Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 312

Archive for 25 giugno 2020

Infermiere di Famiglia: Un DL contestabile?

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Per Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up lo è. E precisa: «Nella mia recente audizione alla Commissione Sanità del Senato, ho avuto modo di introdurre l’argomento dopo un’attenta analisi del testo di ddl, che la stessa Commissione aveva elaborato. Dai suoi enunciati ho espunto quanto mi è stato poi confermato da Senatori che ne hanno esplicitato gli intendimenti di fondo. Ancora una volta, la istituenda figura di “infermiere di famiglia” esce dal ddl profondamente svilita, perché ridotta ad una palese condizione di subalternità rispetto al medico di famiglia territorialmente competente. L’esercizio della sua professione prende forma – come si legge nel testo del ddl – esclusivamente nei limiti e nelle forme dell’assistenza domiciliare, altresì garantendo quella intermediarietà (oltrechè deontologicamente scontata) tra paziente e medico di famiglia, apparendo al contempo deprivata della possibilità di utilizzare tutte le capacità, le abilità e le competenze di cui dispone”.
In pratica: “L’infermiere di famiglia sul territorio potrebbe tranquillamente erogare tutti i servizi infermieristici di cui l’utenza potrebbe avvalersi al bisogno senza necessariamente erogare questi servizi soltanto sotto forma di assistenza domiciliare”.
E soggiunge: A che serve, quindi, una norma atta a confermare l’esistenza di una figura professionale già operativa? Infermiere domiciliare ed infermiere di famiglia costituiscono due funzioni professionali ben diverse, complementari ma distinte, senza alcuna commistione nè di competenze nè di qualsivoglia pasticciaccio tra i rispettivi ruoli. L’infermiere di famiglia, invece, alla luce delle competenze professionali acquisite soprattutto attraverso i percorsi formativi, è perfettamente dotato di tutte quelle capacità che gli consentono di diventare, complementarmente ed in parallelo con i medici di famiglia, figura cardine dell’assistenza primaria sul territorio. Non di certo figure cardini solo dell’assistenza domiciliare. Restringere alla mera assistenza domiciliare le più ampie funzioni e prerogative professionali dell’infermiere di famiglia, come invece il DDL 1346 intende fare, è grave ed ingessa irreversibilmente un sistema sanitario già allo stremo”.
Per Antonio De Palma “serve un provvedimento di livello nazionale, che garantisca in maniera uniforme a tutti i cittadini italiani, indipendentemente dalla Regione di residenza, la possibilità di beneficiare dell’assistenza degli infermieri di famiglia (ivi inclusa quella dell’assistenza domiciliare) in apposite strutture ambulatoriali dislocate sul territorio: cosa non è di certo garantita dalla mera applicazione delle norme contenute nel Decreto Valorizzazione”. E conclude: “Alla sanità italiana serve multidisciplinarietà, condivisione, interazione tra le figure professionali e non professionisti di nome ma sudditi asserventi nei fatti. Sissignore, conclude De Palma, per noi infermieri solo in questo modo una organizzazione sanitaria che ha al centro del suo progetto il cittadino, potrà guardare al futuro con legittima serenità»

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Palermo: Una serata di jazz cantato

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Palermo. Il Toni Piscopo trio suona il 26 giugno alle 21,15 al Miles Davis Jazz Club a Palermo in via Enrico Albanese 5, spazio per la musica di qualità ideato da Ettore Balistreri. Il trio del crooner palermitano Toni Piscopo ripercorre i classici americani del jazz, con brillanti puntate allo swing italiano ed alla bossanova brasiliana. Dopo anni di maturata esperienza nei clubs e nei teatri siciliani, Piscopo si esibirà affiancato da una ritmica ben affiatata e costituita da Giovanni Conte al piano e Giovanni Villafranca al contrabbasso.Ingresso con consumazione. (Vassily Sortino)
Per prenotare un tavolo basta telefonare dopo le 17,30 allo 0915085991 o, per informazioni a qualsiasi ora un messaggio WhatsApp al 3914361644.

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Mazara del Vallo: La discreta chiesa di San Nicolò di Bari ed i suoi misteriosi gattini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

A Mazara del Vallo, quasi oscurata dalla vicina e più nota presenza della chiesa di San Nicolò regale e del suo mosaico sottostante, si affaccia sulla piazzetta Ettore Ditta la più discreta chiesa di San Nicolò’ di Bari.
Fu eretta nel 1498 dai Confrati di San Nicolò sulle rovine di una precedente moschea.La chiesa, esternamente, rivela chiari influssi tardo-barocchi. La semplice facciata delimitata da alte paraste culmina con un cornicione fortemente aggettante al disopra del quale trova posto il campanile a vela a tre arcate; il portale architravato a frontone triangolare, sostiene una nicchia con la statua del Santo.La copertura è a volta a botte lunettata con soprastante copertura lignea e manto di tegole.
Internamente la chiesa, di gusto neoclassico, è ad un’unica navata con tre altari per lato, piccola cantoria all’ingresso ed abside semicircolare con antistante balaustra marmorea.Vicino all’altare maggiore è sita la cripta per la sepoltura dei confrati e del clero locale.Il pavimento è in quadri di marmo bicromo di pregevole fattura. Al suo interno si conservano ancora oggi opere di grande interesse artistico come la Madonna della Provvidenza del Gagini e la statua del Sacro Cuore di Girolamo Bagnasco.Peccato che da anni la chiesa sia chiusa ai fedeli, perché San Nicolò’ di Bari conserva ancora il suo fascino discreto e il mistero dei suoi gattini.Perché, per un misterioso mistero, una gatta ha partorito i suoi gattini giusto fra la volta a botte lunettata e la sovrastante copertura lignea e manto di tegole. Ma ecco che una generosa vivandiera, assistita dalle vicine suore e dagli scout locali, provvede al loro nutrimento. Anche se, per un sentiero del tutto ignoto ma evidentemente noto solo ai gatti, un passaggio misterioso deve pur esserci. Ed ecco un breve video per i vostri prossimi pochi minuti di svago. Basta cliccare su: https://youtu.be/JdmYbqXkL6I

