Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 14 giugno 2020

Messaggio di Diego Della Valle ai lettori di America Oggi e agli italiani che vivono negli Stati Uniti

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

“L’orgoglio con cui mi rivolgo a voi è quello di un italiano che, da sempre, ha sostenuto il nostro Paese nel mondo e che sa di trovare in voi interlocutori sensibili e fieri delle proprie radici. Perché è di questo che si parla quando si parla di italianità: non solo una provenienza o una nazionalità ma una appartenenza a una cultura che affonda le proprie radici in quella storia che tutto il mondo ci riconosce. Stiamo dimostrando quanto noi italiani possiamo affrontare le emergenze, con determinazione e, ancora più importante, con grande senso di solidarietà. Il nostro tessuto economico è forte di una rete di piccole e medie realtà che si integrano e sono sinergiche con il territorio che le ospita. Gli imprenditori sono parte delle aziende e ne conoscono le caratteristiche e le potenzialità. Una vicinanza al territorio che permette di pianificare, oggi, azioni che avranno un impatto nell’immediato futuro e, spero, sull’intero sistema produttivo che verrà.La collaborazione con le associazioni e i centri territoriali dovrà essere parte integrante delle strategie aziendali. Solamente in una società solidale potranno prosperare le aziende e il supporto al territorio deve diventare una voce importante del conto economico.Pensando alla storia degli italiani in America, questo concetto diventa sempre più evidente. La costruzione della comunità italiana in USA ha basato la sua solidità sui principi di reciprocità e di supporto tra connazionali che, anche e soprattutto a livello imprenditoriale, hanno saputo creare una rete che comprendesse anche chi non aveva immediato accesso al tessuto produttivo. Dal piccolo salone del barbiere alla grande catena di ristorazione, ai grandi player dell’import/export, fino alle più alte cariche rappresentative, gli italiani e i loro discendenti si sono distinti per la loro capacità di declinare sul territorio quelle che sono sempre state le nostre caratteristiche più riconosciute: creatività, voglia di fare, entusiasmo e velocità nell’apprendere.Io, personalmente, ho un legame inscindibile con gli Stati Uniti perché se è vero che i primi segni del successo delle mie aziende sono arrivati dall’Italia, sono stati gli Stati Uniti a consacrarne l’internazionalità. Sono stato a New York per la prima volta a 16 anni e mi ha subito molto colpito l’approccio completamente diverso al lavoro da quello che avevamo noi. Dopo più di 30 anni posso dire che rimane uno dei posti più affascinanti al mondo. Oggi ho un figlio e tre nipoti che vivono a NY, ho casa a NY e Miami, è un Paese che, quando posso, frequento sempre molto volentieri, dove spero di poter tornare presto”.

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“Innovare il Paese, come mai è stato fatto prima”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

È un’occasione unica, irripetibile, che non possiamo assolutamente sprecare. Per questo sono importanti tutte le opportunità di confronto, a partire dagli Stati Generali. Dispiace per chi ha deciso di sottrarsi, tentando di sminuire un’occasione che non è certo alternativa al confronto Parlamentare. Stiamo mettendo in campo molte risorse economiche, e avremo l’opportunità di programmare la spesa di quelle che arriveranno dal Recovery Fund. Un grande passo in avanti dell’Europa, a cui siamo arrivati anche grazie alla determinazione del nostro Governo.Adesso, con il più ampio coinvolgimento possibile, dobbiamo stabilire come ricostruire l’Italia post Covid.Da questi Stati Generali usciremo con provvedimenti concreti, non con un libro dei sogni. Trasformeremo in Leggi le idee di rilancio del Paese. E lo faremo secondo un fitto cronoprogramma, perché non c’è un minuto da perdere. Dobbiamo accelerare su alcuni dossier a cui già stavamo lavorando, come quello della riforma fiscale. Che dovrà essere ancora più seria e radicale. Un riforma che ci porterà alla necessaria riduzione delle tasse.
A questo abbineremo un processo di riordino e semplificazione normativa, ci stiamo già lavorando con gli Uffici del Ministero e con l’Agenzia delle Entrate. 800 norme in materia fiscale sono uno sproposito, le ricondurremo all’interno di un Testo Unico. Un lavoro che andrà replicato anche in altri settori.E poi c’è tutta la parte legata alla lotta all’evasione fiscale. In questi anni abbiamo fatto molto, ma evidentemente non è ancora sufficiente se l’economia sommersa supera ancora i 100 miliardi annui. Il confronto con le categorie produttive e con le parti sociali, anche su questo, è fondamentale.Nelle prossime settimane il Governo varerà un nuovo Decreto, a cui stiamo lavorando, per la sburocratizzazione, la semplificazione e lo sblocco degli investimenti. Ne ha già parlato il Presidente Giuseppe Conte. Sono norme che consentiranno di “mettere a terra”, velocemente, centinaia di miliardi di euro che sono fermi nelle casse dello Stato. Un grande piano, già finanziato, che darà una scossa immediata all’economia. Da una prima ricognizione sono almeno 127 miliardi, e ancora non abbiamo terminato con la mappatura.Ma per far ripartire il Paese dobbiamo tornare ad essere quello che siamo per tradizione millenaria, sprone ed esempio. Siamo il più bel Paese al mondo, il più ammirato e desiderato. Il piano dell’export che sta portando avanti il Ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, è importantissimo per un’offerta, turistica e non solo, personalizzata. Dobbiamo andare ad intercettare i flussi e portarli qui da noi, offrendo quell’ospitalità e quell’accoglienza di cui siamo maestri. Alle grandi Città d’Arte dovremo abbinare anche percorsi di scoperta dei piccoli borghi, per un turismo diffuso.Dal sostengo alle famiglie, alle imprese, all’artigianato e al mondo delle professioni, anche intellettuali, parte la ripresa. Avanti!” Lo scrive, in un post su Facebook, il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Laura Castelli.

