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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 17 giugno 2020

Pictet Asset Management: al via il nuovo comparto azionario Pictet-Family

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Punta sulle società a conduzione familiare. Pictet Asset Management – la divisione di asset management del Gruppo Pictet – aggiunge una nuova strategia azionaria globale con il lancio del Comparto Pictet-Family. Il Fondo investe in una selezione di società a conduzione familiare, che tendono a sovraperformare il mercato azionario globale e che, normalmente, presentano uno stile di gestione particolarmente attrattivo in un’ottica di lungo periodo: valori solidi, partecipazione attiva, un approccio lungimirante e un piano di passaggio generazionale ben delineato. Per azienda a conduzione familiare si intende una società quotata nella quale un soggetto, spesso il fondatore o una famiglia, detiene almeno il 30% dei diritti di voto. L’universo di investimento è composto da circa 500 società a livello globale.Secondo vari studi, di norma le società a conduzione familiare sono più redditizie e generano performance superiori rispetto alle concorrenti con un diverso tipo di gestione. Le aziende di successo in quest’ambito hanno in comune quattro elementi fondamentali:
› Spirito imprenditoriale: spesso dimostrato con un più altro livello di innovazione e un approccio maggiormente rivoluzionario;
› Gestione accorta: il desiderio di investire oggi per il successo delle generazioni future; nessuna generazione vuole essere ricordata come quella che ha messo in pericolo il patrimonio familiare;
› Sovrapposizione tra sfera socio-emotiva e andamento della società: l’azienda è il riflesso della famiglia e della sua reputazione. Pertanto, ogni componente è coinvolto attivamente nella gestione, come traspare dall’impegno sul fronte finanziario;
› Prospettive a più lungo termine: poiché generalmente gli azionisti delle società a conduzione familiare investono quasi tutto il capitale personale in azienda, il loro comportamento e l’approccio all’investimento sono molto diversi rispetto a quelli delle altre tipologie di società per azioni. Spesso i proventi dell’attività vengono reinvestiti al fine di alimentare la crescita e si opta per una linea più rigorosa in ambito finanziario.
Il Comparto è gestito dal team specializzato in mercati azionari con sede a Ginevra e guidato da Alain Caffort e Cyril Benier.

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Contesto economico negativo, salute delle società in declino

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

La nostra valutazione delle prospettive economiche, tuttavia, è stata declassata a “negativa”. Siamo convinti che una recessione globale di portata significativa sia inevitabile. I dati iniziali sulla fiducia delle aziende (PMI) e sul mercato del lavoro negli Stati Uniti appaiono particolarmente allarmanti, mentre gli utili del primo trimestre mettono in luce la brusca flessione dei ricavi in tutta l’economia. Il nostro scenario di riferimento ipotizza una ripresa a U in cui occorreranno circa 10 trimestri per rivedere i livelli di crescita del 2019 dopo un 2020 profondamente buio.All’inizio dell’anno avevamo espresso un giudizio negativo nei confronti dei fondamentali aziendali e ora questa valutazione è peggiorata. Inizialmente, tenuto conto della leva finanziaria elevata, eravamo preoccupati che i bilanci societari potessero essere minati da un eventuale shock economico. La risposta delle banche centrali e dei governi per garantire liquidità e sostegno all’economia è stata senza precedenti, ma il fatto che il supporto giunga sotto forma di prestiti significa che la maggior parte delle aziende sta incrementando di fatto i propri livelli di indebitamento in un periodo in cui i ricavi sono calati notevolmente.Di conseguenza è verosimile ipotizzare un incremento generalizzato della leva finanziaria in tutto il nostro mercato. I tassi d’interesse indubbiamente bassi rendono gestibile il servizio di questo debito, resta però il fatto che le società già fortemente indebitate devono prendere in prestito altro denaro per sostenere i bilanci e superare la tempesta evitando la bancarotta. Le misure sono pensate per scongiurare il rischio di una valanga di insolvenze, il che è positivo, ma riteniamo che la qualità dei bilanci societari ne uscirà alquanto indebolita. Quello dell’IG era un segmento con rating A ma, secondo il nostro scenario di riferimento, la qualità complessiva di questo universo è probabilmente destinata a migrare verso BBB. Infatti, abbiamo già assistito a una serie di declassamenti ad opera delle agenzie di rating.L’universo IG globale esibisce in media un rating pari ad A dal 2000, con una leva finanziaria netta intorno a 1,2x negli Stati Uniti e 2,3x in Europa. All’interno di questo segmento, i titoli BBB sono stati caratterizzati in media da una leva finanziaria netta intorno a 2x negli USA e 2,6x in Europa. Unendo le previsioni bottom-up dei nostri analisti al nostro scenario ribassista connesso alla Covid-19, osserviamo un incremento della leva finanziaria netta da 1,7x a 2,2x per l’IG statunitense e anche oltre per quello europeo.Pertanto, in uno scenario di stress, ravvisiamo un aumento della leva finanziaria netta per il segmento IG globale a livelli più in linea con quelli delle società con rating BBB. Per tenere conto del potenziale deterioramento della qualità creditizia e capire cosa sia già stato scontato, confrontiamo l’IG globale con i dati storici dell’indice dei titoli BBB.L’IG globale ha chiuso il mese di aprile con uno spread di 209 pb, ovvero a 1,2 deviazioni standard dalla media di lungo periodo (130 pb); tuttavia, il segmento si attesta ad appena 0,2 deviazioni standard dalla media di lungo periodo dei titoli BBB (190 pb). A dire il vero si tratta di un ribasso alquanto accentuato, non contemplato nel nostro scenario di riferimento, ma risulta utile per inquadrare la nostra assunzione di rischio. Gli spread, che si situano su livelli lontani dalla media dei titoli BBB, sono sicuramente convenienti, ma forse non al punto da offrire un’opportunità unica, tenuto conto dell’entità del potenziale deterioramento dei fondamentali dei mutuatari.A fine marzo abbiamo aumentato il profilo di rischio dei nostri fondi da un livello pressoché neutrale a circa il 75% del nostro budget di rischio, prevalentemente mediante una maggiore esposizione ai settori difensivi, che a nostro giudizio riusciranno a superare egregiamente la crisi e, in alcuni casi, a uscirne addirittura rafforzati.Abbiamo aumentato l’esposizione a tecnologia, servizi di pubblica utilità, bevande e beni di prima necessità, mentre nel settore bancario siamo intervenuti in modo da privilegiare le società che hanno sede in paesi con un solido quadro fiscale.Con tutta probabilità, quando l’emergenza della Covid-19 sarà passata, i vertici aziendali si concentreranno sul rimborso dei debiti. Per il momento, tuttavia, continuiamo a costruire la nostra esposizione orientandoci sui settori relativamente difensivi e manteniamo con una certa fiducia il sovrappeso sul rischio di credito, ma non riteniamo che le valutazioni siano sufficientemente basse da giustificare il ricorso all’intero budget di rischio.Le banche centrali e i governi hanno varato programmi rivoluzionari per evitare insolvenze… garantendo liquidità quasi illimitata al sistema finanziario

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Credito investment grade: gli spread creditizi sono veramente a buon mercato

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

A cura di Christopher Hult, Gestore di portafoglio, reddito fisso di Columbia Threadneedle Investments. Il periodo compreso tra metà febbraio e fine marzo è stato teatro di alcune tra le peggiori performance per i mercati degli attivi rischiosi in generale e per il segmento delle obbligazioni investment grade (IG) in particolare. Questa situazione, che è una conseguenza della crisi della Covid-19, si è caratterizzata per la velocità e l’entità dell’ampliamento degli spread.Nello specifico, gli spread delle obbligazioni IG globali rispetto ai titoli di Stato sono passati da 100 a 340 pb, nella correzione dei titoli IG più repentina della storia. Si tratta altresì degli spread più elevati dalla crisi finanziaria globale del 2008, quando arrivarono a sfiorare i 500 pb.A marzo è stato registrato un extra-rendimento del -9%, peggio del -6% e -5% osservati a settembre e ottobre 2008, nel pieno della crisi finanziaria globale. A un livello di 340 pb, gli spread IG globali si situavano a quasi tre deviazioni standard dalla media di lungo periodo di 130 pb. Ad aprile gli spread hanno ceduto parte di tale ampliamento e al momento si attestano a 1,2 deviazioni standard dalla media di lungo periodo.
L’ampliamento degli spread ha fatto sorgere una serie di domande: i mercati del credito sono abbastanza sottovalutati da giustificare un aumento del rischio nei portafogli? Se così fosse, in quale misura dovremmo utilizzare il nostro budget di rischio? Ci troviamo quindi di fronte a un’occasione ghiotta, di quelle che capitano una volta in un decennio, per incrementare il rischio?
Tenuto conto del nostro approccio fondamentale bottom-up, la risposta non può prescindere da una valutazione dei fondamentali societari, indispensabile per stabilire se le valutazioni compensano o meno i rischi. Non vi è dubbio che i mercati siano diventati molto più convenienti, ma è altrettanto incontrovertibile che ci troviamo di fronte a una situazione senza precedenti in cui interi settori sono fermi e intere popolazioni sono in quarantena, con un enorme impatto sulla disoccupazione. Ad esempio, i dati sull’occupazione nel settore non agricolo pubblicati la scorsa settimana indicano che quasi tutti i posti di lavoro creati negli Stati Uniti dal 2009 sono andati persi, con circa 21 milioni di licenziamenti nell’arco di un paio di mesi.
All’inizio del 2020 la nostra valutazione sul ciclo del credito era “prudente”, alla luce della crescente enfasi sui rendimenti per gli azionisti, dell’indebitamento elevato, dell’inasprimento delle condizioni finanziarie (benché l’Europa rappresentasse un’eccezione per via del quantitative easing della BCE), nonché delle valutazioni appena prossime, se non inferiori, alla media di lungo periodo.Oggi le cose sono molto diverse. Le banche centrali e i governi hanno messo da parte le regole canoniche e hanno varato programmi rivoluzionari per evitare le insolvenze. Gli strumenti messi in campo dagli istituti centrali stanno garantendo liquidità quasi illimitata al sistema finanziario, mentre per le aziende e le famiglie sono state introdotte misure di stimolo fiscale senza precedenti per scongiurare il collasso economico e consentire all’economia di riemergere dallo shock pandemico. Alla luce di questi sviluppi significativi, abbiamo elevato a “favorevole” il nostro giudizio sulla congiuntura economica.

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Edilizia al tempo del coronavirus

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Focalizzarsi sulla ripartenza e sui nuovi processi organizzativi di dati e sostenibilità, prestando particolare attenzione alla formazione dei propri dipendenti e sostenendo il settore edilizio in questa difficile fase di crisi. Questi gli obbiettivi che hanno spinto Chryso Italia a organizzare webinar e corsi a distanza, sfruttando l’emergenza sanitaria come opportunità di crescita e ribadire l’importanza di un settore primario e trainante per la ripresa economica del Paese. I corsi di formazione sono stati pensati come un importante investimento per divulgare maggiormente il tema della sostenibilità e formare numerosi professionisti del settore delle costruzioni in questo ambito attraverso processi evolutivi capaci di garantire un’elevata qualità delle competenze. Ma non è tutto, perchè l’azienda ha sperimentato questa politica di digitalizzazione implementando lo Smart Working che, nel giro di soli quattro giorni, ha consentito di poter mandare in lavoro agile oltre il 70% dei dipendenti.
“L’emergenza Coronavirus non ha fermato la voglia di crescita e formazione della nostra azienda. Per questo motivo abbiamo erogato dei corsi a distanza per fornire ai nostri dipendenti approfondimenti sul portfolio di prodotti e rinforzare la nostra rete commerciale – ha spiegato Paolo Novello, CEO di Chryso Italia – L’attenzione all’innovazione è parte integrante del nostro DNA e abbiamo notato un grande apprezzamento verso i webinar, utili per illustrare al nostro personale i principali e più recenti aspetti del settore edilizio. Siamo in procinto di organizzare anche dei convegni online con l’ordine degli ingegneri e degli architetti che ci aiuteranno a farci conoscere e illustrare quanto stiamo mettendo in atto in questo periodo. E ancora, in ottica di sicurezza, lo smart working ci ha permesso di continuare a lavorare in tutta serenità durante il lockdown forzato, preservando la salute dei nostri dipendenti”.

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Bankitalia: debito sale a 2.467,1 mld

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Il debito delle Amministrazioni pubbliche è salito ad aprile a 2.467,064 miliardi. Lo comunica Bankitalia.”Sfiorato il record storico del luglio 2019, quando il debito arrivò a 2.467,442 miliardi, appena 378 mln in meno. Si tratta, comunque, di un debito destinato, purtroppo, ad aumentare. E’ come se ogni famiglia avesse già oltre 94 mila euro di debito, 94.591 euro per la precisione” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Se consideriamo la popolazione residente, è come se ogni italiano avesse un debito di oltre 40 mila euro, 40.872 euro” conclude Dona.

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Un anticorpo monoclonale per contrastare la sindrome di Clouston

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Un recente studio dell’Istituto di biochimica e biologia cellulare del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ibbc) di Monterotondo, coordinato da Fabio Mammano e co-finanziato dalla Fondazione Telethon, ha permesso di individuare un anticorpo monoclonale, denominato abEC1.1, che legandosi ad una proteina chiamata connessina 30 (Cx30), è in grado di ripristinarne il normale funzionamento in presenza di mutazioni che causano la sindrome di Clouston.I risultati della ricerca svolta in collaborazione con il Dipartimento di fisica e astronomia “G. Galilei” dell’Università di Padova e lo Shanghai Institute for Advanced Immunochemical Studies della ShanghaiTech University (Siais), sono pubblicati su EBioMedicine, del gruppo Lancet.“La sindrome di Clouston è causata da mutazioni del gene GJB6 che fornisce le istruzioni per produrre la connessina 30 (Cx30), una proteina che si trova in diversi tessuti in tutto il corpo, inclusa la pelle, specialmente sul palmo delle mani e della pianta dei piedi, follicoli piliferi e letti ungueali, e svolge un ruolo nella crescita e nello sviluppo di questi tessuti”, spiega Fabio Mammano. “Le mutazioni del gene GJB6 che causano la sindrome cambiano i blocchi costitutivi di singole proteine, gli aminoacidi, nella Cx30. Sebbene gli effetti di queste mutazioni non siano completamente compresi, portano ad anomalie nella crescita, divisione e maturazione delle cellule nei follicoli piliferi, unghie e pelle”.Il lavoro è stato possibile grazie alla disponibilità dell’unico modello animale di questa malattia umana presso l’infrastruttura di ricerca Infrafrontier/Impc di Monterotondo, coordinata dal Cnr, della quale Fabio Mammano è delegato nazionale.La sindrome di Clouston, conosciuta anche come displasia ectodermica idrotica, è una malattia ereditaria caratterizzata da anomalie dei capelli (alopecia), delle unghie (distrofia ungueale) e della pelle (ipercheratosi palmoplantare); aree della pelle, in particolare sopra le articolazioni, che sono di colore più scuro rispetto alla pelle circostante (iperpigmentazione); e punte delle dita allargate e arrotondate (clubbing). Attraverso questo studio i ricercatori hanno potuto esaminare l’efficacia di un potente anticorpo che agisce sulla connessina.“Al momento non esiste un trattamento per la malattia ma gli studi condotti dal Cnr-Ibbc con l’anticorpo monoclonale abEC1.1 indicano che il trattamento, sia topico che sistemico, è in grado di ripristinare la normale omeostasi nei tessuti della pelle affetti dalle mutazioni di Cx30 che causano la sindrome di Clouston”, conclude il ricercatore Cnr-Ibbc.

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L’arnica rinasce in alta Val di Sole