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Sanità privata, il 2 luglio sciopero e manifestazione a Montecitorio

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

La pandemia in corso che in Italia ha sterminato oltre 32.000 cittadini e nel corso della quale 25.000 operatori sanitari sono stati contagiati, ha confermate alcune cose chiare sul nostro sistema sanitario che l’Unione Sindacale di Base dice da tempo e che devono costituire la base di discussione per la costruzione di un nuovo Sistema Sanitario Nazionale.
La Sanità non sarà mai pubblica e universale se di mezzo ci sono gli immensi profitti dei privati che con i soldi pubblici lucrano sulla salute delle persone e di lavoratori e lavoratrici. Gli stessi imprenditori che oggi sventolano nel rinnovo del contratto ARIS AIOP aumenti salariali, omettendo che metà dell’intero importo economico del contratto verrà pagato dalle Regioni con soldi pubblici.
Mentre contavamo i morti da Covid-19 in pieno picco di contagio, tutti prospettavano una riforma totale del sistema sanitario incentivando il servizio pubblico, ma oggi i soliti sostenitori del privato, con il calo dei numeri nei bollettini giornalieri, scoprono le carte progettando cospicue erogazioni economiche proprio agli imprenditori della Sanità Privata, giustificandoli persino con i 13 anni di mancato aumento salariale e nascondendo gli enormi profitti fatti sulle spalle di lavoratori e lavoratrici oltre che dei pazienti.
La USB su questi temi avvia una straordinaria mobilitazione di tutti i lavoratori della Sanità Pubblica, della Sanità Privata e del Terzo Settore che afferisce alla Sanità, aprendo così una stagione di rivendicazioni, come inizio di un percorso che porti al Contratto Unico della Sanità e dei Servizi Socio-Assistenziali in modo che a questi lavoratori sia garantito il principio secondo cui a uguale lavoro corrispondano uguale salario e gli stessi diritti.
IL 2 LUGLIO ORE 10 IN PIAZZA MONTECITORIO PER:
– Applicazione del contratto pubblico per tutti i lavoratori e lavoratrici della Sanità Privata, in concessione, in convenzione e negli appalti delle strutture pubbliche
– Garanzia e rispetto delle normative per la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro
– Bonus Covid per tutti gli Operatori della Sanità Pubblica e Privata e del Terzo settore. (Unione Sindacale di Base – Sanità Privata)

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Fisco: Unc, si a calo Iva, ma non generalizzato

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

“Siamo molto contenti che il Governo stia valutando la riduzione dell’Iva, considerato che lo stiamo proponendo, inascoltati, dall’11 marzo. Siamo stati gli unici ad averlo chiesto ufficialmente, presentando alla Camera le osservazioni al Cura Italia. Ma devono essere cali mirati, per rilanciare i settori più in crisi, non una riduzione generalizzata dell’aliquota Iva ordinaria” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Non solo perché sarebbe un onere finanziario che lo Stato in questo momento non può oggettivamente permettersi, ma anche perché, in questo periodo di recessione, il rischio è che un calo generico ed indistinto dell’aliquota, ad esempio dal 22 al 21 per cento, non si traduca in un abbassamento dei prezzi a vantaggio del cliente finale, vista anche l’esiguità della riduzione, ma non solo in minori introiti per lo Stato” prosegue Dona.
“Per questo avevamo proposto una riduzione dell’IVA sul gas al 10% sull’intero consumo e non solo sui primi 480 Smc annuali, e poi, solo per i settori maggiormente in crisi, come quello turistico, una riduzione dell’Iva rilevante, al 5%, sia per gli alberghi che per i pacchetti turistici, ma per un periodo limitato, fino alla fine dell’anno” aggiunge Dona.”Insomma, come avviene durante il periodo dei saldi, un forte sconto temporaneo, stavolta a carico dello Stato, così da invogliare le famiglie che se lo possono permettere a partire per le vacanze, aiutando albergatori ed agenzie turistiche in difficoltà” conclude Dona.

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Piazza Grande Religion Journalism Award

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

E’ stato conferito a Federica Tourn. La giornalista italiana ha partecipato al contest con Dio dietro le sbarre, il suo potente reportage sulla discriminazione religiosa nelle carceri italiane pubblicato su «Jesus» nel luglio del 2019.La giuria ha, inoltre, assegnato tre menzioni speciali: al giornalista austriaco Gerald Drißner per Kolossale Ambitionen einer kleinen Stadt (Le colossali ambizioni di una piccola città, pubblicato su CREDO), a László Szőcs, ungherese, per Megtalált jegygyűrű (Un anello nuziale recuperato, pubblicato su Magyar Nemzet) e all’italiana Chiara Zappa per Papa Francesco ad Abu Dhabi: La Chiesa in terra araba, pubblicato su «Avvenire».Lanciato durante la conferenza annuale della European Academy of Religion 2019, organizzato da IARJ con il sostegno di Fscire, il Piazza Grande Religion Journalism Award nasce per valorizzare il lavoro di giornalisti che si occupano di fede, religione e spiritualità. In occasione di questa prima edizione sono pervenuti oltre settanta contributi di professionisti, che pubblicano regolarmente in Europa e nei paesi del bacino del Mediterraneo.La giuria del premio è composta da Endy Bayuni (Indonesia), Irene Hernández Velasco (Spagna), Alberto Melloni (Italia), Fariba Pajooh (Iran), Barış Soydan (Turchia), Peggy Fletcher Stack (Stati Uniti) e Douglas Todd (Canada).