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Borsa di Studio “Giorgia Mileto” per i corsi accademici di Jazz & Popular Music

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

In memoria di Giorgia Mileto, il Saint Louis promuove il Bando per l’assegnazione di Borse di studio per frequentare i corsi accademici di I e II livello dei Dipartimenti di Jazz & Popular Music.
Dal 2002, Giorgia Mileto si è occupata con dedizione e passione all’organizzazione della didattica, degli eventi musicali e di tutte le attività del Saint Louis, profondamente coinvolta nella crescita non solo dell’Istituto AFAM, ma anche dei tanti allievi che negli anni lo hanno frequentato, accompagnandoli fin dai primi passi sul palco e sostenendoli nella loro crescita professionale.Per questo, il Saint Louis, in accordo con la famiglia Mileto, ritiene che il miglior modo per ricordare la cara amica e collega Giorgia sia premiare il talento e la dedizione verso la musica di giovani musicisti, promuovendo l’istituzione di borse di studio che consentano ad allievi meritevoli di frequentare i corsi accademici di I e II livello.Verranno assegnate 3 borse di studio integrali, che copriranno la quota di partecipazione per un anno di corso e saranno rinnovate di anno in anno al mantenimento dei risultati attesi in termini di esami sostenuti e media delle votazioni.La Commissione, oltre alle 3 borse di studio integrali, potrà assegnare ulteriori borse di studio parziali a copertura parziale della quota di partecipazione ai corsi.Le borse di studio saranno assegnate tramite audizioni aperte anche ad allievi esterni al Saint Louis per tutti i corsi di strumento e canto dei Dipartimenti di Jazz & Popular Music.Per accedere alle audizioni, occorre inviare una registrazione audio e/o video (preferibile) di due brani suonati in gruppo (duo, trio, quartetto, etc.). In base al materiale ricevuto, verrà effettuata una pre-selezione di allievi ammessi all’audizione. Le audizioni si terranno nel mese di settembre con una band/orchestra residente a supporto di tutti i candidati.
I fondi per le borse di studio sono stati raccolti attraverso le donazioni di amici, musicisti e familiari di Giorgia per un valore complessivo di circa 6.200 euro; il Saint Louis mette a disposizione un ulteriore fondo dello stesso importo per un valore complessivo di borse di studio da assegnare pari a € 12.500. Domanda di partecipazione: compilare il form sul sito http://www.slmc.it

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Anche Mazara del Vallo potrebbe avere il suo “naviglio” alla Milanese

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Due sponde con baretti, ristorantini, gallerie d’arte, pub tipici con prodotti siciliani .. La sponda Est è facilmente raggiungibile e, con una manutenzione minimale, potrebbe già d’ora essere utilizzata per l’ormeggio delle piccole imbarcazioni e per installare dei chioschi commerciali. Con alle spalle un grande piazzale e con la possibilità di realizzare numerosi parcheggi potrebbe già fin d’ora iniziare ad offrire delle opportunità di lavoro e di sviluppo ai Mazaresi. La sponda Ovest è quella confinante con lo stadio e con, pare, il futuro anfiteatro all’aperto.. nuovo polo di attrazione per la cittadinanza..Questa sponda ha già iniziato ad essere rivalutata: da qualche anno è infatti presente ed operativo un ristorante.Poco oltre il ponte nuovo, sempre sulla sponda Ovest, vi sono circa 15 depositi-magazzeni ricavati nel lato a fiume dello stadio. Sono tutti locali comunali, una parte dei quali già occupati, mentre molti non lo sono mai stati e dovrebbero quindi essere disponibili.Proseguendo verso monte la riva ovest confina con una grande terreno agricolo: è una vasta area che certamente, con lo sviluppo di nuove attività potrebbe avere un interessante utilizzo, sia come polmone verde sia come area ove ubicare le nuove strutture turistiche e ricettive.La sponda Ovest ha uno sbocco nella Via Tevere , via Aniene e via Po, e quindi con il resto della Città..
Al riguardo di questa ipotesi per una nuova valorizzazione vi è da segnalare l’intervento del Centro Studi “La Città” che rilancia questa opportunità di sviluppo per l’economia e per il turismo di tutta la città e che propone un dibattito aperto al pubblico per valutare tutte le idee utili allo sviluppo di questo nuovo “Naviglio” alla Mazarese.. Per chi desidera dare uno sguardo alle due sponde, ecco il video su youtube: https://youtu.be/Eeo6E5ggds4

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Smart working: misurare le performance per un miglioramento efficace

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Milano. A causa dell’emergenza sanitaria in cui tutto il Paese si è ritrovato, lo smart working è stata una delle principali soluzioni che ha consentito a molte organizzazioni di continuare a fornire i propri servizi mantenendo la loro continuità operativa (business continuity) durante i mesi di lockdown. Nonostante questa modalità di lavoro fosse presente già da diverso tempo, emerge come fino a prima dell’emergenza non fosse perfettamente riconosciuta e conosciuta, in termini di modalità di fruizione ed esecuzione.Per il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali lo smart working (o Lavoro Agile) è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato, caratterizzato dall’assenza di vincoli orari o spaziali e da un’organizzazione del lavoro definita per fasi, cicli e obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro; una modalità che aiuta il lavoratore a conciliare i tempi di vita e lavoro e, al contempo, favorire la crescita della sua produttività.Già prima dell’emergenza da Covid-19 lo smart working mostrava un trend in significativa crescita nel nostro paese che Osservatori.net stimava nel 2018 in circa 480.000 smart worker fino ad arrivare ai 570.000 del 2019 (+18,7%).Lo smart working deve essere considerato un modello organizzativo che può portare vantaggi in termini di produttività e di raggiungimento degli obiettivi per le aziende e di qualità di vita per chi lo pratica. Il nuovo concetto su cui si fonda è un diverso approccio all’organizzazione del lavoro, basato principalmente su un importante cambiamento culturale; una flessibilità rispetto ad orari e luoghi di lavoro; una dotazione di strumenti tecnologici e nuovi spazi fisici. L’emergenza sanitaria ha messo in luce come questo strumento, definito dalla legge 81 del 22 maggio 2017, sia in realtà un’ottima soluzione per gestire la continuità operativa. Tuttavia, le soluzioni attuate in questo periodo, non permettono di usufruire dell’attivazione di tutti i principi e delle leve su cui si basa la nuova organizzazione del lavoro, venendo meno anche i benefici che derivano dall’applicazione dello smart working. Tali benefici possono essere, ad esempio, la riduzione dei costi di trasferta, la riprogettazione (riduzione) degli spazi di lavoro, una maggiore qualità del servizio in termini di tecnologia e innovazione, la soddisfazione dei dipendenti che riescono a bilanciare meglio il rapporto tra vita professionale e vita privata. E, infine, un altro importante elemento è il minore impatto ambientale: minori spostamenti significano minori emissioni di CO2.Le aziende che hanno approcciato lo smart working in quest’ultimo periodo desideravano, in primis, di avere chiarimenti in merito a questa nuova modalità di lavoro. È quanto emerge dalle parole di Sabrina Bruschi, Business Unit Manager della divisione Business Assurance di TÜV Italia, che a questo proposito afferma: “Negli scorsi mesi ci sono pervenute diverse richieste da parte di differenti interlocutori che chiedevano di comprendere meglio in cosa consistesse realmente lo smart working, le modalità per verificare lo stato di avanzamento delle attività, come attuare il controllo dei processi e come verificare il raggiungimento degli obiettivi dell’anno in corso, seppure con gli evidenti ritardi dovuti alla situazione contingente e con le risorse a casa”. Se da un lato vanno tenuti in considerazione i dubbi delle aziende, che si sono ritrovate a dover riprogettare le attività con una differente modalità organizzativa, dall’altro sono un punto fondamentale anche le considerazioni dei dipendenti, che si sono dovuti confrontare con nuove regole, spesso completamente sconosciute o non comunicate.

