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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 12 giugno 2020

Mattarella-Pahor a Trieste: evento storico, nulla sarà come prima

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Il 13 luglio i due presidenti in visita a ‘Narodni dom’ e Foiba Basovizza. “Un momento di altissimo valore simbolico e un evento miliare per la storia di terre martoriate e divise. La visita dei presidenti Pahor e Mattarella a Trieste nel centenario dell’incendio del Narodni dom, racchiudendo l’omaggio al monumento nazionale della Foiba di Basovizza, assume un profondo significato morale e politico. Bisogna che siamo tutti consapevoli e all’altezza di questo evento, dopo il quale nulla sarà più come prima”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd) commentando l’annuncio della visita a Trieste, il prossimo 13 luglio, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dell’omologo sloveno Borut Pahor, che si recheranno al Narodni dom, nel 100/mo anniversario dell’incendio per mano fascista dell’edificio sede delle associazioni slovene, e alla Foiba di Basovizza.
“Chi sogna un futuro nel segno del reciproco rispetto – continua la senatrice – e riconoscimento delle memorie e del dolore, che non hanno colore né bandiera, potrà apprezzare il momento storico che stiamo vivendo e nel quale non possiamo che riconoscerci. La conquista della libertà individuale e quella della nostra comunità tutta, ha avuto un costo altissimo, ci ha divisi e segnati per decenni. Inchinarsi alle memorie e alle vittime dei totalitarismi è un segno di grande civiltà e un dovere che dobbiamo agli altri, chiunque essi siano”.”Sui luoghi del dolore chiudiamo insieme il capitolo della storia che non passa, impariamo dalle difficoltà del presente la necessità di stare uniti e – conclude Rojc – cominciamo un nuovo cammino”.

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Foibe: partecipazione a Basovizza presidente sloveno è evento storico

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

“Apprendiamo con soddisfazione che il prossimo 13 luglio il presidente della Repubblica slovena Borut Pahor andrà in visita alla Foiba di Basovizza insieme al Capo dello Stato Sergio Mattarella. Si tratta di un evento storico in quanto per la prima volta un presidente sloveno renderà omaggio a un simbolo della tragedia e dell’odio etnico che colpì migliaia di nostri connazionali, uccisi nelle foibe o costretti ad abbandonare per sempre la propria terra”. Lo dichiarano il presidente di Fratelli d’Italia al Senato, Luca Ciriani e il vicepresidente vicario dei senatori di FdI, Isabella Rauti.”Proprio nei giorni scorsi abbiamo presentato un’interrogazione al ministro Di Maio un’interrogazione proprio sulle questioni rimaste ancora aperte con le Repubbliche di Slovenia e di Croazia riguardo i diritti negati agli esuli istriani, fiumani e dalmati nonché ai loro discendenti. Chiedendolo con più forza di sempre perché il governo italiano ha deciso di dare alla minoranza slovena di Trieste il palazzo che oggi è dell’Università di Trieste e che cento anni fa ospitava l’Hotel Balkan e il Narodni Dom. Una concessione che causerà un esborso di oltre 10 milioni di euro e che vede, oltre alla nostra, l’opposizione di gran parte della popolazione triestina e delle associazioni degli esuli visto che alla minoranza slovena sono stati concessi, negli anni scorsi, numerosi immobili a Trieste tra cui, come risarcimento diretto per il palazzo dov’era il Narodni Dom, il Teatro Stabile Sloveno di via Petronio. Ora ci auguriamo che la notizia della visita del presidente sloveno presso il Monumento Nazionale della Foiba di Basovizza per commemorare i morti italiani nelle foibe e la tragedia dell’esodo, evento mai accaduto prima, renda possibile affrontare in un clima più disteso e costruttivo le tante questioni ancora aperte e soprattutto consentire che i diritti degli esuli e dei loro discendenti, finora negati, possano trovare il loro giusto e meritato riconoscimento”, concludono i senatori Ciriani e Rauti.

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Riaprono al pubblico la Cattedrale di Siena e il Museo dell’Opera

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Siena il 13 giugno, in applicazione del principio di gradualità, riaprirà al pubblico la Cattedrale di Siena con il Museo dell’Opera tutti i giorni dalle ore 10:30 alle ore 18:00 (salvo l’orario domenicale per la Cattedrale 13:30 – 18:00 per consentire le celebrazioni). Nel corso dei mesi estivi si procederà alla riapertura del Battistero e della Cripta e all’annuale scopertura del pavimento.In queste settimane sono stati eseguiti tutti i protocolli di pulizia e sanificazione, è stata installata la nuova cartellonistica, gli schermi di sicurezza e le indicazioni dei percorsi che permettono insieme alla fruizione delle magnifiche opere d’arte il necessario distanziamento. Verrà rilevata la temperatura all’ingresso e anche attraverso l’app The Right Distance, un’applicazione per smartphone che non richiede informazioni personali lesive della privacy, sarà possibile mantenere la giusta distanza tra le persone, perché il Duomo a Siena rappresenti sempre un’eccellenza nell’ospitalità e nell’accoglienza in assoluta sicurezza.Per dare un forte impulso alla ripresa turistica il consiglio di amministrazione dell’Opera, nella sua vocazione sociale di servizio al territorio, ha deliberato l’accesso gratuito fino al 31 luglio prossimo. All’emissione del biglietto omaggio sarà proposta la donazione volontaria, anche simbolica di 1 euro, che sarà destinato ad un fondo per dare impulso allo studio dei prossimi interventi di conservazione del complesso monumentale tra i quali anche una campagna di studi finalizzata alla ripresa degli scavi nella cosiddetta Cripta che ha permesso significative acquisizioni di conoscenze negli ambiti figurativi, architettonici, archeologici e urbanistici.Sarà possibile inoltre, nella fascia oraria 18-19, al fine di vivere un’esperienza artistica in totale sicurezza, la visita esclusiva al museo di un’ora con accesso al Facciatone, solo su prenotazione, per un numero massimo di 20 visitatori al prezzo complessivo di Euro 20,00 ciascuno. Un simpatico omaggio verrà consegnato ai primi 250 visitatori ragazzi, sotto i 12 anni di età: uno zainetto con lo storico stemma dell’Opera. Vi aspettiamo ad ammirare nuovamente la Divina Bellezza di questo laboratorio architettonico che raccoglie più famosi artisti della storia dell’arte italiana, da Nicola e Giovanni Pisano a Duccio di Buoninsegna, da Donatello a Michelangelo, da Pinturicchio al Bernini, alla ricerca del Vero, del Bene e del Bello, “un’officina delle anime dove si ricoverano gli sperduti, si ritemprano in questa penombra, si raccolgono i relitti, si aggiustano i rottami (Mario Luzi)”.