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“Senza storia non c’è futuro”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

E’ l’iniziativa che Gioventù Nazionale, l’organizzazione giovanile di Fratelli d’Italia, sta portando avanti da diversi giorni presidiando fisicamente in ogni città d’Italia i simboli della nostra storia e della nostra cultura. “Condanniamo fermamente – dichiara Fabio Roscani, Presidente di GN. le azioni oltraggiose compiute su statue di intellettuali, politici e persino di personaggi dell’Antica Roma, poiché considerati da alcuni simboli di razzismo. Nel pieno rispetto delle regole, continueremo a proteggere, finchè sarà necessario, i simboli della storia per difendere il futuro delle giovani generazioni da un anacronistico revisionismo storico, pregno di ideologismo e mistificazioni che vuole abbattere, deturpare e censurare simboli e figure consegnate all’eternità”. Lo comunica nota dell’ufficio stampa di Fratelli d’Italia.

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Al via la partnership tra Fast Group e INGO

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Vercelli (VC), Fast Group – società attiva in ambito ICT con oltre 20 anni di presenza sul mercato – ha siglato una partnership con INGO, azienda specializzata nello sviluppo di soluzioni dedicate alla gestione innovativa e multicanale della customer relation. Fast Group rappresenta per i suoi clienti un punto di riferimento per la consulenza e fornitura di servizi in ambito ICT e digital. Unisce professionalità, competenze ed esperienze complementari per assistere le aziende nella grande e complessa sfida della trasformazione digitale. La partnership è sancita in particolare con la commercializzazione di WitiOp, la piattaforma “all in one” realizzata e distribuita da INGO per comunicare con clienti e contatti su WhatsApp in modo efficiente. Sviluppata nativamente sulle API di WhatsApp Business, WitiOp è un vero e proprio Customer Operations Manager disponibile in modalità inbound e outbound che consente la gestione di un Customer Service su WhatsApp con un unico numero telefonico, gestito da un numero illimitato di agenti contemporanei, utilizzando le funzionalità tipiche delle customer operations.WitiOp offre un serie di funzionalità e caratteristiche non previste dall’applicazione WhatsApp Business, che consentono alle aziende di gestire le interazioni con i clienti in modo efficiente, immediato e sicuro:
Impiego di più agenti contemporanei organizzati per ruoli definiti e priorità di risposta
Profilo Admin per il monitoraggio attività degli agenti, stato conversazioni e analytics
Chat routing per l’indirizzamento delle chat all’operatore più competente
invio di notifiche push ed alert per aggiornamenti costanti ai clienti attraverso messaggi outbound
Storico della chat con i clienti per conservare le conversazioni e recuperare informazioni necessarie
Configurazione Chatbot per risposte automatiche a domande frequenti
Importazione di lista contatti ed aggiornamento informazioni dei clienti
GDPR Compliance
In particolare Fast Automotive (https://www.fast-automotive.it) – la divisione verticale di Fast Group specializzata in servizi per il mondo dei dealer – è partner unico ed esclusivo per l’Italia per la proposition di WitiOp nel settore Automotive.

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La contraccezione ormonale compie 60 anni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Miliardi di donne hanno fatto ricorso alla contraccezione ormonale dal lontano 9 maggio 1960 a oggi: solo nel 2019, sono state 1 miliardo (per la precisione 992 milioni), pari al 49% della popolazione mondiale in età riproduttiva, anche se in Italia è solo il 16% circa della popolazione femminile fertile ad utilizzarla, un dato tra i più bassi d’Europa (la media è pari a 21.4%). In particolare, nel nostro Paese, risultano più critiche le classi di età più giovani: secondo la SIGO (Società Italiana di Ostetricia e Ginecologia), il 42% delle under 25 italiane non utilizza nessun metodo contraccettivo durante la prima esperienza sessuale.
Bayer, che da ben 60 anni svolge un ruolo di primo piano nella ricerca a favore della salute femminile, presenta “Ragazze, che storia”: la nuova campagna in favore di una contraccezione consapevole e responsabile. #storiesdiragazze sarà il fil-rouge che coinvolgerà le donne, raccogliendo le loro testimonianze e raccontandole sui social, promuovendo la corretta informazione in ambito contraccettivo.Proprio in occasione del sessantesimo anniversario della nascita della contraccezione ormonale la pagina Facebook di Bayer “My Contraception Italia” presenta, a partire da oggi, lunedì 22 giugno, uno speciale contributo video che ha per protagoniste tre esperte ginecologhe, in collaborazione con SIC (Società Italiana della Contraccezione).In questo esclusivo video evento sui social, Franca Fruzzetti (Responsabile dell’ambulatorio di endocrinologia ginecologica dell’ospedale universitario Santa Chiara di Pisa e Presidente della Società Italiana di Contraccezione – SIC), Rossella Nappi (Ordinario di Clinica Ostetrica e Ginecologica all’Università degli Studi di Pavia, IRCCS Policlinico San Matteo e membro del comitato direttivo della Società Internazionale di Endocrinologia Ginecologica), e Manuela Farris (specialista in Ginecologia e Ostetricia e consigliere della SIC) celebreranno 60 anni di rivoluzione con la donna sempre al centro.
Sessanta anni fa la pillola ha dato inizio ad una nuova serie di opportunità. Una storia che ha inizio a partire dal 1960, quando sugli scaffali delle farmacie di tutto il mondo arrivava la contraccezione ormonale: una pillola che è nella storia non solo della medicina e delle scoperte scientifiche del ‘900, ma che rappresenta anche il simbolo dell’emancipazione femminile.
Ecco perché, a 60 anni, la pillola resta uno strumento rivoluzionario e adatto alle esigenze, sempre più in evoluzione, delle giovani donne.Negli ultimi 60 anni Bayer ha costantemente guidato l’innovazione nella contraccezione. Tra gli obiettivi futuri, favorire l’accesso entro il 2030 alla contraccezione moderna a 100 milioni di donne nei paesi a basso e medio reddito.
Con la nuova campagna “Ragazze, che storia”, l’azienda conferma il proprio impegno nella ricerca a favore della salute femminile, studiando soluzioni innovative e sempre più efficaci per rispondere alle esigenze delle donne.