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Ossana (TN) L’evento si ripete ovviamente a ogni primavera inoltrata. Ma quest’anno ha un sapore speciale, accentuato probabilmente dalle lunghe settimane di clausura forzata da coronavirus cui è stata costretta la quasi totalità degli italiani: migliaia di fiori di arnica, con il loro giallo intenso, stanno sbocciando sui prati di montagna. Con sé portano un senso di rinascita e di speranza per il futuro. Ma in alta Val di Sole aggiungono qualcosa in più: una bella storia resa possibile da un ente locale lungimirante (il piccolo borgo medievale di Ossana) e dalla caparbietà di una giovane imprenditrice.I campi di arnica che sorgono in Valpiana, a una manciata di chilometri dal Passo Tonale, sono infatti alla base delle attività di un’azienda agricola biologica certificata che anno dopo anno è diventata un punto di riferimento per la cosmesi naturale.
L’ideatrice è Olga Casanova, un passato da estetista, un marito perito agrario e un nonno pastore erborista che curava ogni acciacco con le piante raccolte nei pascoli e nei boschi della Val di Sole. Il background ideale per dare vita al proprio sogno: creare prodotti di cosmesi naturale di alta gamma, senza dover andare via dal proprio territorio ma anzi valorizzandone le eccellenze e stimolando l’economia locale.Ma tutto ciò non sarebbe stato possibile senza la scelta di un’amministrazione locale virtuosa che anni fa decise di concedere in comodato d’uso gratuito un appezzamento di terreno inutilizzato di proprietà comunale. “ll nostro è un piccolo Comune e non aveva ovviamente la forza per sfruttare in proprio quel terreno. Ma volevamo valorizzare quello spazio, per rendere ancora più piacevole le passeggiate di paesani e turisti nel nostro piccolo angolo di paradiso e renderlo allo stesso tempo strumento per stimolare l’economia locale in modo sostenibile” spiega il sindaco di Ossana, Luciano Dell’Eva. “Per questo abbiamo pensato di assegnarlo come base di un progetto che ci aveva colpito particolarmente perché richiudeva in sé tutta la passione della nostra gente per il territorio e perché aveva potenzialità di crescita molto interessanti”.La fioritura dell’arnica 2020 è la quinta per l’azienda agricola di Olga Casanova. Grazie ai suoi 3 campi in alta Val di Sole, con i suoi prodotti si è guadagnata migliaia di estimatori da ogni continente, grazie ai mercatini locali visitati dai turisti, all’immancabile passaparola e all’e-commerce che abbatte le barriere fisiche. I suoi estratti sono alla base di creme dai numerosi benefici: antidolorifici, antinfiammatori, immunomodulanti. Sono poi indicati per stiramenti muscolari, traumi, contusioni ed ematomi, diminuiscono il gonfiore e proteggono i capillari.“È uno dei fiori più versatili in fitoterapia – spiega Olga Casanova – e vedere sempre più persone riscoprirne le proprietà mi rende felice. È un modo per ripristinare il legame spesso dimenticato tra i prodotti che la terra sa donarci e la nostra salute: spero che l’emergenza coronavirus sia di aiuto per aumentare tale consapevolezza. Esperienze come la mia dovrebbero moltiplicarsi in Italia se vogliamo davvero costruire un tessuto economico a minore impatto ambientale. Ma per farlo non servono solo imprenditori caparbi. Sono indispensabili anche istituzioni intelligenti che capiscano l’importanza di simili percorsi”.
Il Comune di Ossana in questo senso ha da tempo intrapreso la strada della sostenibilità ambientale. È stato insignito fin dal 2017 del riconoscimento di “cielo più bello d’Italia” da “Astronomitaly”, Rete Nazionale del Turismo Astronomico, con l’obiettivo di valorizzare i luoghi a bassa percentuale di inquinamento luminoso. Ed è stato eletto l’anno successivo “borgo più green d’Italia” dalla rivista di turismo Weekend Premium. A suo favore, ha giocato l’utilizzo di energia elettrica 100% rinnovabili, grazie alle tre piccole centrali idroelettriche attive nel territorio. E poi il tasso molto elevato (oltre il 75%) di raccolta differenziata, la presenza di aziende agricole biologiche (il 50% del totale), un patrimonio forestale certificato e gestito in modo responsabile, gli investimenti in turismo lento e in favore dell’imprenditoria green. L’anno scorso, inoltre, è stato aperto il primo agri market plastic-free della Val di Sole.

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Undici università italiane si uniscono per lanciare i corridoi universitari per gli studenti rifugiati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Undici università italiane, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, l’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Caritas Italiana, Diaconia Valdese e Gandhi Charity hanno aderito ad un protocollo d’intesa che darà a 20 studenti rifugiati attualmente in Etiopia l’opportunità di proseguire il loro percorso accademico in Italia attraverso delle borse di studio.Il progetto, denominato University Corridors for Refugees (UNI-CO-RE), si avvale della partecipazione delle Università dell’Aquila, Università di Bologna, Università degli Studi di Cagliari, Università di Firenze, Università Statale di Milano, Università di Padova, Università degli Studi di Perugia, Università di Pisa, Università di Sassari, Università Iuav di Venezia, e Luiss Libera Università Internazionale degli Studi Sociali Guido Carli.Si tratta del proseguimento del progetto pilota partito nel 2019 con la partecipazione di due università e sei studenti.In base al nuovo protocollo, gli atenei, anche attraverso il fondamentale sostegno di un’ampia rete di partner locali, assicureranno il supporto necessario agli studenti per frequentare un programma di laurea magistrale della durata di due anni e per integrarsi nella vita universitaria.“Nel mondo ancora troppi rifugiati non hanno accesso all’istruzione”, ha dichiarato Chiara Cardoletti, Rappresentante dell’UNHCR per l’Italia, la Santa Sede e San Marino. “A livello di istruzione superiore la situazione è drammatica: solo il 3 per cento riesce ad accedere contro il 37 per cento della media globale. Grazie all’impegno delle università coinvolte, progetti come UNI-CO-RE non solo permettono ai rifugiati di arrivare in maniera sicura in Italia per sviluppare il loro talento, contribuendo alla comunità locale, ma riaccendono la speranza in milioni di bambini e ragazzi attualmente in esilio a causa di guerre e persecuzioni”.Gli studenti saranno selezionati sulla base del merito accademico e della motivazione, attraverso un bando pubblico e da comitati di esperti individuati da ciascuna università.Entro il 2030 l’UNHCR si pone l’obiettivo di raggiungere un tasso di iscrizione del 15% a programmi di istruzione superiore per i rifugiati in paesi d’accoglienza e paesi terzi anche attraverso l’ampliamento di vie di accesso sicure che tengano in considerazione i bisogni specifici e le legittime aspirazioni dei rifugiati di costruire il loro futuro in dignità.

