Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 341

Archive for 1 agosto 2020

Impariamo a convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

In questi giorni abbiamo avuto la comprova, ammesso che ci fosse stato bisogno del modo come diventino conflittuali le opinioni e persino la rappresentazione di fatti e circostanze che, per il loro evolversi, si pensa possano avere un solo modo di vederli. Altri, invece, dimostrano il contrario.
Si può essere, ovviamente, in mala fede, ma ciò non cambia la sostanza del ragionamento. Nel corso della sua lunga storia l’umanità si è nutrita di passioni, di conflitti, di gioie e di dolori. Moltitudini di essere umani hanno ucciso e sono stati uccisi dai loro simili per un interesse partigiano, per odi razziali e tribali, per la sete di possesso, per il primato di un principe e per il fanatismo religioso, per la cultura temporale della fede. Abbiamo avuto il secolo delle ideologie aberranti. Ci siamo abbeverati alla fonte delle logiche consumistiche e abbiamo visto il nostro simile come preda da dominare e, all’occorrenza, eliminare.
Alla fine, è spuntato il XXI secolo e molti guardandosi dietro sono riusciti ad inorridire per gli orrori compiuti, ma non sono stati capaci di porvi riparo, pur consapevoli che stiamo avviandoci per la strada del non ritorno. Ciò che oggi è più importante che siano consci del perché di tanti insuccessi. È perché non abbiamo imparato a convivere con le idee altrui, a rispettarle e a misurarsi con esse poiché non esiste una verità conclamata ma tanti pezzi di verità sparsi per il mondo e che attendono pazientemente d’essere individuati e raccolti come si fa con un puzzle. Noi abbiamo bisogno di uomini come lo è stato Giovanni Paolo II e ancor prima Ghandi e molti altri e, tra questi, potrebbe esserci Papa Francesco. Uomini che fanno paura a chi si trova nel suo elemento guazzando nel torbido. È un segnale importante e se anche la loro luce è flebile, nell’oscurità di una notte senza stelle, non dobbiamo perderne la traccia. (Riccardo Alfonso)

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Consumo suolo: Puntare sull’agroecologia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Il consumo di suolo è una minaccia non solo per l’agricoltura, ma anche per l’ambiente in cui viviamo messo già alla prova dai cambiamenti cimatici – dichiara Andrea Michele Tiso, presidente nazionale Confeuro. I dati dell’ultimo rapporto Ispra sono preoccupanti e dipingono uno scenario in cui l’agricoltura arretra a favore della cementificazione e dall’abbandono causato da un modello di sviluppo sbagliato.Negli ultimi anni la superficie coltivata in Italia si è ridotta di oltre un quarto, con una diminuzione in termini di produzione che supera i tre milioni di quintali e un danno economico – tra il 2012 e il 2019 – che sfiora i sette miliardi di euro. Per un Paese come l’Italia, costretto a importare un quarto degli alimenti, la riduzione delle coltivazioni rischia di generare ulteriore dipendenza da Paesi terzi proprio mentre il commercio internazionale è in difficoltà per l’emergenza coronavirus – continua Tiso. La cementificazione incontrollata rende inoltre ancora più fragile il nostro territorio, sempre più a rischio per via degli eventi climatici estremi causati dal riscaldamento globale. Il dissesto idrogeologico, uno degli annosi problemi del nostro Paese, può trovare una risposta concreta in un’attività agricola che fa della tutela dell’ambiente e del territorio una delle sue priorità. Per questo investire nell’agroecologia e sostenere le tante piccole e medie imprese agricole distribuite lungo tutta la penisola non ha solo una valenza economica, ma anche sociale. Preservando il paesaggio proteggiamo infatti la nostra storia e, al tempo stesso, rendiamo più sicuro il nostro Paese.

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Trasporto marittimo: un settore sociale che fa passi da gigante in ambito ambientale

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

A cura di Benjamin Kelly e Ash Kelso, di Columbia Threadneedle Investments. Quando si considerano gli investimenti ESG (con caratteristiche ambientali, sociali e di governance), la componente sociale viene spesso messa in secondo piano rispetto ai fattori ambientali e di governance. In parte, ciò è dovuto al fatto che questi ultimi aspetti sono più facili da valutare; ad esempio, è relativamente semplice misurare le emissioni di anidride carbonica degli aerei o la diversità di un consiglio di amministrazione.La dimensione sociale, invece, è un po’ più impegnativa. Ad esempio, la costruzione di un maggior numero di abitazioni per soddisfare le esigenze di una popolazione in espansione è un volano fondamentale della crescita economica. Tuttavia, dobbiamo comprendere il livello di accessibilità economica delle abitazioni in costruzione e il modo in cui esse migliorano il tenore di vita di chi vive in zone disagiate, ovvero il loro impatto sociale.Oggi, però, gli investimenti sociali potrebbero essere sul punto di non essere più trattati come il parente povero.Tale comportamento è molto diffuso nella valutazione delle infrastrutture di trasporto, dove le emissioni di gas serra in settori come l’aviazione e il trasporto marittimo ne mettono in ombra i benefici per la società. Entrambi i settori producono un impatto sociale significativo; vista la crescente attenzione rivolta dagli investitori ai fattori sociali, in questa sede illustreremo ibenefici sociali del trasporto marittimo, oltre a evidenziare alcuni sviluppi incoraggianti sul fronte ambientale. Ne emerge il quadro di un settore che offre investimenti appetibili dal punto di vista della sostenibilità, che non sono necessariamente evidenti a una prima analisi.
Il settore del trasporto marittimo è parte integrante dell’economia globale. È stato uno dei primi motori della globalizzazione e rimane una determinante fondamentale della crescita. economica mondiale: responsabile di circa il 90% del commercio globale, genera oltre 400 miliardi di euro all’anno e 13,5 milioni di posti di lavoro a livello mondiale . Nella sola Europa genera 140 miliardi di euro e 2,1 milioni di posti di lavoro diretti e indiretti.
Tuttavia, l’opportunità di includere il settore marittimo in un approccio d’investimento responsabile è spesso messa in discussione. Noi crediamo però che si tratti di un’attività intrinsecamente sociale: collegare le comunità e fornire accesso al cibo, all’assistenza sanitaria e all’istruzione sono elementi essenziali per una società ben funzionante; questo è ciò che offre il settore del trasporto marittimo.
Quindi, benché tali attributi sociali siano stati messi in ombra dalle considerazioni ambientali, non sono passati inosservati alle Nazioni Unite. In particolare, gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDG) dell’ONU, nell’ambito dell’SDG 11 (Città e comunità sostenibili), evidenziano che il settore gioca un ruolo determinante nell’agevolare i flussi di cibo, energia, commercio e turismo.
CalMac Ferries, ad esempio, fornisce un servizio di trasporto merci e passeggeri dalla costa occidentale della Scozia alle isole circostanti. La società consegna la maggior parte degli articoli venduti dai negozi locali, oltre a carburante, cibo, posta, forniture mediche, petrolio, gas e servizi di pubblica utilità. Senza questi beni sarebbe difficile mantenere una qualità di vita accettabile sulle isole. Queste operazioni apportano benefici più ampi all’economia e al mercato del lavoro locali, nonché al turismo insulare. Secondo le stime della University of Strathclyde, l’impatto economico di queste attività è pari a 270 milioni di sterline.
La critica più frequente rivolta al trasporto marittimo riguarda il profilo di emissioni. Il settore è responsabile del 2,4% delle emissioni globali di gas serra, con la produzione di circa 940 milioni di tonnellate di CO2 all’anno. Tuttavia, il trasporto marittimo è tradizionalmente una delle forme di trasporto a minore intensità di carbonio, accanto a quello ferroviario; ad esempio, è molto più efficiente in termini di emissioni di CO2 rispetto al trasporto stradale o aereo (Figura 2). Tuttavia, a causa dell’enorme volume di merci trasportate via mare, il contributo complessivo alle emissioni globali è elevato e in crescita. La vera sfida è questa. L’International Maritime Organization (IMO) prevede che, in assenza di cambiamenti, le emissioni imputabili trasporto marittimo potrebbero aumentare tra il 50% e il 250% entro il 2050, compromettendo così gli obiettivi dell’Accordo di Parigi. Il settore, tuttavia, sta reagendo.