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Confcommercio: Icc di maggio -29,4%, -50,2% i servizi

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

L’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) registra a maggio una diminuzione del 29,4%, -50,2% per i servizi. “Dati preoccupanti. Anche se migliorano rispetto ad aprile, quando il calo era stato del 47%, -71,4% per i servizi, è evidente che per ora la falsa Fase 2, iniziata formalmente il 4 maggio, è stata un flop totale, visto che di fatto si tornava alle regole delle prime settimane di marzo. Solo da metà mese, dal 18 maggio, è davvero iniziata la Fase 2 con la graduale riapertura dei negozi” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Ma anche da metà mese i consumi non sono affatto decollati, non c’è stato nessun effetto di rimbalzo, nessun ritorno alla normalità. Basti pensare ai pubblici esercizi che segnano un -60%, pur essendo quelli che avrebbero dovuto maggiormente beneficiare della riapertura. Il problema è che le famiglie sono in grande difficoltà. I consumi sono al palo perché la condizione economica delle famiglie è peggiorata e quindi i consumi non strettamente necessari continuano ad essere rinviati” conclude Dona.

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Webdoc made in UniTo selezionato dalla US Library of Congress come materiale Internet di interesse storico

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

La US Library of Congress è la più grande biblioteca del mondo, con più di 170 milioni di documenti custoditi. Un comitato di esperti si occupa quotidianamente di selezionare, con lo scopo di catalogarli e conservarli, importanti reperti culturali che rischierebbero altrimenti di andare perduti. Tra questi sono compresi i materiali digitali, inclusi i siti web, la cui conservazione, per via della loro stessa natura di volatilità, è a rischio. In questo modo, materiali dipendenti da server web, software e connessioni, che potrebbero diventare obsoleti (il codice HTML non è sicuro come la carta, necessita sempre di un browser che lo interpreti), diventano permanenti.La prestigiosa Biblioteca recentemente ha incluso nella sua collezione storica di materiali Internet il Webdoc “Virtual Electronic Poem project” che raccoglie i risultati del progetto Virtual Electronic Poem del CIRMA, Centro di Ricerca sulla Multimedialità e l’Audiovisivo dell’Università di Torino. Il progetto, del biennio 2004/05, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del programma Cultura 2000, consisteva nella realizzazione di un ambiente di realtà virtuale immersiva che ricostruiva fedelmente l’esperienza globale del “Poème électronique”, prima opera multimediale mai realizzata, progettata da Le Corbusier nel 1958 per il padiglione della compagnia Philips all’Esposizione Universale di Bruxelles (quella dell’Atomium, la prima dopo la Seconda Guerra Mondiale). Il “Poème électronique”, con la musica di Edgar Varése e le forme architettoniche di Yannis Xenakis, fu un’opera capace di suscitare il senso di un’esperienza totalizzante dell’ascolto e della visione, ma, nonostante il numero incredibile di spettatori (circa due milioni), fu smantellata pochi mesi dopo l’inaugurazione e mai più ripetuta.Il progetto Virtual Electronic Poem ha reso possibile dal 2005 una rinnovata fruizione del “Poème électronique”, che è stata ospitata in molte sedi: musei di arte contemporanea, festival, manifestazioni specialistiche in tutto il mondo.”Il Webdoc è stato sviluppato in occasione della performance newyorkese del Virtual Electronic Poem, alla Judson Church, nel Village, a gennaio 2010. Era necessario far conoscere a un largo pubblico la storia originale, prima di accedere all’installazione multicanale e fruire degli 8 minuti di musica di Varése, i 2 minuti di interludio di Xenakis e le immagini di Le Corbusier, il tutto all’interno della ricostruzione virtuale del Padiglione Philips” spiega Vincenzo Lombardo, coordinatore del progetto e docente del Dipartimento di Informatica all’Università di Torino.Il Webdoc è strutturato con un parallelismo tra la cronaca dell’evento (sezione “Chronicle”), con tutti i materiali recuperati da archivi di tutto il mondo ed esposti in modalità narrativa, e la ricostruzione virtuale (sezione “Reconstruction”), con la messa in opera degli elementi digitalizzati in parte ricostruiti per coerenza della perfomance. È la documentazione di un progetto archeologico, di fatto, ma con la riedizione dell’evento originale in una forma virtuale.
La US Library of Congress ha selezionato il Webdoc per l’inclusione nella raccolta dei materiali Internet relativi al Performing Arts Web Archive. Un riconoscimento che dimostra lo straordinario valore storico di questo progetto di comunicazione digitale e che mette al sicuro dall’obsolescenza dei linguaggi informatici e dell’operatività dei server. Il problema del mantenimento dei progetti effimeri come le performance è un argomento attuale nel panorama del patrimonio culturale. E questo vale anche per i materiali digitali a causa della volatilità dei sistemi, tanto che l’UNESCO ha inserito, accanto al patrimonio tangibile, anche il patrimonio intangibile e il patrimonio digitale. Il Virtual Electronic Poem riunisce tutte le tre anime del patrimonio culturale, ricostruendo in computer grafica 3D il padiglione originale e l’evento intangibile con una performance digitale. E con il contributo della US Library of Congress il suo racconto resterà per sempre.

