Fidest – Agenzia giornalistica/press agency

Quotidiano di informazione – Anno 32 n° 289

Archive for 6 agosto 2020

Anche in Italia pessimismo sul futuro delle aziende

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Per i primi sei mesi dell’anno il network di consulenza internazionale Grant Thornton indica un deciso calo dell’ottimismo da parte delle aziende italiane (-10%) per quel che riguarda le aspettative economiche per i prossimi 12 mesi, con solo il 23% delle aziende ottimiste sulla ripresa. La performance italiana segue il trend di forte peggioramento su scala mondiale (-16%) che tocca il livello più basso dalla crisi dell’Eurozona del 2011-2012. Anche in Europa si inasprisce l’ottimismo che, in linea con il dato globale, diminuisce del 16% rispetto al 2° semestre dell’anno, con solo il 29% di imprese positive.
Una quota importante di aziende, pari al 65%, si aspetta che il Covid-19 avrà un impatto negativo sui ricavi nel 2020 che, secondo le aziende intervistate, diminuiranno in media a livello globale del 9,7% nel 2020 a causa degli effetti della pandemia. Andando a focalizzare i diversi livelli di perdita, in Italia lo scenario di previsione non sembra così scoraggiante, infatti, è di solo il 2,7% il numero di imprese che vede gli impatti del Covid come causa di perdita economica superiore al 50%, per l’11,3% rappresenta una perdita tra il 20 e il 29%, mentre la quota maggiore, il 32,7%, si aspetta una perdita minore, compresa tra l’1 e il 9%. Fa ben sperare un 4,7% che immagina un aumento dei ricavi del 10%.Tra i fattori più limitanti per la crescita vi è anche la carenza di ordini, dichiarata come vincolo dal 57% delle aziende italiane, che supera di poco il dato globale al 55% (più basso quello europeo al 51%). Il crollo della domanda, elevati livelli di incertezza e preoccupazioni per la disponibilità finanziaria sono tutti elementi che in egual misura contribuiranno a ridurre le intenzioni di investimento.In Italia, diminuisce (-18%) il numero delle imprese che pianificano di investire nella qualità dei prodotti e servizi, con solo il 29% delle imprese che prevede di aumentare le spese in R&S nei prossimi 12 mesi. Dati negativi anche sulla crescita dell’export, sul quale la percentuale delle imprese ottimistiche è più che dimezzata passando dal 38% del 2019 al 16% di quest’anno.
A causa delle conseguenze della crisi in atto, molte aziende (quasi il 50%) stanno prendendo in considerazione l’implementazione di misure di sicurezza sul lavoro in vista della ripresa, un sentiment forte anche in Italia (quasi il 35%) e in Europa (38%). Rimarrà alta l’attenzione verso il mantenimento del flusso di cassa: a livello globale il 40% delle aziende ha iniziato a pianificare le risorse necessarie per la fase di rilancio, in Italia il 19% e in Europa il 30%. Oltre a sensibilizzare le imprese sulla necessità di maggiore tecnologia e trasformazione digitale nelle prossime strategia aziendali (Italia 31%, Europa quasi il 36% e nel mondo circa il 46%), la pandemia da Covid-19 ha evidenziato l’importanza di una migliore flessibilità delle organizzazioni (riconosciuta dal 30% delle imprese italiane, 40% europee e 46% globali) e dei processi di gestione delle crisi (circa 25% delle imprese italiane, 31% europee e 42% globali).

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Gruppo Eurospin: Dipendenti in stato d’agitazione

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Sono in stato di agitazione i 15mila dipendenti di Eurospin, il più grande Gruppo discount italiano presente in Italia e in Slovenia con 1.200 punti vendita. Alla base della protesta e della giornata di sciopero in tutte le società del gruppo da organizzare a livello territoriale – indette dai sindacati di categoria Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs insieme al coordinamento unitario delle strutture e dei delegati – l’indisponibilità aziendale sulla realizzazione dei contenuti del Protocollo Governo Parti Sociali finalizzati a garantire adeguate condizioni di sicurezza sui posti di lavoro, nel contesto dell’emergenza pandemica da Covid-19, attraverso la condivisione di specifici protocolli aziendali i e la costituzione di comitati per la sicurezza, con la partecipazione attiva di RSA e RLS e delle organizzazioni sindacali. Ad alimentare il dissenso anche la diffusa l’indisponibilità delle 5 Società del Gruppo a praticare efficaci e strutturate relazioni sindacali. I sindacati hanno anche proposto delle soluzioni concrete al fine di agevolare una soluzione del confronto e consentire finalmente la costituzione di un Comitato di Gruppo e di 5 distinti Comitati (uno per ognuna delle 5 società operative), riscontrando la chiusura del Gruppo rispetto le istanze presentate.
“La divergenza con il Gruppo Eurospin e l’impossibilità di giungere ad un accordo – spiegano i sindacati in un comunicato congiunto – sono derivate dall’indisponibilità aziendale a riconoscere una fattiva partecipazione delle RSA e degli RLS”. Per le tre federazioni di categoria “è essenziale un effettivo coinvolgimento delle rappresentanze sindacali, che tenga conto del grandissimo numero di filiali che fanno capo a 5 diverse società, presenti su tutto il territorio nazionale”.
I sindacati stigmatizzano la condotta “antisindacale” adottata dal Gruppo Eurospin e giudicano “inaccettabile la situazione aggravata anche dalle numerosissime segnalazioni giunte dai territori, fin dall’inizio dell’emergenza Covid” rispetto la mancata osservanza del “distanziamento sociale” imposto dalle norme in vigore e sulle inadempienze rispetto “il contingentamento della clientela all’interno dei negozi, e della messa a disposizione del personale dei Dispositivi di Protezione Individuale e della pulizia e sanificazione dei negozi che dovrebbero essere affidate con frequenza e continuità a ditte esterne, piuttosto che essere svolte dal personale dipendente”. Per i sindacati sono tutti “aspetti che attengono alla responsabilità dell’impresa che hanno dato luogo a diffuse e persistenti criticità” che non consentono di garantire il contingentamento “sacrificato dal prevalente interesse per i fatturati a discapito della sicurezza”. In materia di salute e sicurezza Filcams Fisascat e Uiltucs stigmatizzano anche il “mancato coinvolgimento preventivo degli RLS e ritardi nella realizzazione della prevista formazione
La situazione di criticità e i gravi problemi emersi sugli aspetti della tutela della sicurezza e della salute nei luoghi di lavoro saranno anche esposte in delle missive che saranno trasmesse alle ASL e alle Prefetture di tutta Italia.