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Gruppo interdisciplinare per l’intelligenza artificiale al Regina Elena

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Roma. Non c’è Medicina di Precisione o Medicina Personalizzata senza il supporto dell’Intelligenza Artificiale (IA). L’enorme sfida è infatti mettere ordine nella grande mole di dati generati in massa dai reparti ospedalieri e per questo all’Istituto Nazionale Regina Elena gli esperti di IA sono da tempo al lavoro. Con questo scopo è nato il Gruppo Interdisciplinare per l’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di accelerare i processi di digitalizzazione e di impiego di tecniche di IA per integrare tra loro e meglio interpretare dati biomedici, comprensivi di imaging e dati biomolecolari. Il team ha una composizione fortemente specialistica che comprende bio-informatici, radiologi, biologi, medici, ingegneri, fisici, bio-informatici, statistici e comunicatori.La Medicina di Precisione è ormai entrata nella pratica comune come nuovo paradigma diagnostico, rivoluzionando l’approccio terapeutico grazie all’applicazione di nuove tecnologie e approcci multidisciplinari. Un fondamentale pilastro di questi è la branca dell’Intelligenza Artificiale (IA), ovvero l’insieme di tecniche analitiche e computazionali in grado di mimare i cosiddetti comportamenti intelligenti umani. Oltre a far parte della quotidianità digitale( es. tecniche di navigazione geografica) è uno strumento principe per i grandi progetti di Medicina Personalizzata, in cui l’obiettivo è trovare pattern ricorrenti o costruire classificatori in grado di predire prognosi e/o risposte a terapie farmacologiche.“Una parte preponderante di dati viene comunemente definito immagini, – illustra Matteo Pallocca, bio-informatico IRE – ma riguarda una marea di applicazioni con le loro specificità tecnologiche. Un esempio: le attuali diagnosi di tumore vengono effettuate da un Anatomo Patologo, ispezionando un vetrino istologico, per esempio di una biopsia. La possibilità di digitalizzare decine di migliaia di queste immagini e di sfruttare tecniche computazionali per analizzarli nel tempo apre la porta a una miniera di conoscenza, veicolata dai grandi numeri e dalla standardizzazione dei processi analitici.” “Oltre a questa, si aggiungono tante altre applicazioni – aggiunge Antonello Vidiri, direttore della Radiologia e Diagnostica per Immagini-legate alle immagini radiologiche (TAC, Risonanze Magnetiche…). Da queste estraiamo parametri fisiologici che valutano l’eterogeneità del tumore e del microambiente, il livello di vascolarizzazione di una neoplasia, ed altre variabili in grado di guidare le scelte terapeutiche.Parliamo di radiomica, quindi dell’uso simultaneo di una grande quantità di parametri estratti da una singola lesione, elaborati matematicamente con metodi statistici avanzati con l’ipotesi che una combinazione appropriata di essi, insieme ai dati clinici, possa esprimere proprietà del tessuto significative, utili per diagnosi, prognosi, o trattamento adattato al singolo paziente (personalizzazione).”
“Nel 2020 sono stati avviati vari progetti all’interno di questo gruppo – conclude Gennaro Ciliberto – I più avanzati riguardano i tumori polmonari. Un primo progetto riguarda la Patologia Digitale. Si tratta di digitalizzare le immagini di centinaia di vetrini di tumori polmonari e di utilizzare algoritmi di intelligenza artificiale che possono permettere di stabilire correlazioni tra le caratteristiche morfologiche del tumore e l’evoluzione della malattia o la risposta ai farmaci. Un secondo progetto di Radio-genomica si occupa di integrare i dati di TAC polmonari con dati mutazionali su pazienti trattati con immunoterapia. Questo progetto fornirà una caratterizzazione profonda e unica dei pazienti in relazione alla risposta a queste terapie innovative.”

