Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 15 giugno 2020

Scuola: Sono 40 mila i pensionamenti certificati, 30 mila docenti

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

È pari a 39.700 il numero di pensionamenti certificati che avranno effetto con il nuovo anno scolastico: si allarga ulteriormente il già cospicuo numero di posti vacanti che andranno in larghissima parte a supplenza annuale. La quota indicata di 250 mila contratti a tempo determinato diventa sempre più plausibile. Anche quelli che si andranno a dividere tra lavoratori Ata ed educatori precari.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “una parte dei posti liberi gli Uffici scolastici nemmeno potranno tentare di assegnarli ai ruoli del 2020, perché dovranno essere accantonati per i vincitori dei prossimi tre concorsi-lumaca e stracolmi di disposizioni discriminanti. Senza dimenticare che la maggior parte delle convocazioni andranno comunque disertate. Un motivo in più per procedere da subito con le assunzioni a tempo indeterminato utilizzando anche le graduatorie d’Istituto a breve trasformate in provinciali. Per il personale Ata si sa ancora meno: la materia sarà oggetto di un incontro informativo con i sindacati, Anief compresa, previsto domani alle 18.30”.
A settembre a passare la mano saranno in 40 mila: il numero degli aventi diritto alla pensione è stato comunicato dall’Inps. Vuol dire che il dato non è definitivo, ma, da quanto risulta ad Orizzonte Scuola, quello finale non si dovrebbe distaccare di molto. I 39.700 pensionamenti certificati includono i docenti. I posti in questione saranno messi a disposizione per le operazioni 2020/21 di mobilità, immissioni in ruolo e supplenze. Sarebbe in via di emanazione da parte del MI una comunicazione con il dettaglio dei posti liberi a seguito dei pensionamenti.
Considerando i posti vacanti, compresi i residui dello scorso anno scolastico derivanti dalle mancate immissioni in ruolo per via delle graduatorie – GaE e di merito – senza più candidati, le cattedre che quest’anno presumibilmente il ministero dell’Economia potrebbe autorizzare per essere assegnate alle immissioni in ruolo si presume che possano essere circa 60 mila. In realtà dovrebbero essere molte di più, ma conosciamo le logiche al risparmio dell’amministrazione pubblica.

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CNA Roma e UniCredit insieme per internazionalizzazione delle imprese romane

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

La CNA di Roma e UniCredit insieme per aiutare ad accrescere il grado di internazionalizzazione digitale delle PMI romane. Un canale fondamentale nel nuovo scenario economico creato dalla pandemia Covid 19. La nuova collaborazione permetterà alle imprese associate della CNA Roma di accedere, a condizioni preferenziali, a “Easy Export”: un pacchetto di servizi ad alto valore aggiunto studiati e offerti in esclusiva dal Gruppo bancario per semplificare e favorire l’export digitale delle Pmi italiane. Tramite questo accordo le aziende associate alla CNA di Roma, avranno la possibilità di accedere ad Alibaba.com, il più grande marketplace B2B al mondo.
UniCredit tramite partner di eccellenza, come Geodis – leader europeo nei processi di logistica – e Var Group – player per la digitalizzazione e i processi IT, offrirà alle imprese l’accesso a servizi ad alto valore aggiunto che vanno dalla creazione di una vetrina dedicata alle aziende e ai propri prodotti, al supporto per la gestione delle pratiche di logistica, fino all’assistenza di un consulente dedicato.Nelle prossime settimane CNA di Roma, in collaborazione con Nina International, promuoverà diverse iniziative digitali per far conoscere questa nuova opportunità ai propri associati.

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Coltivare nel Sahara è possibile: le origini dell’agricoltura nel deserto libico

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Un nuovo studio condotto dalla “Missione Archeologica nel Sahara” della Sapienza, in collaborazione con il Department of Antiquities di Tripoli e le università Milano e Modena-Reggio Emilia, ha permesso di scoprire l’esistenza di tecniche di coltivazione realizzate dai Tuareg nelle aree montane del deserto del Sahara. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista Antiquity
Il clima arido del Sahara impedisce oggi ogni forma di agricoltura permanente, ma le ricerche condotte dalla “Missione Archeologica nel Sahara” diretta da Savino di Lernia del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza, in collaborazione con il “Department of Antiquities” di Tripoli e le università di Milano e Modena-Reggio, raccontano una storia diversa. Le attività di coltivazione normalmente praticate nelle oasi sahariane, erano del tutto sconosciute in ambienti montani. Evidenze e testimonianze mostrano però come in occasione di piogge particolarmente abbondanti e durature, alcune aree del massiccio montuoso del Tadrart Acacus, in Libia sudoccidentale, venivano completamente inondate e le popolazioni Tuareg dei Kel Tadrart sfruttavano le acque raccolte in piccoli bacini, le “etaghas” (pozzanghere, nella lingua locale): qui la conformazione del territorio mantiene le polle di acqua per un periodo sufficiente alla coltivazione di grano, orzo, sorgo e altre piante.
La ricostruzione etnoarcheologica ed etnografica dei Tuareg Kel Tadrart ha permesso di tracciare l’uso agricolo di queste aree a cavallo tra diciannovesimo e ventesimo secolo, evidenziando le modalità e i tratti caratteristici. Le indagini archeologiche, geoarcheologiche e archeobotaniche hanno inoltre permesso di comprendere come queste pratiche agricole fossero in realtà ben più antiche e probabilmente risalgono già al Neolitico Tardo, circa 5500 anni fa. A questo sembrano infatti ricondurre le analisi al radiocarbonio di ritrovamenti sul luogo, nonché aspetti della cultura materiale e raffigurazioni di piante coltivate nelle pitture rupestri, che consentono di scattare un’istantanea dell’inizio dell’agricoltura nel Sahara. Il deserto del Sahara ha assunto le forme attuali proprio dalla fine del Neolitico: i cambiamenti climatici e ambientali costrinsero i gruppi umani della preistoria ad adottare nuove strategie e modificare le loro abitudini, utilizzando queste aree allagate periodicamente come appezzamenti agricoli. Lo studio multidisciplinare della “Missione Archeologica nel Sahara” ha permesso di identificare un cambiamento radicale nelle modalità di sfruttamento di queste risorse idriche imprevedibili: nella tarda preistoria, con un clima umido su base stagionale, le coltivazioni agricole dovevano svolgersi sui margini di aree paludose via via che l’acqua si ritraeva (una pratica conosciuta con il nome di flood-recession agriculture), mentre nelle fasi storiche contemporanee l’agricoltura è svolta unicamente in presenza di pioggia (rain-fed agriculture). Questa attestazione, già nota e accreditata nella zona del Sahel, sembra essere l’unica del Sahara centrale.Nello scenario attuale, caratterizzato da cambiamenti climatici e riscaldamento globale, la scoperta di antichissime tradizioni di coltivazione in ambienti aridi e in progressiva desertificazione, oltre a rappresentare un utile strumento per ricostruire la preistoria e la storia antica del Sahara, ha anche implicazioni importanti sulle forme di sviluppo sostenibile da praticare in ambienti marginali o desertici. La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Antiquity, è stata finanziata dai “Grandi Scavi di Ateneo” della Sapienza Università di Roma, e dal Ministero degli esteri e della Cooperazione Internazionale (DGSP – VI).

