Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 24 giugno 2020

Bicamerale italiani all’estero come Casa comune istituzionale degli italiani all’estero per elaborare politiche emigratorie trasversali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

“Ieri, sono intervenuta al Comitato permanente sugli italiani nel mondo e la promozione del sistema paese della Commissione Esteri, in occasione delle audizioni di Renato Sartori, presidente del Comites di San Paolo, Dario Signorini, presidente del Comites di Buenos Aires, Michela Di Marco, coordinatrice Intercomites Canada, e Barbara Cornacchia, coordinatrice Intercomites Usa, nell’ambito dell’esame delle proposte di legge recanti istituzione di una Commissione parlamentare per le questioni degli italiani all’estero, tra cui quella a mia prima firma. Nel mio intervento ho ringraziato i Presidenti dei Comites e Intercomites per aver accettato di partecipare all’audizione, sottolineando che il loro contributo è essenziale all’avvio della Commissione bicamerale perché i Comites sono il punto di riferimento primario dei connazionali sul territorio, sia come singoli cittadini che come associazioni.Dopo aver evidenziato che la futura Commissione bicamerale dovrebbe avere uno scambio costante con i Comites e l’associazionismo, ipotizzando anche una conferenza annuale pubblica comune, ho precisato che essa è stata voluta in maniera trasversale quale punto di riferimento di tutte le realtà dell’emigrazione.Infatti, tale Commissione bicamerale sarà un luogo specifico, la casa comune istituzionale degli italiani all’estero per elaborare quelle politiche emigratorie trasversali, un luogo dove parlamentari eletti all’estero ed anche parlamentari eletti in Italia si confronteranno esclusivamente sulle tematiche che riguardano noi italiani nel mondo.La Bicamerale, come ho detto nel mio intervento, sarà la risposta di adeguamento istituzionale alle nuove condizioni che si verranno a creare dopo la riforma costituzionale ed in questa prospettiva ritengo importante rafforzare la collaborazione tra i Comites, il CGIE, tutte le realtà operanti nel Sistema Italia nel mondo ed il Parlamento per rendere la Commissione bicamerale la voce viva della Comunità italiana nel mondo”. Lo ha dichiarato l’on. Fucsia Fitzgerald Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Nord e Centro America.

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Investimenti: “In prospettiva”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

A cura di Alessandro Aspesi, Country Head Italia di Columbia Threadneedle Investments. 10% – Mentre leggete le prossime pagine, tenete a mente questa cifra. Questo è il rendimento medio annuo approssimativo dell’S&P 500 Index, l’indicatore standard della performance dei mercati azionari negli Stati Uniti, dalla sua data di lancio nel 1926.1 La parola chiave qui è “medio”: in questi 94 anni si sono registrati molti alti e bassi pronunciati. È anche la dimostrazione della potenza, della coerenza e della resilienza del mercato azionario; questo tasso è così elevato che i rendimenti a lungo termine delle azioni hanno ampiamente superato quelli delle altre principali classi di attivi, come le obbligazioni e le materie prime.2 Per gli investitori che si sono impegnati a rimanere investiti a lungo, i benefici sono stati consistenti.L’andamento positivo dei titoli azionari nel tempo crea un quadro generale molto interessante. Un’osservazione più attenta, tuttavia, fa emergere alcuni particolari spiacevoli. A partire dal lancio, l’S&P 500 ha registrato 11 flessioni pari o superiori al 20% rispetto a un massimo storico, fenomeno considerato generalmente indicativo di un mercato ribassista. Ognuna di queste flessioni è scaturita da un insieme specifico di circostanze, e le successive riprese hanno avuto durate molto variabili.In primo luogo, che riusciamo ad affrontarli sempre meglio. All’indomani di ogni evento, i principali operatori di mercato e le autorità di regolamentazione hanno promosso riforme riguardanti la struttura del mercato, l’attività di negoziazione e le regole d’investimento.La seconda cosa che abbiamo imparato è che i mercati hanno sempre recuperato terreno. La volatilità (in entrambe le direzioni) è stata assorbita nel trend al rialzo di lungo periodo. Gli investitori che sono rimasti investiti hanno accusato il colpo, ma ne hanno anche tratto beneficio nel lungo termine.L’attuale contrazione è stata causata in ultima analisi dall’impatto globale del Covid-19 sulle normali operazioni delle imprese, sui governi e sul sistema finanziario. Si tratta di un fenomeno di natura strutturale, dovuto a stravolgimenti economici fondamentali che hanno eroso il valore di mercato e la fiducia degli investitori. La gravità e la durata del ribasso dei mercati sono ancora da determinare, ma il successo nell’affrontare la causa dell’attuale flessione – la diffusione in atto di una pandemia globale – sarà, a nostro avviso, il fattore che ci metterà sulla strada della ripresa. Se la si guarda in questo modo, la situazione appare relativamente semplice. Abbiamo un solo drago da uccidere, il nuovo coronavirus, per quanto si tratti di un nemico mai visto e formidabile.
È importante notare che nell’attuale contesto potremmo osservare una variazione rispetto a queste tendenze. Determinati titoli sanitari, che storicamente hanno sottoperformato, potrebbero evidenziare un andamento molto più sostenuto data la domanda di test, diagnostica, strumenti e prodotti. Si è registrata inoltre un’esplosione dei consumi online per generi alimentari, istruzione e articoli generici. Quella che per molti è nata come una necessità potrebbe diventare la norma, e sarà importante per gli investitori riconoscere questi cambiamenti.Oggi potrebbe sembrare inimmaginabile, ma dopo lo scoppio della bolla delle dot-com gli investitori si sono tenuti alla larga dal settore tecnologico per anni, memori del duro colpo inferto da questi titoli al loro portafoglio. Tuttavia, per gli investitori a lungo termine, cedere all’urgenza di evitare determinati settori può essere un errore strategico, sia dal punto di vista della diversificazione, sia per le possibili opportunità mancate di aggiungere validi investimenti a lungo termine a un portafoglio a fronte di valutazioni interessanti. Queste opportunità mancate sono state evidenti nei periodi successivi ai minimi di mercato del 1987, 2002 e 2009. Per illustrare questo punto, riportiamo l’andamento nei 12 mesi successivi al minimo dei tre settori che hanno registrato le peggiori performance durante le tre fasi di ribasso, paragonandolo a quello dell’S&P 500. In ciascun caso, il rendimento equiponderato dei tre settori più “trascurati” ha superato quello del mercato più ampio.
L’esperienza e il buon senso ci dicono che in una fuga verso la sicurezza a scapito dalle azioni si tende a privilegiare la liquidità e le obbligazioni di alta qualità. Tuttavia, nella prima fase dell’attuale crisi, le obbligazioni di alta qualità (investment grade) hanno evidenziato performance sorprendentemente deludenti, al punto che alcuni dei settori più difensivi hanno registrato risultati altrettanto negativi di quelli delle obbligazioni high yield di scarsa qualità. Ciò è stato determinato dalla carenza di liquidità nel mercato e dai timori riguardo alla qualità creditizia sottostante.Inoltre, i cali delle quotazioni e i disinvestimenti dai titoli di alta qualità rilevati all’inizio della crisi attuale differiscono da quanto riscontrato durante le precedenti fasi di ribasso dei mercati.
La performance storica media delle obbligazioni high yield nel grafico sottostante mostra un andamento simile a quello delle azioni sia nelle fasi di ribasso che in quelle di ripresa. Per gli investitori che non temono un aumento del rischio di default, il mantenimento di un’allocazione strategica in obbligazioni high yield di qualità inferiore durante un mercato ribassista può rivelarsi vantaggioso anche nel corso della successiva ripresa.Alcuni investitori sono tentati di privilegiare la liquidità finché non diminuisce l’incertezza, ma chi non rimane investito non può partecipare a un futuro rimbalzo dei mercati, che può essere molto brusco e repentino. Negli otto anni successivi alla crisi finanziaria globale, la liquidità ha reso meno dello 0,25% su base annua. Una classe di attivi sicura, liquida… e la peggiore in termini di performance.
Ognuno degli 11 mercati ribassisti del passato ha lasciato un segno indelebile sull’economia e sulla psiche degli investitori, e quest’ultimo episodio non sarà da meno. Può essere difficile immaginare come potrebbe configurarsi la ripresa, soprattutto durante i mesi probabilmente più difficili che ci attendono. I rendimenti passati non sono una garanzia di risultati futuri, ma se i mercati si attengono ad alcune norme consolidate, la fase ribassista numero 12 passerà, gli insegnamenti appresi andranno a sommarsi ai dati delle prime 11, e l’anno 95 sarà aggiunto alla media dell’S&P 500 Index.Non c’è dubbio che i listini potrebbero impiegare anni per riportarsi sui massimi precedenti dai minimi di un mercato ribassista, specialmente in presenza di una recessione. Anche così, è improbabile che ritorneremo allo stesso mondo che esisteva prima di quest’ultimo shock. È molto plausibile che, una volta attuato il contenimento del nuovo coronavirus, assisteremo a cambiamenti strutturali e ad un’accelerazione di trend che erano già in atto. I settori della salute e dell’energia erano già avviati verso una trasformazione fondamentale, e la loro performance nei prossimi mesi potrebbe apparire molto diversa da quella delle passate riprese.
Per rispondere a questi impatti e prosperare durante il ribasso e la ripresa sarà necessaria un’intensa ricerca, sia a livello macro che aziendale, per determinare quali potrebbero essere questi cambiamenti strutturali duraturi e la nostra possibile risposta ad essi. E mentre ci riorganizziamo e definiamo la strategia da seguire in futuro, dobbiamo restare agili e al contempo vigili, adottando come sempre la nostra visione positiva a lungo termine dei mercati e delle opportunità che continueranno a fornire agli investitori impegnati. ( abstract)