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Trasporti, Faisa Cisal: “Rischio di blocco totale”

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

“Al fine di scongiurare il blocco del trasporto pubblico locale, turistico, di linea e merci in ambito nazionale ed internazionale, chiediamo che lo Stato italiano, attraverso il Ministero dei Trasporti, si faccia carico di supportare e sostenere nei confronti delle competenti autorità europee, la proroga delle Carte di Qualificazione del Conducente. La scadenza è prevista già a settembre del corrente anno, e non è stata rinnovata per l’emergenza Covid-19, che causa l’impossibilità di poter svolgere il regolare percorso formativo obbligatorio”.
Così il Segretario Generale della Faisa Cisal, Mauro Mongelli ha commentato l’attuale drammatica situazione dei trasporti italiani, ed ha aggiunto: “Sarebbe davvero paradossale che settori che hanno garantito il proprio servizio costantemente anche durante la fase più critica della pandemia, possano rischiare, nei prossimi mesi, di essere messi letteralmente in ginocchio dalla scadenza dei titoli abilitanti dei propri conducenti”.“Infatti le criticità che già a suo tempo avevamo rilevato ed evidenziato alle aziende e poi, insieme, al Ministero dei Trasporti in ordine alla estrema difficoltà di organizzare e finalizzare in tempo utile i corsi di formazione professionale in questione alla luce dell’adozione delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria ancora in atto, sono ancora contemporanee ed emergenti”, conclude il segretario della Faisa-Cisal, Mauro Mongelli.

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Saldi: Confesercenti, 27 mila esercizi a rischio

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Secondo Confesercenti, nonostante gli sconti siano partiti già da maggio, se la tendenza negativa rilevata fino ad oggi non si dovesse invertire, circa 27mila negozi di abbigliamento e calzature rischiano di chiudere entro l’anno.”Ai problemi legati alla crisi economica, ricordiamo che secondo Bankitalia il 50% della famiglie ha avuto una riduzione nel reddito, una flessione che avrà sicuramente effetti sulle spese non obbligate come quelle di abbigliamento e calzature, si aggiungono alcune paure dei consumatori in merito alla sicurezza degli acquisti in epoca Covid. Per questo, per rassicurarli, abbiamo deciso di fare un vademecum ad hoc con le giuste precauzioni da adottare” conclude Dona e che sono:
1) Ingresso. Non entrate nei negozi che non hanno il detergente per la disinfezione delle mani all’ingresso del negozio o nei quali il commerciante non indossa la mascherina, che, è bene ricordare, va indossata nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza. Controllate anche se ci sono guanti “Usa e getta” a disposizione dei clienti.
2) Occhiata all’interno. Date un’occhiata all’interno prima di entrare. Gli accessi dovrebbero essere regolamentati e scaglionati.
3) Portate la mascherina.
4) Disinfettate le mani sia in entrata che in uscita.
5) Utilizzate i guanti monouso messi a disposizione dei clienti. L’ISS, infatti, suggerisce ai commercianti che sarebbe meglio se il cliente entrasse nel negozio senza guanti, utilizzando invece quelli monouso forniti dall’esercente, per essere sicuri che siano puliti.
6) Prova dei capi: verifica preventiva. Il commerciante dovrebbe impedire il contatto con la merce esposta da parte del cliente senza guanti. Se non fa rispettare questa regola, meglio non provare gli abiti e stare alla larga. I dispenser con gel idroalcolici dovrebbero stare anche all’ingresso delle cabine di prova. L’Iss suggerisce al commerciante, come possibile ulteriore precauzione, di non mettere a disposizione del cliente i capi provati nella stessa giornata, lasciandoli in ambiente ventilato e comunque non umido. Se, quindi, vedete che un capo appena indossato da un altro cliente viene subito esposto, meglio storcere il naso.
7) Prova dei capi. E’ possibile che non vi diano la possibilità di provare il capo. Non c’è mai stato l’obbligo di far provare gli abiti. E’ sempre stato rimesso alla discrezionalità del negoziante. In passato consigliavamo di diffidare di questi commercianti, ma non questa volta (può essere indice di serietà). In ogni caso, l’Iss di sanità suggerisce ai commercianti di vietare la prova degli abiti che possano entrare in contatto con il viso (ad esempio maglioni o altri capi che vengono infilati dalla testa) rappresentando questa pratica un valido strumento per limitare la probabilità di eventuale contaminazione degli indumenti. Bene saperlo!
8) Carta di credito. Meglio pagare con carta di credito e non con contanti, così da non avere resto. Sul sito del ministero della Salute, infatti, suggeriscono di lavarsi le mani dopo aver utilizzato soldi.