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Enac: istruttorie su voucher compagnie, rischio sanzioni

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

L’Enac ha annunciato di aver avviato istruttorie per sanzioni a compagnie aeree per il mancato rispetto del Regolamento comunitario di tutela dei passeggeri.”Bene, ottima notizia! Chiediamo all’Enac di irrogare la sanzione massima prevista, nel più breve tempo possibile” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”E’ gravissimo, infatti, continuare ad applicare la normativa sui voucher, nonostante dal 3 giugno siano ripresi regolarmente i voli in Europa. I consumatori, in caso di cancellazione del volo, hanno ormai diritto di scegliere tra il rimborso entro sette giorni senza penali dell’intero costo del biglietto o la riprotezione, ossia l’imbarco su di un volo alternativo per la destinazione finale non appena possibile o ad una data successiva a lui più conveniente, a seconda della disponibilità di posti” prosegue Dona.”Insomma, le compagnie aeree devono applicare, senza se e senza ma, il Regolamento (CE) n. 261/2004 sia se l’aeroporto di partenza è in un paese membro dell’UE sia se l’aeroporto di arrivo è in un paese dell’UE, qualora il vettore aereo sia comunitario” conclude Dona.

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“Real Estate e ripresa economica: il ruolo di Milano”

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Milano. Da alcune settimane, l’Italia è entrata nella fase di ripartenza, con la ripresa delle attività costrette a un periodo forzato di interruzione causa lockdown. Anche il settore Real Estate deve affrontare una serie di problematiche e di sfide per rimettere in moto le dinamiche delle varie asset class, in particolare in una città come Milano che, prima dell’emergenza COVID-19, era al centro dell’interesse dei grandi player e investitori nazionali ed esteri.Per analizzare la situazione attuale del comparto e pianificare una possibile ripartenza dal punto di vista di operatori sia pubblici che privati, American Chamber of Commerce in Italy ha organizzato il webinar “Real Estate e ripresa economica: il ruolo di Milano”. All’evento virtuale hanno partecipato Roberto Tasca, Assessore al Bilancio e Demanio del Comune di Milano, con un intervento sulle prospettive di valorizzazione economico-sociale post COVID-19 del patrimonio immobiliare della città con un’attenzione al tema ambientale, Mario Abbadessa, Senior Managing Director e Country Head Hines Italy, che si è focalizzato sui progetti real estate nell’area milanese legati alla rigenerazione in chiave di sostenibilità, al living e alla logistica, Giovanna Della Posta, AD di Invimit SGR, che ha portato la sua esperienza relativa a investimenti immobiliari su beni pubblici a Milano ma anche in altre città italiane e Paola Ricciardi, Country Managing Director Duff & Phelps in Italia.In particolare, durante il suo contributo, Paola Ricciardi ha commentato: “In questo momento, dare una view complessiva sul mercato immobiliare non è semplice, in quanto ci sono poche evidenze oggettive sulle quali basare delle previsioni. Il lockdown ha indubbiamente congelato la situazione per tre mesi, anche se a Milano le transazioni nel primo semestre hanno registrato una lieve flessione rispetto al periodo dello scorso anno. Molte operazioni sono state sospese e non cancellate, ma semplicemente rimandate. Le prospettive macro-economiche indicano per il 2020 una contrazione del PIL italiano di circa il 10%, con un impatto che si rifletterà inevitabilmente sulla salute delle imprese e indirettamente sul valore degli immobili.

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Trattamento del tumore alla prostata