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Studi su Gramsci di Michele Ciliberto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

La fabbrica dei Quaderni. Studi su Gramsci di Michele Ciliberto è una raccolta di sei saggi, che copre oltre trent’anni di ricerche condotte dall’eminente storico della filosofia sull’opera di Gramsci, dal principio degli anni Ottanta al secondo decennio degli anni Duemila. In essi Ciliberto sviluppa le proprie argomentazioni a partire da un originale approccio metodologico, integrante gli strumenti della storia della filosofia con quelli della filologia. I sei Studi su Gramsci si muovono infatti secondo un’opzione critica precisa: da un lato, analisi delle varianti fra le redazioni dei Quaderni del carcere; dall’altro, individuazione dei mutamenti, a livello lessicale e concettuale, fra gli scritti precarcerari e quelli redatti in carcere. Ciò che viene così messo in luce
è il ‘movimento’ del pensiero gramsciano, colto nei suoi complessi rapporti con lo svolgimento della situazione politica in Italia e in Europa.Ne La fabbrica dei Quaderni (Gramsci e Vico), Ciliberto testa il suo innovativo approccio metodologico sui Quaderni del carcere. Più precisamente, l’analisi lessicale e concettuale delle varianti viene applicata al giudizio di Gramsci su Vico – e, attraverso Vico, sulla tradizione filosofica italiana culminata in Benedetto Croce. Il secondo contributo si concentra su L’analisi del fascismo in Gramsci: un’analisi che si rivela strettamente correlata alla categoria di ‘rivoluzione passiva’. Ne Il linguaggio della ‘vita’ sono posti in evidenza da un lato la centralità del lessico di ‘volontà’, ‘ordine’ e ‘disciplina’ nella concezione gramsciana di ‘azione rivoluzionaria’, dall’altro il profondo intreccio fra il pensiero di Gramsci e le discussioni filosofiche di fine Ottocento-primi Novecento sul rapporto fra ‘scienze della vita’ e ‘scienze della natura’. Il quarto saggio inquadra le connessioni stabilite da Gramsci fra Rinascimento e Riforma e ‘modernità’, sul piano sia filosofico sia politico. Qui Ciliberto dimostra inoltre come la ‘riscoperta’ di Antonio Labriola aiutò Gramsci a emanciparsi da radicati pregiudizi negativi sull’Umanesimo. Cosmopolitismo e Stato nazionale è imperniato sulla riflessione gramsciana attorno al fenomeno storico del cosmopolitismo tra gli intellettuali nazionali, con particolare attenzione al contesto italiano, dominato da Machiavelli. Chiude la raccolta Gramsci e Guicciardini. Per una interpretazione ‘figurale’ dei Quaderni, una penetrante ricerca che rivela come l’autore dei Ricordi abbia rappresentato per Gramsci una figura con la quale confrontarsi criticamente sul piano teorico (e in Gramsci, si rammenta, la teoria è sempre una forma di praxis rivoluzionaria), ma anche – soprattutto dal 1933 – a un livello autobiografico, esistenziale. L’immagine di Gramsci restituita dai sei Studi di Ciliberto ne La fabbrica dei Quaderni è quella di un politico (non un filosofo, non uno storico) costretto a misurarsi con cruciali problemi filosofici, nel corso di una ricerca in cui si intrecciano, in modi peculiari e drammatici, questioni teoriche, considerazioni politiche, echi e motivi di carattere autobiografico.

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Dimezzato il consumo di acqua, utilizzata solo cellulosa certificata

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Così Fedrigoni produce carte speciali sostenibili. Il 47% in meno di consumo di acqua fresca nel comparto delle etichette autoadesive negli ultimi sei anni, a parità di produzione, e il 15% in meno di acque di processo in quello di carta e sicurezza, dove anche l’uso di energia termica è diminuito del 13% (-9% quello dell’energia elettrica) grazie a notevoli investimenti per installare impianti di cogenerazione a turbina, alimentati a gas metano, nei principali stabilimenti. Dal 2014 tutte le cellulose impiegate sono esclusivamente del tipo certificato FSC®, provenienti da impianti forestali tutelati da norme internazionali che garantiscono la loro sostenibilità sotto il profilo ambientale, sociale ed economico. Sono alcuni numeri che testimoniano l’impegno costante di Fedrigoni, gruppo italiano leader in Europa nelle carte speciali per packaging, etichette autoadesive, stampa e sicurezza, per efficientare i processi produttivi, ridurre i consumi e migliorare gli impatti ambientali in un’ottica di sostenibilità. Cifre importanti di per sé, ma ancor più significative se le si inquadra nel percorso di miglioramento continuo che l’azienda ha intrapreso più di 25 anni fa per favorire la qualità, l’ambiente, la sicurezza e la salute. I dati sono contenuti nel Report ambiente e sicurezza 2019, quest’anno pubblicato insieme al Bilancio. Nella produzione di etichette ed elementi autoadesivi (Pressure sensitive labels), dove si applica un processo di siliconatura a base acquosa senza impiego di solventi organici, anche le emissioni di CO2 sono calate del 20% dal 2014, il ricorso all’ossigeno chimico è diminuito del 23% e la produzione di rifiuti è scesa del 14% (del 10% nel comparto carta e sicurezza). Inoltre, l’azienda aderisce a etichette e marchi di natura volontaria che confermino specifiche attribuzioni ecologiche e di sicurezza dei prodotti. Ma per Fedrigoni sostenibilità significa anche attenzione ai dipendenti e ai clienti, a cui vengono assicurati luoghi di lavoro salubri e prodotti sicuri attraverso continui investimenti: infatti, rispetto all’anno precedente, nel 2019 è diminuita del 7,5% la durata media degli infortuni sul lavoro nei diversi stabilimenti e gli indici di frequenza e di gravità degli incidenti sono calati rispettivamente del 37% e del 42%, anche grazie a specifiche attività organizzative, gestionali, formative e d’informazione.
“Da anni ci impegniamo a essere socialmente responsabili, sempre, comunque e verso chiunque – commenta Marco Nespolo, Amministratore Delegato di Fedrigoni – e questo impegno sarà ulteriormente rafforzato e accelerato attraverso un importante piano pluriennale di interventi e investimenti rilevanti che mira a raggiungere obiettivi precisi: ridurre il nostro impatto sull’ambiente, sviluppare prodotti realmente alternativi alla plastica, sensibilizzare le persone sui temi della sostenibilità e diffondere una cultura che metta sempre l’individuo al centro”.
“Nei processi di produzione e valorizzazione di tutte le nostre carte utilizziamo solo materie prime e ausiliarie sicure – continua il manager -, non impattanti e provenienti da origini controllate e tracciate, così come applichiamo le migliori economie di scala per ridurre e ottimizzare il consumo delle risorse energetiche e idriche e la gestione dei rifiuti e diamo la preferenza a fornitori che adottano le stesse politiche. I nostri sforzi sono orientati a favorire un’economia circolare e una crescita sostenibilie, attraverso prodotti il più possibile eco-compatibili e sicuri lungo tutto il loro ciclo di vita. Nè va dimenticata la nostra attenzione per l’arte e la cultura, che promuoviamo anche con le attività della Fondazione Fedrigoni Fabriano”.
Proprio in questa direzione va il lancio della nuova gamma di carte riciclate Symbol Card ECO, disponibile in due versioni con il 50% e il 100% di contenuto di fibra di riciclo, frutto di un percorso di innovazione di prodotto sostenibile. La superficie di Symbol Card ECO è caratterizzata da una patinatura a doppia lama su un solo lato, che gli attribuisce una finitura Satin, e da un lato non patinato che permette di raggiungere buoni risultati anche con stampa di fondi pieni, adattandosi a diverse tipologie di stampa e nobilitazione. Realizzate in diverse grammature, entrambe le versioni sono prodotte sia in fibra che in controfibra, caratteristica che le rende perfette per la realizzazione di copertine, cartoline e inviti, ma anche per creare packaging come astucci, box e hangtags.
Tra le attività di responsabilità sociale del Gruppo Fedrigoni figura anche l’impegno a fare formazione e informazione alla business community sui temi del riciclo e dell’economia circolare. E’ questo l’obiettivo di “Recycled Tool”, una breve guida chiara e sintetica di approfondimento sulle carte con contenuto di riciclo e sulle loro performance: dai processi e le materie prime con cui si ottengono alla loro resa grafica, dalle numerose applicazioni ai vantaggi che rappresentano per l’ambiente.

