a presentare domanda

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Abbiamo chiesto, nelle scorse settimane, una proroga per la scadenza della presentazione delle domande di accesso al FIR perché, anche a causa dell’emergenza Covid-19, molte persone hanno avuto e stanno avendo difficoltà a presentare domanda.
Da questo punto di vista è particolarmente significativo il fatto che, pur avendo le banche fallite o in difficoltà 300 mila azionisti che avrebbero titolo ad accedere al FIR, alla data attuale sono meno di 90.000 le domande presentate sul portale CONSAP.
Il dato testimonia che meno di un terzo degli aventi diritto ha presentato finora la domanda, a testimonianza del fatto che non tutti hanno avuto modo e possibilità di farlo. Perciò, oltre a richiedere una proroga dei termini, la Federconsumatori apprende con soddisfazione che ci sono tanti altri soggetti che si stanno muovendo in questa direzione.
Per fugare ogni dubbio, è utile precisare che, per quanto ci riguarda, la proroga non può significare un ritardo nell’esame delle domande pervenute entro il 18 giugno. Come è del tutto ovvio, le domande giunte dopo quella data saranno valutate successivamente, ma in ogni caso bisogna garantire a tutti gli aventi diritto di avanzare le proprie rivendicazioni.
È possibile e legittimo trovare un giusto equilibrio tra chi ha presentato le domande entro il 18 giugno e coloro i quali, per ragioni soggettive o per le condizioni oggettive che si sono determinate a causa della pandemia, non sono riusciti a presentare la domanda entro il termine iniziale previsto.
A prevalere deve essere sempre un interesse generale e la garanzia che a tutti venga offerta l’opportunità di accesso al fondo.
Naturalmente ricordiamo che le sedi della Federconsumatori sono a disposizione dei cittadini che avessero bisogno di assistenza per la presentazione della domanda.

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Libia: Urso (FdI), governo riferisca subito in Parlamento e al Copasir

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

“La “nuova” Libia che emerge dallo scontro in atto sarà di fatto divisa in due sfere di influenza: la Tripolitana sotto il tallone di Erdogan e la Cirenaica protetta da Putin. Italia fuori gioco? Il premier Conte riferisca in Parlamento. Questa è la peggiore sconfitta della storia della Repubblica Italiana”. È quanto ha scritto su Facebook il senatore di Fratelli d’Italia, Adolfo Urso, vicepresidente del Copasir. “Credo che il governo abbia il dovere di riferire in Parlamento, in Aula e nel Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Sono in gioco i nostri interessi nazionali nella Regione che è sempre stata considerata come di prioritario interesse strategico per l’Italia, sia sotto il fronte della sicurezza sia sotto quello dell’approviggionamento energetico”, conclude il senatore Urso.

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Fitbit Flow: un ventilatore polmonare di emergenza

