Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Archive for 19 giugno 2020

“Bocca coperta”: Il nuovo libro di Alessandro Poggi con Maria Teresa Baldini

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

(Rubbettino) Ci racconta il Coronavirus, con la scusa della mascherina n uscita tra qualche giorno. Storia e storie di una pandemia. Storie di ordinaria sottovalutazione. La più strana? Quella di una coppia di gemellini eterozigoti nati in India durante la pandemia i cui genitori, felici per la gravidanza multipla, hanno chiamato la femminuccia Corona e il maschietto Covid. Gli sposi non si rendevano conto che la simpatica idea alludeva a una gravissima malattia, un “morbo” che avrebbe messo in ginocchio da lì a poco il mondo intero.Del resto, anche la peste del Seicento, all’inizio, non fu presa sul serio. La popolazione e i politici nella Milano dell’epoca, come si racconta nei Promessi Sposi, erano scettici, e accolsero la malattia con un misto di incredulità e scaramantica ironia.Gli stessi sentimenti scaturiti dopo il gesto di Maria Teresa Baldini – ispiratrice e coautrice del libro di Alessandro Poggi “Bocca coperta” – che a febbraio, per prima, ha indossato la mascherina nell’Aula di Montecitorio. “Ci mancava solo don Abbondio”, spiega Poggi. “Nessuno le diede retta”. “Bocca coperta” ripercorre senza annoiare i giorni caldi della Covid-19 attraverso cinque capitoli: Storie, Storie strane, Storie strane ma vere, Altre storie, Storie tese e un Vocabolario della pandemia con annessa agenda degli avvenimenti. Immancabili brevi consigli per l’estate e le “ultime” sui vaccini. Il tutto con una prefazione immaginaria dell’inventore della mascherina, il medico francese vissuto a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento Paul Berger. Il volume – di cui i cinesi pare abbiano già intenzione di opzionare una versione tutta loro – ha come secondo titolo Kŏu Zhào, che significa “bocca” (Kŏu) e “coperta” (Zhào), cioè mascherina. Dai pipistrelli al fattore K, dallo Spillover all’”erre con zero”, da Pirandello al Manzoni, da Trump a Boris Jonson. Ma anche dai dottori col Becco al 5G, dai ciondoli miracolosi al sesso nel lockdown. Bocca coperta è un giro di giostra, ironico ma rigoroso, nel vortice della pandemia.
Anche in quest’occasione, così come per la peste raccontata dal Manzoni – spiegano gli autori – ci sono state assurde credenze, pregiudizi, ricerche di fantomatici untori in chiave 2.0: Topi vivi, intrecci di potenze internazionali, laboratori segreti, il 5G… Capri espiatori perfetti. E intanto la mascherina ha stentato a farsi strada. “Bocca coperta” rappresenta una barriera contro i virus, ma non contro la ragione, anche nel significato arcaico di “discorso”.L’instant book, edito dalla Rubbettino, prende spunto dalla protezione facciale per raccontare misteri e perplessità suscitate dal morbo che ha sconvolto il mondo.
Ad esempio: che cos’è il Covid-19? Un errore. Infatti si dovrebbe dire “la” Covid-19.Bocca coperta non è un libro di futilità o contorsionismi grammaticali. Contiene, però, attraverso narrazioni snelle e lineari, molte informazioni. “E, se prima, non ci mettiamo d’accordo su come si dice” – spiega Alessandro Poggi – “forse non si dovrebbe neppure iniziare il discorso”.
In questi giorni, sono usciti articoli, interviste, decine di libri che, persino in copertina, lanciano titoli con il genere sbagliato. Ma Covid sta per Co (rona) Vi (rus) D (disease, malattia, in inglese) 19 (1919, l’anno della scoperta) ed è femminile.
Alla fine si capisce che, dall’invenzione della mascherina a oggi, in poco più di un secolo, non è cambiato granché sull’approccio al patrimonio più prezioso che possediamo: la salute. E, mentre in mezzo mondo si continua a litigare sull’uso della mascherina, il vero problema è uno solo, per dirlo con le parole del professor Berger: la realtà gelée.Alessandro Poggi è giornalista scientifico e inviato politico della Rai. Per il programma Ballarò ha ricevuto due volte il premio Ilaria Alpi. È stato il primo a intervistare Papa Francesco.Maria Teresa Baldini è parlamentare (FdI), medico chirurgo e campionessa europea nazionale di basket. È autrice con Willy Pasini del libro Dietro la bellezza.

Posted in Recensioni/Reviews | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

I miei soldi sul conto corrente sono a rischio prelievo forzoso?

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Dopo che da più parti è giunta l’ennesima domanda su come evitare un “imminente” (???) prelievo forzoso dei soldi sul proprio conto corrente è bene scrivere un articolo per rimandare tutte le prossime domande ad un link che mi evitasse di ripetere per la trecentesima volta la stessa pappardella.
Sono ormai anni che in rete si diffondono contenuti digitali (video, blog, podcast) che prospettano una riproposizione della tanto odiata tassazione sui conti correnti che nel 1992 fece il governo Amato (allora fu dello 0,6%) e che ha talmente scioccato gli italiani da non essere più stata dimenticata. Periodicamente questa bufala torna e ritorna. Le ragioni sono sostanzialmente due:
1) far leva sulla paura porta tante visualizzazioni sui propri contenuti digitali. Oggi avere queste visualizzazioni è il primo metro di successo al quale la follia dell’attuale mondo dominato dal marketing ha abituato praticamente tutti. Una cosa “vale” se è vista da tante persone. Non importa se la cosa sia priva di senso e se ogni sapiente di ogni epoca semplicemente proverebbe un misto di ilarità e compassione nei confronti di questo assurdo comportamento (come facciamo quando guardiamo un gatto rincorrere la propria coda).
2) la paura di una tassazione è un eccellente motivazione per spostare i soldi da una parte all’altra ed in giro ci sono un mare di persone che guadagnerebbero un po’ di soldini (sicuramente di più dell’importo dell’improbabile patrimoniale) facendovi spostare i soldi attraverso la leva della paura della tassazione. “Sei mica matto che ti vuoi far mettere le mani in tasca dal governo, vero? Certo che no!” La soluzione proposta implica che le mani in tasca non le metta il Governo ma colui che ti propone “la soluzione”… (Alessandro Pedone, responsabile Aduc Tutela del Risparmio)