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Online il nuovo sito della Fondazione De Agostini

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Completamente rinnovato nella veste grafica e nei contenuti che privilegiano un impatto visual dinamico e immediato, al fine di rendere la navigazione più efficace e raccontare in modo chiaro come opera la Fondazione De Agostini, diventata in questi anni un modello positivo di filantropia per il terriorio.La Fondazione De Agostini nasce nel 2007 a Novara, per volontà delle famiglie Boroli e Drago, azioniste del Gruppo De Agostini. Fortemente radicata sul territorio, dove il Gruppo De Agostini è presente dal 1908, la Fondazione è attiva principalmente in ambito sociale, con l’obiettivo di rispondere ai bisogni delle categorie più deboli della comunità, in particolare nelle aree della disabilità, della educazione e formazione, della inclusione sociale e delle emergenze.L’esigenza di aggiornare il sito internet, adottanto una veste grafica più moderna e vivace, insieme ad una più razionale organizzazione dei contenuti, è stata motivata dal desiderio di rafforzare il dialogo con tutti i sostenitori, i partner e i beneficiari della Fondazione De Agostini che dal 2007 ad oggi ha realizzato oltre 237 interventi, per un totale di 17.500.000 Euro erogati. L’home page, che come tutte le altre pagine richiama i colori rosso e blu del logo, offre una panoramica sui contenuti più recenti, dai progetti alle news, dai video istituzionali ai numeri della Fondazione che danno un outlook sui progetti sostenuti, le erogazioni, i partner. Nella parte alta dell’home page si è voluto dare risalto alle quattro aree di intervento in cui opera la Fondazione: Disabilità, Educazione/Formazione, Inclusione sociale, Emergenze. Ciascuna area è caratterizzata da uno specifico colore, che aiuta e guida l’utente nella ricerca e nella lettura dei contenuti – progetti, notizie, comunicati – tutti associati a un determinato colore che ne identifica l’area di riferimento. Mentre, la carta interattiva dell’Italia mappa in modo dinamico e facile i progetti localizzati per regione.
Tra le novità del sito, la sezione “Storia” che ospita una timeline interattiva dei principali avvenimenti dal 2007, anno di costituzione della Fondazione, ad oggi; la nuova pagina dedicata a “Le storie” con i racconti delle esperienze di alcuni protagonisti dei progetti di solidarietà sostenuti. Nella sezione “Trasparenza” è invece racchiuso un principio di lavoro fondamentale per la nostra Fondazione, che ha scelto di operare con modalità e principi chiari, visibilità nella gestione delle risorse e rendicontazioni puntuali.Il total makeover strutturale del sito ha comportato anche la creazione di un nuovo motore di ricerca ottimizzato con funzionalità e filtri che permettono di effettuare ricerche con immediatezza e facilità. Completano il sito le sezioni dedicate alle news, agli eventi e alla rassegna stampa (audio e video) che dà un aggiornamento quotidiano sugli eventi che coinvolgono la Fondazione e sugli interventi e i progetti realizzati.Il nuovo sito si propone inoltre di rafforzare il “dialogo” con gli utenti e costruire una forma più diretta di partecipazione e di condivisione delle attività e dei valori che guidano l’operato della Fondazione. Per questo è stata rafforzata la presenza sui social, aprendo il nuovo profilo Instagram @fondazione.deagostini, che si aggiunge alla già attiva pagina Facebook e al canale YouTube.Il progetto del nuovo sito è stato realizzato dalla web agency GAG che ha curato e sviluppato ogni aspetto, dalla ideazione del nuovo design appositamene studiato per migliorare l’esperienza di navigazione degli utenti, allo sviluppo del backend su CMS WordPress, all’ottimizzazione SEO per migliorare la posizione del nuovo sito sui motori di ricerca.www.fondazionedeagostini.it

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Bambini e coronavirus, ecco le presentazioni cliniche tipiche dell’età pediatrica

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Sono necessari approfondimenti sulle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dei pazienti pediatrici affetti da Covid-19 per facilitare l’identificazione precoce e l’intervento in pazienti sospetti. Questo è quanto sostengono Xihui Zhou, del First Affiliated Hospital della Xi’an Jiaotong University, Cina, e il suo gruppo di lavoro, in uno studio pubblicato su Plos Medicine. «La grave infezione da Sars-CoV-2 si è diffusa rapidamente in tutto il mondo. Ovviamente l’identificazione e l’intervento precoci sono necessari per il controllo efficace dell’epidemia sia negli adulti che nei bambini, ma sappiamo relativamente molto poco delle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dei pazienti pediatrici» spiegano gli autori.I ricercatori hanno approfondito tale aspetto per fornire più informazioni su come la malattia si presenta nella popolazione pediatrica, raccogliendo e analizzando i dati clinici di 34 pazienti pediatrici affetti da Covid-19 in quattro ospedali in Cina, dal 27 gennaio al 23 febbraio, e concentrandosi sui sintomi iniziali, sulle rilevazioni radiografiche e sugli esiti. I pazienti, che si sono ripresi entro tre o quattro giorni dall’inizio del trattamento, hanno presentato forme della malattia lievi (18%) o moderate (82%), per la maggior parte di loro i sintomi iniziali più comuni sono stati febbre (76%) e tosse (62%). Gli esperti sottolineano che, contrariamente alle osservazioni riferite nei pazienti adulti, i casi pediatrici hanno mostrato una percentuale più elevata di febbre, vomito (12%) e diarrea (12%) al momento del ricovero. Dal punto di vista dell’imaging, sono state effettuate scansioni tomografiche computerizzate al torace che hanno rivelato in 28 pazienti (82%) ombre irregolari ad alta densità con un pattern a esordio tardivo in lesioni polmonari lobulari. Al contrario di quanto osservato negli adulti con Covid-19, solo nel 3% dei pazienti pediatrici si sono osservate le opacità caratteristiche note come vetro smerigliato, ovvero opacità nebulose che non oscurano le strutture bronchiali o i vasi polmonari sottostanti. Le presentazioni cliniche nella popolazione pediatrica non sono state gravi quanto avrebbero fatto pensare i segni osservati nelle immagini Tc, e anche il recupero dai sintomi clinici è avvenuto in anticipo rispetto al recupero delle lesioni documentate tramite imaging. Tutti i bambini sono stati dimessi dopo un ricovero che è durato mediamente 10 giorni.Gli autori sottolineano che lo studio è stato limitato dal campione molto piccolo e dalla mancanza di un rilevamento dinamico dei marcatori dell’infiammazione, ma ritengono di aver comunque offerto informazioni preziose che potranno essere utilizzate per migliorare la diagnosi precoce e quindi il controllo dell’epidemia di Covid-19 nei bambini. In particolare, spiegano che i medici dovrebbero fare attenzione alla presentazione di sintomi che non sono tipici della malattia negli adulti quando gestiscono casi sospetti. I ricercatori non hanno trovato prove dirette della trasmissione della malattia dai bambini agli adulti, ma sostengono che il rischio della trasmissione nell’ambito familiare dovrebbe comunque essere preso in considerazione nella preparazione di politiche per la gestione dell’epidemia. (Plos Medicine 2020. Doi: 10.1371/journal.pmed.1003130
https://doi.org/10.1371/journal.pmed.1003130 -fonte: Doctor33)

