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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Formazione: due nuovi corsi specializzanti con le risorse FSE

Posted by fidest press agency su martedì, 21 luglio 2020

Palermo. Partono ad ottobre, grazie all’Avviso 14/2017, i percorsi formativi biennali co-finanziati dal Fondo Sociale Europeo nell’ambito della programmazione 2014-2020. I percorsi sono stati presentati oggi dalla Fondazione ITS, nella sede di Confcommercio Palermo, alla presenza di Ciro Costa, presidente della Fondazione; Milko Cinà, sindaco di Bivona; Pietro Columba dell’Università degli Studi di Palermo; Antonio Valenti dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Formazione professionale e Patrizia Di Dio, presidente di Confcommercio Palermo.
Le risorse, che ammontano complessivamente a 5,4 milioni di euro e hanno permesso l’attivazione dei corsi, rientrano nell’ambito 2 – nuove fondazioni ITS dell’Avviso 14/2017 (Asse 3 Istruzione e Formazione). Nello specifico i fondi pubblici destinati ai percorsi di alta specializzazione sono: 1.470.000,00 euro a valere sul PO FSE, 1.680.000,00 euro a valere su risorse residue del MIUR e 350.000,00 euro di co-finanziamento per le Fondazioni ITS.
I corsi, che partiranno ad ottobre 2020, rappresentano un’opportunità di assoluto rilievo nel panorama formativo siciliano, espressione della nuova strategia promossa dal MIUR a livello nazionale, fondata sulla connessione tra politiche di formazione e lavoro e politiche industriali. Si tratta di un’offerta formativa terziaria professionalizzante, con scuole di alta specializzazione legate al sistema produttivo, per preparare i quadri specializzati necessari nelle aziende, creando un punto di incontro tra le domande del mercato del lavoro e l’offerta formativa di alto livello.
La Fondazione ITS di Bivona, costituita ad aprile ad Agrigento e dedicata all’agroalimentare in Sicilia, formerà figure professionali a elevata qualificazione che, dopo due anni di corsi della durata di 1800 ore, di cui 800 di tirocinio e stage presso aziende, acquisiranno competenze specifiche, capacità di innovazione e competitività. I percorsi didattici sono pensati per mettere in connessione formazione e mondo del lavoro, ricerca scientifica e innovazione digitale, formazione tecnica e tirocini in azienda, elemento quest’ultimo che consente un’alta probabilità di inserimento nel mondo del lavoro al termine del percorso di studio di specializzazione: non è un caso che più dell’80% dei diplomati negli ITS trova lavoro entro un anno dal termine degli studi e che questo modello trova riscontro, già da tempo, nel centro e nel nord Italia.
I primi due corsi biennali a numero chiuso (25 partecipanti), attivati sull’asse Agroalimentare – made in Italy sono: “Agroduro”, finalizzato alla specializzazione nel settore della cerealicoltura e “Agrolatte”, incentrato sull’alta specializzazione nell’ambito lattiero-caseario. Sul sito http://www.itssicani.it si trova il form di preiscrizione al primo anno dei due corsi biennali per Tecnico superiore responsabile delle produzioni e delle trasformazioni agrarie, agro‐alimentari e agroindustriali EQF V* nei due diversi settori – della cerealicoltura e lattiero-caseario – e si possono avere aggiornamenti nonché informazioni sul bando di selezione. Le lezioni si svolgeranno anche online.
Al termine del percorso biennale (corrispondente al V° livello del “Quadro europeo delle qualifiche”) i partecipanti potranno chiedere, non appena verrà definita l’apposita convenzione, il riconoscimento dei CFU (crediti formativi universitari) per l’iscrizione ai corsi di laurea triennali dell’Università degli Studi di Palermo. Il diploma verrà rilasciato completo di Europass Diploma Supplement, previsto a livello internazionale, che dà il report delle conoscenze e delle competenze acquisite.
“Se si pensa che nell’anno scolastico 2018/2019, in Italia, circa 220 mila ragazzi non hanno proseguito gli studi – dichiara Roberto Lagalla, assessore all’Istruzione e alla Formazione professionale della Regione Siciliana – è chiaro come la formazione terziaria può costituire per loro una valida opportunità, dal momento che oltre l’80% dei diplomati trova occupazione al termine degli studi. Sono quindi certo che i giovani, attraverso il percorso formativo proposto dalla Fondazione, possano facilmente trovare accesso al mondo del lavoro”.

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