Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 5 agosto 2020

“Santa Rita protegga Beirut e il popolo libanese”

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“La nostra preghiera a Santa Rita, alla quale quotidianamente affidiamo tutte le terre del mondo, oggi si fa ancora più grande per abbracciare in modo particolare il Libano, la cui ferita sgorga dolore anche a Cascia”. A parlare è Suor Maria Rosa Bernardinis, Madre Priora del Monastero Santa Rita da Cascia, che si è unita in preghiera insieme alle consorelle, affidando alla protezione e all’intercessione di Santa Rita il Libano, dove ieri (4 agosto) si è verificata la catastrofica esplosione avvenuta al porto di Beirut. Una vera strage, che le claustrali di Cascia seguono con apprensione, auspicando che la Terra dei Cedri possa far fronte al più presto a questa emergenza e rialzarsi, più forte di prima. Una terra profondamente legata a quella della santa degli impossibili, verso la quale i libanesi, non solo quelli di religione cattolica, nutrono immensa devozione. A sancire questo legame negli anni, in occasione delle celebrazioni del 22 maggio, due gemellaggi di fede con Beirut, tra cui il più recente del 2015 suggellato dal dono della grande statua di Santa Rita, scolpita nella pietra libanese, benedetta da Papa Francesco e posta all’ingresso della città. “Cascia – prosegue la Priora – custodisce un pezzo di cuore del Libano, rappresentato proprio dalla statua. È quindi a Santa Rita che ci rivolgiamo ora, con profonda fiducia, mettendo nelle sue mani tutte le vittime di questa ennesima tragedia, che colpisce il Libano creando una distruzione incalcolabile. Preghiamo per i numerosi morti, i dispersi, i feriti, per le loro famiglie e per tutti coloro che hanno perduto le case e le attività. Santa Rita protegga Beirut e tutto il popolo libanese, alleviando le sue sofferenze, dandogli nuova forza e portando loro la speranza, quella che lei infonde nei cuori”.

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Addio a Sergio Zavoli

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

ASSISI (PERUGIA) «Addio a Sergio Zavoli, grande maestro del giornalismo italiano e internazionale e uomo dalla caratura francescana. Ricordo ancora – ha dichiarato il Direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato – le belle, profonde e edificanti parole che Zavoli scrisse per introdurre la Carta di Assisi, il decalogo sulle buone pratiche dell’informazione: il mio mestiere non può aggiungersi altro compito che quello di rispettare le parole, nostre e altrui, come la vigna e il grano, il vino e il pane ricevuti in dono dall’ultima cena, la mensa infinitamente più povera e più ricca d’ogni tempo vissuto finora sulla Terra. E allora vivo, fraternamente, dentro la vita altrui. E anche se non ne comprendo il senso, l’anima, le forme, mi sforzo di conoscerla con gli attrezzi che il mio lavoro mi ha dato: le parole, strumenti di pace e di misericordia, antidoti all’ostilità tra le persone».

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Sconto 20% ristorante pagando con carta. Ma… ridurre le tasse?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Nel decreto legge di agosto che dovrebbe vedere la luce domani o giù di lì, è previsto che, pagando al ristorante con carta, si abbia lo sconto del 20% della spesa sostenuta. Il rimborso dovrebbe arrivare direttamente sul conto corrente collegato alla carta oppure iscrivendosi ad un’apposita App. Se la prima ipotesi dovesse verificarsi occorrerà preoccuparsi perché vorrà dire che al ministero qualcuno ha deciso di essere efficiente. Sulla seconda ipotesi, ci viene al momento da sorridere e già intravediamo scenari da burocrazia asfissiante, cose che non funzionano, etc. E comunque, in entrambi i casi i soldi, che arrivino “direttamente” o dopo la tortura dell’uso di una App, viste le esperienza passate in situazioni anche decisamente più delicate (come la cassa integrazione) non si può escludere che vengano messi di mezzo degli istituti di credito, che avranno un costo (da scaricare sullo Stato o sul cliente della carta), istituti che non è escluso che si mettano a fare l’autopsia ai loro clienti che dovrebbero ricevere questo 20%, trovando volta per volta 1.001 motivi per non pagare e/o ritardare il pagamento e magari facilitare l’apertura di un contenzioso perché il dovuto sia versato.
Sappiamo dell’atavica sfiducia che lo Stato ha nei confronti di qualunque contribuente: sempre colpevole a priori salvo dimostrazione che spesso si ottiene dopo faticose pratiche e ricorsi sempre a spese del contribuente. Sfiducia ricambiata dal contribuente che appena può (e spesso è occasione di vanto) frega il fisco.In questa logica massacrante del buon senso e del buon diritto si inserisce questa “regalia” ai consumatori, pagati per essere agenti del fisco ed evitare che il conto del ristorante sia pagato a nero e i ristoratore evada il fisco.Tutto torna. Ma possibile che non ci possa essere un’altra logica? Che parta dalla fiducia nei confronti del contribuente? Se il Fisco dice di voler pagare il 20% perché il consumatore lo aiuti contro l’evasione, perché questo 20% non può essere utilizzato per riduzioni fiscali ai ristoratori e, di conseguenza, questi ultimi potrebbero praticare prezzi di vendita meno onerosi per i loro clienti?
Fantapolitica e fantaeconomia? Probabile, allo stato dei fatti. Ma per invertire questo meccanismo massacrante del rapporto tra contribuenti e Fisco, da qualche parte bisognerà pur partire, con rodaggi iniziali che troveranno entrambe le parti scontente. Il problema che ci par di comprendere è che nessuna delle due parti abbia intenzione di venir meno alle proprie prerogative di sceriffo ed evasore. Motivo? La sopravvivenza di entrambi. Noi crediamo che compito dello Stato debba essere quello di provare nuovi sistemi impostati sulla fiducia con i contribuenti. Sarebbe la semplificazione della burocrazia che, in questo caso, potrebbe portare anche ad un calo dell’evasione fiscale.