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Atradius: insolvenze in crescita in Asia per impatto COVID-19 su economie

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Amsterdam/Roma. Mentre si profila il rischio di una recessione globale, le aziende dell’Asia consolidano i loro processi di gestione del credito commerciale cercando di ridurre al minimo i rischi derivanti da crediti in sofferenza.Le misure di contenimento da Covid-19 utilizzate in tutto il mondo, hanno avuto impatti sulla catena di approvvigionamento e sul commercio nazionale e internazionale. Gli intervistati dell’ultima edizione del sondaggio condotto da Atradius nella regione asiatica “Barometro Atradius dei comportamenti di pagamento tra aziende in Asia 2020”, rivelano come i ritardi nei pagamenti sono in gran parte finanziati dai fornitori in quanto nella maggior parte dei mercati esaminati è aumentato l’utilizzo del credito commerciale e, con esso, i ritardi nei pagamenti. Rispetto al sondaggio dello scorso anno, quattro dei mercati intervistati mostrano un aumento delle vendite a credito in media del 14%, mentre il valore delle fatture non pagate alla scadenza è aumentato del 56%. In due mercati dell’area le vendite a credito sono diminuite, ma le fatture scadute hanno registrato un picco con una media del 49%. Il calo registrato in India nel ricorso al credito commerciale potrebbe essere il risultato del brusco aumento dei crediti insoluti.Il sondaggio di Atradius, sebbene indichi nella regione un approccio diversificato al credito commerciale con differenze marcate tra i mercati, rivela anche lo sforzo costante nell’analisi del proprio credito commerciale. Senza eccezioni, le imprese di ciascun mercato hanno manifestato l’impegno nei processi di gestione del credito, con molti degli intervistati maggiormente concentrati nelle attività di mitigazione del rischio.È interessante notare come, nonostante le previsioni non ottimistiche, la maggior parte delle aziende intervistate in Asia abbia espresso fiducia rispetto alla possibilità che interventi di sostegno pubblico o di finanziamento da parte delle banche arrivino in aiuto delle imprese e dell’economia. Sebbene questa ipotesi potrebbe essere realistica entro certi limiti, i risultati dell’indagine Atradius indicano come molti acquirenti fanno affidamento sul credito commerciale dei loro fornitori per finanziare le loro transazioni, estendendolo ulteriormente anche per posticipare il pagamento delle fatture.
Il sondaggio Atradius è stato condotto nel marzo 2020, in una fase piuttosto precoce rispetto allo scoppiare dell’emergenza pandemica da Covid-19 e alla conseguente crisi economica. Rappresenta quindi una fotografia relativamente significativa della fiducia mostrata dalle imprese nel primo trimestre 2020. In previsione, potrebbe fornire preziose informazioni sull’evolversi dei comportamenti di pagamento nella regione durante i primi giorni della crisi in atto. I report possono essere scaricati dal sito web Atradius all’indirizzo https://group.atradius.com (sezione Pubblicazioni).

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Chiara Appendino: “Stati generali per far ripartire Paese”

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Gli Stati Generali occasione “per provare a rilanciare questo Paese, perché oggettivamente ne abbiamo bisogno”. Lo ha detto la sindaca di Torino Chiara Appendino a 24Mattino di Simone Spetia e Maria Latella su Radio 24 a proposito dell’appuntamento lanciato dal premier Giuseppe Conte. “Credo che il presidente del Consiglio – osserva la sindaca a Radio 24 – voglia costruire un percorso per lavorare sulla ripresa. Nei momenti difficili come quello che stiamo vivendo, e anche con i dati e le previsioni rispetto al Pil che ci dicono che non saranno mesi semplici, – prosegue – credo si debba cercare il più possibile di includere per rappresentare le varie legittime istanze che nascono dal Paese e che possono anche essere contrapposte. Quindi – ribadisce Appendino a Radio 24 – penso che l’intento del presidente sia questo, costruire un percorso che non sia di appartenenza di una singola persona ma di un Paese, e provare a rilanciare questo Paese perché oggettivamente ne abbiamo bisogno, abbiamo bisogno che l’economia riparta”, conclude.