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Che cos’è la politica? Serve davvero a qualcosa? di Giuliano Pisapia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Data di uscita: 22 settembre 2020 Pagine 192 Prezzo 12,90 €. Ti sei mai chiesto come mai nel quartiere dove abiti non c’è un posto in cui passare i pomeriggi, o perché nessuno protesta per la tua scuola che cade a pezzi? Forse ti sembra una cosa lontana, da adulti, ma la politica è molto più vicina alla tua vita di quanto pensi. Perché fare politica è tante cose. È esprimere la tua opinione su un tema che ti sta a cuore, difenderla con coraggio, riunire altre persone che la pensano allo stesso modo, impegnarsi per farsi ascoltare e infine riuscire a migliorare le cose, anche solo un po’. Ma la politica è anche qualcosa di più: è generosità, dare voce a chi non ce l’ha, aiutare chi ha bisogno, imparando a mettere le necessità degli altri davanti alle tue preferenze. Perché un bravo politico sa che la scelta giusta è quella che produce un risultato migliore per la maggioranza, spesso composta anche da chi non sa farsi sentire. Tutti possiamo aiutare, anche tu. Anche se sei molto giovane. Anche se ancora non puoi votare. Giuliano Pisapia e Lia Quartapelle ti racconteranno, attraverso le loro esperienze e gli esempi delle più famose personalità dell’attivismo e della politica, come farti un’opinione e poi portarla avanti per raggiungere un obiettivo che consideri giusto e utile per l’interesse collettivo. Perché il bene comune si costruisce tutti insieme e non è mai troppo presto per cominciare.

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Viva Wallet collabora con WooCommerce per offrire una soluzione per pagamenti smart

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

WooCommerce, la popolare piattaforma di e-commerce sviluppata da Automattic, ha unito le forze con Viva Wallet per offrire una soluzione di gateway di pagamento nativo paneuropea gratuita.Viva Wallet per Woo Commerce è un meccanismo smart in continua crescita per pagamenti efficienti, che si adatta automaticamente in base all’utilizzo effettivo del cliente. Ad ogni aggiornamento del plug-in, Viva Wallet mostrerà nell’elenco delle scelte di pagamento quelle modalità che aumentano maggiormente il tasso di conversione dello store online, in base ai parametri locali. Per esempio, gli esercenti di alcuni paese potrebbero vedere i metodi di pagamento locali nelle prime posizioni dell’elenco delle modalità disponibili, in base alle preferenze e ai dispositivi utilizzati dall’utente. Per migliorare ulteriormente le proprie funzionalità, Viva Wallet coinvolgerà attivamente i commercianti attraverso una piattaforma social e offrirà ulteriori opzioni avanzate di personalizzazione.

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Contributo delle biomasse nel mix energetico al 2030

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Le Associazioni delle biomasse siglano per la prima volta un documento unitario per chiedere al Governo di rimettere al centro dell’agenda politica il comparto delle bioenergie. Un settore che produce energia rinnovabile e soprattutto promuove sviluppo locale e presidio del territorio nelle aree cosiddette “interne e marginali”. Le Associazioni esprimono forte preoccupazione per il futuro del settore. Secondo AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, EBS, Associazione italiana dei produttori di Energia da Biomasse Solide, Elettricità Futura, la principale Associazione del mondo elettrico italiano e FIPER, Federazione Italiana dei Produttori di Energia da Fonti Rinnovabili, risulta prioritario un intervento per il mantenimento dell’attuale capacità di generazione e per lo sviluppo di nuova capacità delle biomasse. Intervento cruciale per la programmazione delle rinnovabili al 2030 e il raggiungimento dei target delineati dal Governo nel Piano Nazionale Energia e Clima (PNIEC) inviato a Bruxelles.
Nel Manifesto “Proposte per la continuità e lo sviluppo degli impianti a biomasse legnose”, le Associazioni auspicano azioni concrete, a partire dall’emanazione dell’atteso “DM FER2”, ma più in generale di provvedimenti, correlati all’attuazione del PNIEC e del Green Deal europeo, che siano in grado di riconoscere il necessario sostegno ad un settore in grande sofferenza. In mancanza di provvedimenti, le difficoltà attuali nel realizzare nuove iniziative, nonché la progressiva dismissione di un parco impianti ancora performante, renderanno ancora più difficile traguardare gli obiettivi prefissati.In questa delicata fase di ripartenza per il nostro Paese, la produzione di energia da biomasse (termica, elettrica, climatizzazione) assicura lo sviluppo delle filiere locali, con benefici ambientali, sociali ed economici: dalla gestione e manutenzione del patrimonio forestale, alla valorizzazione dei terreni marginali e all’impiego dei sottoprodotti fino alla redistribuzione del reddito sul territorio. Inoltre, nella produzione di tecnologie e servizi per il settore delle biomasse, l’industria nazionale esprime realtà dinamiche e innovative. Infine, la programmabilità caratteristica di questa fonte e la possibilità di impiegarla per tutti gli usi energetici, sia in applicazioni utility scale che residenziali, la rendono particolarmente utile nella transizione verso un modello caratterizzato dalla diffusione di fonti intermittenti e di soluzioni di generazione distribuita basate sull’interazione tra produttori-distributori-consumatori (comunità energetiche).È quindi necessario, ora più che mai, puntare su questa filiera attraverso un contributo più ambizioso di quello proposto dal PNIEC.

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INGV, la riduzione del rumore sismico mondiale grazie al “silenzio” indotto dal Covid-19

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Nel primo semestre del 2020 i Governi di moltissimi Paesi hanno adottato ampie misure di lockdown della popolazione per combattere la diffusione della pandemia da Covid-19.Con lo studio “Global quieting of high-frequency seismic noise due to COVID-19 pandemic lockdown measures”, appena pubblicato sulla rivista Science, i ricercatori dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) hanno fatto parte di un team internazionale proveniente da altre 66 Istituzioni di 27 Paesi, evidenziando una eccezionale riduzione del 50% dell’ampiezza del rumore sismico a livello mondiale.Il “lockdown sismico”, risultato delle misure di distanziamento sociale, della riduzione delle attività economiche e industriali e della contrazione degli spostamenti, ha rappresentato la riduzione del rumore sismico antropogenico più lunga e più importante mai registrata nella storia.Le più forti riduzioni del rumore sismico sono state riscontrate nelle aree urbane, ma lo studio ha evidenziato riduzioni anche in sensori siti in pozzi a centinaia di metri di profondità e in aree particolarmente remote, come nell’Africa subsahariana.
Lo studio ha inoltre evidenziato una forte corrispondenza tra la riduzione del rumore sismico e i dati sulla mobilità umana ricavati dalle app di navigazione nei telefoni cellulari, resi pubblici dalle società Google e Apple. Questa correlazione mostra come i dati sismici possano essere utilizzati per il monitoraggio delle attività umane in tempo quasi reale, nonché per quantificare gli effetti dei lockdown e delle riaperture, evitando così problematiche complesse legate alla privacy.La ricerca pubblicata su Science ha inoltre evidenziato come segnali di terremoti precedentemente ‘nascosti’ nel rumore sismico antropogenico siano risultati essere più chiari durante il lockdown.Questo studio svolto su scala mondiale offre compiutezza alle analoghe analisi condotte recentemente sul rumore sismico solo sul territorio italiano dai ricercatori dell’INGV.