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Proteggere la Statua di Colombo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Il Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo ( CTIM Nord America) in prima linea nel proteggere la Statua di Colombo a Chicago ed in altre localita` in America.Nelle notti tra Venerdi’ e Sabato sono continuate le ondate di atti vandalici con pitture sparse che hanno danneggiato e sfregiato le Statue in alcune citta’ degli States, tra cui Chicago, dove ci sono 3 monumenti dedicati al grande navigatore ed esploratore genovese Cristoforo Colombo.Un atmosfera sempre piu’ pesante quella che si respira negli Stati Uniti, con un aumento di tensione, creata da ignobili teppisti organizzati e coordinati politicamente da una sinistra estremista,che si dilettano in maniera deplorevole nel compiere atti incivili e di violenza nei confronti di monumenti storici che dovrebbero appartenere alla storia di questo grande Paese e all’intera societa’, e che in questo caso toccano l’orgoglio della nostra comunita’ italo americana. Per questo motivo a Philadelphia alcuni manifestanti hanno deciso di proteggere da potenziali ed ulteriori attacchi vandalici, facendo da guardia alla Statua di Colombo.
A Chicago il Ctim guidato da Carlo Vaniglia e Frank Di Piero, assieme a Michelangelo Giampaoli e a Joe Esposito della ( LICNA) little Italy Chicago Neighborhood Association, con circa una sessantina di partecipanti hanno deciso di pulire e fare qualche riparazione al monumento danneggiato, e poi di manifestare in maniera pacifica per esprimere al pubblico ed ai media televisivi come CBS news, il loro senso di appartenza alla cultura italiana e alla storia, nonche’ proprio a quei monumenti voluti e messi in piedi dalla Comunita’ Italiana di oltre 50 anni fa, presso l’Arrigo Park, tra Loomis e Polk Street nel cuore della vecchia Little Italy di Chicago. Il Delegato del CTIM a Chicago Carlo Vaniglia rispondendo alle domande dei giornalisti della CBS, ha voluto esprimere con fierezza l’attaccamento a Colombo, uno dei principali simboli italiani, che con il Columbus day rappresenta nel mese di Ottobre l’unica festivita` dedicata alla collettivita’ Italo Americana.
Nella stessa giornata e’ intervenuto telefonicamente il Presidente del CTIM nonche’ Rappresentante negli U.S.A per il CGIE Vincenzo Arcobelli, il quale dopo essersi complimentato per l’eccellente lavoro svolto dalla Delegazione di Chicago e degli Organizzatori partners, ha evidenziato di come sia importante un lavoro di squadra coordinato con le altre associazioni italo americane sia a livello locale che a livello nazionale per dare piu’ voce a questo tema, che interpellera’ il Consigliere della Citta’ di Chicago Jason Ervin ( Alderman 28th ward), anticipando l’intenzione di organizzare una petizione, con la raccolta di firme, per prevenire la decisione di rimuovere la Statua di Colombo da Arrigo Park, desiderio espresso attraverso i socials da gruppi estremisti e da nuovi residenti (che vorrebbero cambiare la storia) dell’area vicina al monumento.

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Promuovere la prevenzione del tumore della prostata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Per parlare del tumore della prostata e sfatarne i falsi miti, la web sitcom racconta le vicende di una coppia in stile “Sandra e Raimondo”: Francesco ed Emanuela sono una coppia di mezza età che vive gli alti e bassi di una relazione di lunga data. I temi della prevenzione e della salute maschile si inseriscono nelle dinamiche di una coppia litigiosa, ma l’affetto che li unisce sarà la chiave per spingere lui a fare i passi giusti verso la prevenzione.La web sitcom, in 5 episodi, è il fulcro della campagna nazionale di sensibilizzazione QUI PRO QUO Salute della prostata: stop agli equivoci, sì alla prevenzione”, che ha l’obiettivo di aumentare la consapevolezza della popolazione sul tumore della prostata e di sensibilizzare gli uomini sulla prevenzione e sull’importanza di non sottovalutare i sintomi e di rivolgersi al medico in presenza di “campanelli di allarme”. La campagna è promossa da Europa Uomo Italia Onlus e Fondazione ONDA – Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, con il patrocinio di Fondazione AIOM, SIU – Società Italiana di Urologia, SIUrO – Società Italiana di Urologia Oncologica, AIRO – Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica, AURO – Associazione Urologi Italiani, FFO – Fondazione per la Formazione Oncologica e il contributo incondizionato di Astellas.

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Governo. Coronavirus: sono stati bravi?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

E’ convinzione diffusa che il governo Conte sia stato bravo nel gestire la pandemia da Coronavirus. Un dato serve a smontare la diceria: la Germania, con 23 milioni di cittadini in più (abitanti in Germania 83 milioni, in Italia 60 milioni) hanno avuto un quarto di morti dell’Italia.Eppure, la propaganda mediatica governativa ha avuto i suoi effetti, tanto da indurre il 52% degli italiani a credere che il Paese più amico, in questo frangente, sia stata la Cina, che ci ha esportato il Coronavirus e ha tenuto nascosti i dati epidemici. E’ stata sufficiente la diffusione delle immagini degli aiuti cinesi, sui maggiori media nostrani, per indurre a credere alla favola della generosità cinese, in realtà fortemente minore di quella avuta dai paesi occidentali (Usa e Ue).Ora, si svolge il secondo atto di questa campagna mediatica con la celebrazione degli “Stati Generali”, voluta dal governo Conte. A cosa servano non è dato di capire, visto che le cose da fare sono evidenti e non c’è bisogno di autocelebrazioni per capirlo: rilanciare l’economia, smetterla con gli slogan dell’abolizione della povertà, della difesa della sovranità nazionale e del nemico europeo.I tempi sono più che stretti: a settembre occorre che il sistema produttivo italiano sia in grado di decollare. Il governo Conte deve impiegare i miliardi già stanziati per attuare interventi strutturali e avviare riforme, tra le quali quella della giustizia, non più procrastinabili.Occorre fare, non dire. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Ipermemoria: un ricordo per ogni giorno