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Fitbit (NYSE: FIT) ha annunciato la produzione di Fitbit Flow, un ventilatore polmonare di emergenza di alta qualità, economico e facile da usare, che ha ottenuto l’autorizzazione all’uso in condizioni di emergenza dalla U.S. Food and Drug Administration (FDA) durante la crisi sanitaria COVID-19.A seguito di una grande richiesta a livello globale di ventilatori polmonari, Fitbit ha sfruttato rapidamente la sua esperienza nello sviluppo di sensori avanzati e nella progettazione hardware per l’ideazione di Fitbit Flow, un rianimatore automatico ispirato al MIT E-Vent Design Toolbox e basato sulle specifiche richieste per i sistemi di ventilazione a produzione rapida . Durante lo sviluppo e i test, Fitbit ha consultato i medici di medicina d’emergenza dell’Oregon Health & Science University che si occupavano dei pazienti COVID-19 presso l’ospedale OHSU e ha collaborato con il gruppo di lavoro MassGeneralBrigham Center for COVID Innovation per soddisfare al meglio le esigenze dei professionisti.
Fitbit Flow si basa su palloni per rianimazione standard, come quelli utilizzati dai paramedici, con strumentazioni, sensori e allarmi sofisticati che lavorano insieme per eseguire le compressioni toraciche automatizzate e il monitoraggio del paziente. Il dispositivo è progettato per essere intuitivo e semplice da utilizzare, con l’obiettivo di contribuire anche a ridurre lo stress per il personale specializzato addetto al suo funzionamento. Rispetto agli altri ventilatori di emergenza in commercio Fitbit ritiene che il suo dispositivo abbia il miglior rapporto qualità-prezzo, considerando le funzionalità proposte e il costo accessibile.Secondo il New England Journal of Medicine: “gli ospedali americani hanno segnalato carenze di attrezzature chiave necessarie per l’assistenza ai pazienti in condizioni critiche, inclusi ventilatori e dispositivi di protezione individuale (DPI) per il personale medico. Le stime attuali del numero di ventilatori negli Stati Uniti vanno da 60.000 a 160.000. Indipendentemente da questa stima, non ce ne saranno abbastanza per i pazienti COVID-19 nei prossimi mesi. ”
Fitbit ha fatto leva sulle sue infrastrutture e sulle sue capacità di produzione grazie a cui vengono creati milioni di dispositivi Fitbit all’anno, per produrre rapidamente grandi volumi di questi dispositivi di emergenza. L’obiettivo è di fornirli ai sistemi sanitari di tutto il mondo che non dispongono di un numero sufficiente di ventilatori polmonari tradizionali. Fitbit Flow, infatti, è progettato per essere utilizzato solo quando non è disponibile un ventilatore polmonare tradizionale.Fitbit è in trattativa con le agenzie statali e federali degli Stati Uniti per comprendere le attuali esigenze interne dei ventilatori di emergenza e prevede di lavorare sia con gli Stati Uniti sia con le organizzazioni di aiuto globale, oggi così come in futuro nel caso di nuove ondate di virus.

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Assotrasporti sollecita il monitoraggio delle infrastrutture stradali

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

In piena fase 2, con la riapertura agli spostamenti intraregionali, dopo aver suggerito più volte al Governo di approfittare della riduzione di traffico, dovuta alle misure di contenimento del Covid-19, per effettuare il controllo capillare dell’intero sistema viario e ferroviario del Paese, Assotrasporti ricorda quanto sia importante assicurare la stabilità e la sicurezza della rete infrastrutturale italiana. Considerato che nei prossimi giorni riapriranno anche i confini europei, con la ripresa di Schengen, viene quindi da chiedersi se le strade italiane siano pronte ad accogliere il flusso di turisti che potrebbe salvare, o per lo meno arginare, le perdite della stagione turistica estiva.“Apprendiamo con piacere gli interventi dei deputati Roberto Cassinelli e Roberto Bagnasco e di Claudio Muzio, in quanto sono in linea con le nostre richieste. Occorre che si proceda con urgenza al monitoraggio dell’intera rete infrastrutturale italiana con la ripresa dei flussi” dichiara Secondo Sandiano, Presidente nazionale di Assotrasporti e Vicepresidente vicario di Eumove.“Sono diversi mesi ormai che Assotrasporti chiede interventi urgenti sulla rete autostradale, in particolare nella regione Liguria dove, in seguito ai crolli causati dal maltempo dello scorso inverno e all’incuria nella gestione delle infrastrutture, le strade sono diventate un susseguirsi di cantieri che causano interruzioni della viabilità, rallentamenti e code” aggiunge Fabrizio Civallero, segretario nazionale Assotrasporti. “Ricordando lo straordinario lavoro fatto al cantiere per il ponte di Genova che, nonostante l’emergenza sanitaria, ha proseguito i lavori senza sosta e si prepara all’inaugurazione del nuovo ponte nel mese di luglio, gli interventi di manutenzione nel resto della regione sono proseguiti a rilento e risultano inadeguati ad accogliere il flusso di turisti che si presta a giungere in Italia” aggiunge Sandiano. “Ribadiamo ancora una volta la richiesta di esenzione del pedaggio autostradale per tutti gli utenti quando, per via delle interruzioni causate dai lavori in corso, non sia possibile viaggiare a una velocità minima accettabile” conclude Civallero. Ricordando le numerose lettere inviate al Governo nei mesi passati, per richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza per la messa in sicurezza delle infrastrutture italiane e, successivamente, per la tutela dell’autotrasporto durante l’emergenza sanitaria e il suggerimento di approfittare della riduzione del traffico per effettuare il controllo capillare dell’intero sistema viario e ferroviario del Paese, le associazioni sostenitrici della proposta “Salva Vite” ribadiscono l’invito rivolto a tutti i cittadini, politici, associazioni, enti e imprese a partecipare attivamente alla campagna e dare il proprio contributo per trovare una soluzione efficace a questa grave emergenza mentre l’intero Paese si trova ad affrontare le conseguenze economiche della crisi causata dal Covid-19

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Scuola: Esami di Stato in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Continua l’attività sindacale di Udir sulla ricerca di una scuola in sicurezza al tempo della pandemia da Coronavirus: diversi i Webinar svolti a cui si è registrato un dirigente scolastico su quattro, grazie anche alla presenza di esperti nazionali, da ingegneri ad avvocati. Ora è arrivato il momento della modulistica da compilare e consegnare per cercare di prevenire rischi non imputabili alle proprie responsabilità nel primo test dopo la diffusione del Covid-19 e le recenti sentenze della Cassazione sezione penale.
Marcello Pacifico, presidente Udir: “Quest’anno gli esami di Stato hanno un sapore diverso, eppure siamo chiamati a rassicurare tutti i membri della comunità educante. Sarà il primo rientro in presenza di docenti e alunni, dopo le paure e le proteste che pure abbiamo condiviso. Ma ora abbiamo il compito di tutelare ogni dirigente scolastico nel tentativo di far rispettare tutte le indicazioni recepite nel protocollo di sicurezza e individuate dal Comitato Tecnico Scientifico.L’ufficio legislativo di Udir ha elaborato un modello ad hoc per gli esami di Stato con cui il dirigente scolastico dispone, per la sessione esami di Stato a. s. 2019/20, il “sistema gestione sicurezza scuola” fondato su misure preventive e protettive:
• il distanziamento fisico tra persone e l’eliminazione della possibilità di assembramento;
• procedure di igiene individuale delle mani e degli ambienti;
• misure organizzative per la tutela della salute e della sicurezza sia degli studenti che del personale scolastico (docente/non docente);
• misure specifiche per i lavoratori “fragili”.
La scuola non si è mai fermata e non vuole fermarsi, ma al primo posto è necessario rispettare tutte le misure di sicurezza.

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Scuola Udir: “Per rientrare a settembre in sicurezza bisogna coprire tutte le reggenze

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Tutelare i presidi in servizio su tutte le responsabilità non a loro ascrivibili in tema di sicurezza del lavoro, sia per eventi sismici, stato fatiscente degli edifici, che Covid-19 e prima dell’inizio degli esami di Stato, in attesa di una scelta del decisore politico e dei finanziamenti per l’edilizia scolastica senza nuova burocrazia. Autonomia delle scuole con 500 alunni e classi con 18 studenti, questo chiedono i 500 dirigenti iscritti ad Udir. Il sindacato rappresentato dal suo presidente nazionale, Marcello Pacifico, ha incontrato ieri il Premier Giuseppe Conte, in una nota dettagliata rivolta al ministro dell’Istruzione Azzolina ha presentato queste richieste per riaprire il nuovo anno scolastico in sicurezza, dopo gli emendamenti presentati al decreto legge rilancio all’esame della V commissione bilancio e l’emendamento approvato al decreto legge scuola sul coinvolgimento della scuola dell’autonomia sulla validazione dell’anno scolastico trascorso in parte durante la didattica a distanza.

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Pubblicato studio dell’Ateneo sulle comunità microbiche dei formaggi italiani