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COVID19: “Test sierologico e tampone: come quali, quando e perché farli? Parola agli esperti”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Quarto appuntamento del talk-webinar “BUONA SALUTE”, organizzato da Mondosanità, in collaborazione con OFFICINA di MOTORE SANITÀ, BIOMEDIA ed EUROCOMUNICAZIONE e realizzato con il contributo incondizionato di Siemens Healthineers. I massimi esperti della sanità italiana hanno fatto il punto sui vari test sierologici a disposizione nel nostro Paese e a livello globale, analizzandone i problemi specifici, le possibilità di offerta e la validazione scientifica e tecnica. Il nostro corpo possiede tre diversi anticorpi: le immunoglobuline IgA (se abbiamo da poco incontrato il virus), IgM (se abbiamo un’infezione in corso) e IgG (se abbiamo avuto contatti col virus in passato), che ci raccontano la storia dell’infezione, stabilendo se abbiamo incontrato il virus e da quanto tempo. Per appurare tutto ciò, esistono due tipi di test sierologici: rapido o qualitativo con una goccia di sangue ottenuta con un prelievo capillare si stabilisce la presenza degli anticorpi oppure semi-quantitativo, test che necessita di un prelievo venoso col quale si misura la quantità degli anticorpi nel sangue. Che fare? Parola agli esperti
“Partirei dal fatto che i tamponi andrebbero fatti ai soggetti sintomatici, ai contatti asintomatici dei casi positivi e a chi svolge un lavoro di servizio pubblico (medici, infermieri, assistenti delle case di riposo, polizia, militari ….) in condizioni di esposizione a rischio infettivo e quindi a tutela di queste persone e della funzione da loro svolta; certamente per ragioni pratiche e operative non si possono “tamponare” 62 milioni di Italiani. Per quanto riguarda poi l’affidabilità dell’indagine molecolare, va segnalato che se nel campione nasofaringeo è presente SARS-CoV-2, a seconda della carica infettante presente, il test ha circa il 60% delle possibilità di rivelare il virus, dipende infatti dal numero di copie di genoma virale presenti, da come viene eseguito il tampone, dal trasporto dello stesso, dall’estrazione e dalla sua conservazione. I test pungi dito qualitativi per la ricerca di anticorpi specifici, anche se conformi alle norme di qualità europee, rispondono solo alle performance dichiarata dal produttore e hanno una sensibilità molto basse e spesso danno risultati falsamente positivi. Al contrario i test sierologici quantitativi che misurano IgM, IgG e IgA danno maggior affidamento; qualora gli anticorpi messi in evidenza siano diretti contro la proteina S di SARS-CoV-2 detti test possono rapportarsi ai classici saggi di neutralizzazione dell’infettività virale”, ha detto Giorgio Palù, Professore di Microbiologia e Virologia, Università degli Studi di Padova Professore Aggiunto di Neuroscienze e Scienze Tecnologiche, Temple University, Philadelphia, USA
“I test sierologici più affidabili sono certamente quelli effettuati con il prelievo del sangue, quelli rapidi cosiddetti a saponetta o pungi dito sono, ad oggi, meno affidabili. Va però chiarito che l’attuale utilizzo dei test sierologici ha, oggi, finalità di tipo epidemiologico (in una determinata popolazione qual è la percentuale che ha “incontrato” il virus) e non di tipo diagnostico”, ha spiegato Giuliano Rizzardini, Direttore Dipartimento Malattie Infettive Ospedale Luigi Sacco – Polo Universitario, Milano
“Con i test sierologici, come ci dicono già diverse evidenze scientifiche, è possibile identificare e quantificare la risposta anticorpale verso SARS CoV-2 ed è importante quanto questa ci consenta di avere informazioni in merito al progresso contatto col virus. Il problema attuale da risolvere è avere dati precisi in merito alla specificità e sensibilità dei test che abbiamo a disposizione e sono in corso di sviluppo”, ha tenuto a precisare Vittorio Sambri, Responsabile UO Microbiologia AUSL Romagna Laboratorio Unico e Professore DIMES, Università Bologna.

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Otto anni per arrivare a sentenza civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

E’ il risultato di una ricerca della Commissione europea per l’efficienza della Giustizia del Consiglio d’Europa. In Germania i processi civili durano 2 anni e quattro mesi e in Spagna 2 anni e otto mesi.Immaginate una impresa o un cittadino che si rivolge alla giustizia italiana per ottenere una sentenza dopo 8 anni. Follia è attendere questa infinità di tempo per avere una risposta ed è uno dei motivi principali per i quali le imprese straniere evitano di investire nel nostro Paese.
Cosa ha fatto questo governo?
Praticamente nulla, perchè si è limitato a proporre (proporre, si intende) piccole modifiche al Codice di Procedura Civile attinenti al rito processuale.Per la parte penale, il Governo, con l’abolizione della prescrizione, si è mosso in direzione opposta dilatando all’infinito i tempi processuali.Il documento Colao, base della discussione nella riunione definita “Stati Generali”, dedica poco spazio alla giustizia, come se la questione non riguardasse le riforme strutturali che l’Ue ci chiede per accedere ai fondi comunitari. Non si capisce perché la performance dei tribunali mostri un così alto grado di differenziazione. Le esperienze di alcuni tribunali dimostrano che, adottando nuovi principi organizzativi, è possibile migliorare anche a parità di altre condizioni di contorno.Alcuni miti sono da sfatare, quali quelli relativi all’alto grado di litigiosità, alla minore spesa, alla mancanza di risorse umane, alla questione meridionale e alla maggiore efficienza dei piccoli tribunali.Nel 2015 fu elaborato un progetto per migliorare la performance dei tribunali, relativamente all’arretrato, ma la situazione è rimasta sostanzialmente immutata.
Quando la giustizia impiega anni per emettere sentenze si trasforma in denegata giustizia. Non sembra abbia importanza per l’attuale governo e per il suo ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (M5S). by Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
(N.R. Ci siamo fatti un punto d’onore scrivere una lettera, da dieci anni a questa parte, ai vari presidenti del consiglio che da allora ad oggi si sono succeduti, per segnalare l’urgenza e la inderogabilità di una riforma della giustizia spiegando, anche se siamo consapevoli che queste cose le conoscono molto bene, le ragioni che ci hanno spinto a farlo, ma nessuno ha pensato di far scrivere all’usciere di turno una qualche risposta.)

