Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Gli effetti di un’ideologia: capitalismo

Posted by fidest press agency su venerdì, 31 luglio 2020

Scrivono, tra l’altro, Mario Lettieri e Paolo Raimondi su ItaliaOggi: “È l’ultima ideologia morente dell’Ottocento che sta facendo danni enormi. Un liberismo economico e un monetarismo nati nella vecchia Inghilterra dove l’economia poteva contare non su uno Stato ma su un impero che raccoglieva ricchezze a man bassa dalle sue colonie. Noi crediamo che la ripresa debba essere al centro delle decisioni della manovra economica in discussione. Non basta il risanamento del bilancio. Gli enti locali hanno un patrimonio immobiliare di circa 350 miliardi. La parte inutilizzata è di 20-40 miliardi. Il 60% del totale riguarda l’edilizia residenziale pubblica che potrebbe in parte essere venduta ai residenti. Venduta, non svenduta. Adesso gli enti locali hanno un debito complessivo di 111 miliardi dei quali settantotto nei confronti della Cassa Depositi e Prestiti. “Alla quale, ovviamente, pagano gli interessi dovuti”. E’ un particolare di un quadro con il quale gli autori hanno preferito usare colori a tinte fosche. E’ anche un limite che ci siamo imposti con eccessiva passività poiché ai domini inglesi abbiamo fatto spazio al colonialismo selvaggio e poi ancora alla logica del “re travicello” facendo salire al potere i corrotti e i corruttibili dei paesi ricchi di materie prime, ma in compenso le loro popolazioni erano sfruttate e sono rimaste tali.
Intanto ben più gravi delle bombe dei nostri arsenali atomici, si stanno profilando all’orizzonte: sono le bombe demografiche, le intolleranze, la voglia di emergere, di entrare nella stanza dei bottoni, e ancora conflitti etnici, tribali, razziali, migratori. Un insieme di situazioni che ci rende consapevoli di un disagio esistenziale che difficilmente, come in passato, si può in qualche modo calmierare con la tolleranza, la rassegnazione, la vocazione al martirio per la conquista della felicità in un altro mondo.
Oggi cresce la voglia di essere presenti, protagonisti, arbitri del nostro futuro e l’idea del possesso come status symbol non fa che aggravare l’evidenza dettata dalla scarsità di risorse e benessere che sette miliardi di abitanti richiedono all’unisono. Occorre voltare pagina e di farlo in fretta prima che queste bombe ci scoppino tra le mani.
Ecco cosa ci attende il presente che allunga la sua ombra nel nostro futuro, un futuro dove i giovani di oggi saranno i protagonisti del domani e saranno ancora più insofferenti dei loro padri e forse anche più cinici. E’ una svolta che non implica solo l’economia e la finanza, ma anche i costumi, la fede, il concetto stesso di esistere e di morire. (Riccardo Alfonso)

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