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In Italia crescono i consumi di carne avicola

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

In Italia durante il lockdown per Covid-19 sono aumentati notevolmente i consumi domestici di carne avicola. Si pensi che nel mese di marzo la maggiore richiesta è stata del +25% rispetto alla media mensile dell’ultimo quinquennio, pur tenendo conto che il canale Horeca (hotel, ristoranti, catering), che assorbe circa il 20% della produzione complessiva, è rimasto bloccato per Coronavirus. La capacità di risposta della filiera avicola è risultata quindi buona, riuscendo nel complesso a soddisfare le richieste dei consumatori, nonostante alcune problematiche legate alla tipologia del prodotto abbiano creato qualche problema; va ricordato per esempio che nelle rosticcerie viene richiesto soprattutto il pollo leggero, mentre gli acquisti domestici si indirizzano maggiormente verso il pollo pesante.Su questo quadro si innesta l’avicoltura veneta che rappresenta, sotto il profilo produttivo, il comparto regionale più forte in Italia, coprendo infatti una quota assolutamente rilevante (30% in volume) della produzione complessiva.La fotografia del comparto avicolo arriva da un nuovo Report di Veneto Agricoltura che ne analizza l’evoluzione avvenuta negli ultimi anni, fornendo un quadro esaustivo sia della produzione mondiale ed europea che degli scambi commerciali, soffermandosi in particolare sulla struttura produttiva italiana e veneta, con dati aggiornati al 2019 sulle strutture della nostra Regione.Nel periodo gennaio-maggio 2020 (ultimi dati disponibili, Ismea – Osservatorio consumi domestici) gli acquisti domestici complessivi di carni avicole sono aumentati in volume del +5,9% e del +8,1% per il pollo, mentre in valore l’aumento ha toccato i +9,8% e il +13,9% per il pollo, rispetto allo stesso periodo del 2019. A marzo è stato registrato un balzo in avanti anche dei listini, soprattutto per il pollo pesante che è passato da valori intorno ad 1 euro/kg a 1,2 euro/kg e anche più. Valori che si sono velocemente ridimensionati a fine aprile e inizio maggio con quotazioni anche sotto la media per effetto del rientro delle richieste del pollo pesante e ripristino di quelle del pollo leggero.Al di là di questo particolare momento favorevole, la filiera avicola nazionale, e quindi anche veneta, si trova però ad affrontare alcuni scenari che preoccupano gli operatori, soprattutto nel medio-lungo periodo. Alcuni Paesi dell’area europea, come la Polonia e l’Ucraina, stanno effettuando importanti investimenti in strutture produttive e, dato il breve ciclo produttivo degli avicoli, è possibile che in tempi relativamente brevi possano ulteriormente incrementare la loro capacità di export a prezzi molto competitivi, allargandosi anche sul mercato italiano.Innovazione, differenziazione e miglioramento degli standard qualitativi degli allevamenti e delle carni possono quindi fare la differenza e mantenere il nostro comparto competitivo anche in futuro.

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Cosa resta della rivoluzione?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

La risposta è in questa commedia diretta e interpretata dall’attrice francese Judith Davis, nelle sale dal 27 agosto con Wanted Cinema. Una riflessione sul mito e sull’eredità che il Sessantotto ha lasciato.
“Cosa resta della rivoluzione”, debutto alla regia dell’attrice francese Judith Davis (interprete in “Viva la libertà” di Roberto Andò) e realizzato dai produttori de “Il giovane Karl Marx”, la Agat Films & Cie di Robert Guediguian, arriva nelle sale italiane giovedì 27 agosto segnando l’avvio della nuova stagione cinematografica di Wanted Cinema.Il film è una commedia in cui Davis indossa anche i panni della protagonista e con ironia e leggerezza indaga e riflette sull’eredità del mito del Sessantotto nell’epoca della crisi, invocando la necessità di un cambiamento per la società contemporanea.
“Cosa resta della rivoluzione” racconta la storia di Angèle, una giovane urbanista parigina che da sempre combatte con quella che è la maledizione della propria generazione: essere “nata troppo tardi”. Lei infatti rifiuta l’attuale tramonto dell’impegno politico e delle utopie e disprezza la generazione che ha “divorato” i trentenni, che come lei sono sottopagati e sfruttati. Tornata a vivere dal padre, rimasto fedele agli ideali maoisti, Angèle va in cerca di un equilibrio e si sforza di cambiare il mondo istituendo un piccolo collettivo civico. La conoscenza del bizzarro Saïd e la scoperta di una verità familiare, porteranno però scompiglio nelle sue certezze.Il film è nato da uno spettacolo teatrale che ho creato ma non è un adattamento – ha raccontato Judith Davis – “Cosa resta della rivoluzione” è un racconto più intimo che risponde al mio desiderio di confrontarmi per l’ennesima volta con l’ingombrante eredità lasciata dal maggio del ’68. Ingombrante perché ogni volta che nasce un movimento di contestazione sembra lo si debba sempre e per forza confrontare con il maggio francese, come se non fossimo autorizzati a reinventare modelli di impegno politico perché sempre al di sotto di quelli nati in quel periodo. La protagonista ha però un lato anacronistico che la porta a sviluppare una rabbia secondo un modello di impegno tipico di quell’epoca. Per lei, tutto ciò che ha a che fare con la propria intimità ha meno importanza rispetto agli ideali, cosa che capisco molto bene in quanto anch’io ho ereditato l’idea secondo cui la famiglia è un valore borghese. Il percorso di Angèle consiste quindi nell’imparare ad accettare la convivenza tra l’impegno politico e la vita privata.

