Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

In Val di Rabbi un parco per ‘disintossicarsi’ dalle connessioni

Posted by fidest press agency su domenica, 28 giugno 2020

Se volete entrare nel parco, consegnate cellulare e orologio”. Tranquilli: nessuna rapina. Gli oggetti saranno tenuti al sicuro e, al posto loro, verrà offerto uno zaino con dentro merende e libri a sorpresa da godersi per un percorso in mezzo alla natura davvero sui generis. Lo scenario è quello della Val di Rabbi, fiabesca valle laterale della Val di Sole, immersa nel versante trentino del Parco Nazionale dello Stelvio. L’idea dello scambio “zainetto al posto dello smartphone” è delle Terme di Rabbi. L’obiettivo è quanto mai attuale: aiutare le persone a disintossicarsi dall’iperconnessione digitale. Un fenomeno ormai globale che l’epidemia da coronavirus (con annesso lockdown) non ha fatto che accentuare.Non a caso, la patologica paura di stare lontano dal proprio smartphone è ormai sempre più considerata una malattia a tutti gli effetti: secondo la piattaforma di ricerca Dscout, ogni utente controllerebbe il proprio cellulare in media 2600 volte al giorno, con punte di 5400 per gli utenti iperconnessi. Di più: il 50% dei giovani under 24 si sveglia in piena notte per leggere gli aggiornamenti social ed è in crescita il fenomeno del “vamping”, che spinge a passare svegli l’intera notte scorrendo le pagine web.
Il fiore all’occhiello di questa strategia sono due percorsi immersi nel bosco nei quali poter praticare la “park therapy” fisica e mentale. Il primo è già stato inaugurato nel 2019 e quest’anno permetterà di sperimentare dei percorsi smartphone-free. Un modo per riconnettersi con la natura e migliorare pian piano il benessere del proprio Io interiore: “Vogliamo portare le persone ad ascoltare il silenzio offerto dai boschi e i suoni degli elementi naturali contro il bombardamento sonoro e visivo cui siamo sottoposti. Tutto questo permetterà di ricordare che il silenzio può essere terapeutico” prosegue Zappini.
In uno spiazzo naturale verrà inoltre realizzato un anfiteatro al cui centro sarà collocato un elemento circolare in metallo lucido che rifletterà il paesaggio circostante a ricordare uno specchio d’acqua. Chi ci salirà potrà sentirsi avvolto interamente dalla Natura. Ma verrà anche usato come base per spettacoli di vario genere da gustare seduti su tronchi d’albero distribuiti nel prato circostante. Infine, un’ultima tappa: un pianoforte a coda, incastrato su una conifera a 20 metri di altezza. Da ammirare ma non suonare. Irraggiungibile. Un’installazione che vuole essere un omaggio al Maestro Arturo Benedetti Michelangeli, habitué della Val di Rabbi, dove amava ritirarsi per trovare ispirazione per la sua arte.

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