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Un nuovo studio interamente italiano e pubblicato sulla rivista Cortex ha rilevato cosa rende il cervello degli individui “ipermemori” capace di ricordare anche i più piccoli dettagli di ogni giorno della loro vita. Grazie all’analisi di questi individui sono state identificate le aree del cervello specificamente deputate a dare una dimensione temporale ai ricordi, organizzando quelle informazioni che nelle persone comuni restano memorie indistinte e sfocate.La ricerca, condotta presso i laboratori della Fondazione Santa Lucia IRCCS di Roma, è stata coordinata dall’equipe composta dai ricercatori Patrizia Campolongo, Valerio Santangelo, Tiziana Pedale e Simone Macrì, e ha coinvolto la Sapienza Università di Roma, l’Istituto Superiore di Sanità e l’Università di Perugia.Per realizzare lo studio è stato chiesto a 8 soggetti ipermemori, già protagonisti nel 2018 di un altro lavoro della stessa equipe di ricerca, di ricordare un evento molto lontano nel tempo, di circa 20 anni prima. L’attività neuronale di questi 8 soggetti è stata quindi rilevata in tempo reale attraverso la risonanza magnetica funzionale, una tecnica non invasiva che permette ai ricercatori di osservare il cervello in azione e identificarne le aree più attive durante il ricordo dell’evento passato. Al gruppo di ipermemori è stato affiancato un gruppo di controllo composto da 21 persone senza particolari abilità o deficit della memoria. I ricercatori hanno poi utilizzato una tecnica molto innovativa, chiamata Multivoxel Pattern Analysis (MVPA) per verificare che la migliore rappresentazione neurale dei ricordi nelle persone ipermemori fosse associata al ruolo funzionale di specifiche aree del cervello. “I risultati dell’indagine – spiegano gli autori – hanno mostrato che nel discriminare tra ricordi autobiografici vecchi e nuovi, per le persone con ipermemoria si rileva un’elevata specializzazione della porzione ventro-mediale della corteccia prefrontale del cervello, un’area che si ritiene sia deputata all’organizzazione delle funzioni cognitive superiori. Questa stessa regione del cervello sembra essere meno precisa nelle persone con una memoria normale, fino a farci “confondere” la dimensione temporale del ricordo, vecchio o nuovo”. “La memoria autobiografica permette di rievocare esperienze relative a tutto l’arco della vita consentendoci di conferire una dimensione temporale e narrativa alla nostra esistenza – continuano gli autori – e qui per la prima volta al mondo sono stati studiati i meccanismi neurobiologici associati alla dimensione temporale dei ricordi tramite una metodologia innovativa e, soprattutto, in un gruppo di persone ‘speciali’”.Il dato che emerge da questo nuovo avanzamento scientifico è cruciale, non solo per l’analisi delle doti speciali di queste persone, ma soprattutto per aprire nuove frontiere di ricerca per la neuroriabilitazione della memoria e per la ricerca sulle funzioni mnesiche, in pazienti con una lesione del sistema nervoso centrale.“Comprendere i sistemi neurobiologici alla base dell’iper-funzionamento della memoria – concludono i ricercatori – fornisce importanti indicazioni su quali aree è necessario intervenire per stimolare il ripristino di un funzionamento adeguato della memoria in persone con deficit o lesioni neurologiche”. Enhanced cortical specialization to distinguish older and newer memories in highly superior autobiographical memory – Valerio Santangelo, Tiziana Pedale, Simone Macrì, Patrizia Campolongo. – Cortex 2020 https://doi.org/10.1016/j.cortex.2020.04.029

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Terrorismo di estrema destra, arrestati quattro membri di National Action

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Il terrorismo di destra estrema della National Action è tornato ai disonori della cronaca. Quattro giovani britannici dell’organizzazione di estrema destra, la prima a essere dichiarata “associazione terroristica” in Gran Bretagna, sono stati condannati per reati di terrorismo.Uno di loro, Mark Jones (che dovrà scontare 5 anni di reclusione), secondo il giudice del processo che si è tenuto a Birmingham, Paul Farrer, ha avuto “un ruolo significativo nella vita dell’organizzazione”.Un’altra appartenente del gruppo terroristico di estrema destra condannata è Alice Cutter (che dovrà scontare 3 anni di galera), ex fidanzata del Mark Jones 3 vincitrice anni fa del concorso di bellezza choc chiamato “Miss Hitler”.Gli altri condannati sono Connor Scothern e Garry Jack, che dovranno scontare rispettivamente una pena carceraria di un anno e mezzo e di quattro anni e mezzo.National Action, come detto, è già nota per esser stata collegata all’uccisione della deputata Jo Cox, avvenuta il 16 giugno 2016 per mano di un uomo, fervido sostenitore della difesa della supremazia della razza bianca.Il principale ispiratore del gruppo terroristico di estrema destra è Oswald Mosley, fondatore della British Union of Fascits. Per capire la natura dell’organizzazione basta osservare il logo, un chiaro richiamo a quello della Sturmabteilung o SA (letteralmente “reparto d’assalto”), il primo gruppo paramilitare del Partito Nazista, conosciute anche, per via del colore della loro divisa, come camicie brune.Non si deve incappare nell’errore di identificare National Action come un piccolo gruppo di estrema destra innocuo o senza ambizioni. E non solo per il collegamento di cui sopra.Perché il gruppo terroristico è la ramificazione britannica della White Jihad, che fonda la propria battaglia sull’odio politico e sociale e sulla superiorità della razza bianca nei confronti di ebrei, islamici, afroamericani e ispanici.

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Scuola: Organico docenti immutato, per il ministero è un vanto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

L’anno prossimo non assisteremo ad alcun taglio dell’organico degli insegnanti: lo precisa il ministero dell’Istruzione, sostenendo che quest’anno non vi è stata alcuna diminuzione delle cattedre. “Nonostante il trend ancora in calo della popolazione scolastica, tenuto conto della fase emergenziale attraversata dal Paese, infatti, l’organico non è stato toccato, né diminuito”, sottolineano da Viale Trastevere. Replica del presidente Anief, Marcello Pacifico: “Se a settembre si vuole introdurre il distanziamento, per via del perdurante pericolo Covid, sarà giocoforza comporre classi con al massimo 15 iscritti e assumere non meno di 160 mila docenti e 40 mila Ata in più. Non averli considerati, prevedendo anche la loro assunzione in ruolo da graduatorie d’istituto, è un errore strategico che l’amministrazione scolastica rischia di pagare a caro prezzo. Proprio nell’anno del record di supplenze annuali”.Gli organici dei docenti rimangono fermi anche nell’anno di emergenza Coronavirus e con la prospettiva di tornare in classe a settembre con un alto numero di classi sdoppiate.
Secondo il ministero dell’Istruzione “l’organico di diritto (quello stabile) dei posti comuni del personale docente per il 2020/2021 (comprensivo del potenziamento) risulta essere pari a 669.833 posti a fronte dei 669.648 complessivi del 2019/2020. L’organico di diritto dei posti di sostegno per il 2020/2021 è pari a 101.170 rispetto ai 100.080 dell’anno scolastico 2019/2020. Sul sostegno sono stati peraltro inseriti 1.000 posti in più che passano dall’organico di fatto (che può variare ogni anno) all’organico di diritto (quello stabile)”.
Quelli che per i dirigenti del dicastero dell’Istruzione sono dei numeri di cui andare fieri, per Anief risultano invece dei dati davvero poco entusiasmanti: se davvero si vuole vincere la supplentite, infatti, le scuole vanno dotate di un organico totalmente di diritto. Fino a quando continueranno ad esistere cattedre vacanti e disponibili, considerate dall’amministrazione però di fatto proprio per non stabilizzare i precari e per risparmiare anche sugli stipendi di luglio e agosto, oltre che sulle ricostruzioni di carriera e sugli adeguamenti stipendiali, sarà letteralmente impossibile sconfiggere il precariato della scuola. Un fenomeno abnorme, tra l’altro, senza eguali per numerosità in alcun Paese moderno.