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

In sole 4 sedute radiochirurgiche il trattamento del tumore alla prostata è concluso. Grazie alla potenza del Cybeknife, ciascuna seduta dura pochi minuti, e la terapia si svolge a giorni alterni per cui in una settimana si conclude il ciclo. Inoltre la possibilità di tracciare in real time, durante l’irradiazione, la posizione della prostata attraverso una sequenza ravvicinata di radiografie, offre livelli di precisione millimetrici, che salvaguardano i tessuti sani circostanti. In Italia sono 37.000 sono i nuovi casi di tumore della prostata nel 2019. Negli uomini in fascia d’età tra i 50 e i 69 anni e negli ultrasettantenni è la neoplasia più frequente e rappresenta il 20% di tutti i tumori. Presso la Radioterapia del Regina Elena di Roma è in piena attività il Cyberknife di ultima generazione. Negli ultimi tre anni sono stati trattati 66 pazienti con tumore prostatico, selezionati per tumore localizzato, tracciabile e considerato a rischio ‘basso’ o ‘intermedio’, secondo i criteri del National Comprehensive Cancer Network (NCCN).
I risultati ottenuti sono molto buoni: tassi di tossicità a lungo termine minimi e fattibilità del trattamento nel 100% dei casi.
“Lo schema che adottiamo è il trattamento in sole 4 sedute. – chiarisce Giuseppe Sanguineti, Direttore della Radioterapia – Prende spunto dalla solida esperienza della brachiterapia (radioterapia interna), che vanta un fitto background, rappresentato da centinaia di pazienti trattati in vari decenni. Un gruppo multicentrico americano l’ha reso replicabile attraverso il Cyberknife e risultati su più di 250 pazienti affetti da tumore alla prostata ne confermano, anche con il sistema robotico, una notevole efficacia. Possiamo modulare così l’irradiazione dall’esterno, rispetto alla brachiterapia, ma distribuendo in egual modo dosi eterogenee e superiori rispetto ai protocolli tradizionali.” Dati scientifici solidi quindi danno ormai precise indicazioni sul trattamento clinico di tumore della prostata in pazienti selezionati.Grazie al Cyberknife è possibile così offrire negli stadi iniziali di malattia un alternativa alla chirurgia. Coniuga infatti l’erogazione di radiazioni ad alta energia attraverso un braccio robotizzato. Lo strumento, nato per piccoli tumori cerebrali e della colonna, ora si estende nella routine clinica anche alla cura di tutte le patologie tumorali.

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Serbia: Rojc (Pd), a Vučić tanti voti e grandi responsabilità

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

“Ad Aleksandar Vučić vanno senz’altro gli auguri di fare un ottimo lavoro per la Serbia, che gli ha dato tanti voti e una grande responsabilità, forse come mai è avvenuto prima, in uno scenario internazionale particolarmente delicato. Confido che i rapporti eccellenti con l’Italia potranno rafforzarsi nel quadro di una crescente stabilizzazione dell’area balcanica e di un percorso non incerto verso l’Unione europea”. Lo afferma la senatrice Tatjana Rojc (Pd) commentando la vittoria del Partito del progresso serbo (Sns) del presidente Aleksandar Vucic, con oltre il 60% dei consensi. “Per la Serbia si apre la grande occasione – aggiunge Rojc – di scegliere se diventare anche di diritto, oltre che di fatto, un importante e democratico Paese europeo, capace di svolgere uno storico ruolo di ponte”.

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Democrazia e giudizio critico dei cittadini

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Il signor Walter Lippmann (1889-1974), il giornalista americano che ha inventato l’espressione “Guerra fredda” e il termine “stereotipo”, nel 1922 scrisse il libro “Public Opinion”, edito in Italia da Donzelli nel 1999. Qui e nel suo lavoro in generale, ha riflettuto molto su una cosa tuttora attuale: l’incapacità di giudizio critico dei cittadini. Aveva notato come l’opinione pubblica si formi quasi sempre su immagini e simboli di fatti e persone di cui non è possibile avere esperienza diretta. I media (appunto mediatori tra fatto e percezione) sono quindi responsabili di quello che pensiamo, di più: di quello che crediamo essere la verità. Può essere un caso che uno degli ultimi quotidiani nati in Italia, molto di parte a buon diritto, si chiama proprio La Verità? Beati loro e dannati noi.
L’opinione pubblica ha a che fare con la democrazia, diceva Lippmann. La comunicazione collettiva dei mass media ha a che fare con la propaganda politica e l’immissione materiale e simbolica di “tutta” la popolazione nella società e nelle istituzioni. Come si forma l’opinione pubblica e come questa si evolve nel tempo sono cose fondamentali per il mantenimento della democrazia. Per esempio, il Venezuelano Maduro è un leader democratico perché è stato eletto da una maggioranza popolare? Quelli che lo hanno votato erano tutti in malafede? Il dibattito impazza.
Lippmann credeva che tra i fatti e l’individuo si interponga una specie di pseudo-ambiente, un ambiente non reale, dove la verità è fatta delle immagini che vengono offerte dal sistema della comunicazione. Ma se l’opinione pubblica si forma solo su simboli e immagini mediate, letteralmente prodotte o inventate dal sistema delle comunicazioni, dobbiamo diffidare di quanto pensa la gente? O, peggio, perdere fiducia nell’istituto stesso della democrazia? La tentazione viene. Qualcuno scherzando scherzando propone l’abolizione del suffragio universale. Ma la tentazione può passare in fretta.
Sebbene Lippmann avesse le sue ottime ragioni teoriche e pratiche, è bene restare ottimisti e non perdere la volontà di credere nelle istituzioni democratiche. Ma perché? Perché la storia dimostra che gli eccessi di comunicazione si trasformano prima o poi in tracotanza (la Hybris umana che gli dei greci prima o poi punivano) che porta alla rovina. Da un eccesso di comunicazione sono stati travolti molti regimi non democratici e molti presunti democratici che hanno cercato di approfittare delle regole democratiche. I baffetti di Hitler da minacciosi che erano, appaiono oggi ridicoli, come i baffoni di Stalin o la mascella quadrata di Mussolini. Provate a non ridere rivedendo il Duce sull’aia impegnato a torso nudo nella battaglia del grano. Provate a non ridere rivedendo tal Rapagnetta (in arte Gabriele D’Annunzio) secco come un chiodo e brutto assai mentre arringa gli arditi di Fiume, anche lui dotato di baffetti ridicoli e buffo cappelletto.
Insomma, al pessimismo di Lippmann si può contrapporre la saggezza popolare: il polpo deve cuocere nel suo brodo. Certo, a volte c’è da aspettare un po’ troppo. Ma oggi il tempo corre più veloce che in passato e le cose mutano in fretta. Per esempio: l’impressione che il nostro Super-panza padano sia diventato ridicolo e si stia strozzando mangiando ciliegie è più che fondata.
(Gian Luigi Corinto, consulente Aduc)