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

“Assioma: tassi bassi ancora a lungo!”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset, e Marco Piersimoni, Senior Investment Manager di Pictet Asset Management. Gli Stati Uniti sono ufficialmente in recessione. Il ciclo espansivo più lungo della storia si è fermato dopo 128 mesi di crescita senza pause, dal giugno del 2009 fino ad oggi. A decretarne la fine è il National Bureau of Economic Research statunitense, che ha individuato in febbraio del 2020 il picco dell’attività economica.D’altro canto, i segnali in tal senso erano stati evidenti. Sarebbe bastato il tasso di disoccupazione, che nel mese di aprile aveva sfiorato il 15%, segnando la perdita di oltre 20 milioni di posti di lavoro in un solo mese (considerando anche la disoccupazione “latente” dovuta al fatto che molte persone impiegate non potessero comunque lavorare, si arrivava quasi al 20% della popolazione).Sul mercato del lavoro, però, due elementi inducono oggi a un certo ottimismo. Il primo è che, a differenza di quanto successo nel corso dell’ultima crisi (2007-2009), l’impennata nella disoccupazione pare in questo caso legata principalmente a licenziamenti di natura temporanea, che l’economia dovrebbe essere in grado di reintegrare nella fase di ripartenza. Il secondo è il dato sorprendentemente positivo registrato nel mese di maggio. I non-farm payrolls, infatti, hanno segnalato la creazione di 2,5 milioni di posti di lavoro nel mese di maggio, nonostante gli operatori si aspettassero un’ulteriore riduzione di oltre 7 milioni di posti di lavoro. Come conseguenza di ciò, il tasso di disoccupazione, proiettato al 19% della popolazione, è in realtà calato al 13,3%, a dimostrazione ancora una volta di quanto sia complesso in questo momento fare previsioni economiche.
I dati sul mercato del lavoro statunitense di maggio, se verificati, sembrano confermare il famoso trend a “V” della ripresa, già mostrato dai dati economici cinesi (dove ormai l’attività è tornata di fatto sui suoi livelli normali) e in parte anche da alcuni indicatori americani, sia lato produzione (PMI manifatturieri) sia lato consumi (domanda di automobili). Affinché tale dinamica possa proseguire, appare però assolutamente necessario evitare una seconda ondata di contagi, un rischio finora scongiurato ma che inizia a manifestarsi in alcuni Paesi, come per esempio in Cina. In caso contrario, la “V” potrebbe presto trasformarsi in una “W” con danni strutturali all’economia globale, contro cui nemmeno l’atteggiamento accomodante di banche centrali e governi potrebbe molto.Questi, dal canto loro, stanno già ricorrendo a gran parte delle armi a loro disposizione, per cui diventerebbe difficile ipotizzare nuove ingenti misure di stimolo nel caso di un fallimento del tentativo di ritorno alla normalità. A conferma della linea ultra-accomodante, la Federal Reserve in settimana ha annunciato che al momento non sta nemmeno pensando di pensare di rialzare i tassi (“not even thinking of thinking about raising rates”), spostando su un piano di indefinitezza temporale tale eventualità, in precedenza esclusa per i prossimi 2 anni. Una dichiarazione che ha portato gli operatori a ipotizzare tassi nominali lontani dal valore di equilibrio di lungo termine (tasso neutrale della Fed, stimato al 2,5%) ancora per molto tempo (le proiezioni per il 2025 sono all’1%). Ancora più significativamente, i rendimenti reali, veramente rilevanti per economia e attivi finanziari, sono negativi anche su scadenze molto lunghe, con quelli a 10 anni pari a -0,5%. Inoltre, siamo convinti che, una volta richiuso l’output gap apertosi con il COVID, l’inflazione potrà almeno riavvicinarsi al target del 2% (sarà tollerato anche un suo superamento) e che le banche centrali faranno in modo di limitare che l’aumento dell’inflazione (corrente e attesa) si trasferisca interamente sui tassi nominali. In tal caso, tassi e rendimenti reali potranno rimanere stabili o addirittura scendere. Si tratta di uno scenario che equivarrebbe a un ulteriore stimolo economico nonché un toccasana per la sostenibilità del debito sia per il settore pubblico sia per quello privato, che si saranno ulteriormente indebitati.Come detto, però, a questo punto alla banca centrale restano relativamente poche soluzioni inutilizzate nel proprio arsenale: tra queste, quella più probabile e di cui si sta già discutendo è un programma di controllo della curva alla giapponese, particolarmente efficace per agire sulle scadenze più lunghe, eventualmente in alternativa al QE che non potrà proseguire in eterno, neppure negli USA. Al momento la Fed garantisce la sostanziale monetizzazione del deficit pubblico, lasciando maggiore spazio di manovra fiscale all’amministrazione. Non è un caso che il Tesoro stia facendo in questo front-loading del debito pubblico: approfittando proprio delle condizioni favorevoli garantite dalla banca centrale (tassi bassi e acquisti massicci), il Governo sta emettendo Treasury in misura maggiore rispetto al proprio fabbisogno attuale, accantonando le risorse di cui avrà bisogno nel corso dell’anno (circa $4’000 miliardi complessivi, poco meno del 20% del PIL). Lo stesso processo di monetizzazione del debito sta avvenendo nel Vecchio Continente, dove la BCE il 4 giugno ha deciso di ampliare di ulteriori €600 miliardi il programma di acquisti di emergenza PEPP (ora da €1’350 miliardi complessivi) e di estenderlo almeno fino a fine giugno 2021. Come effetto di ciò, la quota di debito/PIL detenuta dalla banca centrale è destinata a salire dall’attuale 23% fino a poco meno del 30% del totale entro fine anno, andando quindi a coprire gran parte dell’emissione di nuovo debito a cui dovranno inevitabilmente ricorrere i singoli Stati membri.
Contemporaneamente, nella regione è in fase di definizione il piano Next Generation EU, il vecchio Recovery Fund, il tanto agognato intervento collettivo che rappresenta un vero e proprio punto di svolta per l’assetto politico comunitario. Nella sua formulazione attuale, il Next Generation EU comporta un trasferimento netto di risorse dai Paesi con maggiore margine di manovra fiscale, Germania su tutti, ai Paesi più indebitati e con minore possibilità di agire tramite le leve del proprio bilancio pubblico, Italia, Spagna e in questa occasione anche Francia. Una manovra che va nella stessa direzione della strada intrapresa negli ultimi mesi dalla BCE che all’interno dei suoi programmi di acquisto, deviando temporaneamente dal meccanismo delle capital key, ha comprato in misura maggiore i Titoli sovrani dei Paesi in particolare difficoltà (sempre Italia, Spagna e Francia). Una misura di emergenza resa necessaria dalla diversa possibilità di spesa fiscale dei singoli Stati, ma che non potrà durare a lungo (per richiamare all’ordine la BCE, infatti, è già intervenuta la Corte Costituzionale Tedesca). In tal senso, il nuovo Recovery Fund andrà a sostituirsi all’istituto centrale nella redistribuzione delle risorse finanziarie all’interno della regione, anche se per vederlo all’opera bisognerà aspettare verosimilmente il 2021. Nel frattempo, non è da escludere, per i Paesi più bisognosi, il ricorso combinato a MES e OMT.Con le banche centrali impegnate a mantenere i tassi reali bassi ancora a lungo, non deve sorprendere la risalita delle valutazioni azionarie degli ultimi mesi. I tassi di interesse, infatti, impattano per tre diverse vie sui prezzi delle azioni e una loro discesa non fa altro che sostenere i multipli. In primo luogo, essi compongono il tasso di sconto dei flussi di cassa futuri (i dividendi), per cui una loro discesa non fa altro che far crescere il valore attuale dei dividendi futuri e, di conseguenza, i prezzi. In secondo luogo, i tassi di interesse sono uno dei fattori chiave che influenzano il costo a cui le imprese si finanziano: anche da questo punto di vista, quindi, i tassi bassi a lungo sono un’ottima notizia per le azioni. Infine, dal punto di vista meramente finanziario, rappresentano la prima alternativa agli investimenti azionari e una loro compressione non fa altro che ampliare i premi di rischio; perché questi tornino su livelli prossimi alla loro media storica (4,4% circa), i prezzi azionari devono necessariamente salire ancora, chiudendo il gap di rendimento tra azioni (earnings yield, ossia l’inverso del rapporto P/E) e obbligazioni (real bond yield). In un simile scenario, a determinare l’evoluzione delle valutazioni di borsa sarà soprattutto la dinamica degli utili. In questo momento, il consenso degli analisti prevede un miglioramento della crescita degli utili da qui a 12 mesi, dopo il crollo registrato nei mesi passati. Anche gli analisti sembrano sposare, quindi, l’ipotesi di una ripresa a “V”. Tuttavia, l’incertezza nelle previsioni economiche è ancora elevata (come dimostrato, per esempio, dai dati sorprendenti del mercato del lavoro US) e il rischio di una nuova ondata di contagi grava inesorabilmente sulle prospettive per gli utili aziendali.
Contestualizzando l’incertezza che regna attorno a queste previsioni, può essere utile fare un paragone. Come detto, l’errore compiuto dagli economisti nello stimare l’ultimo dato del mercato del lavoro USA è stato macroscopico. Un errore di oltre 10 milioni di posti di lavoro, in termini statistici, equivale a un errore di stima pari a 15 standard deviation. Il mercato americano tratta attualmente ad un rapporto prezzo/utile pari a 23 volte. Gli utili (al denominatore) sono stimati: proiettando un errore di stima simile a quello compiuto dagli economisti, potremo dire che l’intervallo in cui potrebbe aggirarsi il vero P/E sta tra 10 e 50. Di certo, non un grande riferimento per prendere delle decisioni di asset allocation. Ad aggiungere alea al contesto descritto, sullo sfondo inizia a delinearsi lo scoglio delle elezioni americane: il Presidente Trump non perde eccessivamente consensi nonostante gli errori (se non altro di comunicazione) nella gestione dell’emergenza sanitaria e la violenta ondata di proteste delle ultime settimane, ma pare in questo momento favorito il candidato democratico Joe Biden. Una sua eventuale vittoria, verosimilmente accompagnata da un controllo democratico del Congresso, potrebbe voler dire maggiori tasse sulle imprese e una nuova fase di regolamentazione, due fattori non graditi dal mercato.In definitiva, la lettura dei prossimi mesi appare contornata da una serie di fattori di rischio di difficile previsione, anche perché in buona parte di natura esogena (nuova ondata di contagi). All’orizzonte, abbiamo un’unica grande certezza: tassi bassi ancora a lungo.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Come investiamo sui mercati azionari emergenti?