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Soldi pubblici e banche private

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

By Mario Lettieri, già sottosegretario all’Economia  e Paolo economista. Nelle poche settimane dominate dai lockdown per il Covid-19 il bilancio della Federal Reserve è passato da 4.000 a 7.000 miliardi di dollari. E’ l’effetto della disponibilità illimitata di liquidità annunciata dalla Banca centrale e dalla decisione del Congresso americano di stanziare circa 3.000 miliardi di dollari, pari al 14% del Pil, per sostenere vari settori economici.
Il debito pubblico inevitabilmente aumenta. Molti economisti, però, concordano sulla necessità che, durante la crisi, le spese pubbliche debbano rimpiazzare quelle private in netta diminuzione. Pochi altri, tra cui il Washington Post, restano, tuttavia, sempre dell’idea che l’austerità sia la soluzione migliore. Le scelte e i comportamenti economici adottati negli Usa meritano grande attenzione poiché, in fin dei conti, sono sempre, purtroppo, “copiati” dall’Europa. Infatti, la Bce ha aumentato il suo bilancio dai 4.600 miliardi di euro di fine 2019 ai 5.500 miliardi dell’inizio di giugno. Adesso ha aggiunto altri 600 miliardi di euro per acquistare la stessa tipologia di titoli che sta comprando la Fed. Fermare la spesa pubblica sarebbe un grave errore. Il vero dibattito negli Stati Uniti riguarda, però, alcuni punti cruciali. Lasciare che i nuovi fondi siano “sequestrati” dalla finanza più speculativa oppure orientarli con forza verso i settori dell’economia reale? Tappare soltanto i buchi creati dalla crisi oppure ritornare alle politiche di Franklin Delano Roosevelt e in particolare al suo New Deal fatto di grandi investimenti, infrastrutture e innovazioni? Ma, quali saranno i tempi di decisione e di realizzazione? Per il momento le prime mosse sono state della grande finanza e del sistema bancario. Essi erano in una situazione di grande crisi, di quasi bancarotta, già prima della pandemia. Come in passato la liquidità della Fed è stata finalizzata all’acquisto di titoli del debito pubblico e in particolare degli asset backed security. Anche quelli di dubbia validità e consistenza, in possesso delle stesse banche e delle altre strutture finanziarie non bancarie che fanno parte del cosiddetto shadow banking. Questi “alleggerimenti” dei bilanci delle banche dovrebbero essere controbilanciati, in misura uguale se non superiore, attraverso l’emissione di nuovi crediti verso i settori produttivi in difficoltà e verso nuovi investimenti. Come in passato, però, questo “travaso” è fatto in modo estremamente lento e limitato. La gran parte dei fondi va a coprire i loro pericolosi buchi finanziari oppure rimane semplicemente parcheggiata nelle banche. E’ la stessa cosa che stiamo sperimentando in Europa. Purtroppo anche in Italia. Si tratta di un comportamento che prescinde dalle responsabilità dirette dei governi di qualsiasi orientamento politico siano. Ha, invece, a che fare con la loro debolezza.
Negli Usa, questo processo sta già avvenendo con i private equity fund operanti in vari settori. A livello mondiale gestiscono attivi per 6.000 miliardi di dollari. Sono fondi d’investimento che acquistano azioni o partecipazioni in imprese produttive spesso al solo scopo di estrarne il massimo profitto nel breve periodo. Se poi dette imprese rischiano il fallimento, si può sempre chiedere il bail out con i soldi pubblici. Secondo il Financial Times, il semplice fatto che la Fed abbia detto di voler acquistare anche titoli in grande difficoltà, avrebbe grandemente galvanizzato il mercato degli junk bond. Anzitutto il settore della distribuzione al dettaglio. Dopo avere distribuito lauti dividendi per un decennio, le catene di negozi di abbigliamento e fashion di media e alta fascia, come la J. Crew, la texana Neiman Marcus e i grandi magazzini della Jc Penney, durante la pandemia hanno dichiarato bancarotta, appellandosi al Chapter 11. In passato i private equity li avevano enormemente indebitati attraverso operazioni di leverage buyouts, che sono complesse operazioni di acquisizione di un’impresa attraverso la sua capacità di indebitamento. La perdita di clienti e la diminuzione degli acquisti hanno ridotto il flusso di cassa e mandato velocemente in tilt il sistema. Un altro settore in grave affanno è quello degli immobili in affitto. Grandi fondi hanno acquistato un numero enorme di appartamenti negli Stati Uniti, ma anche in Europa, scommettendo sull’aumento degli affitti per la classe medio-alta. Per esempio, il più grande private equity fund, il Blackstone Group, è diventato il proprietario numero uno al mondo. Quando, però, il valore degli immobili scende, il sistema scricchiola.Lo stesso dicasi per la bolla del credito al consumo. Nel 2020 il debito delle carte di credito negli Usa ha raggiunto i mille miliardi di dollari. Il Covid-19 ha ridotto drasticamente il reddito di almeno un terzo dei lavoratori americani. Di conseguenza, anche i programmi di sostegno dei debiti accesi dai fondi, basati su un flusso continuo e crescente di introiti, crollano. Non è molto rassicurante vedere come i governi siano stati capaci di imporre il lockdown all’economia reale ma che lascino la finanza operare as usual. Ancora una volta dobbiamo sottolineare che è intollerabile tollerare che i fondi pubblici per il rilancio e la liquidità delle banche centrali siano fatti fluire nell’economia reale attraverso il sistema bancario privato. Senza condizioni e controlli puntuali, stringenti e rigorosi! Problema enorme e serio. Non solo in Italia, ma in tutto il mondo.

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Trasformare il nostro sistema agricolo

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Le misure di sostegno inserite nel Decreto rilancio possono contribuire a rispondere ai bisogni più immediati del settore primario, ma nel medio e lungo periodo sono necessari interventi strutturali per trasformare il nostro sistema agricolo e renderlo finalmente sostenibile – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro.Rispondendo ieri in Senato a un’interrogazione, il sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate ha confermato lo stanziamento di 500 milioni di euro per il fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, l’aumento al 70% degli anticipi Pac e i 100 milioni di euro destinati al settore vitivinicolo in crisi. Sarà consentita inoltre maggiore flessibilità agli enti locali per la concessione di contributi alle imprese agricole. L’incremento delle risorse per la ripresa dell’agricoltura è un fatto senz’altro positivo, ma manca ancora una visione chiara della direzione da prendere per il futuro – continua Tiso.E’ bene ricordare che tra le aziende più colpite dall’emergenza ci sono quelle già convertite al biologico. Un recente sondaggio della Fondazione italiana per la ricerca in agricoltura biologica e biodinamica (Firab) su un campione di 400 produttori, ha rivelato che la crisi ha investito il 73% delle imprese bio e che per oltre due aziende su tre la possibilità di sopravvivere è di massimo tre mesi se mancherà un adeguato sostegno pubblico. In questo periodo abbiamo appreso quanto sia importante la filiera agroalimentare per tutela dell’ambiente e della salute. E’ giunto il momento di andare oltre gli indispensabili interventi di salvataggio e di elaborare politiche di lungo respiro che puntino sull’agroecologia come cardine della rinascita del settore primario.