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Eurostat: aprile crollo record produzione industriale

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Ad aprile, secondo i dati Eurostat, crolla la produzione industriale in Europa. Rispetto a marzo: -17,1% nella zona euro e -17,3% nell’Ue-27. L’Italia, con un calo congiunturale del 19,1%, si colloca apparentemente in una discreta posizione, in decima, dopo Ungheria (-30,5%), al primo posto di questa classifica negativa, Romania (-27,7%) e Slovacchia (-26,7%) in terza posizione e, soprattutto, meglio di Germania (-21%) e Francia (-20,3%), appena due punti percentuali in più rispetto all’Eurozona (-17,1%).
“Peccato che sia solo un effetto ottico. Se, infatti, al calo di aprile sommiamo anche quello di marzo, ecco che purtroppo l’Italia registra in due mesi, marzo e aprile, la peggiore performance in Europa, con un crollo record del 42,1%, contro una media dell’Eurozona del 27%, 15,1 punti percentuali in più, il 56% in più” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.In seconda posizione la Slovacchia (-41,6%) e sullo scalino più basso del podio il Lussemburgo (-41,1%). Tutti gli altri paesi stanno sotto la soglia degli anta. La Francia è in sesta posizione con -33,4% mentre la Germania è in nona con -29,5%, contro una media dell’Eurozona di -27% e dell’ Ue di -26,4%.”Insomma, uno tsunami si è abbattuto sull’Italia e sulle nostre imprese e il nostro Paese resta la Cenerentola d’Europa. La speranza è che questo dato dipenda solo dal fatto che siamo stati i primi ad andare il lockdown e che ora ci sia un immediato rimbalzo, maggiore rispetto al resto d’Europa” conclude Dona.

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Gestione risorsa acqua ed esigenze del territorio: Puglia e Molise

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

“Serve un maggiore dialogo tra i ministeri interessati alla gestione della risorsa acqua per accelerare i tempi delle scelte e delle loro concrete realizzazioni.” A chiederlo è Massimo Gargano, Direttore Generale dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), intervenuto ad un confronto sul Blog del M5S.“Dopo anni di attesa – prosegue – è finalmente e concretamente avviata a soluzione la vicenda del trasferimento di importanti quantitativi d’acqua, altrimenti e colpevolmente destinati a mare, dal Molise alla Puglia, incrementando le potenzialità agricole del Tavoliere: si parla di 50 milioni di metri cubi, che permetteranno di irrigare ulteriori 25.000 ettari con importanti ricadute economiche ed occupazionali. Salutiamo con orgoglio di sistema e soddisfazione questa novità, che vede soggetti attivi i Consorzi molisani guidati dall’Ing. Napoli e il Consorzio per la bonifica della Capitanata ma anche la visione strategica delle amministrazioni regionali guidate dai Presidenti Toma ed Emiliano. La collaborazione fra istituzioni è fondamentale ovunque e ancora di più al Sud, ma non possiamo tacere che, per mancanza di accordo fra le Istituzioni coinvolte, non sono tuttora utilizzabili, a fini irrigui, le acque del bacino di Campolattaro in Campania, il più grande invaso del Centro Italia. Non solo – insiste il DG di ANBI – la capacità degli invasi nel Sud Italia, il più infrastrutturato del Paese, è fortemente ridotta dagli interrimenti, il cui escavo è rallentato anche per l’equiparazione dei materiali di risulta a rifiuti industriali, con tutti i conseguenti costi di smaltimento. Serve, dunque, uno snellimento normativo, ma anche un cambio di passo per infrastrutturare il Pese tutto con invasi capaci di abbinare funzioni di prevenzione idraulica a quelle di riserva idrica. Ancora qualche anno fa – prosegue Gargano – si quantificava in 9 miliardi di euro, il fabbisogno necessario per un piano nazionale invasi; si tratta ora di avviare un processo, evitando la polverizzazione degli investimenti, ma puntando su interventi di sistema, che superino le logiche regionaliste, perché l’acqua non conosce confini amministrativi; oltre a ciò, vanno completate le troppe infrastrutture idriche incomplete: un’autentica offesa alle esigenze del territorio. Per questo, ANBI presenterà un Piano Strategico di infrastrutture indispensabili per garantire regolarità negli apporti irrigui e quindi reddito agricolo, ma anche sviluppo del made in Italy agroalimentare, evitando le conseguenze del crescente andamento torrentizio dei corsi d’acqua, dovuto ai cambiamenti climatici. Viviamo in una società sempre più idroesigente – conclude il Direttore Generale di ANBI – A fronte di un’agricoltura, che ha ridotto, grazie soprattutto alle innovazioni tecnologiche adottate dai Consorzi di bonifica, le proprie necessità a meno del 50% del fabbisogno idrico del Paese, crescono gli appetiti d’acqua di cui, però, nessuno parla. L’irrigazione altresì non è solo un fondamentale asset produttivo, ma anche ambientale, mantenendo la risorsa all’interno del ciclo vitale e restituendola non di rado qualitativamente migliore di come prelevata.”

