Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

Previsioni economiche di estate 2020: recessione ancor più grave, disparità ancor più ampie

Posted by fidest press agency su lunedì, 13 luglio 2020

Secondo le previsioni economiche di estate 2020, l’economia della zona euro subirà una contrazione dell’8,7 % nel 2020, per poi crescere del 6,1 % nel 2021, mentre l’economia dell’UE si contrarrà dell’8,3 % nel 2020, per crescere del 5,8 % nel 2021. Per il 2020 è attesa pertanto una contrazione significativamente superiore ai livelli del 7,7 % per la zona euro e del 7,4 % per l’intera UE che figuravano nelle previsioni di primavera. Anche la crescita nel 2021 sarà leggermente meno consistente di quanto previsto in primavera.L’impatto della pandemia sull’attività economica è stato già considerevole nel primo trimestre del 2020, anche se la maggior parte degli Stati membri ha iniziato a introdurre misure di confinamento solo a partire da metà marzo. Con un secondo trimestre del 2020 caratterizzato da un periodo più lungo di perturbazioni e di confinamento, si prevede che la produzione economica avrà subito una contrazione significativamente maggiore rispetto al primo trimestre.Tuttavia i primi dati relativi a maggio e giugno indicano che il peggio potrebbe essere passato. Si prevede che la ripresa acquisti vigore nella seconda metà dell’anno, pur rimanendo incompleta e disomogenea tra gli Stati membri.Lo shock subito dall’economia dell’UE è simmetrico, in quanto la pandemia ha colpito tutti gli Stati membri, ma si prevede che tanto il calo della produzione nel 2020 quanto il ritmo della ripresa nel 2021 saranno caratterizzati da notevoli differenze. In base alle previsioni attuali, le differenze a livello di entità dell’impatto della pandemia e di rapidità del recupero nei diversi Stati membri saranno ancora più pronunciate rispetto a quanto previsto in primavera.
Le prospettive generali in materia di inflazione sono sostanzialmente immutate rispetto alle previsioni di primavera, anche se sono cambiate in modo significativo le forze sottostanti che determinano i prezzi.Sebbene i prezzi del petrolio e dei prodotti alimentari siano aumentati più del previsto, si prevede che l’effetto sia controbilanciato dalle prospettive economiche più deboli e dall’effetto delle riduzioni dell’IVA e di altre misure adottate in alcuni Stati membri.
L’inflazione nella zona euro, misurata dall’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA), è attualmente stimata allo 0,3% nel 2020 e all’1,1% nel 2021. A livello UE le previsioni indicano un’inflazione allo 0,6 % nel 2020 e all’1,3 % nel 2021.
La portata e la durata della pandemia e delle eventuali misure di contenimento che potrebbero rivelarsi necessarie rimangono essenzialmente un’incognita. Le previsioni si basano sulle ipotesi che le misure di contenimento andranno via via allentandosi e che non si verificherà una “seconda ondata” di contagi. Vi sono rischi concreti che il mercato del lavoro possa subire a lungo termine ripercussioni maggiori del previsto e che le difficoltà di liquidità possano tradursi in problemi di solvibilità per molte imprese. Vi sono inoltre rischi per la stabilità dei mercati finanziari ed esiste il pericolo che gli Stati membri non riescano a coordinare in misura sufficiente le risposte politiche nazionali. Anche l’eventuale mancata conclusione di un accordo sulle future relazioni commerciali tra il Regno Unito e l’UE potrebbe rallentare la crescita, in particolare nel Regno Unito. Più in generale, le politiche protezionistiche e un’eccessiva presa di distanza rispetto alle catene di produzione globali potrebbero inoltre incidere negativamente sugli scambi commerciali e sull’economia a livello mondiale.
Del piano di ripresa proposto della Commissione, che si incentra su un nuovo strumento, NextGenerationEU, le presenti previsioni non tengono conto, in quanto non è stato ancora approvato. Anche un accordo sulla proposta della Commissione è considerato quindi un rischio in senso positivo.
Dato che le future relazioni tra l’UE e il Regno Unito non sono ancora chiare, le proiezioni per il 2021 si fondano sull’ipotesi puramente tecnica dello status quo in termini di relazioni commerciali. Si tratta di un’ipotesi formulata unicamente a fini di previsione, che non comporta anticipazioni o pronostici sull’esito dei negoziati tra l’UE e il Regno Unito relativi alle loro relazioni future.
Le previsioni si basano su una serie di ipotesi tecniche relative ai tassi di cambio, ai tassi di interesse e ai prezzi delle materie prime, aggiornate al 26 giugno. Per tutti gli altri dati, comprese le ipotesi relative alle politiche governative, le previsioni tengono conto delle informazioni disponibili fino al 30 giugno incluso. A meno che le politiche non siano sufficientemente dettagliate e annunciate in modo credibile, le proiezioni presuppongono che restino invariate.Le prossime previsioni economiche della Commissione europea saranno le previsioni economiche d’autunno 2020, la cui pubblicazione è prevista per novembre 2020.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

 
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: