Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Otto anni per arrivare a sentenza civile

Posted by fidest press agency su lunedì, 15 giugno 2020

E’ il risultato di una ricerca della Commissione europea per l’efficienza della Giustizia del Consiglio d’Europa. In Germania i processi civili durano 2 anni e quattro mesi e in Spagna 2 anni e otto mesi.Immaginate una impresa o un cittadino che si rivolge alla giustizia italiana per ottenere una sentenza dopo 8 anni. Follia è attendere questa infinità di tempo per avere una risposta ed è uno dei motivi principali per i quali le imprese straniere evitano di investire nel nostro Paese.
Cosa ha fatto questo governo?
Praticamente nulla, perchè si è limitato a proporre (proporre, si intende) piccole modifiche al Codice di Procedura Civile attinenti al rito processuale.Per la parte penale, il Governo, con l’abolizione della prescrizione, si è mosso in direzione opposta dilatando all’infinito i tempi processuali.Il documento Colao, base della discussione nella riunione definita “Stati Generali”, dedica poco spazio alla giustizia, come se la questione non riguardasse le riforme strutturali che l’Ue ci chiede per accedere ai fondi comunitari. Non si capisce perché la performance dei tribunali mostri un così alto grado di differenziazione. Le esperienze di alcuni tribunali dimostrano che, adottando nuovi principi organizzativi, è possibile migliorare anche a parità di altre condizioni di contorno.Alcuni miti sono da sfatare, quali quelli relativi all’alto grado di litigiosità, alla minore spesa, alla mancanza di risorse umane, alla questione meridionale e alla maggiore efficienza dei piccoli tribunali.Nel 2015 fu elaborato un progetto per migliorare la performance dei tribunali, relativamente all’arretrato, ma la situazione è rimasta sostanzialmente immutata.
Quando la giustizia impiega anni per emettere sentenze si trasforma in denegata giustizia. Non sembra abbia importanza per l’attuale governo e per il suo ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (M5S). by Primo Mastrantoni, segretario Aduc.
(N.R. Ci siamo fatti un punto d’onore scrivere una lettera, da dieci anni a questa parte, ai vari presidenti del consiglio che da allora ad oggi si sono succeduti, per segnalare l’urgenza e la inderogabilità di una riforma della giustizia spiegando, anche se siamo consapevoli che queste cose le conoscono molto bene, le ragioni che ci hanno spinto a farlo, ma nessuno ha pensato di far scrivere all’usciere di turno una qualche risposta.)

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