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Scuola. Maestri diplomati magistrale: per il Tribunale di Pavia non si possono licenziare

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Il giudice ha dichiarato l’illegittimità del licenziamento di una maestra diplomata magistrale, disposto dopo sentenza negativa, ordinandone la reintegrazione nel posto di lavoro e condannando il ministero dell’Istruzione al risarcimento danni. Questo significa che sui maestri con diploma magistrale non è affatto scritta la parola fine: l’Anief lo ha sempre sostenuto, anche e soprattutto dopo i pareri in contraddizione del Consiglio di Stato. Il parere di Pavia, tra l’altro, si somma a quello recente del Consiglio di Stato che, con l’Ordinanza n. 3237/2020, ha ritenuto meritevoli di approfondimento nel merito le questioni processuali poste con il ricorso patrocinato dagli avvocati Walter Miceli e Nicola Zampieri contro la sentenza TAR dello scorso anno sul diritto all’inserimento in GaE dei docenti con diploma magistrale abilitante. L’udienza di merito è stata fissata al prossimo 12 novembre.Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Siamo sempre più convinti, alla luce anche delle tante pronunce favorevoli dei tribunali, l’ultima delle quali a Pavia, che questi docenti vadano collocati nel ruolo che meritano, quindi a tempo indeterminato: non è possibile perdere la loro lunga esperienza professionale, ancora di più oggi che c’è un altissimo numero di cattedre vacanti. La politica deve prendersi le sue responsabilità, andando prima di tutto a sanare la situazione dei diplomati magistrale assunti in ruolo ‘con riserva’, che hanno superato l’anno di prova o che sono in procinto di svolgerlo. Per vincere questa battaglia siamo convinti anche che serva infatti un impianto normativo ad hoc: per questo abbiamo presentato emendamenti al Decreto Scuola e in questi giorni a quello Rilancio”.
Il sindacato autonomo Anief ritiene che debba infatti innescarsi un processo virtuoso, coinvolgendo tutte le parti coinvolte, in modo da permettere la stabilizzazione progressiva di questo personale e, nell’immediato, di garantire il regolare avvio del prossimo anno scolastico, che già si presenta difficoltoso per via del rispetto dei protocolli di sicurezza e dell’esigenza di assicurare lezioni in presenza, senza ricorrere al più alto numero di sempre di contratti a termine, anche da conferire a tanti maestri con diploma magistrale.

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Simoncini: il solo modo per sostenere le aziende è dare liquidità immediata

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

«Valutare lo stato di salute di un’azienda in base al fatturato non solo è sbagliato ma è anche dannoso. Fatturare non vuol dire guadagnare: potremmo registrare dei fatturati altissimi con un guadagno pari a zero. Quel che conta sono le competenze e non il fatturato o la cassa». E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno.«Sarebbe più giusto- continua Simoncini – guardare i margini Tentare di aiutare le aziende in crisi, calcolando il calo di fatturato nel periodo di marzo, aprile e maggio è fuorviante: fino a questo momento, infatti, molte aziende hanno anno vissuto di rendita, fatturando lavori assunti prima dello scoppio dell’epidemia. Le difficoltà reali arrivano ora, con le riaperture delle attività».«L’aspetto più grave della crisi – conclude Simoncini – è la carenza di liquidità a breve termine. Ecco perché per uscire dal disastro del lockdown, è indispensabile assicurare liquidità in tempi rapidi. Tutte le altre misure come i crediti d’imposta o i prestiti agevolati lasciano il tempo che trovano».

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“La Boccardi” Storia della decana del giornalismo di moda e costume

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

La biografia della giornalista di moda Luciana Boccardi firmata da Alda Vanzan.“Mai paura di niente” è la frase guida di Luciana Crovato, in arte Luciana Boccardi , nota ai più come La Boccardi , giornalista di moda. Una frase appresa dal padre dopo l’incendio che gli bruciò gli occhi e portò la famiglia a vivere di stenti. Una frase che l’avrebbe accompagnata sempre, sin da quando fu costretta ad abbandonare gli studi, a lavorare di giorno e a frequentare un corso di stenodattilografia la sera, fino a diventare una “mitraglietta”. La sua “università” fu la Biennale. L’approdo al giornalismo un premio per un racconto breve consegnatole da Georges Simenon. Poi sarebbero arrivati i libri e la direzione di due riviste, le sfilate organizzate a San Marco e al Lido, la fase “femminista” e l’amore spassionato per la sua Venezia con le battaglie per i referendum, perfino un ristorante suggeritole da uno stilista.Del resto erano ancora gli anni in cui il défilé serviva per presentare i vestiti: «Un numerino per ogni abito. Il tutto in un silenzio religioso». E le modelle? «Inesistenti». Per dire: «Marta Vacondio che lavorava in un atelier come sartina, e indossatrice quando serviva, ha dovuto sposare Marzotto per diventare famosa». Poi arrivarono i rutilanti anni 80, con le super-top di Gianni Versace, il compianto stilista che scriveva a Luciana: «Cara signora, la moda italiana ha bisogno di lei» (ma re Giorgio Armani le dà ancora del tu: «Grazie per avermi conferito la medaglia di chi è riuscito ad alzare una barriera contro la volgarità. È il miglior complimento che mi potevi fare!»). Da questo punto di vista, la Boccardi ne ha per tutti (e, come annota la Vanzan: «Ecco, il problema non era farla parlare. Era farla smettere»). Valentino? «La gentilezza». Claudia Schiffer? «Un libro mastro vivente». Krizia? «Un po’ spietata. Ma tanto brava». Naomi Campbell? «Maleducata». Dolce&Gabbana? «Terribilmente volgari». Il preferito? «Senza dubbio Emanuel Ungaro», il mentore che la convinse perfino ad aprire un ristorante a Castello, dove proporre il risotto alla Sultana tramandato dalla nonna con gli avanzi del fritto di Carnevale. Anche se davvero memorabili sono i ricordi delle cene preparate da Alfredo e Arturo del Toulà per la maison Missoni: «C’era di tutto, ma solo e rigorosamente cucina veneta che sia Ottavio che Rosita apprezzavano tanto». Mentre adesso ci sono «pasticcini tutti uguali, senza sapore» e «l’ignoranza e la supponenza» dei pierre a cui Luciana è orgogliosamente allergica: «Sono una fuori serie. Niente cerchi magici, in nessun caso della mia vita». Leggere per credere l’episodio, visto con i suoi occhi e riportato da nessuna testata, della torta in faccia ad Anna Wintour.Nelle 128 pagine del libro, scritto dalla giornalista Alda Vanzan e pubblicato dalla casa editrice veneziana Supernova, ci sono le sue lotte, un carattere non facile, la caparbietà e la voglia di arrivare, ma ci sono sicuramente anche i contorni di un viaggio professionale di quelli che non si compiono più.

