Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Istat: disoccupazione all’8,8%. Quella giovanile al 27,6%

Posted by fidest press agency su mercoledì, 5 agosto 2020

Il tasso di disoccupazione a luglio si riporta a quota 8,8%, con un aumento del +0,6% rispetto a maggio.Torna a crescere in maniera preoccupante la disoccupazione giovanile, che aumenta al 27,6% con un rialzo di +1,9 punti rispetto al mese precedente.A perdere il lavoro sono soprattutto le donne, penalizzate durante la fase del lockdown che ha messo in evidenza il profondo gender gap esistente nel nostro Paese, in ambito lavorativo e no. Diminuiscono anche i posti fissi.Una crescita allarmante e grave, specialmente se si considera che i dati odierni, diffusi dall’Istat, sono ancora falsati dalle misure adottate dal legislatore che, con il decreto Rilancio ha esteso il divieto dei licenziamenti collettivi e per giustificato motivo oggettivo per un totale di 5 mesi, prorogando quindi al 17 agosto la scadenza inizialmente prevista dal Cura Italia al 17 maggio. La situazione è già difficile e drammatica oggi, non osiamo immaginare cosa potrà avvenire alla scadenza di tale provvedimento.
Per questo si rende sempre più urgente e vitale disporre con urgenza misure concrete che diano risposte ai cittadini in termini reddituali e occupazionali.Far fronte alla crisi determinata dal Covid-19 significa aiutare l’intero sistema economico a reggere i contraccolpi del lockdown, dei cambiamenti avvenuti nei mercati internazionali, in quelli finanziari e nella composizione della domanda, ma significa anche e soprattutto ridefinire l’intero sistema produttivo per renderlo capace di affrontare le sfide poste dalla nuova fase storica che ci troviamo ad affrontare. In questi termini è impensabile non sfruttare e ricorrere a tutte le risorse necessarie per far ripartire il Paese, Mes compreso: impiegare i 36 miliardi per costruire un nuovo sistema sanitario universalistico, inclusivo e pubblico, operazione che va fatta a prescindere dal ricorso a tale strumento, significherebbe poter destinare maggiori fondi all’avvio di investimenti urgenti per la ricerca, l’innovazione e lo sviluppo. Investimenti indispensabili per dare nuove prospettive al Paese e alle famiglie, a cui vanno garantite politiche redistributive, di contrasto alla povertà e alle disuguaglianze.

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