Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 259

L’ipocrisia più grande è l’Europa dei “frugali”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 15 luglio 2020

In questi giorni si ha l’impressione che l’Italia si stia trovando nella posizione di chi con il cappello in mano stia cercando d’ingraziarsi quella parte più cinica dell’Europa che eufemisticamente definiamo dei “frugali”. L’Enciclopedia Treccani ci spiega che la parola frugale si identifica con persone moderate e semplici nel mangiare e nel bere, e del vitto stesso. Se vado a confrontarle nella realtà mi accorgo che è di ben altra pasta è fatta quella gente. È la parte dell’Europa che nasconde un retrogusto amaro di risentimenti e di pregiudizi immotivati che non sa certo rispondere in maniera adeguata al risveglio delle coscienze, alla consapevolezza che stiamo portandoci verso una svolta epocale dove c’è maggiore spazio alle tecnologie, alla cultura e al sapere universale e molto meno agli interessi partigiani e all’imbarbarimento culturale.
Se poi andiamo a considerare la situazione a livello globale tutti nodi sembrano andare al pettine perché da una generazione all’altra non abbiamo fatto altro che incancrenire i conflitti invece di dirimerli e rischiamo ora una reazione a catena che tende a scatenarci addosso ogni genere di calamità.
Penso alla questione razziale negli Stati Uniti che sta seminando lutti tra i neri e i bianchi, al dramma esistenziale delle favelas del centro e del Sud America, all’integralismo di matrice islamista anti-occidentale, al conflitto permanente arabo-israeliano, ai tanti focolai di guerra africani che è per lo più lotta tra poveri avvelenata dai mercanti di armi e da antichi odi tribali, al risveglio del gigante russo dopo la débâcle seguita alla caduta del muro di Berlino e che ora cerca di ritrovare i suoi spazi vitali per una nuova leadership globale. In questa congerie di elementi destabilizzanti non sono secondi, di certo, paesi come la Cina e l’India che messi insieme raggiungono un terzo della popolazione mondiale e che possono diventare ben presto i nuovi astri nascenti che potranno esercitare una grande influenza nel resto del pianeta. E la Cina, in particolare, ne ha già tutti i presupposti con una sua politica espansiva dei commerci e delle produzioni industriali a buon mercato e nel detenere gran parte delle risorse finanziarie statunitensi.
E nel frattempo l’Europa che fa? Vuole diventare frugale? Vuole insegnarci la solidarietà in chiave frugale nel senso io sto bene e chi sta male si arrangi? È questo il modo di sentirsi europei? Con questa chiave di lettura è inutile girarci attorno. L’Europa non potrà mai essere unita. Lo ha già fatto escludendo la Russia ed ora mette con le spalle al muro una parte dei paesi che la compongono e che geograficamente si affacciano sul Mediterraneo. E’ davvero una bella impresa ma per carità di patria non chiamateli più “frugali” (Riccardo Alfonso)

Una Risposta to “L’ipocrisia più grande è l’Europa dei “frugali””

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