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Scuola: Gli educatori hanno diritto alla Carta del docente per aggiornarsi, lo dice anche il Tribunale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Anche le aule di giustizia dicono che non ci sono lavoratori di serie A e di serie B: tutti hanno diritto ad aggiornarsi e a fruire dei fondi annuali prevista dalla legge per questo obbligo. A confermarlo è stato il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere che con la sentenza 1682/2020 del 15 giugno scorso ha condannato il ministero dell’Istruzione a riconoscere anche agli educatori il diritto ad avere la “Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado”. Il giudice ha deciso che è sacrosanto “il diritto della ricorrente alla assegnazione della Carta elettronica per l’aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado, prevista dall’art. 1, co. 12 della L. 13 luglio 2015 n. 107, a decorrere dall’a.s. 2015/2016”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief, “non si comprende perché negli ultimi anni verso gli educatori l’amministrazione è stata capace di produrre un ingiustificato blocco delle assunzioni, l’assurda esclusione dalle GaE della primaria e da diverse tornate di immissioni in ruolo. E ha anche escluso la categoria come dal bonus di 500 euro per l’aggiornamento professionale, producendo una distinzione che non ha alcun motivo di esistere”.Il giovane sindacato conferma pertanto l’opportunità di ricorrere al Giudice del Lavoro contro l’esclusione dalla carta docente, in modo da fare ottenere a tutti i dipendenti in servizio nella scuola pubblica, senza alcuna distinzione, precari compresi, l’accesso al bonus per l’aggiornamento annuale di 500 euro che continua ad essere concesso solo ai docenti di ruolo.
Il personale educativo deve accedere all’aggiornamento professionale alla pari dei colleghi docenti: ora lo dice anche il Tribunale.I giudici del palazzo di giustizia di Santa Maria di Capua Vetere , scrive Orizzonte Scuola, hanno accolto il ricorso di un’educatrice che reclamava di non aver ottenuto l’assegnazione dall’a.s. 2015/2016 del bonus annuale da 500 euro introdotto con la Legge 107/15. Il Tribunale ha precisato che, secondo quanto si legge “il personale educativo partecipa anche alla funzione di formazione e di istruzione degli allievi, convittori e semiconvittori, ed è collocato espressamente all’interno dell’area professionale del personale docente” e dunque “appare indiscutibile allora la piena equiparazione del profilo professionale di educatore con quello di docente ad ogni effetto di legge, anche con riferimento alla cd. Formazione professionale e agli strumenti attraverso cui l’amministrazione provvede alla sua concreta erogazione in favore del personale scolastico”. L’Anief non si meraviglia per l’esito della sentenza.

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Scuola: Classi pollaio addio con i fondi del Recovery Fund, il Governo fa propria la linea dell’Anief

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

La ministra dell’Istruzione ha annunciato che per ridurre l’annoso problema del numero di alunni per classe, che con il distanziamento imposto dal pericolo Covid diventa motivo ostativo allo svolgimento delle lezioni, si utilizzeranno il fondo speciale che l’UE sta predisponendo per ogni Paese membro, come “paracadute” per ammortizzare la lenta e difficile risalita dopo il Covid-19. Si procede, dunque, proprio come indicato da Marcello Pacifico, presidente Anief, per la prima volta a inizio giugno durante l’incontro in video-conferenza con il presidente del Consiglio sulla ripresa delle attività scolastiche a settembre: in quell’occasione il sindacalista invocò il rispetto del distanziamento sociale eliminando le classi pollaio italiane con “almeno 12 miliardi dei 172 miliardi in arrivo dal Recovery Fund perché la salute di tutta la comunità educante deve essere considerata alla pari dell’emergenza sanitaria. In questo modo – disse Pacifico – si recupererebbero i dieci miliardi tagliati negli ultimi anni di tempo scuola, plessi cancellati, sedi di dirigenza e di personale. E si sbloccherebbe l’assunzione di 150 mila docenti, tramite le nuove graduatorie di istituto ad agosto per ottemperare alla sentenza Rossato della Corte di Giustizia europea sui risarcimenti relativi all’abuso dei contratti a termine, oltre che per stabilizzare altri 40 mila lavoratori precari Ata, educatori e Dsga facenti funzione”. Un concetto ribadito anche dinanzi alle altre sigle sindacali europee incontrate da Anief in Commissione UE e qualche giorno fa al premier Giuseppe Conte, a Villa Pamphilj, durante gli Stati Generali dell’Economia.Commentando le parole della ministra dell’Istruzione, lo stesso sindacalista si dice oggi compiaciuto: “Avere aderito alla nostra proposta – dice Marcello Pacifico – dà merito a questo Governo sull’apertura al confronto reale con le parti sociali e i rappresentanti dei lavoratori. Quello che noi abbiamo indicato, del resto, non è altro che una disposizione che si sta attuando in tutta Europa, dove la parola chiave è ‘distanziamento’ e le classi sono oggi formate da 10 alunni, come in Belgio, fino a non oltre 15, come nel Regno Unito. Noi abbiamo detto quindi di adeguarci a queste disposizioni, né più né meno. E utilizzare i fondi che la stessa Europa ci metterà a disposizione”.

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Trattativa Stato-Mafia, Cirielli (FdI): “Gravi parole Di Matteo e Ingroia, subito commissione d’inchiesta”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

“Le dichiarazioni del consigliere del Csm Nino Di Matteo, confermate dall’ex procuratore di Palermo Antonio Igroia, sono gravissime e non possono passare in sordina”. Lo dichiara il Questore della Camera dei Deputati e presidente della direzione nazionale di Fratelli d’Italia Edmondo Cirielli: “Va fatta assolutamente luce sul ruolo che, secondo i diretti interessati, avrebbe cercato di assumere, all’epoca, l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in merito alle vicende legate al conflitto di attribuzioni riguardante l’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia. Se tutto ciò che hanno raccontato pubblicamente i due magistrati fosse acclarato dai fatti – prosegue Cirielli – bisognerebbe istituire subito una commissione parlamentare d’inchiesta per accertare ruoli e responsabilità. E Napolitano dovrebbe dimettersi immediatamente da senatore a vita. Su questa inquietante vicenda, che coinvolge alcuni tra i massimi rappresentanti delle nostre istituzioni, occorre accendere ancora di più i riflettori, perché gli italiani meritano di conoscere la verità” conclude Cirielli.

