Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Dal bosco, a Chioggia, riaffiorano le batterie antiaeree della Grande Guerra

Posted by fidest press agency su giovedì, 30 luglio 2020

“Dopo un lungo periodo di studi posso affermare che quella rinvenuta da me nel Bosco Nordio a Sant’Anna di Chioggia che è una frazione del Comune di Chioggia è una batteria anti – aerea della Grande Guerra, nelle retrovie del fronte italiano”. Lo ha affermato Luciano Chiereghin, storico di guerra, per passione, non nuovo a queste scoperte. Negli anni scorsi Chiereghin era riuscito a scoprire anche reperti bellici riportati alla luce dalla ritirata del Po.“Io sono anche sulle tracce del sistema di telegrafia che sarebbe stato realizzato dalla Ditta Marconi di Genova– ha proseguito Chiereghin – ed il Covid ha solo rallentato le ricerche ma sono ad un buon punto. Intanto è arrivata questa scoperta nel bosco. La storia dei bombardamenti aerei e delle prime sperimentazioni di contrattacco iniziò anche nel Bosco di Sant’Anna di Chioggia già nella fase iniziale della Prima Guerra Mondiale, quando l’aereonautica Austro – Ungarica eseguiva bombardamenti aerei su obiettivi militari italiani. Ovviamente, in quel periodo, i bombardamenti erano ancora primordiali ma costrinsero la Regia Marina a servirsi del Regio Esercito per edificare manufatti in cemento atti ad accogliere artiglierie come i cannoni campali da 75 mm con affusto su ruote, costruiti dalla Armstrong di Pozzuoli nel 1906 e che non si prestavano assolutamente a colpire gli aerei nemici in volo e dunque vennero adattati. Furono edificati sul terreno dei pozzi circolari in calcestruzzo non armato avente una profondità di circa un metro e un diametro di 3,30 metri. La corona era circolare e graduata. Il cannone era completo di ruote con asse portante sostenuto e rialzato con un pilastro di cemento a tronco di cono conficcato nel terreno al centro del pozzo. C’erano vari sistemi per alzare il cannone. Nel caso del Bosco di Sant’Anna ad esempio sono stati usati il pilastro centrale ma anche dei travetti lignei disposti a raggiera che avevano il compito di attutire i colpi del cannone, scaricandoli sulla corona circolare del pozzo. Dal piano di difesa, redatto dall’Ammiraglio Taon di Revel, risulta che tale batteria antiaerea era composta da 4 pozzi identici allineati con direzione Nord – Ovest, Sud – Est e distanti 11 metri l’una dall’altra e tutti individuato dallo stesso Chiereghin. Per il rilevamento dei velivoli in avvicinamento si utilizzava un sistema di ascolto degli aerei in volo. Mediante autofoni si ascoltavano i rumori dei motori degli aerei in avvicinamento. Nel caso specifico del Bosco di Sant’Anna, il centro di ascolto era sulla a Loreo sulla vecchia Torre e ad Adria sul campanile della Cattedrale, assieme alla stazione radiotelegrafica la quale inviava, alle singole batterie, i messaggi di allarme”.Nel 2016, Luciano Chiereghin scoprì alcune Fortificazioni sul Delta del Po ed ancora nel 2017 ha scoperto a Rosolina una postazione radar della seconda guerra mondiale, nel 2018 riuscì ad individuare il relitto della nave San Giorgio nelle acque del Po, notizia che ebbe notevole risalto mediatico.Numerose sono state le sue scoperte e spesso Luciano Chiereghin viene accolto nelle scuole ed incontra studenti.
Per questa scoperta vuole ringraziare il Signor Gabriele Citro di Cà Lino per avergli segnalato una strana edificazione in calcestruzzo nel Bosco S. Anna.” (by Luciano Chiereghin – storico di guerra)

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