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

A cura di Giovanni Buffa, Portfolio Manager di AcomeA SGR. Nelle ultime settimane, i mercati azionari emergenti hanno vissuto un forte rally dai livelli minimi di marzo. Dopo aver perso quasi un terzo del valore da inizio anno al 23 marzo, in meno di 3 mesi l’indice MSCI Emerging Market ha recuperato buona parte di quanto perso nel primo trimestre. Certamente, in questa fase, i dati positivi in Cina e Europa dal rilassamento delle misure di restrizione uniti al flusso di liquidità delle banche centrali e al sostegno fiscale dei governi stanno sostenendo le performance dei mercati azionari globali. Tuttavia, l’outlook macro appare ancora debole: le ultime stime di giugno della Banca Mondiale vedono l’economia mondiale contrarsi del -5,2% quest’anno, con i paesi emergenti in contrazione del 2,5%.
Il cambiamento della policy stance globale ha favorito il recupero di quei mercati che hanno oltremodo subito l’ondata di vendita indiscriminata che si è manifestata a marzo. Il panic selling però ha generato occasioni di investimento a prezzi molto interessanti che non vedevamo da decenni. Nel momento più critico di marzo, abbiamo infatti acquistato nuovi titoli azionari nel comparto emergente, con un incremento netto dell’esposizione al rischio pari al 14.5%. Dai minimi di marzo (23 marzo) ad oggi la performance del fondo AcomeA Paesi Emergenti è stata positiva del 46%, battendo del 20% la performance del mercato. I fattori che hanno portato a questa overperformance sono stati lo stock picking e la country allocation. Il nostro focus si è concentrato sui mercati più penalizzati nella prima fase della pandemia e sui settori più value. Abbiamo incrementato il peso complessivo in portafoglio di Brasile (+5.5%), Messico (+1,5%), Australia (+2%), Grecia (+2,5%), Russia (+1,5%), Korea (+1,5%). È stato determinante in questo senso, il sottopeso di Cina e Taiwan in portafoglio e il sovrappeso di paesi più periferici come Brasile, Grecia, Sud Africa che sono stati quelli che hanno maggiormente rimbalzato dai minimi. A livello settoriale, abbiamo trovato le maggiori opportunità all’interno dei consumer discretionary, industrial e in qualche titolo finanziario. Per fare qualche nome abbiamo investito in aziende come Embraer (Brasile), Cemex e Televisa (Messico), Myer e Seven West Media (Australia), Hankook Tire (Sud Corea), Opap e Ellaktor (Grecia), Mail Ru (Russia), Pge (Polonia), Samsonite (Hong Kong) e Teva (Israele).Se guardiamo all’andamento storico del rapporto del Price to Earnings (P/E) negli emergenti, ci troviamo oggi in linea con la media storica. A prima vista, questo potrebbe far pensare che non ci siano particolari opportunità di investimento in quest’area. Eppure, se guardiamo alla differenza tra lo stile value e growth, si può vedere che mai come oggi negli ultimi 25 anni, il value si trova a sconto rispetto al growth. Generalmente, il value nei mercati emergenti tratta a circa la metà dei livelli di valutazione del growth. A nostro avviso, nei prossimi anni il value potrà tornare in auge e ridurre il gap accumulato rispetto al growth. Il nostro posizionamento rimane fortemente connotato da uno stile value. Il fondo AcomeA Paesi Emergenti rimane altamente sottopesato di Cina rispetto al benchmark (26.5% vs 43%), e sovrapesato di Brasile, Sud Africa, Russia e Grecia. Il motivo per cui manteniamo un forte sottopeso sulla Cina è perché non abbiamo in portafoglio i titoli più capitalizzati del mercato cinese (Alibaba, Tencent, Baidu etc…). In Cina, preferiamo esporci a titoli più a sconto che appartengono ad altri settori (consumer discretionary, financials, industrials, telecomunicazioni). L’India rimane un mercato che non trova rappresentazione nel nostro portafoglio poiché non troviamo opportunità interessanti di ingresso. Negli ultimi anni, la crescita del PIL indiano non si è riflessa nella crescita degli utili aziendali. A livello settoriale il fondo è ben diversificato e si caratterizza per un forte sottopeso del finanziario rispetto al benchmark e per un sovrappeso nei settori telecom e industrials. Infine, il fondo rimane strutturalmente legato a titoli small cap e mantiene una rilevante differenza di posizioni rispetto al benchmark (circa il 95%).

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Election day: Votiamo on line

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

«Senza perdere tempo prezioso per cercare posti alternativi alle scuole, basterebbe votare online. Altro che palestre o caserme!»E’ quanto dichiara il prof. Sandro Simoncini, urbanista e docente a contratto di economia delle imprese all’Università Uninettuno in merito alla proposta avanzata da più parti di aprire i seggi non all’interno dei plessi scolastici.«Ogni cittadino – continua Simoncini – potrebbe votare in modo sicuro attraverso il proprio codice Spid, l’identità digitale necessaria per usufruire dei servizi della Pubblica amministrazione, con un risparmio di centinaia di milioni di euro per lo Stato. Piattaforme del genere esistono già, il problema ancora una volta è burocratico, dato che il Parlamento dovrebbe approvare subito una legge che consenta il voto online. Provvedimento che, se esiste la volontà politica, potrebbe essere varato in tempi brevi». «Per coloro i quali non hanno la possibilità di utilizzare un supporto elettronico – conclude Simoncini – potrebbero essere impiegati gli uffici postali».

Posted in Politica/Politics, Spazio aperto/open space | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Istat: 6,4% famiglie in povertà assoluta nel 2019

