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Scuola: Con il Decreto Rilancio arriva il precario usa e getta: 50 mila docenti e Ata in più licenziabili in qualsiasi momento

Posted by fidest press agency su mercoledì, 22 luglio 2020

Per favorire il rientro in classe a settembre è prevista la copertura finanziaria di un numero limitato di insegnanti, assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici: tutti però rigorosamente contrattualizzati a tempo determinato e “tagliati in caso di nuova chiusura delle scuole” qualora dovesse subentrare un nuovo lockdown. Sembra che non abbiano accesso nemmeno all’indennità di disoccupazione. “Pensare di risolvere i problemi della scuola assumendo dei docenti in modo fortemente temporaneo è un errore strategico – sostiene Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – perché si continua ad intendere la formazione come una spesa e non un investimento. Se si devono ridurre il numero di alunni per classe, è normale che i docenti assunti a settembre torneranno utili a questo scopo. Senza dimenticare che i contratti e i diritti dei lavoratori non cambiano a seconda del tipo di rapporto: non ci sono precari di serie A e B. A meno che non si voglia tornare alle logiche e agli assetti pre-Covid. In tal caso lo si dica. Come si dica chiaramente che non si vuole ripristinare l’organico precedente alla riforma Tremonti-Gelmini, quando c’erano 200.000 insegnati, 50.000 Ata e 4.000 scuole in più. Valorizzare la scuola e i suoi dipendenti, riconoscendo in pieno l’opera sociale del loro lavoro svolto – conclude Pacifico – significa prendere le distanze da certe politiche e restituire il maltolto”. Con il via libera definitivo del Senato al Decreto Rilancio, il Parlamento ha previsto anche l’assunzione a tempo determinato di docenti e Ata in vista della ripresa della scuola in presenza a settembre. Poiché si potrà derogare al numero minimo e massimo di alunni per classe, dal momento che le misure di distanziamento fisico comporteranno un lavoro con gruppi più esigui di studenti, sarà anche indispensabile assumere nuovo personale docente e ATA a tempo determinato, proprio per garantire un numero adeguato di operatori a disposizione di ogni classe. Si tratta della possibilità di attivare fino a 50mila posti: solo che saranno “tagliati in caso di nuova chiusura delle scuole” dovuta ad un possibile nuovo lockdown.

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