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Istat: asili nido, carico medio 1996 euro a famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Secondo i dati Istat, il carico medio che deve sostenere una famiglia per il servizio di asilo nido è pari, nel 2017, a 1.996 euro. “Asili nido solo per i ricchi. E’ evidente che solo le famiglie benestanti possono permettersi di pagare 2000 euro all’anno per mandare i figli all’asilo. Un costo che ha subito un incremento pazzesco del 27% in appena due anni, da 1570 euro del 2015 a 1996 del 2017″ afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ovvio, quindi, che il reddito delle famiglie che usufruiscono del nido sia più alto di quello delle famiglie che non ne usufruiscono, 40.092 euro annui contro 34.572 euro e che solo il 13,4% del 20% delle famiglie con redditi più bassi possa usufruirne contro il 31,2% del 20% più ricco, ossia quasi due volte e mezzo in più” conclude Dona.

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13 luglio: all’Università di Parma torna l’Infoday

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Lunedì 13 luglio si svolgerà l’ormai tradizionale giornata di Orientamento estivo Infoday – Dalla Maturità all’Università (https://www.unipr.it/infoday). A pochi giorni dall’apertura delle immatricolazioni, si rinnova, infatti, l’appuntamento con l’Università di Parma per conoscere i corsi di studio e i servizi per l’anno accademico 2020-21.In questa edizione dell’Infoday, che per il 2020 necessariamente si svolgerà online, a partire dalle 9 di lunedì 13 luglio sarà possibile incontrare i docenti dell’Università di Parma che saranno presenti sul portale “Il mondo che ti aspetta” per rispondere in diretta alle domande di futuri studenti e famiglie sulle caratteristiche e le novità dell’offerta formativa del prossimo anno accademico.Per ogni corso di laurea triennale, magistrale e magistrale a ciclo unico sarà infatti presente un desk virtuale cui sarà possibile accedere in diverse fasce orarie (link al programma). Ai desk virtuali saranno presenti docenti e tutor che presenteranno brevemente i corsi e risponderanno in diretta alle domande dei partecipanti, integrando e approfondendo tutte le informazioni già presenti sul portale.
Per tutta la giornata, dalle 9 alle 16, saranno disponibili anche i desk virtuali di molti servizi di Ateneo, accessibili sempre dal portale “Il mondo che ti aspetta”: Orientamento, Tasse, contributi e diritto allo studio, ER.GO, il servizio per student* con disabilità, con B.E.S. e fasce deboli, con D.S.A., con spettro autistico e GLBT le Eli-Che, Counseling Psicologico e Welcome Point Matricole.A breve saranno disponibili sulla pagina web dell’Infoday i link per accedere per accedere ai desk virtuali.Più che mai in questa fase di transizione, già di per sé delicata e ora resa ancor più complessa dalle contingenze, possono essere numerose le incertezze sulla configurazione futura dei corsi di studio, sulle modalità di accesso e di frequenza, sui servizi di supporto agli studenti.Per questo l’Università di Parma, con questo appuntamento di Orientamento, vuole fornire una ulteriore occasione di incontro tra docenti, studenti e famiglie per informare anche sugli ultimi aggiornamenti in atto e fornire indicazioni utili per affrontare in modo consapevole l’ingresso nel mondo universitario. Le immatricolazioni all’Università di Parma si apriranno giovedì 16 luglio 2020.

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Ranking: ottimi piazzamenti per l’Università di Parma

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

L’Ateneo conquista il quattordicesimo posto tra le Università italiane nella nuova classifica 2020-2021 del Center for World University Rankings – CWUR, che ogni anno prende in esame 20mila Università di tutto il mondo.Parma resta così nella top 500 mondiale, classificandosi al 355° posto.Quattro i parametri presi in esame dal Ranking CWUR:
1) Quality of Education (sulla base del numero di ex-alunni che hanno vinto importanti premi e medaglie internazionali rispetto alla dimensione dell’università)
2) Alumni Employment (sulla base del numero di ex studenti che hanno ricoperto posizioni di CEO nelle migliori aziende del mondo rispetto alle dimensioni dell’università)
3) Quality of Faculty (sulla base del numero di accademici che hanno vinto importanti premi e medaglie internazionali)
4) Research Performance (sulla base degli studi pubblicati e delle citazioni)
Nel ranking 2020-2021 l’Università di Parma riporta risultati significativi nella Quality of Education, dove è al 300° posto nel mondo, e nella Quality of Faculty (90° nel mondo).
Recente piazzamento di rilievo anche in THE Impact Rankings 2020, classifica sviluppata da Times Higher Education che punta a misurare il successo degli atenei negli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals – SDG) delle Nazioni Unite. 768, da 85 paesi, gli Atenei che hanno partecipato al ranking. L’Università di Parma si colloca a livello complessivo nella fascia 201-300, sesta tra gli Atenei italiani in classifica.L’Ateneo ha ottenuto i risultati migliori su due obiettivi specifici: SDG3 – Good Health and Wellbeing, dove è all’83° posto e SDG16 – Peace, Justice and Strong Institutions, dove è al 97° posto.
Parma resta inoltre in classifica, dopo l’ingresso dello scorso anno, nella prestigiosa QS World University Rankings, dove si mantiene nella fascia 801-1000 a livello mondiale.