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Governo: Il Piano Colao

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Molti ne parlano ma pochi ne sanno. Succede spesso nel nostro Paese che è passato dalle chiacchiere al bar a quelle sui cosiddetti social, dove leggiamo, o sentiamo, il ripetersi del rito mattutino tra un caffè e un cappuccino.
Vediamo.Nell’aprile scorso il Governo ha incaricato un gruppo di esperti, guidato da Vittorio Colao, di redigere proposte per definire una strategia per la ripresa economica dell’Italia.A giugno, è stato consegnato al governo il Piano Colao, 102 schede di lavoro nelle quali, però, non sono indicati i costi delle misure proposte. A individuare i costi del Piano Colao, ci ha pensato l’Osservatorio sui Conti Pubblici, che li ha stimati in 170 miliardi in 5 anni. La maggior parte dei costi riguarda 5 interventi: alta velocità e collegamenti con gli aeroporti, assegno unico per i figli, asili nido, transizione energetica, poli turistici, aree marine e portuali.Il Piano Colao è stato alla base dei lavori degli Stati Generali e, ora, si tratta di capire cosa vuol fare il Governo nelle prossime settimane per rilanciare la crescita. A disposizione ci sono fondi europei, Mes, Sure, Bei, per un totale di 540 miliardi e quelli del Recovery Fund, la cui realizzazione è da definire, per 750 miliardi, parte in prestiti e parte a fondo perduto.Occorre far presto perché, finita la fase di tamponamento delle emergenze, in autunno il ciclo economico dovrà riprendere a meno di non cadere in profonda crisi economica. E’ di tutta evidenza che non ce lo possiamo permettere.Bando alle bufale sul Mes di Salvini, Meloni e alcuni esponenti dei 5 stelle, occorre utilizzare da subito il prestito decennale di 36 miliardi, disponibili, tra l’altro, a interessi zero. Dopo le parole occorrono i fatti. (Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Rilancio economia e consumi. L’errore dei bottegai. No suv ma utilitarie!

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

Dopo il primo fine settimana di estate (con tanto di solstizio) e il grande affollamento delle località turistiche, anche se non abbiamo ancora i primi dati statistici ufficiali si possono fare le prime valutazioni sui costi e le prospettive. Stiamo parlando essenzialmente di città e località turistiche, essenzialmente balneari. I prezzi sembra che siano lievitati tra il 10 e il 20%, soprattutto per le località balneari. Le motivazioni addotte per farlo sembra ci siano tutte da parte dei fornitori di servizi: siamo stati fermi da diversi mesi, abbiamo costi maggiori (sanificazione continua, numero ridotto di offerte dei servizi – distanziamento – e ridotto numero di affluenza perché i consumatori sono ancora perplessi, disorientati ed economicamente incerti).
La storia, in una “normale” economia di mercato, potrebbe finire qui: è la abituale dinamica di domanda e offerta.
Ma non è così. E lo sappiamo tutti. Solo che – pigro l’essere umano per costituzione o scelta, poco importa – se va avanti così non si va da nessuna parte e tutti ci si fa male. L’economia dell’oggi e del domani non può essere indirizzata solo in una sorta di ripartenza. La situazione economica non è la stessa e non potrà solo ripartire. Va reinventata. A partire da tre dati di fatto al momento statici:
– le valute forti e le disponibilità altrettanto forti che ci sono sempre arrivate da Paesi più forti del nostro, al momento non ci sono, e in prospettiva sono al lumicino. Ad esempio: una pizza a 10 euro per uno svedese è una bazzecola, per un italiano è troppo;
– le valute degli italiani sono deboli per diversi motivi noti e stranoti a tutti, dove al primo posto c’è l’assenza di introiti per diversi mesi;
– tutti gli italiani che nei decenni passati hanno abbandonato le bellezze del nostro Paese, lo hanno fatto anche perché una settimana in Tunisia o Grecia o Croazia o Turchia o Spagna o Egitto (ultima anche l’Albania), per esempio, volo incluso costava la metà di una settimana in Maremma, in Versilia, in Liguria, in Salento, in Campania, in Calabria, in Sardegna, in Sicilia, etc (tra le poche eccezioni le coste romagnole e marchigiane, sempre strapiene e naturalisticamente – non ce ne vogliamo ma è una valutazione “oggettiva” – non paragonabili con quelle prima elencate).
Di conseguenza i bottegai di varia natura dovrebbero comprendere che se vogliono invogliare questi italiani, le motivazioni che loro adducono per la lievitazioni dei prezzi non reggono. Certo, loro guadagnano meno del previsto, ma si devono rendere conto che hanno davanti a sé dei consumatori con molta meno disponibilità economica e psicologica. Quindi pur se le leggi dell’economa di mercato dicono che anche l’offerta fa la domanda, c’è da considerare che in questo frangente conta essenzialmente la domanda che fa l’offerta: occorre essere invitanti, per prezzo e per qualità. Questo probabilmente porterà alcuni bottegai che erano abituati a muoversi con un suv da svariate decine di migliaia di euro a dover ripiegare su una utilitaria. Problema? Dipende dalle persone. Ma indipendentemente dai gusti e dalle esigenze individuali, occorre che il bottegaio comprenda che, altrimenti, non è in pericolo il proprio suv, ma anche l’utilitaria. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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Scuola: servono nuovi spazi e docenti, anche con più ore settimanali