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Secondo i dati resi noti dall’Istat, nel 2019 in Italia vivono in povertà assoluta il 6,4% delle famiglie e il 7,7% degli individui in Italia, in calo dal 7% e 8,4% del 2018.”I dati della povertà restano vergognosi e non degni di un Paese civile. Il reddito di cittadinanza non basta” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. “Il calo della povertà assoluta dipende certo dal reddito di cittadinanza ma è troppo lieve ed insufficiente considerato che rispetto al 2018 l’ha ridotta, per le famiglie, di appena 0,6 punti percentuali, dell’8,6% e che comunque il dato del 2019, 6,4% di famiglie povere, è il terzo peggior risultato di sempre, ossia dall’inizio delle serie storiche iniziate nel 2005, dopo il 7% del 2018 ed il 6,9% del 2017” prosegue Dona.”Insomma, il reddito di cittadinanza è servito, ha invertito un pericoloso trend, ma non abbastanza, considerato che nelle intenzioni doveva servire ad abolire la povertà in Italia (“Oggi aboliamo la povertà” disse l’on Di Maio il 28/9/2018, ndr) e che il presidente del Consiglio Conte il 28 dicembre 2019 ebbe a dire che in 8 mesi il suo Governo aveva ridotto la povertà del 60 per cento. Una stima a dir poco non azzeccata visto che quel 60% è diventato poco più dell’8%” prosegue Dona.”Il problema del reddito è che la platea dei beneficiari è insufficiente, visto che attualmente il pagamento del beneficio copre solo 2,8 milioni di persone contro 4,593 milioni di poveri, ossia il 61% dei poveri assoluti e che l’importo medio mensile per un nucleo familiare è di soli 519 euro, insufficiente per superare persino la linea di povertà di un single, pari, secondo i dati resi noti oggi, a 656,97 euro” conclude Dona.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Didattica a distanza per “Scarabeo verde” e “Tree for future”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Si è concluso un anno scolastico che ha visto come grande protagonista la didattica a distanza. Le tantissime adesioni ricevute a inizio anno, con oltre 200 scuole, 1.034 classi e quasi 18.000 alunni coinvolti, sono state quasi del tutto confermate e gestite attraverso modalità di didattica a distanza, in aule virtuali dove i docenti e gli studenti hanno incontrato gli operatori che curano i progetti scuola. Non solo video lezioni in collegamento sulle piattaforme, ma anche kit digitali scaricabili dai docenti attraverso il manuale didattico online e una continua attività di supporto, per rispondere alle diverse esigenze dei docenti. Un’altra novità di quest’anno è stato il concorso a premi “La mia impronta conta!”, sul tema dello spreco alimentare e del water footprint
(impronta idrica) del cibo che buttiamo. In questo caso il concorso è proseguito anche da casa, innovandosi attraverso dirette Facebook. Negli ultimi mesi ATA Rifiuti Ancona ha organizzato anche altre dirette Facebook, coinvolgendo istituzioni e realtà del territorio impegnate nella gestione delle risorse e in grado di dare la loro visione su tematiche legate all’ambiente e al Pianeta, puntando su un’importante azione di comunicazione e informazione per i cittadini. I temi sono stati affrontati in modo divulgativo, attraverso interviste condotte da una giornalista e, proprio per lo strumento scelto, hanno coinvolto unampio pubblico.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Rientro a scuola post-Covid. Ripensare i luoghi della formazione

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Nelle scuole italiane è urgente riprendere il controllo della qualità dell’aria. I valori di concentrazione di CO2 e ventilazione sono disattesi per la quasi totalità del tempo di esposizione. Né il ricorso alla ventilazione naturale, anche se più esteso, potrà garantire i tassi di ricambio richiesti. È quanto emerge dal Progetto di ricerca “Il cambiamento è nell’aria” che indaga la qualità dell’aria negli edifici scolastici italiani, promosso dalla Libera Università di Bolzano – con la collaborazione di ricercatori e dottorandi dell’Università IUAV di Venezia e delle Università di Trento e Padova – e da Agorà, azienda impegnata nella formazione sulla sostenibilità, applicata all’edilizia. Con il coinvolgimento attivo – in un percorso di P.C.T.O. – degli studenti del triennio dell’Istituto d’Istruzione Superiore l’I.I.S. Margherita Hack di Morlupo, in provincia di Roma.
Il Progetto di ricerca, avviato a luglio 2019 – prima dell’emergenza sanitaria – e concluso a giugno 2020, assume oggi nel post CoViD-19 una rilevanza e una attualità tutta particolare. Se la qualità dell’aria costituiva motivo di preoccupazione prima del coronavirus, cosa accadrà a settembre quando dovranno essere rispettate esigenze di distanziamento sociale e sanificazione ambientale straordinaria? Quando oltre 8 milioni di studenti ritorneranno tra i banchi di 41.000 sedi scolastiche (statali e paritarie), insieme a più di 800 mila insegnanti?
Per provare a dare una risposta, partiamo dall’analisi dei dati. Il Progetto di ricerca*, che ha subito a marzo scorso una brusca interruzione per l’emergenza sanitaria, ha fotografato la situazione pre-coronavirus. Novanta sensori** sono stati attivati e sono tutt’ora in funzione in 5 classi e altri 20 ambienti dell’Istituto Hack. Sono stati monitorati continuativamente i dati di temperatura, umidità, concentrazione di CO2 e illuminamento, mettendoli in relazione anche al comportamento degli studenti e alla normativa di riferimento (in particolare, la EN 16798-1: 2019). Concentrazione di CO2 – Assunto un valore di riferimento massimo suggerito attorno ai 900 ppm, in tutte le 5 classi monitorate, questa soglia massima è stata superata per oltre l’80% del tempo.
Ventilazione – Per tutte le aule, la portata di ventilazione registrata si è attestata sotto la soglia minima prescritta per oltre il 95% del tempo di esposizione. I dati indicano anche come un ricorso alla ventilazione naturale, anche se fosse più esteso di quanto già fatto nelle due settimane (le finestre sono risultate completamente chiuse per meno della metà del tempo) difficilmente potrebbe garantire i tassi di ricambio richiesti.
Illuminamento – A prescindere dal ricorso all’illuminazione artificiale, i valori di illuminamento sul piano di lavoro sono stati molto inferiori rispetto alla soglia minima di 500 lx per la quasi totalità del periodo monitorato, e molto spesso sotto i 300 lx. La disponibilità della luce naturale è stata molto ridotta in conseguenza dell’uso delle tapparelle, necessario per limitare i fenomeni di abbagliamento.
Temperatura – Nel periodo invernale, i valori di temperatura prescritti per le aule scolastiche, considerando attività sedentarie e un livello medio di aspettativa, sono compresi fra 20 e 24°C. Le misurazioni sono rientrate nel range suggerito per oltre l’80% circa del tempo di esposizione. Il lavoro di ricerca “Il cambiamento è nell’aria” proseguirà nel prossimo autunno all’Istituto Hack e in altre realtà scolastiche che vorranno aderirvi per comparare quanto già rilevato con le nuove condizioni della scuola post CoViD-19. Inoltre, la collaborazione accademica verrà estesa alla Bergische Universität Wuppertal, in Germania, per sviluppare un modello fluidodinamico per studiare la distribuzione dell’aria in un ambiente con persone ferme o in movimento.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , | Leave a Comment »

Scuola: Ripartenza a settembre in sicurezza, servono 60 mila docenti in più solo per Infanzia e Primaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Le stime prodotte da settimane dal sindacato Anief stanno facendo breccia tra diversi addetti ai lavori. Secondo la rivista Tuttoscuola, servono decine di migliaia di maestri nel primo ciclo e almeno 130 mila se si considera anche la scuola Secondaria di primo e secondo grado, senza parlare di altri 40 mila tra assistenti e collaboratori scolastici per l’igienizzazione, il supporto alle complesse operazioni, la sorveglianza e il lavoro delle segreterie. Secondo Anief serve un intervento urgente nel Decreto Rilancio, come è stato chiesto ieri dal presidente Marcello Pacifico durante l’incontro con il premier Giuseppe Conte a Villa Pamphili.Secondo Marcello Pacifico, leader dell’Anief, “il rientro a scuola passa inevitabilmente per una quantità limitata di alunni per classe e per una riorganizzazione scolastica che implica la cancellazione dei vincoli introdotti a partire dalla Legge 133 del 2008, che ha imposto il dimensionamento, la cancellazione di 4 mila istituti autonomi, la sparizione di decine di migliaia di posti come Ata e di centinaia di migliaia di cattedre, con la formazione di maxi-scuole con migliaia di alunni iscritti e meno tempo-scuola. Se davvero si vuole cambiare marcia, come annunciato dal ministro dell’Economia e dal Governo nel corso degli Stati Generali dell’Economia, sono questi i punti da centrare il prima possibile”.L’avvio dell’anno scolastico incombe. Il primo settembre è dietro l’angolo: il Ministero dell’istruzione ha comunicato che proporrà alle Regioni di iniziare le lezioni per il 14 settembre (elezioni permettendo), ma non sono ancora note le misure di organizzazione delle lezioni vincolate dal distanziamento; rettificata l’ipotesi dei distanziatori tra i banchi, resta tuttora l’incognita su come la presenza degli alunni verrà garantita in sicurezza nelle aule. Lo scrive la rivista Tuttoscuola, evidenziando che la ministra dell’istruzione Lucia Azzolina “è in attesa degli esiti dei monitoraggi che gli Enti locali stanno conducendo (o dovrebbero cominciare a condurre) per individuare, d’intesa con le istituzioni scolastiche, le esigenze e le fattibilità di organizzazione del servizio”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Nuovo anno al via il 14 settembre, una settimana dopo tanti docenti cambieranno classe