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Anief scrive al Premier Conte per il rilancio della scuola

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Il sindacato ha inviato una lettera al Premier Giuseppe Conte. Attraverso essa, il giovane sindacato ha voluto avanzare le proposte adeguate per dar vita a un patto per il rilancio della scuola. Il paese si accinge a riprendere, lentamente, la normale vita, provando a organizzarsi dopo il periodo drammatico causato dall’emergenza epidemiologica. Anche la scuola dovrà ripartire e per fare ciò occorreranno proposte utili per riprendere le attività didattiche a settembre, in completa sicurezza.
Per questo motivo, l’ANIEF, per conto del proprio presidente nazionale Marcello Pacifico, ha inviato una lettera al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte. Attraverso essa, il giovane sindacato ha voluto avanzare le proposte adeguate per dar vita a un patto per il rilancio della scuola.Al fine di poter ripartire il prossimo anno in piena sicurezza, i punti cruciali da affrontare, secondo l’ANIEF, sarebbero i seguenti:
assunzione dei docenti precari, soprattutto con un’immediata procedura di assunzione per soli titoli e con l’utilizzo delle graduatorie d’istituto provinciali;
stabilizzazione dei tanti docenti di sostegno presenti sul territorio nazionale, che da anni lavorano presso gli istituti statali con contratti a tempo determinato;
stabilizzazione del personale Ata su tutti i posti vacanti e disponibili;
distanziamento sociale;
eliminazione delle cosiddette “classi pollaio” con la riduzione del numero degli alunni per ogni classe.
All’interno della comunicazione al premier Conte, il giovane sindacato conferma la propria disponibilità a illustrare nel dettaglio le proposte avanzate e a confrontarsi sul merito delle stesse nel corso di specifici tavoli che, possibilmente, saranno convocati.

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Funzione formativa attraverso la didattica in presenza

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Perugia. “L’Università realizza nel modo ottimale la sua funzione formativa attraverso la didattica in presenza. Ciò vale in particolare per l’Università per Stranieri di Perugia, quale ateneo con forte caratterizzazione internazionale e la cui missione fondante è quella della formazione e dell’insegnamento della lingua e cultura italiana. Quest’ultimo aspetto si realizza pienamente in presenza, dando la possibilità ai numerosi studenti stranieri che ogni anno vengono a Perugia di godere appieno del paese, della sua cultura e dello stile di vita che l’Italia incarna.
Lo sforzo che l’Università per Stranieri sta compiendo per garantire una didattica in presenza va anche incontro alle aspettative di Perugia, città che ha sempre vissuto come un’opportunità e un valore aggiunto la presenza di tanti studenti stranieri.
La pandemia ha costretto l’Università per Stranieri a riconvertire, in una prima fase, questa fondamentale pratica di didattica in presenza in didattica a distanza. In questo modo è stata garantita a tutti gli studenti la possibilità di seguire i corsi senza perdere ore di lezione.
L’odierna fase di riapertura, anche se prudente ed attuata nel pieno rispetto della sicurezza sanitaria, permette al momento di prevedere già da settembre 2020 forme di didattica mista, vale a dire sia in presenza sia a distanza, grazie all’utilizzo delle tecnologie. Ciò per consentire a tutti gli studenti, anche agli studenti stranieri e agli studenti fuorisede, d’iscriversi normalmente e di seguire i corsi. L’Università per Stranieri in ogni caso rimane pronta ad individuare risposte adeguate ed efficienti a possibili, future evoluzioni della situazione sanitaria”.

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AcciaieriaArvedi di Cremona ottiene la Certificazione EMAS

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Cremona. Dopo un complesso e articolato processo di audit ispettivi durato più di un anno, lo stabilimento di Cremona di AcciaieriaArvedi comunica di aver ottenuto la prestigiosa certificazione EMAS Eco-Management and Audit Scheme.La certificazione, promossa dalla Comunità Europea, attesta che l’Azienda aderisce su base volontaria ad un rigoroso protocollo nell’accertare, documentare e migliorare le proprie prestazioni ambientali e nel fornire al pubblico e ad altri soggetti istituzionali informazioni esaustive sulla propria gestione ambientale.AcciaieriaArvedi è tra le prime realtà europee della siderurgia ad ottenere questa certificazione che copre l’intero processo produttivo, dalla gestione del rottame ai processi di finitura dei nostri prodotti.Scopo prioritario dell’EMAS è promuovere la consapevolezza e lo sviluppo di politiche di gestione ambientale volte a uno sviluppo economico sostenibile, valorizzando il ruolo e le responsabilità delle imprese nel monitorare le proprie performances ambientali. Questo non solo con l’ obiettivo del rispetto delle normative, ma anche nella definizione di un percorso di miglioramento continuo e trasparente.Il sistema di gestione ambientale richiesto dal severo standard EMAS per ottenerne la certificazione è basato sulla norma ISO 14001:2004 e impone la pubblicazione e l’aggiornamento periodico di una Dichiarazione Ambientale in cui siano riportate le informazioni e i dati significativi rispetto al proprio impatto ambientale con particolare riferimento a efficienza energetica, efficienza nell’uso delle materie prime, al ciclo dell’acqua, alla gestione dei rifiuti adottata, all’impatto sulla biodiversità e alle emissioni.L’ottenimento della certificazione EMAS rappresenta per AcciaieriaArvedi un pubblico riconoscimento che conferma l’impegno aziendale per il miglioramento della qualità ambientale e certifica l’accuratezza e la trasparenza delle informazioni rese pubbliche circa le sue performances.

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Nasce l’infermiere di famiglia

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

“Compie un anno la mia Proposta di Legge per l’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità. Per migliorare quello che già è stato proposto dal mio Governo nel decreto rilancio, dove si affida alle Regioni il compito di riorganizzare e potenziare la rete di sorveglianza e le cure domiciliari. Fin da quando ho messo piede in Parlamento mi sono battuta per l’introduzione dell’infermiere di famiglia e di comunità, una figura che ritengo fondamentale. Gli emendamenti vanno incontro alle richieste di attenzione della categoria che come vediamo anche oggi sui giornali, è scesa nelle piazze per farsi ascoltare e per mantenere alta l’attenzione su di loro anche dopo l’emergenza Covid e trovo sia un sacrosanto diritto che oggi ho il dovere di evidenziare. Il Governo, nel primo articolo del decreto rilancio, ha introdotto quanto già previsto nella mia proposta di legge, significa che la direzione è quella giusta. L’infermiere di famiglia e di comunità, grazie alle sue competenze e professionalità, si occuperà di assistere il paziente, in collaborazione con il medico di famiglia, in ambito extra-ospedaliero seguendolo nel percorso riabilitativo, assicurarsi che segua la terapia e scongiurando così la possibilità del riacutizzarsi di malattie croniche ed evitare frequenti ricoveri ospedalieri”, conclude l’onorevole pentastellato. (n.r. La Fidest in una delle sue pagine di “medicina sociale” aveva suggerito, per dare maggiore impulso alla medicina del territorio, la costituzione di centri di primo intervento gestito dai medici di famiglia e da infermieri dando, in tal modo, continuità assistenziale nelle 24 ore alla popolazione locale e per sottrarre ai pronti soccorsi dei nosocomi i codici verdi e gialli e, in seconda battuta, l’instradamento, in caso di necessità, ad un ricovero ospedaliero).

