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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 338

TAR Bologna riammette in servizio il carabiniere destituito per i tatuaggi

Posted by fidest press agency su giovedì, 2 luglio 2020

(GRNET:IT) Il TAR dell’Emilia Romagna – presiedente Andrea Migliozzi, estensore Paolo Amovilli – ha riammesso in servizio un Appuntato dei Carabinieri destituito il 4 marzo scorso per il semplice possesso di tatuaggi (sentenza). Il TAR, ha accolto il motivo di impugnazione prospettato dai legali del carabiniere – gli avvocati Giorgio e Giovanni Carta – riguardante il difetto di proporzionalità della sanzione comminata rispetto alla condotta censurata «dal momento che, anche ove i tatuaggi per le relative dimensioni siano obbiettivamente deturpanti della persona, non si ravvisa per ciò solo il venir meno del rapporto fiduciario con l’Amministrazione e la ragionevolezza della massima sanzione espulsiva bensì i presupposti per l’applicazione di una sanzione più mite»;Il TAR ha aggiunto che «la condotta addebitata seppur non di lieve entità non appare inadempimento di gravità tale da non consentire la prosecuzione del rapporto, tenuta in considerazione sia la possibilità di impiego del ricorrente presso unità operative ove non è imposta l’uniforme a maniche corte sia della stessa rimozione ove volontaria dei tatuaggi».
«La sentenza del TAR Emilia Romagna – ha dichiarato l’avvocato Giorgio Carta – fa tirare un sospiro di sollievo a tutti quei militari che, negli ultimi mesi, dopo decenni di tolleranza da parte dell’Amministrazione, si sono trovati improvvisamente sottoposti a procedimenti disciplinari di stato per un comportamento assolutamente diffuso in tutte le polizie del mondo e, comunque, facilmente superabile dall’uso della divisa con maniche lunghe. Nel caso di specie, il ricorrente era giudicato da anni “superiore alla media” dai suoi stessi superiori e si era trovato d’improvviso licenziato dall’Arma pur essendo stato utilmente impiegato, durante tutta la durata del procedimento disciplinare, nel nucleo Tribunali con le maniche lunghe. Auspico che i procedimenti disciplinari attualmente in corso nei confronti di altri carabinieri tatuati tengano conto della importante affermazione di principi del TAR Emilia-Romagna».«Apprendiamo con soddisfazione della sentenza del Tar Emilia Romagna che ha reso Giustizia al collega destituito dall’Arma dei Carabinieri per essersi fatto alcuni tatuaggi in zone visibili del corpo. Abbiamo sempre sostenuto che la sanzione della destituzione per via di tatuaggi visibili, ledesse il principio di proporzionalità e ragionevolezza della sanzione e che la normativa interna dell’Arma “sconsigli” i tatuaggi, ma non li vieti. Anzi, tale pratica è diffusissima anche tra gli Ufficiali.».Così Massimiliano Zetti, Segretario generale del Nuovo Sindacato Carabinieri. «In mancanza di chiari divieti, è inammissibile che solo nella Legione Carabinieri Emilia Romagna, negli ultimi tempi, sia divampata una caccia alle streghe nei confronti di chi esibisce i tatuaggi. Chiediamo quindi che anche altri gli procedimenti disciplinari, seguiti dal nostro Pool Disciplina e pendenti sempre in Emilia Romagna per i tatuaggi, vengano archiviati in autotutela. Credo che la scala gerarchica dovrebbe occuparsi di altri gravi problemi che attanagliano quella Legione, piuttosto che di tatuaggi. Un pensiero finale va al Consulente Legale del nostro Sindacato, Avvocato Giorgio Carta, che ancora una volta si è schierato in prima linea nella difesa dei diritti dei Carabinieri.» (GRNET:IT).

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