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XVII edizione del Festival della Mente

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Si terrà a Sarzana da venerdì 4 a domenica 6settembre. Il primo festival europeo dedicato alla creatività e alla nascita delle idee è promosso dalla Fondazione Carispezia e dal Comune di Sarzana e ha la direzione di Benedetta Marietti (www.festivaldellamente.it). Nonostante i lunghi mesi di emergenza sanitaria il festival torna come appuntamento imprescindibile ponendosi come motore di una crescita non solo culturale ma anche economica e sociale. Quest’anno la manifestazione si presenta con un format nuovo, rivisitato, ma che mantiene l’impronta tradizionale e riconoscibile nel rispetto delle norme di contenimento del virus Covid-19. 20 incontri in presenza di pubblico, contemporaneamente trasmessi in live streaming, per allargare la comunità del festival oltre i confini della città; 4 di questi incontri saranno ibridi, con un relatore a Sarzana che dialoga a distanza con un ospite in collegamento video. Il programma comprende anche 6 contributi video di ospiti internazionali, realizzati appositamente per il festival e visibili solo online, sul sito e sui canali Facebook e YouTube nei tre giorni della manifestazione. Il filo conduttore di questa edizione è il sogno, una parola dai molteplici significati, letterali o metaforici, che può essere declinata e interpretata in modo diverso dai relatori in ambito umanistico, scientifico, artistico, che rispecchia la natura multidisciplinare del festival e che si presta a generare riflessioni sul mondo contemporaneo.

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Italiani alla ricerca di libertà, indipendenza, normalità

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Sembra proprio che tutto il mondo stia riscoprendo le due ruote: il mercato negli Usa è raddoppiato a marzo, gli ordini per le pieghevoli da pendolari sono quintuplicati ad aprile, Google ha registrato un aumento del 145% delle ricerche per “Best e-bikes”, e in Italia le vendite segnano un +60% rispetto al maggio dello scorso anno (ANCMA).Maggior sicurezza rispetto ai mezzi pubblici, scelta sostenibile o voglia di libertà. Cosa rappresenta la bicicletta per gli italiani al giorno d’oggi?Lo rivela un sondaggio di Wilier Triestina, produttrice di biciclette sportive di alto livello e portavoce del Rebirth Movement, la filosofia di pensiero che esorta a cogliere questa opportunità di ricominciare nel modo giusto, con passione, ostinazione e più rispetto per noi stessi e l’ambiente in cui viviamo.Sicuramente per molti è un mezzo di trasporto smart e funzionale, che risolve problemi di parcheggio, consente di evitare il traffico e, soprattutto, permette di mantenere il distanzamento sociale (39%). La bici è anche uno strumento sportivo per allenarsi (22%): non dimentichiamo che il ciclismo è uno degli sport più amati dagli Italiani, con oltre 2 milioni di ciclisti praticanti (dati ISTAT). C’è poi chi (20%) lo ritiene solamente un diversivo per una passeggiata nel weekend, mentre altri (19%) ammettono di non averne ancora sfruttato il valore aggiunto negli spostamenti quotidiani.

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Artigiani in Lombardia: calo della produzione

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

La produzione manifatturiera artigiana in Lombardia nel secondo trimestre 2020 registra un calo del -24,3% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, mentre la produzione industriale un peggioramento del -20,7%, effetto dei provvedimenti di contenimento della pandemia in lockdown e fase2. I settori produttivi artigiani più colpiti da aprile a giugno sono pelli e calzatura (-46,8%), tessile (-34,2%), abbigliamento, legno e mobilio (-29%).È quanto emerge dalla conferenza stampa “Focus Imprese 2020” di Unioncamere Lombardia in collaborazione con Regione Lombardia, Confindustria Lombardia, le Associazioni regionali dell’Artigianato: CNA, Confartigianato, CLAAI e Casartigianati in cui sono stati presentati i dati sull’andamento economico di industria e artigianato in Lombardia nel 2° semestre 2020.

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Sostegno ad aree rurali per uscire da crisi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Un viaggio di sensibilizzazione e di informazione per rispondere ai nuovi bisogni delle aree rurali, sostenendo aziende agricole e cittadini alle prese con la crisi scatenata dal Coronavirus e orientandoli nell’accesso ad aiuti, bonus e detrazioni previste dal Governo. Questo l’obiettivo del progetto #lanaturanonsiferma promosso da ASeS, la Ong di Cia-Agricoltori Italiani, con il contributo di Enea ed Enel, presentato a Roma in un’iniziativa dedicata dal titolo “L’agricoltura al centro del rilancio economico e sociale”. Il progetto di ASeS-Cia è nato durante il lockdown con azioni di prevenzione e di solidarietà, fornendo dispositivi di protezione individuale per i lavoratori della filiera agricola e organizzando raccolte di cibo e donazioni alimentari per le persone più colpite dall’emergenza. Ora prende avvio la “fase 2” del progetto: dal mese di agosto, nelle zone rurali di tutta Italia, verranno organizzati numerosi eventi all’aperto di informazione e di sensibilizzazione, per supportare famiglie e imprese agricole che cercano di superare le conseguenze della pandemia. Beneficiarie del progetto anche le aziende agricole sociali, che coinvolgono nelle attività in campagna categorie svantaggiate e fasce deboli della popolazione, come disabili e anziani.
“Per far fronte all’emergenza, il Governo ha messo in campo diversi decreti, in tema di risorse stanziate, aiuti, agevolazioni e sussidi -ha spiegato, entrando nel dettaglio, la presidente di ASeS, Cinzia Pagni- ma è subito emerso che l’accesso a tali aiuti è spesso complicato e difficile, soprattutto per chi non ha totale padronanza dei nuovi sistemi telematici. Abbiamo perciò ritenuto doveroso supportare chi abita nelle aree rurali per accedere ai benefici previsti. Con questo obiettivo, abbiamo lanciato la seconda fase del progetto #lanaturanonsiferma, iniziato in Toscana, e ora allarghiamo il campo d’azione, grazie alla collaborazione di Enea e di Enel, nelle aree interne rurali di tutto il Paese, per sostenere in particolare cittadini e micro imprese agricole in condizioni di fragilità economica, sociale e geografica. Una scelta di responsabilità per dare un aiuto concreto a ripartire”.“L’agricoltura è un settore fondamentale del nostro Paese -ha evidenziato Carlo Tamburi, direttore Enel Italia-. Abbiamo supportato il progetto #lanaturanonsiferma per fornire un contributo concreto agli operatori del settore agricolo nell’ambito di una ripresa sostenibile del nostro Paese”.