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Greenpeace a Conte: Ripartire da salute, lavoro, ambiente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

La ripartenza dopo il Covid-19 è un’occasione storica che ci mette davanti a un bivio: ripristinare il vecchio sistema economico fondato su attività inquinanti e distruttive che hanno avvelenato noi e il Pianeta, o porre una volta per tutte le basi per consegnare alle future generazioni un mondo verde, sicuro e pacifico? Greenpeace non ha dubbi in proposito, ed è con questo proposito che si reca oggi a Villa Pamphili, agli Stati Generali dell’Economia promossi dal Governo italiano. Le priorità identificate da Greenpeace sono quattro:
1. Più energia verde. Adottare di un piano nazionale di transizione energetica (PNIEC) più ambizioso, con l’obiettivo di ridurre del 65% le emissioni di CO2 entro il 2030, e di arrivare a emissioni nette 0 (zero) entro il 2040. Inoltre, è necessario impedire agli inquinatori di accedere ai fondi pubblici e distribuire denaro agli azionisti senza un piano di decarbonizzazione delle loro operazioni in linea con l’accordo di Parigi.
2. Più qualità della vita in città. Promuovere un cambiamento sistemico nelle città, a partire dalla mobilità alternativa e dalla creazione di aree verdi, fino agli investimenti nelle periferie per abbattere le disuguaglianze sociali ed economiche e alla promozione di modelli di produzione e consumo che riducano l’uso di plastica monouso.
3. Più agricoltura ecologica. Riscrivere il sistema di assegnazione dei sussidi all’agricoltura industriale in favore delle aziende che producono cibo in modo sano ed ecologico.
4. Più pace e salute. Mettere la sicurezza, la salute e il benessere dei cittadini al centro, destinando al nostro sistema di welfare e sanitario i fondi annualmente investiti in armamenti e nelle attività dannose per l’ambiente.
“Le azioni proposte sono tutte possibili e avrebbero l’effetto di migliorare sia l’economia, che l’ambiente e la salute dei cittadini”, aggiunge Onufrio, e sono oggetto di una petizione appena lanciata sul sito di Greenpeace. Proprio nei giorni scorsi, Greenpeace ha presentato “Italia 1.5”, una rivoluzione dell’energia all’insegna della transizione verso le fonti rinnovabili e la totale decarbonizzazione del nostro Paese. Tale piano – fondato su modelli analitici tra i più avanzati a livello mondiale – permetterebbe all’Italia non solo di rispettare gli accordi di Parigi, diventando a emissioni zero, ma di ottenere enormi vantaggi in termini economici, occupazionali e di indipendenza energetica. Altro esempio concreto è rappresentato dal successo della Campagna Detox di Greenpeace presso il settore tessile italiano, e non solo. Molte aziende, infatti, si sono impegnate a eliminare sostanze e processi inquinanti dai propri prodotti, aiutate da un Consorzio nazionale che ha sede presso il distretto industriale di Prato: “Invitiamo il Presidente Conte a considerare questa esperienza come un esempio di rilancio di una ‘competitività sostenibile’ in un settore fondamentale per l’export italiano”, conclude Onufrio, “dimostrando ancora una volta che tra ambiente e sviluppo non c’è contraddizione”.

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IV° Edizione Festival di Musica Indipendente ed Emergente

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Il festival giunto alla quarta edizione, vuole essere un punto di riferimento per tutti quegli Artisti che hanno le doti e le capacità di farsi notare ognuno con la propria musica e mettersi in gioco esibendosi rigorosamente dal vivo, presentando i loro lavori completamente inediti. Ideato e organizzato dall’Associazione NEM – Nuove Energie Musicali, rappresentata da Salvatore Battaglia e Tanino Pisano, i quali si prodigano da anni nel far conoscere e divulgare la cosiddetta “Musica Emergente”. Saranno proprio loro, sul palco del MUSIC INDIE CONTEST, a raccontare degli Artisti e delle loro storie e presentarli al pubblico in piazza e in tutta la provincia, in quanto l’intera manifestazione sarà ripresa e divulgata in diretta da Radio Zenith Messina. Festival variegato di generi musicali, ritmi e colori si alterneranno sopra il palco del MUSIC INDIE CONTEST, dove farà da cornice un pubblico proveniente da più parti della Sicilia, essendo molti di loro, beniamini e fan ognuno dei propri Artisti. Dunque un’opportunità per il luogo che ci ospita nell’accogliere persone che altrimenti non avrebbero avuto modo di venire a visitare il luogo stesso, quindi un incentivo al turismo locale. Il Festival è aperto a Band, Cantautori, Solisti e qualsiasi Artista voglia prenderne parte con la propria musica inedita e regolarmente depositata. Sono previste più tappe di selezione del Festival in diverse località Siciliane, dove in ogni tappa avranno la precedenza gli Artisti del luogo, i più originali si esibiranno sul palco del MUSIC INDIE CONTEST e saranno votati direttamente dal pubblico sui Social e da una Giuria locale. Dopo la prima fase di preselezione verranno individuati i 10 Artisti che accederanno alla serata finale. Questi ultimi verranno valutati dal pubblico e da una Giuria di qualità composta da Musicisti Professionisti, Operatori del settore e Giornalisti musicali, che decreterà i vincitori di questa quarta edizione. I premi che il MUSIC INDIE CONTEST mette a disposizione degli Artisti partecipanti, sono numerosi e importanti, come l’esibizione a New York, all’interno del SING OFF SERIES. Il Premio diventa un’occasione unica per portare la propria musica al di là dell’Oceano. Viceversa, la NEM ospiterà nel proprio Contest un Artista proveniente dal SING OFF SERIES il quale porterà la propria musica in Italia e si esibirà sul palco del MUSIC INDIE CONTEST 2020. Responsabile del progetto/scambio Americano è la nostra DANIELA CELELLA, speaker e corrispondente a New York per Radio Zenith Messina, la quale ne curerà i particolari. Un contratto di promozione con l’Agenzia NEM della durata di mesi 1, durante questo periodo la NEM provvederà a mettere in risalto la figura del Vincitore attraverso numerose interviste radio e web magazine in tutta Italia con relativo passaggio radiofonico di un singolo fornito dall’Artista. La partecipazione alla prossima edizione del ITALIAN MUSIC CONTEST di Roma. La partecipazione direttamente in finale al CANTAGIRO a Fiuggi. La partecipazione direttamente in finale al FESTIVAL ESTIVO di Piombino. L’inserimento nelle Playlist della prestigiosa piattaforma MUSPLAN. Ad ogni partecipante sarà consegnato un oggetto tipico siciliano personalizzato a ricordo della partecipazione al Contest. Nel ringraziarVi per averci preso in considerazione, contiamo sulla Vs disponibilità nel voler appoggiare e condividere la nostra iniziativa a favore della musica emergente, così facendo contribuiremo alla crescita degli stessi Artisti.
info@nuoveenergiemusicali.it, giunto alla quarta edizione, vuole essere un punto di riferimento per tutti quegli Artisti che hanno le doti e le capacità di farsi notare ognuno con la propria musica e mettersi in gioco esibendosi rigorosamente dal vivo, presentando i loro lavori completamente inediti. Ideato e organizzato dall’Associazione NEM – Nuove Energie Musicali, rappresentata da Salvatore Battaglia e Tanino Pisano, i quali si prodigano da anni nel far conoscere e divulgare la cosiddetta “Musica Emergente”. Saranno proprio loro, sul palco del MUSIC INDIE CONTEST, a raccontare degli Artisti e delle loro storie e presentarli al pubblico in piazza e in tutta la provincia, in quanto l’intera manifestazione sarà ripresa e divulgata in diretta da Radio Zenith Messina. Festival variegato di generi musicali, ritmi e colori si alterneranno sopra il palco del MUSIC INDIE CONTEST, dove farà da cornice un pubblico proveniente da più parti della Sicilia, essendo molti di loro, beniamini e fan ognuno dei propri Artisti. Dunque un’opportunità per il luogo che ci ospita nell’accogliere persone che altrimenti non avrebbero avuto modo di venire a visitare il luogo stesso, quindi un incentivo al turismo locale. Il Festival è aperto a Band, Cantautori, Solisti e qualsiasi Artista voglia prenderne parte con la propria musica inedita e regolarmente depositata. Sono previste più tappe di selezione del Festival in diverse località Siciliane, dove in ogni tappa avranno la precedenza gli Artisti del luogo, i più originali si esibiranno sul palco del MUSIC INDIE CONTEST e saranno votati direttamente dal pubblico sui Social e da una Giuria locale. Dopo la prima fase di preselezione verranno individuati i 10 Artisti che accederanno alla serata finale. Questi ultimi verranno valutati dal pubblico e da una Giuria di qualità composta da Musicisti Professionisti, Operatori del settore e Giornalisti musicali, che decreterà i vincitori di questa quarta edizione. I premi che il MUSIC INDIE CONTEST mette a disposizione degli Artisti partecipanti, sono numerosi e importanti, come l’esibizione a New York, all’interno del SING OFF SERIES. Il Premio diventa un’occasione unica per portare la propria musica al di là dell’Oceano. Viceversa, la NEM ospiterà nel proprio Contest un Artista proveniente dal SING OFF SERIES il quale porterà la propria musica in Italia e si esibirà sul palco del MUSIC INDIE CONTEST 2020. Responsabile del progetto/scambio Americano è la nostra DANIELA CELELLA, speaker e corrispondente a New York per Radio Zenith Messina, la quale ne curerà i particolari. Un contratto di promozione con l’Agenzia NEM della durata di mesi 1, durante questo periodo la NEM provvederà a mettere in risalto la figura del Vincitore attraverso numerose interviste radio e web magazine in tutta Italia con relativo passaggio radiofonico di un singolo fornito dall’Artista. La partecipazione alla prossima edizione del ITALIAN MUSIC CONTEST di Roma. La partecipazione direttamente in finale al CANTAGIRO a Fiuggi. La partecipazione direttamente in finale al FESTIVAL ESTIVO di Piombino. L’inserimento nelle Playlist della prestigiosa piattaforma MUSPLAN. Ad ogni partecipante sarà consegnato un oggetto tipico siciliano personalizzato a ricordo della partecipazione al Contest. Nel ringraziarVi per averci preso in considerazione, contiamo sulla Vs disponibilità nel voler appoggiare e condividere la nostra iniziativa a favore della musica emergente, così facendo contribuiremo alla crescita degli stessi Artisti.

