Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

L’Italia e gli equilibri geopolitici

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

Di tanto in tanto il cronista politico pone alla nostra attenzione la tendenza di Matteo Salvini di assecondare le “trame” di Putin nei confronti dell’Italia, ventre molle dell’Unione europea e sul punto di far traballare quest’ultima con tutte le sue contraddizioni. Sull’altro versante opera Luigi Di Maio, enfant prodige dei pentastellati e al secolo ministro degli esteri, che non nasconde le sue simpatie per i cinesi e il suo leader carismatico Xi Jinping, dallo sguardo dolce e amabile.
Due leader indubbiamente prestigiosi e autorevoli entro e fuori le mura dei loro palazzi. Lo stesso cronista, forse in termini più velati, ci fa notare che l’Europa comunitaria non gode degli stessi qualificanti attributi da parte dei suoi leader. E un’Europa debole, divisa e litigiosa avrebbe un bisogno vitale di una guida sicura e determinata anche a costo di perdere qualche pezzo della sua collana.
Se scendiamo nel dettaglio l’esclusione della Russia da una comunità Europea che vada dal Portogallo e fino ai confini asiatici della Federazione russa ci sembra innaturale. Tanto vale, avevamo tempo addietro argomentato in proposito, sdoppiare l’Europa in due distinte entità. Quella che ci interessa come Italiani dovrebbe riguardare i paesi che dalla sponda europea a quella africana e asiatica si affacciano sul Mediterraneo. Solo con la Federazione russa e con il silenzio assenso dei cinesi sarebbe possibile mettere in cantiere questo progetto.
Al tempo stesso non possiamo pensare ad alleanze come quella che fa capo alla Nato che hanno riguardato un momento storico che non esiste più. Noi dobbiamo ragionare su un futuro diverso da quello paventato dai nostri padri. Non possiamo guerreggiare per destabilizzare sotto l’effetto delle bombe interi paesi e trasformare nazioni come l’Irak, la Siria e la Libia in un cumulo di macerie fumanti.
Dobbiamo recuperare e rivitalizzare quelle parti del mondo sofferenti perché, con sette miliardi di abitanti e che nel 2050 arriveranno a nove miliardi, ciò che ci manca è proprio lo spazio vitale e una riorganizzazione delle risorse per evitare ciò che in parte sta già accadendo con milioni di persone che muoiono di fame e di malattie. Per non dire altro. (Riccardo Alfonso)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: