Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Guarire l’Europa di Laura Sullivan

Posted by fidest press agency su martedì, 30 giugno 2020

Lunedì stavo ascoltando la radio quando queste parole mi hanno colpita: “Il nostro paese è come una casa molto vecchia. Amo le case molto vecchie. Ma tali case necessitano di molto lavoro. Un lavoro che non finisce mai. Per questa nazione è la stessa cosa. Magari non vorresti andare nello scantinato per mettere un po’ di ordine, però se non vai a darci un’occhiata, lo fai a tuo rischio e pericolo.” A pronunciare tali parole è stata la giornalista americana Isabel Wilkerson, che stava parlando di come comprendere la storia (in questo caso facendo riferimento alla schiavitù) ci aiuta a dare un senso al presente (il razzismo e le violenze della polizia). Mi sono ritrovata a chiedermi:cosa c’è “nello scantinato dell’Europa?” Andiamo mai là sotto?Ci sono diversi tipi di storie: quelle che esistono a livello locale, quelle nazionali e quelle condivise al livello europeo. Si può dire che le due guerre mondiali iniziate sul continente e la nostra storia coloniale fanno parte della storia europea. Nonostante alcuni paesi europei abbiano compiuto qualche sforzo per confrontarsi con il vissuto delle guerre, è difficile trovare esempi di adeguate riflessioni sul nostro passato coloniale.Dopo l’omicidio di George Floyd, per la prima volta da molto tempo, ci ritroviamo costretti ad affrontare gli aspetti peggiori delle nostre storie, dei nostri passati, delle nostre identità nazionali. Negli Stati Uniti, i simboli riconducibili alla parte più buia della storia del paese vengono rimossi dai luoghi pubblici, e lo stesso sta accadendo in Europa, soprattutto quelli che fanno riferimento alla nostra storia coloniale.Pensiamo, per esempio, al Belgio: quando sono arrivata qui, nel 2001, non riuscivo a credere che re Leopoldo II, l’uomo che aveva organizzato l’omicidio e la mutilazione di milioni di congolesi, fosse ancora celebrato attraverso numerose statue sparse in tutto il paese. Ora che ci ritroviamo faccia a faccia con il nostro passato, una delle conseguenze più immediate è proprio la messa in discussione dell’esistenza di questo genere di statue in Belgio, in Italia, nel Regno Unito e altrove. Avventurandoci tra le ragnatele dello scantinato e confrontandoci con quello che c’è lì sotto, stiamo dando alla nostra società l’opportunità di guarire, e siamo anche più onesti con noi stessi.
(Laura Sullivan – WeMove Europe)

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