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Tumore al seno: Un test può evitare il trattamento chemioterapico

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Analizza l’espressione di 21 geni specifici del tumore e definisce la probabilità di risposta alla chemioterapia. Si chiama Oncotype DX, il test molecolare (eseguito su tessuto tumorale) che permette di evitare la chemioterapia nell’80% delle donne con carcinoma mammario in fase iniziale, di tipo ormone-sensibile, negativo alla proteina HER2 e linfonodo negativo, che, dopo la chirurgia, possono essere trattate solo con l’ormonoterapia. Il test è validato con studi clinici randomizzati (evidenza di livello 1A) per predire i benefici della chemioterapia ed è disponibile presso il Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma, grazie a un accordo siglato con l’azienda produttrice, Exact Sciences.
“I test genomici, detti anche multigenici, forniscono il profilo molecolare personalizzato di un tumore, un’informazione che aiuta a comprenderne meglio la biologia, riuscendo a definire con maggiore precisione, ad esempio, quanto la neoplasia è aggressiva (valore prognostico) e, nel caso del test Oncotype DX, anche la risposta alla chemioterapia (valore predittivo) – spiega il prof. Giuseppe Perrone, Responsabile dell’Unità di Diagnostica Molecolare Predittiva del Policlinico Universitario Campus Bio-Medico di Roma -. Questi dati, insieme agli altri fattori, aiutano l’oncologo a scegliere il percorso terapeutico più appropriato”. Il test Oncotype DX, che è eseguito su campione tumorale proveniente da tessuto chirurgico, è un test multigenico scientificamente validato ed estesamente utilizzato nella pratica clinica. La definizione del rischio di recidiva di malattia, secondo il punteggio definito dall’analisi di espressione dei 21 geni, fornisce informazioni di predizione di sensibilità alle cure e di prognosi. Il test, pertanto, è in grado di identificare le pazienti che hanno migliore o peggiore prognosi e maggiore o minore probabilità di trarre beneficio dalla chemioterapia adiuvante o dalla sola terapia endocrina.
Il test è stato reso disponibile per la prima volta nel 2004 e, da allora, più di un milione di donne nel mondo ne ha beneficiato. È stato incluso in tutte le più importanti Linee Guida sul tumore al seno, incluse quelle dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), della St. Gallen International Breast Cancer Conference, della Società Europea di Oncologia Medica (ESMO) e, negli Stati Uniti, anche nelle Linee Guida della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) e del National Comprehensive Cancer Network (NCCN). Inoltre, prestigiosi organismi di valutazione delle tecnologie sanitarie quali il National Institute for Health and Care Excellence (NICE) nel Regno Unito, il German Institute for Quality and Efficiency in Health Care (IQWiG) in Germania e l’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali (AGENAS) in Italia hanno riconosciuto il valore clinico del test. In Italia, i test genomici sono meno utilizzati rispetto ad altri Paesi europei, soprattutto perché non sono ancora inseriti nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza). Ad oggi, solo la Lombardia e la Provincia Autonoma di Bolzano ne hanno approvato la rimborsabilità per le pazienti con tumore della mammella, pur trattandosi di una tematica attualmente dibattuta a livello regionale, come dimostrano recenti mozioni presentate in Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna. Nella regione Lazio la mozione per la rimborsabilità dei test genomici è stata recentemente approvata all’unanimità.
“Nel 2018, i risultati del più ampio studio mai realizzato sul carcinoma mammario in ambito adiuvante, TAILORx, sono stati presentati al congresso ASCO e successivamente pubblicati sulla prestigiosa rivista scientifica The New England Journal of Medicine – conclude il prof. Tonini -. Lo studio, che ha coinvolto più di 10.200 donne, ha dimostrato che la maggior parte delle pazienti con tumore al seno in stadio precoce può evitare la chemioterapia”. In particolare, il test è in grado di identificare la quota di donne (20%) che possono trarre un reale beneficio dalla chemioterapia e che non sarebbero state selezionate con i sistemi tradizionali e la percentuale maggioritaria (80%) che, nel complesso, non trarrebbe beneficio dalla chemioterapia. Sono evidenti i vantaggi in termini di minori tossicità per le pazienti e di risparmi per il sistema sanitario, grazie all’ uso appropriato delle terapie oncologiche.

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L’amore può cancellare il passato?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Nei cinema italiani dal 2 settembre. Regia di Roger Kumble Con Josephine Langford Hero Fiennes Tiffin Dylan Sprouse. Dopo la loro rottura, Hardin (Hero Fiennes Tiffin) e Tessa (Josephine Langford) cercano di andare avanti ognuno per la propria strada. Mentre Hardin torna a perdersi in cattive abitudini, Tessa, forte della sicurezza acquisita, inizia a frequentare lo stage dei suoi sogni alla casa editrice Vance dove attira l’attenzione del suo collega Trevor (Dylan Sprouse), il ragazzo perfetto col quale intraprendere una relazione. Trevor è intelligente, spiritoso, attraente ma soprattutto è affidabile. Tessa, nonostante questo nuovo incontro, non riesce a togliersi dalla testa Hardin. Dopotutto lui è l’amore della sua vita e al di là dei loro fraintendimenti e delle difficoltà, non può negare ciò che prova. Vorrebbe essere in grado di andare avanti per la sua strada, ma non è così semplice. Attraverso gli alti e i bassi della loro relazione, Tessa e Hardin lotteranno per stare ancora insieme anche se l’intero universo sembra tramare per tenerli separati.