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Elezioni Federfarma

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Il Comitato Centrale della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani si congratula con Marco Cossolo per la sua riconferma alla presidenza di Federfarma e con Giovanni Petrosillo per il suo arrivo alla guida del Sunifar, succedendo a Silvia Pagliacci, alla quale vanno i ringraziamenti per il lavoro svolto durante il suo mandato.
“A Marco Cossolo e Giovanni Petrosillo vanno i miei più calorosi auguri di buon lavoro in questo momento così delicato per il Paese, il Servizio sanitario e la farmacia italiana” dice il presidente della FOFI Andrea Mandelli. “In questi anni si è sviluppato con Federfarma un rapporto di proficuo confronto che deve proseguire, con l’unico scopo di valorizzare la professione di farmacista all’interno della farmacia, a prescindere dal suo ruolo di titolare o collaboratore. I farmacisti di comunità hanno dimostrato nell’emergenza, ancora una volta, di essere il primo riferimento dei cittadini in tutto il paese. Per rendere sempre più incisivo questo ruolo occorre sciogliere alcuni nodi fondamentali, a cominciare dal rinnovo del contratto dei farmacisti collaboratori, che rappresentano il più importante valore aggiunto della farmacia italiana. Sono certo che i vertici di Federfarma e Sunifar sapranno proseguire questo percorso”.

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Previsioni di assunzione del terzo trimestre 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

I datori di lavoro italiani prevedono un cambio di rotta nelle previsioni di assunzione per il trimestre Luglio-Settembre 2020. I risultati dell’Indagine relativa al terzo trimestre 2020 riflettono l’impatto dell’emergenza sanitaria che stiamo affrontando e si discostano molto dai risultati rilevati nei precedenti trimestri. Secondo l’Indagine relativa alle previsioni occupazionali di ManpowerGroup, pubblicata in data odierna, la previsione per il terzo trimestre, pari al -5%, è la più debole degli ultimi sei anni. La previsione è diminuita di 13 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e di 10 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.“I risultati dell’Indagine hanno registrato una vera e propria inversione di rotta nelle intenzioni di assunzione dei datori di lavoro in Italia e per questo sarà ancora più importante per le imprese reagire velocemente alla crisi economica in corso, anticipando i bisogni dei consumatori e rivedendo in alcuni casi anche i propri modelli di business” – ha dichiarato Riccardo Barberis, Amministratore delegato ManpowerGroup Italia: “Nel post Covid la possibilità di ricorrere maggiormente alla flessibilità sarà certamente fondamentale per far fronte alla necessità di inserire profili di cui le aziende avranno bisogno e che non riescono a trovare sul mercato e il contributo delle agenzie può giocare un ruolo decisivo, garantendo forme contrattuali tutelanti per il lavoratore, più welfare aggiuntivo e formazione finalizzata. Le agenzie possono infatti accelerare l’adozione di politiche attive per l’ingresso e il reinserimento nel mondo del lavoro dei lavoratori in piena sicurezza, grazie alla vicinanza alle imprese, alla capillarità della loro presenza sul territorio, alla capacità nella presa in carico e gestione, e ad obblighi di placement che facilitano l’incontro fra la domanda e l’offerta di lavoro.”
In due aree, Nord Ovest e Sud/Isole, i datori di lavoro registrano le previsioni più deboli degli ultimi sei anni, mentre sia nel Centro Italia, sia nel Nord Est, il dato rilevato è il più basso degli ultimi quattro anni. Il mercato del lavoro più debole si prevede nel Sud/Isole, dove le prospettive di occupazione netta sono pari al -10%. Altrove, modeste intenzioni di assunzione si riflettono in una previsione pari al -3% e -2%, rispettivamente per il Nord Ovest e il Centro Italia.Tuttavia i datori di lavoro del Nord Est si attendono lievi incrementi di personale con una previsione del +1%.
I datori di lavoro di sei settori industriali su sette prevedono un calo delle assunzioni nel prossimo trimestre. Il settore in cui si registra il mercato del lavoro più debole è quello dei Ristoranti & Alberghi, dove le prospettive occupazionali nette si attestano al -25%. Prospettive di assunzione in calo anche nel settore Finanziario e Servizi alle Imprese, con una previsione del -12%. Altrove, i datori di lavoro si attendono un rallentamento nelle assunzioni nel settore del Commercio all’ingrosso e al dettaglio, dove le previsioni sono del -4%, e nel settore delle Costruzioni con un dato pari al -3%. Lievi previsioni di assunzione si prospettano in altre tipologie di Servizi e nel settore Manifatturiero, con dati rispettivamente pari al -2% e -1%. Tuttavia, si prevede un modesto incremento di personale in alcune tipologie di produzione, con una previsione pari al +6%.
I datori di lavoro che hanno partecipato all’Indagine si suddividono in quattro categorie a seconda della dimensione dell’azienda: le microimprese contano meno di 10 dipendenti; le piccole imprese hanno fra i 10 e i 49 dipendenti; le medie imprese hanno fra i 50 e i 249 dipendenti; le grandi imprese hanno 250 o più dipendenti.
I datori di lavoro in tutte e quattro le categorie analizzate prevedono un calo delle assunzioni nel corso del prossimo trimestre. I piani di assunzione più deboli si registrano nelle Microimprese e Grandi imprese, dove le prospettive di occupazione netta si attestano a -5%. Altrove, previsioni pari a -4% vengono registrate da Piccole e Medie imprese.

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Sostenibilità nelle imprese: aspetti ambientali e sociali

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Il tema della sostenibilità ha un crescente impatto sull’agenda politica e sui comportamenti di famiglie, imprese, istituzioni. In particolare, all’interno del perimetro organizzativo dell’impresa, questo tema induce nuove pratiche, potenzialmente in grado di coniugare crescita e performance economica, sostenibilità sociale e ambientale. In questa ottica gli aspetti economico-finanziari vengono inseriti in un più ampio quadro, che considera la dimensione della sostenibilità declinata in comportamenti e pratiche d’impresa misurabili: diventa quindi sempre più importante verificare gli avanzamenti rispetto ai cosiddetti criteri ESG (Environmental, Social, Governance), che vengono assunti come base giuridica per la sostenibilità degli investimenti.
Gli sviluppi delineati pongono nuove sfide ai sistemi di misurazione statistica che, a livello di impresa, sono ancora prevalentemente orientati al monitoraggio della performance strettamente economica. Le attività svolte dalle Nazioni Unite in tema di Sustainable Developments Goals, con riferimento in particolare al Goal 12 (Garantire modelli sostenibili di produzione e consumo) dell’Agenda 2030 e le iniziative dell’Oecd sulla ricognizione dei sistemi internazionali disponibili per la valutazione della responsabilità sociale dell’impresa, rappresentano esempi importanti di attenzione crescente al fenomeno. A livello nazionale, negli ultimi anni l’Istat ha avviato una intensa attività per la definizione e la progressiva implementazione di un quadro statistico di riferimento in grado di fornire prime evidenze empiriche sulle caratteristiche dei comportamenti sostenibili delle impreseI dati del censimento permanente delle imprese permettono ora di misurare compiutamente il tema della sostenibilità nelle imprese e integrarlo in un quadro informativo estremamente ricco e articolato.La rilevazione censuaria ha interessato un campione di circa 280mila imprese con 3 e più addetti, rappresentative di un universo di poco più di un milione di unità, corrispondenti al 24,0% delle imprese italiane che producono però l’84,4% del valore aggiunto nazionale, impiegano il 76,7% degli addetti (12,7 milioni) e il 91,3% dei dipendenti: si tratta quindi di un segmento fondamentale del nostro sistema produttivo. La rilevazione diretta è stata svolta tra maggio e ottobre del 2019, l’anno di riferimento dei dati acquisiti dalle imprese è il 2018. Tutti i risultati della sezione sulla sostenibilità ambientale, responsabilità sociale e sicurezza sono accessibili attraverso il sistema di diffusione dedicato ai Censimenti Permanenti http://dati-censimentipermanenti.istat.it

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“Rapporto 2019 sugli investimenti internazionali in Francia”

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

E’ stato pubblicato il 2 giugno scorso dall’agenzia nazionale Business France, analizza su base annua le dinamiche degli investimenti esteri in Francia. L’ultima edizione evidenzia la dinamicità degli investimenti esteri in Francia e colloca la Francia al 1° posto in Europa per gli investimenti esteri nelle attività industriali e di R&S. Nel 2019, la Francia ha attratto 1.468 nuove decisioni di investimento estero, con una crescita dell’11% rispetto al 2018 (1.323 decisioni). In media, sono 28 le decisioni di investimento registrate ogni settimana in Francia contro le 25 nel 2018; i posti di lavoro creati o mantenuti grazie a questi investimenti hanno registrato una progressione del 30%: 39.542 posti di lavoro nel 2019 rispetto ai 30.302 rilevati nel 2018. Questa dinamica positiva degli investimenti evolve in un contesto di fiducia del mercato. Secondo il barometro Business-France-Kantar, l’87% dei quadri dirigenti stranieri valuta la Francia come “attrattiva per gli investimenti esteri”. Gli investimenti esteri in Francia nel 2019 provengono da 58 Paesi diversi con una predominanza dei progetti generati dai Paesi europei (64% del totale). Nell’ordine si collocano: 1-Stati Uniti (16,2% dei progetti totali), 2- Germania (15,5%), 3- Regno Unito (12%) e 4- Italia (8%) Alcuni punti di notevole interesse emersi da quest’ultimo bilancio degli investimenti internazionali: Nel 2019, il 52% dei progetti registrati ha riguardato un nuovo insediamento in Francia (+3% rispetto al 2018). Il restante ha riguardato invece estensioni e acquisizioni. Gli investimenti con funzioni di produzione industriale e di R&S/ingegneria registrano la maggior crescita e contribuiscono rispettivamente al 26% (+19%) e all’11% (+22%) dei progetti investimenti internazionali in Francia. Tra i settori più dinamici oggetto degli investimenti: software e servizi informatici (21%), ingegneria e consulenza (10%), servizi finanziari (9%), filiera automobilistica (6%), trasporti e stoccaggio (5%), meccanica (5%), chimica e plasturgia (5%). Il 2019 ha visto concretizzarsi decisioni collegate alla Brexit a favore della Francia e in particolare della piazza finanziaria di Parigi. Un importante presenza italiana in Francia. Oltre 1.700 aziende francesi sono a capitale italiano e impiegano circa 63.000 persone su tutto il territorio nazionale. Il report di Business France sottolinea la dinamicità degli investitori italiani in Francia con una progressione del 26% del numero di nuovi progetti di investimento nel 2019 (118 nel 2019 / 94 nel 2018). Tali progetti di investimento consentiranno di creare o mantenere quasi 2.200 posti di lavoro (il 50% in più rispetto all’anno precedente) entro il 2021. La Francia si conferma come primo Paese di destinazione dei progetti d’investimento italiani avviati in Europa (43% dei progetti italiani – erano il 37% nel 2018), seguita dalla Spagna (9%) e dalla Germania (8%).

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Investimenti italiani in Francia

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Nel 2019, i progetti di investimento italiani in Francia sono stati avviati su quasi tutto il territorio francese (12 regioni su 13). Due regioni accolgono quasi il 50% dei progetti di investimento : la regione Ile-de-France, con il 32% dei progetti, e Auvergne Rhône-Alpes (14%). Seguono poi le regioni Pays de la Loire (11%), Hauts-de-France (8%) e Région Sud (6%).
Origine geografica. Nel 2019, i progetti di investimento italiani in Francia provengono principalmente da: 31% dalla Lombardia, 20% Emilia-Romagna, 15% Veneto, 14% Piemonte, 7,5 % Friuli-Venezia-Giulia.
Natura e tipologie di investimento. Nel 2019, i nuovi insediamenti rappresentano circa il 26% dei progetti italiani avviati in Francia. Notiamo che il 53% dei progetti italiani riguarda l’ampliamento di attività già esistenti in Francia. Questa tendenza può essere interpretata come un segnale di fiducia nei confronti del mercato francese. Le acquisizioni di aziende francesi da parte di società italiane, rappresentano invece il 21% dei progetti totali.
Le imprese italiane hanno investito prevalentemente nella creazione e l’ampliamento di centri decisionali (26% dei progetti) e nelle attività di produzione (25% dei progetti). Tale risultato conferma la presenza storica delle industrie tradizionali italiane sul territorio francese. Da sottolineare anche il forte aumento nell’attività di Ricerca & Sviluppo, Ingegneria e Design, sinonimo di investimenti ad alto valore aggiunto, che ha raddoppiato nel 2019 (17% dei progetti italiani) rispetto al 2018. Seguono poi i punti vendita (11%), la logistica (8%), i servizi alle imprese (7%) e i servizi ai privati (6%).
Dall’Italia proviene il 13% degli investimenti esteri realizzati in R&S in Francia, collocandosi al secondo posto a livello mondiale, dopo gli Stati Uniti (27%) e davanti alla Germania (10%).
Ripartizione settoriale degli investimenti. Nel 2019, le società italiane hanno investito prevalentemente nei settori tessile e moda (13% dei progetti, 16% dei posti di lavoro), energia (10% dei progetti, 17% dei posti di lavoro), software e servizi informatici (10% dei progetti, 5% dei posti di lavoro) e nel settore meccanica e metalmeccanica (8% dei progetti, 6% dei posti di lavoro). Nei settori tessile e moda ed energia, le aziende italiane sono all’origine di circa un quinto del totale dei progetti esteri avviati in Francia.
L’Ambasciatore di Francia in Italia, Christian Masset, ha sottolineato gli eccezionali risultati degli investimenti italiani realizzati in Francia nel 2019, testimonianza degli stretti legami economici che esistono fra i nostri Paesi “l’aumento del 26% in un anno del numero dei progetti di investimento italiani è una performance che dimostra da un lato, la capacità della Francia di accogliere investimenti stranieri e dall’altro, ribadisce il dinamismo degli imprenditori italiani e la loro notevole propensione all’internazionalizzazione. Tali risultati ci ricordano anche quanto le economie italiana e francese siano interdipendenti e complementari. Questi sono aspetti fondamentali sui quali sono certo che la crisi del Covid-19 avrà un effetto solo momentaneo, fiducioso in un prossimo ritorno alla crescita per le imprese e le economie dei nostri Paesi ” ha concluso l’Ambasciatore.