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Parma. È stata pubblicata sulla prestigiosa rivista scientifica Applied and Environmental Microbiology (https://aem.asm.org/content/86/12/e00139-20) una ricerca dell’Università di Parma rivolta a comprendere la composizione delle comunità microbiche che colonizzano i formaggi italiani, uno degli elementi che contribuisce allo sviluppo delle loro caratteristiche organolettiche. Lo studio ha dimostrato per la prima volta l’esistenza di comunità microbiche diversificate e specifiche per le varie tipologie di formaggio che sono responsabili delle caratteristiche qualitative del prodotto e quindi concorrono a definirne l’unicità e tipicità.Il lavoro è stato anche scelto dalla rivista Applied and Environmental Microbiology come immagine per la copertina dell’issue di giugno (https://aem.asm.org/content/86/12.cover-expansion).Si tratta del primo lavoro che, grazie all’impiego di tecniche metagenomiche, fornisce una immagine molto dettagliata della composizione delle comunità batteriche, definite nel loro complesso microbiota, che risiedono nel formaggio, mostrando l’esistenza sia di specie batteriche ubiquitarie sia di differenze legate al sito di produzione. Lo studio è stato condotto dal Laboratorio di Probiogenomica del Dipartimento di Scienze Chimiche, della Vita e della Sostenibilità Ambientale e ha visto la partecipazione di un gruppo di ricerca interamente dell’Ateneo di Parma, coordinato dal prof. Marco Ventura. Nello staff anche i membri del Centro Interdipartimentale dell’Ateneo di Parma “Microbiome Research Hub” (https://www.microbiomeresearchhub.com/), da sempre interessato allo studio del microbiota e al legame di quest’ultimo con gli alimenti.La ricerca, a differenza dei lavori finora pubblicati per lo più basati sull’impiego di tecniche di microbiologia classica, ha permesso di ricostruire in modo molto preciso il microbiota del formaggio tramite l’impiego di approcci metagenomici. Lo studio ha visto quindi la collaborazione del team di sequenziamento e del team bioinformatico diretto dal prof. Christian Milani del Laboratorio di Probiogenomica, che da anni si occupano di analisi genomiche e metagenomiche applicate alle comunità microbiche.Lo studio conferma la trasversalità delle ricerche eseguite nell’Ateneo che, in questo caso, hanno coinvolto anche la prof.ssa Maria Cristina Ossiprandi del Dipartimento di Scienze Medico-Veterinarie.

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Dl Rilancio: energia, aumento bollette per emergenza Covid

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

“Emendamento vergognoso presentato al Dl Rilancio. Per affrontare l’emergenza Covid è previsto un aumento degli oneri di sistema di luce e gas. Insomma, come fatto per i concerti, le palestre e i pacchetti turistici, ancora una volta i soldi vengono chiesti ai consumatori, facendogli svolgere il ruolo pubblico di sovvenzionare e finanziare chi è in difficoltà” afferma Marco Vignola, responsabile del settore energia dell’Unione Nazionale Consumatori.
“In pratica, per aiutare chi, per via dell’emergenza Covid, ha avuto problemi di reddito ed è in difficoltà con il pagamento delle bollette di luce e gas, finalità giusta e sacrosanta, è prevista una detrazione da applicare sull’imposta sui redditi delle persone fisiche (Irpef) che sarà, però, finanziata con la previsione di una nuova componente degli oneri di sistema” prosegue Vignola.
“Insomma, invece di dare un contributo a chi è in difficoltà a carico dello Stato, di tutti i contribuenti, ricorrendo alla fiscalità generale, l’aiuto sarà a carico degli altri consumatori, che in questo periodo, tra cassa integrazione o serrande abbassate, non navigano certo nell’oro, rincarando le loro bollette. E pensare che all’inizio dell’emergenza era stata addirittura proposta la sospensione di tutte le bollette di luce e gas. Una proposta a dir poco demagogica che avrebbe mandato in tilt il sistema. Certo che ora si esagera in senso opposto” prosegue Vignola. “Per non parlare del meccanismo farraginoso e complicato, che prevede un inspiegabile intervento di Arera ai fini di un fantomatico visto di conformità” prosegue Vignola.”Chiediamo che l’emendamento sia ritirato e, al suo posto sia prevista, per tutti, la sospensione fino alla fine dell’anno degli oneri generali di sistema e delle componenti Terna sulle bollette di luce e gas” conclude Vignola.Si tratta degli emendamenti che dopo l’art. 28 del dl Rilancio n. 34/2020 introducono l’art. 28 bis, emendamenti n. 28.012 e 28.031, a firma, rispettivamente, degli on Raciti (PD) e Manzo (M5S).

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“Le luci dell’Ebraismo: Serata divulgativa sulla cultura ebraica”

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Incontro: Giovedì 11.06.2020 h. 21:00-22:30 Modalità on-line con accesso libero sulla piattaforma zoom. Intervengono: Rav Riccardo di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma. Enrico Tromba, Prof. di Studi Ebraici, Università di Bratislava (Slovacchia). Introduce e modera: ing. Antonio Mangiola – MEIC Sant’Ivo alla Sapienza
Giovedì 11 Giugno 2020 dalle ore 21.00, in modalità on-line sulla piattaforma zoom, proseguirà il percorso di formazionedell’associazione cattolica romana MEIC Sant’Ivo alla Sapienza, con una serata divulgativa sulla cultura ebraica da titolo: “Le Luci dell’Ebraismo” con l’obbiettivo di un approfondimento sulle peculiarità e le ricchezze di questa cultura millenaria in cui affondano le radici della cultura cristiana. L’iniziativa si inquadra all’interno dell’offerta formativa del MEIC dell’anno 2019-2020 costituita da: Percorso di formazione Cristiana denominato “Profeti di Pace”; Cineforum sulle relazioni affettive; percorso di approfondimento culturale “Storie: incontri di Letteratura”; infine, scuola socio politica “Don Lorenzo Milani”. Maggiori informazioni alla pagina http://www.facebook.com/meicroma La religione cristiana affonda le sue radici nell’ebraismo, pertanto è segno di maturità per ogni cristiano approfondire le conoscenze di una cultura ricca e millenaria quale è quella ebraica che gode di particolarità uniche nel panorama storico, antropologico e religioso mondiale. La schiavitù in Egitto, l’Esodo di 40 anni nel deserto, la diaspora dell’anno 70 d. C. nel passato, fino ai giorni nostri come la Shoah, e la presenza nel mondo della cultura di personaggi come Einstein, Oppenheimer, Freud, Martin Buber, Eric Fromm, Abrahm Maslow, Jacques Derrida, Karl Popper, Emmanuel Lévinas, Claude Lévi-Strauss, Woody Allen, Anna Frank, e tanti altri, ci danno la cifra di un popolo dalla forte tradizione plurimillenaria, che affonda le sue radici nella Torah e nel Talmud. Per gustare uno scenario così vasto, verranno tratteggiati i seguenti temi:
la vita spirituale per gli ebrei adulti laici: pratiche, regole e osservanza;
l’affettività, la famiglia ed il ruolo della donna nella cultura e società ebraica;
le regole alimentari ebraiche, il loro significato spirituale e culturale – ho visto le sue specifiche per i vegani a cui appartengo da 10 anni;
l’umorismo ebraico, come strumento di fede, ovvero come attitudine a tenere accesa la fiammella della fede, in situazioni difficili e drammatiche che ciascuno nella vita è chiamato a vivere ed a superare per crescere;
il lavoro nella cultura ebraica, come strumento di espressione di se.
Intervengono: Rav Riccardo di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma, affiancato dal prof. Enrico Tromba, Prof. di Studi Ebraici, Università di Bratislava (Slovacchia). Riccardo Di Segni, figlio del medico partigiano Mosè Di Segni, è laureato in medicina e chirurgia. Ha continuato ad esercitare anche la sua professione di medico fino al 2014, come Direttore di Dipartimento di Diagnostica per immagini (radiologia) all’ospedale San Giovanni di Roma. Ha conseguito il titolo di rabbino presso il Collegio Rabbinico Italiano nel 1973 e come rabbino capo di Roma occupa la cattedra rabbinica più importante in Italia. Membro del Consiglio direttivo dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia dal 1999 al 2007 e Vice presidente della Conferenza Rabbinica Europea, dal 2010. Direttore del Collegio Rabbinico Italiano, dal 1999. Autore di più di 40 pubblicazioni in riviste specializzate su temi di letteratura talmudica, rapporti tra ebraismo e cristianesimo, diritto, bioetica, esposizione e interpretazione di riti, tradizioni locali, anche con applicazione di metodiche antropologiche-culturali. E’ autore di diversi libri di cultura ebraica fra cui la famosa “Guida alle regole alimentari ebraiche”.Enrico Tromba, archeologo e dottore di ricerca in Studi Ebraici presso l’Università di Bologna e di Parigi “La Sorbonne”. Insegna Antichità Ebraiche presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale. Assegnista di Ricerca presso l’Università di Bratislava (Slovacchia). Ha all’attivo diverse pubblicazioni sull’Archeologia della Terra di Israele e sulla Shoah. L’incontro è gratuito e da tutti accessibile in via telematica.
http://www.facebook.com/meicroma

