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Scuola: Organico docenti immutato, per il ministero è un vanto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 17 giugno 2020

L’anno prossimo non assisteremo ad alcun taglio dell’organico degli insegnanti: lo precisa il ministero dell’Istruzione, sostenendo che quest’anno non vi è stata alcuna diminuzione delle cattedre. “Nonostante il trend ancora in calo della popolazione scolastica, tenuto conto della fase emergenziale attraversata dal Paese, infatti, l’organico non è stato toccato, né diminuito”, sottolineano da Viale Trastevere. Replica del presidente Anief, Marcello Pacifico: “Se a settembre si vuole introdurre il distanziamento, per via del perdurante pericolo Covid, sarà giocoforza comporre classi con al massimo 15 iscritti e assumere non meno di 160 mila docenti e 40 mila Ata in più. Non averli considerati, prevedendo anche la loro assunzione in ruolo da graduatorie d’istituto, è un errore strategico che l’amministrazione scolastica rischia di pagare a caro prezzo. Proprio nell’anno del record di supplenze annuali”.Gli organici dei docenti rimangono fermi anche nell’anno di emergenza Coronavirus e con la prospettiva di tornare in classe a settembre con un alto numero di classi sdoppiate.
Secondo il ministero dell’Istruzione “l’organico di diritto (quello stabile) dei posti comuni del personale docente per il 2020/2021 (comprensivo del potenziamento) risulta essere pari a 669.833 posti a fronte dei 669.648 complessivi del 2019/2020. L’organico di diritto dei posti di sostegno per il 2020/2021 è pari a 101.170 rispetto ai 100.080 dell’anno scolastico 2019/2020. Sul sostegno sono stati peraltro inseriti 1.000 posti in più che passano dall’organico di fatto (che può variare ogni anno) all’organico di diritto (quello stabile)”.
Quelli che per i dirigenti del dicastero dell’Istruzione sono dei numeri di cui andare fieri, per Anief risultano invece dei dati davvero poco entusiasmanti: se davvero si vuole vincere la supplentite, infatti, le scuole vanno dotate di un organico totalmente di diritto. Fino a quando continueranno ad esistere cattedre vacanti e disponibili, considerate dall’amministrazione però di fatto proprio per non stabilizzare i precari e per risparmiare anche sugli stipendi di luglio e agosto, oltre che sulle ricostruzioni di carriera e sugli adeguamenti stipendiali, sarà letteralmente impossibile sconfiggere il precariato della scuola. Un fenomeno abnorme, tra l’altro, senza eguali per numerosità in alcun Paese moderno.

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