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

In base alle nuove inspiegabili disposizioni temporali previste dalla Legge n. 41 il 6 giugno 2020, sono decine di migliaia gli insegnanti che si vedranno accogliere la domanda di assegnazione provvisoria o di utilizzazione annuale solo entro il 20 settembre, quindi a scuola abbondantemente iniziata: questi docenti il 1° settembre dovranno comunque prendere servizio nella sede di servizio di appartenenza, dove prenderanno parte al Collegio dei docenti, verranno assegnati ai Consigli di classe, potranno essere nominati per svolgere delle funzioni extra e anche far parte dello staff del dirigente. Conosceranno quindi i loro alunni, con i quali svolgeranno i primi giorni di lezione. Una settimana dopo, però, potrebbero ricevere la notizia del trasferimento annuale su un’altra sede, abbandonando le classi assegnate, i progetti avviati, i colleghi con cui avevano fatto progetti e preso accordi. Soprattutto, i loro alunni si ritroveranno senza il loro insegnante. Con il nuovo che arriverà chissà quando. “Invece di fossilizzarsi sulla data d’inizio delle lezioni, non converrebbe risolvere prima questi problemi incresciosi che vanno a ledere diritto allo studio e continuità didattica?”, chiede Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief.L’avvio delle lezioni del nuovo anno scolastico potrebbe essere per tutti gli alunni fissato al 14 settembre: l’intenzione è stata espressa dal ministero dell’Istruzione, il quale ha anche precisato che “il Decreto Scuola, recentemente convertito in legge, stabilisce che dal primo di settembre le scuole potranno riaprire per le attività legate al recupero degli apprendimenti. Per quanto riguarda invece l’inizio ufficiale delle lezioni, come già specificato nella giornata di ieri, la decisione – prosegue il ministero dell’Istruzione – dovrà essere presa insieme alle Regioni, a cui sarà proposta la data di lunedì 14 settembre, con l’obiettivo di tornare alla piena normalità scolastica il prima possibile”. Fermo restando che quella del ministero dell’Istruzione di iniziare l’anno scolastico 2020/21 il prossimo 14 settembre va intesa come una mera proposta, poiché la competenza rimane a esclusivo appannaggio delle Regioni, l’Anief comprende i motivi della richiesta ma nel contempo chiede all’amministrazione scolastica di assolvere a delle operazioni ineludibili: la prima è quella di procedere alle assunzioni in ruolo, entro la data limite del 10 settembre, prevedendo l’individuazione dei candidati da assumere anche utilizzando le graduatorie d’istituto presto trasformate in provinciali.Per il rientro in classe vanno quindi predisposte delle classi con una quantità di alunni non superiore alle 15 unità, assicurando un tempo-scuola non inferiore a quello previsto dai piani di studio dei vari cicli scolastici, prevedendo un incremento pari a non meno di 160 mila docenti e 40 mila Ata, proprio per fare fronte alla perdurante emergenza Covid. Come vanno necessariamente anticipate ai primissimi giorni di settembre le assegnazioni provvisorie e le utilizzazioni del personale, il cui termine ultimo è attualmente fissato, senza una spiegazione logica, per il prossimo 20 settembre, quindi una settimana dopo l’avvio delle lezioni.A prevederlo è il decreto-legge 8 aprile 2020 – n. 22, convertito nella Legge n. 41 il 6 giugno 2020, che, tra le altre cose, afferma lo slittamento dei termini di chiusura delle operazioni di utilizzazione ed assegnazione provvisoria, fino al 20 settembre 2020.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Scuola: Il piano del Governo per rilanciarla

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Diritto allo studio, lotta alla dispersione scolastica, basta classi pollaio, più ore di lezione a scuola, formazione del personale e valorizzazione delle competenze, potenziamento delle competenze digitali di docenti e personale Ata: sono i punti cardini del piano predisposto dal Governo Conte-bis per rilanciare l’istruzione pubblica in Italia. I temi sono stati presentati ai sindacati e alle associazioni presenti ieri a Villa Pamphili a Roma, dove il premier Giuseppe Conte ha organizzato l’incontro facente parte degli Stati Generali dell’Economia.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief presente all’evento, “il Governo ha colto in pieno alcune delle esigenze-chiave che, se non affrontate, rischiano di compromettere il prossimo anno scolastico, quando otto milioni di alunni torneranno in classe. Lo sosteniamo da tempo e lo abbiamo ribadito con una serie di emendamenti all’articolo 230 del Decreto Legge ‘Rilancio’, già presentati alle Commissioni competenti della Camera dove è previsto l’esame del testo in vista della conversione parlamentare”.
Promuovere il diritto allo studio contrastando la dispersione scolastica; introdurre misure per ridurre il sovraffollamento delle classi; rafforzare il “tempo scuola”; formazione del personale e valorizzazione delle competenze, con formazione permanente del personale finalizzata al potenziamento delle competenze digitali dei dipendenti pubblici. Sono questi gli obiettivi che il Governo vuole attuare per il rilancio della scuola pubblica, messa in ginocchio dal coronavirus e però subito rimessa in sesto dallo spirito di abnegazione del personale docente e Ata che, anche da casa, ha continuato a svolgere attività didattica e di supporto ai propri alunni.
L’Esecutivo ha anche presentato un piano per rimettere in carreggiata l’ambito accademico. Questo, prevede la necessità di innovare il dottorato di ricerca; costruire la formazione professionalizzate valorizzando gli Istituti Tecnici Superiori e le lauree professionalizzanti; attuare un piano straordinario di reclutamento dei ricercatori; incentivare gli scambi europei anche per le scuole superiori, nell’ambito del progetto European Classroom; sviluppare gli ecosistemi dell’innovazione al Sud; incrementare le borse di studio per l’ingresso all’Università.
I fondi dell’Ue, ha detto il sindacalista autonomo, serviranno anche per incrementare gli organici di 200 mila unità, tra docenti e Ata; attuare un piano straordinario di 200 mila unità aggiuntive a quelle già autorizzate; procedere alla conferma nei ruoli di tutti i docenti assunti con clausola rescissoria, anche in considerazione del superamento dell’anno di prova; trasformare in organico di diritto per le immissioni in ruolo e i trasferimenti tutto l’organico curricolare e su posti di sostegno; rivedere gli organici nel rapporto alunni-classi, alunni-scuole autonome, alunni-insegnanti, alunni-Ata per garantire il corretto distanziamento sociale, la sicurezza durante l’attività didattica, per migliorare gli apprendimenti, contrastare la povertà educativa e il tasso di dispersione scolastica nonché le diseguaglianze sociali; rivedere i concetti di scuola a tempo pieno e a settimana corta; reintrodurre l’insegnamento per moduli nella scuola primaria e dell’infanzia con l’insegnamento specialista in lingua inglese e il docente di educazione fisica; stabilizzare almeno 40 mila unità di personale Ata ed educativo attraverso l’utilizzo delle graduatorie 24 mesi e la realizzazione dei profili professionali già prevista dal Ccnl.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Scuola Governo: l’Italia investirà sull’istruzione. Pacifico: pronti a collaborare