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Il tredici giugno riapriranno al pubblico i Musei Pienza Città di Luce

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

La città ideale del Rinascimento voluta dal Papa umanista Pio II sorge immutata in mezzo al luminoso paesaggio della Val d’Orcia. Il tema della luce, fondamentale nella concezione architettonica del Pontefice per la costruzione della sua città, è evocato dal celebre poeta contemporaneo Mario Luzi che si ispirò più volte a questa terra:Con un unico biglietto cumulativo sarà possibile visitare i preziosi monumenti che incorniciano la piazza principale della città, Palazzo Piccolomini e il Giardino, Palazzo Borgia con il Museo Diocesano, la Cripta. Il PASS ha validità di due giorni e consente la visita con audioguida gratuita. All’interno dell’audioguida è compresa la descrizione della cattedrale alla quale si accede con ingresso libero.Palazzo Piccolomini, residenza del Pontefice Pio II, è un’autentica casa museo con arredi e opere d’arte di grande interesse a partire dal Rinascimento fino al XX secolo. La loggia del palazzo, come un teatro a cielo aperto, si affaccia sul giardino pensile in stile rinascimentale e sul panorama mozzafiato della Val d’Orcia.
Il Museo Diocesano, all’interno di Palazzo Borgia custodisce opere di grande interesse come la Madonna con il Bambino di Pietro Lorenzetti, lo splendido Piviale di manifattura inglese donato alla Cattedrale da Papa Pio II e numerosi dipinti dei più grandi maestri del Rinascimento come Lorenzo di Pietro detto il “Vecchietta”, Luca Signorelli, Fra Bartolomeo della Porta.
La Cripta conserva al suo interno il fonte battesimale realizzato su disegno del Rossellino e una collezione di pregevoli pagine miniate provenienti dai graduali che Pio II donò alla cattedrale pientina.Il Duomo di Santa Maria Assunta, progettato dal Rossellino per volontà di Papa Pio II, fu consacrato il 29 agosto 1462. L’imponente facciata in travertino, che sembra quasi avanzare sulla piazza dal vasto panorama della Val d’Orcia, rispecchia i canoni classici dell’architettura di Leon Battista Alberti. L’interno, a croce latina, presenta una serie di altari lungo l’abside sui quali troneggiano preziose pale d’altare commissionate dal Papa agli artisti senesi più in auge nella metà del Quattrocento: Sano di Pietro, Vecchietta, Matteo di Giovanni, Giovanni di Paolo.La riapertura dei Musei a Pienza, in conformità con le linee guida per la ripresa delle attività culturali, prevede l’introduzione dell’app gratuita The Right Distance, un’applicazione per smartphone che, nel pieno rispetto della privacy, consentirà di mantenere la giusta distanza dagli altri visitatori. http://www.pienzacittàdiluce.it

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Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate: Ai vertici lombardi per redditività e produttività

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Prima Bcc in Lombardia per redditività, seconda per produttività e terza, sempre con riferimento alla regione, nella superclassifica 2019, cioè la fotografia sulle banche che il mensile “BancaFinanza” rende nota annualmente, prendendo in considerazione stato patrimoniale, conto economico, nota integrativa, prospetto della redditività complessiva e prospetto delle variazioni del patrimonio netto.Per la precisione, la superclassifica di “BancaFinanza” prende in esame tutte e 164 le banche piccole (cioè con un attivo compreso tra i 650 e 5.200 milioni di euro) operanti sul territorio italiano tra cui, ovviamente, le 29 banche di credito cooperativo presenti in Lombardia. Decisamente positivo il trend della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate nelle classifiche settoriali, con un netto miglioramento nella componente “produttività”, dove a livello nazionale, rispetto all’anno precedente passa dalla 50° alla 31° posizione; un più che sensibile incremento per la componente “solidità”, passando dal 95° all’89° posto in classifica nazionale ed un mantenimento della posizione nella classifica “redditività”, con il 43° posto in classifica nazionale e, come detto, il primo tra le 32 Bcc operanti in Lombardia.«Il mutualismo è il nostro modo di fare impresa, una formula di organizzazione e gestione aziendale basata sull’unire le forze. Sul costruire capitale sociale. Sull’instaurare relazioni basate sulla reciprocità -aggiunge Carlo Crugnola, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. Le Bcc sono cooperative, quindi innanzi tutto società di persone, che col loro agire quotidiano al servizio dei soci e dei territori di riferimento dimostrano quanto la cooperazione resti un’idea moderna e attualissima, che “tiene” anche quando il resto del sistema va in crisi».

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Tutela del design nel settore dei prezzi di ricambio automotive

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Nella lunga guerra tra ricambisti indipendenti e case automobilistiche si è conclusa questa settimana una ennesima battaglia a favore di queste ultime.Il Tribunale di Milano, Sezione Specializzata in Materia di Impresa, ha infatti accertato la violazione dei diritti di esclusiva di Volkswagen ad opera della società campana Acacia, che produceva e commercializzava cerchioni dalle caratteristiche morfologiche molto simili a quelle registrate dal gruppo tedesco, trincerandosi dietro la difesa della c.d. clausola di riparazione. Quella relativa all’applicazione della clausola di riparazione, c.d. match-fit, (art.124 CPI) che in via di eccezione consente di riprodurre l’aspetto esteriore di un pezzo di ricambio, identico a quello originario e tutelato come design, è una questione giuridica con enormi riflessi economici che si trascina da tempo. La Direttiva sul design (direttiva 98/71/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 13 ottobre 1998) infatti non ha risolto il contrasto tra case automobilistiche, che pretendevano di avere il monopolio sui pezzi di ricambio, e i ricambisti indipendenti, i quali invece invocavano la libera concorrenza. In attesa di una normativa ad hoc che disciplinasse la materia, mai arrivata, è stata varata quella norma. Secondo tale regola la proprietaria dei modelli di cerchioni automobilistici non può azionare i propri diritti di monopolio contro i produttori di cerchioni identici, se questi ultimi sono utilizzati allo scopo di consentire la riparazione del prodotto complesso (automobile): la produzione di cerchi replica è legittimata dalla norma, purché essi vengano prodotti e venduti solo allo scopo di ripristinarne l’aspetto originario del veicolo, ad esempio nel caso di rottura o furto dei cerchioni originali. L’Avv. Niccolò Ferretti, responsabile del dipartimento di Proprietà Intellettuale dello Studio Nunziante Magrone (www.nunziantemagrone.it) così commenta la decisione del Tribunale: “La pronuncia del Tribunale di Milano rappresenta un importante monito per tutte quelle imprese che intendono abusare della clausola di riparazione per giustificare la commercializzazione di repliche prodotte e vendute al di fuori dei limiti imposti dal legislatore. Se, infatti, da un lato, è sacrosanta la tutela degli interessi e diritti dei consumatori a poter sostituire pezzi di ricambio sinistrati o sottratti con repliche a basso costo, dall’altro, tuttavia, è altrettanto doveroso contenere tale facoltà nei precisi confini imposti dalla norma, onde evitare che si traduca in un comodo alibi affinché i produttori di ricambi indipendenti immettano sul mercato a loro piacimento vere e proprie contraffazioni”.Dopo avere inibito alla società Acacia la produzione e commercializzazione dei cerchioni in questione, imponendo anche il ritiro dal mercato dei pezzi già venduti e la pubblicazione del provvedimento su un quotidiano e una rivista di settore, i Giudici milanesi hanno rimesso la causa sul ruolo per la quantificazione del danno patito da Volkswagen in funzione della condotta illegittima della controparte.