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I centri odontoiatrici associati Ancod riaprono in piena sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Tutti i centri odontoiatrici associati ANCOD, oltre 500 distribuiti sul territorio nazionale, hanno ripreso le attività di servizio in piena sicurezza ottemperando alle linee guida ministeriali e seguendo un rigido protocollo per garantire a tutti i pazienti la prosecuzione delle cure iniziate, nonché una pronta presa in carico delle patologie e dei disturbi che si sono manifestati durante il periodo di lockdown. Anche nel periodo di sospensione delle attività non essenziali, i centri associati ANCOD si sono responsabilmente resi disponibili a eseguire procedure indifferibili o di emergenza, attenendosi alle normative anti-contagio. Molti degli studi tradizionali hanno temporaneamente chiuso l’attività.

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L’Europa che c’è, nonostante Di Maio, Salvini e Meloni

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

La notizia è eclatante: la Banca Centrale Europea (BCE) ha deciso di aumentare i fondi per l’acquisto di titoli di ben 600 miliardi. Vediamo come l’Europa interviene per superare la crisi sanitaria, sociale ed economica con dotazioni già fruibili:
1. Dalla Banca centrale europea (Bce) per l’acquisto di titoli: 1.350 miliardi di euro;
2. Fondi della Banca europea per gli investimenti (Bei) per le piccole e medie imprese: 200 miliardi;
3. Fondi per la cassa integrazione (Sure): 100 miliardi;
4. Fondi per il Meccanisno europeo di Stabilità (Mes):240 miliardi.
C’è anche il Recovery Fund, da approvare, che prevede finanziamenti per 750 miliardi.
Di quanto potrà disporre all’Italia? Vediamo.
1. Dalla BCE per l’acquisto di titoli: 220 miliardi per il 2020. Da definire quelli del 2021,
2. Fondi della Bei: 40 miliardi;
3. Fondi dello Sure: 20 miliardi;
4. Fondi del Mes: 36 miliardi.
Il totale dei Fondi ammonta a 96 miliardi, già disponibili. Se il Recovery Fund verrà approvato, al nostro Paese arriveranno altri 173 miliardi tra prestiti e a fondo perduto. Qualcuno, Di Maio (M5S), Salvini (Lega) e Meloni (FdI), prima delle elezioni politiche del 2018, volevano uscire dall’euro e, conseguentemente, dall’Europa che, secondo loro, ci avrebbe ridotto alla stregua della Grecia, con l’arrivo della temibile Troika, il taglio delle pensioni, degli stipendi e dell’assistenza sanitaria.Nulla di tutto questo è successo.
Senza l’Europa, l’Italia sarebbe nelle condizioni dell’Argentina o del Venezuela, cioè al fallimento.E’ necessario che i cittadini prendano atto, riflettano e non si lascino incantare dai pifferai di turno. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Biodiversità 2030 e Farm to Fork che saranno discusse nel prossimo Consiglio europeo Agri-Fish