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La famiglia Nardini rinnova la più antica distilleria d’Italia

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Bassano del Grappa, Dalla Ditta Bortolo Nardini, la più antica distilleria d’Italia e leader dal 1779 nel mercato delle grappe e dei liquori di eccellenza, nasce per conferimento di ramo d’azienda Distilleria Nardini S.p.A, azienda fortemente voluta dalla famiglia Nardini e dalla stessa controllata al 100%, la cui missione è quella di consolidare e sviluppare ulteriormente la presenza del brand Nardini nel mercato Spirits a livello nazionale e internazionale.
La famiglia Nardini, il cui nome, attraverso secoli e generazioni, è divenuto sinonimo di un prodotto – la grappa – icona di una intera Nazione, ha scelto quindi di affidare la gestione operativa della Distilleria Nardini ad un team strutturato di manager di consolidata esperienza nel settore Wine & Spirits, individuando il Direttore Generale in Massimo Tonini, già a bordo da metà ottobre.L’indirizzo strategico dell’azienda è affidato ad un nuovo consiglio di amministrazione, che vede la presenza di quattro membri della Famiglia affiancati dall’ingresso di Stefano Saccardi, manager proveniente dal Gruppo Campari, con notevole esperienza e storie di successo nell’area Merger & Acquisition.“Vi era la necessità di focalizzarsi sull’attività caratteristica dell’area Spirit, con una iniezione di managerialità dall’esterno, unita ad una forte propensione allo sviluppo del business sia nel mercato domestico che internazionale”, fa sapere la famiglia Nardini attraverso l’Amministratore Delegato Michele Viscidi, già presente da sei anni nel Consiglio di Amministrazione dell’azienda.Nardini si rinnova focalizzandosi sul core business, con l’obiettivo di perseguire una crescita che non pregiudichi l’amore per il territorio e per la qualità, peculiarità che da sempre hanno reso il marchio Nardini unico per eccellenza e storicità.

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Stories from before

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Rome Reception: Monday, August 3rd 3rd – 30th August, 2020 Rossocinabro Gallery street Raffaele Cadorna, 28 is pleasures to present the group show “Stories from Before” In latest works presented at the exhibition, Rossocinabro combines multi-figure scenes, fragments of nature, landscapes or cityscapes, paintings and photographs with fictional images and abstract segments to create multi-planar compositions, and new sculptures. The works are constructed by mixing intentional and spontaneous, as if accidental effects, three-dimensional shapes and near-abstract, flattened, decorative forms, realistic depictions and reproduced mediated images. Bursts of bright colours, variety of shapes and textures enrich artists’ works, mark the renovation of their art language and act as powerful catalysts of emotions.The narrative is often driven by the concept of art as an act. This act becomes a universal key to reveal the stories behind elaborate and multi-contextual scenes. Many narratives often focus on the time of the setting. This prevailing sense of temporality provokes to rethink historical and personal past, explore the mechanisms of memory, remembrance, longing and the importance of image in this context. Complex time structures of the stories move in circles, swirl, repeat themselves, stretch from the past to the present and future, resulting in infinite possibilities. So the stories from before become stories not yet told.

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Mostra collettiva “Stories from Before”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Roma Apertura: 3.8.2020 Lun-Ven 11:00-17:00 Rossocinabro Via Raffaele Cadorna, 28 La Galleria Rossocinabro è lieta di presentare la mostra collettiva “Stories from Before”.Nelle ultime opere presentate in questa mostra, Rossocinabro combina scene multi-figure, frammenti di natura, paesaggi o paesaggi urbani, dipinti e fotografie con opere immaginarie e segmenti astratti per creare composizioni multi-planari e nuove sculture. Le opere sono costruite mescolando intenzionali e spontanei soggetti, come se fossero effetti accidentali, forme tridimensionali e forme quasi astratte, appiattite, decorative, rappresentazioni realistiche e immagini riprodotte, mediate. Scoppi di colori vivaci, varietà di forme e trame arricchiscono le opere degli artisti, segnano il rinnovamento del loro linguaggio artistico e fungono da potenti catalizzatori di emozioni.
La narrazione è spesso guidata dal concetto di arte come atto. Questo atto diventa una chiave universale per rivelare le storie dietro scene elaborate e multi-contestuali. Molte narrazioni si concentrano spesso sul momento dell’ambientazione. Questo senso prevalente della temporalità provoca il ripensamento del passato storico e personale, l’esplorazione dei meccanismi di memoria, ricordo, brama e l’importanza dell’immagine in questo contesto. Strutture temporali di storie complesse si muovono in cerchi, turbinano, si ripetono, si estendono dal passato al presente e al futuro, dando luogo a infinite possibilità. Quindi le storie di prima diventano storie non ancora raccontate. Artisti: David Aimone, Janice Alamanou, Annabelle Art Gallery, Brian Avadka Colez, Ayuna, Axel Becker, Frank Briffa, Helen Canetta, Chris Corridore, Onno Dröge, Bogdan Dyulgerov, Paula Galera, Allyson Glenn, Dana Hassan, Peter Higgings, Dag Hol, Michael Jiliak, Yvon Jolivet, Rachel Kah, Alexandra Kapogianni-Beth, Rosana Largo Rodríguez, Audrey Lim, Fiona Livingstone, Raúl López, Angeliki Manta, Yellena Mazin, Dalene Meiring, Eve Neeracher, Odeza, Ann Palmer, Ittiphon Phattarachon, Parnthip Phattarachon, Steffi Pieters, Ludwika Pilat, Sal Ponce Enrile, Irena Procházková, Michael Schaffer, Jhoseth Silva, Przemko Stachowski, Taka & Megu, Petra Tiemann, Çağla Yeliz Usta Erdoğan, Katja van den Bogaert, Stéphane Vereecken, Marja-Riitta Vuorela, Anke Wiemer, Levi Wolffe Curatori: Joe Hansen e Cristina Madini

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Italia: Dati impietosi da Nazioni Unite su digitalizzazione PA

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

“Nella classifica mondiale dell’amministrazione digitale, l’E-government survey 2020 delle Nazioni Unite, l’Italia si colloca al 37esimo posto su 193 nazioni, perdendo ben 13 posizioni rispetto a 2 anni fa – afferma il responsabile Innovazione di FDI, deputato Federico Mollicone – sulla partecipazione elettronica, l’Italia perde fino a 26 posizioni, collocandosi nella 41esima. Il ritardo dell’Italia sul piano infrastrutturale, dei servizi digitali e della formazione è sempre più evidente: ne risentirà lo sviluppo economico e la tenuta generale di una nazione del G7. Va garantita, tramite un massiccio investimento, la digitalizzazione della pubblica amministrazione, anche al fine di tutelare la nostra sovranità digitale. E’ l’ennesima classifica che mostra il divario italiano rispetto l’Europa e il Mondo: il ministro Pisano riconosca la sua inadeguatezza.”

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“Narrarsi ai tempi del Covid-19”: parte il nuovo progetto di medicina narrativa

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Il distanziamento sociale non è una condizione del tutto nuova per i malati di Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), spesso costretti a non uscire di casa per la fatica a respirare o a rallentare il passo quando camminano. Ma la pandemia ha portato con sé nuove paure, legate soprattutto al timore di contrarre una patologia grave che può affliggere anche i polmoni come il Covid-19, in una situazione di preesistente declino della capacità respiratoria dovuto alla malattia di base.Con l’obiettivo di comprendere i vissuti delle persone affette da BPCO ai tempi del Covid-19 e le ricadute della malattia a livello psico-fisico e relazionale, è partito il nuovo progetto di medicina narrativa “Narrarsi ai tempi del Covid-19”, realizzato da Fondazione ISTUD in collaborazione con Chiesi Italia, la filiale italiana del gruppo Chiesi, azienda impegnata nella ricerca scientifica, principalmente nell’area delle malattie respiratorie. Un invito a raccontare le esperienze personali legate a BPCO e Covid-19 dal punto di vista dei pazienti, ma anche di chi si prende cura di loro, familiari e professionisti sanitari (pneumologi e medici di medicina generale).Il progetto prevede di raccogliere online (www.medicinanarrativa.eu/narrarsi-covid-19) 150 narrazioni, analizzarle e documentare in un report conclusivo i principali dati qualitativi espressi dalla diretta voce dei protagonisti, anche al fine di capire quali azioni possono essere implementate per aiutarli al meglio in questa situazione di stravolgimento delle certezze quotidiane.Nella realizzazione della ricerca partecipano professionisti provenienti dalle società scientifiche impegnate nel campo della pneumologia (AIPO, SIP) e della medicina generale (SIMG, FIMMG). Il progetto è inoltre sostenuto dalle Associazioni dei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche (Associazione Italiana Pazienti BPCO, FederAsma e Allergie ODV).
Il lancio dell’iniziativa si accompagna alla pubblicazione del Manuale “BPCO istruzioni per l’uso”, creato appositamente per le persone con BPCO e per i loro familiari, con l’intento di fornire un insieme di buone pratiche per la corretta gestione della BPCO (a partire da stili di vita e assunzione regolare della terapia), informazioni utili e scientificamente validate sul Covid-19 e suggerimenti per convivere con questa nuova “normalità” in maniera più sicura, tutelando la propria salute e quella dei propri cari. Il Manuale, di facile consultazione e arricchito di immagini ispirate alla quotidianità, affronta anche gli aspetti psicologici, spesso trascurati, che si accompagnano al vivere quotidiano con una malattia respiratoria cronica.Il Manuale potrà essere scaricato dal sito http://www.medicinanarrativa.eu/manuale-bpco-covid, dai siti delle Associazioni pazienti – http://www.pazientibpco.it e http://www.federasmaeallergie.org/sitoFA/ – e dai siti di tutte le Associazioni che desidereranno metterlo a disposizione. L’obiettivo è che il Manuale possa raggiungere tutte le persone con BPCO e i loro nuclei familiari.La pubblicazione è realizzata con il patrocinio delle Associazioni dei pazienti affetti da malattie respiratorie croniche, Associazione Italiana Pazienti BPCO e FederAsma e Allergie ODV.“Siamo entusiasti di aver collaborato a questo nuovo progetto di medicina narrativa rivolto ai pazienti affetti da BPCO, ma anche ai loro familiari e alla classe medica, parimenti coinvolti nell’esperienza della malattia durante la pandemia, che conferma il nostro impegno nell’area respiratoria – dichiara Raffaello Innocenti, Direttore Generale di Chiesi Italia. Un impegno che parte dalla ricerca, per offrire terapie più efficaci e modalità di somministrazione semplificate per favorire l’aderenza alla terapia, e si affianca all’ascolto costante dei bisogni dei pazienti, tra i quali la corretta informazione rappresenta un elemento di cruciale importanza per affrontare e gestire al meglio la BPCO nella quotidianità, anche ai tempi del Coronavirus”.“È impensabile continuare ad utilizzare i dati delle narrazioni raccolti prima del Covid-19, elemento turbativo che ha sconvolto e traumatizzato le vite dei cittadini, dei pazienti e dei professionisti sanitari” – spiega Maria Giulia Marini, Direttore dell’Innovazione Area Sanità e Salute ISTUD. A maggior ragione questo vale per le persone con BPCO che, prima dell’“Era Covid”, venivano incentivate ad una vita attiva fuori casa e a cui ora vien chiesto di proteggersi rimanendo a casa il più possibile e delegando ad altri le commissioni quotidiane. È importante invece arrivare ad un punto di equilibrio tra la protezione di sé all’aria aperta, dove peraltro c’è minor rischio infettivo, e lo stare dentro le mura domestiche. Ma saranno loro, i pazienti e i loro congiunti, che ci racconteranno come hanno vissuto il lockdown e la riapertura, ed i medici che ci diranno come hanno fronteggiato l’emergenza e riorganizzato i loro luoghi di cura. Da questa ricerca cerchiamo tutte le buone pratiche che possano mettere al sicuro le persone con BPCO rendendole comunque serene nella loro vita di tutti i giorni”.

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“Sulle coste italiane continuano gli sbarchi a ripetizione”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

“Non solo Lampedusa, ma anche nuovi approdi in Puglia e gli ultimi arrivi in queste ore dall’Algeria in Sardegna, senza contare che dall’inizio dell’anno sono sbarcati in Italia circa 12mila migranti. Una situazione al collasso sia a livello sanitario che di sicurezza dei nostri confini, con gli hotspot sempre più in sofferenza e i Cara lasciati senza i dovuti presidi di sorveglianza, come dimostrano le recenti fughe da parte degli ospitanti. Oltre alla palese incapacità del governo nella gestione dei migranti, preoccupa anche il possibile trasferimento in massa dalla Tunisia verso l’Italia. Dirigenti del Viminale – come riportato oggi sulla stampa – evidenziano il ‘rischio di un esodo tale da ricordare quello dell’Albania del 1991’. E sul nostro territorio fino al 24 luglio sono già arrivati 3988 tunisini. Il ministro dell’Interno è in missione proprio in Tunisia, per parlare di traffico di esseri umani con il presidente della Repubblica e il ministro dell’Interno uscente. Immaginiamo che le sarà difficile far valere il principio che in Italia si entra solo con un permesso, visto che il Governo Conte è riuscito a permette gli sbarchi nonostante il ‘suo’ decreto porti chiusi. Immigrazione incontrollata ed emergenza Tunisia: ci aspettiamo che la Lamorgese torni in Italia con le idee chiare per fermare gli sbarchi”.E’ quanto dichiara in una nota Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi.

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Recovery Fund: tra il dare e l’avere

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Con il Recovery Fund (Next generation EU), l’Italia da contributore netto verso l’Europa diverrà beneficiario netto.L’Italia riceverà 81 miliardi di sussidi (a fondo perduto) e potrà accedere a prestiti per 127 miliardi, se richiesti, da restituire a tasso agevolato in 30 anni.Così abbiamo chiarito i benefici per l’Italia.Passiamo agli italiani.Per la parte del Recovery Fund che riguarda i sussidi (quelli a fondo perduto, senza obbligo di restituzione), che sono debito a carico dell’Europa, la ripartizione è la seguente:
a) ogni italiano riceverà 500 euro;
b) ogni olandese verserà 930 euro:
c) ogni tedesco verserà 840 euro;
d) ogni francese verserà 400 euro.
Come è stato possibile? L’Unione europea si è fatta carico del debito comune dei vari Stati e ci saranno quelli che riceveranno (es. l’Italia) e quelli che verseranno (es. Olanda, Germania e Francia).La convinzione è stata che o ci salviamo tutti o affondiamo tutti e i Paesi in maggiore difficoltà devono essere aiutati.E’ la prima volta che succede e per questo abbiamo definito l’evento come storico.Come è stato fatto il conteggio per il sussidio?Per differenza tra il contributo che l’Italia deve dare al bilancio europeo e i fondi che riceverà dall’Unione europea. Tale differenza è di 30 miliardi che suddivisi tra gli italiani fanno, appunto, 500 euro a testa.Stesso calcolo per gli altri Stati europei (contributori o beneficiari).Questi soldi dovranno essere impiegati in programmi da presentare in sede europea e, una volta approvati, potranno essere realizzati nel nostro Paese. Ovviamente, ci sarà anche un controllo europeo sulle spese, considerato che siamo beneficiari di soldi altrui.
Eppure, qualcuno è contrario. Salvini paventa la fregatura, temendo un nuovo Mes, dimenticando che il Mes, lui medesimo, lo aveva approvato per ben due volte, nel 2011 e nel 2019. Che dire? Che la paura trova terreno fertile nella disinformazione.
(Primo Mastrantoni, segretario Aduc)

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Codici: la beffa dei mutui ventennali

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Prospettive allettanti, spese minime e guadagni. Sono tanti i risparmiatori che, su queste basi, hanno sottoscritto un mutuo ventennale legato ad un contratto di assicurazione. Le segnalazioni ricevute dall’associazione Codici riguardano clienti di Unicredit e Aviva Assicurazioni, ma inizialmente erano concessi da Abbey National Bank e Commercial Union Life. Il problema sorge al termine del mutuo.Il contratto di mutuo nelle premesse specifica che “il contratto di assicurazione è vincolato alla banca erogante, costituendo così una garanzia per il rimborso del capitale erogato”. Naturalmente non è andata in questa maniera.Chi ha sottoscritto un mutuo ventennale con le caratteristiche descritte può richiedere l’assistenza dell’associazione Codici, che con i suoi esperti verificherà il contratto, garantendo il rispetto dei dati personali.

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“Intermonte Sim nomina due nuovi Condirettori Generali: Guido Pardini e Dario Grillo”

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

Intermonte SIM, investment bank italiana indipendente, annuncia la nomina di due nuovi Condirettori Generali a capo delle aree Intermediazione e Mercati, Guido Pardini e Dario Grillo. Pardini e Grillo riporteranno funzionalmente a Guglielmo Manetti, AD di Intermonte.Guido Pardini, in Intermonte dal 2008, è ad oggi già Partner della Sim con la responsabilità sull’area intermediazione, che comprende l’attività di intermediazione e marketing con clientela istituzionale su tutti mercati in cui Intermonte opera sia con la tradizionale attività di brokeraggio sia in collaborazione con struttura di investment banking in occasione di operazioni di Equity Capital Markets. Pardini ha iniziato a lavorare in Euromobiliare (Equita) nel 1992 come sales trader. Dal 1993 fino al 2002 si è poi occupato dello sviluppo del Derivatives and Special Situations Desk. Nel 2002 lascia Euromobiliare per creare un Equity Desk in Banca Profilo come Head of Sales. Nel 2008 entra in Intermonte Sim come partner e, da allora, fa parte del Consiglio di Amministrazione ed è membro del Comitato Esecutivo.A Dario Grillo, in Intermonte dal 2010 e anche lui Partner della Sim, già responsabile del desk derivati e ETF, viene affidata la responsabilità per l’area mercati, che comprende tutti i portafogli di proprietà – strategie sia di puro rischio sia di “spread trading” – oltre che l’attività di market access sui mercati. Grillo, dopo una Laurea all’Università Cattolica di Milano in scienze Bancarie e Finanziarie, ha iniziato la sua carriera in UniCredit, dove ha lavorato dal 1999 al 2007, operando principalmente nella divisione Markets & Investment Banking. Ha svolto diversi ruoli di crescente responsabilità nell’ambito dell’equity derivatives trading e portfolio management operando in Italia e in Europa. Nel 2007 entra in Citadel Investment Group e, dopo una breve esperienza in TMG, nel 2010 entra in Intermonte per sviluppare l’attività di Equity Derivatives Trading e Market Making. È anche membro del Consiglio di Amministrazione e del Comitato Esecutivo di Intermonte Sim.Intermonte Sim è una delle principali investment bank indipendenti sul mercato azionario italiano. Punto di riferimento per gli investitori istituzionali italiani e internazionali, tanto che più di 450 investitori istituzionali italiani ed esteri e numerose aziende quotate si servono della consulenza dei professionisti di Intermonte SIM. Il management team è composto da un gruppo di soci affiatato e di grande esperienza che lavora insieme da 25 anni e fa da garante sulla qualità dei servizi offerti.

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Che Europa aspettarsi?

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

A cura di Andrea Delitala, Head of Euro Multi Asset di Pictet Asset Management. Gli ultimi anni per il continente europeo sono stati caratterizzati dalla dominanza delle forze centripete su quelle aggreganti. La diffusione di movimenti politici di stampo populistico e anti-europeista, che spesso cavalcavano il malumore dei cittadini dei vari Stati membri nei confronti dell’UE per guadagnare consenso, ha portato più volte la già fragile unione tra i Paesi del Vecchio Continente molto vicina al punto di rottura definitivo.Frenata dalla congenita lentezza dei meccanismi comunitari, la reazione iniziale a sostegno delle economie duramente colpite dalla pandemia era stata quantomeno timida: l’intervento fiscale era stato di fatto interamente delegato ai singoli Paesi e alle loro possibilità di spesa, temporaneamente affrancati dai vincoli di bilancio imposti dal Patto di Stabilità. E se le misure di emergenza di SURE, BEI e MES, ratificate ad aprile, avevano già dimostrato l’intenzione di fare di più, è solo a fine maggio con l’accordo tra Merkel e Macron sul Recovery Fund che il vero passo in avanti è stato compiuto. Un passo reso ufficiale dall’accordo raggiunto nella notte di martedì 21 luglio tra i 27 leader europei, dopo serrate negoziazioni andate avanti per oltre 4 giorni.Quella del pacchetto fiscale Next Generation EU non è la sola notizia positiva per l’Europa. I dati macroeconomici, infatti, continuano a mostrare un trend di deciso recupero: per il momento, lo scenario a V sembra quindi proseguire seguendo il percorso previsto, anche con qualche sorpresa in positivo negli indicatori economici. In Germania, l’attività dei servizi, il settore più pesantemente colpito dalla pandemia, è tornata addirittura al di sopra dei livelli pre-Covid e una dinamica simile si riscontra anche nelle altre economie della regione.In tal senso, è risultata determinante la rigidità con cui i Paesi europei hanno adottato le misure di distanziamento sociale nel tentativo di contenere i contagi. Osservando quanto sta succedendo negli USA, dove la gestione del virus è stata sinora disomogenea e alquanto inefficace, appare evidente come un approccio più morbido presenti delle controindicazioni pericolose: se da un lato, infatti, evitando il blocco totale dell’attività si riduce la profondità della recessione economica, dall’altro in questo modo la si prolunga per un tempo indefinito, con danni strutturali all’economia potenzialmente maggiori.Ma tornando all’accordo raggiunto in settimana sul Recovery Fund, questo, per quanto in parte modificativo rispetto alla proposta originale, rappresenta una duplice rivoluzione epocale per la struttura politica ed economica dell’UE.In primo luogo, sdogana l’utilizzo della politica fiscale comunitaria per fini congiunturali, volta quindi a rispondere al calo della domanda aggregata, un’ipotesi sempre vanificata in passato dall’opposizione della Germania che attribuiva alle politiche centrali un carattere esclusivamente strutturale. La stessa Germania che, nell’intesa raggiunta con la Francia a maggio, è diventata uno dei principali sponsor del nuovo corso dell’Unione.In secondo luogo, il pacchetto Next Generation EU vede per la prima volta la creazione di debito europeo: tale politica fiscale congiunturale, infatti, viene finanziata a debito, una scelta che porterà velocemente l’UE ad essere uno dei principali emittenti obbligazionari al mondo, con un fabbisogno stimato per i prossimi anni di circa 1’000 miliardi di euro (tale importo comprende anche le somme potenzialmente destinate al SURE, il programma contro la disoccupazione, a cui finora i singoli Stati non hanno ancora fatto ricorso).Questi due elementi, mai messi in discussione nel corso delle prolungate negoziazioni, rappresentano dei veri e propri punti di svolta per l’assetto comunitario, in grado di eclissare le modifiche al pacchetto di stimoli volute dai Paesi frugali.Il nuovo accordo, in particolare, ha svuotato le politiche comunitarie atte a creare beni pubblici europei, andando ad impinguare per compenso i trasferimenti agli Stati membri: le risorse destinate alla Recovery and Resilience Facility sono infatti aumentate da €560 miliardi a €672,5 miliardi, con gran parte dell’importo aggiuntivo rappresentato da prestiti a basso costo (i €672,5 miliardi sono così ripartiti secondo il nuovo schema: €360 miliardi di prestiti e €312,5 miliardi di sovvenzioni; nel complesso, per effetto del depotenziamento delle politiche pubbliche comunitarie, sui €750 miliardi totali la quota di sovvenzioni è scesa da €500 miliardi a €390 miliardi).Nella sua forma attuale, quindi, il piano ha perso in parte il carattere di accordo comunitario, per rientrare nello schema più tradizionale di un accordo intergovernativo, basato sul trasferimento di risorse agli Stati membri, ma restano di assoluta predominanza le due rivoluzioni strutturali suesposte.Con questo pacchetto, pari al 5% del PIL della regione, l’Europa si pone in vetta al mondo in termini di stimoli fiscali adottati per sostenere l’economia: considerando anche quanto fatto dai singoli Paese, si arriva infatti ad un poderoso 14% del PIL, superiore anche a quanto fatto sinora sull’altra sponda dell’Atlantico dagli Stati Uniti (tra il 12% e il 13% del PIL).Tra i principali beneficiari di questo stimolo massiccio c’è il nostro Paese: l’Italia riceverà risorse per circa €82 miliardi, che dovrà ripagare contribuendo pro-quota al bilancio comunitario a partire dal 2028 e per i successivi 30 anni fino al 2057, quindi con una lunghissima dilazione. Tale contributo, stabilito sulla base della quota del PIL della regione ascrivibile all’Italia, sarà pari a circa €52 miliardi, comportando quindi trasferimenti netti per €30 miliardi nell’arco di 3 anni, tra il 2021 e il 2023, pari circa allo 0,6% annuo. Trasferimenti che potrebbero aumentare ulteriormente qualora parte del pacchetto fiscale venisse finanziato tramite entrate proprie dell’UE, sotto forma di tasse legate ai beni ambientali e rivolte ai colossi digitali statunitensi e cinesi (“digital tax”), anche questa un’eventualità che darebbe il via ad un nuovo corso nelle finanze comunitarie.Il percorso resta, quindi, ancora alquanto lungo, ma le basi che sono state poste lasciano presagire un futuro nuovo per l’Europa, votato ad una sempre maggiore integrazione, uno scenario inimmaginabile fino a pochi mesi fa.

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