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Explosions in Beirut

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Caritas Internationalis expresses its solidarity and compassion to the Church of Lebanon, to the Lebanese people and to Caritas Lebanon, after the deadly blasts that yesterday’s afternoon flattened parts of Beirut and killed at least 78 people and injured nearly 4,000.”It is a terrible and disastrous situation and today we live in a total confusion,” told Caritas Internationalis Rita Rhayem, director of Caritas Lebanon, whose staff immediately took action to bring relief to those affected by the explosion. Caritas confederation is also launching an emergency plan coordinated by the general secretariat of Caritas Internationalis to immediately assist victims.”The situation is critical and this is the first time that we have experienced a situation of such great magnitude, it is apocalyptic, but we don’t stop and we will carry on in order to help all those in difficulty” emphasizes Rita Rhayem. “There are a lot of dead and a lot of injured, and the health situation is likely to worsen quickly, as the toxic gases can cause additional health problems. Caritas Lebanon is preparing for this, but its health centres have no means to face this kind of situation, and rescue operations are made even more difficult by the lack of electricity”.
Caritas Lebanon’s headquarters was also it was badly damaged by the explosion. Providentially, the office had closed shortly before the explosion and therefore no staff were injured.”Since 6:00 p.m. yesterday, the country has stopped and we are living a nightmare. We have nothing to help the population,” says the president of Caritas Lebanon, father Michel Abboud. “Beirut is devastated and we are totally overwhelmed by the scale of the events.” “The wounded are received in our primary care centres which are overwhelmed, the hospitals are incredibly crowded. They lack everything, including food to support the affected population,” added Rita Rhayem. The young volunteers are mobilized and they go in search of the wounded.As Caritas Internationalis secretary general Aloysius John points out, yesterday’s large-scale explosions inflicted a further injury to a Lebanon already on its knees due to the economic crisis, the violence, the Covid-19 pandemic and the consequences of the economic sanctions imposed to Syria. John says that “the international community must intervene urgently and unconditionally to help the population. Ther is a need to support the efforts of faith-based civil society organizations, in particular Caritas Lebanon, which is present throughout the country to meet basic and urgent needs, especially in this time of tribulation and trials for the Lebanese people”.“We must not lose sight of the fact that the effects of economic sanctions and political violence have weakened this country and are weighing heavily on Lebanon, which is facing a food shortage. It is vital that the international community acts decisively to alleviate the suffering of poor Lebanese, immediately removing economic sanctions,” Aloysius John added.

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Quella del 2020 è un’estate molto difficile per chi soffre di problemi di microcircolazione agli arti inferiori

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“La grande paura causata dalla pandemia di Covid-19 ha limitato fortemente gli ingressi alle strutture sanitarie – afferma il prof. Edoardo Cervi, docente dell’Università di Brescia e specialista in chirurgia vascolare e generale -. Così in molti hanno sospeso terapie e trattamenti con conseguenze sul proprio stato di salute e benessere. Nel periodo post-lock down abbiamo registrato un aumento di accessi negli ambulatori medici di flebologia del 30%. Grazie ad opportune precauzioni siamo ora in grado di gestire in totale sicurezza i nostri pazienti e di smaltire i carichi di lavoro arretrati”. “Il periodo estivo è quello più critico per chi soffre di questa patologia che si manifesta comunque durante tutto l’anno – prosegue il prof. Cervi. Per il sistema venoso degli arti inferiori la cura è rappresentata non dai farmaci ma da prodotti derivati da piante che possibilmente agiscano sui vari fattori di questa problematica multifattoriale”. Uno dei più interessanti e innovativi a disposizione di specialisti e pazienti è il sistema Venoplant: un insieme di formulazioni i cui componenti sono di derivazione vegetale: estratti titolati da Agrumi (Diosmina), di Ippocastano (Escina), Meliloto (Cumarina), Centella (Triterpeni). Ogni formulazione ottimizza l’assorbimento delle sostanze funzionali attraverso opportune tecnologie farmaceutiche brevettate e specifici veicoli biotecnologici di derivazione vegetale come il Glycacid Eco (Ac. Ialuronico) per l’innovativa formulazione Patch. “Diversi studi scientifici, condotti negli ultimi anni, hanno dimostrato la sua efficacia nel favorire la funzionalità della circolazione venosa – aggiunge il prof. Cervi -. E’ composto da diverse sostanze in grado di agire a 360 gradi contro i vari fattori che causano il gonfiore. Le gambe gonfie nel periodo del lock down non sono state un problema solo per le persone anziane o in sovrappeso. “Nei mesi in cui potevano assistere solo da remoto i nostri pazienti abbiamo ricevuto richieste di aiuto anche da molti sportivi, Il venire meno della consueta attività fisica ha causato una mancanza della contrazione della pompa muscolare. Ciò ha provocato il ristagno della circolazione negli arti inferiori e di conseguenza forti dolori e altri sintomi. E’ l’ennesima dimostrazione che i problemi di microcircolazione non possono essere sottovalutati e vanno invece correttamente gestiti da un medico specializzato”.

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Esplosioni a Beirut: Il punto sulla situazione

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Beirut esplosionedi Emanuele Rossi. Almeno due esplosioni hanno colpito ieri l’area portuale di Beirut. Ci sono video che mostrano il fungo e il fumo, molte immagine di porte e finestre divelte all’interno degli appartamenti della zona. Ci sono feriti, diversi persone colpite da schegge di vetro; altre riprese per strade mostrano veicoli distrutti dalle detonazioni.Non è chiaro cosa sia saltato in aria al momento. Secondo quanto dichiarato dal Direttore generale della Pubblica sicurezza libanese, sarebbe esploso un deposito di sodio nitrato stoccato in un deposito da oltre un anno, dopo essere stato confiscato da una nave.Alcune fonti dal posto avevano spiegato inizialmente che si sarebbe trattato di un deposito di fuochi d’artificio attaccato da un incendio che in precedenza si era propagato nell’area. Versione che però nel tempo ha perso consistenza. Altre dicono che si sarebbe trattato di un deposito di missili di Hezbollah, la milizia sciita filo-iraniana. Potrebbe anche essere stato colpito o vittima di sabotaggio, sulla scia di quanto successo nelle passate settimane in Iran, spiega qualcuno azzardando una speculazione. Hezbollah sta già cercando di de-escalare la situazione: una fonte ha dichiarato che non ritengono possibile che si sia trattato di un attacco israeliano (ma è anche possibile che il gruppo voglia evitare di mostrare pubblicamente una vulnerabilità in casa).La tempistica è certamente singolare. Domani un tribunale delle Nazioni Unite dovrebbe emettere il suo verdetto nel processo in contumacia a quattro sospettati di aver piazzato l’autobomba che nel 2005 assassinò il primo ministro Rafik Hariri. Tutti e quattro gli indagati sono membri del gruppo Hezbollah, che ha costantemente negato qualsiasi ruolo nella morte di Hariri.La possibile seconda esplosione è stata segnalata nella residenza di Hariri in città. Sembra che ci siano almeno dieci vittime, ma è presumibile che ce ne siano di più. Su Twitter, una reporter dice aver udito l’esplosione da Cipro.Il Libano sta attraversando una profonda crisi economica, con i prezzi dei generi alimentari che sono arrivati alle stelle, e il malcontento diffuso tra la popolazione in sofferenza da mesi e mesi. (foto copyright ProgettoDreyfus)

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L’enorme esplosione nella capitale libanese ha devastato le comunità nel raggio di 10 km.

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Gli operatori di Save the Children sul posto hanno riferito che intere strade sono state spazzate via, e che i bambini sono dispersi, mentre le squadre di soccorso lavorano attraverso gli edifici distrutti per far uscire la gente dalle macerie. Edifici residenziali e commerciali sono stati devastati in quella che viene descritta come la più grande esplosione della storia recente del Libano. Gli ospedali di Beirut riferiscono che non sono in grado di curare altre vittime, poiché centinaia di letti si sono immediatamente riempiti dopo l’esplosione. I militari sono stati dispiegati per salvare coloro che sono rimasti intrappolati nelle macerie, mentre il personale medico sta curando i feriti per le strade. Save the Children conferma che i suoi uffici di Beirut, a circa cinque chilometri dal porto, sono stati gravemente danneggiati dall’esplosione, che ha scosso l’edificio e distrutto le facciate dei negozi del quartiere. Il nostro team di risposta rapida è pronto a sostenere il governo nei prossimi giorni.
“Siamo scioccati e devastati dall’esplosione. Non è ancora noto il reale bilancio delle vittime, ma quello che sappiamo è che in un disastro come questo, l’impatto sui bambini può essere devastante: potrebbero essere feriti, scioccati e separati dai loro genitori. I nostri operatori sono pronti a lavorare per proteggere i bambini e sostenere gli sforzi del governo, che continueranno nei per diversi giorni. È fondamentale che i bambini e le loro famiglie abbiano accesso ai servizi di cui hanno urgente bisogno, comprese le cure mediche e la protezione fisica ed emotiva.” ha commentato Jad Sakr, Direttore in Libano di Save the Children, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro. “L’incidente non poteva accadere nel momento peggiore e ha colpito le comunità che già soffrivano per l’impatto della crisi COVID-19 e la crisi economica. Il porto principale di Beirut, ormai completamente danneggiato, è vitale per gran parte del cibo, dei cereali e del carburante che il Libano importa, e le famiglie risentiranno immediatamente della carenza di beni di prima necessità a causa di questa tragedia”.

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Beirut: La tragedia libanese

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Beirut. Ieri è successo il finimondo a Beirut: morti, feriti e macerie nella sua area portuale per due esplosioni terribili. “L’ Associazione medici di origine straniera in Italia Foad Aodi – scrive in un comunicato reso agli organi d’informazione italiani – sta seguendo la tragedia libanese con i medici e giornalisti locali dopo le 2 esplosioni provocando danni enormi sia materiali e che feriti più di 3000 e morti più di 100 e più di 1500 dispersi con contino aggiornamento visto tutti gli ospedali della capitale sono pieni di feriti grave e alcuni di questi ospedali sono in difficoltà di funzionare per mancanza di elettricità ,sangue ,posti letti ,strumenti chirurgici e sanitari oltre i medici e gli infermieri. sono morti 7 medici e infermieri e circa 10 pazienti ricoverati negli ospedali .Urge aiuti sanitari e medici e ospedali mobili e sostenere il Libano in questo momento molto grave. proprio nel momento dell’esplosione Foad Aodi stava in contatto con i giornalisti della Tv libanese per una intervista da Roma su Coronavirus. Dopo i giornalisti hanno inviato le foto dello studio televisivo distrutto”. Di certo, purtroppo, gli effetti terrificanti di queste due esplosioni mostreranno ai soccorritori danni e vittime ancora maggiori di quanto sino ad ora sono state accertate. Tali eventi lasciano profondamente scossa l’opinione pubblica mondiale e la domanda che purtroppo ci facciamo, già da tempo, è fino a quando dobbiamo assistere a questa sequela di morti, di feriti e di milioni di rifugiati che ha sconvolto l’intera regione del vicino oriente e che va ad aggiungersi fatalmente alle altre vittime di una pandemia che a sua volta sconvolge la vita e le attività produttive di interi paesi.

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Benzina e ambiente. Tutto come e peggio di prima?

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

A noi preme segnalare cosa sta accadendo per stimolare un cambio di politica:
– per la revisione della definizione dei prezzi dei carburanti, verso una loro maggiore e razionale defiscalizzazione; una politica del genere avrebbe una ricaduta su tutti i prezzi delle merci e i servizi delle collettività;
– la messa in atto di politiche meno impattanti con l’ambiente (il portafoglio dei 209 miliardi europei è una miniera… che potrebbe anche ritorcersi contro questa esigenza ambientale);
– sul punto precedente:
* è determinante la creazione di reti di trasporti pubblici alla bisogna della nuova realtà covid-19; prendendo in buona considerazione alcuni esperimenti di alcune città europee dove i trasporti sono stati resi gratuiti.
* è la tanto agognata occasione per la creazione di infrastrutture tipo l’alta velocità da Napoli in giù. By Vincenzo Donvito, presidente Aduc

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Istat: a giugno -46 mila occupati

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Secondo i dati resi noti oggi dall’Istat, a giugno si contano 46 mila occupati in meno rispetto a maggio. “Dati gravi e preoccupanti. Non solo con la riapertura di negozi e delle fabbriche non si registra alcun rimbalzo, ma prosegue l’andamento negativo dei livelli di occupazione, con un calo mensile degli occupati di 46 mila unità, di cui 60 mila permanenti” afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori.”Insomma, nemmeno il blocco dei licenziamenti ha preservato il posto fisso, anche se il grosso della riduzione, su base annua, è per i dipendenti a termine, oltre mezzo milione, -548 mila rispetto a giugno 2019″ prosegue Dona.”In appena 4 mesi, gli occupati sono precipitati da 23 mln e 300 mila di febbraio a 22 mln e 702 mila di giugno, con una caduta di 598 mila unità, quelli a termine sono crollati da 2.919 mila di febbraio a 2.555 di giugno, con una flessione di 364 mila unità” prosegue Dona.”Se si aggiunge che il dato è artefatto, attenuato dal blocco dei licenziamenti, è decisamente allarmante. Cosa succederà quando il mercato del lavoro sarà sbloccato dal vincolo legislativo e tutti gli occupati riprenderanno ad essere collegati alla domanda del mercato? O il Paese sarà ripartito con slancio, oppure sarà una carneficina di lavoratori” conclude Dona.