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Vaccino sperimentale J&J contro il SARS-CoV-2

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Johnson & Johnson (NYSE: JNJ) ha annunciato che il suo nuovo candidato vaccino ha dimostrato di proteggere contro l’infezione da SARS-CoV-2, il virus che causa il COVID-19, in studi pre-clinici. I dati, pubblicati su Nature, rivelano che il vaccino sperimentale della Società, basato su vettori derivati da adenovirus di serotipo 26 (Ad26) ha indotto una forte risposta immunitaria come provato dagli “anticorpi neutralizzanti”, riuscendo a prevenire infezioni successive e proteggendo completamente o quasi completamente dal virus i polmoni di primati non umani (NHPs) nello studio pre-clinico.
Negli studi i ricercatori hanno prima immunizzato i primati non umani con una serie di prototipi di vaccino, per poi infettarli con il SARS-CoV-2. Gli scienziati hanno scoperto che, dei sette prototipi di vaccino testati nello studio, l’Ad26.COV2.S (indicato come Ad26-S.PP nell’articolo su Nature) induceva i livelli più elevati di anticorpi neutralizzanti contro il SARS-CoV-2. Il livello anticorpale era correlato al livello di protezione, a conferma di precedenti osservazioni, proponendosi come potenziale biomarcatore della protezione vaccinale. I sei soggetti cui era stata somministrata una singola immunizzazione con Ad26.COV2.S non avevano virus rilevabile nel tratto respiratorio inferiore dopo l’esposizione al SARS-CoV-2, e solo in uno dei sei il tampone nasale ha rilevato livelli molto bassi del virus in due momenti temporali.

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Scuola: Organici docenti e Ata, per settembre saranno adeguati. I dubbi dell’Anief

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Al ministero dell’Istruzione sostengono di avere ben presente le carenze di docenti e Ata di ruolo, ma anche delle tante supplenze da coprire. “Per questo – ha detto la ministra Lucia Azzolina – abbiamo chiesto al MEF oltre 80 mila assunzioni a tempo indeterminato per i docenti. Non solo: grazie alle risorse stanziate con il decreto rilancio, avremo più docenti e ATA da distribuire su tutto il territorio nazionale. L’Amministrazione ministeriale sta lavorando in queste ore alla distribuzione delle risorse agli Uffici Scolastici Regionali. A giorni saranno formalizzate”.Replica il sindacato Anief: il problema che si pone sul breve periodo non è però risolvibile con i concorsi, i cui vincitori entreranno forse in ruolo nel 2022. Come non basta assumere 50 mila docenti e Ata “usa e getta” per assolvere al problema degli spazi aggiuntivi dovuti al distanziamento tra gli alunni. Le nuove “call veloci” e Graduatorie permanenti per le supplenze sono delle ottime iniziative, però pregiudicate dalla mancata inclusione dei precari delle graduatorie d’istituto, nel primo caso, e del cambiamento in corsa delle regole d’inclusione e di valutazione nel caso delle Gps.Il ministero dell’Istruzione sta operando per l’avvio regolare delle lezioni. La ministra Lucia Azzolina ha spiegato che per “avviare il nuovo anno e a gettare le basi per quelli successivi” il ministero “ha bandito 78mila posti per assumere nuovi insegnanti. Li espleteremo al più presto per riattivare una macchina concorsuale ferma da troppo tempo, con grave danno per la scuola, che senza concorsi non ha tutti gli insegnanti di cui ha bisogno. Abbiamo garantito anche la mobilità del personale scolastico, istituito le graduatorie provinciali per le supplenze, digitalizzando tutta la procedura, e con la call veloce consentiremo ai docenti collocati in posizione utile nelle graduatorie concorsuali e nelle graduatorie ad esaurimento, di poter esprimere, volontariamente, l’opzione per l’immissione in ruolo in una regione diversa da quella della graduatoria di appartenenza, velocizzando la loro assunzione e andando a coprire posti che altrimenti resterebbero vuoti”.

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Il Ministero dell’Istruzione ha accreditato il CeSeDi

