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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Prezzi: Unc, la top ten di giugno dei prodotti più rincarati

Posted by fidest press agency su giovedì, 9 luglio 2020

L’Unione Nazionale Consumatori ha elaborato gli ultimi dati Istat per stilare la classifica dei prodotti più rincarati nel mese di giugno, ossia nella fase post lockdown. Con la ripresa degli spostamenti liberi, non solo all’interno della regione (dal 18/5) ma anche in tutta Italia, sono subito arrivati i rialzi per i viaggi: i voli nazionali si collocano al primo posto, essendo saliti del 36,4% in un solo mese e del 22,6% su base annua, mentre il trasporto ferroviario è aumentato del 4,5% (+2,9% nei dodici mesi), trasporto marittimo +3,2%. Anche spostarsi con la macchina è diventato più caro, visto che pedaggi e parchimetri sono cresciuti del 3,1% rispetto a maggio.
Nella top ten dei rincari mensili spiccano anche gli aumenti legati a vacanze e tempo libero: macchine fotografiche e videocamere sono al secondo posto (+15,5%), villaggi vacanze al quarto (+13,4), giochi e hobby al quinto (+9,2%), palestre e piscine al settimo (+3,8%), pacchetti vacanza internazionali chiudono la top ten con +3,1%.Una buona notizia: nessuna stangata per i parrucchieri ed i trattamenti di bellezza, che segnano si un incremento mensile dell’1%, ma certo contenuto (+1,9% su base annua, +1,8% i parrucchieri per uomo e +2,3% per donna). I trattamenti di bellezza, in particolare, registrano un aumento rispetto a maggio di appena lo 0,6% (+0,7% su giugno 2019). Anche per la voce Ristoranti, bar e simili, anche se bisognerà attendere i dati definitivi Istat, mancando ancora all’appello le voci dettagliate, la variazione mensile è solo dello 0,2%, +1,1% il dato tendenziale.
“Parrucchieri, baristi, ristoratori, centri estetici hanno compreso, almeno per ora, che, con la crisi in atto, la politica di alzare i prezzi sarebbe stata controproducente e dannosa e si sarebbe tradotta in minori ricavi. Insomma, la tassa Covid, da noi denunciata, certo c’era ma, come detto fin dall’inizio, riguardava casi isolati, non era generalizzata e non consentiva di parlare di rialzi medi. Finora, quindi, è stata ininfluente ai fini statistici” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.Nella top ten dei rincari annui, non sono purtroppo rientrate le speculazioni legate allo smart working: computer e tablet sono al secondo posto con +13,9%, i telefoni fissi, che non potevano bastare quando tutta la famiglia era chiusa in casa, sono al sesto posto con +10,7%, Monitor e stampanti in nona posizione con +5,9%, in undicesima posizione le cartucce delle stampanti con +5%. In classifica, spiccano il volo gioielleria, in seconda posizione con +13,6%, condizionatori, in quarta con +12,1%, frutta fresca in quinta posizione con +11,1%, spese bancarie in decima posizione con +5,1%.

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