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Per la vendemmia occorre ricorrere a manodopera italiana

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Incentivare l’utilizzo di manodopera italiana in vista dell’imminente vendemmia per far fronte agli eventuali problemi di carenza di lavoratori, alla luce delle ultime notizie che giungono da oltre frontiera, in particolare da Romania e Bulgaria, riguardo a un aumento significativo di casi positivi al Covid-19. Così Cia-Agricoltori Italiani per la quale ora si dovrebbe parlare di Made in Italy non solo riguardo ai prodotti agricoli, ma anche alla manodopera impiegata nei campi.Oggi il sistema produttivo italiano è in evidente difficoltà (8 milioni di cassaintegrati e 1,5 milioni di disoccupati) e bisogna cercare delle soluzioni all’interno del nostro paese per cercare di rilanciare l’economia nazionale.Cia propone l’impiego nel settore agricolo di tutti quei lavoratori italiani che attualmente sono senza lavoro, per cercare di tutelarli da un punto di vista reddituale e sociale ma cosa più importante per preservare l’intero paese da una seconda ondata di contagio.

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Corsi di laurea magistrale: Chiusura delle iscrizioni

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Parma. Si sono chiuse le iscrizioni ai test per i corsi di laurea magistrale a ciclo unico dell’Università di Parma in Medicina e Chirurgia, Medicina Veterinaria e Odontoiatria e Protesi Dentaria. Le domande presentate per i test di Medicina e Chirurgia e di Odontoiatria e Protesi Dentaria sono 645, per Medicina Veterinaria sono 167. A differenza degli anni scorsi per questo anno accademico, in base alle disposizioni ministeriali relative all’emergenza sanitaria, gli iscritti ai test nazionali devono obbligatoriamente sostenere la prova nella sede più vicina alla loro residenza: il dato si riferisce quindi esclusivamente ai futuri studenti residenti nelle province di Parma e Piacenza. Le future matricole “fuori sede” sosterranno la prova nella sede universitaria a loro più vicina, anche se hanno indicato l’Università di Parma come loro prima scelta.Le prove per Medicina e Chirurgia e per Odontoiatria e Protesi Dentaria si terranno il 3 settembre, mentre per Medicina Veterinaria la data fissata è il 1° settembre.Per Medicina e Chirurgia sono disponibili 260 posti (di cui 20 riservati a extracomunitari), per Odontoiatria e Protesi Dentaria i posti sono 30 (di cui 2 riservati a extracomunitari e 2 a studenti cinesi aderenti al progetto “Marco Polo”) e per Medicina Veterinaria i posti disponibili sono 60 (di cui 3 riservati a extracomunitari, dei quali 1 per studenti cinesi aderenti al progetto “Marco Polo”).Tutte le informazioni relative ai corsi a numero programmato sono costantemente aggiornate sul sito dell’Università di Parma, alla pagina dei “Test di ammissione”. Le future matricole e le loro famiglie e gli studenti già iscritti all’Ateneo possono inoltre rivolgersi al Welcome Point Matricole, il punto di informazione, comunicazione e accoglienza dell’Università di Parma, realizzato in collaborazione con il Comune di Parma e ER.GO, l’Azienda Regionale per il Diritto agli Studi Superiori, aperto fino al 31 ottobre (chiuso solo nella settimana di Ferragosto) nel Sottopasso del Ponte Romano (orari di apertura: da lunedì a venerdì 10-19, sabato 10-13).

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Centrafrica: La solidarietà porta alla pace

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

E’ successo recentemente a Bouar, nel distretto occidentale della Repubblica Centrafricana, dove una missione umanitaria della Comunità di Sant’Egidio è riuscita a fermare una rivolta che destabilizzava l’intera regione al confine con il Cameroun. Da alcuni mesi, infatti, un gruppo di ex miliziani, isolati e senza risorse per vivere a causa della pandemia di Covid-19, aveva bloccato le vie di accesso alla città di Bouar, snodo sulla principale arteria commerciale del Paese.La Comunità di Sant’Egidio, impegnata da anni per favorire la pace nella Repubblica Centrafricana, è intervenuta portando viveri e aiuti messi a disposizione grazie ad un finanziamento del FAI (Fondation Assistance Internationale). L’operazione, svolta in collaborazione con la presidenza della Repubblica Centrafricana, ha avuto l’effetto di fermare la rivolta, riaprire l’accesso alla città e ristabilire la fiducia nel disarmo, in un Paese dove operano ancora diversi gruppi armati.Il Presidente Touadéra e le autorità locali hanno espresso gratitudine per l’intervento risolutivo in una situazione che rischiava di degenerare. Sant’Egidio, che dal 2017 partecipa al programma di disarmo nazionale, continuerà l’invio di aiuti anche in altre prefetture e villaggi del Paese.

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43 ricercatori di 10 Stati per favorire la produzione di energia pulita e sostenibile

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

L’Università di Camerino grazie ai Fondi di Ateneo di Ricerca 2019, promuove attività di ricerca internazionali e favorisce l’aggregazione di ricercatori così da cogliere le più grandi sfide offerte alla società presente e futura. Nel solco tracciato dal programma Horizon 2020 sono stati finanziati, su base competitiva e dopo una procedura di referaggio, progetti proposti da dieci gruppi di ricerca dell’Ateneo. Per la Scuola di Giurisprudenza il progetto selezionato è incentrato sulla transizione energetica e sulla studio di un nuovo fenomeno il “prosumerismo”. Il prosumer è, infatti un consumatore di energia che a sua volta è in grado di produrre energia. L’auto-consumo di energia è già noto e diffuso, anche se soltanto lo scorso anno l’Unione Europea ha adottato una nuova regolamentazione che porterà ad una grande rivoluzione del mercato energetico: si favorirà, infatti, la creazione di comunità energetiche costituite da condomini, quartieri o interi piccoli villaggi in grado di produrre energia pulita attraverso l’uso integrato di tecnologie innovative. Nella società del futuro attraverso tecnologie quali blockchaines, nuove batterie, nuove forme di produzione di energia i consumatori da clienti che pagano bollette potranno divenire “venditori” di energia. Da queste innovazioni discendono nuove sfide: come usare i proventi della vendita? Quali contratti utilizzare per aggregare tra loro proprietari di case di un condominio o di un quartier o di un villaggio? Un team composto da 43 ricercatori provenienti anche da Brasile, Croazia, Francia, Giappone, Regno Unito, Kazakistan, Romania, Spagna, Stati Uniti coordinato dalla Prof.ssa Lucia Ruggeri, cercherà per due anni di trovare soluzioni e risposte. Il gruppo di ricerca lavorerà con un approccio multidisciplinare aggregando competenze di ambito giuridico, socio-economico, medico-legale, informatico e ingegneristico. I ricercatori effettueranno una ricognizione delle esperienze di successo comparando legislazioni e analizzando problemi quali la vulnerabilità e la povertà energetica, forme di criminalità legate al mercato energetico e tipologie di malattie connesse alla povertà energetica. E’ previsto il coinvolgimento di municipalità, associazioni si consumatori e utenti per poter promuovere il passaggio dall’auto-consumo alla produzione di energia a livello diffuso e decentralizzato (il titolo del progetto è, infatti significativamente, “Enabling Conumer to become Prosumer in the Energy transition era”). Nella fase finale del progetto sono previsti incontri che coinvolgeranno in particolare le aree colpite dal sisma del 2016 con la promozione di progetti di creazione di energy community in occasione della ricostruzione.

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Scuola: Si rischia di riaprire nell’incertezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“Le esternazioni del ministro all’Istruzione non fugano i dubbi sulla scarsa qualità del suo operato: la confusione sulla didattica mista, sulle promozioni automatiche che hanno destabilizzato e demotivato gli studenti, sulla ripresa a settembre da remoto, sui separè in plexiglas, sugli insulti alle scuole pubbliche paritarie, sui pregiudizi manifestati verso i gestori di servizi privati socio educativi 0-6 anni, sui doppi turni, lasciano poco margine d’interpretazione. Il 14 settembre si riaprirà nell’incertezza, sempre che non intervengano ripensamenti ulteriori con la calura estiva. I nodi rimangono, dalle classi pollaio, ai banchi monoposto, con o senza rotelle, dalla disponibilità di nuovi spazi in così poco tempo, alla ristrutturazione di edifici fatiscenti, dal sostegno atteso disperatamente dagli asili nido privati e dalle scuole pubbliche paritarie alle farneticanti ipotesi di una scuola 2.0 senza libri, classi, banchi, esami, una specie di incubo nozionistico che ucciderebbe le relazioni sociali, i legami, le emozioni. Quest’ultima non è una proposta del Ministro Azzolina, ma non l’abbiamo sentita opporsi con decisione a tale squallida deriva tecnocratica e tecnologica. Confusione, ritardi, mancanza di un’idea di scuola sono i principali gravissimi difetti mostrati da questo dicastero. La scuola era e deve restare palestra di vita e ascensore sociale capace di mettere i ragazzi meno abbienti nelle condizioni di primeggiare”.E’ quanto ha dichiarato Fabio Rampelli, vicepresidente della Camera e deputato di Fdi, intervenendo stamane alla trasmissione ‘Radio Anch’io’ su Rai Radio1.

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Museo Didattico del Libro Antico

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Il Museo Didattico del Libro Antico, all’interno della Villa d’Este a Tivoli, è gestito dall’associazione FANNIUS, diretta dal Professor Antonio Basile, che svolge attività di ricerca nel settore della conservazione e restauro dei documenti antichi, papiri, pergamene e cartacei. FANNIUS gestisce anche un Centro di Archeologia Libraria e Bibliotecaria all’interno della Villa Adriana. L’elevata qualità degli studi è testimoniata dalla collaborazione con istituzioni quali i Musei Vaticani e il British Museum, e dalle convenzioni stipulate con il C.N.R. e con la competente Soprintendenza. L’ associazione svolge anche una notevole attività didattica in collaborazione con le scuole di ogni ordine e grado di tutto il Lazio, che organizzano visite che suscitano notevole interesse tra gli studenti. Organizza anche conferenze e mostre. Lo scorso 5 luglio l’agenzia di stampa nazionale ANSA, settore ANSA Viaggi.Art, ha dedicato al Museo Didattico del Libro Antico un interessante articolo. Nonostante i suoi indubbi meriti, lo scorso autunno FANNIUS è stata sfrattata da entrambi i locali dal direttore della Soprintendenza Speciale Villa Adriana-Villa d’Este, senza che sia stata indicata una sistemazione alternativa. Un’applicazione di direttive ministeriali per rendere “produttivi” gli immobili, liberandoli da concessioni più o meno gratuite ad associazioni culturali.Sembra una politica poco consona ad enti culturali, tanto più, che, in questo caso, se non si trova una soluzione alternativa, una preziosa attività culturale viene a cessare, vanificando i cospicui investimenti pubblici, soprattutto con fondi regionali, spesi per allestire e attrezzare i locali gestiti dalla FANNIUS. L’associazione ha presentato un ricorso al T.A.R. del Lazio, tuttora pendente, e si è appellata alla Regione Lazio. E’ sperabile che intervenga almeno la Regione, che con i suoi fondi ha reso possibile l’attività della FANNIUS. Anche se qualche dubbio può nascere dal fatto che la nuova giunta Zingaretti ha ritenuto di dover fare a meno di una delega alla cultura (ne mantiene però, per il momento, una per la “cultura del cibo”).Lo scorso mese una raccolta firme tra le scuole del Lazio, che hanno avuto contatti con l’associazione, ha raggiunto l’obiettivo di circa 14.000 firme di studenti e 2.000 di insegnanti.E’ auspicabile che la Regione tenga almeno conto di questo.

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Precari scuola: Invio domande graduatorie provinciali

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

“Finora – scrive Il Corriere della Sera – sono state inserite oltre 206 mila domande, di cui quasi 110 mila chiuse, e ben 2 milioni gli accessi in pochi giorni. Solo” il 27 luglio “ne sono partite 25 mila. L’interesse è alto anche per la quantità ampia di docenti che deve essere inserita nella scuola. Il ministero dell’Istruzione assicura che il sistema “risulta sotto controllo” nonostante l’impatto della gran mole di domande e che comunque gli uffici stanno “monitorando costantemente la situazione. A disposizione degli utenti – ricorda- ci sono una pagina web dedicata, video tutoriale un help desk”
Il problema, ribatte l’Anief, è che le pagine web dedicate e il tutorial ministeriale non hanno nulla a che vedere con i bug presenti nel sistema telematico che non permettono di accedere alla piattaforma o di farlo a costo di attese snervanti che anche per una sola domanda di partecipazione dei candidati alle supplenze provinciali possono durare ore. I rallentamenti risultano infatti continui e presenti sin dall’apertura delle pagine del servizio digitalizzato Istanze On Line.
“Come sindacato – dice Marcello Pacifico, presidente Anief – ci siamo mossi per tutelare i diritti lesi dei precari, appena presa visione dell’Ordinanza n. 60/2020 e delle annesse nuove Tabelle titoli. Da un lato presentando una serie di ricorsi, approntati sia per permettere agli esclusi in modo illegittimo di essere comunque inseriti, sia per evitare i titoli di studio e i servizi svolti possano essere depotenziati da tabelle a dir poco discutibili. In questa fase, anch’essa particolarmente critica, chiediamo pubblicamente di procedere ad una proroga dei tempi di inoltro delle domande, perché di questo andare, anche se dal ministero dell’Istruzione giungono parole rassicuranti, la mole di domande non potrà che aumentare e con essa i disservizi di un sistema informatico pubblico che ancora una volta lascia molto a desiderare”.

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Dirigenti scolastici, saranno loro a chiedere gli organici aggiuntivi per riaprire le scuole in sicurezza

