Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

Bonus vacanze: Tutto pronto per far fare soldi agli albergatori non certo per aiutare i consumi e l’economia

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Tutto è pronto per l’utilizzo del bonus vacanze, dal 1 luglio si potranno utilizzare i soldi dei contribuenti (anche quelli che restano a casa perché non hanno un becco di un quattrino o perché non hanno voglia) per dare un po’ di soldi a quei “poveri cristi” che gestiscono alberghi, campeggi, villaggi turistici, agriturismi e bed & breakfast in Italia.
A parte le difficoltà di tempi e logistiche per usufruire di questo bonus… ma crediamo che l’italiano medio abbia acquisto una dimestichezza con la burocrazia che riuscirà a superarle a pié pari…. Rimane un fatto importante: si tratta di un finanziamento ad alcuni operatori del turismo non al settore economico.
Il bonus infatti vale per le strutture ricettive elencate (mi raccomando, non attraverso Booking et similia, anche se in tantissimi lo utilizzano) e serve per finanziare le stesse, non certo i consumi turistici. Che sono quelli, per esempio, di chi va in vacanza anche prendendo solo un aereo o un treno o in auto o un’escursione dalla mattina alla sera (vista la penuria, crediamo sarà una delle scelte più gettonate), tutte attività turistiche che non possono essere rimborsate col bonus.
Per chi ci governa il turismo degno di essere aiutato “perché così si rilancia l’economia bla bla…” è solo quello dell’ospitalità di certe strutture. Prendiamone atto: questo è il loro concetto e la loro pratica di rilancia dell’economia turistica.
Noi crediamo che, come in qualunque ambito economico i motori debbano essere i consumi e i consumatori, a cui magari dare anche un buono che poi utilizzano come meglio credono, foss’anche per mangiare al ristorante nella località turistica. Ma forse stiamo parlando di un altro mondo, di un’altra economia che sembra non siano neanche prossimi. Per ora ci siano infilati in questo “cul de sac” che è molto probabile porterà al perpetuarsi della sopravvivenza stentorea e non al consolidamento di una economia di mercato. (Vincenzo Donvito, presidente Aduc)

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