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MEPs call for free movement across borders to be swiftly and fully re-established

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

MEPs express their concern about remaining internal border controls in the Schengen area and their impact on people and businesses, in a resolution adopted on Friday by 520 votes in favour, 86 against and 59 abstentions.They stress that a swift and coordinated return to a fully functional Schengen area is of utmost importance to safeguard freedom of movement, one of the main achievements of European integration, and to ensure the EU’s economic recovery after the pandemic. MEPs reject any uncoordinated, bilateral action by individual EU countries and highlight the principle of non-discrimination in the reopening of borders.MEPs also urgently call for a discussion on a Recovery Plan for Schengen to prevent any temporary internal border controls from becoming semi-permanent. The plan should also include contingency plans in case of a potential second wave.
Civil Liberties Committee Chair and rapporteur Juan Fernando López Aguilar (S&D, ES) said: “While it is good news that more and more internal border restrictions are being lifted, the way in which it has been done leaves a lot to be desired. Without the return to a fully functional Schengen Area, we are still missing an essential stepping-stone on our way to recovery. A complete return to free movement, no discrimination, mutual trust and solidarity are of utmost importance and core values of the EU.”
In the medium-term, MEPs stress that a reflection on how to enhance mutual trust between member states and ensure a truly European governance of the Schengen area is needed. In light of new challenges, they call on the Commission to propose a reform of Schengen governance.MEPs also ask Council and member states to increase their efforts in Schengen integration and take the necessary steps to admit Bulgaria, Romania and Croatia into the Schengen area.After introducing internal border checks to contain the COVID-19 pandemic, EU countries have started to lift controls and related travel restrictions. The Commission recommended to Schengen countries that they should lift the internal border controls by 15 June 2020; the Commission in turn set up an online platform called Re-open EU with up-to-date information for travellers.The Schengen Area encompasses most EU member states, except for Bulgaria, Croatia, Cyprus, Ireland and Romania. Of non-EU states, Iceland, Norway, Switzerland and Liechtenstein have joined the Schengen Area. Europe is celebrating this week the 35th anniversary of the agreement that was signed on 14 June 1985 in Schengen (Luxembourg) to abolish internal border controls.

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Bold measures needed to protect cross-border and seasonal workers in EU, MEPs say

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

MEPs call for urgent action to safeguard health, safety and fair working conditions of cross-border and seasonal workers in the context of COVID-19
The COVID-19-crisis has further exposed and exacerbated social dumping and the existing precariousness of the situations of many mobile workers employed in the EU’s agri-food, construction and healthcare sectors.
In a resolution adopted on Friday, Parliament urges the Commission to assess the employment, health and safety conditions of cross-border and seasonal workers, including the role of intermediary agencies and subcontracting firms, to identify shortcomings in EU and national legislation and, possibly, revise the existing EU laws. The text also calls for a swift and balanced agreement on the coordination of social security systems that is needed to combat social fraud and the abuse of mobile workers’ rights.MEPs urge the Commission to issue new, specific guidelines for cross-border and seasonal workers in the context of COVID-19, to propose long-term solutions to deal with abusive subcontracting practices and to ensure that the European Labour Authority (ELA) becomes fully operational as a matter of priority. Member states must increase the capacity of labour inspectorates and ensure quality housing, which should be decoupled from their remuneration, says the text.The resolution was adopted with 593 votes in favour, 34 against and 38 abstentions.The European Commission is expected to present guidelines to protect cross border and seasonal workers shortly.

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Pentastellati: Avviso ai naviganti

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Da qualche anno a questa parte il movimento registra una intensificazione degli attacchi indiscriminati volti a metterlo in cattiva luce nella segreta speranza di cancellarlo definitivamente dalla scena politica italiana. A questo punto è bene ricordare a tutti i pentastellati iscritti al movimento e ai simpatizzanti che è necessario stringere le fila per riprendere il filo che si è sfilacciato tra gli aderenti della prima ora e i nuovi venuti. Il loro comune denominatore è sempre lo stesso: Cinque stelle è nato dalla voglia di restituire alla politica il suo primato senza partigianerie, sistemi correntizi, intrighi di varia natura, tra corrotti e corruttori. È stata e continua ad essere un’impresa difficile e se è stata avvertita qualche falla lo dobbiamo al fatto che non è stato sempre possibile scremare il buono dal cattivo. Se continuiamo ad assistere a quanto accade tra gli addetti ai lavori della giustizia, delle politiche sociali e migratorie ci accorgiamo che sono molti coloro che predicano bene ma altrettanto numerosi sono quelli che razzolano male. E bisogna anche capire che il Movimento può essere sé stesso solo se dalle urne esce un consenso maggioritario che gli consenta di governare da solo. In caso contrario i suoi possibili alleati lo costringeranno a dei compromessi. Ciò non vuol dire, ovviamente, cedere sui valori fondanti il movimento.
Dobbiamo, altresì, mettere in conto che oggi siamo dominati dal “demone della fretta” e vorremmo tutto e subito, ma non dobbiamo dimenticare che per almeno trent’anni siamo rimasti ingessati da una politica che non è riuscita a fare una sola riforma degna di questo nome. Ora potremmo, finalmente, farcela ma, purtroppo il partito del Bogianen (non ti muovere) è ancora molto forte. Ecco perché i Pentastellati hanno una ragione in più per esistere e radicarsi nella coscienza degli italiani. (Riccardo Alfonso)

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Campidoglio, “Scuole Aperte” in estate, al via il progetto