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Giovedì 18 giugno sciopero nazionale di 4 ore del Trasporto Pubblico Locale

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Mentre il governo continua ad emanare misure di sostegno per le aziende, alle quali viene erogato il 100% dei corrispettivi previsti per il servizio dell’anno in corso (art. 92 c. 4-bis DL Cura Italia) e un fondo di 500 milioni per il risarcimento dei mancati introiti (art. 200 DL Rilancio), le società esercenti Trasporto Pubblico locale continuano l’ingiustificabile ricorso al Fondo Bilaterale di Solidarietà, sottoscrivendo accordi con Cgil Cisl Uil che sottraggono risorse utili per la garanzia dei livelli occupazionali e aggrediscono i salariali degli addetti al settore ridotti del 50% circa.In una fase così delicata per il Paese, mentre tutti i lavoratori dei servizi pubblici essenziali hanno continuato senza sosta a garantire la propria prestazione lavorativa anche a fronte della pandemia e di misure di prevenzione del contagio decisamente inadeguate, nessuna misura del governo è stata varata a sostegno dei lavoratori. Ai quali, nella stragrande maggioranza dei casi, non viene neanche anticipata la quota degli ammortizzatori sociali. In alcune regioni, dopo 5 settimane di attivazione del fondo bilaterale, si è è passati a un’estensione di ulteriori 9 settimane; con questo meccanismo le aziende continuano a far “cassa” esercendo il minimo del servizio, non retribuendo i lavoratori lasciati a casa e incassando sia i corrispettivi che i fondi di sostegno.A fronte di tutto ciò, governo e associazioni datoriali di settore non hanno messo in campo alcuna iniziativa reale per la tutela e la sicurezza dei lavoratori e della collettività nel merito del contenimento del contagio Covid-19 nella cosiddetta, fase 2; le vetture, che inizialmente dovevano limitare l’ingresso a poco più di una decina di utenti, hanno prestano servizio completamente al di fuori da ogni canone di rispetto della distanza interpersonale, proprio a causa dell’eccesso taglio del servizio. Vale a dire vetture praticamente piene nelle ore di punta, in completa assenza di provvedimenti di prevenzione e controllo.In tale scenario forte è la preoccupazione di tutti gli operatori di esercizio in previsione della nuova organizzazione che subirà il settore in vista delle prossime scadenze di riapertura generalizzata delle attività e in particolare dei servizi scolastici.Ancora una volta, abbiamo assistito allo sciacallaggio delle varie aziende private che gestiscono appalti e subappalti nel settore, che hanno scaricato tutte le problematiche economiche e organizzative sulle spalle dei lavoratori e dei cittadini.Un dato che riporta in primo piano la necessità di una politica generale dei servizi pubblici essenziali tesa a ripristinare la gestione diretta dell’ente pubblico, abbandonando l’affidamento ad aziende che mirano a pubblicizzare le perdite e privatizzare i profitti.È necessario che i lavoratori diano una forte risposta al governo al fine di rimettere al centro le problematiche reali del Paese: il diritto alla salute, alla sanità pubblica, alla sicurezza, al lavoro e al reddito.

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Aumentano gli attacchi nel Sahel e per i civili il tempo stringe

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è in allarme per l’inasprirsi delle violenze nella regione del Sahel che, nelle ultime settimane, ha fatto registrare la persecuzione di centinaia di civili innocenti, provocato la fuga di numerose persone e sta seriamente ostacolando le attività di assistenza umanitaria.Gli attacchi condotti dai gruppi armati e la conseguente controffensiva delle forze di sicurezza hanno portato un numero ulteriore di persone a fuggire per mettersi in salvo, andando a esercitare nuove pressioni sulle comunità di accoglienza, già alle prese con enormi privazioni derivanti dalla presenza di sfollati, spesso parenti fuggiti da violenze precedenti.L’ultimo attacco perpetrato contro il villaggio di Binedama, nell’instabile regione di Mopti, nel Mali centrale, il 5 giugno, ha provocato la morte di 26 civili.Inoltre, il 31 maggio, gruppi armati hanno colpito un’area che accoglie rifugiati presso Intikane, nel Niger occidentale, uccidendo due rappresentanti della comunità di rifugiati e un rappresentante della comunità locale. L’aggressione ha determinato che oltre 10.000 persone fuggissero in cerca di riparo nell’entroterra, nella zona di Telemces, dove l’UNHCR e i partner hanno contribuito a fornire in tempi rapidi circa 1.180 alloggi temporanei. Tuttavia, le condizioni di vita restano “deplorevoli”, sollevando seri motivi di preoccupazione relativi ad approvvigionamento idrico e salute.
“Gli attacchi continui ai danni dei civili nel Sahel, che hanno paralizzato la vita nei paesi e nelle località a ridosso del confine, sono incommensurabili e incomprensibili. Le persone sono costrette a fuggire a più riprese e hanno disperato bisogno del nostro aiuto. Stiamo facendo tutto il possibile per assicurare loro assistenza, malgrado le difficoltà di questo periodo”, ha dichiarato Millicent Mutuli, Direttrice regionale dell’UNHCR per l’Africa occidentale e centrale, in riferimento alla pandemia da COVID-19 e ad alcune delle restrizioni derivanti dalle misure di risposta.I rifugiati presenti nella regione Liptako-Gourma, punto di triplice frontiera in cui Burkina Faso, Mali e Niger convergono, stanno cercando di mettersi in salvo in aree anch’esse flagellate da violenze e povertà. Molti sono dovuti fuggire più volte.In risposta alla situazione, l’UNHCR ha fornito alloggi e assistenza a oltre 25.000 famiglie e mira a concludere la distribuzione di beni di prima necessità per 16.500 famiglie entro la fine del mese. Tuttavia, le attività di assistenza umanitaria sono seriamente ostacolate dalla crescente assenza di sicurezza, dall’impatto del COVID-19 e dalla carenza di risorse adeguate. Dall’inizio del conflitto armato, scoppiato nel Mali settentrionale nel 2011, le violenze si sono estese al Mali centrale, al Niger e al Burkina Faso.In quella che è ormai una delle crisi che registrano un aumento delle persone in fuga tra i più rapidi al mondo, sono milioni i civili fuggiti dalle aggressioni indiscriminate perpetrate da gruppi armati, tra le quali si contano esecuzioni sommarie, la pratica diffusa dello stupro delle donne, e attacchi contro le istituzioni statali, quali scuole e strutture sanitarie.In Burkina Faso, in particolare, il numero di sfollati interni è cresciuto dai 560.000 di inizio febbraio agli 848.000 di fine aprile, vale a dire 288.000 persone in più in circa tre mesi.Per dare risalto alle enormi esigenze che affliggono la regione e continuare a implementare la risposta all’aggravarsi della crisi, l’UNHCR lancerà l’appello per la crisi nel Sahel questo venerdì, 12 giugno.Il personale dell’UNHCR impegnato nella regione, insieme ai partner e alle autorità, sta assicurando assistenza alle popolazioni in condizioni disperate, ma l’incremento dell’insicurezza e le misure anti-COVID-19 compromettono gravemente le capacità dell’Agenza di raggiungere tutti coloro che sono in stato di necessità nelle aree più remote di Burkina Faso, Niger e Mali.
Tutti e tre i Paesi dispongono di infrastrutture sociali inadeguate, pertanto assicurare alloggi, alimenti, assistenza sanitaria e approvvigionamento idrico a rifugiati e sfollati continua a costituire una priorità. Molti arrivano privi di effetti personali e sono accolti da comunità locali che, nonostante dimostrino generosità, patiscono una grave carenza di risorse e necessitano di supporto per poter sopravvivere.