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Nella prossima riunione del Consiglio Agri-Fish di lunedì i Ministri dell’Agricoltura discuteranno le due Strategie UE che fanno riferimento alla difesa della biodiversità e alla sostenibilità dei sistemi agroalimentari, presentate lo scorso 20 maggio dalla Commissione UE: “Biodiversità 2030” e “Farm to Fork”, insieme al nuovo Quadro Finanziario delle risorse dedicate a conseguirne gli ambiziosi obiettivi. Anche in vista di questo importante appuntamento la Coalizione #CambiamoAgricoltura ha inviato nei giorni scorsi una circostanziata lettera alla Ministra Teresa Bellanova per chiedere il massimo sostegno dell’Italia a queste Strategie, fondamentali per l’avvio di una reale transizione ecologica della nostra agricoltura nel segno del Green Deal europeo.La Coalizione italiana #CambiamoAgricoltura, forte del sostegno di oltre 60 sigle nazionali di associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica, ha sottolineato alla titolare del MIPAAF l’importanza di perseguire le due Strategie europee attraverso l’individuazione di nuovi e sfidanti obiettivi quantitativi coerenti con il Green Deal, da recepire nel Piano Strategico che l’Italia, al pari degli altri Paesi Membri, dovrà redigere per l’attuazione della PAC 2020-2027. Al centro della riforma per la PAC post-2020 c’è infatti la “politica agricola orientata ai risultati” intesa come generatrice di esternalità ambientali e sociali, oggettive e misurabili, che deve segnare il superamento dell’approccio basato sulla erogazione di sussidi proporzionali alle superfici in possesso degli agricoltori.La Coalizione #CambiamoAgricoltura auspica inoltre il sostegno del nostro Governo ad una più forte aderenza a regole e obiettivi climatico-ambientali stabiliti dalla UE quali condizioni per l’erogazione degli aiuti PAC ed esprime la sua preoccupazione per alcune delle modifiche fino ad oggi proposte nell’ambito del Consiglio Agri-Fish che vogliono invece indebolire proprio la componente ambientale della futura PAC.Rispetto alla discussione sul quadro finanziario, la Coalizione #CambiamoAgricoltura condivide l’esigenza di assicurare alla politica agricola risorse adeguate per poter raggiungere gli obiettivi ambientali ambiziosi indicati dalle Strategie europee, assicurando però un nuovo approccio per una reale transizione ecologica nell’agricoltura. Le Associazioni esprimono per questo soddisfazione per le risorse aggiuntive rese disponibili per lo Sviluppo Rurale, ma sollevano preoccupazioni per la discussione all’interno del Consiglio europeo sui meccanismi di attribuzione dei fondi agli obiettivi ambientali e climatici, dai quali dipende in gran parte l’efficacia delle misure che verranno intraprese. La Coalizione #CambiamoAgricoltura chiede che il 40% delle risorse PAC siano destinate ad azioni dedicate direttamente alla lotta ai cambiamenti climatici e per arrestare la perdita della biodiversità.Con la lettera inviata alla Ministra la Coalizione #CambiamoAgricoltura ha rinnovato alla Ministra Bellanova la propria disponibilità a dare un contributo a tutte le fasi di redazione del Piano Strategico Nazionale della PAC, secondo le indicazioni esplicite della Commissione Europea. Il processo partecipato con tutti gli attori sociali ed economici interessati, avviato a febbraio e bloccato dall’emergenza Covid19, deve ripartire al più presto e forte di una vasta condivisione, evitando il rischio di derive corporative, deve essere finalizzato all’identificazione degli obiettivi della programmazione della PAC post 2020, tappe fondamentali nel senso della transizione ecologica della nostra agricoltura. http://www.cambiamoagricoltura.it

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Premio del Cittadino europeo: candidature entro il 30 giugno

Posted by fidest press agency su martedì, 9 giugno 2020

Valorizzazione dello spirito europeo, comprensione e cooperazione fra i cittadini degli stati membri dell’Unione, divulgazione di valori come dignità, uguaglianza, giustizia, solidarietà e libertà. Sono questi i principali temi oggetto del Premio del Cittadino europeo a cui, per l’edizione 2020, si affianca la lotta al COVID-19.Il Parlamento europeo invita i cittadini, i gruppi di cittadini, le associazioni e le organizzazioni che hanno realizzato dei progetti inerenti le tematiche specificate dal regolamento a candidarsi o a nominare altri, entro il 30 giugno 2020 alle ore 23:59.Sono ammissibili progetti nazionali, transfrontalieri e paneuropei che promuovono una maggiore integrazione e cooperazione, nonché i valori sanciti dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Fra i temi dei progetti vincitori delle passate edizioni, l’assistenza sociale e l’integrazione, l’educazione, il dialogo interculturale, l’arte e la cultura, la protezione dell’ambiente e la memoria storica.Anche i deputati potranno nominare un progetto di un singolo o di una associazione ritenuto particolarmente meritevole.I vincitori saranno annunciati a luglio 2020 e invitati alla cerimonia di premiazione a novembre 2020 presso il Parlamento europeo.

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