Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Impariamo a convivere con le idee altrui

Posted by fidest press agency su sabato, 1 agosto 2020

In questi giorni abbiamo avuto la comprova, ammesso che ci fosse stato bisogno del modo come diventino conflittuali le opinioni e persino la rappresentazione di fatti e circostanze che, per il loro evolversi, si pensa possano avere un solo modo di vederli. Altri, invece, dimostrano il contrario.
Si può essere, ovviamente, in mala fede, ma ciò non cambia la sostanza del ragionamento. Nel corso della sua lunga storia l’umanità si è nutrita di passioni, di conflitti, di gioie e di dolori. Moltitudini di essere umani hanno ucciso e sono stati uccisi dai loro simili per un interesse partigiano, per odi razziali e tribali, per la sete di possesso, per il primato di un principe e per il fanatismo religioso, per la cultura temporale della fede. Abbiamo avuto il secolo delle ideologie aberranti. Ci siamo abbeverati alla fonte delle logiche consumistiche e abbiamo visto il nostro simile come preda da dominare e, all’occorrenza, eliminare.
Alla fine, è spuntato il XXI secolo e molti guardandosi dietro sono riusciti ad inorridire per gli orrori compiuti, ma non sono stati capaci di porvi riparo, pur consapevoli che stiamo avviandoci per la strada del non ritorno. Ciò che oggi è più importante che siano consci del perché di tanti insuccessi. È perché non abbiamo imparato a convivere con le idee altrui, a rispettarle e a misurarsi con esse poiché non esiste una verità conclamata ma tanti pezzi di verità sparsi per il mondo e che attendono pazientemente d’essere individuati e raccolti come si fa con un puzzle. Noi abbiamo bisogno di uomini come lo è stato Giovanni Paolo II e ancor prima Ghandi e molti altri e, tra questi, potrebbe esserci Papa Francesco. Uomini che fanno paura a chi si trova nel suo elemento guazzando nel torbido. È un segnale importante e se anche la loro luce è flebile, nell’oscurità di una notte senza stelle, non dobbiamo perderne la traccia. (Riccardo Alfonso)

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