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Il turismo tedesco continua a scegliere Albarella

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Il 3 giugno le frontiere italiane si sono aperte agli stranieri. E due famiglie di Monaco di Baviera, proprio il 3 giugno, non hanno perso l’occasione e sono volute tornare nell’Isola di Albarella per la decima volta, scegliendo l’Isola per sportivi e famiglie come meta delle loro vacanza già da subito, non vedendo l’ora di tornare in Italia. E’ la storia delle famiglie Hauc e Korber, che non appena a fine maggio hanno saputo che finiva il lockdown in Italia e si riaprivano le frontiere hanno chiamato il centralino del servizio booking dell’Isola di Albarella per prenotare due case dove alloggiare per otto giorni, ritrovando un po’ di spensieratezza.
“I nostri connazionali ci hanno chiesto se non avevamo paura di venire in Italia a causa del virus, ma noi abbiamo risposto che la diffusione del virus è uguale in tutta Europa. Anzi, solo ad Albarella si trovano spazi così ampi, poca confusione e tanta natura: siamo tranquilli e sereni e stiamo vivendo una bellissima vacanza è più sicuro qui che in città. E’ la nostra decima volta qui e siamo innamorati di questo clima e della spiaggia così ampia, è tutto rimasto bello come sempre”.
Le loro sono due famiglie molto numerose: è composta da 5 persone la prima, da 7 la seconda, e hanno optato per due case singole scegliendole tra la vasta offerta di Albarella Srl. E vogliono lanciare un messaggio ai tanti tedeschi che scelgono Albarella come meta per le loro vacanza: “Non abbiate paura, l’Italia è sempre amichevole, gioviale, bella. E anche molto sicura”.

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Pianificare nell’era dell’incertezza

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

I due concetti che hanno maggiormente influenzato le mie scelte professionali, nel settore della finanza, sono la pianificazione e l’incertezza. In questo articolo li combinerò insieme mostrando la necessità di una profonda rivisitazione del concetto di pianificazione finanziaria, allontanandosi dalla versione anglosassone – che nell’Europa continentale non ha mai veramente preso piede – per abbracciare una visione completamente coerente con la nuova realtà che accademicamente ha iniziato a trovare spazio da inizio secolo ed è ormai una realtà consolidata: l’era dell’incertezza.
Dopo la grande crisi finanziaria del 2008 il concetto tradizionale di pianificazione finanziaria è un po’ entrato in crisi poiché il vecchio modo di intendere la pianificazione finanziaria era legato a doppio filo con i vecchi concetti di costruzione dei portafogli finanziari basati sull’ottimizzazione del rapporto rischio/rendimento (già citata MPT).
Questa presunta ottimizzazione (la “famosa”, almeno nel settore, “frontiera efficiente”) presuppone una stima delle aspettative di rendimento (insieme alla varianza e covarianza, ma non desidero entrare nei dettagli tecnici). Il 2008 ha dimostrato oltre ogni ragionevole dubbio che tutti i calcoli che stavano alla base della pianificazione finanziaria tradizionale erano completamente sbagliati. L’ultimo ventennio, che va dallo scoppio della bolla tecnologica alla crisi in corso, passando per la grande crisi finanziaria, si può definire come l’inizio dell’era dell’incertezza. Il concetto di incertezza, a livello accademico, è diventato ormai un dato assolutamente acquisito, non solo in finanza, ma particolarmente in finanza. In Italia il noto psichiatra Vittorio Andreolli ha scritto per i tipi di Rizzoli “Homo Incertus”, nel quale mostra il concetto di incertezza nell’intera società, anche con qualche accenno agli aspetti economici e monetari. Paolo Sironi, Global Research Leader Banking and Finance presso l’IBM Institute for Business Value, teorico della trasparenza dei mercati finanziari, la chiama “incertezza fondamentale”, per ribadirne il carattere ontologico. Per prendere decisioni finanziarie in modo efficace e soddisfacente la caratteristica più importante che l’investitore deve possedere è la “consapevolezza finanziaria olistica”. Ciò significa aver interiorizzato i meccanismi basilari dei mercati finanziari in rapporto alle proprie necessità di vita collegate ad esigenze monetarie, ma anche alla propria psicologia. Conoscere non è avere consapevolezza. La funzione più importante di un piano finanziario (paradossalmente anche quella più trascurata) è quella di accrescere la propria consapevolezza finanziaria olistica. La consapevolezza si accresce solo attraverso l’esperienza diretta. Essere consapevoli non significa semplicemente conoscere, ma fare esperienza di un evento sul quale si è precedentemente ben riflettuto. Affinché questo percorso di consapevolezza interiore si realizzi è necessario
1. dotarsi di obiettivi “smart” (specifici, misurabili, ambiziosi ma raggiungibili e temporizzati)
2. realizzare un piano d’investimento con regole molto dettagliate, progettate sull’assunto che i mercati sono assolutamente incerti;
3. vivere le conseguenze delle scelte previste dal piano.
Man a mano che i mercati faranno il loro corso, l’investitore potrà prendere consapevolezza delle sue reazioni, delle sue aspettative e sulla base di queste nuove consapevolezze potrebbe maturare diversi obiettivi e potrebbe modificare o integrare il proprio piano. Come per tutte le cose, il “come” è sempre più importante del “cosa”. Affinché i piani finanziari siano efficaci devono essere progettati avendo aspettative realistiche, partendo – come detto – dal presupposto dell’incertezza dei mercati e non del semplice rischio-statistico. Uno dei modi di gestire l’incertezza è prevedere nel piano numerosi momenti di verifica ed adeguamento del piano stesso in base alle mutate condizioni. Tutti questi aspetti sono conseguenze dell’aver compreso pienamente ed accettato l’incertezza fondamentale dei mercati. Quando un investitore ha sviluppato un’elevata consapevolezza finanziaria olistica, comprende sempre di più che l’incertezza non costituisce un problema, se hai imparato a gestirla. Questo però richiede tempo, una certa dose di pazienza e disciplina e – possibilmente – una guida che non abbia interessi in conflitto con l’investitore. (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio in abstract)

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Accademia di Medicina di Torino e la gestione della pandemia da COVID-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

L’Accademia di Medicina di Torino venne chiamata più volte nella sua secolare storia a fungere da consulente per i temi sanitari e di salute pubblica dello Stato, ed anche in occasione della pandemia da coronavirus, evento drammatico che ha sorpreso i sistemi sanitari di tutto il mondo, si è interrogata su quale potesse essere il suo modesto contributo. A tal fine, è stato richiesto ai Colleghi di manifestare liberamente opinioni, proposte, criticità e progetti, dalla sintesi dei quali, pubblicati sul sito dell’Accademia
(www.accademiadimedicina.unito.it) è scaturito questo documento, articolato in 10 punti che si vuole indirizzare con pacatezza, trasparenza e spirito costruttivo agli operatori sanitari, agli amministratori pubblici ed all’opinione pubblica, con l’auspicio sia di contribuire a contrastare con maggiore efficacia future e non improbabili pandemie, sia di suggerire provvedimenti atti a migliorare il livello del SSN che in questa occasione ha mostrato evidenti criticità.
1) Il rispetto delle norme igienico-comportamentali Non c’è dubbio che tutti i cittadini debbano abituarsi a rispettare, anche in futuro, le norme igienico-comportamentali necessarie per ostacolare la diffusione delle infezioni (prevenzione primaria), consistenti nell’evitare quanto più possibile di frequentare luoghi affollati, nell’igiene personale, nella frequente sanificazione delle
mani e nel distanziamento sociale, ma anche nell’osservare scrupolosamente le indicazioni sull’isolamento sociale e sulla quarantena (prevenzione secondaria), ricordando che le mascherine rappresentano l’integrazione necessaria (e non accessoria) utile a tutti (non solo al contagiato per non contagiare)
2) Dovrebbe essere attribuita una maggiore importanza all’adozione di stili di vita virtuosi, ed in particolare ai benefici della corretta alimentazione, dell’attività fisica sistematica e dell’astensione dal fumo, che sono gli elementi fondamentali per il mantenimento della salute.
3) Il possibile ruolo protettivo della vitamina D sull’infezione da COVID-19, avanzato nel documento diffuso dall’Accademia di Medicina e dall’Università di Torino e redatto allo scopo di stimolare i ricercatori ad approfondire questo specifico aspetto di prevenzione, ha riscossoun’ampia risonanza internazionale ed ha innescato un ampio dibattito scientifico.
4) La necessità di percorsi condivisi E’ stata distintamente percepita la carenza di chiare e formali indicazioni in ordine alla gestione diagnostica e terapeutica della pandemia: sarebbe stato auspicabile venissero emanati specifici protocolli, sia di carattere generale, sia in relazione a particolari condizioni (la gravidanza, il trattamento dialitico, la malnutrizione, l’età avanzata, la demenza, la trombofilia, la presenza di neoplasie, il genere dei pazienti, considerando la netta prevalenza dei maschi, ecc), conformemente a quanto suggerito dalle Società scientifiche, volti a salvaguardare i cittadini dai rischi dell’infezione; in particolare, dobbiamo richiamare l’attenzione:
a) Sull’inderogabilità di attivare una rete di laboratori qualificati ed efficienti, in grado di effettuare un numero adeguato di tamponi e di test sierologici, soprattutto nelle categorie a rischio
b) Sull’estrema necessità di fornire indicazioni terapeutiche condivise, ricordando che la complessità della malattia richiede l’apporto culturale ed operativo, oltre che di virologi, epidemiologi e pneumologi, anche di altri specialisti (internisti, geriatri, esperti di coagulazione,cardiologi, nefrologi, reumatologi, immunologi, psicologi ecc): la rapidità con cui la pandemia si è sviluppata e le lacunose e tardive informazioni che sono pervenute dai Paesi in cui essa si era in un primo tempo manifestata, non hanno consentito di far giungere ai medici in prima linea precise indicazioni terapeutiche, che si sono dapprima limitate al supporto ventilatorio, per poi consigliare l’uso di farmaci di scarsa o dubbia efficacia come l’idrossiclorochina, ma anche di antivirali e di eparina a dosaggi variabili, senza una sostanziale evidenza scientifica, in quanto dedotte da studi condotti su pochi pazienti, eterogenei per età e in diversi stadi di malattia.
5) La rivalutazione della Medicina territoriale Un punto di estrema criticità è certamente quello della gestione della medicina territoriale, che avrebbe dovuto fungere da efficace filtro in questa drammatica circostanza, coordinando meglio il cruciale ruolo dei Medici di Medicina Generale con le strutture ospedaliere, che peraltro hanno retto bene alla poderosa onda d’urto.
6) La politica e la gestione della Sanità Al di là di eventuali singole responsabilità che gli organi competenti avranno modo di accertare, e degli errori che possono essere stati commessi,certamente in buona fede, dobbiamo auspicare che subentri nella politica e in tutti i gestori della sanità pubblica la consapevolezza di delineare strategie che vadano oltre l’emergenza e che si
concretizzino in atti programmatori e gestionali duraturi nel tempo, con attenzione non solo allesingole patologie, ma al malato nella sua complessità, abdicando al mito del risparmio sulle risorse.
7) Gestione malaccorta della pandemia In generale, si è percepita in molte realtà una gestione approssimativa della pandemia: i richiami agli operatori a non indossare le mascherine per non allarmare i pazienti, la primitiva indicazione ai pazienti di non ricoverarsi in ospedale, la scarsa disponibilità di dispositivi di protezione, l’inopinata norma di non eseguire riscontri autoptici,
l’insufficiente numero di tamponi, sono solo alcuni dei fattori che hanno favorito la diffusione del contagio.
8) Un punto critico consiste nella necessità di sburocratizzare il sistema abolendo norme anacronistiche e spesso punitive per i pazienti, non di rado costretti a faticosi ed inutili percorsi amministrativi.
9) Un problema molto importante è quello della gestione delle informazioni che le Istituzioni hanno fornito all’opinione pubblica, non di rado frastornata da notizie contraddittorie, carenti, scoordinate e senza garanzia delle fonti. La trasparenza degli
obiettivi può consentire ai cittadini di condividere o dissentire consapevolmente, senza affidarsi a suggerimenti improvvisati che spesso alimentano false e pericolose illusioni.
a) La crisi attuale è stata innescata da una malattia infettiva, ma può essere considerata la conseguenza di politiche socio sanitarie perseguite negli ultimi decenni che non hanno sufficientemente valorizzato il territorio.
b) Sia necessario un maggiore rispetto ed un più adeguato controllo delle norme in tema di sicurezza sul lavoro
c) La focalizzazione prevalente della programmazione sanitaria sul contenimento delle spesa ha determinato la necessità di investire ora grandi risorse nell’emergenza e ha provocato danni e costi di portata enorme all’economia generale del Paese.
d) Va rivisto il modello di assistenza delle malattie croniche, ponendo il paziente veramente al centro di processi utili al mantenimento della sua salute, con maggiore attenzione alla prevenzione delle malattie, al rispetto dei criteri di equità e di universalità, e non considerandolo oggetto di un sistema che ha prodotto consumismo sanitario con prestazioni diagnostiche o terapie non sempre appropriate
e) Occorre rivalutare e sostenere la ricerca scientifica in campo medico, vera risorsa per il Paese.
by Giancarlo Isaia Presidente dell’Accademia di Medicina di Torino (testo proposto in sintesi, quello integrale è accessibile tramite Accademia Medicina UniTo)

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Vaccino contro influenza necessario per evitare confusione con il Covid-19

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

In attesa di un vaccino per il Covid-19, la medicina generale si prepara alla prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale, che con molta probabilita’ potrebbe essere anticipata tra settembre e ottobre. Giocare d’anticipo, secondo gli esperti, quest’anno potrebbe essere una strategia “molto utile” per evitare uno degli effetti avuti all’inizio del Covid-19, quando molti casi sono stati confusi per forme di influenza tradizionale. “Con largo anticipo, gia’ dal mese di febbraio- dice all’agenzia Dire il presidente della Societa’ Italiana di Medicina Generale, Claudio Cricelli- abbiamo chiesto che la vaccinazione antinfluenzale quest’anno venisse estesa, possibilmente gratuitamente, ad un maggior numero possibile di persone. La nostra richiesta e’ motivata dal fatto che abbiamo fondati timori che durante il prossimo autunno/inverno si possano ripresentare focolai di Covid-19, che sicuramente si andranno a sommare all’influenza stagionale, in arrivo normalmente intorno alla meta’ di ottobre. E presentandosi i due virus con sintomi praticamente uguali, c’e’ il rischio che si possa creare la stessa confusione che probabilmente ha determinato un mancato riconoscimento dei casi di Covid tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo”. Il vaccino contro l’influenza, come indicato da una circolare del ministero della Salute, non sara’ obbligatorio ma raccomandato e gratuito per tutti i bambini dai 6 mesi ai 6 anni
e per tutti gli anziani a partire dai 60 anni d’eta’. “Noi medici non siamo ovviamente tenuti a stabilire se un vaccino debba
diventare obbligatorio- commenta Cricelli- ma abbiamo sostenuto una obbligatorieta’ morale nei confronti del personale sanitario:
riteniamo infatti che i medici debbano avere un comportamento etico, quindi vaccinarsi, perche’ sono a contatto con tante
persone e possono diffondere il virus influenzale”. Ma quest’anno si aspetta da parte dei cittadini una maggiore responsabilita’? “Assolutamente si’, credo che i cittadini abbiano raggiunto un grande senso di consapevolezza di quanto accaduto in questi mesi- risponde all’agenzia Dire il presidente della SIMG- anche perche’ c’e’ stata una maggiore informazione. Le persone hanno prima di tutto capito che l’influenza e’ una finta malattia benigna, perche’ e’ vero che la mortalita’ per influenza e’ notevolmente inferiore a quella del Covid-19, ma e’ anche vero che si porta dietro uno ‘strascico’ di 8 milioni di persone ammalate ogni anno e piu’ o meno di 20 miliardi di spesa inutile, tra assenze da lavoro, acquisto di farmaci e perdita di reddito”. Capire questo “semplice” concetto, secondo Cricelli, sarebbe sufficiente a non rendere obbligatorio il vaccino contro l’influenza. “Basterebbe parlare con i nostri concittadini, spiegare, raccontare, mostrare dati e farli riflettere- prosegue il presidente della SIMG- Ma sono convinto che oggi piu’ che mai le persone risponderanno positivamente al nostro appello”. Probabilmente anche la paura quest’anno potrebbe portare un maggior numero di persone a vaccinarsi… Ma sara’ davvero cosi’? “Una persona che quest’inverno si ammala di influenza, in un momento in cui si dovesse ripresentare il Covid-19- risponde ancora Cricelli all’agenzia Dire- porterebbe immediatamente a far scattare le misure precauzionali, poiche’ e’ molto difficile distinguere le due malattie. Allora se una persona avra’ l’influenza, quest’anno non potremmo piu’ accontentarci di dire ‘ok, aspettiamo e vediamo se e’ davvero influenza’, perche’ abbiamo capito che un ritardo nella diagnosi di Covid-19 comporta una maggiore gravita’ nella malattia. Quindi saremmo obbligati a fare un tampone ad un numero elevatissimo di persone, solo perche’ non si sono vaccinate per l’influenza”. Una malattia influenzale in autunno, dunque, potrebbe significare un caso sospetto di Covid-19, perche’ “non essendo noi in grado di distinguere le due forme virali- spiega Cricelli- dovremmo trattarle come se fossero la stessa cosa, con un’enorme sovraccarico di servizi sanitari, tanta confusione e anche molta paura”. Una persona che presentasse febbre e tosse, tiene ancora a sottolineare il presidente dei medici di medicina generale, dovrebbe “rimanere a casa in quarantena fino a quando non ha fatto il tampone. Per cui al danno si aggiungerebbe la beffa di non essersi vaccinati e di doversi poi sottoporre a delle procedure come se si fosse malati realmente di Covid-19”. La SIMG, intanto, ha chiesto di poter anticipare le vaccinazioni “almeno a settembre”, perche’ “per somministrare le stesse dosi-spiega Cricelli- impiegheremo una durata di tempo maggiore”.Adesso infatti “nulla e’ piu’ come prima” e ci vogliono “tempi, distanze, sicurezza e studi medici igienizzati. Un medico di famiglia durante una sessione invernale esegue fino a 350/400 vaccinazioni, anche abbastanza rapidamente, ma oggi non si puo’ piu’ fare- conclude il presidente della SIMG- perche’ i tempi sono molto piu’ lunghi”. fonte «Agenzia DIRE»

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Necessità di un importante ed urgente sostegno per il mondo del libro

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

L’Associazione Italiana Editori (AIE) torna a chiedere un buono libri a sostegno dei consumi delle famiglie per superare la crisi Covid-19, nel giorno dopo l’incontro online tra i rappresentanti del mondo della cultura e il ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, Dario Franceschini.“Esprimiamo soddisfazione per l’incontro di ieri organizzato da Editori Laterza – spiega il presidente di AIE Ricardo Franco Levi -. Dobbiamo ricordare che il mondo del libro è centrale tanto nella creazione e nel nutrimento di qualsiasi espressione di cultura (perché non può esserci cultura che non si nutra di libri) quanto nel suo peso economico, in quanto di gran lunga la prima industria culturale del Paese, con oltre 3 miliardi di fatturato e un corrispondente, elevatissimo, numero di posti di lavoro”.
“A fronte del durissimo colpo subito, tanto che si parla di una perdita di fatturato che potrebbe arrivare a sfiorare il miliardo, riaffermiamo la necessità di un importante e urgente sostegno – conclude Levi –. In questa prospettiva, dopo aver salutato con soddisfazione il primo passo compiuto con le due misure di sostegno approvate a favore delle biblioteche e delle librerie, riproponiamo con forza e convinzione la proposta avanzata insieme all’Associazione Librai Italiani e all’Associazione Italiana Biblioteche per un buono libri da 100 euro per l’acquisto di libri a favore delle famiglie con figli che iniziano il loro percorso scolastico. Si tratta di una misura che unisce l’urgenza dell’intervento alla costruzione del futuro”.

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Per un Piano Pubblico dei Trasporti in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

L’emergenza sanitaria ha mostrato a tutta l’Italia l’importanza e la strategicità dei trasporti; durante i momenti più cruciali, in un contesto di grande difficoltà nel quale l’interesse generale era molto più importante del profitto, questo servizio pubblico essenziale è stato garantito esclusivamente dalle aziende pubbliche e nazionali. Oggi che si corre con celerità alle riaperture sarebbe un grave errore ritornare al regime precedente senza fare tesoro di quanto visto durante gli ultimi mesi.Per questo motivo, dentro il rilancio della discussione generale sul ruolo dello stato nell’economia che la pandemia ha aperto, USB Trasporti assume l’iniziativa di avviare la discussione sulla necessità di un Piano Nazionale dei Trasporti pensato e costruito per i bisogni del Paese.Un intervento pubblico strategico che a nostro avviso parte dalle riforme di sistema su regole, tariffe e contratti, che passa attraverso il ripensamento del sistema di gestione delle infrastrutture e delle lucrose concessioni alle rendite private, per approdare all’ambizione di costruire una politica nazionale di comparto attraverso la rinazionalizzazione del grandi imprese in crisi, allo stop definitivo ai sempreverdi progetti di privatizzazione e al rilancio del servizio pubblico di linea e non di linea.Una linea governativa che nel decreto rilancio appena emanato dal Governo appare ambigua e contraddittoria, nel quale a fronte del positivo progetto di nazionalizzazione di Alitalia si incontrano troppi articoli che sussidiano le imprese senza vincolo rispetto la tutela del lavoro e di sviluppo dl comparto.Rilanceremo anche la priorità della sicurezza di operatori e utenti, tema sempre cruciale in un servizio complesso e delicato ma reso ancora più importante ai tempi del Covid-19, proprio nella fase in cui assistiamo alla riapertura generalizzata delle attività e della mobilità nazionale e internazionale.Obiettivo del dibattito è fornire spunti di riflessione per avviare la discussione su un Piano nazionale che punti a riformare questo settore strategico nell’ottica di garantire la sicurezza, l’efficienza, la missione sociale e la tutela ambientale nonché l’intermodalità di un sistema dei trasporti, puntando a riprendere in mano i flussi turistici e commerciali in Italia spesso lasciati in mano di privati e di interessi stranieri.Al dibattito che si terrà sui canali Facebook e YouTube e sul sito http://www.usb.it parteciperanno:
Luciano Vasapollo – professore di Analisi Dati di Economia Applicata “Sapienza – Univeristà di Roma”
Ugo Arrigo – Docente Economia Politica e Finanza Pubblica – Università Bicocca di Milano
Francesco Tuccino – Salute e Sicurezza sul Lavoro
I Coordinatori Nazionali di USB Lavoro Privato del Comparto Trasporti e di ogni singlo settore: Trasporto Pubblico di Linea, Attività Ferroviarie, Mare e Porti, Trasporto Aereo e Taxi.
Sono stati invitati alla partecipazione i massimi esponenti del Ministero dei Trasporti e dello Sviluppo Economico (fonte: Unione Sindacale di Base – Lavoro Privato – Trasporti)