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Due mesi ricoverato per Covid negli Stati Uniti. Il conto: 1,2 milioni di dollari

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Può accadere anche questo, nell’America delle contraddizioni: essere ricoverato in ospedale per Covid ed uscirne con un conto da quasi 1,2 milioni di dollari (sì, avete capito bene, circa 1.066.000 euro). È successo ad uno dei primi pazienti Covid degli Stati Uniti, quello ricoverato più a lungo a Seattle, 62 giorni nella clinica Swedish Issaquah, e si è avvicinato così tanto alla morte che un’infermiera gli ha tenuto un telefono all’orecchio mentre sua moglie e i suoi figli gli davano l’addio. Si chiama Michael Flor, ha 70 anni – racconta il Seattle Times – e dopo la dimissione il 2 maggio si sta riprendendo nella sua casa a West Seattle. Lo hanno soprannominato il “bambino miracolo” perché è come se fosse nato una seconda volta in quell’ospedale, lo stesso dove era venuto alla luce. Ma ora potrebbe essere definito il “bambino da un milione di dollari”. Quando l’ospedale gli ha mandato il conto della sua odissea sanitaria, racconta, gli è quasi preso un infarto. Una dettagliata parcella di 181 pagine per un totale di 1.222.501 dollari. Flor ha un’assicurazione e dovrà pagare solo una parte del salatissimo conto o, più probabilmente, non dovrà pagare nulla grazie a una speciale normativa varata per i pazienti Covid. Il costo di ogni giornata in terapia intensiva in isolamento è di 9.736 dollari per un totale, considerati i 42 giorni di degenza in rianimazione, di 408.912 dollari. Il paziente 70enne è stato sottoposto a ventilazione meccanica per 29 giorni per un costo complessivo di 82.215 dollari, cioè 2.835 dollari al giorno. Per i due giorni in cui gli organi interni erano quasi collassati e i medici hanno fatto l’impossibile per salvarlo la parcella ammonta a 100.000 dollari. Più tutto il resto: farmaci, riabilitazione, terapie varie. «Mi sento colpevole di essere sopravvissuto», è stato il suo sconsolato commento. La morale evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”: per i nostri connazionali in vista di un lavoro all’estero, l’assicurazione sanitaria inclusa nel contratto come priorità. Pena non potersi permettere cure ospedaliere. È un aspetto sul quale noi italiani dovremmo riflettere, quando ci lamentiamo del sistema sanitario italiano.

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Il Molise si presenti unito all’appuntamento con la sanità del futuro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

L’associazione degli ex-consiglieri regionali del Molise Chiede:
– a tutti i rappresentanti delle istituzioni e privati cittadini, di non disperdere il prezioso lavoro fatto e di sostenere fino in fondo la strategia, che i sindaci molisani hanno elaborato, affinché si ottenga l’inserimento del Molise nella rete nazionale dei centri covid, raccoman-dando a ciascuno di restare vigile affinché la molteplicità delle proposte non si traduca nella nullità del risultato.
– a quanti – sussidiariamente – hanno la responsabilità di pronunziarsi per decidere, di non ritenere bastevole, per ottenere il positivo risultato, un voto di astensione o di rinvio alle decisioni governative. Abbiamo voluto l’autonomia del Molise, per decidere noi il nostro futuro. La Regione Molise e le sue democratiche rappresentanze hanno il diritto-dovere di decidere da sé!
Al Presidente della Regione Donato Toma è rivolto l’appello particolare,
– affinché non mortifichi i sindaci (che sono in permanente servizio di presidio territoriale) e quanti, democraticamente, vogliano dare risposte di prevenzione, cura e riabilitazione alla salute propria e a quella dei concittadini molisani,
– perché consideri le autonomie locali, baluardo e rafforzamento dell’autonomia della stessa Regione,
– affinché le scelte fatte in Molise con coraggio e senso di appartenenza alle istituzioni e alla comunità molisana, contribuiscano a rendere merito e ed evidenza a Roma alla identità regionale dei primi cinquanta anni della prima Assemblea legislativa regionale. (by Il Presidente dell’Associazione ex Cons. Reg.li Gaspero Di Lisa)

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Racconti da lontano

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Osservare un’opera d’arte, leggere un libro, guardare un film non possono essere azioni passive, ma coinvolgenti, a volte dolorose e faticose.La verità è che un’opera non esiste senza interazione con l’osservatore, non esiste come semplice struttura, ma ha bisogno, per vivere, dell’intervento interpretativo.Davanti alle immagini delle statue abbattute nelle piazze americane ed europee, o all’”epurazione” di Via col Vento, sorge il dubbio di essere sempre meno preparati al lavoro di decodifica, di interpretazione, necessari alla fruizione della Cultura e dell’Arte.Se la sensibilità collettiva è diventata miope, l’Arte è la lente necessaria per tornare a vedere, perché non c’è emancipazione nella distruzione del passato, ma al contrario nella costruzione di un pensiero critico che ci renda consapevoli.Per queste siamo convinte che anche un piccolo esperimento come il nostro TELESCOPE – che a ogni uscita colleziona nuovi, preziosi e inediti punti di vista di galleristi, curatori e artisti, giornalisti e critici d’arte – sia in realtà necessario a tenere viva la nostra curiosità verso il senso della Cultura, per non farci cadere nella tentazione della pigrizia, che giorno dopo giorno si trasforma in conformismo, grigiore, “sonno della ragione”.In questa edizione, nella sezione RACCONTI, Marco Marelli – direttore di Forme Uniche piattaforma dedicata alla cultura contemporanea, storico e critico d’arte – ci offre un ritratto di Piero Gilardi, artista “gentile e potente”, fondatore del PAV di Torino; Alessandra Mammì, storica dell’arte e giornalista per l’Espresso, D di Repubblica, Artribune, scrive un ricordo di Ilya Kabakov legato a una mostra al Centro per l’arte contemporanea Lugi Pecci di Prato; mentre Petra Chiodi, contributor di Kooness, scrive di #20TRACKSOF A daily music selection for slow living, progetto ideato durante il lockdown da Club to Club e disponibile su Spotify.Nella parte dedicata ai VIDEO troviamo la presentazione del curatore Andrea Contin della rassegna di performance CORPI SUL PALCO, ora in mostra al MMSU di Rijeka (Croazia) come evento del calendario della capitale europea della cultura 2020; e le immagini di alcune performance storiche di Shozo Shimamoto, maestro giapponese del movimento Gutai, in mostra nella sede milanese di Cardi Gallery.La sezione EXTRA presenta invece Radio GAMeC Real Live, che dal 18 giugno al 23 luglio porterà nel cortile del museo di Bergamo e in streaming su YouTube numerosi ospiti per parlare della “ripartenza”; la presentazione del catalogo della mostra di Vincenzo Agnetti edito da BUILDING, che si terrà alla Cappella Portinari all’interno della Basilica di Sant’Eustorgio a Milano; e IO È UN ALTRO, il progetto digitale di MASBEDO a cura di Adriana Rispoli per l’Istituto Italiano di Cultura di Copenhagen.Vi ricordiamo che l’archivio di tutte le edizioni di TELESCOPE è disponibile su http://www.larafacco.com

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Giangiacomo Schiavi: Il mistero della notte, una diagnosi per Michelangelo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana le Onde, uscita prevista: 25 giugno. Ispirato dalla figura del grande oncologo Gianni Bonadonna, pioniere con Umberto Veronesi delle cure antitumorali in Italia e nel mondo, Giangiacomo Schiavi traccia un’indagine appassionante sull’enigma di una statua che nasconde un segreto: la storia di una lotta in nome della vita, delle donne e di una medicina più umana.
Un medico di fama internazionale, alla vigilia di un convegno di studi che chiude una carriera luminosa, decide di affrontare la sfida che lo appassiona da decenni. Da quando ha visto la statua della Notte di Michelangelo nelle Tombe Medicee a Firenze: quella donna disegnata nel marmo presenta un’anomalia, un seno asimmetrico, forse malato, che restituisce alla figura un aspetto inconsueto per la perfezione del maestro del Rinascimento.
In una lunga notte tra sogni e ricordi, il medico tira le fila della sua ossessione: con il rigore dello scienziato e l’intuito dell’investigatore, passa in rassegna le testimonianze raccolte in una intera vita da psicologi, critici d’arte, chirurghi, filosofi, per arrivare a scoprire la natura di quella traccia lasciata da Michelangelo sul corpo, altrimenti perfetto, della sua modella. In libreria dal 2 luglio

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Eliana Liotta e Massimo Clementi: La rivolta della natura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Collana I Fari, uscita prevista: 25 giugno con la consulenza dello European Institute on Economics and the Environment
Per la prima volta in un unico sguardo la visione infinitesima dei microscopi e il grande respiro della Terra. A raccontare è la giornalista scientifica e scrittrice Eliana Liotta, che riflette con uno dei più apprezzati virologi medici della scena internazionale, Massimo Clementi del San Raffaele. Gli studi sul rapporto inscindibile tra salute dell’uomo e salute del pianeta diventano materia viva di narrazione, validata dallo European Institute on Economics and the Environment (EIEE).
Molte patologie infettive degli ultimi decenni, dal coronavirus che ha causato la pandemia del 2020 all’AIDS, da Ebola alla dengue, non sono solo tragedie dettate dal caso. C’è un nesso profondo tra la loro diffusione e i cambiamenti climatici, la deforestazione, l’inquinamento e anche la diseguaglianza sociale, perché povertà e fame sono alleati dei virus.
Dobbiamo imparare dai nostri errori e agire subito per correggerli, ci dicono gli autori. Il clima di un futuro che per certi versi è già presente può trasformare lande vaste della terra in incubatori incredibili per le larve di zanzare. Lo scioglimento delle calotte polari può minacciarci con virus giganti che riemergono dai ghiacciai. Negli ecosistemi degradati gli agenti patogeni si adattano alle poche specie selvatiche rimaste e riescono a fare più facilmente il salto da un pipistrello o un roditore a noi. Nelle aree inquinate, i microrganismi trovano autostrade spianate per insediarsi e moltiplicarsi. La natura ci chiede di fare la pace. Ascoltiamola.

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Sergio Staino: Quell’idiota di Bobo

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

Pp. 176, 18 euro, illustrato. In occasione degli 80 anni di Sergio Staino e a 40 dalla creazione di Bobo, personaggio leggendario nato sulle pagine di Linus nel 1979, che ha accompagnato l’autore e l’Italia negli ultimi decenni. Arricchito da disegni inediti e dalle strisce storiche, è un libro che celebra Bobo per celebrare anche tutti noi idioti che, nonostante tutto, non ci arrendiamo e continuiamo a sognare. Bobo ha sempre rappresentato l’eroe del quotidiano, buono, talvolta ingenuo, sempre benintenzionato, eterno sconfitto che non si arrende e continua a combattere per ciò in cui crede. Un idiota, direbbe qualcuno che non ha la sua purezza d’animo. Forse, ma un idiota nel senso di Dostoevskij, ossia un uomo con un’etica, vittima di una idiozia che si presenta come bontà, compassione per i più fragili e, al contempo, sberleffo nei confronti dello “spirito del tempo” e di tutti i potenti. Una “idiozia” che è incapacità di adeguarsi a quest’epoca, che è, nonostante tutto, il sogno di un mondo e di un futuro migliore.

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