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

L’annuncio è arrivato dal ministro all’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso degli Stati Generali dell’Economia: dobbiamo diventare tra paesi che investono di più in scuola, ricerca, innovazione. L’intenzione confermata dalle parole della ministra Lucia Azzolina: “La scuola è l’unico grande strumento che abbiamo per garantire opportunità a tutti i nostri giovani e permettere la mobilità sociale. I soldi per l’istruzione sono investimenti per la crescita”.Anief ritiene questa presa di posizione importante, frutto dell’azione incessante prodotta anche dallo stesso giovane sindacato, che da settimane chiede per la ripresa a settembre almeno 10 miliardi di euro e in assoluto un ingente finanziamento che cancelli le stime prodotte nell’ultimo DeF, da quale risulta che la spesa pubblica per la Scuola e la Conoscenza rispetto al Pil sarà in calo fino al 2035, passando dal 4% al 3,2%. “Ben venga il confronto di oggi, del primo pomeriggio, con il premier Conte proprio su questi temi”.Vogliamo diventare tra i paesi che investono di più in scuola, ricerca, innovazione: lo ha detto il ministro all’Economia, Roberto Gualtieri, in relazione agli Stati Generali dell’Economia in corso di svolgimento a Roma, a Villa Pamphilj. “Il perno – ha spiegato Gualtieri – saranno gli investimenti; vogliamo essere leader nei pagamenti digitali, trovare risorse contrastando l’evasione fiscale e attingendo in pieno a questo piano di rilancio per l’Europa”. Il ministro ha annunciato quindi un piano di rilancio del Paese: “lo stiamo elaborando è orientato agli assi dell’innovazione, sostenibilità, formazione, coesione sociale e il nesso tra le misure che stiamo realizzando con gli altri paesi Ue per non lasciare indietro nessuno e contenere gli effetti economici del virus”.Le parole del titolare del Mef sono state confermate da quelle della ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la quale si è detta “felice di aver partecipato” con gli altri ministri italiani agli Stati generali dell’economia, durante i quali ha inviato “un messaggio ormai chiaro spero a tutti: i soldi spesi per l’istruzione sono investimenti per la crescita di un Paese. Ricordiamoci sempre – ha continuato Azzolina – che la scuola è l’unico grande strumento che abbiamo per garantire opportunità a tutti i nostri giovani e permettere la mobilità sociale. Ascolteremo tutte le parti coinvolte nel sistema scolastico e lavoreremo in questa direzione”.Se le cose stanno così, se veramente il Governo vuole voltare pagina nella scarsità di investimenti effettuati negli ultimi anni in formazione e Conoscenza, tanto che in ambito scolastico siamo fermi al 3,8% a fronte di una media europea del 4,6%, significa che gli sforzi compiuti dalle parti sociali e dalle organizzazioni sindacali hanno raggiunto lo scopo prefissato.Anief, a fronte della scarsità di finanziamenti per la ripresa a settembre, ad oggi attorno ad 1,4 miliardi, ha sempre indicato la necessità di reperire almeno 10-12 miliardi di euro attraverso una operazione straordinaria. La strada per arrivare a questo obiettivo potrebbe essere quella, come già detto al presidente del Consiglio, di recuperare la somma indicata dai 172 miliardi che dovrebbero arrivare dal Recovery Fund, il fondo speciale che l’Europa sta predisponendo per ogni Paese membro, come “paracadute” per ammortizzare quella che si prevede lenta e difficile risalita dopo il Covid19.“Quei fondi da noi indicati – spiega Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – servirebbero nell’immediato, con effetto pratico a partire dal settembre 2020, per riprogrammare il numero di alunni per classe e i metri quadri indicati per il distanziamento minimo, oltre che per procedere a un piano straordinario di immissioni in ruolo, pari ad ulteriori 160 mila insegnanti ed educatori e 40 mila collaboratori scolastici e assistenti amministrativi e tecnici, e per riaprire e organizzare gli istituti in sicurezza. Lo ribadiremo oggi nell’incontro con il presidente del Consiglio”.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Docenti precari di religione cattolica, il Governo si impegna ad assumere gli idonei del 2004

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Lo ha assicurato la viceministra Anna Ascani (Pd), ricordando che il Governo sta procedendo alle graduali immissioni in ruolo dei circa 2 mila docenti precari di religione risultati idonei in occasione dell’unico concorso per la disciplina svolto fino ad oggi. Nel contempo, ha detto la rappresentante dell’esecutivo, è stato creato il “presupposto giuridico necessario all’avvio, come da tutti auspicato, del nuovo concorso per il reclutamento degli insegnanti di religione nelle scuole pubbliche. A tale riguardo è attualmente in corso la costituzione di uno specifico tavolo di lavoro che si occuperà proprio della redazione dell’Intesa in parola”. Per Anief è necessario che il ministero dell’Istruzione dia avvio a una fase di assunzione in ruolo, nelle more dell’espletamento del nuovo concorso ordinario sul quale c’è stato anche il consenso della Conferenza episcopale italiana e che manca all’appello da 16 anni. Nel frattempo si sono accumulati 15 mila posti e altrettanti precari.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “troppi docenti di Religione Cattolica che, come i tanti lavoratori precari, docenti e ATA, sono impegnati da anni e anni con professionalità a dare piena attuazione al diritto all’istruzione. È ora di stabilizzarli, non vi sono più scusanti o rimandi di sorta. Abbiamo chiesto l’emanazione di un decreto che preveda l’assunzione in ruolo dei docenti di religione cattolica, inseriti nelle precedenti graduatorie concorsuali, con la modalità dello scorrimento. L’obiettivo è effettuare arrivare alle assunzioni a tempo indeterminato entro il prossimo 1° settembre, andando così a dire fine ad una mancanza dello Stato che non merita commenti ulteriori”.La legge vigente che assicura l’insegnamento della religione cattolica prevede che solo il primo concorso sia cosiddetto «riservato» per titoli e servizio svolto, ed è quanto in effetti avvenuto nel 2004 con conseguente adozione di graduatorie aventi validità triennale (quindi fino al 2007), al quale non hanno poi fatto seguito ulteriori procedure selettive: lo ha ricordato la viceministra Anna Ascani, rispondendo presso la VII Commissione della Camera ad una interrogazione a risposta immediata prodotta, tra gli altri, dall’on. Carmela Bucalo (FDI) sull’intesa tra il Ministero dell’istruzione e la Conferenza episcopale italiana relativamente agli insegnanti di religione cattolica.

Posted in scuola/school | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Le 20 località del Molise incluse in “E-state in Italia”

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

L’iniziativa di promozione gratuita, lanciata dall’Unsic con alcuni partner, raggiungerà oltre 900mila italiani C’è davvero la necessità di trascorrere le vacanze in Grecia o in Spagna quando le splendide e variegate coste italiane garantiscono un quarto delle spiagge dell’intero vecchio continente? Almeno per quest’anno possiamo puntare sulle nostre inesauribili città d’arte anziché oltrepassare il confine in cerca di un’offerta certamente meno ricca e differenziata? Non certo con uno spirito autarchico, ma semplicemente per attenuare i problemi economici causati dal Covid-19 al settore turistico, l’Unsic, associazione di rappresentanza datoriale, in collaborazione con altri organismi, dal 21 giugno – giorno di partenza della bella stagione – lancerà l’iniziativa “E-state in Italia” con lo scopo di raggiungere innanzitutto i 900mila utenti dei propri tremila uffici territoriali sparsi in tutte le regioni italiane, tra 2.100 Caf, 600 Patronati (di cui 15 all’estero), 103 Caa, ecc., ma anche il maggior numero di interlocutori possibile.
L’Unsic ha predisposto una directory nel proprio portale (https://unsic.it/news/e-state-in-italia/) con la selezione di oltre 650 località italiane, ognuna con uno o più link di collegamento, 20 di base per ogni regione, più tutti i capoluoghi di provincia e le 55 località preservate dall’Unesco. Questa offerta, che privilegia i siti promozionali locali, verrà diffusa attraverso buona parte dei tremila uffici locali e i relativi social, nonché delle strutture partner. Il tutto gratuitamente.
Per quanto riguarda il Molise, oltre ai due capoluoghi di provincia, la scelta è ricaduta su Agnone con focus sul museo della campana e le Chiese, Bagnoli del Trigno, Campomarino, Capracotta, Casacalenda con focus sull’oasi Lipu, Castel San Vincenzo con la cripta dell’Abate Epifanio, Castelpetroso con il santuario, Civitacampomarano e la sua street art, Fornelli, Frosolone con l’artigianato delle lame e il museo settoriale, Gambatesa con il castello, Guardialfiera con il lago e il ponte sommerso, Pescopennataro con il parco Abete Bianco, Pietrabbondante con il teatro italico, Pizzone con il museo dell’Orso, Santa Maria del Molise con la frazione di Sant’Angelo in Grotte, Scapoli con il museo della zampogna, Sepino con la zona archeologica di Altilia, Termoli e Venafro.