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Roma. È partito il progetto “Scuole Aperte” finanziato da Roma Capitale, per aprire a bambini e adolescenti le porte degli istituti comprensivi della città, con attività e laboratori, durante il periodo estivo.
L’obiettivo è contribuire con progetti educativi alla socialità, crescita e formazione di bambini e ragazzi, soprattutto dopo la fase di lockdown, e sostenere le famiglie.Sono 14 le scuole che hanno aderito, distribuite in dieci Municipi, e già otto hanno dato il via alle attività a partire dal 15 giugno: Manin nel Municipio I, Fidenae e Piaget-Majorana nel III Municipio, M. Gandhi nel IV Municipio, Poggiali-Spizzichino e G. Messina nel VII Municipio e gli istituti L.go D. Buzzati e D. Bernardini nel IX Municipio. Ulteriori adesioni saranno possibili.
Il progetto è pensato dall’Amministrazione per far aprire le porte sia agli alunni degli istituti aderenti che a bambini e ragazzi del territorio, a discrezionalità delle scuole. L’iscrizione si effettua presso le singole scuole e le attività si svolgono nel pieno rispetto delle procedure di sicurezza sanitaria previste.“Le attività per i bambini e i ragazzi sono una priorità. Vogliamo offrire ai nostri figli sempre più possibilità di riappropriarsi della socialità, in piena sicurezza, in spazi e modalità che siano anche uno stimolo educativo, e contribuire ad aiutare i genitori che lavorano. Dopo la fase di lockdown, il progetto ‘Scuole Aperte’ di quest’estate rappresenta dunque un doppio risultato. Non è stato facile attivarlo dopo l’emergenza e per questo ringrazio con ancora più calore tutti coloro che hanno reso possibile un risultato che è una risposta concreta alle esigenze dei cittadini”, dichiara la Sindaca di Roma Virginia Raggi.“Il lavoro per il nuovo anno educativo e scolastico prosegue senza sosta e l’avvio del progetto ‘Scuole Aperte’, subito dopo la fase di lockdown, è un importante segnale di ripartenza. Ringrazio il Dipartimento Servizi Educativi e Scolastici e tutti gli istituti comprensivi che hanno aderito, offrendo a bambini e ragazzi una importante possibilità in più per trascorrere le prossime settimane insieme ai coetanei in contesti educativi sicuri. Un’azione, questa, che si aggiunge all’apertura dello speciale centro estivo dedicato all’arte e alla creatività nella nostra Casina di Raffaello e allo stanziamento di circa 6 milioni di euro a beneficio dei Municipi per aprire centri estivi in tutta la città. L’impegno non si ferma”, dichiara l’assessora alla Persona, Scuola e Comunità Solidale di Roma Capitale Veronica Mammì.
L’elenco degli istituti aderenti è sempre aggiornato e disponibile sul sito di Roma Capitale:
https://www.comune.roma.it/web/it/informazione-di-servizio.page?contentId=IDS603737

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Scuola: Stipendi, da luglio salgono tra i 20 e i 100 euro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

L’ultima manovra di bilancio ha stabilito un nuovo bonus nelle busta paga a partire dalla prossima mensilità: sostituirà il più conosciuto “Bonus di 80 euro Renzi”. L’aumento delle retribuzioni verierà a seconda del reddito percepito di appartenenza. Orizzonte Scuola spiega perché l’aumento netto è suddiviso per fasce di reddito: ad esempio, “per tutti coloro che hanno un reddito annuo pari o inferiore a 28 mila euro è previsto un aumento di 100 euro netti mensili”. Ma “in realtà è un aumento di 20 euro che si aggiungono agli 80 euro di Renzi. Quindi se un insegnante della scuola primaria, ad esempio, beneficiato del bonus dell’ex presidente del consiglio, guadagnava – precedentemente al mese di luglio 2020 – uno stipendio netto di 1.370 euro, vedrà la sua retribuzione giungere a 1.390 euro (non 1.470 euro)”. Per Anief il rischio è che la situazione emergenziale, derivante dai rischi del Covid19, lasci all’angolo il problema degli stipendi più bassi d’Europa, dopo la Grecia, conferiti al personale scolastico italiano: occorre affrontare da subito il vulnus, perché il 3,5% assicurato dalle ultime due leggi di Bilancio non copre nemmeno gli oltre 10 punti di inflazione accumulati in dodici anni al netto degli ultimi aumenti, con 8 ben punti persi tra il 2007 e il 2015.“Quello che bisogna mettersi in testa – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – è trovare il modo di incrementare le buste paga di docenti e Ata di 240 euro mensili: sotto questa soglia, si tratterebbe dell’ennesimo ritocco che non copre nemmeno il costo della vita. Ad oggi, invece, siamo appena sopra l’aumento del 3,48% (meno di 80 euro lordi) accordato con l’ultimo rinnovo contrattuale, del 2018, sottoscritto dagli altri sindacati al termine del vergognoso blocco decennale. Stiamo parlando di 70 euro di incremento mensile: il disavanzo di mille euro medi in meno al mese, a fine carriera, non cambierebbe di molto. Come Anief, abbiamo ribadito la necessità di riallineare gli stipendi all’inflazione e di procedere ad aumenti ‘veri’ in occasione dell’ultimo incontro tenuto a Palazzo Vidoni con la ministra della Funzione Pubblica, Fabiana Dadone, quando si presentò il memorandum della PA: da quel giorno, le condizioni non sono cambiate”.Il prossimo mese gli stipendi dei docenti e del personale Ata saranno incrementati di 68 euro netti medi, derivanti dal taglio del cuneo fiscale previsto con l’ultima Legge di Bilancio.Ma di cosa si tratta? Nelle scienze economiche – spiega Orizzonte Scuola – per cuneo fiscale si intende l’insieme delle imposte (dirette, indirette, contributi previdenziali) che pesano sul costo del lavoro, sia per quanto riguarda i datori di lavoro sia per quanto riguarda i dipendenti e i liberi professionisti. Tutto il personale scolastico, nel caso specifico i docenti ed il personale Ata, mensilmente versano in automatico tali somme le quali vengono utilizzate dallo Stato per finanziare le spese pubbliche; nel linguaggio comune vengono denominate “tasse”; in realtà il termine esatto è “imposte”. Nel cedolino queste “voci” vengono riassunte nell’Irpef, l’imposta sul reddito delle persone fisiche. La particolarità che caratterizza tale imposta è la progressività: più è alto il reddito del dipendente, più sarà alto il contributo da versare.All’interno del concetto di cuneo fiscale troviamo anche le ritenute previdenziali, anch’esse specificate nel cedolino mensile, che permettono al dipendente statale di assicurarsi, una volta concluso il rapporto di lavoro, la pensione. Il cuneo fiscale rappresenta la differenza tra lo stipendio lordo e la busta paga netta incassata dai dipendenti. Quindi nel momento in cui si parla di “taglio del cuneo fiscale”, si verifica un aumento nella busta paga dei lavoratori.“Per tutti coloro che hanno un reddito dai 28 mila ai 40 mila euro – continua la rivista specializzata – è previsto un aumento netto che varia dagli 80 ai 97 euro mensili netti; con la stessa condizione di non usufruire già del precedente bonus Irpef renziano. A differenza dei colleghi con reddito fino a 28 mila euro che percepiranno il bonus fiscale sotto forma di credito Irpef in busta paga, gli altri, quelli da 28 a 40 mila euro, vedranno erogarsi il bonus sotto forma di detrazione fiscale. Inoltre, nel caso di bonus o detrazione non spettanti e già erogati, il sostituto di imposta provvederà al recupero del credito tramite 8 rate mensili”.

