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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Riapertura scuole a settembre e tavoli tecnici

Posted by fidest press agency su lunedì, 20 luglio 2020

La ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina ha incontrato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali per confrontarsi sulle norme di sicurezza anti-Covid da adottare a settembre, in coincidenza dell’avvio del prossimo anno scolastico: si è parlato, tra le altre cose, della possibilità di modificare le norme contenute nel famigerato articolo 64 della legge Gelmini 133 del 2008 che ha introdotto la possibilità di creare classi con numeri di alunni anche superiori alle 30 unità, oltre che di fondi da stanziare per il rientro, la stabilizzazione del personale, le regole per rispettare il distanziamento fisico nelle aule durante le lezioni, l’organizzazione scolastica in generale.Il ritorno sui banchi di scuola si sta dimostrando molto complesso: la conferma è giunta oggi, durante l’incontro tra la ministra dell’Istruzione e le organizzazioni sindacali rappresentative. Diverse sono le richieste poste dal presidente Anief, Marcello Pacifico, assieme alla necessità di un nuovo provvedimento legislativo urgente per il settore dell’istruzione, anche in vista della Legge di Bilancio.Se è vero che il Governo da una parte, grazie anche all’intervento di Anief, ha già comunicato la volontà di destinare una porzione consistente di una parte delle risorse straordinarie provenienti dall’Europa per ripensare alla scuola come a un investimento del Paese, partendo dalle deroghe alle norme sulla formazione degli organici e dall’assegnazione del personale suppletivo per riaprire le scuole a settembre, rimane fondamentale per il sindacato avere ben chiara l’attuazione di determinati obiettivi.“Occorre assolutamente reclutare tutto il personale precario – spiega Marcello Pacifico, leader del sindacato Anief – , semplificandone le procedure di assunzione, anche alla luce del record prossimo di 250 mila supplenze annuali, ma anche ripristinare gli organici utilizzati prima di 15 anni fa. Sono infatti più di 200.000 i posti tagliati per il personale docente, 50.000 per il personale Ata, 4.000 quelli della dirigenza scolastica non più esistenti, 15.000 i plessi dismessi: questi ultimi, tra l’altro, sarebbero utilissimi per individuare gli spezi necessari ad accogliere gli alunni in soprannumero per via del rispetto del distanziamento minimo statico di un metro tra ogni alunno. Bisogna – ha concluso Pacifico – realizzare un decisivo cambio di rotta, costruendo insieme la prossima legge finanziaria di fine anno”.

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