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Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Scuola. Dal medico competente ai test sierologici, ecco le regole per riaprire in sicurezza

Posted by fidest press agency su martedì, 4 agosto 2020

A meno di due mesi dal ritorno tra i banchi, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina deve fare i conti con una serie di difficoltà: problemi di organico legato alla mancanza di spazi e alla necessità di “sdoppiare” le aule negli edifici più vecchi. Alcune delle soluzioni potrebbero essere proprio gli investimenti nella direzione dell’edilizia scolastica, «grazie ai soldi del Recovery Fund». Progetti che al momento restano in cantiere, ma «riaprire a settembre, in sicurezza, tutte le scuole di ogni ordine e grado» resta una priorità del governo come dichiara il ministro della Salute Roberto Speranza, intervenuto alla trasmissione Radio Anch’io. Sulle tempistiche è proprio capo del dicastero della Salute a fare chiarezza: «Il Comitato tecnico scientifico si riunirà a fine agosto per fare una valutazione finale sulla scuola e anche sull’impiego delle mascherine in classe. Quello che è certo è che non scompariranno, se ne può immaginare un uso graduale ma la mascherina resta un pilastro fondamentale del contrasto dell’epidemia. È chiaro – ha aggiunto il ministro – che in ogni caso bisognerà tenere molto alta l’attenzione. In molti Paesi la riapertura delle scuole ha fatto rialzare le curve. La chiusura delle scuole è stata per me la scelta più dolorosa ma indispensabile perché così abbiamo contribuito a salvare la vita a migliaia di persone».Migliaia e migliaia di test, quelli sierologici, saranno invece effettuati nelle prossime settimane a tutto il personale scolastico e, secondo quanto prevede l’elenco delle richieste delle parti sociali per la bozza del protocollo d’intesa tra Miur e sindacati sull’avvio dell’anno scolastico, dovrebbero essere effettuati a campione sugli studenti ma non all’interno degli istituti. Le singole Regioni si stanno già mobilitando: nel Lazio almeno 120 mila operatori della scuola inizieranno ad agosto il test di sieroprevalenza mentre una seconda azione di prevenzione riguarda il vaccino influenzale, con 2,5 milioni di dosi già ordinate sul territorio. La stessa bozza del protocollo, al vaglio del Comitato tecnico scientifico, prevede la misurazione della temperatura per il personale all’ingresso degli istituti, un’equipe di psicologi a disposizione di studenti e prof per rassicurare dai timori e stress per il rischio di contagio, referenti per il contact-tracing, una “help line” e “l’individuazione in tutte le scuole del medico competente che effettui il servizio di sorveglianza sanitaria”. Ma l’Associazione nazionale presidi va oltre e invoca il ritorno al “medico scolastico”, affinché si occupi anche degli studenti: «La sorveglianza sanitaria è comunque indirizzata al personale, il medico cosiddetto ‘competente’ garantisce la sorveglianza soltanto sui dipendenti e i lavoratori. Inoltre, solo se verrà prorogato lo stato di emergenza è previsto un medico sorveglianza, così come dispone il decreto rilancio», spiega Antonello Giannelli, presidente dell’Anp. C’è anche un altro aspetto da considerare: il rischio per i giovani di compromissione di aspetti cognitivi, emotivi e relazionali conseguenti alla prolungata chiusura delle scuole. A metterlo in luce sono gli esperti dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano che lo considerano un rischio «molto alto» perché «ogni sei mesi di mancato apprendimento hanno un effetto misurabile su più competenze». In una ricerca che ha fotografato l’impatto della quarantena su bambini e ragazzi scrivono gli autori: «non si può non considerare che le scuole sono state le prime sedi di attività a chiudere (23 febbraio in Lombardia) e saranno le ultime a riaprire (14 settembre)». Un aspetto su cui i genitori nutrono preoccupazioni anche per le incertezze relative all’inizio del nuovo anno scolastico. Per gli esperti del Laboratorio per la salute materno infantile del Dipartimento di salute pubblica del Mario Negri, che hanno sviluppato il progetto “Ragazzi in quarantena”, conducendo la ricerca tramite video-interviste a 82 bambini e ragazzi del Milanese, «risulta essenziale cercare di capire le reazioni ed emozioni dei bambini in risposta a tale emergenza, al fine di indirizzare in modo efficace i loro bisogni». Obiettivo: cercare così «di prevenire conseguenze negative sulla salute fisica e psicologica nel lungo termine, in vista della riapertura delle scuole a settembre». E il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri, avverte: «a settembre ci sarà la ripartenza e dobbiamo monitorare. Molti si preoccupano di un’eventuale seconda ondata. È possibile che il virus rialzi la testa ma vedo molto difficile che ci possa essere una seconda ondata come la prima che abbiamo vissuto tra febbraio e marzo con mille morti al giorno. La nostra sicurezza, non solo della scuola, ma anche degli uffici, degli ospedali passa attraverso l’opera di screening e un uso spregiudicato dei tamponi». By Anna Capasso – fonte: Doctor33)

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