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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Scuola. Graduatorie Provinciali e d’Istituto – Anief: se il Ministero non ci ascolta, sarà battaglia in tribunale

Posted by fidest press agency su mercoledì, 8 luglio 2020

Alla luce della bozza predisposta dal Ministero dell’Istruzione sulle costituende Graduatorie Provinciali per le Supplenze e le nuove Graduatorie d’Istituto, l’Ufficio Legale Anief ha individuato già numerose illegittimità e predispone le preadesioni gratuite ai ricorsi in caso il Ministero non recepisca quanto segnalato dal nostro sindacato. Marcello Pacifico (Anief): “Le graduatorie provinciali sono una nostra vittoria in favore dei precari, ma così non servono. Tabelle titoli incoerenti e procedure farraginose, questa Ordinanza non rispetta il lavoratori precari della scuola. Abbiamo chiesto molte modifiche, altrimenti agiremo in tribunale”.Si va dall’assurda svalutazione del diploma magistrale abilitante e dell’abilitazione PAS cui le Tabelle titoli per le nuove GPS riconoscono solo il punteggio (fino a 12) per il voto finale, ma non, come è sempre stato, i 6 punti aggiuntivi in quanto titolo abilitante all’insegnamento, fino ad arrivare alla completa cancellazione di molti titoli artistici che da sempre hanno caratterizzato le graduatorie di strumento nelle scuole secondarie. “Ci sono delle evidenti incoerenze contenute in questa Ordinanza e nelle varie Tabelle titoli – commenta Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che speriamo il Ministero vorrà rettificare recependo le nostre segnalazioni quando emanerà la versione definitiva. Come sindacato abbiamo evidenziato tutte le incoerenze contenute nell’Ordinanza e abbiamo individuato vere e proprie illegittimità che non potremo non contestare anche in tribunale”.Gli ITP, ad esempio, per il Ministero dell’Istruzione dovranno, in alcuni casi, improvvisamente conseguire i 24 CFU entro qualche settimana per entrare nelle nuove graduatorie, nonostante quanto espressamente riportato nel D.Lgs. n. 59/2017 che ammette gli Insegnanti Tecnico Pratici ai concorsi senza altro titolo oltre al diploma fino al 2024. “Non riusciamo a comprendere la coerenza di quanto previsto nell’Ordinanza ministeriale rispetto alla norma primaria – spiega il presidente Anief – in pratica i diplomati ITP possono partecipare al concorso, quindi entrare in ruolo, solo col diploma, ma per fare i supplenti devono conseguire i 24 CFU? Non ne capiamo il senso e contestiamo non solo l’irragionevolezza di tale previsione, ma anche l’intempestività: che qualcuno ci spieghi come può un diplomato ITP conseguire in poche settimane quei 24 CFU che ora il Ministero gli impone di possedere per fare il supplente e che non gli aveva mai richiesto neanche per iscriversi al concorso ordinario! Le Università, inoltre, non fanno iscrivere i diplomati a corsi o master utili per conseguire questi famigerati 24 CFU, perché solitamente sono corsi post-lauream: è evidente che qualcuno non sa cosa sta facendo e non credo proprio siano gli ITP!”.Queste le disposizioni più eclatanti, ma poi ce ne sono altre: la solita esclusione dalla scuola primaria del personale educativo abilitato, l’assurda esclusione degli iscritti SFP ai primi 2 anni del corso, l’esclusione di chi ha solo 2 anni di servizio sul sostegno o servizio su diversi gradi di istruzione dalla possibilità di inserirsi nella seconda Fascia GPS prevista per i non specializzati, l’esclusione dalla seconda fascia dei diplomati A066 senza titolo specifico per la A041, la previsione dell’inserimento in coda dopo un solo rifiuto (e non due come prevede il regolamento delle supplenze), l’impossibilità per i docenti di Infanzia e Primaria di inserire l’opzione esplicita per l’accettazione delle supplenze sotto i 10 giorni. “Poi ci sono le Tabelle titoli – conclude Pacifico – rinnovate non si capisce bene in base a quale principio e che cancellano i 6 punti per le altre abilitazioni come il Diploma Magistrale e il PAS, cancellano la maggior parte dei titoli artistici per i docenti di strumento, per cui improvvisamente, ad esempio, avere al proprio attivo incisioni o pubblicazioni non vale più nulla e poi svalutano facendo passare da 3 a 0,5 punti il valore dei Master ed eliminano la valutazione delle altre attività di insegnamento, prima valutate in terza fascia G.I. Non possiamo stare a guardare. Ribadiamo che se la versione definitiva dell’Ordinanza continuerà a contenere previsioni illegittime, agiremo in tribunale per la tutela dei precari!”

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