Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Centinaia a Villa Pamphili contro gli Stati Generali

Posted by fidest press agency su sabato, 13 giugno 2020

Alcune centinaia di persone hanno risposto all’appello lanciato da Unione Sindacale di Base, Potere al Popolo, Rete dei Comunisti, Noi Restiamo e Osa a manifestare all’avvio degli Stati Generali promossi da Conte per distribuire dall’alto i 173 miliardi messi a disposizione dell’Italia per provare a uscire dalla crisi scatenata dal Covid-19.Gli interventi si sono susseguiti sotto l’enorme ghigliottina preparata dai giovani di OSA e Noi Restiamo, a simboleggiare la fine degli Stati Generali convocati da Luigi XVI di Francia, dissoltisi prima che la Rivoluzione Francese regolasse definitivamente i conti con chi attraverso quegli Stati Generali provava a mantenere inalterato il proprio potere assoluto.Tutti gli interventi, anche quelli delle forze politiche e sociali che hanno aderito alla manifestazione, hanno sottolineato la necessità di impedire che i novelli Stati Generali si concludano come sono iniziati e cioè con Confindustria, i padroni, le imprese, le multinazionali, interessati unicamente a spolpare l’osso a scapito dei lavoratori e dei cittadini.Come USB, durante l’incontro che avremo lunedì agli Stati Generali insieme alle altre organizzazioni sindacali, ribadiremo che è impossibile anche solo immaginare che le risorse sul tavolo siano utilizzate per sostenere un sistema delle imprese che ha dato pessima prova di sé, soprattutto in questo periodo.Riaffermeremo invece quelle che sono le vere esigenze generali dei lavoratori e dei cittadini: una sanità pubblica, una scuola funzionante e pubblica, reddito per tutti, salario e lavoro per i disoccupati e per i lavoratori.La manifestazione si è conclusa con un appuntamento: la costruzione di un percorso che arrivi a settembre con un grande momento di mobilitazione nazionale, da preparare attraverso una discussione tra tutti coloro che sono interessati a costruire un percorso di lotta e di confronto di classe contro chi pensa di poter utilizzare anche questa crisi per aumentare le disuguaglianze invece che affrontarle e risolverle.

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