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Smemoranda sceglie Alkemy per l’E-Commerce

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Il rivoluzionario e iconico diario scolastico Smemoranda ha scelto Alkemy per disegnare la strategia di trasformazione digitale, con l’obiettivo di sfruttare a pieno il potenziale dello storico brand nel contesto di mercato contemporaneo. Social media, integrazione tra canali fisici e digitali e una piattaforma di eCommerce proprietaria, sono questi i capisaldi della strategia digitale che Smemoranda svilupperà in partnership con Alkemy, per confermarsi come brand di riferimento per milioni di studenti.
La strategia digitale messa in campo è indirizzata al target di riferimento, i teenager, e il canale privilegiato per raggiungerli è stato individuato nei social media, che vedranno una revisione completa del modello di ideazione e produzione di contenuti e degli strumenti per renderli fruibili.Primo step di questa strategia è la progettazione di una piattaforma eCommerce di brand proprietaria, un ambiente digitale ideato da Alkemy che renderà il processo di acquisto più rapido, informato e conveniente.
La piattaforma sarà sostenuta da consistenti investimenti in visibilità digitale, cruciale per permettere a Smemoranda di fare leva su uno spazio non intermediato, in cui svolgere la propria narrazione di brand, raccogliere dati sugli acquirenti, proporre prodotti complementari all’interno della propria offerta e testare prodotti innovativi.Il punto di atterraggio per Smemoranda è un ecosistema digitale sinergico, che abiliti flussi positivi tra gli utenti e interazioni virtuose tra i diversi canali sia fisici che digitali (social media, eCommerce proprietario, Amazon, diario, ecc.), caratterizzati da un posizionamento differenziato per target, una gestione strutturata del dato e investimenti in marketing digitale.

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Posso o non posso andare in ufficio?: Da oggi te lo dice un’app.

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Con l’avvio della cosiddetta “Fase 2”, la sicurezza non solo è importante ma necessaria: sono molte infatti le misure che le aziende devono attuare contro la diffusione del Coronavirus negli ambienti di lavoro nel periodo di ripresa delle attività per garantire la sicurezza ed essere in linea con le norme e i protocolli attuali.SB Italia, Digital Innovation Company specializzata in soluzioni IT, presenta COV-FREE, l’App per gestire il rispetto della normativa per il contrasto Covid-19 in particolare per il controllo dell’accesso in azienda: un aiuto concreto e una garanzia di sicurezza per tutti gli imprenditori.Da oggi con COV-FREE ogni collaboratore viene dotato di una App per smartphone per:
– Ridurre il contatto nell’autenticazione all’ingresso dell’azienda;
– Dichiarare in autonomia che il proprio stato di salute sia conforme alle normative d’ingresso;
– Avere visione dell’ultimo livello delle informative e norme comportamentali predisposte dall’azienda e confermare di averle lette.
COV-FREE è fruibile in modalità SAAS in cloud SB Italia, garantendo tempi di adozione immediati e costi legati al solo periodo di utilizzo.Ogni collaboratore sarà dotato dell’App, disponibile per smartphone iOS e Android, con assegnazione di nome utente e password personale gestita nei termini del decreto privacy. A ogni accesso in azienda, il collaboratore potrà prendere visione delle informative predisposte, dichiarare e certificare che il proprio stato di salute sia conforme alle normative di ingresso.
L’App offre il vantaggio di ridurre il contatto sociale con il personale di reception, che non dovrà più interagire e far firmare moduli cartacei predisposti allo stesso scopo. La misurazione della temperatura potrà, ad esempio, essere organizzata in modo non presidiato chiedendo al collaboratore di dichiarare, previa misurazione, una delle condizioni primarie per l’ingresso ovvero che questa sia inferiore ai 37,5°.In caso di condizioni non idonee, o di mancata dichiarazione, l’App invierà una email al responsabile del personale. Le dichiarazioni giornaliere fatte tramite l’App sono conservate in un registro elettronico con i necessari requisiti di privacy. https://www.sbitalia.com/collaboraction-cov-free/

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Previsioni di assunzione in Italia

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

I datori di lavoro italiani prevedono un cambio di rotta nelle previsioni di assunzione per il trimestre Luglio-Settembre 2020. I risultati dell’Indagine relativa al terzo trimestre 2020 riflettono l’impatto dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando e si discostano molto dai risultati rilevati nei precedenti trimestri. Secondo l’Indagine relativa alle previsioni occupazionali di ManpowerGroup, pubblicata in data odierna, la previsione per il terzo trimestre, pari al -5%, è la più debole degli ultimi sei anni. La previsione è diminuita di 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 10 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.“Non c’è dubbio che l’emergenza sanitaria che stiamo attraversando sia una sfida per tutto il mondo del lavoro. E in uno scenario caratterizzato da un rallentamento deciso delle assunzioni, è importante dare anche un segnale positivo: i tre quarti dei datori di lavoro che abbiamo intervistato prevedono di mantenere gli attuali livelli di personale nel prossimo trimestre e il 63% prevede di tornare ai livelli di assunzione pre Covid entro i prossimi 12 mesi. I risultati dell’Indagine hanno registrato una vera e propria inversione di rotta nelle intenzioni di assunzione dei datori di lavoro in Italia e per questo sarà ancora più importante per le imprese reagire velocemente alla crisi economica in corso, anticipando i bisogni dei consumatori e rivedendo in alcuni casi anche i propri modelli di business” – ha dichiarato Riccardo Barberis, Amministratore delegato ManpowerGroup Italia: “Nel post Covid la possibilità di ricorrere maggiormente alla flessibilità sarà certamente fondamentale per far fronte alla necessità di inserire profili di cui le aziende avranno bisogno e che non riescono a trovare sul mercato e il contributo delle agenzie può giocare un ruolo decisivo, garantendo forme contrattuali tutelanti per il lavoratore, più welfare aggiuntivo e formazione finalizzata. Le agenzie possono infatti accelerare l’adozione di politiche attive per l’ingresso e il reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori in piena sicurezza, grazie alla vicinanza alle imprese, alla capillarità della loro presenza sul territorio, alla capacità nella presa in carico e gestione, e ad obblighi di placement che facilitano l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro.”In due aree, Nord Ovest e Sud/Isole, i datori di lavoro registrano le previsioni più deboli degli ultimi sei anni, mentre sia nel Centro Italia, sia nel Nord Est, il dato rilevato è il più basso degli ultimi quattro anni. Il mercato del lavoro più debole si prevede nel Sud/Isole, dove le prospettive di occupazione netta sono pari al -10%. Altrove, modeste intenzioni di assunzione si riflettono in una previsione pari al -3% e -2%, rispettivamente per il Nord Ovest e il Centro Italia.Tuttavia i datori di lavoro del Nord Est si attendono lievi incrementi di personale con una previsione del +1%.
I datori di lavoro di sei settori industriali su sette prevedono un calo delle assunzioni nel prossimo trimestre. Il settore in cui si registra il mercato del lavoro più debole è quello dei Ristoranti & Alberghi, dove le prospettive occupazionali nette si attestano al -25%. Prospettive di assunzione in calo anche nel settore Finanziario e Servizi alle Imprese, con una previsione del -12%. Altrove, i datori di lavoro si attendono un rallentamento nelle assunzioni nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, dove le previsioni sono del -4%, e nel settore delle Costruzioni con un dato pari al -3%. Lievi previsioni di assunzione si prospettano in altre tipologie di Servizi e nel settore Manifatturiero, con dati rispettivamente pari al -2% e -1%. Tuttavia, si prevede un modesto incremento di personale in alcune tipologie di produzione, con una previsione pari al +6%.
I datori di lavoro che hanno partecipato all’Indagine si suddividono in quattro categorie a seconda della dimensione dell’azienda: le microimprese contano meno di 10 dipendenti; le piccole imprese hanno fra i 10 e i 49 dipendenti; le medie imprese hanno fra i 50 e i 249 dipendenti; le grandi imprese hanno 250 o più dipendenti.I datori di lavoro in tutte e quattro le categorie analizzate prevedono un calo delle assunzioni nel corso del prossimo trimestre. I piani di assunzione più deboli si registrano nelle Microimprese e Grandi imprese, dove le prospettive di occupazione netta si attestano a -5%. Altrove, previsioni pari a -4% vengono registrate da Piccole e Medie imprese.