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«France» se positionne à la 1ère place en Europe pour les investissements étrangers à vocation industrielle et de R&D

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

En 2019, la France a attiré 1 468 nouvelles décisions d’investissements étrangers, soit une progression de 11 % par rapport à 2018 (1 323 décisions). En moyenne, 28 décisions d’investissements ont été prises chaque semaine en France l’année dernière contre 25 en 2018. Les emplois créés ou maintenus en France grâce aux investissements des groupes étrangers ont également connu un bond de 30 % : 39 542 emplois en 2019 contre 30 302 emplois en 2018.Cette dynamique des investissements s’inscrit dans un contexte de confiance réaffirmée par les décideurs économiques. Selon le Baromètre Kantar – Business France (janvier 2020), près de neuf cadres dirigeants sur dix (87 %) estiment que la France est une destination attractive pour les investissements étrangers.Les investissements étrangers en France en 2019 proviennent de 58 pays différents avec une prédominance des projets générés par les pays européens (64 % du total). Dans l’ordre nous trouvons : 1- Etats Unis (16,2 % des projets totaux), 2- Allemagne (15,5 %), 3- Grande Bretagne (12 %) et 4- Italie (8 %)
En 2019, 52 % des projets identifiés ont concerné un nouveau site en France (+3 % par rapport à 2018). Le reste concerne des extensions et des acquisitions.Les investissements concernant les activités de production et de R&D et d’ingénierie enregistrent la croissance la plus forte et contribuent respectivement à 26 % (+19 % par rapport à 2018) et à 11 % (+22 % par rapport à 2018) des projets d’investissements internationaux en France.Parmi les secteurs les plus dynamiques, objets d’investissements étrangers : les logiciels et les services informatiques (21 %), l’ingénierie et le conseil (10 %), les services financiers (9 %), la filière automobile (6 %), les transports et la logistique (5 %), la mécanique (5 %), la chimie et la plasturgie (5 %). En 2019, des décisions d’investissement liées au Brexit se sont concrétisées et en particulier en faveur de la place financière de Paris.Une importante présence italienne en France. Plus de 1 700 entreprises ont des actionnaires majoritaires italiens et elles emploient près de 63 000 personnes sur tout le territoire national.Le bilan de Business France souligne le dynamisme des investisseurs italiens en France avec une progression de 26 % du nombre de nouveaux projets d’investissement en 2019 (118 en 2019 / 94 en 2018). Ces projets permettront de créer ou maintenir près de 2 200 emplois (50 % en plus par rapport à l’année précédente) d’ici 2021. La France se confirme comme le premier pays de destination des projets d’investissements italiens en Europe (43 % des projets italiens : ils représentaient 37 % en 2018), suivis par l’Espagne (9 %) et l’Allemagne (8 %).
Destinations. En 2019, les projets italiens en France ont concerné tout le territoire français (12 régions sur 13). Deux régions accueillent près de 50 % des projets d’investissement : la Région Île-de-France, avec 32 % des projets et Auvergne-Rhône-Alpes (14 %). Suivent les régions Pays de la Loire (11%), Hauts-de-France (8 %) et Région Sud (6 %).
Origine géographique. En 2019, les projets d’investissement italiens en France proviennent principalement de : 31 % de la Lombardie, 20 % de l’Emilie-Romagne, 15 % de la Vénétie, 14 % du Piémont, 7,5 % du Frioul-Vénétie-Julienne.
Nature et typologie des investissements. En 2019, les nouveaux sites représentent près de 26 % des projets italiens en France. À noter que 53 % des projets italiens concernent des extensions d’activités déjà existantes en France. Cette tendance peut être interprétée comme un signal de confiance par rapport au marché français. Les acquisitions d’entreprises françaises par des sociétés italiennes représentent quant à elles, 21 % des projets totaux.
Les entreprises italiennes ont investi principalement dans la création et l’extension de centres de décision (26 % des projets) et dans les activités de production (25 % des projets). Ce résultat confirme la présence historique des industries traditionnelles italiennes sur le territoire français. On peut souligner également la forte augmentation de l’activité de Recherche & Développement, d’Ingénierie et de Design, synonymes d’investissements à forte valeur ajoutée, qui a doublé en 2019 (17 % des projets italiens) par rapport à 2018. Suivent les points de vente (11 %), la logistique (8 %), les services aux entreprises (7 %) et les services au public (6 %).
L’Italie est à l’origine de 13 % des investissements étrangers dans le domaine de la R&D, ce qui la positionne à la seconde place au niveau mondial après les Etats-Unis et devant l’Allemagne (10 %).
Répartition sectorielle des investissements. En 2019, les sociétés italiennes ont investi en priorité dans les secteurs du textile et de la mode (13 % des projets, 16 % des emplois), de l’énergie (10 % des projets, 17 % des emplois), des logiciels et des services informatiques (10 % des projets, 5 % des emplois) et dans le secteur de la mécanique et de la métallurgie (8 % des projets, 6 % des emplois). Dans le secteur textile et de la mode, comme dans celui de l’énergie, les entreprises italiennes ont été à l’origine de près d’un cinquième du total des investissements étrangers réalisés en France.