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Tocca ai dirigenti scolastici dimostrare quali siano le esigenze per ridefinire il numero degli studenti per classe e il fabbisogno del personale docente e amministrativo per mettere in atto tutte le strategie utili secondo le linee guida e i protocolli ministeriali per la riapertura delle scuole in sicurezza al tempo del Covid-19. Marcello Pacifico (Udir): Diventa fondamentale l’attività istruttoria e decisionale che ogni dirigente scolastico farà per dimostrare di aver adempiuto a quanto previsto dalle prescrizioni ministeriali. Questa volta tocca proprio ai presidi dimostrare quali siano le esigenze per ridefinire il numero degli studenti per classe e il fabbisogno del personale docente e amministrativo per mettere in atto tutte le strategie utili secondo le linee guida e i protocolli ministeriali per la riapertura delle scuole in sicurezza al tempo del Covid-19. Udir mette a disposizione i propri esperti anche per tutelarsi da eventuali responsabilità penali. La nuova ordinanza appena pubblicata darà la possibilità ai presidi – che per noi di Udir diventa una necessità – di richiedere agli Uffici scolastici regionali un organico suppletivo in deroga ai vincoli esistenti, in base al layout che abbiamo sviluppato sulla metratura di ogni classe, e in presenza delle attuali norme relative alla responsabilità penale civili e erariali. Per Marcello Pacifico, presidente nazionale Udir, “diventa fondamentale l’attività istruttoria e decisionale che ogni dirigente scolastico farà per dimostrare di aver adempiuto a quanto previsto dalle prescrizioni ministeriali, di certo non sarà lui a rimanere con il cerino in mano”.

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Lombardia: Test sierologici personale scuole infanzia

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato, nel corso delle sedute sull’Assestamento al Bilancio, un ordine del giorno a firma del Consigliere regionale Gregorio Mammì per l’Istituzione di un fondo finalizzato alla copertura finanziaria dei costi necessari a sostenere l’effettuazione di test sierologici per il personale della scuola per l’infanzia, compreso quello delle cooperative.Mammì dichiara: “Nella sessione di bilancio è stata accolta la mia richiesta di istituire un fondo finalizzato alla copertura finanziaria dei costi necessari a sostenere l’effettuazione di test sierologici per il personale impiegato presso le scuole dell’infanzia compreso quello delle cooperative.È necessario garantire la riapertura delle scuole di ogni grado nella massima sicurezza a prescindere dal tipo di contratto dei lavoratori.Sarebbe un dovere del datore di lavoro garantire i test ai dipendenti, ma considerato il momento molto difficile e pericoloso ho chiesto un impegno maggiore a Regione Lombardia che è stato accolto all’unanimità da tutte le forze politiche. Adesso bisogna essere celeri, settembre è alle porte”.

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Concorso per il Miglior Sommelier d’Europa & Africa

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Sarà il sommelier ASPI Salvatore Castano a rappresentare l’Italia nel Concorso per il Miglior Sommelier d’Europa & Africa, la più importante competizione continentale, organizzata ogni tre anni da ASI – Association de la Sommellerie Internationale, che si terrà dal 16 al 20 novembre 2020 a Limisso, Cipro, “una terra di fantastica bellezza, cibo squisito e vini affascinanti, nazionali e importati”, come afferma il presidente dell’ASI, Andrés Rosberg.Nato alla fine degli anni ’80 come Trophée Ruinart e acquisito nel 2006 da ASI, l’organizzazione internazionale che dal 1969 rappresenta l’alta Sommellerie in tutto il mondo, quello del Miglior Sommelier d’Europa & Africa è uno dei tre prestigiosi concorsi continentali (con Miglior Sommelier delle Americhe e Miglior Sommelier d’Asia & Oceania) a cui può accedere un solo candidato per Paese, scelto dalle rispettive Associazioni Nazionali membri dell’ASI.Per rappresentare l’Italia, ASPI – Associazione Sommellerie Professionale Italiana, unica associazione italiana membro di ASI, ha selezionato Salvatore Castano: classe 1990, originario di Giardini Naxos (Taormina), attualmente è Head Sommelier & On Trade Advisor presso Friarwood, rinomata boutique londinese, e si è recentemente aggiudicato il “Premio Fondazione Birra Moretti per la valorizzazione della birra a tavola” nonché il secondo posto nel concorso per il Miglior Sommelier d’Italia ASPI 2019.La candidatura di Castano arriva dopo due difficili fasi di selezione, tenutesi ad aprile 2019 e lo scorso luglio online, che hanno visto i partecipanti impegnati in prove teoriche, scritte e orali, e prove pratiche di degustazione, decantazione, abbinamento cibo-vino, servizio. Non solo: gli aspiranti candidati al titolo continentale sono stati valutati anche per atteggiamento e conoscenza delle lingue straniere. Del resto, per competere per il titolo di Miglior Sommelier d’Europa è necessario essere professionisti poliedrici di altissimo livello, dotati di una profonda conoscenza del vastissimo e variegato mondo delle bevande (non solo vino, ma anche birra, distillati, caffè, acqua, …), nonché di capacità relazionali per interagire al meglio con una clientela sempre più cosmopolita, informata e attenta.E Salvatore Castano ha saputo distinguersi tra i suoi colleghi italiani come candidato ideale per affrontare la serie di prove teorico-pratiche di selezione dai criteri estremamente rigorosi che condurranno al titolo di Miglior Sommelier d’Europa 2020, nonché alla candidatura per il prossimo concorso ASI per il Miglior Sommelier del Mondo, nel 2022, a cui parteciperanno sommelier da oltre 60 Paesi nel mondo, oltre ai 3 sommelier vincitori dei titoli continentali.

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