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

In attesa delle Linee Guida ministeriali, la senatrice Bianca Laura Granato, membro M5S della Commissione Cultura, ha anticipato le intenzioni della maggioranza: sì all’organico di fatto aggiuntivo per docenti ed Ata (che si occuperanno della sanificazione), ma anche alla possibilità a ciascun docente della secondaria di insegnare fino a 24 ore retribuite; si sta vagliando la possibilità di ridurre la durata della lezione, per poter evitare permanenza prolungata in classe, però consapevoli che le famiglie avrebbero difficoltà, soprattutto per chi ha bambini alla primaria e per questo si sta lavorando per estendere i congedi parentali “ai padri con giorni in più”; gli spazi aggiuntivi saranno individuati in locali di altri enti pubblici che garantiscano i 2 metri quadri minimi a studente previsti. Viene confermata l’intenzione di riprendere le lezioni il 14 settembre con le più ergonomiche visiere in plexiglass invece delle mascherine. La senatrice ritiene che “se ci dovesse essere una ripresa del contagio a livelli in cui era attivo a marzo, allora si potrà parlare nuovamente di didattica a distanza”, stavolta da attuare con “piattaforme stabili e sicure da usare all’interno delle scuole”, anche se “per gli studenti con Bes o in situazione di handicap non può essere usata, perché non ha alcuna efficacia”.Secondo Marcello Pacifico, presidente nazionale del giovane sindacato, “le soluzioni prospettate dalla maggioranza parlamentare possono essere anche condivisibili, ma vanno accompagnate da due passaggi: la riduzione degli alunni per classe in pianta stabile, con al massimo 15 alunni, e l’aggiunta in organico di non meno di 200 mila docenti e Ata nuovi.

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La sanità deve cambiare. Se non ora quando?

Posted by fidest press agency su giovedì, 25 giugno 2020

“Ringraziamo il Presidente del Consiglio e il Governo per l’incontro avuto nel corso degli Stati Generali dell’Economia. E’ il concreto riconoscimento sia del formidabile impegno delle professioni sanitarie in questa emergenza, nell’ospedale e nella comunità, sia dell’importanza di tutto il comparto sanitario nella vita, anche economica, del Paese” . Così Andrea Mandelli, presidente della FOFI, commenta l’audizione della Consulta delle Professioni Sanitarie svoltasi ieri a Villa Pamphili. Nel suo intervento Mandelli ha ricordato i sanitari vittime della COVID-19, tra i quali 15 farmacisti, per sottolineare che da questa tragedia occorre trarre insegnamenti e stimoli importanti. “Sono convinto che nulla potrà essere come prima, a cominciare dalla sanità italiana, e questo significa innanzitutto rinforzare l’assistenza nel territorio attraverso la collaborazione interprofessionale, come indicato recentemente anche dal Rapporto ‘Realising the Potential of Primary Health Care’ dell’OCSE” spiega Mandelli. “La farmacia dei servizi, il cui modello è stato messo a punto dalla Federazione e di cui riprenderà presto la sperimentazione interrotta dalla pandemia, è la chiave per offrire alla prima linea dell’assistenza strumenti che sarebbero stati utili a risolvere molti dei disagi per i pazienti che si sono presentati nella fase acuta dell’emergenza. Basti pensare alla telemedicina. Altri due punti per noi fondamentali sono la semplificazione – la lotta alla burocrazia – e la digitalizzazione della sanità. Fascicolo sanitario elettronico e Dossier farmaceutico sono già stati strutturati e resta soltanto da “azionare l’interruttore”. Per quanto riguarda la necessità di semplificare le procedure amministrative, ho ricordato che il Testo Unico delle leggi sanitarie, promulgato nel 1934, ha di gran lunga superato l’età pensionabile, ed è ora di mettere mano a questa materia”. La Federazione, anche attraverso un documento presentato nell’occasione alla Presidenza del Consiglio, ha toccato tutti i punti della sua visione dell’evoluzione del SSN: dall’ampliamento delle funzioni del farmacista ospedaliero alla revisione della distribuzione del farmaco, per rendere i medicinali di nuova generazione prescrivibili e dispensabili sul territorio, al coinvolgimento dei farmacisti nelle campagne vaccinali. E ha sottolineato che si devono affrontare il tema della remunerazione della rete delle farmacie, “che oggi fronteggia una situazione economica negativa, e il contratto dei collaboratori che, soprattutto dopo quanto accaduto in questi mesi, deve riconoscere anche sul piano retributivo il loro status di professionisti sanitari” prosegue il presidente della FOFI. “Ma se vogliamo perseguire l’evoluzione della nostra professione è fondamentale rivedere la formazione universitaria, il trattamento degli specializzandi in farmacia ospedaliera e l’esame di Stato, per adeguarli alle nuove competenze e all’innovazione scientifica e tecnologica. La terribile esperienza della pandemia deve tradursi in una spinta al cambiamento, al progresso, ad atti concreti. Se non ora quando?” conclude Mandelli.

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