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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 335

L’UNHCR esprime sgomento per le crescenti violenze ai danni degli sfollati nella RDC orientale

Posted by fidest press agency su sabato, 4 luglio 2020

L’UNHCR, l’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati, è in allarme per il crescente numero di aggressioni violente perpetrate da gruppi armati ai danni dei civili sfollati nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) orientale.L’Agenzia si appella alle autorità affinché rafforzino la presenza delle forze militari e di polizia col supporto della Missione ONU per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo (MONUSCO) al fine di migliorare la situazione sul piano della sicurezza e perseguire i responsabili.Gli sfollati restano inoltre esposti a rappresaglie, poiché percepiti dai gruppi armati attivi nella regione come sostenitori dell’esercito, una volta che quest’ultimo porta a termine le operazioni per liberare i territori e non è più presente.
Nelle ultime otto settimane, l’UNHCR e i partner hanno registrato molteplici attacchi di gruppi armati ai danni di insediamenti di sfollati e villaggi, principalmente nel territorio di Djugu, nell’Ituri, nei territori di Fizi e Mwenga, nella provincia del Sud Kivu, e nei territori di Masisi e Rutshuru, nel Nord Kivu. In queste aree, le violenze hanno costretto alla fuga oltre un milione di persone negli ultimi sei mesi.Gli attacchi in corso vanno ad aggravare una situazione già complessa segnata dalla presenza di numerosi sfollati nella RDC orientale ed espongono a rischi elevati le persone in fuga. Questo nuovo esodo, inoltre, mette ulteriore pressione sulle aree che accolgono sfollati interni. I siti di accoglienza non dispongono dei servizi per soddisfare le esigenze più basilari, quali cibo, acqua e assistenza sanitaria.Donne e bambine sono tra le persone più a rischio, considerato che, negli ultimi mesi, il numero di aggressioni e abusi sessuali e di genere nei loro confronti è andato aumentando. Nell’ultimo mese, nelle province di Ituri, Nord Kivu e Sud Kivu si sono registrati più di 390 casi di violenza sessuale. La maggior parte delle aggressioni sono attribuite a gruppi armati, ma si presume che in molti casi, la responsabilità sia da attribuire a membri dei servizi di sicurezza congolesi.Il perdurare del conflitto sta impedendo alle persone l’accesso effettivo all’assistenza. Gli attacchi ai danni degli ambulatori medici e le razzie di kit per la profilassi post esposizione – farmaci antiretrovirali per curare le persone potenzialmente esposte all’HIV– in particolare stanno ostacolando gli sforzi volti ad assicurare cure mediche ai sopravvissuti e alle sopravvissute.Nonostante le difficoltà di accedere ad alcune aree, l’UNHCR continua a lavorare con le autorità locali e con gli attori umanitari nelle tre province per agevolare il trasporto dei sopravvissuti a violenza sessuale presso gli ambulatori medici più vicini per ricevere cure mediche adeguate entro 72 ore.L’UNHCR continua ad assicurare assistenza alle persone in fuga, per la stragrande maggioranza donne e minori, fornendo alloggi, beni di prima necessità e denaro contante.

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