Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Il lamento del guerriero

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

Partendo da questa premessa entriamo nella fattispecie pratica della governance italiana. La fotografia la facciamo ora e ci rendiamo conto che il primo aspetto che possiamo rilevare è che l’opinione pubblica è “allergica” alle attese ed ha tutte le ragioni dalla sua. Per anni, se non per “decenni” le riforme sono state spiattellate in tutti i modi possibili con convegni, dibattiti, studi e ricerche per poi svanire nel nulla salvo riprenderle con rinnovato vigore di parole, ma rigorosamente limitandosi a quest’ultime. Oggi, ad esempio, tocchiamo con mano e non solo, ciò che significa una giustizia che non funziona con l’arroganza di chi commette un reato patrimoniale o di altro genere e sa di poterla fare franca tra rinvii, prescrizioni, condoni e affini. La credibilità di uno Stato non si gioca solo con la capacità del legislatore di legiferare ma anche in quella d’offrire alla comunità gli strumenti per stabilire regole precise e sanzioni adeguate e tempestive, per chi sgarra. Ed invece, se stiamo, ad esempio, alla notizia di questi giorni sulle offerte di telefonia mobile veniamo a sapere che si pagano prestazioni non richieste e questi taglieggiamenti durano da anni e quel che è peggio anche dopo essere stati colti con le mani nella marmellata continuano a comportarsi allo stesso modo. E ora veniamo a sapere che abbiamo un governo che funziona e che le riforme da anni attese sono oramai in dirittura d’arrivo mentre i “chiacchiericci” sui rinvii, gli incontri fiume e le discussioni a non finire da parte del governo non sono altro che le fantasie del cronista politico e le false notizie provenienti dalle opposizioni. Ma i fatti dove li mettiamo? Perché continuiamo a farci del male con la danza del dire senza fare? Non ci basta lo screditamento della politica e delle istituzioni per renderci conto che abbiamo toccato il fondo e che ora è in gioco la stessa tenuta del sistema paese? È forse troppo pensare a un presidente del Consiglio che oggi e non domani ci dica che i cantieri per le opere pubbliche sono aperti, che la riforma della giustizia è all’esame del Parlamento per il voto finale, che la scuola e la sanità hanno cambiato passo, che abbiamo messo a punto un progetto intermodale per i trasporti di merci e di persone e che stanno iniziando i lavori per il prolungamento dell’alta velocità da Salerno per il Sud? Se tutto questo è impedito dalla litigiosità dei partiti sia proprio il presidente del Consiglio a denunciarlo pubblicamente e non a prendersela con i “chiacchiericci”. (Riccardo Alfonso)

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