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Il Ministero dell’Istruzione ha accreditato il CeSeDi (Centro Servizi Didattici) di Città metropolitana: la pratica era stata avviata nell’ottobre scorso ed il risultato positivo riempie di soddisfazione.”E’ il frutto di un lungo percorso di lavoro svolto dal nostro CeSeDi che è attivo fin dal 1981 al servizio della scuola, degli insegnanti e degli studenti – commenta la consigliera metropolitana delegata all’istruzione Barbara Azzarà – la qualità dei servizi offerti dal nostro Centro di formazione non è mai diminuita nonostante la contrazione di personale, ma anzi è cresciuta la considerazione del mondo della scuola””Aver ottenuto l’accreditamento, traguardo non facile, ci motiva a programmare nuove ambiziose attività per il prossimo anno scolastico – aggiunge Azzarà – per le quali abbiamo già stipulato una convenzione triennale con Regione Piemonte e Ufficio scolastico regionale”.L’accreditamento ministeriale riconosce in forma ufficiale soggetti esterni al mondo della scuola che offrono formazione per il personale direttivo, docente, educativo, amministrativo, tecnico e ausiliario, come previsto nel contratto collettivo nazionale del comparto scuola: un passo importante per incrementare le risorse umane e strumentali necessarie per offrire un sempre migliore servizio formativo ampliando e sviluppando nuove progettualità sul territorio regionale e nazionale.Nell’ultimo periodo, il CeSeDi si è occupato in particolare di progetti sulla prevenzione del cyber bullismo, di educazione alla sostenibilità ambientale, di prevenzione del suicidio giovanile; ogni anno il catalogo dell’offerta formativa del CeSeDi per la scuola superiore di 2 grado consente azioni formative per migliaia di studenti e tremila insegnanti .Nel novembre scorso la ministra dell’istruzione Azzolina aveva visitato il CeSeDi che ha sede in via Gaudenzio Ferrari a Torino per rendersi conto di persona del progetto: “le avevamo illustrato la filosofia operativa e l’offerta formativa del CeSeDi – commenta Azzarà – precisando che i veri protagonisti della formazione degli insegnanti sono proprio quei docenti che, avendo maturato esperienze didattiche significative, sono in grado di trasferirle ai colleghi” By Carla Gatti

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Scuola: Lezioni ridotte? Il Ministero: ogni minuto sarà recuperato

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

“L’unità oraria può essere flessibile per aiutare l’organizzazione. Ma non si perderà neanche un minuto di monte orario. È già così in molte scuole da 20 anni”. È una precisazione importante quella fatta oggi dalla ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, in un’intervista a Fanpage.it: rispondendo ai dubbi degli studenti sull’avvio del nuovo anno scolastico, che partirà per tutti il prossimo 14 settembre, come stabilisce un’ordinanza firmata dalla stessa ministra lo scorso 24 luglio, la ministra ha spiegato che “stiamo lavorando per affrontare tutte le criticità. L’obiettivo è riportare tutti gli studenti in classe. La didattica a distanza non sostituirà mai quella in presenza. Può integrarla, ma solo per le scuole secondarie di secondo grado”.“Siamo sempre più convinti – dice Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – che il ritorno alla scuola in presenza, in sicurezza, sia indispensabile per poter tornare alla normalità. Per farlo nel migliore dei modi occorre quindi che non si attuino riduzione di offerta formativa, anche utilizzando spazi nuovi ed esterni agli istituti per rispettare il distanziamento minimo previsto dalle linee guida dello scorso 26 giugno: per scongiurare decurtazioni orarie servono però i 200 mila docenti e Ata chiesti da Anief in tempi non sospetti, una quantità non molto lontana dalle richieste di integrazione d’organico che stanno giungendo in questi giorni dagli Uffici Scolastici Regionali”.Lucia Azzolina ha quindi ribadito che fermo restando l’autonomia sulla durata delle lezioni, “non si perderà neanche un minuto di monte orario” quindi facendo intendere che eventuali decurtazioni di unità oraria verranno recuperate sempre sotto forma di attività didattica. Nessuna riduzione delle lezioni a 45 minuti è prevista dalle linee guida per la Didattica Digitale Integrata, ha assicurato oggi anche il ministero dell’Istruzione. La ministra dell’Istruzione ha poi confermato che per settembre comunque non ci saranno problemi d’organico, sia per gli insegnanti sia per gli Ata, questione sollevata anche dalle Regioni: dal ministero dell’Istruzione, ha concluso Azzolina, abbiamo “già chiesto al Mef 80mila posti e a giorni formalizzeremo le risorse per ulteriori docenti e personale ATA”.

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Ridare slancio alla cultura italiana

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

“Apprezziamo l’attenzione e la sensibilità che il Ministro Franceschini ha dimostrato ancora una volta verso il settore della cultura che con grandi sforzi sta cercando di contenere e reagire al pesantissimo impatto che l’emergenza Coronavirus ha avuto sulle imprese e sui lavoratori”. E’ questo il commento di Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia a margine dell’incontro avuto con il Ministro Franceschini insieme ai Presidenti delle associazioni aderenti alla federazione.
“L’intervento del Governo e del Ministro – prosegue Cipolletta – si è dimostrato tempestivo e determinante nel cercare di contenere i primi effetti negativi della pandemia dovuti alla chiusura e alla sospensione delle attività culturali. A questi primi interventi sono poi seguite misure dedicate alla ripartenza e alla ripresa della produzione e distribuzione di prodotti culturali che l’intero comparto ha molto apprezzato. Quello che chiediamo al Ministro è però un ulteriore sforzo e una maggiore attenzione soprattutto verso l’industria musicale e le imprese che producono e gestiscono servizi per la valorizzazione del patrimonio culturale. Due settori che, insieme all’audiovisivo e ai libri, contribuiscono alla crescita culturale e sociale del Paese e che al momento sono orfani di misure concrete per arginare gli effetti negativi della pandemia”.“In quest’ottica – conclude Cipolletta – abbiamo proposto al Ministro di elaborare una legge quadro per ogni comparto dell’economia della cultura, così come già avvenuto per il cinema. E’ necessario uno sforzo sistemico e continuo, perché il lockdown e le misure susseguenti hanno messo a dura prova l’intero settore con il concreto rischio che lavoratori, professionisti e imprese della cultura possano scomparire”.

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Commemorazione in aula della Camera in ricordo di Giulio Maceratini

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

“Una persona semplice, nonostante abbia contribuito alla scrittura di importanti pagine della Repubblica italiana e sia stato per la destra italiana un solenne punto di riferimento. Mai retorico, sobrio, elegante gentile. Non ha mai alzato la voce, seppur parlando sommessamente era sempre ascoltato da tutti”. Così il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli, di Fratelli d’Italia, commemorando il presidente Giulio Maceratini spentosi il 25 luglio, in aula che poco prima gli aveva tributato un minuto di silenzio.“Il presidente Maceratini – ha aggiunto Rampelli – è sempre stato dalla stessa parte. Prima nel Msi poi ha seguito la nascita della destra moderna, europea, a Fiuggi con il varo di An. Era seguace di un raffinato pensatore, Pino Rauti che non aderì a quella trasformazione e scelse una strada diversa. Ma Maceratini aveva le idee chiarissime e decise di essere non uno dei partecipanti ma un alfiere di quel percorso con il compianto Pinuccio Tatarella. Insieme guidarono quel processo teso a scongelare la destra e metterla a disposizione dell’Italia, con i suoi valori più profondi nell’attività politica quotidiana. Di lui, principe del foro di Roma, voglio ricordare alcune frasi di sorprendente attualità”.
“Era il 24 gennaio 1984, l’on. Maceratini interviene in aula sulla riforma della custodia cautelare: «La risposta dello Stato, ad avviso di chi vi parla, non è stata adeguata, perché la macchina della giustizia è rimasta uguale, con le sue carenze, con le sue manchevolezze e con un apparato giudiziario che fa parlare d i tempi morti nell’istruttoria. In realtà chi appena conosce un poco l’apparato giudiziario sa che esso soffre di una serie di mali che si chiamano organici inadeguati, mancanza di personale ausiliario, ma si chiamano anche — se vogliamo passare a un livello politico più contiguo a questa Camera — sfascio della magistratura, politicizzazione della magistratura, guerre interne alla magistratura, assenza di una gerarchia fra i magistrati, per cui se un certo magistrato fa «dormire» un processo nessuno può richiamarlo all’ordine. Il magistrato deve restare autonomo nell’esercizio delle sue funzioni, ma certamente non deve restare autonomo nella pigrizia con la quale lascia, per mesi, un detenuto in attesa di giudizio senza interrogarlo, come si verifica tutti i giorni e come è stato già denunciato».
Sembrano scritte oggi…”. (n.r. Sottolineiamo quanto ebbe a dichiarare Maceratini già nel 1984 sui fatti di giustizia in Italia. Da allora ad oggi pesa come una montagna la responsabilità politica di quanti hanno disatteso una riforma necessaria quanto urgente e che ancora langue tra le pastoie burocratiche del sistema e le cui storture si perpetuano sotto gli occhi di tutti.)

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Che fine hanno fatto le liste d’attesa per l’assistenza sanitaria?

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

“Con l’emergenza del Coronavirus, la già critica situazione delle liste d’attesa si è ulteriormente aggravata, diminuendo di gran lunga il livello di assistenza sanitaria per tutte le patologie diverse dal Covid. Per questo Fratelli d’Italia chiede un piano nazionale di rientro delle liste d’attesa, che garantisca necessarie risorse finanziarie e aggiuntive al settore sanitario e che possa attivare un fattivo coordinamento tra Stato e Regioni”. Così Achille Totaro, senatore di Fratelli d’Italia, durante il question time in Senato. “La risposta di oggi del ministro Speranza, che parla di risorse eccezionali stanziate in questo anno sulla sanità, non è esaustiva: durante una pandemia mondiale non poteva che essere così. Ma ora è necessario agire per eliminare la disuguaglianza sociale esistente tra Regioni e cittadini e permettere a tutti di poter ricevere una dignitosa assistenza sanitaria, soprattutto non conoscendo quale sarà la situazione che ci troveremo ad affrontare a settembre. Sarà quindi fondamentale non farsi trovare impreparati” conclude il senatore Totaro.

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L’arrivo dei Longobardi in Italia: un’analisi biomolecolare

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Oggi, un nuovo studio pubblicato su Scientific Reports, risultato di una missione coordinata da Mary Anne Tafuri del Laboratorio di Paleoantropologia e bioarcheologia della Sapienza, ha ricostruito le dinamiche con cui i Longobardi arrivarono nella nostra penisola dopo la caduta dell’Impero Romano e si stanziarono sul territorio. Il lavoro, svolto in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Università di Parma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si è basato su analisi biomolecolari effettuate sui fossili di alcuni individui rinvenuti nella necropoli longobarda di Povegliano Veronese, con l’obiettivo di indagare la mobilità della popolazione germanica e gli aspetti socioculturali che ne sono conseguiti. Nello specifico, Mary Anne Tafuri e il suo team hanno esaminato la concentrazione di stronzio e ossigeno e dei loro isotopi stabili (atomi con numero di massa variabile) all’interno di ossa e denti di un “campione” di 39 individui inumati e 14 animali, selezionati fra i reperti emersi dalla necropoli. L’ossigeno e lo stronzio, come tutti gli elementi naturali, hanno una distribuzione isotopica ben precisa che può però essere alterata da fattori biochimici e ambientali. L’aspetto interessante è che i valori relativi tali alterazioni risultano caratterizzanti per una determinata area geografica piuttosto che per un’altra. I ricercatori hanno poi approfondito la provenienza e le dinamiche di mobilità di quella parte di comunità, circa il 26%, che non nacque a Povegliano ma vi migrò nel corso della vita, comparando i dati isotopici di questo gruppo con quelli di individui provenienti da altre necropoli longobarde.I valori isotopici degli alloctoni di Povegliano sono risultati compatibili con quelli dei Longobardi sepolti nella necropoli ungherese di Szólád, una delle ultime località occupate dai Longobardi prima del loro arrivo in Italia, confermando la ricostruzione effettuata dagli studiosi. Inoltre, grazie alle datazioni fornite dalle strutture tombali in cui sono rinvenuti gli individui e dagli oggetti di corredo, è stato possibile distinguere tra sepolture ascrivibili alla più antica fase d’uso della necropoli (fine VI – inizio VII secolo d.C.) e a quelle più recenti (prima metà VII – prima metà VIII secolo d.C.), cioè fra individui appartenenti alle prime generazioni di coloni e a quelle successive. I risultati dello studio, che combina dati archeologici e isotopici, costituiscono un tassello importante nella ricostruzione delle dinamiche di insediamento e di mobilità dei Longobardi nel loro insieme, ma anche sulle modalità con cui questo popolo di guerrieri si è integrato nel contesto di una civiltà, dando vita a una cultura nuova, capace di coniugare la tradizione germanica con quella classica e romano-cristiana.

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Coinvolgere oculisti su linee guida telemedicina in oftalmologia

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Coinvolgere i medici nella stesura del documento della commissione Salute della Conferenza delle Regioni in merito alle visite specialistiche in telemedicina, e in particolare l’Associazione italiana medici oculisti nella parte che riguarda l’Oftalmologia. E’ la richiesta che arriva dall’Aimo, che “desidera sottolineare, come e’ stato gia’ affermato dal presidente Filippo Anelli, che tale documento e’ stato creato senza la preventiva consultazione con i medici attraverso la Fnomceo. In particolare, senza tenere conto delle diverse problematiche per la valutazione diagnostica che si possono creare nelle varie specialita’ mediche”.
Per quanto riguarda l’Oftalmologia, in particolare, “partiamo dal presupposto, fondamentale per noi, che il paziente e la sua adeguata valutazione diagnostica e terapeutica sono il centro indiscutibile del nostro operato. Riteniamo – spiega il dottor Marco Gusmeroli, consigliere AIMO – che per la complessita’ diagnostica, anche solo della misura e della natura del difetto refrattivo, che, ribadiamo fortemente in questa occasione, e’ un atto medico, la visita non sia effettuabile con una valutazione a distanza. Inoltre, ogni ulteriore esame deve avere la possibilita’ di essere svolto in presenza del paziente, inserendo ogni valutazione nel suo percepito e vissuto. L’esecuzione e valutazione di esami diagnostici deve essere sempre sotto la responsabilita’ medica, siamo pero’ consapevoli che il teleconsulto possa essere un valido strumento di approfondimento tra figure mediche. Siamo fermi nell’idea che, se non ben delineati i ruoli e le modalita’, si possano creare pericolose ingerenze di figure non sanitarie, evento che purtroppo si sta gia’ verificando. Questa puo’ essere l’occasione per ricondurre ogni tipo di valutazione e responsabilita’ in forma esclusiva al medico, senza che possa essere delegata l’esecuzione di esami a distanza a figure non adeguate”. Per questi motivi AIMO “chiede di partecipare alla stesura delle linee guida riguardanti la telemedicina in Oftalmologia”.

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Nuovi materiali per batterie al litio

Posted by fidest press agency su giovedì, 6 agosto 2020

Ancora successi per la ricerca Unicam. E’ stato pubblicato nei giorni scorsi sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale Advanced Energy Materials un lavoro di ricerca che vede tra gli autori anche il prof. Gabriele Giuli, docente della sezione di Geologia della Scuola di Scienze e Tecnologie di Unicam, riguardante lo studio di nuovi materiali da utilizzare nelle batterie al litio ricaricabili.Come è noto, le batterie al litio ricaricabili sono presenti non solo in dispositivi di uso comune, ma anche in altri strumenti quali veicoli per automozione.C’è quindi attualmente una forte spinta nel mondo per attività di ricerca su materiali alternativi da poter utilizzare all’interno delle batterie stesse, sia nei materiali da mettere negli anodi e nei catodi che nei materiali da utilizzare come elettroliti, con l’obiettivo di ottenere maggiori capacità di carica e maggior velocità nella ricarica della batteria stessa.“Il nostro lavoro si è incentrato sulle caratteristiche di uno di questi materiali che potrebb essere utilizzato negli anodi delle batterie al litio: si tratta di un ossido di cerio, che esiste come minerale ma in questo caso è un composto sintetico, che è stato “drogato”, ossia è stato aggiunto, con del ferro. In questo nuovo composto abbiamo riscontrato delle capacità addirittura triple rispetto alla capacità teorica: cioè se questo materiale poteva immagazzinare una certa quantità di corrente, con questa modifica ne immagazzina tre volte tanto”. In questo gruppo di ricerca multidisciplinare e internazionale, composto oltre che da Unicam anche da ricercatori de Helmholtz Institute di Ulm, dal Karlsruhe Institute of Technology e dalla linea italiana del CNR del Sincrotrone di Grenoble, il prof. Giuli si è occupato di coordinare il gruppo che ha studiato la struttura atomica del nuovo materiale, con particolare attenzione ai legami atomici ed al comportamento del cerio e del ferro durante i cicli di carica e scarica della batteria.Quest’ultimo lavoro si inserisce nell’ambito delle attività in un filone di ricerca importante per Unicam che vede da tempo coinvolti diversi gruppi di ricerca coordinati oltre che dal prof. Giuli, dal prof. Francesco Nobili della sezione di Chimica e dai professori Andrea Di Cicco e Angela Trapananti della sezione di Fisica della Scuola di Scienze e Tecnologie.

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