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-13%, ancora a scendere la produzione per le aziende artigiane manifatturiere

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

CNA Lombardia sta interloquendo costantemente e positivamente con i vertici di Regione in merito alle più opportune azioni di ristoro e di rilancio del tessuto economico del territorio. In questo senso, il Presidente di CNA Lombardia, Daniele Parolo, non riesce a nascondere la preoccupazione:“Il sovraccarico di spesa sanitaria derivante dall’emergenza pandemica, se affrontato con i soli fondi di Regione Lombardia, rischia di sottrarre a lungo risorse disponibili per la ricostruzione e la crescita, proprio nel momento del bisogno.” Il conto pagato dai lombardi all’emergenza Covid 19 è salatissimo, sia in termini di vite umane sia in termini di perdita di competitività. Come evidenziato anche dalle recenti analisi congiunturali, la produzione per le aziende artigiane manifatturiere scende su base tendenziale del 13%. L’indice della produzione industriale si attesta ai livelli del 2010. Il vero e proprio “buco” del Covid, con una sospensione “per decreto” del gioco offerta – domanda, ha dilapidato in due mesi e mezzo 7 anni di moderata crescita. “Colpisce molto come le politiche economiche definite finora non tengano conto della situazione delle aree più colpite dalla pandemia e dai suoi impatti economici e sociali: proprio partendo da qui, da un supporto ai Territori più colpiti e dalla locomotiva d’Italia, possiamo fare davvero gli interessi del Paese”, commenta il Segretario di CNA Lombardia, Stefano Binda, mentre il Presidente Parolo rilancia con forza: “Non possiamo più aspettare. Serve mettere in campo il massimo di solidarietà tra gli stakeholder e il massimo di collaborazione tra i differenti livelli istituzionali e di Governo per costruire politiche dedicate”.

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Prezzi: Unc, la classifica delle città e delle regioni dove il cibo è più caro

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni che hanno registrato i maggiori rincari annui per quanto riguarda i prodotti alimentari, gli unici che durante l’emergenza Covid sono stati effettivamente venduti, subendo pesanti rincari.Insomma, mentre l’Italia, per via del lockdown, è teoricamente in deflazione, con un’inflazione pari nel mese di maggio a -0,2%, il cibo, il solo realmente acquistabile anche prima della riapertura generale dei negozi, subisce rincari pesanti del 2,6%, con una maggior spesa annua di 145 euro per una famiglia media, 195 per una coppia con 2 figli, 175 per una coppia con 1 figlio, 95 per un pensionato con più di 65 anni.Anche nel territorio, solo 4 regioni (Campania +0,5%, Umbria +0,2%, Trentino +0,1% e Sicilia +0,1%) e 13 città sulle 70 monitorate registrano un’inflazione positiva, per quanto molto bassa (record per Grosseto, con +0,8%, seguita da Napoli con +0,7%). Ma per il cibo i rincari sono decisamente molto più alti, oltre che differenti a seconda della città.Ecco perché l’Unione Nazionale Consumatori ha stilato la classifica delle città e delle regioni più care d’Italia dove il cibo (prodotti alimentari e bevande analcoliche) è più rincarato, elaborando i dati Istat dell’inflazione di maggio.
Ebbene, la città con i maggiori rincari alimentari (tabella n. 1) è Caltanissetta, +6,4% su base annua, due volte e mezzo la media italiana, pari a +2,6%, città già in testa alla classifica di aprile con +5,7%. Al secondo posto, come lo scorso mese, Trieste, (+5,1%, era +5,3%) e al terzo Avellino e Trapani (+4,7% per entrambe). Le più risparmiose Siena, +0,2%, la città più virtuosa anche in aprile, a pari merito con Arezzo e Modena (+0,2%), segue al secondo posto Bologna (+0,3%) e al terzo Reggio Emilia (+0,4%).Per quanto riguarda le regioni (tabella n. 2), il cibo più caro, in termini di aumento dei prezzi, si trova in Basilicata, +3,9%. Seguono Umbria, Lazio e Calabria (+3,4% per tutte), al terzo posto Campania e Sicilia (+3,3%). La regione migliore, l’Emilia Romagna, con un rialzo dei prodotti alimentari dello 0,9 per cento, poi Valle d’Aosta (+1,5%) e al terzo posto Veneto (+1,9%).”Le disparità così ampie tra una città e l’altra, da +6,4% a +0,2%, in alcuni anche all’interno della stessa regione, possono avere varie motivazioni, ma la spiegazione più probabile è che, approfittando della ridotta mobilità del consumatore e, quindi, della minore possibilità di scelta, molti esercizi hanno alzato i prezzi e questo è stato maggiormente possibile in quelle città dove c’è minore concorrenza e non ci sono abbastanza forme distributive. Laddove il consumatore, invece, ha più alternative, tra ipermercati, supermercati, discount, negozi di vicinato, mercati, i rialzi, mediamente, sono stati più contenuti. Non è un caso se l’Antitrust proprio sui prezzi alimentari ha aperto un’indagine preistruttoria” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.

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Libro: La rivolta della natura

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Nel libro dell’autrice best seller Eliana Liotta e del virologo medico Massimo Clementi il nesso tra le nuove epidemie e l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Con la consulenza dello European Institute on Economics and the Environment.
La rivolta della natura abbraccia per la prima volta in un unico sguardo la visione infinitesima dei microscopi e il grande respiro della Terra. A raccontare è la giornalista scientifica e autrice best seller Eliana Liotta, che riflette con uno dei più apprezzati virologi medici della scena internazionale, Massimo Clementi. Gli studi sul rapporto inscindibile tra salute dell’uomo e salute del pianeta diventano materia viva di narrazione, validata dallo European Institute on Economics and the Environment (EIEE), l’istituto europeo impegnato nella ricerca economica e ambientale. Con la chiarezza dei genitori bravi a rispondere alle domande dei figli o di quei professori che sanno spiegare agli studenti, gli autori fanno un punto rigoroso sulle cause reali delle moderne epidemie e sulle cure possibili, con un approfondimento sui cibi che affiancano il sistema immunitario. Dobbiamo imparare dai nostri errori e agire subito per correggerli. Il clima di un futuro che per certi versi è già presente può trasformare lande vaste della terra in incubatori incredibili per le larve di zanzare. Lo scioglimento delle calotte polari può minacciarci con virus giganti che riemergono dai ghiacciai. Negli ecosistemi degradati gli agenti patogeni si adattano alle poche specie selvatiche rimaste e riescono a fare più facilmente il salto da un pipistrello o un roditore a noi. Nelle aree inquinate, i microrganismi trovano autostrade spianate per insediarsi e moltiplicarsi. La natura ci chiede di fare la pace. Ascoltiamola.

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Misure rigorose necessarie per proteggere i lavoratori stagionali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 24 giugno 2020

Bruxelles. Parlamento europeo.La Commissione deve verificare se le leggi UE sono adatte allo scopo e a prova di pandemia, I deputati chiedono un’azione urgente per salvaguardare la salute, la sicurezza e le condizioni di lavoro dei lavoratori transfrontalieri e stagionali nel contesto di COVID-19. La crisi COVID-19 ha messo ulteriormente in luce ed esacerbato il dumping sociale e l’attuale precarietà delle situazioni di molti lavoratori transfrontalieri e stagionali impiegati nei settori agroalimentare, edile e sanitario dell’UE.In una risoluzione adottata venerdì, il Parlamento esorta la Commissione a valutare le condizioni di occupazione, salute e sicurezza dei lavoratori transfrontalieri e stagionali, compreso il ruolo delle agenzie intermediarie e delle imprese subappaltatrici, per individuare le carenze della legislazione comunitaria e nazionale e, eventualmente, rivedere le leggi comunitarie esistenti. Il testo chiede inoltre un accordo rapido ed equilibrato sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale, necessario per combattere la frode sociale e l’abuso dei diritti dei lavoratori mobili.I deputati chiedono alla Commissione di emanare nuove linee guida specifiche per i lavoratori transfrontalieri e stagionali nel contesto di COVID-19, proporre soluzioni a lungo termine per affrontare le pratiche abusive di subappalto e garantire che l’Autorità europea del lavoro (ELA) diventi pienamente operativa. Gli Stati membri devono aumentare la capacità degli ispettorati del lavoro e garantire un alloggio di qualità, che non dovrebbe essere collegato alla retribuzione, si legge nel testo approvato.La risoluzione è stata approvata con 593 voti a favore, 34 contrari e 38 astensioni.La Commissione europea dovrebbe presentare a breve le linee guida per la protezione dei lavoratori transfrontalieri e stagionali.Si stima che ogni anno nell’UE vengano assunti tra gli 800 000 e il milione di lavoratori stagionali, soprattutto nel settore agroalimentare: 370 000 in Italia, 300 000 in Germania, 276 000 in Francia e 150 000 in Spagna.

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