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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

«La ricetta per il futuro sulla pandemia è impegnarsi politicamente»

Posted by fidest press agency su mercoledì, 1 luglio 2020

È l’appello lanciato dal professor Walter Ricciardi, docente di Igiene all’Università Cattolica del Sacro Cuore e Consigliere scientifico del ministro della Salute per la pandemia da Coronavirus, nel corso del webinar “Covid-19 a tavola: tra falsi miti e realtà scientifica. Cosa pensano gli italiani e cosa consigliano gli esperti” promosso dal centro di ricerca Engage Minds Hub della Cattolica, campus di Cremona.«Anche per noi scienziati – ha detto Ricciardi – non è più il tempo di dedicarci solo ai lavori scientifici, di pubblicare lavori ad alto impact factor, di parlare ai congressi. Se la decisione politica non viene basata sull’istruzione, sull’alfabetizzazione, sulla messa in sicurezza e sui comportamenti corretti corriamo il rischio di ricadere nella stessa situazione a breve. Se questo terremoto non ci ha insegnato qualcosa»«Dobbiamo impegnarci politicamente e invito tutte le persone di buona volontà a farlo. Questo significa distogliere purtroppo un po’ di tempo e di risorse dai lavori scientifici per far sì che le nostre intuizioni, le nostre evidenze, le nostre proposte vengano recepite, perché se no si tornerà a ricostruire sulla stessa falda e questo genererà nuovi terremoti e nuove paure». Secondo il professor Ricciardi «questo fa la differenza tra i paesi antisismici, cioè quelli che fanno le cose prima, e i paesi sismici che costruiscono le cose soltanto dopo le distruzioni».
«Impegnarsi politicamente, non c’è altra ricetta», ha affermato Ricciardi. «Io vengo da una università in cui questo incoraggiamento viene direttamente dal Papa. Francesco ha detto: “Se volete che le cose cambino, i cristiani, i cattolici devono diventare rivoluzionari. Io non arrivo a dire tanto, ma bisogna impegnarsi a cambiare le cose».Ricciardi ha concluso il suo intervento con uno sguardo all’Europa: «In Italia ci stiamo giocando un campionato del mondo in condizioni di difficoltà: il 17 e il 18 luglio al Consiglio d’Europa si giocherà una partita decisiva sul Recovery Fund. L’Italia non ci arriva molto bene: il “liberi tutti” della pandemia è come l’“abbassiamo le tasse” sul fronte fiscale: è come sventolare un panno rosso davanti ai Paesi rigoristi del Nord-Europa. Ma se andiamo a dire che i soldi che chiediamo ci servono per fare quello che abbiamo fatto fino a ora non penso che si vada lontano, soprattutto per un Paese che ha il 150% di debito pubblico e che quindi dipende dagli altri per la sopravvivenza».

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