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Quotidiano di informazione – Anno 33 n° 338

Vaccino anti-Covid, due candidati inducono forte risposta immunitaria

Posted by fidest press agency su venerdì, 24 luglio 2020

Il vaccino sviluppato da Astrazeneca in collaborazione con lo Jenner Institute dell’università di Oxford, con il coinvolgimento anche dell’azienda italiana Irbm, contro Covid-19, è sicuro e produce una risposta immunitaria contro la malattia. E’ quanto emerge dai risultati delle prime fasi di sperimentazione pubblicati su ‘Lancet’. Non solo, risultati positivi arrivano anche dallo studio di fase I-II sul candidato vaccino BionTech e Pfizer. Risultati molto promettenti, dunque, anche se ancora preliminari. Secondo il trial clinico in corso su 1.077 volontari adulti sani, il vaccino ChAdOx1 “induce una consistente risposta da parte di cellule T e anticorpi”, spiegano i ricercatori, sottolineando che la risposta immunitaria “potrebbe essere anche più forte dopo una seconda dose”, secondo i risultati di uno studio clinico su un piccolo sottogruppo di partecipanti, una decina di persone. Il vaccino si basa su un virus che provoca il raffreddore comune negli scimpanzé, geneticamente modificato anche per ‘sembrare’ più simile al coronavirus trasferendo le informazioni genetiche della ‘proteina spike’, con cui il virus invade le nostre cellule. Le concentrazioni di cellule T, che coordinano il sistema immunitario e sono in grado di identificare quali cellule sono state infettate e distruggerle, hanno raggiunto il picco 14 giorni dopo la vaccinazione dei volontari sani coinvolti nello studio e i livelli di anticorpi dopo 28 giorni. Lo studio non è durato a sufficienza per capire la durata della risposta immunitaria, che però risultava ancora presente fino a 56 giorni dalla somministrazione del vaccino. Il vaccino è risultato sicuro; non ci sono stati effetti collaterali gravi, il 70% delle persone coinvolte nel trial ha sviluppato febbre e mal di testa.Questi primi risultati “sono estremamente promettenti – commenta soddisfatto Andrew Pollard, del gruppo di ricerca di Oxford – e crediamo che il tipo di risposta immunitaria possa essere protettivo” contro Sars-Cov-2. Lo studio ha mostrato che il 90% dei volontari ha sviluppato anticorpi neutralizzanti dopo una dose, solo 10 hanno ricevuto una seconda dose e l’effetto è stato lo stesso. “Stiamo ancora giocando la partita: non conosciamo il livello necessario per la protezione dal virus, ma possiamo massimizzare le risposte immunitarie con una seconda dose”.
I dati iniziali dello studio tedesco in corso, in aperto, non randomizzato, non controllato con placebo, che fa parte del programma globale sui vaccini a base di mRna contro Sars-CoV-2 – disponibili online su medRxiv e contemporaneamente sottoposti a peer review scientifica per potenziali pubblicazioni – mostrano che il candidato vaccino induce una forte risposta immunitaria contro il virus. I risultati clinici preliminari sono relativi al candidato al vaccino sperimentale più avanzato nel programma vaccinale Pfizer e BionTech BNT162: BNT162b1. I dati preliminari sono relativi a un totale di 60 adulti sani tra 18 e 55 anni arruolati nello studio. Le reazioni locali e gli eventi sistemici dopo l’iniezione del candidato vaccino a tutte le dosi sono stati transitori, generalmente da lievi a moderati, con eventi occasionali di sintomi simil-influenzali e reazioni nel sito di iniezione. Tutti gli eventi avversi si sono risolti spontaneamente e sono stati gestiti con semplici misure. Non sono stati segnalati eventi avversi gravi correlati al vaccino. “È incoraggiante che i dati su BNT162b1 della coorte di studio tedesca siano molto in linea con ciò che abbiamo visto nella coorte di studio degli Stati Uniti. I dati preliminari indicano che il nostro vaccino a base di mRNA è stato in grado di stimolare le risposte degli anticorpi e delle cellule T a livelli di dose notevolmente bassi”, ha dichiarato Özlem Türeci, Cmo e co-fondatore di BionTech.”Questi risultati provvisori dello studio tedesco, combinati con i dati iniziali dello studio americano, evidenziano il potenziale di questo approccio vaccinale e rappresentano un importante passo avanti nei nostri sforzi di sviluppo per il programma BNT162″, ha affermato Kathrin U. Jansen, Senior Vice President e Head of Vaccine Research & Development Pfizer.
«Serve ancora tempo e prudenza. Ma i primi riscontri scientifici sul vaccino dell’Università di Oxford, il cui vettore virale è fatto a Pomezia e che verrà infialato ad Anagni sono incoraggianti. L’Italia, con Germania, Francia e Olanda, è nel gruppo di testa per questa sperimentazione. Continuiamo ad investire sulla ricerca scientifica come chiave per sconfiggere il virus». Lo afferma il ministro della Salute, Roberto Speranza, dopo la pubblicazione su Lancet dei primi risultati sul vaccino messo a punto dallo Jenner Institute con la collaborazione scientifica italiana. (fonte Doctor33)

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