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Atradius: insolvenze in crescita in Asia per impatto COVID-19 su economie

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Amsterdam/Roma. Mentre si profila il rischio di una recessione globale, le aziende dell’Asia consolidano i loro processi di gestione del credito commerciale cercando di ridurre al minimo i rischi derivanti da crediti in sofferenza.
Le misure di contenimento da Covid-19 utilizzate in tutto il mondo, hanno avuto impatti sulla catena di approvvigionamento e sul commercio nazionale e internazionale. Gli intervistati dell’ultima edizione del sondaggio condotto da Atradius nella regione asiatica “Barometro Atradius dei comportamenti di pagamento tra aziende in Asia 2020”, rivelano come i ritardi nei pagamenti sono in gran parte finanziati dai fornitori in quanto nella maggior parte dei mercati esaminati è aumentato l’utilizzo del credito commerciale e, con esso, i ritardi nei pagamenti. Rispetto al sondaggio dello scorso anno, quattro dei mercati intervistati mostrano un aumento delle vendite a credito in media del 14%, mentre il valore delle fatture non pagate alla scadenza è aumentato del 56%. In due mercati dell’area le vendite a credito sono diminuite, ma le fatture scadute hanno registrato un picco con una media del 49%. Il calo registrato in India nel ricorso al credito commerciale potrebbe essere il risultato del brusco aumento dei crediti insoluti.Il sondaggio di Atradius, sebbene indichi nella regione un approccio diversificato al credito commerciale con differenze marcate tra i mercati, rivela anche lo sforzo costante nell’analisi del proprio credito commerciale. Senza eccezioni, le imprese di ciascun mercato hanno manifestato l’impegno nei processi di gestione del credito, con molti degli intervistati maggiormente concentrati nelle attività di mitigazione del rischio.È interessante notare come, nonostante le previsioni non ottimistiche, la maggior parte delle aziende intervistate in Asia abbia espresso fiducia rispetto alla possibilità che interventi di sostegno pubblico o di finanziamento da parte delle banche arrivino in aiuto delle imprese e dell’economia. Sebbene questa ipotesi potrebbe essere realistica entro certi limiti, i risultati dell’indagine Atradius indicano come molti acquirenti fanno affidamento sul credito commerciale dei loro fornitori per finanziare le loro transazioni, estendendolo ulteriormente anche per posticipare il pagamento delle fatture.Il sondaggio Atradius è stato condotto nel marzo 2020, in una fase piuttosto precoce rispetto allo scoppiare dell’emergenza pandemica da Covid-19 e alla conseguente crisi economica. Rappresenta quindi una fotografia relativamente significativa della fiducia mostrata dalle imprese nel primo trimestre 2020. In previsione, potrebbe fornire preziose informazioni sull’evolversi dei comportamenti di pagamento nella regione durante i primi giorni della crisi in atto.Il Barometro Atradius dei comportamenti di pagamento di giugno 2020 per la regione asiatica, è il risultato del sondaggio condotto in Cina, Hong Kong, India, Indonesia, Singapore, Taiwan e negli Emirati Arabi Uniti, quest’ultimo inserito per la prima volta all’interno del sondaggio. I report possono essere scaricati dal sito web Atradius all’indirizzo https://group.atradius.com (sezione Pubblicazioni).
Atradius è un fornitore globale di assicurazione del credito, fideiussioni assicurative, servizi di recupero crediti e di informazioni commerciali, con una presenza strategica in oltre 50 Paesi. I prodotti offerti da Atradius proteggono le aziende di tutto il mondo dai rischi di insolvenza associati alla vendita di beni e servizi a credito. Atradius fa parte del Grupo Catalana Occidente (GCO.MC), uno dei più grandi assicuratori in Spagna e uno dei maggiori assicuratori del credito del mondo. Per ulteriori informazioni https://group.atradius.com

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Libro: Intelligence Studies. Una comparazione tra l’Italia e il mondo anglo-americano

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Un libro di Mario Caligiuri e Giangiuseppe Pili edito da Rubbettino. “Intelligence Studies. Un’analisi comparata tra l’Italia e il mondo angloamericano” è il titolo del testo scritto da Mario Caligiuri, Presidente della Società Italiana di intelligence e uno dei massimi accademici europei del settore, e Giangiuseppe Pili che da anni presenta i suoi studi sulla filosofia dell’intelligence negli Stati Uniti e in altri Paesi, insegnando anche alla Dublin City University. Il testo, pubblicato da Rubbettino nella collana del Laboratorio sull’Intelligence dell’Università della Calabria, rappresenta uno studio originale e prezioso che colloca per la prima volta l’evoluzione degli studi sull’intelligence italiana nel panorama internazionale. Attraverso un efficace confronto, il testo ricostruisce lo stato dell’arte su quanto è accaduto negli ultimi dieci anni, in cui nel nostro Paese l’intelligence si è imposta come argomento scientifico e nel contesto angloamericano ha ulteriormente ampliato gli orizzonti culturali. Nonostante si stia affermando a livello planetario come un’attività fondamentale, l’inquadramento scientifico dell’intelligence è spesso ancora incerto. Questo volume si prefigge di applicare il rigore necessario per chiarire una complessa materia in modo da inserirla a pieno titolo nel dibattito culturale e politico del nostro Paese, anche per diradare le ombre del passato. Gli intelligence studies vengono qui dettagliatamente presentati in modo chiaro, informato e incalzante. Gli autori offrono una prospettiva originale e comparativa sull’intelligence tra l’Italia, gli USA e Regno Unito mettendo in rilievo le tematiche, gli autori, gli studiosi e i modelli dell’intelligence in diversi contesti culturali e politici che rappresentano due diverse concezioni del mondo. Una ricerca appassionata, documentata e illuminante per condurre il lettore italiano nelle affascinanti sfaccettature sulla natura e sulle ragioni dell’intelligence. Una ricostruzione intrigante, unica per prospettiva e dettaglio, sul mondo scientifico dell’intelligence internazionale.

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Guselkumab migliora sintomatologia articolare e cutanea di artrite psoriasica

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Guselkumab migliora diversi outcomes clinici, in pazienti adulti con artrite psoriasica attiva. Sono i nuovi dati a 52 settimane degli studi clinici di fase 3, DISCOVER-1 e DISCOVER-2, presentati da Janssen, azienda farmaceutica del gruppo Johnson & Johnson, allo European League Against Rheumatism E-Congress 2020 (eEULAR 2020), e riguardano il miglioramento dei sintomi articolari e cutanei, dell’infiammazione dei tessuti molli, della funzionalità fisica e la riduzione della progressione radiografica del danno articolare.Guselkumab non è attualmente autorizzato per il trattamento di pazienti adulti con artrite psoriasica attiva ed è in fase di valutazione da ottobre 2019, per questa indicazione, da parte dell’European Medicines Agency (EMA), proprio sulla base dei dati degli studi del programma DISCOVER. I risultati relativi al raggiungimento dell’endpoint primario di questi studi sono stati recentemente pubblicati sulla rivista scientifica The Lancet. Gli studi DISCOVER-1 e DISCOVER-2 hanno valutato l’efficacia e la sicurezza di guselkumab rispetto al placebo. Il primo ha incluso pazienti naïve ai trattamenti biologici o che erano stati precedentemente esposti a farmaci biologici anti-TNF alfa. Il secondo, invece, ha incluso solo pazienti naïve ai trattamenti biologici, valutando anche la progressione radiografica del danno articolare. In entrambi gli studi, i pazienti sono stati randomizzati al trattamento con guselkumab 100 mg ogni 4 settimane (q4w) oppure ogni 8 settimane (q8w) per un anno, o al placebo con passaggio dopo 24 settimane a guselkumab ogni 4 settimane. Questi risultati sono stati presentati in forma di poster (SAT0397 / SAT0402) al congresso European League Against Rheumatism (EULAR) E-Congress di quest’anno, durante il quale Janssen ha condiviso dati per un totale di 32 abstract.1,2
In entrambi gli studi, i tassi di risposta secondo l’American College of Rheumatology (ACR) a 52 settimane sono stati calcolati considerando i dati in base al metodo NRI (Non-Responder Imputation) in cui i pazienti che abbandonavano lo studio dopo la settimana 24 erano valutati come non responder.

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Le catene della grande distribuzione specializzata (GDS) sono sotto forte pressione

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Di Fabio Bolognini, Co-Fondatore di Workinvoice. Lo sono soprattutto per quanto concerne l’abbigliamento. Le notizie recenti sui risultati trimestrali di GAP inc. (marchi GAP, Old Navy, Banana Republic, Athleta) con un calo delle vendite del 43% (che non comprende aprile e maggio) e la perdita trimestrale di $932 milioni su vendite di $2,1 miliardi suonano l’allarme per tutto il settore, comprese le catene italiane. A conferma della gravità della situazione, le azioni intraprese da GAP Inc. per affrontare la sua crisi sono drastiche: sospensione dei dividendi, riduzione del piano investimenti del 50%, sospensione del pagamento degli affitti, estensione di credito ai distributori indipendenti, attivazione di nuovi finanziamenti per $4 miliardi tra obbligazioni e finanziamenti garantiti da crediti (asset-backed). E ciò che spaventa di più è che ricette simili non sono state sufficienti per altri retailer, come Neiman Marcus, e JC Penney. Questo scenario negativo purtroppo è destinato a toccare anche le catene italiane. Da questa parte dell’oceano, infatti, è giunta la notizia che OVS Spa ha richiesto un finanziamento di 100 milioni a Unicredit con garanzia SACE. Anche i dati ISTAT confermano che la filiera del retail sta sperimentando una contrazione di ricavi e cassa estremamente importante: dell’80% in periodo di lockdown, con un calo sull’intero 2020 intorno al 30-40%.

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Sclerosi Multipla: favorire l’adattamento e la convivenza con la patologia attraverso la Digital Technology

Posted by fidest press agency su venerdì, 12 giugno 2020

Merck, azienda leader in ambito scientifico e tecnologico, annuncia la V edizione del Premio Innovazione Digitale nella Sclerosi Multipla (già Premio Merck in Neurologia), che ha ottenuto, anche quest’anno, il patrocinio della Società Italiana di Neurologia (SIN).A partire da oggi e fino a mercoledì 19 ottobre, potranno partecipare al Bando Enti Universitari e Ospedalieri, pubblici o privati, IRCCS pubblici o privati e Organizzazioni senza scopo di lucro aventi sede nel territorio italiano. I partecipanti potranno presentare fino ad un massimo di 2 progetti ciascuno, che abbiano come obiettivo principale quello di favorire l’adattamento e la convivenza con la patologia attraverso la Digital Technology.La SM è una patologia particolarmente complessa, caratterizzata generalmente da un decorso cronico e progressivamente invalidante, che può interferire pesantemente con il lavoro, il tempo libero e i normali compiti quotidiani, condizionando – in modo significativo – la qualità di vita dal punto di vista fisico e psicologico. Da non sottovalutare proprio l’impatto psicologico: per le persone con SM può diventare più complicato, ad esempio, prendere parte a semplici serate con amici, andare a concerti o al cinema. Queste difficoltà impattano negativamente sull’umore comportando spesso un rischio di isolamento e solitudine.
“Spesso il paziente si vede costretto a riprogrammare la propria vita a causa della variabilità clinica e dell’imprevedibilità del decorso della SM – dichiara il Prof. Gioacchino Tedeschi, Presidente della Società Italiana di Neurologia. Sostenere le persone con SM nella gestione delle proprie attività diventa, quindi, di fondamentale importanza: la tecnologia nelle sue varie declinazioni, può assumere un ruolo basilare di supporto nel miglioramento della qualità di vita delle persone con Sclerosi Multipla e anche di coloro che se ne prendono cura. Sostenere la ricerca nella sua globalità anche in soccorso dei pazienti è uno dei principali obiettivi della Società Italiana di Neurologia, per questo motivo, abbiamo concesso, anche quest’anno, il patrocinio a questa iniziativa così utile ed interessante”.Anche in questa edizione Merck mette in palio 2 premi da € 40.000 ciascuno che verranno assegnati ai due migliori progetti in base alla graduatoria definita dalla Commissione giudicatrice.I progetti potranno coinvolgere diverse figure professionali interessate alla gestione della persona con SM in qualsiasi ambito e dovranno prevedere l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative, come ad esempio software di supporto alla persona con SM (anche in specifiche fasi della vita), programmi per la gestione delle difficoltà connesse all’attività fisica, dispositivi mobili e wireless con o senza sensori indossabili (mobile health). Potranno essere valutati, inoltre, progetti che prevedano l’attivazione di percorsi preferenziali che riducano in maniera significativa il forte impatto della patologia sulla vita quotidiana delle persone con SM, sempre attraverso l’utilizzo di soluzioni tecnologiche innovative.

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