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Parlamento Europeo: Anteprima della sessione del 17-19 giugno 2020

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Bruxelles Bilancio a lungo termine UE e ripresa: dibattito con il Presidente Michel. In vista del Consiglio europeo del 19 giugno, i deputati esprimeranno la loro posizione sul finanziamento a lungo termine dell’UE e sulla ripresa economica nel contesto della crisi COVID-19.
Relazioni future UE-Regno Unito: valutazione dei negoziati In una risoluzione che sarà votata giovedì, i deputati faranno un bilancio dei progressi compiuti nei negoziati UE-Regno Unito su un nuovo partenariato.
Conferenza sul futuro dell’Europa: I deputati spingeranno per iniziare entro l’autunno Il Parlamento chiede che la Conferenza cominci il prima possibile e si faccia carico delle nuove sfide per l’UE che sono state portate alla luce durante la pandemia COVID-19.
George Floyd: Parlamento discute razzismo e violenza della polizia La violenza della polizia contro gli afroamericani e le proteste antirazziste negli Stati Uniti e nell’UE saranno al centro di un dibattito, che si concluderà venerdì con una risoluzione.
Come affrontare la disinformazione e proteggere la libertà di espressione I deputati discuteranno gli effetti della lotta contro la diffusione di COVID-19 sui diritti fondamentali nell’UE.
Schengen/controlli interni: deputati chiederanno ripristino libera circolazione Il Parlamento discuterà giovedì la possibile riapertura delle frontiere interne dell’UE e voterà una risoluzione sulla questione venerdì. Proteggere le industrie strategiche dalle acquisizioni straniere
Mercoledì, la Commissione e il Consiglio presenteranno in Plenaria le proposte per proteggere le industrie europee, indebolite dalla crisi COVID-19.
Finanza “green”: il Parlamento adotta i criteri per gli investimenti sostenibili
Giovedì, il Parlamento dovrebbe approvare le nuove regole UE per determinare se un’attività economica sia sostenibile dal punto di vista ambientale.
Incoraggiare le banche a concedere prestiti a imprese e famiglie
Lavoratori transfrontalieri e stagionali: migliorare le condizioni lavorative
COVID-19: più aiuti per gli agricoltori dal fondo di sviluppo rurale dell’UE
Turismo: le proposte del Parlamento per salvare il settore
Catastrofi naturali: 279 milioni di euro per Austria, Italia, Portogallo, Spagna

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Europa: tendenza all’invecchiamento ed al calo della popolazione

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Da uno studio del servizio di ricerca del Parlamento Europeo emerge che, di qui al 2080, si potrebbe avere una riduzione della popolazione europea di 9 milioni di persone. Quindi dovremmo passare dagli attuali 513,5 milioni ai 504,5 nel 2080. La riduzione non sarà in ogni caso costante: per il 2040, ad esempio, sono previsti 524,7 milioni di abitanti in Europa.Il quadro europeo è in contrasto con gli andamenti demografici del resto del mondo che è passato da circa 3 miliardi di persone nel 1960 ai 7.7 miliardi nel 2019 e dovrebbe raggiungere i 10 miliardi nel 2057. Sempre secondo lo studio dovrebbe cambiare anche il rapporto fra popolazione in età lavorativa e over 65. Nel 2050 solo due lavoratori sosterranno il peso di un over 65, contro i 4 del 2001.
Quanto all’età media, sarà la Croazia a raggiungere il livello più alto in Europa, 52,6 anni, differenza notevole rispetto all’età media nel 1970 in Svezia (35 anni), e nel 2019 in Italia e Germania (46 anni). Aumenterà, quindi, anche la speranza di vita, per effetto della migliore qualità della vita riscontrabile in tutti i paesi sviluppati. Il Giappone, in questa situazione, sta facendo da apripista rispetto al resto del mondo; infatti già da ora si occupa di introdurre sistemi di automazione, finanziamento della robotica e iniziale riapertura delle frontiere alla migrazione. Quanto al resto del mondo, il report del Parlamento europeo ci dice che l‘Africa sarà il motore demografico del mondo con 2.5 miliardi di persone nel 2050.

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Settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Il 5 giugno, il Consiglio dei ministri dei trasporti ha adottato le sue conclusioni su “Settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE – Prospettive future: verso un settore dei trasporti per vie navigabili dell’UE neutro in termini di emissioni di Co2, senza incidenti, automatizzato e competitivo”. Questa decisione approva la Dichiarazione di Opatija adottata a livello politico l’11 marzo 2020.
Tuttavia, i progressi verso tale visione si sono arrestati dall’inizio della pandemia di COVID-19, che ha colpito l’intera industria marittima in Europa e nel resto del mondo. Nonostante le varie difficoltà che la crisi ha creato, come la mancanza di cambiamenti dell’equipaggio e problemi di liquidità, le aziende e i dipendenti continuano a lavorare per garantire che le catene di approvvigionamento rimangano in funzione. Le conclusioni del Consiglio hanno inoltre messo in luce il lavoro essenziale svolto dai marittimi per mantenere funzionanti le linee di approvvigionamento, compreso il loro diritto a un trattamento equo. L’ECSA, insieme ad altri partner e istituzioni europei e internazionali, sta fortemente sollecitando i governi a designare i lavoratori marittimi come lavoratori chiave in modo da garantire che possano avvenire i cambi di equipaggio e che i diritti dei marittimi siano rispettati. L’assistenza dell’equipaggio è fondamentale per la salute, la sicurezza e il benessere dei lavoratori marittimi e il corretto funzionamento delle linee di approvvigionamento marittimo.

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Highlights of the Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

Brussels Monday 15 June 2020, 09.00 – 11.00 and 16.45 – 18.45Room: József Antall (4Q1) and per videoconference. Presentations and debates
Strengthening Media Freedom: the Protection of Journalists in Europe, Hate Speech,
Disinformation and the Role of Platforms. Rapporteur, Magdalena Adamowicz (EPP, PL).
Consideration of draft report. (09.00 – 09.30)
Structured dialogue with Věra Jourová, Vice-President for Values and Transparency.(09.30 – 11.00)
Follow-up on the situation of refugees and migrants in the Central Mediterranean. Exchange of views with representatives of the European Commission, the European External Action Service (EEAS), Frontex, UNHCR, IOM and NGO Sea Eye. (16.45 – 18.45)

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