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Antitrust: istruttorie su stop mutui

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

L’ Antitrust ha avviato 4 istruttorie e 12 moral suasion nei confronti di sedici tra banche e società finanziarie per condotte relative alla sospensione dei mutui-prestiti ed all’erogazione di nuovi finanziamenti.”Bene, si faccia chiarezza!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ un fatto che ci sono stati ritardi intollerabili nella sospensione dei mutui e nell’erogazione dei finanziamenti, ora si tratta di individuare le responsabilità” prosegue Dona.”Il faro acceso dall’Antitrust potrà consentire di capire cosa non ha funzionato e continua a non funzionare nelle banche e cosa nei decreti Cura Italia e Liquidità” conclude Dona.

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Una più ampia copertura della vaccinazione degli anziani nel prossimo autunno

Posted by fidest press agency su domenica, 14 giugno 2020

Ora che l’emergenza Covid-19 sembra allentare la presa, è tempo di pensare senza esitazioni al prossimo autunno. Per proteggere le persone più fragili da un possibile nuovo picco di infezione da Coronavirus, ma anche dalle frequenti complicanze più temibili – polmonari e cardiache – delle infezioni più comuni, a partire dall’influenza, la sanità pubblica italiana deve puntare a raddoppiare le coperture vaccinali degli anziani, ferme a poco più del 50%. Per raggiungere questo obiettivo, bisognerà vaccinare di più, vaccinare prima (già da settembre) e organizzarsi in fretta, per non correre il rischio di subire ritardi nell’approvvigionamento dei vaccini (in Italia gli over-65 sono quasi 14 milioni, senza contare le altre categorie a rischio) e un’affluenza incontrollata di pazienti – non solo anziani – presso i centri vaccinali e gli studi dei medici di famiglia, ancora in un contesto di emergenza sanitaria e sociale.È questo l’appello lanciato oggi da Italia Longeva, l’Associazione nazionale per l’invecchiamento e la longevità attiva, in occasione del webinar “Anziani, fragili, vaccinati: se non ora quando?”, che ha riunito rappresentanti politico-istituzionali a livello centrale e regionale, comunità medico-scientifica e mondo della distribuzione per un confronto sulla programmazione della prossima campagna vaccinale, la prima in epoca Covid-19.“La pandemia ci ha fatalmente ricordato che per i virus la fragilità è un terreno fertile dove attecchire”, commenta il Prof. Roberto Bernabei, Presidente di Italia Longeva e membro della CTS della Protezione Civile. Un motivo in più per vaccinare tutti gli anziani contro l’influenza stagionale – ma anche contro le altre malattie che possono colpire più duramente da vecchi, a partire da polmonite pneumococcica, pertosse e herpes zoster – rendendo così il Coronavirus più riconoscibile e con un’evoluzione clinica meno severa non andando a sovrapporsi in uno stesso soggetto. Tuttavia, dal punto di vista logistico-organizzativo, bisognerà procedere in un modo diverso rispetto al passato, provvedendo tempestivamente al fabbisogno previsto da ogni singola Regione, anticipando l’inizio della campagna vaccinale per non farsi cogliere impreparati da una possibile seconda ondata pandemica, garantendo ai cittadini la massima sicurezza dell’atto vaccinale e rendendo più efficiente la rete di distribuzione dei vaccini, con il pieno coinvolgimento dei medici di famiglia e delle farmacie”.Intanto, il Ministero della Salute ha emanato le linee guida per la prossima campagna di vaccinazione antinfluenzale, che abbassano da 65 a 60 anni l’età per usufruire dell’offerta attiva e gratuita e raccomandano fortemente la vaccinazione a tutti quei soggetti suscettibili di entrare in contatto con gli anziani e i fragili: i bambini da 6 mesi a 6 anni, i familiari e i caregiver, gli operatori sanitari. Uno scudo, in sostanza, per proteggere le persone più vulnerabili, che hanno pagato il tributo più alto durante la pandemia di Covid-19 in termini di contagi, ospedalizzazioni e decessi.

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