Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 302

Terrorismo: Quando la storia ci aiuta a capire

Posted by fidest press agency su sabato, 18 luglio 2020

L’Italia ha fatto esperienza recente sul tema della incomprensibilità di certo terrorismo. Ci riferiamo ovviamente al terrorismo delle Brigate Rosse e simili. Tutti hanno ormai potuto comprendere che, mentre la manodopera di quel terrorismo era certamente costituita da giovani ideologicamente labili, il cervello dell’intera operazione – non si è mai individuato. Ma non ci vuole molto ad immaginare che si trovasse nei servizi segreti, nazionali e internazionali. Quelli delle BR erano gli anni in cui, ad ogni tornata elettorale il PCI cresceva, minacciosamente agli occhi degli alleati NATO. Perché la perdurante Guerra Fredda, – terminerà un decennio dopo con Gorbaciov, – impediva all’Italia di …”distrarsi”. La stagione del “compromesso storico” che in quegli anni tentava di stabilire un nuovo rapporto tra i comunisti e i democristiani ebbe una breve durata. Si concluse con due illustri vittime: i loro ispiratori. Il democristiano Aldo Moro fu rapito e ucciso dai brigatisti rossi e il segretario del PCI Berlinguer fu duramente contestato dai sovietici per aver proclamato la fine del ruolo guida di Mosca e assicurato i governi occidentali che il PCI avrebbe mantenuto (in caso di entrata al governo) l’appartenenza all’alleanza NATO. Due autentiche bombe politiche che non potevano piacere a Mosca. Ed infatti, in occasione dell’ultimo congresso internazionale comunista tenuto in Russia, Berlinguer si salvò per puro miracolo dall’essere investito da un camion che inspiegabilmente urtò una macchina vicino alla sua. Specularmente, in Italia, il delitto Moro, avvenuto il 9 maggio 1978, eliminava quello che nel novembre dello stesso anno sarebbe diventato il nuovo Presidente della Repubblica e che in tale veste avrebbe potuto sostenere il primo governo a partecipazione comunista. Seppure Gorbaciov fosse alle porte, i tempi erano ancora prematuri ed il povero Moro fu sacrificato sull’altare del realismo politico del momento. La sua morte, avvertita come assassinio brigatista, ebbe l’effetto di bloccare l’ascesa elettorale dei comunisti, con un ritorno di fiducia nella DC. Perché ricordiamo tutto questo? perché l’obiettivo del fenomeno terroristico marchiato “rosso” fu proprio quello di demolire e demonizzare il “rosso”, rendendolo inviso e odioso agli elettori. L’obiettivo fu storicamente raggiunto. (Riccardo Alfonso da uno scritto di Fausto Carratù)

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