Posted in Uncategorized | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Real Academia de España en Roma: Mostra finale degli artisti residenti

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Roma giovedì 25 giugno 2020 ore 19.30 (25 giugno 2020 – 31 dicembre 2020) Piazza S. Pietro in Montorio 3 Ingressi al pubblico su prenotazione. Si rinnova il consueto appuntamento del mese di giugno con la mostra dei borsisti della Real Academia de España en Roma che prosegue la stagione espositiva, mai interrotta anche durante il lungo periodo di lockdown che li ha visti presentare i loro lavori sui social con il progetto Finestre Aperte, con l’inaugurazione di Processi 147, mostra finale dei borsisti 2019/2020 che si aprirà giovedì 25 giugno.Gli artisti residenti, 22 in tutto, spagnoli, latinoamericani e italiani, sono i vincitori dell’annuale concorso indetto dal Ministero degli Affari Esteri spagnolo e sono stati chiamati a realizzare un progetto dedicato all’Italia ed in particolare alla città che li ospita. Roma rimane sempre al centro della loro ricerca artistica, che quest’anno spazia dall’archeologia alla musica, dalla fotografia al cinema, dalla letteratura alla moda, dall’arte figurativa alle performance, mettendo in mostra tutta la loro creatività.
La Real Academia de España di Roma, 147 anni dopo la sua istituzione, continua a rinnovarsi come centro di produzione artistica e di conoscenza. Dal 1873, anno della sua nascita, sono stati 988 i borsisti che hanno vissuto a Roma, dando vita durante il loro soggiorno nella città ad importanti progetti e consolidando sempre più il ruolo dell’Accademia come centro di cultura spagnola all’estero.La mostra rappresenta anche l’opportunità di visitare un complesso monumentale solitamente chiuso al pubblico, con i suoi grandi tesori nascosti, come il Tempietto del Bramante, il salone dei ritratti e la sala da pranzo del piano nobile.
Orari di apertura:L’accesso sarà consentito con visite accompagnate Il 25 giugno si potrà visitare la mostra a gruppi di 10 persone con partenza ogni 10 minuti Prenotazione obbligatoria al numero: 06.581.28.06Orario provvisorio durante l’anno:
Dal martedì al venerdì dalle 16.00 alle 20.00 Sabato e Domenica dalle 10.00 alle 18.00 Visite accompagnate ogni 30 min.

Posted in Mostre - Spettacoli/Exhibitions – Theatre, Roma/about Rome | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Rilancio agricoltura: Necessario un confronto allargato

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Comprendere i veri bisogni dell’agricoltura è possibile solo attraverso un confronto che coinvolga tutte le associazioni e i soggetti attivi nel settore – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. In sede di programmazione non possono esistere scorciatoie: la partecipazione allargata è una condizione necessaria per trovare le migliori soluzioni all’impegnativa sfida della ripartenza.Nel presentare gli Stati Generali, il premier Conte ha giustamente promesso di voler coinvolgere tutti. Ci auguriamo che mantenga questo impegno, perché il settore primario è formato da piccoli e grandi operatori che contribuiscono a fare dell’Italia uno dei primi Paesi al mondo per qualità della produzione, ma hanno esigenze e ruoli molto diversi – spiega Tiso.Non accade solo in Italia che piccoli e medi agricoltori fatichino a far sentire la loro voce, a dispetto della loro funzione fondamentale per la tutela del territorio. Il patrimonio di conoscenze da loro accumulato e la loro vocazione all’utilizzo di metodi di produzione più in armonia con i cicli naturali e l’ambiente sono una risorsa irrinunciabile per programmare il futuro dell’agricoltura. Se davvero si intende realizzare una rivoluzione agroecologica, promuovere le nostre produzioni e garantire i diritti dei lavoratori agricoli, tutte le imprese attive nel settore primario devono avere la possibilità di essere rappresentate in una fase così cruciale.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Antitrust: istruttoria su Autostrade per l’Italia per mancata riduzione tariffe

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

L’Antitrust ha avviato un procedimento istruttorio nei confronti di Autostrade per l’Italia S.p.A. in relazione al mancato adeguamento del pedaggio autostradale a fronte della riduzione delle corsie di marcia nonché di specifiche limitazioni ad 80 km/h della velocità massima consentita.”Fantastico, ottima notizia!” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ di tutta evidenza che chi va in autostrada paga il pedaggio sulla base del presupposto di poter raggiungere una località in breve tempo e ad alta velocità. Se invece resta imbottigliato perennemente ad 80 km/h per lavori in corso, il pedaggio è giusto che sia adeguato in modo corrispondente” conclude Dona.

Posted in Diritti/Human rights, Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »

Le opportunità della nuova direttiva europea SRD II sui diritti degli azionisti

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Gli investitori previdenziali nelle società quotate vogliono contare di più, esercitando oltre ai diritti di intervento e di voto in assemblea anche le nuove responsabilità alle quali sono chiamati dalla normativa europea. E in questo loro nuovo crescente coinvolgimento nella vita e nella governance delle società anche i criteri ESG sono destinati ad avere un peso sempre maggiore.Quali gli sono gli effetti della nuova normativa per gli emittenti, per gli investitori istituzionali e per le società di gestione? Achille Coppola, presidente del Centro di tutela degli azionisti istituzionali, in apertura ha sottolineato il peso sempre più rilevante degli investitori previdenziali nell’economia e ha sostenuto la necessità di una loro partecipazione attiva ai mercati regolamentati. Giuseppe Santoro, presidente di Assodire, l’Associazione degli investitori responsabili costituita da tre grandi Casse di previdenza libero professionali – ingegneri e architetti (Inarcassa), avvocati (Cassa Forense) e medici (Enpam) – ha testimoniato il percorso dell’Associazione e ha parlato chiaramente di impegno di scopo, come azionisti, per il rispetto da parte delle società investite dei criteri di etica finanziaria così come di governance (composizione dei consigli di amministrazione, management indipendenti, e così via) e di ambiente, confermando la scelta ESG. Ivonne Forno, amministratore del Centro di tutela degli azionisti istituzionali, ha indicato la Direttiva SRD II come importante occasione per i fondi pensione complementari, per compiere un passo in avanti verso un ruolo attivo come investitori di lungo termine nel segno di governance e sostenibilità. Di visione di lungo periodo dell’investimento ha parlato anche Simona Bonomelli, parimenti amministratore del Centro, la quale ha sottolineato l’indipendenza dei singoli investitori non solo nell’analisi e nella scelta delle società in cui investire ma anche nella partecipazione attiva, attraverso il voto di lista, come amministratori indipendenti. L’approccio strategico di lungo termine e la scelta ESG, in un contesto di trasparenza, sono alla base dell’impegno di Eurizon quale investitore asset manager, come testimoniato da Cristina Ungureanu, responsabile della funzione corporate governance. Trasparenza, azionariato attivo, dialogo tra investitore e governance della società, ha sottolineato, fanno già parte del percorso di Eurizon. Infine, Fabio Bonomo, head of corporate affairs di Enel, ha illustrato l’esperienza consolidata di una grande società emittente. Gli assetti proprietari di Enel, ha spiegato, hanno reso da tempo necessario un engagement continuativo con investitori e gestori, anche al fine di assicurare un adeguato consenso in sede assembleare.Tirando le somme del dibattito il presidente di Assoprevidenza Sergio Corbello, anche quale vicepresidente del Centro, ha sottolineato che la strada è tracciata e che sui temi del webinar il Centro stesso e Assoprevidenza continueranno un percorso che appare virtuoso, da sviluppare in collaborazione con tutti quanti già vi stanno lavorando, mettendo a fattor comune le diverse esperienze maturate.

Posted in Economia/Economy/finance/business/technology | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

La recessione economica causata dal COVID-19 colpisce duramente i rifugiati siriani

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

Il numero di rifugiati vulnerabili che non dispongono delle risorse essenziali per sopravvivere in esilio è aumentato drasticamente per effetto dell’emergenza di salute pubblica. Le comunità che accolgono rifugiati nei Paesi confinanti con la Siria vivono privazioni analoghe. Molti rifugiati hanno perso quelli che erano redditi già esigui, ritrovandosi costretti a ridurre i consumi più essenziali, compresi l’acquisto di cibo e farmaci.Le famiglie rifugiate si stanno indebitando sempre di più e non riescono a pagare l’affitto. I rischi relativi alla protezione sono in aumento, compresi quelli legati a lavoro minorile, violenza sessuale e di genere, matrimonio precoce e altre forme di sfruttamento.Dall’inizio della crisi sanitaria, l’UNHCR ha erogato assistenza d’emergenza in contanti a un numero aggiuntivo di quasi 200.000 rifugiati presenti in Egitto, Iraq, Giordania, Libano e Turchia che, in precedenza, non avevano ricevuto aiuti finanziari, e ha implementato altre misure volte ad attenuare l’impatto della pandemia. Questi cinque Paesi, da soli, accolgono oltre 5,5 milioni di siriani, la popolazione di rifugiati più numerosa su scala mondiale. L’agenzia intende garantire aiuti ad almeno altri 100.000 rifugiati mediante pagamenti una tantum.Tuttavia, molti rifugiati non sanno ancora in che modo faranno fronte alla crisi. In Giordania, per esempio, solo 17.000 su 49.000 famiglie vulnerabili individuate recentemente hanno ricevuto aiuti d’emergenza in contanti, dato che l’UNHCR non ha a disposizione i fondi necessari per ampliare i propri programmi. L’Agenzia sta lavorando coi partner che supportano le comunità locali che accolgono rifugiati. Nove rifugiati siriani su dieci presenti nella regione vivono in paesi o villaggi e non all’interno di campi. La maggior parte vive in aree a reddito basso. Le comunità di accoglienza hanno mostrato enorme solidarietà, nonostante la perdita dei propri mezzi di sussistenza a causa della pandemia.Al di là dell’emergenza immediata, assicurare supporto continuo ai sistemi nazionali costituisce una priorità. Sono stati fatti passi fondamentali per assicurare che i rifugiati fossero inclusi nei piani nazionali di risposta al COVID-19 adottati dai vari Paesi, e che fosse garantito loro accesso a lungo termine ad altri servizi, quali l’istruzione. Da prima della pandemia, la maggioranza dei rifugiati siriani presenti nella regione vive al di sotto della soglia di povertà. Coloro che si trovano in stato di maggiore necessità hanno ricevuto assistenza in contanti o altre forme di sostegno. Un recente sondaggio condotto in Giordania ha mostrato che solo il 35 per cento dei rifugiati ha dichiarato di avere un impiego sicuro che potrà ritornare a esercitare dopo la revoca delle restrizioni imposte dalla diffusione del COVID-19.Al fine di tutelare meglio rifugiati e membri delle comunità locali più vulnerabili proteggendone i mezzi di sussistenza, l’UNHCR esorta la comunità internazionale a sostenere con vigore e decisione i principali Paesi di accoglienza della regione. Gli indicatori del Piano regionale di risposta alla crisi di rifugiati e per la resilienza in Siria (Refugee Response and Resilience Plan/3RP) attualmente sono in fase di aggiornamento alla luce delle esigenze emerse a causa del COVID-19. Il piano da 5,5 miliardi di dollari era stato finanziato solo al 20 per cento nella regione prima che si diffondesse il virus.L’UNHCR, infine, esprime parimenti preoccupazione per la situazione sul piano umanitario di rimpatriati, oltre 6 milioni di sfollati interni siriani e altri gruppi vulnerabili presenti in Siria. Prima di quest’ultima recessione, secondo stime delle Nazioni Unite, oltre l’80 per cento dei siriani viveva al di sotto della soglia di povertà. Questa crisi che dura ormai da oltre nove anni ha costretto 11 milioni di persone a necessitare di assistenza umanitaria. Negli ultimi mesi, il netto deteriorarsi dell’economia ha reso la situazione più drammatica e difficile.

Posted in Estero/world news, Welfare/ Environment | Contrassegnato da tag: , , | Leave a Comment »

Infermiere di famiglia occasione per far decollare l’assistenza sul territorio

Posted by fidest press agency su venerdì, 19 giugno 2020

“Il potenziamento e l’innovazione dell’assistenza sul territorio soprattutto grazie all’investimento sui servizi infermieristici distrettuali, con i 9.600 infermieri che entreranno nel 2020, e l’introduzione strutturale dell’infermiere di famiglia e comunità, è davvero il valore aggiunto che i deputati hanno dato con i loro emendamenti segnalati al decreto Rilancio”. Barbara Mangiacavalli, presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (FNOPI), sottolinea l’importanza che già alla Camera, dove la Commissione Affari sociali deve oggi esprimere il suo parere rispetto alle misure sanitarie del decreto, si aprano le porte al nuovo modello di assistenza sul territorio, finora assolutamente carente, multidisciplinare e che disegni un ruolo di rilievo, autonomia, professionalità e collaborazione tra le professioni realmente accanto ai cittadini. Infermieri in testa. “Ora – sottolinea – i parlamentari sono alla prova: hanno davvero un’occasione da non perdere per dare il via a un nuovo modello di assistenza che corregga gli errori del passato e apra le porte a una prossimità con i cittadini richiesta da questi a gran voce e soprattutto necessaria, come ha anche dimostrato l’emergenza della pandemia, ma anche a prescindere da questa, per assistere davvero i più fragili senza che nessuno sia mai lasciato solo con i suoi bisogni di salute, in tutte le aree del Paese anche quelle ‘disagiate’ “Le richieste della FNOPI su questo specifico tema sono state praticamente tutte raccolte e portate avanti dai deputati di maggioranza e opposizione, a dimostrazione della fondatezza delle politiche professionali della nostra Federazione, – spiega Mangiacavalli – e di questo li ringraziamo. È evidente che la conversione in Legge del Decreto Rilancio sarà considerata dagli oltre 450mila infermieri del nostro Paese un vero e proprio banco di prova della politica. Una prova che dal nostro punto di vista sarà superata solo se saranno messi al centro i reali bisogni dei cittadini e il bisogno di innovazione e sostenibilità del Ssn”. Da qui parte, inoltre, un percorso che sicuramente può puntare a traguardi professionali più alti come quello delle specializzazioni e di un’area dedicata all’assistenza infermieristica. Ovviamente ci sono anche molte altre richieste che la FNOPI ha già avanzato a maggio nella sua lettera a Conte, Speranza e Bonaccini, come “una rivalutazione economica della retribuzione degli infermieri – aggiunge Mangiacavalli -, oggi tra le più basse d’Europa, e un’identificazione professionale che vada al di là di regole allargate a tutte le figure del comparto sanità, non solo sanitarie, di cui indubbiamente l’infermiere fa anche parte, ma che stanno ormai strette alla sua professionalità, alla sua formazione e alla sua reale attività. Cosa questa dimostrata negli ultimi mesi sul campo, ma che da sempre caratterizza la nostra professione”.
“Tutte questioni, quest’ultime, anche al centro delle iniziative organizzate in questi giorni da diverse sigle sindacali, che meritano risposte concrete da parte delle Istituzioni – sottolinea ancora la presidente FNOPI -. Ora è davvero il momento e l’opportunità di cambiare a favore dei cittadini e dei professionisti che tutelano la salute. È il momento, come ha sottolineato il ministro della Salute Speranza nella sua recente informativa alle Camere, di aprire davvero la stagione delle riforme”.

Posted in Medicina/Medicine/Health/Science | Contrassegnato da tag: , , , | Leave a Comment »