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Cancro cervicale: combinazione Pap test e test Hpv aumenta probabilità diagnostiche

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Secondo le conclusioni di uno studio sull’American Journal of Clinical Pathology firmato da Harvey Kaufman di Quest Diagnostics e colleghi, il test per il papilloma virus umano (Hpv) e il test di Papanicolaou (Pap) da soli hanno meno probabilità di rilevare il cancro cervicale rispetto ai due esami effettuati sullo stesso campione (co-test). Gli autori hanno valutato i risultati dei co-test effettuati tra il 2010 e il 2018 da Quest Diagnostics in oltre 13 milioni di donne di età pari o superiore a 30 anni.
«I risultati del co-test che precedono un carcinoma cervicale (CxCa) o una diagnosi di precancerosi sono stati analizzati e stratificati in base ai risultati dell’esame istologico» spiega il ricercatore, precisando che 1.615 co-test hanno preceduto 1.259 diagnosi di CxCa e 11.164 co-test hanno preceduto 8.048 diagnosi di precancerosi cervicale. Il tasso di donne positive al test cui è stato successivamente diagnosticato un CxCa entro un anno è risultato maggiore per Pap rispetto a Hpv (85,1% vs 77,5%). «Garantire che le donne vengano sottoposte a screening con il metodo più affidabile migliora la diagnosi precoce di neoplasie potenziali o già presenti» riprende Kaufman, sottolineando che per quanto riguarda la cadenza temporale dello screening, le linee guida raccomandano il co-test ogni cinque anni oppure l’Hpv o il P ogni tre anni. «Tuttavia, mentre lo studio Quest del 2015 e i dati del Magee Women’s Hospital (Mgw) suggeriscono che Pap svolge un ruolo significativo nella diagnosi precoce, dall’analisi dei dati della Kaiser Permanente Northern California (Kpnc) emerge, viceversa, che il contributo del Pap è basso» scrivono gli autori. E Kaufman conclude: «È importante conciliare questi risultati, ricordando che i dati di Quest Diagnostics sono più ampi e diversificati rispetto ad altri, con il doppio dei casi di cancro confermati rispetto a Kpnc. È importante che l’analisi dei metodi di screening cervicale impieghi una popolazione eterogenea rappresentativa a livello nazionale». (fonte: Ginecologia33)

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